Probiotici e quadro regolatorio in EU

[…] sulla base delle indicazioni della Commissione, in molti Paesi della Comunità il termine “probiotico” non può neanche essere indicato sulle confezioni dei prodotti perché ritenuto un claim salutistico; questa situazione non aiuta il consumatore che viene confuso con etichette dei prodotti non esaustive.
Alcuni Paesi della Comunità, però, in relazione all’utilizzo del termine “probiotico”, negli ultimi mesi stanno prendendo una posizione diversa da quanto indicato da EFSA e dalla Commissione, sulla base delle considerazioni delle aziende e delle associazioni di categoria, ma soprattutto per il fatto che lo stato dell’arte sotto il profilo della ricerca scientifica è progredito molto negli ultimi anni a livello mondiale. […]

Articolo integrale pubblicato su L’Integratore Nutrizionale 4/2021

Postbiotici o paraprobiotici

[…] The International Scientific Association of Probiotics and Prebiotics (ISAPP) ha recentemente pubblicato un consensus statement sulla definizione e i benefici dei postbiotici (2), a cura di un comitato di esperti nutrizionisti, microbiologi, gastroenterologi e pediatri convocato (maggio 2019) per fare chiarezza sull’argomento. Contemporaneamente a questo testo, è stata pubblicata una review dedicata ai paraprobiotici che propone anch’essa una definizione per distinguere i postbiotici dai paraprobiotici (3). […]

Articolo integrale pubblicato su L’Integratore Nutrizionale 4/2021

I probiotici di precisione del domani

Questo articolo riassume l’approccio innovativo che ha portato alla scoperta del probiotico di precisione Hafnia alvei HA4597®* e dei suoi benefici sul peso corporeo e sui parametri metabolici. Hafnia alvei HA4597® è stato identificato, dopo i risultati sugli effetti del metabolita batterico peptidasi caseinolitica B (ClpB) sulla regolazione dell’appetito, attraverso una selezione delle specie che producono il ClpB. L’efficacia della specie nell’uomo è stata convalidata nel corso di uno studio multicentrico, in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo, che includeva 236 adulti in sovrappeso.
I risultati positivi dello studio clinico sulla perdita di peso suggeriscono l’utilizzo di H. alvei HA4597® nel controllo globale dell’eccesso di peso. […]

Articolo integrale pubblicato su L’Integratore Nutrizionale 4/2021

EDITORIALE • IN4/2021

Una rivoluzione nel mondo dei probiotici
I probiotici di precisione

Cari lettori,
è proprio vero che il mondo dei probiotici non cessa di stupirci, con le numerose innovazioni a cui abbiamo assistito in questi ultimi anni.
Avevamo da poco abbandonato il termine “fermenti lattici”, che identificava quei prodotti che hanno curato i disturbi intestinali di tanti bambini, per utilizzare il più preciso termine “probiotico”. Poi abbiamo iniziato a prendere confidenza con i post-biotici e i para-probiotici, ai quali è dedicata la rubrica di aggiornamento della Letteratura scientifica.
Ma non basta: arrivano i “probiotici di precisione”.
Le ricerche condotte nel settore hanno ormai evidenziato che per modulare il complesso sistema che costituisce il nostro microbiota intestinale servono approcci personalizzati. A più di un secolo dalla scoperta di alcune specie come potenziali microrganismi benefici, l’identificazione di ceppi probiotici che producono effetti riproducibili sulla salute umana è ancora in gran parte effettuata attraverso un approccio di tipo top-down, ovvero lo studio di microrganismi che sono tipicamente arricchiti negli individui sani. Ma la ricerca ci ha insegnato che ci sono centinaia di trilioni di microbi all’interno del corpo umano, che hanno un profondo impatto sulla modulazione della funzione dell’ospite. Molti di questi microbi risiedono nel tratto gastrointestinale e hanno dimostrato di influenzare la normale fisiologia in tutti i sistemi corporei. Le interruzioni nel delicato equilibrio dei microbi all’interno dell’intestino e di altre nicchie sono associate a numerosi stati patologici, inclusi disturbi neurologici, malattie cardiovascolari, disturbi gastrointestinali e persino il cancro. Di conseguenza, c’è un intenso interesse nel prendere di mira questi microbi per promuovere la salute generale e per abrogare le malattie, con notevoli progressi fatti di recente. L’obiettivo è quindi quello di identificare microrganismi in grado di svolgere una funzione molecolare ben precisa, utilizzando procedure analitiche estremamente avanzate, quasi tutte appartenenti al mondo dell’-omica, per poi passare a esperimenti su animali e trial clinici. Un approccio di precisione ai probiotici potrebbe affrontare l’eterogeneità inerente ai ceppi probiotici, agli ospiti e ai loro microbiomi.
Questa nuova strategia di manipolazione del microbiota intestinale potrà riequilibrarlo in maniera specifica e peculiare per ciascun soggetto; si tratta quindi di pre e probiotici di “precisione”, dimenticando prescrizioni di fermenti lattici generiche del tipo “uno vale l’altro”. Tutto questo permetterà di raggiungere, sulla spinta di robuste evidenze scientifiche, un’accurata prevenzione di diverse patologie.
E per stare al passo con l’innovazione, in questo numero pubblichiamo un articolo che descrive lo sviluppo di un probiotico di precisione per il controllo del sovrappeso e della salute metabolica.

Buona lettura!

LEHVOSS Group ed Engredo

LEHVOSS Group dà il benvenuto alla società danese Engredo per unire le forze e partecipare alla crescita del business nutrizionale LEHVOSS.
Il Gruppo vede una grande opportunità per rafforzare la propria attività nutrizionale già di successo nei Paesi nordici e aprire nuove opportunità in tutta Europa.
Questa joint venture è una mossa strategica che consentirà alla Business Unit LEHVOSS Nutrition di consolidare la propria solida offerta nutrizionale, vendite, marketing e competenze normative con un team altamente qualificato ed esperto, con sede nei Paesi nordici.
Per LEHVOSS Nutrition questa joint venture rappresenta anche una grande opportunità per rafforzare il proprio portafoglio di prodotti, poiché Engredo ha un’interessante gamma di prodotti che sarà accessibile anche al team nutrizionale europeo in futuro.
Per Engredo la fusione con LEHVOSS consentirà loro di unire le forze con un’azienda che completa perfettamente la loro attività, ampliando significativamente il loro portafoglio di prodotti e consentendo loro di servire ancora meglio i propri clienti e partner su più livelli: dalla fornitura di ingredienti per lo sviluppo del prodotto al lancio di soluzioni nuove e innovative nel campo degli alimenti, degli integratori alimentari e del farmaceutico. Inoltre, Engredo otterrà il supporto di una vasta rete e di un Gruppo che ha una forte presenza in molti Paesi europei, rendendola un partner forte e a lungo termine, con la capacità di servire i propri clienti a tutti i livelli in futuro.
L’etica lavorativa di entrambe le società garantirà un ottimo futuro, poiché entrambe le aziende continueranno a fornire servizi di qualità, nutraceutici speciali e minerali all’industria.

Articolo integrale pubblicato su L’Integratore Nutrizionale 3/2021

Dispositivi medici a base di sostanze

Il Regolamento UE 2020/561 del 23.4.2020 ha rinviato l’entrata in vigore del Regolamento UE 2017/745 di un anno. Il rinvio è stato motivato dalla grave situazione determinata dalla pandemia. Ora un anno è passato e con il 26 maggio 2021 il nuovo regolamento sui dispositivi medici deve essere applicato.

La disciplina sui dispositivi medici è stata introdotta con la Direttiva 93/42/CE (MDD). Trattandosi di un atto legislativo non immediatamente applicabile negli Stati membri, è stato necessario un atto di recepimento. […]

Articolo integrale pubblicato su L’Integratore Nutrizionale 3/2021

La metabolomica in nutraceutica

La comprensione dei meccanismi d’azione degli ingredienti attivi naturali e la valutazione della loro efficacia e sicurezza rappresentano tutt’oggi una sfida nell’ambito dei food supplements. La ricchezza del fitocomplesso e la molteplicità dei target biologici d’azione che caratterizzano molti degli attivi naturali ben si sposano con la visione olistica dell’approccio metabolomico, una scienza che studia il profilo generale dei metaboliti di un organismo e come questi variano a seguito di stimoli di varia natura. In questo lavoro vengono presentati gli studi di metabolomica condotti a seguito della somministrazione prolungata di 4 estratti vegetali impiegati nel mercato nutraceutico (curcuma, caffè verde, Polygonum cuspidatum, cranberry), monitorando i cambiamenti del metaboloma urinario a seguito del trattamento, sia in soggetti sani che in animali da laboratorio. […]

Articolo integrale pubblicato su L’Integratore Nutrizionale 3/2021

EDITORIALE • IN3/2021

Cari lettori, il mese di maggio ha visto importanti novità per quanto riguarda l’alimentazione nei Paesi europei, che hanno suscitato perplessità, dibattiti e contestazioni, soprattutto in Italia. Mi riferisco all’autorizzazione da parte della Commissione europea del consumo alimentare delle larve di Tenebrio molitor (larve della farina), e della proposta di ammettere la pratica della dealcolazione del vino in tutti i Paesi dell’Unione europea.

Ma procediamo con ordine.

Il Panel on Nutrition, Novel Foods and Food Allergens (NDA) dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato a metà gennaio un parere scientifico secondo cui le larve allevate ed essiccate di Tenebrio molitor potranno essere consumate in sicurezza (intere come snack o sotto forma di farina come ingrediente alimentare per pasta o prodotti da forno). A questa decisione è seguito ai primi di maggio il parere favorevole del Comitato permanente per piante, animali, alimenti e mangimi (sezione Nuovi alimenti e sicurezza tossicologica), composto da rappresentanti di tutti i Paesi dell’UE, che ne autorizza l’immissione sul mercato, con adeguata etichettatura per non indurre in errore. Si tratta dei primi insetti dichiarati novel food, tra i 27 riconosciuti edibili, quali cavallette intere e macinate e larve di api mellifere, in attesa di autorizzazione. Attualmente ci sono 11 richieste in attesa di valutazione dell’EFSA.

La decisione formale della Commissione fa parte della strategia Farm to Fork. Secondo la FAO, gli insetti come cibo sono una questione particolarmente rilevante nel XXI secolo, a causa dell’aumento del costo delle proteine animali, dell’insicurezza alimentare, delle pressioni ambientali, della crescita della popolazione e della crescente domanda di proteine tra le classi medie. Pertanto, è necessario trovare soluzioni alternative a quelle convenzionali. Il consumo di insetti contribuisce quindi positivamente all’ambiente, alla salute e ai mezzi di sussistenza. La FAO indica anche che gli insetti sono una fonte di cibo altamente nutriente e salutare, con un alto contenuto di grassi, proteine, vitamine, fibre e minerali. L’uso degli insetti come fonte alternativa di proteine non è nuovo a livello mondiale, visto che vengono regolarmente mangiati in molti Paesi del globo.

Tuttavia, in Europa gli allevamenti sono pochissimi e le farine ottenute dagli insetti vengono utilizzate principalmente come mangime per animali, anche se, vista la crescita della domanda, il comparto degli insetti per uso alimentare è destinato a ritagliarsi un ruolo di peso nel mercato del food. E gli scettici tra i consumatori italiani sono ancora tanti (54% secondo Coldiretti). Perplessità decisamente condivisibile, vista la tradizione alimentare italiana (la nostra dieta mediterranea è stata riconosciuta dall’Unesco Patrimonio culturale immateriale dell’umanità), e i dubbi di carattere sanitario e salutistico ancora in attesa di risposte.

E veniamo al vino senza alcol.

Non parliamo della fake news del vino allungato con l’acqua, notizia smentita anche da Bruxelles, secondo cui “la proposta della Commissione non contiene alcun riferimento all’aggiunta di acqua al vino”. Questo da una parte ci tranquillizza, anche perché, come recitava una nota canzone di Gabriella Ferri: “Se l’oste ar vino ci ha messo l’acqua. E noi je dimo e noi je famo: C’hai messo l’acqua nun te pagamo ma però”. La proposta della Commissione europea rientra nell’ambito del Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei, e i relativi negoziati, che rientrano nell’ambito della nuova Politica Agricola Comune (PAC) europea, sono ancora in corso (dovrebbero entrare in vigore nel 2023) e consisterebbero nella possibilità di dealcolare anche vini a denominazione d’origine. La Commissione europea ha proposto di modificare il quadro giuridico UE per consentire lo sviluppo dei vini dealcolati, cioè con un tenore alcolico minore rispetto al vino propriamente detto.

L’aspetto è infatti strettamente normativo: ad oggi i vini senza alcol, prodotti attraverso la tecnica della dealcolazione, sfuggono alla definizione di “vino”, che per definizione è una bevanda con una gradazione alcolica minima del 9%. Come chiamare, dunque, questi prodotti analcolici che vino in realtà non sono? I diversi Paesi hanno applicato ciascuno definizioni diverse, per questo la Commissione Europea sta lavorando a una proposta unificatrice. Del resto in molti Paesi, quali Spagna e Nord europa, le bevande analcoliche sono sempre più diffuse, soprattutto per via delle preoccupazioni su dieta e salute in generale. Punto di vista sostenuto anche dai produttori medio-grandi, desiderosi di accedere per esempio agli enormi mercati di Paesi a maggioranza musulmana, come Arabia Saudita e Indonesia, dove il consumo di alcolici è molto ridotto (e quindi anche dei vini europei).

Questione quindi ancora aperta e non così negativa né per i consumatori né per i produttori. Non ci resta che brindare (magari con una classica bottiglia di Prosecco e un vassoio di croccanti patatine fritte) alle tavole imbandite del domani!…

Alfasigma

Jacopo Maria Murzi, 49 anni, entra in Alfasigma come General Manager della Business Unit Italia che oggi comprende sotto di sé le divisioni Pharma Italy, Consumer Healthcare, Commercial Operations, Market Access e BU Diversified.
Murzi è stato in Janssen per un lungo periodo della sua carriera italiana e internazionale: dopo gli inizi in Italia ha passato 3 anni in Polonia e altri 3 in Romania, per poi trasferirsi negli Stati Uniti seguendo anche le attività di business development e, ultimamente, in Francia dove si è occupato di Medio Oriente e Africa, con oltre 20 paesi da guidare.
Laureato in Ingegneria Gestionale, precedentemente aveva lavorato per una società di consulenza globale su numerosi progetti multidisciplinari.
Il nuovo General Manager riporterà a Pier Vincenzo Colli, CEO di Alfasigma, che dichiara: “L’inserimento nel team di Jacopo Murzi contribuisce a rafforzare ulteriormente il nostro management e ci permette di unificare in un’unica strategia condivisa le business unit italiane. A Jacopo e al suo team vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro. Cogliamo l’occasione per ringraziare Roberto Mazzucato che per trent’anni è stato una colonna portante dell’azienda e ha guidato con determinazione e competenza Pharma Italy fino a dicembre scorso”.
Jacopo Maria Murzi afferma: “E’ un piacere e una grande responsabilità essere chiamati a scrivere una nuova pagina di storia di Alfasigma, che sarà focalizzata a servire al meglio medici e farmacisti, ma soprattutto quei milioni di italiani che quotidianamente utilizzano i nostri prodotti. Mi ha colpito molto la passione e la voglia di lasciare il segno di questo team. Sono orgoglioso di poter dare il mio contributo a un’azienda così radicata nel nostro Paese grazie alle sue sedi produttive e alla presenza di prodotti specialistici e di automedicazione nelle case di tutti gli italiani”.

Articolo pubblicato sulla rivista L’Integratore Nutrizionale 2/2021