Letteratura cosmetica

Introduzione
Nel suo ultimo libro Umberto Borellini descrive la cosmetologia come una vera e propria scienza in grado di evidenziare che psiche e cute dialogano costantemente. La bellezza può essere raggiunta non soltanto impiegando prodotti sempre più performanti, ma anche attraverso un percorso polisensoriale.

La ricerca dermocosmetica si avvale sempre più di un approccio multidisciplinare che tenga conto della totalità delle esposizioni cui una persona è soggetta. La cosmetologia esposomatica si concentra, quindi, sull’insieme degli stimoli che quotidianamente influenzano e danneggiano la pelle, l’organo più esposto ed esteso del corpo umano. I fattori possono essere esogeni (inquinanti ambientali come le polveri sottili e i gas di scarico) oppure derivare da elementi fisiologici (per esempio variazioni ormonali), abitudini e stili di vita (fumo, alimentazione, stress, esposizione a radiazioni) (1). Durante la pandemia da SARS-CoV-2 (sindrome respiratoria acuta grave Coronavirus-2), un ulteriore elemento si è aggiunto al complesso network di componenti ambientali cui il corpo è sottoposto: il virus che causa la malattia chiamata COVID-19, identificato per la prima volta nell’uomo nel 2019 (2). La necessità di adottare misure di contenimento del contagio da Coronavirus ha infatti drasticamente modificato il nostro modo di vivere, di lavorare, di studiare e di socializzare, impattando quindi sull’esposoma umano.

Nessun cosmetico potrà mai donare quella
luce unica che nasce dal profondo dell’anima
che esprime la propria unicità
e la propria spiritualità.

Borellini U.

Abitudini igienico-cosmetiche durante la pandemia di COVID-19
Dall’inizio della pandemia, per prevenire e ridurre la trasmissione del virus sono state intraprese molte azioni: tra queste ha assunto un ruolo fondamentale la maggiore attenzione alle pratiche igieniche quotidiane. Numerosi ricercatori hanno approfondito questo tema. Per esempio, a 140 donne polacche è stato proposto un sondaggio relativo a operazioni di routine come il lavarsi mani e capelli, il farsi il bagno o la doccia e l’impiego di prodotti cosmetici, igienizzanti per la cute compresi (3). Sono stati tenuti in considerazione fattori come il livello di istruzione (professionale/primaria/secondaria/universitaria), il luogo di residenza (città da piccole a grandi), l’età (da 18 anni a oltre 65), la professione svolta e l’ambiente lavorativo (lavoro d’ufficio/agile). Dal confronto delle risposte relative al periodo COVID-19 con quelle del periodo pre-pandemico è emerso che, in generale, la pandemia ha significativamente cambiato le abitudini igienico-cosmetiche: per timore di infezione da SARS-CoV-2, nella maggior parte dei casi si è infatti prestata più attenzione all’igiene e alla cura delle pelle. A causa delle restrizioni imposte (distanziamento sociale) o per la perdita del lavoro, qualcuno ha potuto dedicarsi maggiormente al proprio aspetto grazie all’accresciuta disponibilità di tempo libero da trascorrere a casa. Consapevoli che l’igiene delle mani è un’operazione efficace nel ridurre l’incidenza di infezioni, le intervistate hanno dichiarato di aver aumentato la frequenza giornaliera del lavaggio delle mani, in particolare
dopo aver utilizzato il trasporto urbano (prima della pandemia 53,6 vs 80,7% durante) e dopo il ritorno a casa (80 vs 100%). Il sondaggio ha messo in luce la tendenza durante la pandemia a lavare il viso molte volte al giorno: dalle risposte “ogni volta che torno a casa”, “ripetutamente”, “più volte al giorno” e anche “8-10 volte al giorno” è emersa una sorta di ossessione per la pulizia del viso, sul quale il virus può depositarsi attraverso la trasmissione nell’aria di goccioline di saliva, potenzialmente contagiose, oltre che per contatto fisico tra le persone. Come atteso, è stato riscontrato un maggiore utilizzo di prodotti disinfettanti per la cute, principalmente quelli a base di etanolo: il ricorso a tali prodotti, descritto come “nullo” o “molto raro” in periodo pre-pandemico, è diventato “regolare” e “molto frequente” dopo. Non è invece significativamente variata la frequenza di lavaggio dei capelli (2-3 volte a settimana, 51,4 vs 52,1%), mentre è leggermente aumentata quella delle docce (due volte al giorno, 22,9 vs 30,0%) e dei bagni (3 volte a settimana, 5,3 vs 8,6%). La maggior frequenza dei bagni e delle docce calde, soprattutto serali, è stata correlata al desiderio di facilitare il relax in soggetti che avevano riscontrato disturbi del sonno, anche imputabili allo stato di ansia da COVID-19. A causa della chiusura dei centri estetici durante alcune fasi della pandemia, si è fortemente ridotta la possibilità di ricorrere a trattamenti professionali come tinture e maschere per i capelli, e trattamenti per le unghie. In parallelo, è aumentato il ricorso a rimedi casalinghi “fai da te” per la cura di viso, corpo e capelli, anche impiegando ingredienti economici, per esempio maschere allo yogurt per il corpo, al lievito di birra per il viso e all’uovo per capelli (11,4 vs 15,7%). Questa variazione è stata associata al maggior tempo disponibile da dedicare al proprio aspetto, ma anche alla necessità di risparmio economico (per riduzione o perdita del lavoro). In generale, si è osservato un minor utilizzo di tinture e maschere nutrienti per capelli, creme e sieri per il contorno occhi e per il viso, scrub per il viso e per il corpo, smalti per le unghie e creme per mani e piedi. Il cambiamento dello stile di vita associato alla cessazione del lavoro durante la pandemia (42,1%) o per il lavoro a distanza (26,4%) ha comportato una significativa riduzione della frequenza di impiego di profumi e di cosmetici per il makeup di viso, occhi e labbra. La limitazione all’utilizzo dei rossetti è attribuibile anche all’introduzione dell’obbligo di indossare la mascherina negli spazi pubblici. È invece aumentato in modo considerevole il ricorso a creme per le mani, a causa dell’incremento dell’uso dei prodotti ad azione disinfettante, i quali possono provocare irritazione cutanea e secchezza della pelle, ma anche per la possibile insorgenza di onicoschisi (fessurazione o escoriazione delle unghie) in chi indossa guanti protettivi per molte ore durante la giornata. Soltanto il 44% delle donne partecipanti al sondaggio ha dichiarato che manterrà le nuove abitudini e routine igieniche anche quando la pandemia sarà terminata, non tanto per l’oggettivo riscontro di migliori effetti cosmetici, quanto per la maggior comodità ed economicità di eseguire i trattamenti a casa propria. Le rimanenti intervistate, invece, hanno espresso l’intenzione di voler ritornare alla normalità, con la speranza di poter allontanare le sensazioni di paura, ansia e incertezza generate dalle restrizioni imposte per il contenimento del contagio da Coronavirus.

Prodotti igienizzanti e disinfettanti per le mani
Tipologie
La pandemia di COVID-19 ha influenzato molti aspetti della vita di ciascuno di noi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha divulgato in tutto il mondo, attraverso molteplici campagne di sensibilizzazione, raccomandazioni relative a tre azioni basilari per limitare la diffusione dei contagi: distanziamento sociale (ovvero allontanamento fisico), impiego di mascherine e igiene delle mani. Soprattutto durante la fase iniziale della pandemia, l’assenza di terapie specifiche per debellare il SARS-CoV-2 e la mancanza di vaccini hanno conferito alla prevenzione del contagio un ruolo fondamentale.
Ognuno di noi può svolgere una funzione importante nella lotta al Coronavirus: la frequente e accurata igiene delle mani e la disinfezione delle superfici e degli ambienti rappresentano senz’altro una strategia semplice ed efficace per il contenimento della diffusione di agenti patogeni e di prevenzione delle infezioni, compresa quella del COVID-19. Il Coronavirus, infatti, si trasmette principalmente attraverso goccioline di saliva e per contatto con persone infette e/o oggetti contaminati.
Numerose pubblicazioni scientifiche e raccomandazioni di organismi nazionali e internazionali destinate alla popolazione hanno puntato l’attenzione proprio sulla corretta igiene e disinfezione delle mani, soprattutto quando si trascorre molto tempo fuori casa, in luoghi pubblici, come anche in alcune situazioni particolari, per esempio prima di mangiare, dopo aver tossito, starnutito e soffiato il naso (4).
Ciò che emerge è la necessità di fare chiarezza sulle definizioni di prodotti che possono essere utilizzati per l’igiene delle mani e che sono differenti dal punto di vista regolatorio (5,6). Se infatti sembra essere chiaro a tutti che il lavaggio con acqua e sapone è una pratica cosmetica di detersione intesa come azione di pulizia della pelle, risulta meno netta la distinzione tra prodotti per le mani igienizzanti (cosmetici), quelli disinfettanti (Presidi Medico-Chirurgici (PMC) e biocidi) e i medicinali (formulazioni OMS).
I saponi naturali (solidi) e sintetici (saponi-non-saponi: lavamani solidi, fluidi, gel, spray, lozioni) sono prodotti cosmetici i quali, al contrario dei disinfettanti per la cute, non possono vantare un’azione germicida (claim non contemplato dal Regolamento cosmetico (CE) n.1223/2009).
I disinfettanti sono disciplinati dalla normativa europea sui prodotti biocidi (Regolamento (UE) n.528/2012) e da quella nazionale dei presidi medico-chirurgici (DPR n.392/199) destinati esclusivamente al mercato italiano. I prodotti lavamani più comuni attualmente presenti sul mercato e conformi ai requisiti di PMC, prodotti biocidi o cosmetici, sono i gel a base idroalcolica senza risciacquo.
Le formulazioni OMS sono ricette destinate alle farmacie o ad appositi laboratori per la produzione di grandi volumi di preparazioni a base alcolica per l’igiene delle mani. Si tratta di due soluzioni galeniche officinali, quindi medicinali, contenenti etanolo (80% v/v) oppure isopropanolo (75% v/v). Pensate per far fronte a emergenze sanitarie nei Paesi in via di sviluppo, per il consumo locale, e per questo contenenti anche perossido di idrogeno (0,125% v/v) con azione antisporigena, queste soluzioni sono state raccomandate anche per contenere l’emergenza COVID-19.
Le diverse organizzazioni sanitarie, nazionali e internazionali, hanno fornito indicazioni sulle pratiche per l’impiego corretto e consapevole degli igienizzanti e dei disinfettanti. Per il lavaggio delle mani venute a contatto con superfici contaminate, è sufficiente la detersione scrupolosa con saponi o detergenti sintetici, avendo cura di raggiungere entrambi i lati delle mani, le zone tra le dita e le unghie. Si deve quindi seguire un accurato risciacquo acquoso. L’a- zione lavante dei prodotti cosmetici citati è data dalla miscela di tensioattivi in essi contenuti: si tratta di molecole anfifiliche, la cui porzione idrofobica è in grado di rimuovere lo sporco dalle mani per azione meccanica e di interagire con l’involucro lipidico del Coronavirus, danneggiandolo.
I saponi sarebbero quindi meno efficaci nei confronti dei virus il cui materiale genetico non è contenuto e protetto da involucro. Anche se il lavaggio con acqua e sapone resta il metodo da preferire nella maggior parte dei casi, poiché consente l’eliminazione di un ampio spettro di agenti patogeni, non è sempre possibile ricorrervi (7). In assenza di acqua sono diventati di uso comune i prodotti lavamani senza risciacquo, ovvero prodotti igienizzanti o disinfettanti a base alcolica (contenenti etanolo, isopropanolo o miscele dei due) (8). Si tratta di prodotti molto versatili e di rapido impiego, formulati sotto forma di liquidi, gel o schiume: vanno applicati in piccola quantità su mani non visibilmente sporche (per non ridurre l’efficacia germicida) e asciutte; quindi si strofinano le mani per distribuire uniformemente il prodotto fino ad asciugatura completa. I disinfettanti possono anche essere non a base alcolica e contenere, per esempio, sostanze attive come la clorexidina digluconato o il cloruro di didecil dimetil ammonio. Tali prodotti, oltre a essere più costosi di quelli a base idroalcolica, sono caratterizzati da uno spettro germicida più ristretto e quindi sono meno efficaci: per tale ragione, i centri statunitensi per la prevenzione e il controllo delle malattie (Centers for Disease Control and Prevention, CDC) suggeriscono di non utilizzarli contro il SARS-CoV-2. Possono essere utilizzate anche le salviette umidificate contenenti sostanze disinfettanti: frizionare le mani con questi prodotti permetterebbe la rimozione fisica aggiuntiva dei microrganismi  eventualmente  sopravvissuti. È da notare, tuttavia, che durante il periodo pandemico il ricorso alle salviette non è così frequente, principalmente a causa del costo elevato di questi prodotti. L’esposizione ripetuta e prolungata ai prodotti a base di alcol, e ancora di più quelli non idroalcolici, potrebbe favorire nei batteri lo sviluppo di resistenza antimicrobica, con conseguente aumento del rischio di infezioni (1). Anche per questa ragione tali prodotti devono rappresentare un’alternativa al lavaggio delle mani con acqua e sapone, e non un’abitudine.

Efficacia
La letteratura mostra che l’efficacia degli igienizzanti (cosmetici) e dei disinfettanti (PMC e biocidi) per le mani dipende da fattori quali la composizione (tipologia e concentrazione della sostanza funzionale/attiva) e il tipo di microrganismo bersaglio (9). I prodotti a base idroalcolica, per esempio, sono efficaci contro i virus dotati di involucro lipidico, come quello del COVID-19, meno resistenti a detergenti, disinfettanti, acidi e calore rispetto ai virus senza involucro. Analogamente ai tensioattivi presenti nei saponi naturali o sintetici, infatti, le molecole degli alcol presentano una porzione polare e una non polare: anch’esse sono in grado di dissolvere le membrane lipidiche virali, con conseguente denaturazione e coagulazione delle proteine, l’inibizione del metabolismo cellulare e conseguente lisi del virus. Per tale ragione l’isopropanolo, più lipofilo dell’etanolo, sarebbe più attivo nei confronti del Coronavirus. Anche se alcuni studi hanno dimostrato che concentrazioni di alcoli maggiori del 30% v/v sono efficaci nell’inattivare il SARS-CoV-2 entro 30 secondi, normalmente si utilizzano concentrazioni maggiori. I CDC raccomandano l’impiego di prodotti a base alcolica contenenti almeno il 60% v/v di etanolo o il 70% v/v di isopropanolo, in particolar modo per il personale che lavora nelle strutture sanitarie. Soluzioni alcoliche a concentrazioni ancora più elevate sono meno efficaci perché le proteine virali sono difficilmente denaturabili in assenza dell’acqua.
La Food and Drug Administration (FDA) raccomanda di disinfettare le mani con prodotti contenenti 80% v/v di etanolo o 75% v/v di isopropanolo. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), l’etanolo è efficace contro i virus se utilizzato al 73,6- 89% p/p. Viene specificato, inoltre, che per evitare ambiguità la concentrazione di alcol non deve essere espressa in % v/v, unità di misura che, a differenza della % p/p, è influenzata da fattori quali la temperatura e il peso specifico della preparazione (6). Anche volume di applicazione e tempo di asciugatura del prodotto germicida possono influenzarne l’efficacia. Non vengono sempre fornite indicazioni precise sul volume di applicazione ideale, il quale dipende anche dalle dimensioni delle mani del soggetto, mentre è noto che il processo di igienizzazione delle mani deve richiedere non meno di 15 secondi. È stato sperimentato che i tempi di essiccazione di 3 mL di preparazioni contenenti percentuali di alcol comprese tra 70-90% v/v di etanolo sono sempre più lunghi di 30 secondi, raggiungendo quasi 50 secondi nel caso di prodotti contenenti isopropanolo, caratterizzato da temperatura di evaporazione maggiore di quella dell’etanolo (9). Se è vero che un’azione disinfettante che si sviluppa in tempi brevi minimizza il rischio che l’utilizzatore non rispetti la procedura di applicazione prevista, è altrettanto vero che il rischio a cui si può andare incontro è quello di impiegare volumi di prodotto inadeguati per velocizzare il tempo di asciugatura, e di conseguenza non utilizzarne una quantità sufficiente per la copertura completa delle mani.
L’OMS raccomanda di dedicare alla detersione delle mani con acqua e sapone non meno di 40-60 secondi, e almeno 20-30 secondi nel caso dei prodotti a base alcolica.
È importante sottolineare che il volume di prodotto da impiegare e la velocità di asciugatura sono correlati anche alla tipologia di preparazione applicata; per esempio le schiume hanno tempi di asciugatura più brevi rispetto a soluzioni e gel. A parità di volumi, i liquidi e le schiume possono ricoprire la superficie delle mani più rapidamente dei gel; d’altra parte, la maggiore viscosità dei gel idroalcolici ne prolunga il tempo di asciugatura e quindi quello di contatto della preparazione con la pelle, incrementando l’azione virucida dell’alcol. Anche la presenza di eccipienti nelle formulazioni dei prodotti disinfettanti può limitarne l’efficacia germicida: è il caso della glicerina, soprattutto se presente in percentuali ≥1,45% v/v (10). In particolare, nelle preparazioni a base di isopropanolo, la glicerina potrebbe avere un impatto negativo sull’azione dell’alcol, quindi si consiglia di sostituirla con altri emollienti (9,10).

Effetti sulla pelle delle mani
Durante la pandemia gli operatori sanitari e la popolazione in generale si sono concentrati sulla rigorosa igiene delle mani, ricorrendo molte volte durante la giornata ai vari prodotti igienizzanti e disinfettanti: è risaputo che questa pratica è in grado di compromettere l’integrità e la funzione di barriera dello strato corneo, con conseguente aumento della sensibilità della pelle. I tensioattivi presenti nei detergenti, così come l’alcol dei lavamani senza risciacquo, sono infatti in grado di provocare delipidizzazione della pelle e disidratazione dello strato corneo (11). L’interruzione della continuità del film idrolipidico comporta modificazione del pH, alterazione del microbiota cutaneo, disidratazione e aumento della Transepidermal Water Loss (TEWL). La conseguente comparsa di arrossamenti, prurito e screpolature, e l’insorgenza di xerosi cutanea (pelle secca), forniscono una potenziale porta di ingresso per i patogeni, oltre che un aumento della penetrazione epidermica di sostanze irritanti e allergeni. Il risultato può essere una risposta infiammatoria, con conseguente dermatite alle mani. L’ACDS, società americana dermatite da contatto, prevede un aumento di dermatite irritativa da contatto (ICD) e dermatite allergica da contatto (ACD), specificando che la causa è da attribuire principalmente a saponi e detergenti sintetici, più aggressivi dei prodotti a base alcolica ben formulati, come quelli contenenti ingredienti emollienti. D’altronde, ripetute e successive applicazioni di lavamani idroalcolici senza risciacquo possono facilmente portare al progressivo accumulo di prodotto sulla pelle.
È possibile adottare alcune precauzioni per la prevenzione della secchezza cutanea durante l’operazione di lavaggio con acqua e sapone: per esempio evitare di utilizzare acqua eccessivamente fredda o, soprattutto, calda (per non favorire la dilatazione eccessiva dei pori e quindi l’aumento della permeabilità della pelle, con successivo arrossamento cutaneo); scegliere tensioattivi delicati per non alterare l’equilibrio della cute; sciacquare accuratamente le mani con acqua corrente per allontanare i tensioattivi eventualmente rimasti tra le pieghe cutanee; utilizzare un asciugamano pulito o “usa e getta” evitando il frizionamento eccessivo oppure asciugare la mani all’aria (7). La risposta della pelle a igienizzanti e disinfettanti, così come l’efficacia, dipende sì da tipologia e intensità del trattamento, ma anche dalla formulazione dei diversi prodotti, ovvero dalla loro composizione (10).
Oltre ai tensioattivi o agli agenti con azione disinfettante, a seconda del tipo di preparazione possono essere presenti anche eccipienti emollienti, viscosizzanti, conservanti, sequestranti, sbiancanti, profumi e coloranti.
Per ridurre l’effetto disidratante e irritante dell’alcol, e quindi per prevenire l’insorgenza di dermatiti, gli igienizzanti mani e i disinfettanti possono essere addizionati di sostanze emollienti e idratanti di natura lipofila o idrofila. Tali ingredienti sono in grado di limitare la rimozione della componente lipidica dello strato corneo e di reintegrare il contenuto di acqua della pelle; devono però essere ben formulati al fine di ridurre l’efficacia dei prodotti che li contengono.
Tra gli idratanti lipofili si possono citare la vaselina, gli oli vegetali (ad esempio di oliva) e il burro di karité. Tra quelli idrofili o umettanti il più comunemente utilizzato è la glicerina, il cui effetto è direttamente proporzionale alla sua concentrazione nella formulazione. Occorre però prestare attenzione alla scelta della concentrazione di glicerina presente nei prodotti a base alcolica. Il contenuto ottimale suggerito è compreso tra 0,5 e 0,7% v/v: percentuali più elevate, come per esempio quelle presenti nelle formulazioni OMS, potrebbero infatti ridurre l’attività antibatterica dei prodotti, oltre a rallentare il processo di asciugatura, conferendo così alle mani una sensazione di appiccicoso. Per superare queste problematiche, recentemente è stato proposto un umettante alternativo costituito da una miscela di etilesilglicerina, dexpantenolo e un alcol a lunga catena. Altri idratanti idrofili sono: il glicole propilenico (2-5% v/v), meno costoso della glicerina e per questo forse preferibile in prodotti per le mani, e il gel di aloe vera, usato in miscela con glicerina o glicole propilenico, interessante e strategico dal punto di vista commerciale, in quanto di origine naturale.
Nei prodotti a base alcolica possono essere presenti anche viscosizzanti polimerici, quali carbomer (derivati dell’acido acrilico) e cellulose modificate (ad esempio idrossietil cellulosa, idrossipropil cellulosa), in percentuali comprese tra 0,5 e 5,5% circa a seconda della tipologia e del peso molecolare del polimero impiegato. Rispetto alle preparazioni liquide, quelle contenenti viscosizzanti sono caratterizzate da maggiore consistenza e buona spalmabilità, quindi meno soggette a perdite di prodotto durante l’erogazione dal contenitore e di più facile applicabilità sulle mani. Se da un lato la presenza di viscosizzanti comporta il prolungamento del tempo di asciugatura del prodotto applicato, e quindi del tempo di contatto dell’alcol con la pelle, occorre anche tenere in considerazione che questi ingredienti, come già osservato per quelli idratanti, possono provocare una riduzione della capacità antisettica della preparazione, variazione che dipende dalla tipologia e dalla percentuale del viscosizzante impiegato.
Infine, in numerosi prodotti per l’igienizzazione e la disinfezione delle mani sono presenti anche sostanze additive come conservanti, coloranti e profumi. Si ricorre a conservanti (alcol benzilico, fenossietanolo, ecc.) per conferire stabilità microbiologica alla preparazione; la sostanza funzionale e/o con azione disinfettante incorporata potrebbe infatti non avere uno spettro germicida ampio a sufficienza per la buona conservazione del prodotto. Principalmente nel caso dei prodotti per le mani senza risciacquo, come i lavamani a base idroalcolica, sarebbe meglio preferire formule semplici e prive di coloranti e profumi, che possono essere causa di reazioni allergiche nei soggetti sensibili.

Conclusioni
Le mani sono una delle parti più esposte del nostro corpo. Questa affermazione assume connotazioni ancora più significative nel periodo di emergenza sanitaria che stiamo vivendo, durante il quale più volte nell’arco di una giornata si ricorre all’igienizzazione e alla disinfezione con prodotti più o meno aggressivi. L’impiego, dopo la detersione delle mani o comunque ogni 3-4 ore, di creme idratanti abbinate a creme nutrienti o unguenti permette di mantenere la pelle idratata e di prevenire e lenire le irritazioni cutanee provocate dai prodotti igienizzanti e disinfettanti (11).

Bibliografia

– Borellini U (2019) Tu chiamale, se vuoi, emulsioni. La cosmesi e il senso della bellezza. Edizioni LSWR, Milano, 209-214

– Andrianou XD, Pronk A, Galea KS et al (2021) Exposome-based public health interventions for infectious diseases in urban settings.
Environ Int 146:106246

-Mos´cicka P, Chróst N, Terlikowski R et al (2020) Hygienic and cosmetic care habits in polish women during COVID-19 pandemic
J Cosmet Dermatol 19(8):1840-1845

-Ministero della Salute (2020) Previeni le infezioni con la corretta igiene delle mani, salute.gov.it

-Caldiroli A (2020) Prodotti per la pulizia delle mani.
Necessario fare chiarezza.
Cosm Tech 23(2):40-42

-Istituto Superiore di Sanità (2020) Raccomandazioni ad interim sui disinfettanti nell’attuale emergenza COVID-19: presidi medico chirurgici e biocidi, gruppo di lavoro ISS Biocidi COVID-19.
Rapporto ISS COVID-19 n.19/2020, versione del 25 aprile 2020.

-Singh P, Potlia I, Malhotra S et al (2020) Hand Sanitizer an Alternative to Hand Washing – A Review of Literature.
J Adv Oral Res 11(2):137-142

-Golin AP, Choi D, Ghahary A (2020) Hand sanitizers: A review of ingredients, mechanisms of action, modes of delivery, and efficacy against coronaviruses.
Am J Infect Control 48(9):1062-1067

-Singh D, Joshi K, Samuel A et al (2020) Alcoholbased hand sanitisers as first line of defence against SARS-CoV-2: a review of biology, chemistry and formulation.
Epidemiol Infect 148:e229, doi:10.1017/
S0950268820002319

-Berardi A, Perinelli DR, Merchant HA et al (2020) Hand sanitisers amid CoViD-19: A critical review af alcohol-based products on the market and formulation approaches to respond to increasing demand.
Int J Pharm 584:119431

-Rundle CW, Presley CL, Militello M et al (2020) Hand hygiene during COVID-19: Recommendations from the American Contact Dermatitis Society.
J Am Acad Dermatol 83(6):1730-1737

Articolo pubblicato su Cosmetic Technology 1/2021

Prodotti finiti • Rilastil

Rilastil Dermagerm CLX

Ingredients: Aqua, Butyrospermum Parkii Butter, Glycerin, Isohexadecane, 1,2-Hexanediol, Betaine, Glyceryl Stearate, PEG-100 Stearate, Cetearyl Alcohol, Polymethyl Methacrylate, Polyacrylate-13, Chlorhexidine Digluconate, Polyisobutene, Xanthan Gum, Schisandra Chinensis Fruit Extract, Curcuma Longa Root Oil, Zingiber Officinale Root Oil, Eugenia Caryophyllus Flower Oil, Tetrasodium Glutamate Diacetate, Polysorbate 20, Sorbitan Isostearate, Lactic Acid, PEG-8, Tocopherol, Ascorbyl Palmitate, Ascorbic Acid, Citric Acid, Sodium Hydroxide, Parfum.

Introduzione: Crema emolliente-igienizzante che restituisce comfort e idratazione alle mani rendendole morbide e vellutate. Arricchita con un complesso antimicrobico vegetale e burro di karité, protegge le mani sino a 2 ore. La formulazione è ipoallergenica (prodotto formulato per ridurre al minimo il rischio di allergia). Inoltre, per garantire performance ottimali di tollerabilità, ciascun lotto di produzione è controllato per la verifica dei livelli di nickel, cobalto, cromo, palladio e mercurio (ognuno inferiore a una parte per milione; piccole quantità possono essere responsabili di sensibilizzazione cutanea).

Spunti tecnici:
La formulazione contiene:
– Complesso antimicrobico di origine vegetale
Attivo costituito da una miscela di 3 oli vegetali, noti per le loro proprietà antimicrobiche: oli di radice di curcuma e zenzero e olio di fiori di garofano.
– Burro di karité al 15%
Grasso solido naturale dall’alto contenuto in frazione insaponificabile (triperteni, alcoli, steroli). Conferisce proprietà idratanti, nutrienti ed emollienti.

 

 

 

Rilastil Dermagerm CLX

Ingredients: Aqua,Glycerin, Glycereth-26, Panthenol, Calendula Officinalis Flower Extract, Curcuma Longa Root Oil, Zingiber Officinale Root Oil, Eugenia Caryophyllus Flower Oil, Polyglyceryl-4 Caprate, Propylene Glycol, Lactic Acid, Chlorhexidine Digluconate, Parfum.

Introduzione: Salviettine in morbido tessuto costituito da fibre di origine naturale, imbibite con una soluzione arricchita da un complesso antimicrobico di origine vegetale. Indicate per la pulizia e l’igiene di mani e corpo.
La formulazione non contiene alcol, coloranti e derivati del grano, ed è ipoallergenica (prodotto formulato per ridurre al minimo il rischio di allergia). Inoltre, per garantire performance ottimali di tollerabilità, ciascun lotto di produzione è controllato per la verifica dei livelli di nickel, cobalto, cromo, palladio e mercurio (ognuno inferiore a una parte per milione; piccole quantità possono essere responsabili di sensibilizzazione cutanea).

Spunti tecnici
La formulazione contiene:
– Complesso antimicrobico di origine vegetale
Attivo costituito da una miscela di 3 oli vegetali, noti per le loro proprietà antimicrobiche: oli di radice di curcuma e zenzero e olio di fiori di garofano.
– Estratto di calendula
Estratto idroglicolico di calendula, la cui droga costituita dai capolini essiccati o dai fiori essiccati contiene:
    – triterpeni, che conferiscono un’azione antimicrobica;
 – mucillagini, carotenoidi, flavonoidi, fitosteroli e saponine che conferiscono un’azione addolcente, rinfrescante, lenitiva e antiarrossante.
– Pantenolo
Attivo ad azione idratante e riepitelizzante.

Articolo pubblicato su Cosmetic Technology 1/2021

 

 

Il contributo delle neuroscienze e del neuromarketing alla cosmetica

“Non siamo macchine pensanti che si emozionano, ma macchine emotive che pensano”. Lo affermano ormai numerose ricerche neuroscientifiche, modificando un radicato paradigma che attribuiva alla razionalità un ruolo determinante nei processi decisionali. Oggi sappiamo che le decisioni non sono solo frutto di calcoli e previsioni logiche, ma l’esito di un complesso processo in cui un ruolo determinante è attribuibile all’emozione. Ciò vale soprattutto in contesti di mercato in cui la dimensione affettiva ed emotiva gioca un ruolo fondamentale come, per esempio, il mondo del cibo e il mondo del beauty e del wellness. Si tratta di contesti in cui la dimensione simbolica, il valore psicologico e la valenza rappresentativa condizionano profondamente i processi razionali e di decision making. In questo panorama la decisione di acquisto, così come i processi percettivi alla base di essa, è profondamente influenzata da “scorciatoie”, ovvero da meccanismi di facilitazione e semplificazione (si pensi per esempio al valore della marca, del prezzo, del packaging), da esperienze pregresse o da aspettative fortemente connotate da emotività
Sono soluzioni che permettono di risparmiare energia e di semplificare i processi decisionali, soprattutto se non si è particolarmente competenti o se si ha poco tempo per decidere. Non si tratta solo di processi in grado di modificare il percorso logico-decisionale, ma anche di cambiare profondamente la percezione del prodotto stesso. […]

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Prodotti finiti

Linea Make Sure

Keep Calm

Ingredients: Alcohol Denat., Aqua, Lavandula Angustifolia Flower Extract, Acrylates/C10-30 Alkyl Acrylate Crosspolymer, Aminomethyl Propanol, Glycerin, Imidazolidinyl Urea, Parfum, PEG-6 Caprylic/Capric Glycerides, Propylene Glycol, Tetrasodium EDTA, Linalool, CI16185, CI 42090 (FD&C Blue 1).

Introduzione: Avvolgente come un delicato soffio orientale, l’ipnotico mix caldo e floreale si unisce nella dose perfetta di puro benessere.

 

Stay Fresh

Ingredients: Alcohol Denat., Aqua, Mentha Piperita Leaf Extract, Aminomethyl Propanol, Acrylates/C10-30 Alkyl Acrylate Crosspolymer, PEG-6 Caprylic/Capric Glycerides, Propylene Glycol, Glycerin, Imidazolidinyl Urea, Parfum, Tetrasodium EDTA, Citral, Limonene, Linalool, CI 19140 (FD&C Yellow 5), CI 42090 (FD&C Blue 1).

Introduzione: Un vivace inno alla leggerezza, in cui l’inebriante armonia estiva sprigiona tutta la sua energia.

 

Feel Free

Ingredients: Alcohol Denat., Aqua, Spirulina Maxima Extract, Acrylates/C10- 30 Alkyl Acrylate Crosspolymer, Aminomethyl Propanol, PEG-6 Caprylic/Capric Glycerides, Glycerin, Parfum, Imidazolidinyl Urea, Propylene Glycol, Tetrasodium EDTA, CI 19140 (FD&C Yellow 5), CI 42090 (FD&C Blue 1).

Introduzione: Freschi, energici, inebrianti… i raffinati accenni marini inondano di sogni e libera follia.

 

Blossom

Ingredients: Alcohol Denat., Aqua, Acrylates/ C10-30 Alkyl Acrylate Crosspolymer, Jasminum Officinale Flower/Leaf Extract, PEG-6 Caprylic/ Capric Glycerides, Glycerin, Parfum, Aminomethyl Propanol, Imidazolidinyl Urea, Tetrasodium EDTA, Citral, Citronellol, Propylene Glycol, Geraniol, Limonene, Linalool, CI 16185. 

Introduzione : Poetica, dolce e seducente, la morbida nota fruttata è un sognante richiamo a un futuro più roseo.

 

Spunti tecnici
Si tratta di cosmetici igienizzanti grazie alla presenza del 70% di Alcohol. Un’ottimale gelificazione è ottenuta tramite l’inserimento di un co-polimero acrilico cross-linkato, perfettamente compatibile con la fase alcolica e caratterizzato da una rapida dispersione e una perfetta trasparenza.

Questo gelificante si distingue infatti dai modificatori reologici comunemente impiegati nei gel sanitizzanti, poiché consente di ottenere delle texture molto setose, leggere e piacevoli all’applicazione.
Ogni formula è arricchita da ingredienti attivi e da estratti, quali:
estratto di lavanda, con azione lenitiva e rilassante;
estratto di menta piperita, dall’azione rinfrescante;
estratto di alga spirulina, con azione tonificante;
estratto del fiore di gelsomino, dotato di potere rilassante

Infine, sia i pigmenti che gli aromi utilizzati rispecchiano la scelta degli attivi selezionati nella formulazione, in linea con il mood del prodotto.


Salicylic Acid Treatment Serum di Laboratorio Cosmopolita

Ingredients: Salicylic Acid, Aqua, Propanediol, Dimethicone, Niacinamide, Isopentyldiol, Sodium Polyacryloyldimethyl Taurate, Zinc PCA, 3-O-Ethyl Ascorbic Acid, Aloe Barbadensis Leaf Extract, Centella Asiatica Extract, Trifolium Pratense Flower Extract, Sodium Hyaluronate, Saccharide Isomerate, Glycerin, Ethylhexylglycerin, Potassium Azeloyl Diglycinate, Cetearyl Olivate, Butylene Glycol, Sorbitan Olivate, Polysilicone-11, Decyl Glucoside, Caprylyl Glycol,1,2-Hexanediol, Maltodextrin, Ethoxydiglycol, Totarol, Lavandula Hybrida Oil, Citrus Aurantium Bergamia Fruit Oil, Tocopheryl Acetate, Phenoxyethanol, Disodium EDTA, Potassium Hydroxide. 

Introduzione: Un siero anti-acne quotidiano all-over che aiuta a curare le macchie. Questo trattamento quotidiano per l’acne (il nostro primo siero in assoluto!) elimina senza sforzo l’acne per rivelare una pelle più chiara e levigata. La sua formula leggera include l’ingrediente attivo 2% di acido salicilico che elimina le macchie e ne impedisce la ricomparsa. La niacinamide e la vitamina C lavorano insieme per aiutare a ridurre al minimo la comparsa di macchie scure, mentre lo zinco assorbe l’olio e decongestiona i pori.

 

Spunti tecnici
Un siero viso delicato, ottenuto tramite una leggera emulsione O/W data da un’emulsionante non ionico derivato dall’olio di oliva, la cui struttura a cristalli liquidi mima quella dello strato corneo cutaneo. Questa sua caratteristica gli consente di penetrare rapidamente nella pelle, lasciandola idratata a lungo e luminosa.
Come modificatore reologico è impiegato il Sodium polyacryloyldimethyl taurate. Quest’ultimo è caratterizzato da un’eccezionale sensorialità e un’elevata tollerabilità agli elettroliti. Inoltre, dona alla formula un tocco setoso. Il prodotto è presentato sul mercato come formula ad azione anti-maskne, grazie alla presenza di acido salicilico al 2%. Questo è infatti uno dei betaidrossiacidi più comunemente impiegato, dotato di proprietà esfolianti e in grado di svolgere un’azione anti-acne. La maggior difficoltà nell’impiego di questo acido a livello formulativo deriva dalla sua non semplice dispersione. In questa formula è stata inserita una miscela di propanediolo e glicoli, al fine di aiutarne la dispersione. Inoltre, il propanediolo è ben noto non solo per le sue proprietà idratanti, ma anche come booster del sistema conservante del prodotto.
Non manca infine nel prodotto la presenza di acido ascorbico nella sua forma di 3-O-Ethyl ascorbic acid, una delle forme più stabili della vitamina C.

 

Articolo pubblicato su Cosmetic Technology 1/2021

 

 

 

Proteggersi dagli effetti della pandemia

È già trascorso un anno dall’inizio della pandemia da COVID-19 che ha sconvolto le abitudini di milioni di persone in tutto il mondo e che purtroppo pare non essere destinata a finire nell’immediato futuro.
I nostri comportamenti sociali sono stati completamente modificati in seguito ai lockdown imposti per contenere la diffusione dei contagi: smart working, didattica a distanza e comunicazione via web sono aumentati esponenzialmente e sembrerebbe che si possano raggiungere addirittura le 17 ore davanti agli schermi di dispositivi come telefoni, computer e tablet. Indossiamo le mascherine per quasi tutta la giornata quando ci troviamo esposti al contatto con altre persone, e laviamo e igienizziamo frequentemente le mani seguendo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Se da un lato tutti questi comportamenti ci proteggono e ci facilitano la vita, dall’altro portano con sé alcune “insidie”: restare continuamente connessi ci espone a un continuo “bombardamento” della radiazione emessa dagli schermi (luce blu) che può risultare dannosa per la nostra pelle e per la nostra vista. Le nostre mani, in seguito al continuo utilizzo di detergenti e igienizzanti, presentano un’eccesiva disidratazione, per cui diventa importante utilizzare prodotti in grado di ripristinare l’integrità e funzionalità della cute. L’utilizzo prolungato delle mascherine aumenta la fragilità cutanea e favorisce l’insorgenza dell’acne, e tale fenomeno è talmente diffuso che si è arrivati a coniare un nuovo termine per identificarlo: maskne.
Le esigenze cosmetiche del consumatore sono quindi cambiate, e per rispondere a questi nuovi scenari proponiamo una serie di ingredienti cosmetici che soddisfino al tempo stesso anche un’altra crescente richiesta del consumatore che si è ulteriormente rafforzata in seguito alla pandemia: l’utilizzo di prodotti e materie prime il più possibile sostenibili.
Infatti, si è fatta sempre più forte la consapevolezza che la salvaguardia dell’ecosistema e della biodiversità sia un presupposto fondamentale da tutelare per il futuro dell’umanità. Alcune correnti di pensiero addirittura correlano la tutela dei delicati equilibri della natura con la riduzione del rischio di sviluppare nuove pandemie.
Per questo motivo, nella selezione degli ingredienti da proporre, particolare attenzione è stata posta anche al processo produttivo o estrattivo utilizzato per ottenere la materia prima per poter rispondere, quanto più possibile, a queste nuove richieste del mercato.

Esaltare lo sguardo
Propyl Gallate, Gallyl Glucoside, Epigallocatechin Gallatyl Glucoside

L’utilizzo della mascherina impone di coprire quasi tutto il volto, e questo limita molto la nostra comunicazione non verbale nascondendo sorrisi ed espressività. Rimangono scoperti solo gli occhi, per cui diventa importante enfatizzare il nostro sguardo non solo grazie al makeup, ma anche mediante l’utilizzo di prodotti skin care dedicati.
L’attivo proposto riduce inestetismi quali borse e occhiaie per conferire allo sguardo la sua massima luminosità.
La causa dell’insorgenza delle occhiaie è da ricollegarsi a un eccessivo accumulo di melanina, alla formazione di edema nella zona perioculare e ad una non ottimale microcircolazione, che portano poi a un’infiammazione localizzata.
L’attivo di derivazione vegetale e biotecnologica agisce in modo sinergico grazie all’azione di diverse sostanze: il propil gallato (dal Mirobalano nero, pianta originaria dell’Asia meridionale), l’acido gallico glicosilato (dalle foglie di quercia) ed epigallo-catechin gallato glicosilato (da tè verde). Queste molecole agiscono sul microcircolo, sull’infiammazione e sull’iperpigmentazione, e la loro attività è stata dimostrata da studi in vitro e in vivo. Il risultato è una riduzione sia delle occhiaie che dell’edema nell’area perioculare.

Idratazione
Aqua, Avena Sativa Leaf/Stalk Extract, Saccharomyces Ferment Filtrate, Citric Acid, Sodium Benzoate, Potassium Sorbate

Per millenni, in molte culture le fermentazioni sono state fonda- mentali strumenti per la trasformazione e la conservabilità degli alimenti (si trovano documenti dell’età romana che descrivono la fermentazione legata alla vinificazione). Nel settore delle materie prime cosmetiche, la fermentazione è un processo di trasformazione molto interessante, poiché permette di sfruttare l’attività di un microrganismo opportunamente selezionato per produrre principi attivi innovativi a partire da fonti di saccaridi. Il microrganismo rappresenta quindi un bioreattore microscopico che può produrre sostanze utili alla salute della nostra pelle, senza dover ricorrere alla sintesi chimica.
Grazie a questa tecnologia riscopriamo un ingrediente noto da sempre in cosmesi: l’avena.
Le proprietà lenitive, desensibilizzanti e idratanti di questa pianta sono ampiamente riconosciute e sfruttate da secoli, e grazie a una particolare tecnica, che può essere definita di iperfermentazione, sono addirittura potenziate. L’estratto, infatti, subisce un primo trattamento enzimatico che rende più performante il successivo step di fermentazione. L’estratto che si ot- tiene in questo modo risulta più ricco in principi attivi: il potere antiossidante e il contenuto aminoacidico aumentano notevolmente con una conseguente maggiore attività del fitocomplesso. È stato misurato un incremento nella concentrazione di polifenoli, flavonoidi e aminoacidi.
Studi in vivo dimostrano una duplice attività dell’ingrediente: ripristino dell’idratazione in seguito all’utilizzo di tensioattivi ed effetto di modulazione sul microbiota cutaneo grazie alla fonte di fibre solubili.

Protezione dalla luce blu
Glycerin, Melissa Officinalis Callus Lysate, Citric Acid

Evidenze sempre maggiori indicano che, oltre alla radiazione UV, anche la luce blu produce effetti dannosi sulla pelle: invecchiamento cutaneo e pigmentazione. Tale radiazione penetra in profondità nel derma e, attraverso la produzione di specie radicaliche, è in grado di generare danni potenzialmente maggiori rispetto all’esposizione solare.
Per questi motivi è molto importante proteggere la pelle durante l’esposizione alla radiazione emessa dagli schermi.
La melissa, pianta perenne nativa della regione Mediterranea, è ben conosciuta per le sue proprietà benefiche, e recenti studi hanno anche dimostrato la sua attività antinfiammatoria, antiossidante e antimicrobica.
Questo particolare estratto di melissa si ottiene mediante un processo produttivo brevettato (CROP®) e progettato per es- sere completamente ecologico e rispettoso dell’ambiente. Partendo dalla coltivazione in vitro delle piante risulta essere totalmente sostenibile. Tale tecnologia garantisce l’ottenimento di un fitocomplesso concentrato e standardizzato costituito da componenti che lavorano in sinergia; esplica una potente azione antiossidante e antinfiammatoria grazie alla presenza dell’acido rosmarinico che protegge la pelle dall’invecchiamento prematuro generato dai ROS. L’attivo è privo di conservanti, solventi o contaminanti ambientali (quali pesticidi, metalli pesanti) e OGM-free.

Acne da mascherina o maskne
Camelina Sativa Seed Oil, Thymus Vulgaris Flower/Leaf/Stem Extract

Indossare la mascherina per diverse ore quando ci troviamo all’esterno delle pareti domestiche porta a favorire le condizioni per l’insorgenza dell’acne e di irritazioni cutanee.
L’attivo proposto svolge un’azione multifunzionale grazie all’effetto sinergico dei due componenti: riduce la produzione di sebo, svolge azione lenitiva, modula l’ipercheratinizzazione e riduce l’ossidazione lipidica. L’attività è sostenuta dalla presenza di elevate concentrazioni dei polifenoli del timo (timolo e carvacrolo) e di acido linolenico e linoleico contenuti nell’olio di camelina. Diversi test sono stati condotti sia in vitro che in vivo per dimostrare la sua efficacia. L’estratto di timo utilizzato è ottenuto mediante un processo brevettato; è biologico e sostenibile, e questo ingrediente vanta anche il primato di primo ingrediente cosmetico a soddisfare completamente i requisiti del protocollo di Nagoya.

Articolo pubblicato su Cosmetic Technology 1/2021

 

 

 

Buone pratiche di fabbricazione

Nel mercato cosmetico, i processi, i materiali di packaging e le materie prime con le quali vengono formulati nuovi prodotti è in costante e rapida evoluzione.
In un contesto sempre più dinamico, in continuo e spasmodico cambiamento, la necessità di assicurare la qualità e i requisiti di prodotti in tutte le sue parti richiede uno sforzo quotidiano sempre maggiore da parte delle aziende.

L’imballaggio, soprattutto il primario, gioca un ruolo chiave nell’insieme funzionale di un prodotto cosmetico. La scelta di fornitori affidabili e qualificati, il controllo delle forniture, l’identificazione dei materiali, la loro movimentazione all’interno delle aree di lavoro, i processi produttivi e la gestione dei fattori umani che possono influenzare la qualità e le prestazioni dei componenti sono fattori chiave per garantire prodotti di qualità. Con questo articolo intendo sottolineare l’importanza nel seguire le Linee guida sulle pratiche di buona fabbricazione. Ho scelto di approfondire sostanzialmente quattro aspetti che ritengo fondamentali per assicurare la qualità del prodotto. Questi sono il rischio di frammischiamento e della contaminazione, la scrittura di un’esaustiva documentazione a supporto della produzione, la formazione degli operatori, la necessità di una costante supervisione delle attività attraverso gli audit interni. […]

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Prodotti finiti

Redatti da Barbara Alessandra Catozzi • barbaracat@icloud.com

Gel igienizzante mani • Laboratoire Puressentiel

Nato come prodotto cosmetico e di recente notificato come Presidio Medico Chirurgico (PMC) reg. n.20581 del Ministero della Salute.
In commercio si trova sia come cosmetico che PMC, di seguito le due diffe- renti presentazioni.
Cosmetico: deterge le mani senza acqua, senza sapone, senza risciacquo.
Con Alcol vegetale, 3 oli essenziali e aloe vera idratante.
PMC: elimina fino al 99,99% di batteri, virus e lieviti.
Disinfezione rapida delle mani senza acqua, senza sapone, senza risciacquo.
Non secca le mani.
Principio attivo vegetale: 71,9% di alcol vegetale non denaturato da ftalati.
Tre oli essenziali (limone, lavandino grosso, tea tree).
Con aloe vera addolcente.
Effetto idratante immediato: fino a 105% di idratazione in più.
Tripla efficacia: anti-batterica, anti-virale e levuricida.

Spunti tecnici
Il sapone “normale” è efficace nell’inattivare virus come il SARS-CoV-2 perché possiede una membrana oleosa sulla superficie che viene sciolta dal sapone1.
Tuttavia, l’utilizzo frequente dei saponi produce un depauperamento della struttura del film idrolipidico. L’Organizzazione mondiale della sanità consi- glia di alternare il lavaggio delle mani con l’utilizzo di prodotti sanificanti2,3.
In questo gel un elemento tecnico interessante è l’utilizzo di una soluzione di Aminomethyl propanol come stabilizzante del pH e della formulazione generale, e il viscosizzante utilizzato, un acrilato, è valido in un ampio range di pH.

Ingredients
Alcohol, Aqua, Glycerin, Lavandula Hybrida Grosso Herb Oil, Citrus Limon Peel Oil, Acrylates/C 10-30 Alkyl Acrylate Crosspolymer, Melaleuca Alternifolia Leaf Oil, Aloe Barbadensis Leaf Juice Powder, Aminomethyl Propanol, Limonene**, Linalool**, Citral**, Geraniol**, Coumarin**
**Presenti in natura negli oli essenziali


Gerlasan ®, Crema mani • E. Gerlach

Idratante, protettiva e a rapido assorbimento. GERLASAN® Crema mani contiene preziosi ingredienti sapientemente combinati, come l’aloe vera, l’olio di jojoba, l’amido di tapioca e l’urea, per la cura intensiva e la pro- tezione delle mani stressate e secche. La sua azione protettiva ottimale è completata dal bisabololo che esercita un’azione lenitiva sulla pelle e dal pantenolo che svolge l’effetto barriera protettiva per la cute.
Testata dermatologicamente. Utilizzabile anche dai diabetici.
Indicazioni: idratante, protettiva, a rapido assorbimento.
Per la cura quotidiana delle mani.

Spunti tecnici
Polyglyceryl-3 methylglucose distearate è un emulsionante a base vegetale adatto per emulsioni cosmetiche O/A, con un buon profilo di stabilità. Emul- sionante stabile a pH 4,5-8,5 ad alta compatibilità con gli elettroliti. L’acido caprilidroxamico è un chelante. Tra i conservanti è da notare il clotrimazolo, che svolge la funzione di antimicrobico e antimicotico. Tale sostanza carat- terizza tutta la linea ed è utilizzata anche in farmaceutica, in quanto con- trasta lo sviluppo delle micosi.
La linea Gerlasan è commercializzata in tutto il mondo in diversi canali distributivi, ma in Germania è già in commercio un aggiornamento conte- nente un attivo biologico probiotico BIOTYLIS® che promuove la riprodu- zione naturale dei batteri sani nella flora cutanea e li riporta in equilibrio.

Ingredients
Aqua, Urea, Paraffinum Liquidum, Polyglyceryl-3 Methylglucose Distearate, Isopropyl Palmitate, Octyldodecanol, Glyceryl Stearate, Simmondsia Chinensis Seed Oil, Cetyl Alcohol, Glycerin, Dimethicone, Tapioca Starch, Panthenol, Aloe Barbadensis Leaf Juice Powder, Bisabolol, Triethyl Citrate, Xanthan Gum, Parfum, Methylparaben, Ethylparaben, Phenoxyethanol, Caprylyl Glycol, Caprylhydroxamic Acid, Ethylhexylglycerin, Methylpropanediol, Clotrimazole, Benzyl Salicylate, Citronellol, Hexyl Cinnamal, Limonene, Linalool, Alpha-Isomethyl Ionone


Cicalfate+ • Pierre Fabre S.A
La crema ristrutturante protettiva per lenire, ristrutturare e purificare le pelli fragilizzate favorisce la ristrutturazione epidermica.
Formula ristrutturante e protettiva, molto ben tollerata, Cicalfate+ è la crema per la pelle fragilizzata indicata per tutta la famiglia. Ancora più effi- cace, produce un effetto lenitivo immediato grazie a un’associazione unica di principi attivi:

1 Ristrutturante: [C+-Restore]TM, primo attivo ristrutturante postbiotico ottenuto dall’acqua termale Avène, favorisce la ristrutturazione epidermica.
2 Purificante: L’associazione di solfati di rame e di zinco limita il rischio di proliferazione microbica.
3 Lenitiva: Ricca di acqua termale Avène, lenisce l’epidermide fragilizzata.

Questo prodotto è stato testato sotto controllo dermatologico.

Spunti tecnici
Le formulazioni Avène sono basate sull’acqua termale raccolta dal sito ter- male denominato Avène. L’acqua termale Avène rientra nel gruppo delle acque debolmente mineralizzate (poco mineralizzate) con profilo bicarbo- nato calcico e magnesiaco. Tra le principali caratteristiche si nota la pre- senza significativa di silicati, il basso contenuto di sodio, il rapporto calcio/ magnesio pari a 2 (espresso in mg/l di minerali) e la grande varietà di oli- goelementi.
L’associazione di solfati di rame e di zinco limita il rischio di proliferazione microbica.
Aquaphilus dolomiae ferment filtrate è un filtrato del prodotto ottenuto dalla fermentazione del terreno di coltura da parte del microrganismo Aquaphilus dolomiae ed è indicato come protettivo della pelle.
L’ ossido di zinco ha anche funzione protettiva e filtro UV.

Ingredients
Avene Thermal Spring Water (Avene Aqua), Caprylic/ Capric Triglyceride, Mineral Oil (Paraffinum Liquidum), Glycerin, Hydrogenated Vegetable Oil, Zinc Oxide, Propylene Glycol, Polyglyceryl-2 Sesquiisostearate, Peg- 22/Dodecyl Glycol Copolymer, Aluminum Stearate, Aquaphilus Dolomiae Ferment Filtrate, Arginine, Beeswax (Cera Alba), Copper Sulfate, Magnesium Stearate, Magnesium Sulfate, Microcrystalline Wax (Cera Microcristallina), Tromethamine, Zinc Sulfate


Evercalm ™ • Ren Clean Skincare

Sviluppata appositamente per combattere l’ipersensibilità, la maschera di salvataggio calma, lenisce e idrata, aiutando ad alleviare istantaneamente i segni chiave della pelle sensibile. Formulato con l’esclusivo complesso attivo REN, rafforzerà la barriera protettiva contro l’umidità per favorire il recupero e aumentare la capacità della pelle di far fronte allo stress.
La pelle è liscia, con un tono uniforme e un colorito luminoso e sano. Aiuta a sostenere l’equilibrio naturale della pelle iper reattiva lasciando una sensa- zione vellutata al tatto e offrendo la massima sensazione di calma e comfort. Utilizzare 3 volte a settimana oppure ogni volta che la pelle ha bisogno di un intervento urgente. Applicare una generosa quantità sulla pelle pulita, evitando il contorno occhi.

Spunti tecnici
Numerosi estratti caratterizzano questa formula: estratti d’alga, mirtillo rosso, arnica, cocco e il fungo Albatrellus ovinus emolliente.
Nella fase grassa sostenuta da emulsionanti quali Cetearyl alcohol, Cete- aryl glucoside e Cetyl alcohol sono rappresentati diverse cere, burri e lipidi. Formula ricca di emollienti e condizionanti come Magnesium carboxymethyl beta-glucan, Propanediol e l’Alpha-glucan oligosaccharide che è un oligo- mero del glucosio che presenta un grado di polimerizzazione compreso tra 2 e 10. Viene preparato per azione di una glucosil transferasi di Leuconostoc mesenteroides sul saccarosio. I monomeri di a-D-glucopiranosio sono legati da legami (1-2), (1-6) e (1-4). E infine Lactobacillus che è il prodotto ottenuto dalla fermentazione del Lactobacillus, emolliente.

Ingredients
Water, Glycerin, Cetearyl Alcohol, Caprylyl Caprylate/ Caprate, Olus Oil, Lactobacillus, Butyrospermum Parkii (Shea) Butter, Helianthus Annus Seed Wax, Simmondsia Chinesis Seed Oil, Cetearyl Glucoside, Propanediol, Algae Extract, Cetyl Alcohol, Lactobacillus, Alpha-Glucan Oligosaccharide, Fragrance*, Tocopheryl Acetate, Caprylic/Capric Triglyceride, Panthenol, Carbomer, Vaccinium Vitas- Idaea Seed Oil, Xanthan Gum, Arnica Montana Flower Extract, Camelina Sativa Seed Oil, Cocos Nucifera Fruit Extract, Tocopherol, Magnesium Carboxymethyl Beta-Glucan, Malachite Extract, Albatrellus Ovinus Extract, Laminaria Ochroleuca Extract, Glucose, Phenoxyethanol, Helianthus Annuus Seed Oil, Citric Acid, Sodium Hydroxide, Rosmarinus Officinalis Leaf Extract, Citronellol, Geraniol, Limonene, Linalool

Articolo pubblicato su Cosmetic Technology 1, 2021

Da green beauty a safe beauty: come cambiano le tendenze

di Camilla GrignaniCosmetic testing & marketing Etichub srl, spin-off dell’Università di Pavia, camilla@etichub.it


Il 2020 è stato un anno di grandi sconvolgimenti a livello globale che hanno determinato profondi cambiamenti in tutti i settori, cosmetica compresa.
Il nuovo scenario legato alla diffusione del COVID-19 ha indotto il consumatore a rivalutare abitudini e consumi subordinando ogni aspetto alla difesa della propria salute.
Non stupisce, dunque, che i criteri che governano l’acquisto di un prodotto cosmetico siano lo specchio del momento storico che stiamo vivendo. Nell’altalena dei bisogni di oggi, gel igienizzanti e prodotti per le mani vivono un’incredibile impennata, tanto che nel comparto prodotti mani/piedi/corpo il 26% dei nuovi lanci ha riguardato, nei 12 mesi fino a giugno 2020, soli prodotti per le mani (1). Inevitabilmente è la categoria fragranze e makeup, soprattutto per labbra, a faticare di più (2).

La trasformazione del packaging

Non si parla, però, solo di propensioni all’acquisto: stiamo assistendo a una rivoluzione più generale.
Le nuove prassi consolidate per garantire prevenzione e igiene personale hanno determinato un nuovo modo di guardare al contatto con le mani e alla spinosa questione della contaminazione, sia essa di origine batterica o virale. Questo ha avuto una conclusione diretta sul comparto beauty: il desiderio misto a necessità di ripensare al packaging e alla natura del prodotto.
Solitamente sono numerose le strategie per prevenire la contaminazione microbica senza andare a influenzare le proprietà del prodotto stesso. Seppur il termine “conservazione” si riferisca all’uso di conservanti chimici sintetici e naturali, tuttavia sono diverse le metodiche di conservazione microbica e virale che partono già dalle prime fasi produttive minimizzando il rischio di contaminazione e combinando in maniera intelligente diversi fattori. Tra questi si identifica la conservazione fisica secondaria, ovvero l’utilizzo di imballaggi primari a creare una barriera materiale. Il livello di protezione è doppio: contro la contaminazione durante l’uso e contro l’accumulo di contaminazione nel sistema di distribuzione. Ne deriva che la forma e le caratteristiche dell’imballaggio hanno un’influenza significativa nel potenziale di prevenzione dalla contaminazione microbica e riguardano tanto la configurazione fisica del packaging quanto la natura e la composizione dei materiali utilizzati (3).
Alla luce di ciò, i cosmetici nudi, ovvero privi di qualsiasi forma di packaging, sono in rapido declino, così come i contenitori a vaso, giara o barattolo e gli imballaggi alternativi, quali ad esempio i cork pot in sughero. Tutte queste soluzioni, infatti, sono passibili di una maggiore esposizione a fattori contaminanti, pertanto stanno lasciando spazio a spray, stick e dispenser a pompa. È l’ascesa delle configurazioni a sistema chiuso, meno suscettibili di contaminazione e dunque più appetibili.
In molto casi, specialmente per i dispenser, si tratta di packaging airless, cioè contenitori senza propellenti ma con una pompa meccanica e un recipiente sigillato da un pistone che permettono una totale erogazione senza sprechi proteggendo da aria e da ogni forma di contaminazione esterna.
In generale, oggi si guarda a tutta la gamma di contenitori che somministrano il prodotto evitando contatti diretti con le mani e che salvaguardano il cosmetico e quindi il consumatore.
In più, va detto che la tecnologia è diventata il vero motore dell’innovazione sul packaging di prodotto, su cui stanno convergendo sempre più interessi e risorse.
Infatti nell’ultimo decennio è stata esportata la tecnologia di packaging attivo dal settore alimentare a quello cosmetico, investendo molti mezzi nei sistemi di confezionamento, non solo destinati alla protezione passiva da umidità, luce e ossigeno, ma anche progettati per migliorare le caratteristiche di qualità complessiva del loro contenuto, come estendere la durata di conservazione e migliorare la sicurezza o le proprietà sensoriali. Tra le tecnologie di confezionamento attivo, le applicazioni sicuramente più innovative e interessanti riguardano il rilascio prolungato di agenti antiossidanti e anti-imbrunimento, ma soprattutto antimicrobici. Inoltre, si pensa che le quantità di conservanti aggiunte lentamente al prodotto finito possano agire sinergicamente con quelle inizialmente incluse, migliorando così la protezione antimicrobica complessiva. Sta quindi assumendo concretezza la possibilità di soddisfare esigenze specifiche legate alla stabilità mediante sistemi di somministrazione di conservanti offrendo un miglior spettro di protezione attraverso l’uso di sostanze con profili di tollerabilità consolidati e persino consentendo di ridurre la quantità ultima di conservanti (4).
Ne deriva che il packaging si è trasformato in un elemento centrale per il successo di prodotto, perché può anche contribuire alla sua funzionalità: è contenitore ed elemento protettivo, ma grazie a queste particolari applicazioni anche veicolo che rilascia sostanze attive o ancora modulabile e infine dotato di un sistema “self cleaning” in grado di rimuovere le forme di contaminazioni terze dopo il contatto. La sua metamorfosi vale per il campo del retail ma non solo: packaging touchless o touch free, grazie a sensori localizzati in sito, garantiscono l’erogazione senza contatto e sono una realtà per i dispenser localizzati in ambienti comuni o per sostituire i tester da profumeria, permettendo anche in questa fase l’esperienza sensoriale in store ma con sicurezza.
E, in una filiera dove tutto è concatenato, cambiare un tassello ha le sue ripercussioni, in questo caso sulla natura del prodotto.
La scelta di un packaging sicuro e performante, o ancora funzionale, permette di ripensare alla tipologia di sistema conservante e di migliorare la vita media e data di scadenza del prodotto. Grazie a specifici studi di interazione contenuto/contenitore, si può dimostrare l’assoluta sicurezza del sistema confezionato e presentarlo in modo trasparente al consumatore.

La nuova frontiera della safe beauty

Ecco l’era della safe beauty che rivolge tutte le sue attenzioni alla sicurezza del prodotto, perfettamente in linea con il tempo, anzi anticipando un trend che a inizio anno sembrava proiettato nel medio periodo ed è diventato attuale e consolidato (5). L’emergenza COVID-19 ha infatti anticipato quello che Euromonitor, a inizio anno, aveva previsto come tendenza per i prossimi anni, ovvero un concetto di salute ispirata alla bellezza (6).
Una nuova attitudine che rappresenta un doppio impegno: per l’azienda cosmetica è un incentivo all’evoluzione, dando prova di disponibilità e affidabilità nella comunicazione al mercato dei dati di stabilità e sicurezza; per il consumatore è un richiamo alle modalità di utilizzo e conservazione del prodotto, evitando sprechi e cattive abitudini.
Un cambiamento che non sembra necessariamente negativo, ma che certamente rappresenta un’inversione di tendenza brusca rispetto agli ultimi anni. Green beauty e clean beauty avevano ridefinito nuovi canoni del cosmetico incentrati sui temi della sostenibilità, trasparenza e di un’economia più pulita e circolare, anche e soprattutto in materia di packaging di prodotto. Ingredienti di sintesi chimica e conservanti sono stati a lungo guardati con sospetto, eppure sono proprio questi gli elementi che oggi guidano il mercato e sono necessari a garantirne la sicurezza.
Questo impone una riflessione: come si può integrare la safe beauty con i trend già in atto? Come si può conciliare il tema della sicurezza e dell’igiene personale con quello della tutela ambientale?
Ora più che mai sembra necessario trovare un nuovo equilibrio tra i bisogni attuali e l’attenzione all’ambiente per rispondere alle crescenti aspettative delle nuove generazioni che non vogliono rinunciare a nessuno degli aspetti.
Nel medio periodo i consumatori daranno sì priorità a valore, qualità e sicurezza rispetto ai temi ambientali, in ogni caso questi non verranno ritenuti marginali.
Il nuovo tempo a disposizione sta lasciando ampio spazio a riflessioni sulla propria routine cosmetica, con un esame che inevitabilmente apporterà modifiche che potrebbero influire sulle scelte future. Sarà infatti nel lungo termine che vedremo le conseguenze delle considerazioni odierne, ma certo è che le ricerche evidenziano come l’approccio etico e la preoccupazione ambientale siano i temi più a cuore delle generazioni più giovani.
Negli acquisti beauty i consumatori insisteranno su una comunicazione cristallina e informazioni chiare su ingredienti, e si aspetteranno che i brand forniscano sempre maggiori dettagli sull’intera filiera di approvvigionamento e produzione (7).
In questo clima mutante e di incertezza generale, concentrare i propri sforzi sul packaging di prodotto sembra, paradossalmente, il primo passo da compiere.
Contenitori tradizionali potrebbero lasciare spazio a packaging funzionali in grado di garantire un uso continuativo e una stabilità di prodotto prolungata nel tempo, come accennato in precedenza. Dispenser dotati di nuove tecnologie possono servire un vasto pubblico, ma anche contribuire al superamento delle confezioni monouso.
Nella gestione della vita media del prodotto si potrebbe trovare la chiave per ridurre lo spreco e gestire meglio le risorse, senza abbandonare la strada tracciata dalle tendenze precedenti.
Solo qualche primo passo di un percorso lungo e ambizioso ma sicuramente possibile.

Bibliografia
1. A year of innovation in body, hand and footcare 2020, Mintel GNPD.
2. Beauty Trend Watch ottobre 2020 Edizione speciale, Cosmetica Italia.
3. Halla N, Fernandes IP, Heleno SA et al (2018) Cosmetics Preservation: A Review on Present Strategies.
Molecules 23(7):1571
4. Active packaging for topical cosmetic/drug products: a hot-melt extruded preservative delivery device.
Eur J Pharm Biopharm 75(2):291-296
5. Congiunturale Settembre 2020, Cosmetica Italia.
6. Numeri e trend nei progetti del Centro Studi nell’era post Covid, Cosmetica Italia.
7. How COVID-19 impacts consumer behaviour in Food & BPC, Mintel GNDP.

Articolo pubblicato su Cosmetic Technology 1, 2021

 

La skin care coreana

Eleonora TuziFarmacista specializzata in Cosmesi e Cosmetica oncologica
info@divulgazionecosmetica.it


Quando si parla di skin care e di beauty routine scatta in automatico un collegamento mentale con i Paesi orientali, in particolare con la Corea. I 10 step della skin care coreana sono entrati nel gergo cosmetico comune: la doppia detersione, cioè l’utilizzo di un detergente oleoso prima e di un detergente acquoso poi, è apprezzata e compresa, ed è entrata nelle pratiche igieniche quotidiane.
La k-beauty spopola rimbalzando da un tweet a una recensione su Facebook a un post su Instagram, e a suon di hashtag invade le home page incuriosendo e alimentando un mercato che nel solo continente asiatico costituisce il 50% del fatturato globale, suddiviso per il 35% in Cina, 11% Giappone e 11% Corea (1).
Percentuali che ho avuto il piacere di commentare direttamente con Dott.ssa Anna Dato, vicepresidente Asia Strategic Marketing di Intercos, azienda leader inserita nel report de Il Sole 24 Ore tra le 5 top player italiane, al secondo posto con un fatturato nel 2018 di 691 milioni di euro.
Con estrema disponibilità la Dott.ssa Anna Dato ha accettato di rispondere alle mie domande e la Skype call Brescia-Corea con lei non è stata una semplice intervista, ma un vero e proprio incontro formativo che mi ha permesso di aprire la mente e comprendere le dinamiche sociali, culturali e strategiche che sono alla base della diffusione del modello coreano di skin care nel mondo. […]

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Il contributo delle neuroscienze e del neuromarketing alla cosmetica

di Vincenzo RussoProfessore di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing, Coordinatore del Centro di Ricerca di Neuromarketing Behavior and Brain Lab IULM, Direttore del Master in Food and Wine Communication, Università IULM di Milano
vincenzo.russo@iulm.it


“Non siamo macchine pensanti che si emozionano, ma macchine emotive che pensano”. Lo affermano ormai numerose ricerche neuroscientifiche, modificando un radicato paradigma che attribuiva alla razionalità un ruolo determinante nei processi decisionali. Oggi sappiamo che le decisioni non sono solo frutto di calcoli e previsioni logiche, ma l’esito di un complesso processo in cui un ruolo determinante è attribuibile all’emozione. Ciò vale soprattutto in contesti di mercato in cui la dimensione affettiva ed emotiva gioca un ruolo fondamentale come, per esempio, il mondo del cibo e il mondo del beauty e del wellness. Si tratta di contesti in cui la dimensione simbolica, il valore psicologico e la valenza rappresentativa condizionano profondamente i processi razionali e di decision making. In questo panorama la decisione di acquisto, così come i processi percettivi alla base di essa, è profondamente influenzata da “scorciatoie”, ovvero da meccanismi di facilitazione e semplificazione (si pensi per esempio al valore della marca, del prezzo, del packaging), da esperienze pregresse o da aspettative fortemente connotate da emotività (1). […] 

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