MetaTalk – Gli specialisti rispondono

MetaTalk

Gli specialisti rispondono

Metagenics Academy è orgogliosa di presentarvi un nuovo format informativo: MetaTalk – gli specialisti rispondono.
Per potervi dare un consiglio specialistico su diverse tematiche scientifiche attuali, vi proporremo regolarmente un breve video. In questo modo introdurremo un tema di attualità tramite l’intervista con uno specialista.

Il primo video si focalizza sull’importanza degli acidi grassi omega-3

Il Prof. Capucci illustra l’utilizzo degli acidi grassi omega-3 nella sua pratica clinica, con particolare attenzione ai benefici nei pazienti con aritmie. Conclude sottolineando come la qualità degli omega-3 sia fondamentale nella scelta dell’integratore.

Buona visione!

Lo specialista è il
Prof. Alessandro Capucci
Medico cardiologo e Direttore
della Scuola di Specializzazione
di Malattie Cardiovascolari,
Università Politecnica delle Marche

Metagenics Italia Srl
Via Melchiorre Gioia 8
20124 Milano
+39 (0)422 96 76 69

info@metagenics.it
www.metagenics.it

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metagenics

Ultimi aggiornamenti

Bacognize® – estratto di Bacopa

Bacognize® - estratto di Bacopa

Tracciabilità e sostenibilità prima di tutto

L’estratto brevettato Bacognize® è una formula naturale, standardiz­zata, derivata dalla Bacopa monnieri, nota per favorire la funzione e la prontezza cognitiva, la concentrazione e la memoria senza effetti collaterali.

Bacognize® è il risultato di ricerche scientifiche negli Stati Uniti da team esperti. Questo ingrediente, appartenente al portafoglio dei prodotti a marchio LEHVOSS Nutrition, è già stato oggetto di pubblicazione ne L’Integratore Nutrizionale*. È prodotto dalla società statunitense Verdure Sciences® e distribuito in Italia da LEHVOSS Italia.

Noi sappiamo dove viene coltivata ed elaborata la nostra Bacopa, e tu?

La Bacopa è una pianta perenne che cresce a bassa quota, nota per la sua capacità di filtrare tossine dall’ambiente circostante. Questa pianta, che ama l’acqua, cresce negli stagni, nelle piane tidali e nelle zone umide soggette ai climi tropicali dell’India meridionale e orientale, dell’Australia, dell’Europa, dell’Africa, dell’Asia, dello Sri Lanka, e del Nord e Sud America.

In India la Bacopa cresce nelle risaie dell’India orientale e del Nord dopo la raccolta del riso. Dal momento che la Bacopa rappresenta per i coltivatori un secondo raccolto, spesso viene prestata poca attenzione alla pulizia del campo; questo comporta da una parte la formazione di fango che rimane attaccato alle radici e dall’altra parte la presenza di numerose piante selvatiche all’interno dell’estrattore. Le possibilità di adulterazione sono dunque elevate. Inoltre, dal momento che la Bacopa cresce nelle risaie, presenterà i tipici residui dei pesticidi comunemente utilizzati per la coltivazione del riso. Le tradizionali pratiche di asciugatura all’aperto, infine, non assicurano una protezione della Bacopa da possibili funghi che possono nascere durante lo stoccaggio e che costituiscono un’altra fonte di contaminazione. Tuttavia, vi sono isole nei bacini del Gange in India che hanno una costante fornitura di acqua pulita; si tratta di terre fertili ove null’altro è coltivato, e costituiscono un luogo ideale per la coltivazione della Bacopa. Il nostro partner Verdure Sciences® ha lavorato proficuamente per stipulare partenariati locali per la coltivazione della Bacopa in queste aree.

Il prodotto finale è dunque pulito, grazie a una coltivazione controllata e a tecniche di asciugatura e raccolta che consentono a Verdure Sciences® di garantire una supply chain sostenibile, oltre a un impiego affidabile delle comunità locali.

Il problema dell’adulterazione

Il problema dell’adulterazione della Bacopa va ben oltre la coltivazione e la raccolta; se la Bacopa non è generalmente adulterata per fini commerciali come avviene con altri botanicals, essa spesso viene confusa con la Centella asiatica, comunemente chiamata Brahmi in India. È dunque importante assicurare un test ID botanico adeguato per la Bacopa monnieri. Sebbene le due piante differiscano nell’aspetto, i processi di post-raccolta e asciugatura potrebbero creare problematiche nella distinzione delle due specie. Verdure Sciences® ha adottato tecniche di test di identità sia internamente sia appoggiandosi a laboratori esterni, in modo da assicurare un’adeguata identificazione della Bacopa monnieri. L’offerta di ingredienti clean label è per Verdure Sciences® e LEHVOSS Nutrition un elemento di primaria importanza. Per questo motivo hanno intrapreso iniziative come quelle sopra menzionate, nell’ottica di garantire soluzioni tracciabili e sostenibili nella supply chain della Bacopa (per la produzione di Bacognize®); LEHVOSS Nutrition è così in grado di offrire ai clienti un ingrediente conforme in Europa. 

*Bacognize® (2019) L’Integratore Nutrizionale 22(2):86-88

L’INTEGRATORE NUTRIZIONALE

Teresita Rudà
Head of Brands and Marketing
LEHVOSS Nutrition

Laura Caimi
Sales Manager
LEHVOSS Italia
tel +39 340 6702341
laura.caimi@lehvoss.it

www.lehvoss-nutrition.com

LEHVOSS Nutrition in a nutshell
LEHVOSS Nutrition è specializzata nell’approvvigionamento, approvazione tecnica, vendita e commercializzazione di specialties minerali per l’industria degli integratori alimentari, della nutrizione animale e degli alimenti funzionali. Sotto il nome Gee Lawson, LEHVOSS Nutrition rappresenta e commercializza fieramente una vasta gamma di materie prime e ingredienti brevettati scientificamente provati. LEHVOSS Nutrition è distributore esclusivo di Bacognize® in tutta Europa.

Verdure Sciences® in a nutshell
Con sede a Noblesville (IN) USA, Verdure Sciences® è produttore di ingredienti botanici, nutrizionali e innovativi (come ad esempio Longvida®, Restoridyn®, Pomella® e WokVel®), grazie alle attività di ricerca all’avanguardia al fianco di istituti universitari. Bacognize® è un marchio registrato Verdure Sciences®.

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unired - università di padova, dipartimento del farmaco

Vasetti flaconi e contenitori ci sommergeranno?

Come indossare il makeup?

Come indossare il makeup?

L’industria cosmetica è suddivisa in diversi segmenti in base alla tipologia di prodotto: pelle, capelli, makeup, prodotti per l’igiene personale e profumi. Durante la primavera scorsa, a causa dell’epidemia da COVID-19, quasi tutti questi settori hanno registrato un calo delle vendite. Gli effetti del lockdown sull’industria cosmetica possono essere osservati a livello globale in tutte le regioni, dal Nord America all’Europa, fino all’Asia Pacifica.
Il COVID-19 ha sconvolto il mondo e generato in breve tempo nuovi bisogni, accelerando alcune tendenze già esistenti. Mentre prodotti come makeup e profumi hanno osservato un evidente calo delle vendite, alcune categorie sono riuscite a registrare una rapida crescita, tra cui saponi e bagnoschiuma (+194%), colorazione capelli (+115%), cura delle unghie (+108%), cura della pelle (+99%) e lozioni per il corpo (+79%) (1-4).
I mesi vissuti in emergenza sanitaria hanno avuto e continueranno ad avere un notevole impatto sulla dinamica dei consumi di prodotti cosmetici: non solo sono cambiati routine e stile di vita, ma anche l’approccio all’acquisto (5,6).
Se in un primo momento la richiesta di makeup era diminuita a favore di prodotti igienizzanti, al termine del lockdown la richiesta è nuovamente aumentata. Dopo ogni crisi economica o sociale, i consumatori sono orientati all’acquisto di prodotti che migliorano non solo il loro aspetto, ma che li facciano sentire meglio, generando un effetto sensoriale ed esperienziale nel consumatore come dopo una giornata alla Spa.
Un cambiamento molto importante nelle abitudini occidentali, ma già presente da molti anni in Oriente, è l’utilizzo delle mascherine di protezione in luoghi pubblici o affollati, e che ormai sono inevitabilmente entrate a far parte della routine quotidiana di tutti. Chiavi, portafoglio…e mascherina!

Scopo delle sperimentazioni


Con l’utilizzo frequente e ancora obbligatorio della mascherina, è necessario ripensare ai prodotti makeup per aumentare le vendite. In accordo con Mintel, diviene essenziale identificare il cambiamento degli stili di vita e delle abitudini dei consumatori per scoprire nuove opportunità da parte dei brand cosmetici. Ad esempio, vi è un potenziale aumento di utilizzo del makeup dedicato alla zona occhi, in quanto i consumatori cercano di abbinare il trucco degli occhi alla mascherina. Mentre i prodotti per il trucco a zone saranno ricercati per migliorare sopracciglia e occhi, il trucco di base dovrà garantire una formulazione più resistente al sudore e al costante contatto con la mascherina.

MAKEUP TECHNOLOGY

Valentina Abbondandolo,
Chiara Chiaratti
Mérieux NutriSciences Italia

chiara.chiaratti@mxns.com

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Ideazione responsabile dei prodotti

Gli eventi degli ultimi mesi hanno visto un enorme stravolgimento del modo in cui i consumatori vedono la salute e la nutrizione. Oggi sono i megatrend della sostenibilità e della consapevolezza sulla salute a creare i valori per vivere meglio, influenzando le scelte di acquisto. I consumatori vogliono sempre di più soluzioni supportate scientificamente con benefici dimostrati, in linea con le loro preferenze, che includono sicurezza, efficacia e produzione responsabile. La ricerca degli integratori è legata a priorità di tendenza nel campo della salute, come il benessere del sistema immunitario, il sonno o le prestazioni cognitive. È in crescita anche l’interesse per soluzioni che proteggono dalla luce blu e integratori a sostegno del concetto di “beauty from within”.    

Prodotti in modo responsabile, guidati da ragioni commerciali

Per creare integratori alimentari che richiamino l’attenzione dei consumatori è essenziale scegliere con attenzione il formato di somministrazione. La scelta ottimale può facilitare le alte prestazioni, fornendo al contempo una soluzione di tendenza, benefica per la salute e rispettosa per l’ambiente. L’esperienza del consumatore resta comunque essenziale, incluse considerazioni come la comodità e l’attrattiva sensoriale e visiva.

Le capsule dure sono il formato di somministrazione preferito dalla maggior parte dei consumatori1. La gamma di capsule dure Responsibly Made Products™ di Lonza è studiata per soddisfare le esigenze dei consumatori di integratori. La linea include le capsule vegane Vcaps® Plus, composte esclusivamente di Ipromellosa (HPMC), che supportano il posizionamento biologico per i prodotti finiti nell’UE, se utilizzate insieme ad altri ingredienti biologici. Le capsule possono essere colorate con coloranti alimentari derivati da frutta e verdura commestibili, come la carota viola, per creare prodotti visivamente accattivanti con un posizionamento clean label.

Parallelamente, le capsule Plantcaps® sono il risultato di una formulazione esclusiva di pullulan, che fornisce una barriera superiore contro l’ossigeno rispetto alla gelatina. Entrambe le tecnologie HPMC e pullulan possono essere utilizzate per le capsule dure riempite di liquidi Licaps®, che offrono una sigillatura superiore e brevettata per il massimo della stabilità, e la tecnologia della capsula nella capsula DUOCAP®, che permette la somministrazione contemporanea di più contenuti o di contenuti incompatibili, come polveri e liquidi.

Soluzioni incentrate sul consumatore

Nel panorama di oggi i prodotti che supportano una “nuova normalità” trovano il favore dei consumatori di integratori. Ad esempio, le persone possono trascorrere sempre più tempo davanti a uno schermo, sia per lavoro che per svago. Ed ecco che Lonza offre una soluzione pronta per la commercializzazione: Licaps® Digital Defense, contenenti una miscela esclusiva di ingredienti che favoriscono la salute degli occhi, in una capsula Licaps® colorata con la carota viola per una maggiore differenziazione. Inoltre, la piattaforma tecnologica DUOCAP® permette una nuova generazione di prodotti che supportano il mantenimento della mobilità. Una singola dose da 40 mg di collagene di tipo II non denaturato UC-II® nella capsula interna, insieme a curcumina liquida nella capsula esterna, crea una potente combinazione per la salute delle articolazioni. Le capsule vegane DUOCAP® possono anche fornire nuove combinazioni di ingredienti per supportare le prestazioni cognitive e l’umore in una comoda soluzione monodose.

Fare meglio

Qualunque sia l’obiettivo, i consumatori vogliono soluzioni supportate scientificamente, fornite con metodi più sostenibili. Come dimostrano i Responsibly Made Products™ di Lonza, permettere alle persone di vivere meglio significa fornire opzioni di alta qualità a sostegno delle loro priorità in termini di salute e dei loro valori.

GAMMA DI CAPSULE DURE RESPONSIBLY MADE PRODUCTS™ DI LONZA


Per maggiori informazioni
visitare www.capsugel.com

Gel a base idroalcolica senza risciacquo

Anna Caldiroli • Direttore scientifico di Cosmetic Technology, CEC Editore, Milano – ac@ceceditore.com


Durante il corso dell’anno 2020 abbiamo più volte scritto dei prodotti per l’igiene delle mani a base idroalcolica, affrontando il tema sotto diversi punti di vista (13). A fronte dell’emergenza sanitaria ancora in corso e del persistere della necessità di igienizzare le mani con una certa frequenza, anche in assenza di acqua, questa tipologia di prodotti continua ad accompagnarci nella quotidianità e in particolare permane l’attenzione verso le rivendicazioni, ovvero i claim che possono essere loro attribuiti.
Ricordiamo che per la pulizia e l’igiene delle mani possono essere impiegati da parte del consumatore prodotti diversi per formulazione, aggettivazioni, e di conseguenza anche per le norme che dovranno essere rispettate da parte del fabbricante o di chi rende disponibile un prodotto sul mercato.
Affinché un prodotto possa essere connotato come cosmetico, esso dovrà rispettare la definizione imposta dal Regolamento (CE) n.1223/20091. I prodotti cosmetici non possono vantare proprietà o funzioni al di fuori di quelle elencate.
In generale i prodotti lavamani sono cosmetici e la loro funzione è coerente con la definizione data. I “gel lavamani”, che dichiarano esclusivamente un’attività di detersione senza risciacquo, lozioni purificanti per le mani, gel, lozioni e spray igienizzanti, salviette o panetti di sapone per le mani, anche quando venduti in farmacia o parafarmacia, si classificano come prodotti cosmetici e non garantiscono alcuna azione di disinfezione (cioè non devono dimostrare attraverso test specifici di efficacia in questo senso). Essi devono seguire le disposizioni del Regolamento (CE) n.1223/2009. Al contrario, gel, lozioni o spray lavamani e altri prodotti che vantano in etichetta un’azione battericida o germicida o, più in generale, un claim di disinfezione della cute devono obbligatoriamente rispondere alle disposizioni della normativa nazionale relativa ai presidi medico chirurgici o al regolamento sui prodotti biocidi, e pertanto essere autorizzati. In questi prodotti la funzione biocida è considerata la principale, rispetto alla quale quella cosmetica (ad esempio idratante, emolliente, nutriente, profumante, rinfrescante, ecc.) diviene secondaria (4).

Documento tecnico della Commissione europea
A questo proposito è importante sottolineare che il Sub-Working Group on Borderline Products della Commissione europea ha pubblicato durante il mese di novembre di quest’anno un Documento tecnico sulle aggettivazioni per i leave-on hydroalcoholic hand gel (5).
In particolare, il documento tecnico, che è liberamente scaricabile dal sito della Commissione europea (https://ec.europa.eu/docsroom/documents/43784), fa una lista, anche se non esaustiva, dei claim che non risultano essere concordi con la classificazione di un prodotto idroalcolico senza risciacquo per la pulizia delle mani come cosmetico.
L’obiettivo è fornire alle autorità competenti nazionali uno strumento di lavoro, affinché sul mercato non siano presenti prodotti in grado di destare nel consumatore dei dubbi o che possano presentare delle ambiguità sulla loro natura. A tal proposito, le indicazioni dei fabbricanti possono costituire un buon indizio sulla finalità prestabilita di un prodotto (6). Per perseguire lo scopo vengono forniti alcuni esempi di claim che, se attribuiti a prodotti, possono far insorgere nel consumatore la percezione che un determinato gel per le mani, aggettivato con termini specifici, abbia delle funzioni biocide (e che quindi, dal punto di vista regolatorio, dovrebbe essere considerato e trattato come un biocida o un presidio medico chirurgico: questo ne determina un cambio dello status normativo e degli obblighi in capo alle aziende, oltre alla possibilità di potersi approvvigionare di materie prime da alcuni e non da altri fornitori), al punto da non consentire al consumatore una scelta informata riguardo alla reale natura e funzione del prodotto stesso. Pertanto, tali rivendicazioni dovrebbero essere considerate come ingannevoli se attribuite a cosmetici. Questo indipendentemente dal mezzo o dal tipo di canale di marketing utilizzato per descrivere un prodotto (che sia esso un volantino, un’etichetta o altro).

Aggettivazioni o altri elementi non supportati
Le aggettivazioni ed eventuali altri elementi (quali simboli) che non sono supportati, a meno che il prodotto non sia un biocida o un presidio medico-chirurgico, riprendono quanto già enunciato in un documento della Commissione, dove si dice che indicazioni come
• “antibatterico”
• “formulazione antibatterica unica”
• “elimina i batteri”
• “attivo contro i batteri/un’ampia gamma di germi” e altre parole con lo stesso significato
• “antivirale” e altre parole con lo stesso significato
• “uccide i virus” e altre parole con lo stesso significato
• “efficace contro il virus dell’influenza H1N1”
• “efficace contro i coronavirus”

potrebbero fare intendere che il prodotto in questione sia un biocida: esso dichiarerebbe chiaramente una funzione di igiene umana generale grazie alla disinfezione della pelle, e di conseguenza di proteggere la salute pubblica grazie all’azione biocida. Pertanto, risulta che la funzione biocida sia la funzione principale del prodotto e che la funzione cosmetica sia diventata secondaria. Ne consegue che se un prodotto contiene una sostanza attiva e svolge la funzione richiesta sarà escluso dall’ambito di applicazione del regolamento sui prodotti cosmetici e dovrà conformarsi alle disposizioni del regolamento sui biocidi (6).
Anche il documento tecnico di più recente pubblicazione rincalza termini o elementi grafici che non devono essere comunicati al consumatore.

Claim ed eventuali loro variazioni
• antibatterico, antimicrobico, antivirale, virucida, antifungino (e le rispettive variazioni o le loro proprietà o attributi/qualità, ad esempio “proprietà antivirali”, “ingrediente antibatterico”, “inibisce la crescita batterica”)
• disinfettante, disinfezione, sanitizzante nelle diverse accezioni
• antisettico
• uccide xx% di batteri, virus, microbi
• decontaminante
• formula raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità
• anti-COVID-19, anti-coronavirus, anti-SARS

Riferimenti o allusioni a
• infezione, pandemia, malattia
• COVID-19, coronavirus, SARS-CoV-2
• microrganismi, batteri, virus, patogeni, germi, funghi
• disinfezione
• uso medico
• % di alcol nel prodotto
• sicurezza sulle mani

Immagini o elementi grafici
• (corona) virus, batteri, microbi
• croci (rosse), qualora attribuiscano una connotazione medica
• scudo, qualora stia a indicare una protezione contro microrganismi
• segnali di stop, qualora stiano a indicare prevenzione/controllo della diffusione della malattia o dell’infezione o dei microbi
• qualsiasi altro simbolo che faccia riferimento a ospedale, farmacia, ambulanza, primo soccorso, ecc.
• pittogrammi CLP

Focus: gli elementi dell’etichettatura di pericolo
Secondo l’art.1.5 c) del Regolamento (CE) n.1272/2008 (CLP), alle miscele allo stato finito, destinate all’utilizzatore finale nella forma di prodotti cosmetici come definiti dalla normativa di prodotto, tale regolamento non si applica. Questo significa che l’etichetta dei prodotti cosmetici non dovrà riportare gli elementi di comunicazione del pericolo richiesti per altre tipologie di miscele bensì gli elementi stabiliti dall’art.19 del Regolamento (CE) n.1223/2009 sui prodotti cosmetici.
Pertanto, la comunicazione dell’eventuale infiammabilità del prodotto cosmetico (non in un dispenser aerosol), plausibile per un prodotto costituito per larga quantità da alcol etilico, ad esempio, è raccomandata ma non regolata, “cadendo” fuori dal campo di applicazione del CLP. Il fabbricante del cosmetico deve valutare l’infiammabilità del prodotto quando utilizzato in condizioni normali o ragionevolmente prevedibili e darne chiara comunicazione a valle (7). Essa potrebbe essere fatta apponendo il pittogramma in etichetta, a meno che questo non rientri tra gli elementi usati in modo strumentale per indurre in inganno il consumatore nelle proprie scelte e comunque oggetto di valutazione case-by-case. Diverso invece il discorso per altri eventuali pittogrammi di pericolo o indicazioni di pericolo che abbiano l’intento di identificare altri pericoli (ad esempio l’irritazione oculare): il prodotto cosmetico può essere immesso sul mercato solo se è stata condotta una valutazione che lo identifica come prodotto sicuro e se sono state ritenute non pertinenti le comunicazioni di pericolo.

Bibliografia
1. Caldiroli A (2020) Prodotti per la pulizia delle mani. Necessario fare chiarezza. Cosm Tech 23(2):40-42
2. Ferraris G (2020) I prodotti lavamani. Problemi e soluzioni nel periodo emergenziale. Cosm Tech 23(3):52-54
3. Ruzza C, Caldiroli A (2020) Prodotti per l’igiene di mani e superfici ai tempi del COVID-19. Intervista doppia Regolatorio – Assicurazione Qualità. Cosm Tech 23(4):30-34
4. Istituto Superiore di Sanità (2020) Raccomandazioni ad interim sui disinfettanti nell’attuale emergenza COVID-19: presidi medico chirurgici e biocidi Gruppo di lavoro ISS Biocidi COVID-19.
Rapporto ISS COVID-19 n.19/2020, versione del 25 aprile 2020
5. Sub-Working Group on Borderline Products (2020) Technical Document on the Scope of Application of the Cosmetics Regulation (EC) n.1223/2009 (Art.2.1 a) Product claims of leave-on hydro alcoholic hand gels in the context of COVID-19 pandemic agreed by the Sub-Working Group on Borderline Products.
6. Comunità europea (2020) Orientamenti sulla legislazione applicabile in materia di detergenti per le mani senza risciacquo e disinfettanti per le mani (gel, soluzioni, ecc.).
7. Cosmetics europe (2011) Guidelines on cosmetic product labelling, pp 17-18

Articolo pubblicato su Cosmetic Technology 6, 2021

Per tenere in forma i muscoli

Per tenere in forma i muscoli

KOLINPHARMA

La contrattura muscolare consiste nella contrazione involontaria dei muscoli e si verifica quando un muscolo è sottoposto ad affaticamento oltre il suo limite di sopportazione fisiologico. Si manifesta attraverso uno stato infiammatorio dell’area colpita che si presenta gonfia al tatto e dolente.
La gravità della contrattura muscolare dipende da diversi fattori, tra i quali la parte del corpo colpita e l’estensione della zona interessata.
Contribuire a una buona funzionalità muscolare è importante, anche attraverso l’integrazione alimentare, ed è per questo motivo che da Kolinpharma nasce MILESAX®, un integratore alimentare a base di magnesio bisglicinato, Boswellia serrata e L-triptofano che agisce sia a livello muscolare sia a livello psicologico, in particolare sul tono dell’umore. Questo è importante specialmente durante le fasi di riabilitazione e recupero.

Indicazioni

Il magnesio contribuisce alla normale funzione muscolare e psicologica. La boswellia contrasta stati di tensione localizzati.

Ingredienti

Una bustina di MILESAX® contiene: fruttosio; magnesio (magnesio bisglicinato chelato); acidificante: acido citrico; estratto secco di Boswellia serrata (Boswellia serrata Roxb, gomma resina) titolato al 30% in AKBA; L-triptofano; aroma, colorante: beta-carotene; edulcorante: sucralosio; antiagglomerante: biossido di silicio.

Modalità d’uso

Si consiglia l’assunzione di 1 o 2 bustine al giorno di MILESAX®, disperdendole in un bicchiere d’acqua (circa 150 ml) a temperatura ambiente.
Disponibile in farmacia.

L’INTEGRATORE NUTRIZIONALE

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KOLINPHARMA

MILESAX - Sciogli finalmente i tuoi nodi

Innovazione per la sicurezza

Innovazione per la sicurezza

Screening del makeup per l’identificazione dei metalli potenzialmente tossici

Gli effetti collaterali che possono essere causati alla salute dall’utilizzo di makeup e prodotti cosmetici contenenti elementi e composti potenzialmente tossici sono ben noti e studiati approfonditamente. La consapevolezza dei produttori e dei consumatori nei riguardi della qualità del makeup è notevolmente aumentata negli ultimi anni. Tuttavia, sono noti recenti casi di effetti negativi riscontrati da alcuni consumatori in seguito all’uso di alcuni prodotti presenti sul mercato, per cui si è parlato di toxic beauty. Per questo motivo, a livello europeo è necessario procedere a un accurato e costante controllo di qualità delle materie prime utilizzate, dei processi di produzione e dei prodotti cosmetici provenienti da Paesi extra EU. A tal fine è auspicabile l’utilizzo di metodi di screening attendibili, semplici, veloci, economici e sostenibili che permettano un più facile e ampio controllo dei prodotti “pre” e “post” produzione.
Tra gli elementi critici figurano alcuni metalli pesanti, come il piombo, che possono essere facilmente rilevati dalle tecniche di fluorescenza dei raggi X (XRF). Queste permettono l’identificazione simultanea di tutti gli elementi rilevabili presenti nei campioni. Rispetto alle tecniche spettroscopiche tradizionali, l’analisi mediante XRF permette di utilizzare diversi metodi di preparazione dei campioni. In questo studio sono stati analizzati con la tecnica XRF in riflessione totale (TXRF) vari prodotti di makeup raccolti sul mercato italiano, preparati con metodiche diverse: solubilizzazione, sospensione e il nuovo metodo SMART STORE® ideato dal nostro gruppo di ricerca per lo screening e la conservazione dei campioni.
I risultati evidenziano le potenzialità di questo nuovo metodo rapido e semplice per l’individuazione di metalli potenzialmente tossici nei cosmetici.

Introduzione

La direttiva dell’Unione Europea (UE) sui cosmetici afferma, nell’art.2, che la sicurezza dei cosmetici e la protezione dei consumatori sono responsabilità di produttori, distributori e importatori; un prodotto cosmetico immesso sul mercato europeo non deve causare danni alla salute umana se applicato in condizioni d’uso normali e ragionevolmente prevedibili, tenendo conto della sua etichetta, delle istruzioni per l’uso e smaltimento, e di qualsiasi altra indicazione o informazione fornita dal produttore, dal suo agente autorizzato o da chiunque ne abbia la responsabilità (1). Esistono regolamenti precisi che garantiscono la sicurezza dei cosmetici e vietano l’utilizzo di nove ingredienti, tra cui coloranti di catrame e di carbone, formaldeide, etere glicolico, piombo, mercurio, parabeni, fenilendiammina e ftalati (2). Anche il regolamento più rigoroso, tuttavia, accetta tracce di elementi e composti non desiderabili, detti “tecnicamente” inevitabili (2). Tra questi sono presenti piombo, arsenico, cadmio, mercurio e antimonio; metalli potenzialmente tossici che possono derivare da impurità delle materie prime o da pigmenti aggiunti nel processo di produzione.
La normativa canadese fissa i seguenti limiti per i metalli: Pb 10 µg/g, As 3 µg/g, Cd 3 µg/g, Hg 3 µg/g e Sb 5 µg/g (3). Il Federal office of consumer protection and food safety (BVL) tedesco ha emanato delle linee guida più restrittive per la concentrazione di questi metalli nei cosmetici: Pb 5 µg/g (in qualche cosmetico anche inferiore, fino a 2 µg/g), Ni 10 µg/g, As 0.5 µg/g Cd 0.1 µg/g e Hg 0,1 µg/g.
La presenza di sostanze tossiche come i metalli in alcuni prodotti presenti sul mercato e gli effetti negativi riscontrati anche recentemente su alcuni consumatori hanno portato a parlare di toxic beauty (4). Particolare interesse suscitano piombo e cadmio che, se accumulati, possono essere la causa di malattie cardiovascolari, renali, ossee, epatiche e oncologiche (5). Questi e altri effetti collaterali sulla salute sono ben noti e studiati approfonditamente (6,7). Per questo motivo, a livello europeo è necessario procedere a un accurato e costante controllo di qualità delle materie prime utilizzate, dei processi di produzione e dei prodotti cosmetici provenienti da Paesi extra EU. A tal fine è auspicabile l’utilizzo di metodi di screening attendibili, semplici, veloci, economici e sostenibili che permettano un più facile e ampio controllo dei prodotti.
L’analisi chimica elementare dei cosmetici non è facile a causa dell’ampia variazione delle concentrazioni degli elementi (da pochi µg/kg a g/kg) e della complessità chimico-fisica delle matrici. Le tecniche analitiche più comunemente impiegate sono la spettrometria di massa al plasma (8) e la spettrometria di assorbimento atomico (9-11). Entrambe le tecniche richiedono la solubilizzazione completa del campione da analizzare, che solitamente avviene mediante un processo di digestione con una miscela di acidi minerali, metodo piuttosto lungo e impattante dal punto di vista ambientale. Un’altra tecnica di analisi chimica elementare è la fluorescenza dei raggi X (XRF), che rispetto alle sopracitate spettrometrie presenta alcuni vantaggi, tra i quali l’identificazione simultanea degli elementi presenti e la possibilità di utilizzare metodi di preparazione dei campioni semplici e veloci.
Negli ultimi anni si sta diffondendo la spettrometria XRF in riflessione totale (TXRF) in numerosi campi di applicazione. Un’ampia letteratura scientifica riporta l’analisi qualitativa e quantitativa di matrici ambientali come le acque (12,13), i terreni (14,15), i vegetali usati come indicatori di inquinamento (16), il particolato atmosferico (PM) (17); gli alimenti (18); varie tipologie di campioni biologici (19,20); farmaci (21). Pochi e recenti sono invece gli studi che riguardano l’analisi dei cosmetici (22,23).
I metodi di preparazione del campione per l’analisi TXRF variano in funzione della matrice, con l’obiettivo di ottenere una piccola quantità di materiale misurabile, il più possibile omogeneo e rappresentativo. Accanto ai metodi più utilizzati di solubilizzazione e sospensione, il nostro gruppo di ricerca propone il nuovo metodo SMART STORE®, che permette la conservazione permanente del campione che viene racchiuso tra due strati adesivi di polimero. Il metodo è già stato testato nell’analisi del particolato atmosferico depositato sulle foglie (16) o raccolto su membrane filtranti (24-27) e per lo screening di campioni alimentari (28).
Lo scopo di questa ricerca è presentare e confrontare i risultati ottenuti dall’analisi TXRF di campioni commerciali di makeup preparati mediante solubilizzazione, sospensione e SMART STORE®, illustrando vantaggi e svantaggi di queste metodiche. Lo studio si occupa, in particolare, del rilevamento di piombo, cromio e nickel in matita per gli occhi, ombretto di vari colori, mascara, rossetto, fard e fondotinta di provenienza differente, e dimostra che è possibile effettuare uno screening veloce per l’individuazione di questi elementi in concentrazioni potenzialmente dannose […]

Articolo pubblicato su MakeUp Technology Autunno/Inverno 2020

MAKEUP TECHNOLOGY

Fabjola Bilo, Laura Borgese INSTM e Laboratorio di Chimica per le Tecnologie, Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale, Università degli Studi di Brescia, Brescia

SMART Solutions, spin-off dell’Università degli Studi di Brescia, Brescia

fabjola.bilo@smartsolutionsweb.it

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DOES TOMORROW MATTER TO YOU?
Sustainable Research and Development

Sicurezza microbiologica nei cosmetici

Sicurezza microbiologica
nei cosmetici

Quali sono i test più efficaci per garantirla?

 

Il rispetto dei parametri di qualità e sicurezza sono elementi essenziali per garantire ai consumatori l’utilizzo dei prodotti cosmetici senza alcun rischio.
Con l’entrata in vigore del Regolamento (CE) n.1223/2009, tutti i prodotti cosmetici immessi sul mercato devono essere sicuri: “È essenziale che i prodotti cosmetici messi a disposizione sul mercato dell’Unione europea siano sicuri per la salute umana se utilizzati in condizioni d’uso normali o ragionevolmente prevedibili. A tale scopo, il Regolamento prescrive che, per stabilire che un prodotto cosmetico sia sicuro in tali condizioni, i prodotti cosmetici debbano essere sottoposti a una valutazione della sicurezza”. Uno dei principali requisiti per garantire la sicurezza dei cosmetici è la valutazione delle caratteristiche microbiologiche per determinare le specifiche accettabili di ingredienti e prodotti finiti. Queste analisi permettono di assicurare il controllo microbiologico, mantenere la qualità e le specifiche previste, e quindi preservare l’immagine e la reputazione delle aziende.

Microbiological safety in cosmetic products
What are the most valid tests  to guarantee it?

The compliance with quality and safety standards is essential to ensure that consumers can use cosmetic products without any risk.
With the implementation of the Regulation (EC) No. 1223/2009, all cosmetic products placed on the market must be safe: “It is essential that cosmetic products made available on the Union market be safe for human health when used under normal and reasonably foreseeable conditions of use. To that end, the Regulation requires that, in order to establish that a cosmetic product is safe under those conditions, cosmetic products undergo a safety assessment”. One of the main requirements to ensure the safety of cosmetics is the evaluation of microbiological characteristics to determine the acceptable specifications of ingredients and finished products. The analyses allow to guarantee microbiological control, maintain quality and specifications and, therefore, preserve the brand reputation of the companies
.

Milioni di persone in tutto il mondo utilizzano ogni giorno prodotti per l’igiene personale. I rituali di cura e bellezza includono l’applicazione di diversi prodotti quali shampoo, balsamo per capelli, sapone, dentifricio, deodorante, balsamo per le labbra, crema solare, lozioni per viso e corpo, prodotti per la rasatura e makeup. Anche se non sterili, questi prodotti sono accuratamente progettati e fabbricati per garantire la sicurezza microbiologica e la stabilità durante l’uso normale e ragionevolmente prevedibile del prodotto (1,2).
La valutazione della sicurezza microbiologica di tutti i prodotti cosmetici viene normata nelle linee guida cosmetiche degli standard internazionali come l’ISO (2).
Il rispetto dei parametri di qualità e sicurezza sono elementi essenziali per garantire ai consumatori l’utilizzo dei prodotti cosmetici senza alcun rischio. Le norme e i principi applicati ai cosmetici, compresa la considerazione di microrganismi patogeni o indesiderabili, si basano su quelli utilizzati nell’industria farmaceutica per i prodotti farmaceutici non sterili (3). Questi sono stati stabiliti dalla United States Pharmacopeia (USP) e sono applicabili negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration (FDA) e in Europa con l’entrata in vigore del Regolamento (CE) n.1223/2009.
Negli ultimi anni il livello di sicurezza dei prodotti per l’igiene personale è stato eccellente e le infezioni derivanti da prodotti contaminati sono state rare, con molti dei casi segnalati verificatisi in individui ospedalizzati (3). Tuttavia, in Europa si sono comunque registrati più di 100 recall di cosmetici, a causa di contaminazioni di origine microbiologica (estrazione dati Rapex – 2010-2020) che hanno visto il coinvolgimento di numerosi Paesi della Comunità oppure di provenienza extra-europea e di cui è possibile apprenderne i dettagli (4).
In linee generali, la contaminazione dei cosmetici originata da funghi o batteri può avvenire tramite:
• materie prime, acqua o altri ingredienti contaminati;
• cattive condizioni di produzione;
• ingredienti che favoriscono la crescita dei microrganismi, senza l’impiego di un efficace sistema conservante;
• packaging non in grado di proteggere adeguatamente il prodotto;
• cattive condizioni di spedizione o di stoccaggio;
• l’utilizzo diretto da parte dei consumatori, come ad esempio la necessità di immergere le dita nel prodotto per applicarlo.

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COSMETIC TECHNOLOGY

Chiara Chiaratti, Monica Mapelli,
Nicola Lorenzetto*

Mérieux NutriSciences – Pharma, Healthcare & Cosmetics, Resana (TV)
*Cosmetic scientific and technical expert

nicola.lorenzetto@mxns.com

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Hydraprotect Plus Senza Alcool

Hydraprotect Plus Senza Alcool

Dalla natura un nuovo alleato per la protezione cutanea

Un efficace alleato per la protezione delle nostre mani, alcohol-free, con antibatterico naturale e arricchito con un olio ricco in omega 3,6,7 e 9.

#senzaalcool • #lavamani • #delicato
Nome commercialeFornitoreNome INCI%Funzione tecnicaCertificazioni
Fase A
Emulfit 415ChemyunionPolyacrylamide, C13-14 Isoparaffin, Laureth-71,8Emulsionante-
--Glycerin1Umettante-
Fase B
--Aquaa 100Solvente-
Fase C
Omega PlusChemyunionHelianthus Annuus Seed Oil, Zea Mays Oil, Macadamia Integrifolia Seed Oil, Olea Europaea Fruit Oil, Sesamum Indicum Seed Oil1,5Attivo-
--Dibutyl Adipate2Umettante-
Fase D
Hebeatol® Plus DeoChemyunionXylityl Sesquicaprylate0,5Antimicrobico-
Chemynol® FChemyunionPhenoxyethanol0,8Conservante-
--Parfum0,4Fragranza-
Descrizione processo produttivo
Proprietà

COSMETIC TECHNOLOGY

Mara Bisio
tel 02 36530596
mara.bisio@activebox.it
www.activebox.it

Con la speciale collaborazione di Valéria B Câmara, Business Development Manager EMEA, Chemyunion Ltda.

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Il digitale al servizio della persona

Il digitale al servizio della persona

L’e-recruitment dedicato al mondo della cosmetica

L’avanzata della digitalizzazione

Oggi più che mai, a seguito degli ultimi eventi che hanno modificato le nostre vite, non solo da un punto di vista personale ma anche lavorativo, il digitale è diventato un alleato di cui non si può e non si potrà più fare a meno.
Pertanto, se ancora prima che si verificasse questa situazione la trasformazione digitale era un processo inevitabile per le imprese, ora è divenuta una realtà imprescindibile se si vuole rimanere competitivi sul mercato.
Per trasformazione digitale si intende un radicale cambiamento nell’organizzazione aziendale, nei processi e nelle attività che costituiscono l’ecosistema di una società.
L’introduzione del digitale comporta una riduzione delle mansioni più ripetitive, inserendo l’automazione di determinati processi volti a migliorare e velocizzare non solo il sistema produttivo ma tutte le aree coinvolte nel business, dalle funzioni aziendali (quali, ad esempio, marketing, risorse umane, amministrazione) ai modelli di business, di partnership e così via.
C’era un tempo in cui si temeva che la macchina industriale avrebbe “rubato” lavoro all’uomo sostituendolo nelle sue mansioni. Tale previsione non si è avverata, anzi, all’opposto, l’industrializzazione ha sgravato l’uomo dai lavori più pesanti, consentendogli di concentrarsi maggiormente sulle attività intellettuali, e ha contribuito alla creazione di un nuovo mercato del lavoro, nel quale nuove professioni prendono forma e altre svaniscono. Il digitale deve essere inteso come un’opportunità di crescita attraverso uno strumento che accelera determinati meccanismi, consente l’ottimizzazione dei processi e quindi la possibilità di concentrarsi sul proprio core business.
La tecnologia, dunque, come importante opportunità di miglioramento in tutti i settori, ma anche come possibile fonte di rischio per la privacy. Non si possono infatti dimenticare i problemi connessi alla gestione dei dati personali che sorgono in particolari processi aziendali. Il General Data Protection Regulation (GDPR) è nato proprio per regolamentare la protezione di tali informazioni, coniugando tutela personale e sviluppo tecnologico. Non è questa la sede per discutere di sicurezza dei dati, ma il principio non può essere trascurato; non a caso, la sicurezza è diventata l’elemento cardine in materia di protezione dei dati, senza il rispetto della quale il trattamento degli stessi non può essere effettuato.

La digitalizzazione nel comparto cosmetico
Anche nella beauty industry il processo di digitalizzazione è in fase di forte crescita e sviluppo. Dal report di Cosmetica Italia del 2019 è emerso che le imprese cosmetiche hanno e stanno tuttora reagendo al tema dell’informatizzazione, non solo investendo maggiormente nell’e-commerce, ma anche impegnandosi a progettare e realizzare un piano destinato a trasformare l’intera organizzazione aziendale.
Nel mondo cosmetico l’e-commerce ha comportato una parte di disinvestimento nei confronti dell’intermediazione tradizionale, tuttavia rimane affiancato ad altri canali di vendita attraverso intermediari esterni e interni all’azienda. Le imprese interpellate sul punto hanno riconosciuto la fondamentale importanza dell’investimento nell’e-commerce, poiché esso offre enormi potenzialità commerciali. Non per niente, dall’indagine effettuata da Ermeneia è emerso che nel 2019 il 40% delle imprese cosmetiche ha venduto online rispetto al 9% del 2011.
Sul piano della progettazione e della realizzazione effettiva, invece, il report di Cosmetica Italia sostiene che il 60% degli imprenditori intervistati ha dichiarato di essere già impegnato in un processo di digitalizzazione, seppure a livelli e intensità differenti. La maggior parte degli imprenditori che ha partecipato all’indagine riconosce l’opportunità e il beneficio dietro al digitale, non solo all’interno della propria azienda, ma anche nei rapporti con la lunga filiera che costituisce l’impresa cosmetica, sia a monte con la produzione sia a valle con la rete di vendita. L’interconnessione tra i vari e numerosi attori deve essere facilitata e velocizzata attraverso la circolazione fluida delle informazioni, in modo tale da instaurare un dialogo costante e continuo tra i soggetti coinvolti.
Nel microcosmo aziendale, però, il 78% degli intervistati ha sostenuto che tale rivoluzione digitale è stata frammentaria, ovvero è avvenuta in modo discontinuo, solo in alcuni reparti. Per trarre il beneficio digitale è invece necessario coinvolgere tutto il sistema organizzativo, nel suo complesso e nelle singole funzioni, considerando sempre le caratteristiche e le specificità della singola impresa (1,2).

La digitalizzazione e il recruitment del personale

Anche nel settore della ricerca e selezione e formazione del personale esistono realtà che si sono distinte grazie alla tecnologia, non sottovalutando il concetto di e-recruitment ma, al contrario, implementando strumenti digitali innovativi volti a facilitare il flusso delle informazioni tra i vari attori interessati. Alcune società hanno addirittura utilizzato sistemi in grado di fornire un servizio di ricerca e selezione del personale in modalità “self-service”, offrendo al cliente la possibilità di trovare il proprio candidato ideale in modo autonomo e indipendente, senza interferenza da parte del recruiter, se non specificatamente richiesta.
Tuttavia, se nell’era del digitale la tecnologia è fondamentale per raggiungere ottimi risultati in tempi ridotti, soprattutto in un ambito quale quello del recruitment, la componente umana rimane parte integrante dell’attività, anzi, al centro della selezione.
La tecnologia non è tutto: il focus rimane sulla persona.
In un mondo dove il digitale e i social la fanno da padroni nelle relazioni, un’efficiente ed efficace società di recruitment non può prescindere dalla competenza umana. Sono le persone giuste al posto giusto a fare la differenza e per trovare il candidato ideale occorrono competenza, specializzazione, innovazione e collaborazione.
Il vero tratto distintivo di una selezione adeguata e soddisfacente presuppone, infatti, una serie di competenze e soft skills che non possono essere fornite dall’automazione, ma devono essere affidate a risorse valide, capaci e altamente qualificate. Una volta che il candidato ha compilato la parte digitale con l’inserimento dei propri dati, esperienze e qualifiche professionali, la selezione deve essere completata attraverso un’intervista o un incontro con un team di professionisti. Tale modo di operare evidenzia l’importanza della relazione e della collaborazione, considerando l’elemento umano quale strumento indispensabile al raggiungimento dell’obiettivo.
Soprattutto nei settori come quello del recruitment, in cui la persona deve rimanere l’attore protagonista, oggi la vera sfida è quella di riuscire a sfruttare i vantaggi forniti dalla digitalizzazione integrando il processo nell’unico modo possibile per superare i limiti che la tecnologia comporta: con la componente umana.

MAKEUP TECHNOLOGY

Webinar

Giorgia Lanza
HR Business Partner,
Job On Beauty, Milano

giorgia.lanza@jobonbeauty.com

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