Il Technical Scientific Marketing Manager

Nicola Barbini • Direzione Scientifica di Job On Beauty, Milano – direzionescientifica@jobonbeauty.com


Scenario economico

Il comparto cosmetico, anche in un periodo molto delicato come quello che stiamo vivendo, ha confermato il trend positivo degli ultimi anni. Nel 2019, il valore della produzione cosmetica, cioè il fatturato delle imprese, è cresciuto mediamente del 2,3% rispetto al 2018, per un valore prossimo ai 12.000 milioni di euro. Le previsioni per l’anno in corso, invece, confermano un rallentamento per quanto riguarda i canali tradizionali ed un aumento considerevole del fatturato generato online.
I punti di forza del settore rimangono gli investimenti nell’innovazione, la qualità del prodotto e la qualificazione del servizio unita alla formazione del personale; elementi che consentono la tenuta e la competitività sui mercati, insieme anche ad altri indicatori industriali come l’ampliamento e la qualificazione della capacità competitiva.
Questi dati, presi all’inizio del 2020 e quindi riferiti al periodo precedente l’emergenza sanitaria, dovranno essere ricontrollati alla luce delle posizioni assunte a livello mondiale in termini di circolazione merci e sicuramente subiranno una modifica che comunque non impatterà in maniera così importante sulla filiera.

Evoluzione

La situazione socio-economica causata dalla pandemia ha portato a un rallentamento degli ordinativi di alcune categorie cosmetiche. Tuttavia, in questa seconda parte del 2020, anche grazie alla diminuzione delle restrizioni alla circolazione, gli ordini si stanno riprendendo, consentendo un recupero dell’intero comparto.
Le capacità distintive che caratterizzano l’industria cosmetica, dalla flessibilità alla velocità di reazione, intercettando così i trend in ascesa, costituiscono un asset importante che permette una visione non drammatica e che dimostra l’autonomia e la forza di reazione a prescindere dalle avversità di scenario.
Tra i punti di forza che hanno da sempre contraddistinto il settore e che saranno essenziali nei prossimi mesi si confermano gli investimenti, soprattutto in Ricerca & Sviluppo, che elevano la qualità dei cosmetici italiani che ne caratterizzano l’offerta sul territorio e, soprattutto, fuori dai confini nazionali, e che riporteranno il Made in Italy nel mondo. Inoltre, gli investimenti sui processi produttivi: qualità e flessibilità sono e saranno i valori aggiunti che elevano la competitività aziendale, permettendo così di cogliere opportunità nella specializzazione e differenziazione dell’offerta di prodotto con tempi relativamente brevi. Nuovi prodotti, diversificazione di canale e velocità di proposizione saranno essenziali nelle strategie aziendali per riprendere quote di mercato.

Il capitale intangibile

Per lanciare nuove sfide, l’industria cosmetica ha sempre spinto sull’innovazione e ogni azienda è da sempre caratterizzata da un forte know-how specifico. Questa parola chiave è legata alle persone che nel settore cosmetico hanno un’importanza basilare per il successo aziendale, anche se molte volte questo parametro non viene considerato in ambito di strategia aziendale, cercando di impostare organigrammi, schemi e flussi presi da altri settori, non tenendo conto delle competenze delle persone.
Diverse sono le figure chiave che crescono insieme all’azienda, diventando pilastri importanti del successo aziendale. A seconda della grandezza aziendale le figure sono molteplici, tutte con una conoscenza specifica e consolidata che l’azienda deve tutelare e far crescere, proprio per migliorare costantemente il risultato economico.
Pertanto, solo per citarne alcune:
– addetti alla produzione e industrializzazione;
– Ricerca & Sviluppo;
– qualità;
– regolatorio;
– marketing;
– commerciale;
– acquisti;
– CEO – Direzione generale.

Queste sono alcune delle aree dove la conoscenza è specifica o dovrebbe essere specifica del settore; la perdita di unità a seconda dell’esperienza e della storicità aziendale porta sicuramente a un rallentamento dei flussi e delle performance.

La nuova figura

Analizzando le aree e quindi i profili che si potrebbero individuare, vorrei soffermarmi sull’area marketing. Grazie alla mia esperienza, soprattutto tecnica, come consulente, sono venuto a contatto con numerose realtà aziendali e molti reparti marketing, dai più strutturati a quelli meno; raramente mi sono rapportato con persone dotate di capacità tecniche-chimiche, con conoscenza degli ingredienti in termini scientifici e quindi in grado di dialogare con il reparto di Ricerca & Sviluppo (R&D). Di conseguenza, ho sempre rappresentato la figura ponte tra R&D e marketing operativo e strategico, cercando di combinare le mie conoscenze economiche con quelle tecniche.
A mio parere, la problematica maggiore risiede nel fatto che le persone che operano nei reparti di R&D hanno un’elevata competenza tecnica; generalmente laureati in discipline scientifiche e con una profonda conoscenza del prodotto e degli ingredienti in esso contenuti, avendo analizzato lo stesso da un punto di vista chimico, considerando le prove di compatibilità degli ingredienti, avendo studiato la formulazione, l’applicazione e la performance, senza tralasciare l’aspetto regolatorio che rimane di fondamentale importanza; tuttavia, sono poco consapevoli della portata commerciale vera e propria del prodotto.
Da questa figura preziosa in azienda può nascere il nuovo Technical Scientific Marketing Manager (TSMM), posizione essenziale per tutte le aziende produttive e/o commerciali quali:
• aziende di produzione di materie prime;
• aziende di distribuzione di materie prime con sviluppo di applicativi;
• aziende conto terzista di prodotto cosmetico;
• aziende commerciali di brand che producono da aziende terziste;
• aziende commerciali che distribuiscono linee cosmetiche provenienti dall’estero.

Una figura specializzata con un profilo tecnico e con una laurea scientifica (quale, ad esempio, chimica, ingegneria chimica, farmacia, chimica e tecnologia farmaceutiche, biologia), che abbia fatto un percorso di lavoro in un laboratorio di formulazione di almeno 2-3 anni sviluppando prodotti cosmetici finiti, in grado di lavorare con gli ingredienti, conoscerne i profili, le schede tecniche e le performance, e con una particolare vocazione per la comunicazione, rappresenta una perfetta interfaccia tra il marketing e la Ricerca & Sviluppo. Questo perché il marketing più tradizionale studia i trend, i dati economici e le tendenze della moda, mentre la ricerca e lo sviluppo traduce in selezione degli ingredienti e in industrializzazione le richieste. Spesso, infatti, un marketing “vecchio stampo” non sempre risulta essere in grado di dare indicazioni precise ai formulatori, che spesso si limitano agli applicativi forniti dai produttori di materie prime e conseguentemente vengono sviluppati prodotti non innovativi ma i cosiddetti “follower”, simili, quindi, a prodotti già lanciati da altri competitor.
Al contrario, il TSMM è colui che può sedersi in una riunione tecnica con il team della ricerca ed esporre e indirizzare gli interlocutori grazie all’utilizzo del medesimo linguaggio scientifico diventando un volano commerciale in ambito d’incontro con il cliente, che verrebbe supportato e aiutato tecnicamente anche da un punto di vista del marketing.
Una figura nuova da inserire nel proprio organigramma oppure da creare selezionando nel proprio staff tecnico chi mostra le attitudini e il bagaglio esperienziale richiesto che, grazie a un percorso formativo, può diventare una nuova e fondamentale risorsa per migliorare le performance aziendali.

Conclusioni

Il miglioramento aziendale passa da una strategia condivisa a tutti i livelli e le organizzazioni aziendali hanno la necessità di evolversi, cercando di capire dove possono esserci possibilità di miglioramento. In un settore come quello cosmetico, dove la potenzialità di evoluzione e di crescita è ancora notevole, la creazione di nuove figure volte a combinare competenze differenti nasce dall’esperienza vissuta all’interno del settore e diventa essenziale per vincere le sfide della competitività globale. Per questo il capitale umano per il settore cosmetico è la chiave essenziale per il successo.
“Portatemi via la mia gente e lasciatemi le aziende vuote e presto l’erba crescerà sul pavimento dei reparti. Portatemi via le aziende e lasciatemi le persone con cui lavoro e presto avrò aziende migliori di prima”.

(Carneige A).

Articolo pubblicato su Cosmetic Technology 5, 2020

Il Bregaglio Nutra team

Aria di novità in Bregaglio, storico distributore di materie prime per la cosmetica con sede a Biassono (MB). Nei mesi scorsi, infatti, ha preso forma una nuova divisione nutraceutica nata dalla consapevolezza che il “benessere esterno” curato con i prodotti cosmetici si abbina sempre di più a un “benessere interno” supportato dagli integratori alimentari.

Abbiamo incontrato i componenti del nuovo “Nutra team”: Katia Tudisco, responsabiledell’assistenza tecnica e regolatoria, e Andrea Poli, responsabile commerciale. Entrambi dinamici e con tanta voglia di innovazione.


Come è nata la nuova Nutra Specialities Division?
Crediamo che esista una forte connessione tra la salute e la sintonia con se stessi. La cura di sé, soprattutto oggi, è fondamentale non solo a livello estetico (attraverso l’uso di cosmetici che si prendono cura dell’aspetto esteriore), ma anche attraverso l’integrazione di preziosi elementi per via orale, siano essi assunti con l’alimentazione o tramite un supplemento: questa la strada per ottenere benefici in&out. Ci sono vari ingredienti per raggiungere lo scopo; da qui è nata la decisione di sviluppare materie prime selezionate per la produzione di integratori alimentari.

Quali sono gli ingredienti più innovativi e meritevoli di attenzione a questo proposito?
Il mondo sottomarino nasconde tesori per la nutraceutica: alghe, microalghe e piante marine da cui possiamo ricavare minerali preziosissimi, oltre all’acido docosaesaenoico (DHA) e antiossidanti come l’astaxantina.
Come altro esempio possiamo citare la polpa del frutto di Baobab, considerata un superfood per le innumerevoli proprietà.

Cosa vi piace di più della nuova avventura nutra di Bregaglio?
Aver trovato una squadra affiatata e con tante competenze forti: come Nutra team siamo in due ma tutta l’organizzazione di Bregaglio ha messo in campo il proprio entusiasmo e si è lanciata nella nuova esperienza della nutraceutica. È un vero gruppo di lavoro, molto coinvolgente.

Come vi collocate nel mercato nutraceutico? Verso quali categorie di consumatori vi indirizzate?
Pur essendo buoni ultimi nell’affrontare il mercato nutraceutico, lo slancio verso l’innovazione è stato più forte degli ostacoli. Avendo una consolidata presenza nel settore cosmetico e sapendo di avere a disposizione un bel portafoglio di materie prime a uso bivalente (cosmetico e nutraceutico) proveniente dai fornitori storici di Bregaglio, abbiamo trovato “naturale” ampliare la nostra offerta verso questo settore per noi nuovo. Inoltre, abbiamo molti clienti sensibili alla combinazione di benessere “in+out” e produttori di cosmetici e integratori.
Ci rivolgiamo a consumatori abituati ad acquistare cosmetici in sinergia con gli integratori. Pensiamo che questa tendenza non potrà far altro che aumentare e a nostro avviso il trend sarà anche allineato con il desiderio di alimentazione sana, equilibrata, fatta di ingredienti “bio” e a km zero.
Sta crescendo la consapevolezza che la salute è un bene assoluto e non barattabile, soprattutto per le generazioni più giovani che pongono molta attenzione al benessere a 360°. È un mercato dinamico, fonte di continua innovazione, in cui vogliamo portare il nostro contributo.

Questo periodo di pandemia ha influito molto sulle abitudini dei consumatori. Quali sono le richieste attuali dei clienti e quali le aspettative per il prossimo anno?
La situazione creatasi da febbraio a questa parte sta mandando a nostro avviso un segnale molto chiaro: la cura della salute propria e collettiva è una priorità che fino a qualche mese fa era quasi data per scontata.
Oggi stiamo vivendo una fase probabilmente ancora molto vicina al periodo del lockdown per fare delle buone previsioni. Tuttavia, abbiamo avuto maggiori richieste di prodotti in grado di potenziare il sistema immunitario e gestire lo stress.

Quali sono le aspettative per il futuro?
Abbiamo iniziato questa nuova avventura volendo dimostrare ancora una volta il nostro impegno, la nostra serietà e il nostro spirito di gruppo.
In Bregaglio siamo consapevoli che bisogna sempre spingersi oltre, e a questo proposito facciamo tesoro del pensiero di John Fitzgerald Kennedy che disse: “Il cambiamento è la legge della vita, quelli che guardano solo al passato o al presente sicuramente perderanno il futuro”.

Per informazioni
Andrea Poli
nutra.bregaglio@outlook.it
tel +39 039 492133
www.bregaglio.eu

 

Intervista pubblicata su L’Integratore Nutrizionale 5, 2020

COVID-19: Biofarma group mette a punto un nuovo liquido

Biofarma Group ha messo a punto un liquido innovativo per la conservazione e il trasporto dei campioni da tampone per il COVID-19, che consente di ridurre al minimo nel tempo le variazioni ambientali del materiale di analisi rispetto agli altri prodotti attualmente presenti sul mercato,
e ne ha depositato il brevetto.
Il progetto di ricerca è nato su spinta dell’Ospedale di Udine, quando la necessità di reperire reagenti e materiali per la diagnosi del COVID-19 appariva assai critica, e il prodotto è adesso a disposizione del Sistema sanitario regionale friulano.
La Regione Friuli Venezia Giulia ha infatti dimostrato interesse per il progetto che nasce da un’azienda di eccellenza del territorio, e sta valutando le forme di collaborazione per consentire che la fase del test avvenga con la massima accuratezza e rapidità, in vista di eventuali necessità di approvvigionamento urgente di materiale diagnostico, in concomitanza a una fase di acutizzazione del COVID-19 in autunno.
Il liquido, la cui ricerca e sviluppo è avvenuta all’interno della sede di Mereto di Tomba, nel laboratorio del Gruppo di analisi chimico-fisica e di microbiologia dell’azienda, consente di ridurre al minimo, nel tempo, le variazioni ambientali del materiale di analisi rispetto agli altri prodotti attualmente presenti sul mercato. Il team di ricercatori, coordinati da Sara Pezzetta ed Emanuele Nencioni con la collaborazione di Michela Bulfoni, biologa dell’Istituto di Anatomia patologica, Dipartimento di Area medica DAME di Udine, ha utilizzato strumenti tecnologicamente avanzati e ha lavorato assiduamente per mettere a punto il brevetto, che offre buoni risultati sia dal punto di vista della sostenibilità dei costi sia delle performance.
Germano Scarpa, Presidente di Biofarma e componente del consiglio di amministrazione di Biofarma Group, nato dalla fusione di Biofarma e Nutrilinea, e oggi gruppo leader in Italia ed Europa nel settore health care, spiega: “Il progetto non nasce con un intento commerciale, ma vuole essere un modo con cui il Gruppo, fortemente radicato in questa regione, dimostra attenzione alle necessità del territorio. La divisione Ricerca e Sviluppo del Gruppo può contare sulla collaborazione con centri di ricerca, università e start up a livello nazionale e internazionale: mettiamo a disposizione della Regione questo patrimonio di know-how e di esperienza”.

Per informazioni
Ufficio stampa Noesis
Valeria Riccobono
tel +39 392 9625892 • valeria.riccobono@noesis.net

Aggiornamento dello standard ISO 24444:2020

Eliana Regola • Coordinatrice Test di Laboratorio – Bio Basic Europe – testing@biobasiceurope.it


Come noto, l’SPF, acronimo di Sun Protection Factor (Fattore di protezione solare), è un indice espresso come valore numerico presente sull’etichetta di tutti i prodotti per la protezione solare. L’SPF indica il grado di protezione che un prodotto cosmetico può garantire nei confronti della radiazione ultravioletta, in particolare l’UVB.
Il test fondamentale a supporto dell’etichettatura del fattore di protezione solare (SPF) sui prodotti cosmetici per la protezione solare è effettuato sulla cute di soggetti umani ed è basato sulla risposta eritemica della pelle alla radiazione ultravioletta (UV) ottenuta da un simulatore solare.
I primi studi sulla determinazione della dose minima di radiazione luminosa necessaria a indurre l’eritema (MED) risalgono al 1934 a opera del fisiologo tedesco Friedrich Ellinger. Dopo aver determinato la minima dose eritemica per la cute non protetta (MEDu) e per la cute protetta dal prodotto in studio (MEDp), è possibile calcolare il valore di SPF del prodotto come rapporto fra MEDp e MEDu.
La prima definizione del rapporto tra MED della cute protetta con un prodotto per la protezione solare e quella della cute non protetta è noto come “Schulze Factor” (1956, fisico tedesco Rudolf Schulze). Il chimico austriaco Franz Greiter ha poi proposto nel 1975 di definire tale rapporto come Sun Protection Factor (SPF).

Standardizzazione di un metodo per la determinazione del fattore SPF
Dopo la definizione dell’International SPF test method del 2006, è stato pubblicato il primo metodo ISO 24444 che ha permesso di standardizzare, dettagliare, migliorare e rendere sempre più riproducibile la metodica di valutazione del valore di SPF.
Il 16 aprile 2020 è entrato infine in vigore lo standard UNI EN ISO 24444:2020 Determinazione in vivo del fattore di protezione solare (SPF).
Recepimento EN ISO 24444:2020 del 15 gennaio 2020; adozione ISO 24444:2019 del 18 dicembre 2019; sostituzione UNI EN ISO 24444:2011 (a sua volta recepimento EN ISO 24444:2010; adozione ISO 24444:2010).

Novità e principali informazioni sulla metodica aggiornata
La possibilità di effettuare il test di determinazione dell’SPF in accordo allo standard UNI EN ISO 24444:2020 è ad oggi un traguardo per i laboratori di analisi che lavorano in ambiente qualità ed effettuano ricerca scientifica di elevato standard.
Il test, realizzato secondo questa metodica, consente infatti di ottenere risultati maggiormente riproducibili e affidabili. Massima attenzione è rivolta alla strumentazione utilizzata, alla procedura di selezione dei soggetti e di esecuzione del test, oltre che alla risposta eritemica e all’espressione dei risultati.
Descrizione sintetica delle novità rispetto alla precedente edizione:
• nuovi metodi di prova per determinare l’uniformità del fascio dei simulatori solari;
• reclutamento dei soggetti in base alla puntuale valutazione colorimetrica della cute (angolo ITA°);
• 3 standard di riferimento, utilizzabili singolarmente o in combinazione, a seconda dell’SPF atteso del prodotto oggetto di studio;
• metodica di preparazione del campione e applicazione del prodotto sulla cute specifica per ogni tipologia di formulazione (lozione, crema, olio, liquido, gel, stick, balsamo, aerosol spray, pump spray, roll on, polvere, formulazioni in schiuma);
• aggiunta di un allegato informativo con esempi fotografici di risposte eritematogene, con linee guida per le classificazioni utili per gli sperimentatori;
• implementazione delle tabelle format per una presentazione dei risultati più completa e chiara.

Il presente Comunicato Stampa verrà pubblicato su Cosmetic Technology 6, 2020

Un aiuto per il sistema immunitario dei felini

Un innovativo alimento complementare in pasta, Help-TH1, è stato sviluppato e testato da Camon per sostenere le difese immunitarie di gatti e gattini. È un prodotto Orme Naturali, la linea di Camon che offre una gamma completa di prodotti ideati per supportare il benessere di cani e gatti, contribuendo a gestione e risoluzione di numerosi disturbi che possono colpire gli animali domestici.

Indicazioni
Uno dei principali fattori di rischio per la salute dei felini è rappresentato dai retrovirus, ovvero virus che alterano il materiale genetico della cellula infetta, trasformandola in piccola fabbrica di virus (FIV e FeLV sono i più conosciuti).
Help-TH1 è utile per sostenere la risposta difensiva dell’organismo in soggetti in cui la componente linfocitaria dei T helper-1 (cellule di fondamentali per una corretta risposta immunitaria) deve essere stimolata.
Questo nuovo alimento complementare in pasta molto appetibile può risultare utile per sostenere l’organismo tra una vaccinazione e l’altra o in ogni caso in cui il sistema immunitario sia posto sotto stress, grazie alla sua speciale composizione che si basa su un mix di funghi considerati adattogeni dalla farmacopea europea (Codyceps sinensis, Ganoderma lucidum e Coriolus versicolor) e sulle epigallochatechine gallate (EGCG) da tè verde, ovvero polifenoli dal potere ricostituente.

Ingredienti
Malto (da orzo), Cordyceps sinensis 5%, Ganoderma lucidum 5%, Coriolus versicolor 5%, Echinacea angustifolia 1%, Eleutherococcus senticosus 1%, Uncaria tomentosa 1%, Coenzima Q10, Prodotti del lievito.
Additivi nutrizionali: 3a700 Vitamina E (tutto-rac-alfa-tocoferile acetato) 10.000 mg/kg, 3a300 Vitamina C 15.000 mg/kg, Vitamina B12 3 mg/kg, 3b810 Lievito al selenio Saccharomyces cerevisiae CNCM I-3060 inattivato (Selenio 0,022 mg/kg), 3b605 Solfato di zinco monoidrato 470mg/kg (Zinco: 199,28 mg/kg), 3c322 Monocloridrato di L-lisina tecnicamente puro 50.000 mg/kg.

Additivi organolettici: estratto di Camellia sinensis (CoE 451) 25.000 mg/kg, estratto di Curcuma (CoE 163) 30.000 mg/kg.

Additivi tecnologici: E 262 Diacetato di sodio 4000 mg/kg, E202 Sorbato di potassio 4000 mg/kg, E281 Propionato di sodio 4000 mg/kg, E415 Gomma di xantano 4500 mg/kg, E551b Silice Colloidale 1000 mg/kg.

Componenti analitici: Proteina Grezza 9,00%, Fibra Grezza 0,01%, Grassi Grezzi 1,20%, Ceneri Grezze 0,80, Umidità 55,00%.

Modalità d’uso
Help-TH1 è disponibile nella pratica siringa graduata da 30 g che consente un utilizzo facilitato.
Il prodotto può essere somministrato direttamente in bocca o nell’alimento dell’animale e può essere richiesto in farmacia.

Per informazioni
Camon Customer Care
tel 045 6608511
customercare@camon.it
www.camon.it

Ancorotti Cosmetics: dove si fa la luce la bellezza

ancorotti cosmetics

Dove si fa luce la bellezza

ANCOROTTI COSMETICS nasce nel 2009 dalla decennale esperienza nel business cosmetico di RENATO ANCOROTTI e dalla visione creativa della figlia ENRICA.
Inizialmente interamente dedicata alla produzione di mascara, oggi ANCOROTTI COSMETICS sviluppa una vasta gamma di makeup e prodotti skin care per i brand di tutto il mondo.

Con la recente acquisizione dell’ex stabilimento Olivetti di macchine per scrivere, Ancorotti Cosmetics ha riqualificato un’area di 30.000 m2 nel cuore della città di Crema. La nuova fabbrica ha permesso all’azienda produttrice di cosmetici per conto terzi di ampliarsi senza ulteriore consumo di suolo, nel pieno rispetto della comunità e dell’ambiente circostanti.
Uno sviluppo industriale sostenibile non può prescindere dall’innovazione di processo; un obiettivo che la società persegue costantemente.
La progettazione del nuovo stabilimento ha infatti comportato una riconfigurazione dei processi aziendali secondo il paradigma di Industria 4.0, con un approccio sempre più integrato e l’applicazione di soluzioni di smart manufacturing.
Ecco quindi che l’officina dove si costruiva la famosa macchina per scrivere ET 101, la prima elettronica al mondo, è tornata a ospitare tecnologia e innovazione in un ambiente moderno, interconnesso e sostenibile. […]

Dalla passione per il colore, la strada verso il makeup

Dalla passione per il colore,
la strada verso il makeup

RF Cosmetici è una società italiana che da 25 anni opera nella produzione di skin care e makeup conto terzi. Nata dalla passione dei fondatori per la chimica e la farmacologia, per l’arte, la cultura e il design, è guidata da Rita Rizzi che può vantare una pluriennale esperienza come direttore tecnico e consulente di aziende del settore. Lo stabilimento, sito nell’hinterland bolognese, è dotato di un centro R&D (Ricerca e Sviluppo) interamente dedicato all’ideazione di formule basate su nuovi materiali e nuove tecnologie nella prospettiva di un green hi-tech. La consapevolezza che il progresso tecnologico influisce sull’ambiente sta cambiando l’industria della bellezza: i consumatori di oggi non sono disposti a rinunciare a principi essenziali quali autenticità, trasparenza e sostenibilità.
La nostra mission è creare prodotti unici con il focus rivolto alla bellezza di domani e ideare storie di marketing che attraggano nuovi clienti, stampa e influencer.

RF Cosmetici
Per saperne di più sul mondo RF Cosmetici
abbiamo intervistato Rita Rizzi, CEO di RF Cosmetici.
Rita Rizzi
CEO di RF COSMETICI

Come hai iniziato la tua attività nell’ambito del makeup?
RF Cosmetici è nata 25 anni fa dall’esigenza mia e di mia madre di dare vita a un desiderio che fino ad allora era vivo, ma ancora in uno stato embrionale.
La mia esperienza post laurea (Farmacia) in un piccolo laboratorio cosmetico in cui ho capito che la mia strada era la formulazione e la ricerca, e gli anni di esperienza di mia madre come esperta di dermocosmesi nel mondo delle farmacie, ci hanno portato a decidere di intraprendere insieme un’avventura che per due donne poteva sembrare quasi un azzardo. Invece negli anni questa semplice avventura si è trasformata in un’azienda la cui vocazione è coltivare l’innovazione per differenziare. RF Cosmetici ricerca nuove sostanze che consentano di accedere a nuove texture elaborando nuovi concept e filosofie per fabbricare prodotti che divengano vettori di un messaggio che rifletta l’identità del cliente. Dopo vent’anni di formulazione e produzione di prodotti principalmente skin care, cinque anni fa, dopo aver conseguito la certificazione Halal, ho deciso che la mia passione per l’arte e i colori maturata in anni di frequentazione dell’Accademia della Belle Arti di Bologna poteva svilupparsi nel creare una linea di makeup innovativa, diversa, sfidante, e in linea con i tre principi per me fondamentali: sostenibilità , eticità e cruelty free. […]

Per informazioni
rfcosmetici@rfcosmetici.it • www.rfcosmetici.com

Reazioni avverse a integratori contenenti acido alfa lipoico

La consapevolezza che anche gli integratori alimentari possono provocare reazioni avverse, talora anche gravi, deve essere ben presente negli utilizzatori e nel personale sanitario. Va sottolineata a questo proposito l’importanza della segnalazione spontanea di sospette reazioni avverse al sistema di fitovigilanza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (www.vigierbe.it).

Gli integratori alimentari a base di acido alfa lipoico sono sempre più frequentemente utilizzati, principalmente per lombosciatalgia, sindrome del tunnel carpale e a scopo dimagrante, anche se le informazioni legate alla sicurezza sono ancora poche. Un contributo rilevante è stato dato di recente dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che ha valutato le segnalazioni spontanee degli ultimi 20 anni raccolte dal sistema di fitosorveglianza tra marzo 2002 e febbraio 2020, e pubblicato i risultati sulla rivista Clinical Nutrition a luglio 2020 (1).

Da marzo 2002 a febbraio 2020, su un totale di 2147 segnalazioni, sono state raccolte dal sistema di fitovigilanza 116 segnalazioni relative a 212 sospette reazioni avverse a integratori alimentari a base di acido lipoico.

Le segnalazioni hanno riguardato soprattutto donne (68%) e le reazioni più frequenti sono state a carico della pelle (44,9%) e del sistema gastrointestinale (10,8%).

i) Causalità: il livello di imputabilità, cioè la probabilità di associazione delle reazioni segnalate con l’integratore, è risultata come definita (N=15), probabile (N=35), possibile (N=24), improbabile (N=5), e non determinabile (N=37).

ii) Esordio precoce: nel 70% dei casi gli eventi si erano manifestati entro 1 mese di utilizzo dell’acido lipoico.

iii) Gravità: quasi il 40% degli eventi sono stati indicati come gravi. Tra questi vi sono casi di iperinsulinemia autoimmune (N=10). Questa rara condizione, anche nota come sindrome di Hirata, è una gravissima reazione avversa che si manifesta con una severa ipoglicemia. Sebbene la sindrome di Hirata sia nota in Giappone, la sua diagnosi e la sua possibile associazione con l’assunzione di acido lipoico non è molto nota nei Paesi occidentali. L’alta prevalenza nell’Europa meridionale dell’antigene leucocitario umano DRB1*04:03, implicato nella suscettibilità genetica della sindrome di Hirata, insieme a un alto consumo di integratori in Italia e alla presenza di un sistema di segnalazione di sospette reazioni avverse a integratori alimentari possono essere fattori che hanno permesso di individuare tale segnale.

Risultati simili si sono ottenuti analizzando altri database internazionali di reazioni avverse (5641 report nel WHO-VigiBase) che hanno confermato i risultati italiani.

I clinici dovrebbero essere a conoscenza di questo possibile gravissimo evento sia nei pazienti diabetici (in particolare in quelli non trattati con sulfaniluree) sia nei pazienti non diabetici, qualora mostrino ipoglicemia durante l’uso di integratori alimentari a base di acido lipoico. La somministrazione di corticosteroidi ad alti dosaggi si è dimostrata efficace per il trattamento di tali pazienti.

Complessivamente lo studio del ISS raccomanda:

i) un’attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio dei prodotti contenenti ALA da parte delle autorità regolatorie;

ii) consapevolezza e monitoraggio da parte dei medici;

iii) vigilanza continua del loro profilo di sicurezza attraverso i preziosi sistemi di segnalazione spontanea.

 

Bibliografia
1. Gatti M, Ippoliti I, Poluzzi E et al (2020) Assessment of adverse reactions to α-lipoic acid containing dietary supplements through spontaneous reporting systems.
Clin Nutr doi:10.1016/j.clnu.2020.07.028

Per informazioni
www.epicentro.iss.it

Articolo pubblicato su L’Integratore Nutrizionale 5, 2020

Benessere delle vie urinarie in compressa tristrato

Uno dei disturbi più comuni delle vie urinarie è la cistite. Nonostante il problema interessi principalmente il sesso femminile, lo si può riscontrare anche negli uomini, soprattutto con l’avanzare dell’età.
La principale causa d’infezione delle vie urinarie è dovuta all’adesione e alla conseguente colonizzazione a livello vescicale del batterio Escherichia coli.
IVUXUR® di Kolinpharma è un integratore alimentare a base di Pacran® (estratto secco di mirtillo rosso), D-mannosio, uva ursina e zinco. Grazie all’innovazione tecnologica, IVUXUR® è ora disponibile anche in compresse tristrato.


Indicazioni
IVUXUR® è un integratore alimentare a base di mirtillo rosso, D-mannosio, uva ursina e zinco, pensato per il benessere delle vie urinarie.
Il mirtillo rosso e l’uva ursina sono utili per il benessere e la funzionalità delle vie urinarie; lo zinco, oltre a essere di aiuto al normale funzionamento del sistema immunitario, contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

Ingredienti
Una compressa di IVUXUR® contiene: D-mannosio, agenti di carica: cellulosa, fosfato dicalcico, idrossipropilmetilcellulosa, carbossimetilcellulosa sodica reticolata, idrossipropilcellulosa; estratto secco di mirtillo PACRAN® (Vaccinium macrocarpon Aiton) titolato all’1,5% in proantocianidine (PACs), uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi (L.) Spreng.) foglie estratto secco titolato al 20% in derivati idrochinonici totali espressi come arbutina anidra, agenti antiagglomeranti: sali di magnesio degli acidi grassi, biossido di silicio; bisglicinato di zinco, colorante: E172.

Modalità d’uso
Si consiglia l’assunzione di 1 o 2 compresse al giorno di IVUXUR®.
Disponibile in farmacia in confezione da 14 compresse tristrato da 1,45 g e nel formato 14 bustine da 3 g.

Per informazioni
www.kolinpharma.com

Articolo pubblicato su L’Integratore Nutrizionale 5, 2020

“Lipstick effect” vs “Covid effect”: chi vincerà?

Report di 24 Ore Ricerche e Studi in collaborazione con l’Area Studi Mediobanca


La produzione mondiale di articoli cosmetici (o beauty) è stimabile in 400 miliardi di dollari, mentre la spesa pro-capite mondiale in beauty è pari a 66 USD. L’Italia occupa la posizione di quarto produttore europeo e nono al mondo con vendite per 11,9 miliardi di dollari, preceduta in Europa da Germania, Francia e Regno Unito.
L’intera filiera della cosmetica italiana, compresi i fornitori, soprattutto di packaging, arriva a circa 16 miliardi. La GDO rappresenta il principale canale di vendita in Italia, con una quota attorno al 45%, seguito da profumerie (20%) e farmacie (18%). L’unico canale in crescita durante il lockdown è stato l’e-commerce (+37%).
L’export l’ha fatta da padrone, passando dal 25,1% delle vendite nel 2009 al 43,4% del 2019. L’Italia è il terzo esportatore europeo con 5,4 miliardi di euro e il sesto mondiale.
Sono questi alcuni dei numeri presenti nel report COSMESI elaborato da 24 ORE Ricerche e Studi, la nuova Area del Gruppo 24 ORE che realizza analisi complete e dettagliate dei singoli settori di mercato, in collaborazione con l’Area Studi di Mediobanca.
Il report di oltre 200 pagine analizza i bilanci degli ultimi 5 anni delle società quotate e non quotate, e propone un outlook di settore corredato da una Ceo’S Agenda. Il report, che parte da una visione sintetica del business a livello mondiale individuando i maggiori Paesi produttori, inquadra il ruolo delle imprese italiane e ne analizza le performance. Particolare attenzione viene posta a temi quali import/export, governance, operazioni di M&A, delocalizzazioni, dinamiche commerciali e affidabilità creditizia.

Report COSMESI
Nel report COSMESI emerge che le imprese italiane del beauty con fatturato superiore a 10 milioni sono 195, con vendite pari a 12,1 miliardi di euro e oltre 39.000 dipendenti.
Prevalgono le attività produttive (6,4 miliardi) su quelle commerciali (5,6 miliardi). Tra le imprese manifatturiere, quelle che producono a marchio proprio fatturano 4,4 miliardi, mentre i terzisti sono appena sopra i 2 miliardi. Nel commercio, i grossisti con 3,4 miliardi superano i dettaglianti a 2,2 miliardi.
Il fatturato 2018 conferma i cinque migliori player italiani: l’Oréal Italia, azienda multiprodotto, a 870,4 milioni; Intercos a 691,6 milioni e KIKO a 592,5 milioni (entrambe aziende di makeup); Sodalis, il cui principale settore di attività è l’igiene della persona, a 422,2 milioni; e infine Euroitalia, azienda di profumi, a 395,5 milioni.
Le imprese italiane del makeup segnano ricavi per 2,8 miliardi (23% del totale italiano), quelle dell’igiene della persona per 2,1 miliardi (18%), i prodotti per capelli, creme e profumi sono attorno al 10% del totale. Le imprese multiprodotto a controllo straniero sono una parte importante della produzione con vendite per 1,5 miliardi, ancora marginale la nicchia della cosmesi naturale (0,6 miliardi). La presenza straniera in Italia è molto rilevante e vale oltre un terzo della produzione a 4,3 miliardi, con i francesi che da soli fatturano 1,8 miliardi di euro. In generale la presenza straniera è molto forte nel commercio (60% del giro d’affari italiano), nella cosmesi naturale (57%) e nelle creme (50%). Gli store al dettaglio di cosmesi multimarca sono per il 55% in mano a imprese straniere.

Uno sguardo al futuro
Se nel 2020 il fatturato dell’industria mondiale del beauty dovesse ripiegare nella stessa misura per cui è attesa la flessione del PIL (-4,5%), la produzione mondiale di beauty tornerebbe solo nel 2022 su livelli (circa 410 miliardi) superiori a quelli del 2019. Nel 2025 mancherebbero circa 40 miliardi di ricavi rispetto allo scenario pre-Covid.
Circa lo scenario italiano, è ragionevole attendere che il lockdown del 2020 abbia penalizzato principalmente i prodotti il cui utilizzo ha risentito della limitata socialità, principalmente il makeup e i profumi, e quelli la cui diffusione è legata alle attività commerciali, specificamente tutte le linee professionali.
In generale, comunque, giocano a favore del beauty la sua storica resilienza alle fasi recessive (c.d. “lipstick effect”), la forte brand awareness di cui godono i nostri prodotti, la buona solidità patrimoniale delle imprese (il settore conta disponibilità liquide pari a circa 1,5 miliardi) e, infine, la discreta presenza produttiva all’estero che potrebbe compensare la caduta produttiva domestica.
Il report COSMESI è acquistabile su 24oreprofessionale.ilsole24ore.com/prodotti/cosmesi

Per informazioni
Responsabile Ufficio Stampa Gruppo 24 ORE
Ginevra Cozzi • tel +39 335 1350144 • ginevra.cozzi@ilsole24ore.com

Responsabile Ufficio Stampa Mediobanca
Simona Rendo • tel +39 346 3130647 • simona.rendo@mediobanca.com

Articolo pubblicato su Cosmetic Technology 5, 2020