Acidi ialuronici tecnologici ad azione antipollution

Acidi ialuronici tecnologici ad azione antipollution

Una potente azione sinergica a difesa della pelle

La nostra quotidianità ci espone ad un elevato numero di insulti tossici. La nostra pelle svolge un’egregia funzione barriera che perde la sua efficacia progressivamente nel corso della vita a causa dell’invecchiamento fisiologico. Il problema può essere gestito con diversi tipi di approccio, tra cui:

Stile di vita adeguato Cura del sistema difensivo Utilizzo di prodotti che aiutino le nostre naturali difese

Non dobbiamo erroneamente pensare che un “INSULTO TOSSICO” sia di origine esclusivamente antropica.

Un’alimentazione scorretta, un prodotto cosmetico aggressivo, un clima eccessivamente rigido o un’esposizione solare scorretta e sregolata, possono generare molti più danni dello smog cittadino quotidiano.

Se è vero il detto “GUTTA CAVAT LAPIDEM”, il danno alla nostra pelle avviene lentamente e nel corso degli anni per cause primariamente endogene, aggravate da fattori esterni indiscutibili.

COME RISOLVERE IL PROBLEMA?

Il problema deve quindi essere affrontato nella sua globalità con due tipologie di approccio

1

Passivo

si trova una soluzione al problema e la si applica per risolverlo

2

Attivo

si analizzano le cause e si attua un efficace piano di prevenzione

Oltre alla tipica azione idratante e antietà, l’acido ialuronico, alla luce della sua tendenza a organizzarsi strutturalmente a costituire una trama a maglie, svolge anche un’importantissima azione filtrante e di barriera nei confronti di diversi agenti chimici o biologici, naturalmente presenti nell’ambiente.

Tale caratteristica, ha indotto la casa produttrice giapponese Kewpie Corporation, distribuita in Italia da LCM,
a effettuare uno studio di efficacia sull’azione antipollution dei suoi due prodotti di punta

Hyalo-Oligo®

Un idrolizzato a bassissimo peso molecolare (<10.000 Da) in grado di penetrare lo strato corneo e svolgere la propria azione barriera resistendo al lavaggio

Hyaloveil-P®

Un cationizzato a elevata adesività con notevoli proprietà idratanti e viscoelastiche, in grado di svolgere un’efficace azione dermoprotettiva

COSMETIC TECHNOLOGY

Marco Colombo 
Sales Executive
Cosmetics Department

MColombo@lcmtrading.it

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VISION OF VISUAL

VISION OF VISUAL

Desiderio di natura e Anti Digital Pollution
Barbara Panzeri

Barbara Panzeri

Digital graphic artist
RONFstyle.com
rontstyle@gmail.com

VISION OF VISUAL

Desiderio di natura e Anti Digital Pollution

Durante i lockdown l’inquinamento atmosferico è sceso senza precedenti con conseguenti immagini della natura che si riaffermava ovunque.
Nella parte centrale della stagione SS22 i colori caratterizzanti provenienti dalla natura vengono selezionati grazie al sofisticato approccio di una visione psicologica e non rappresentativa che si concretizza nella ricerca di calore e comfort in ambienti durevoli progettati in supporto dell’ambiente.
Con gli attuali allentamenti si prediligono viaggi immersivi in cui poter rivivere esperienze attive a contatto con la terra lontano dalla luce HEV (luce visibile ad alta energia) degli schermi di smartphone e pc.
Il concetto di skin longevity mira a preservare il benessere cutaneo a ogni età e si prediligono prodotti capaci di rafforzare le difese della pelle contro l’invecchiamento atmosferico e l’inquinamento digitale.

Saturi di inquinamento digitale? Fermiamoci, respiriamo e…mettiamoci un punto.
Siero anti-pollution

Ecco un esempio di come un mini video grafico di 15 secondi può raccontare i benefici di un prodotto cosmetico in modo smart (studiato e sviluppato in formato verticale 9:16 adatto per essere visto da smartphone e condiviso nelle stories dei Social o semplicemente tramite WhatsApp) e green (non necessita di carta per essere stampato) catturando l’attenzione nel marasma del web.

Spesso la difficoltà sta nel saper estrapolare solo il concetto più importante nel messaggio che si vuole comunicare per riformularlo poi in modo creativo, efficace e di impatto. Nessuno vuole perdere tempo, con i mini video grafici in 15 secondi si ha la possibilità di dire tutto.

COSMETIC TECHNOLOGY

Barbara Panzeri
Digital Graphic Artist

ronfstyle@gmail.com

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Ulti’Mate

Approfondimenti-CT

Il potere antiossidante dello Yerba Mate contro inquinamento

lo sapevi che...

ESISTE UNA PIANTA
IN PATAGONIA DALLE FORTI
PROPRIETà BENEFICHE PER LA PELLE

Robertet Group Health and Beauty è molto attenta al rispetto dell'ambiente e ha adottato da tempo una politica volta a ridurre l’impatto ambientale attraverso un programma di riciclo degli ingredienti in cui gli scarti provenienti da prodotti di origine vegetale vengono riutilizzati e trasformati in principi attivi a maggior valore aggiunto.

Ulti’Mate

Un esempio di ingrediente a marchio Robertet Group Health and Beauty che adotta questa filosofia.  Il prodotto è distribuito in Italia dal gruppo Deimos.

Ilex Paraguariensis Leaf Extract, Maltodextrin

Aspetto: polvere
Colore: Da bianco a giallo 
Odore: Caratteristico

Conta microbica aerobica totale: <10.000
Funghi e lieviti: <100

Condizioni: Conservare nel suo contenitore originale sigillato ermeticamente secondo le condizioni di conservazione raccomandate.
Shelf-life: 2 anni. 

COSMETIC TECHNOLOGY

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Ultimate Hair Experience. Protection, Styling and Strenght

Approfondimenti-CT

Il Covid ci ha dato alla testa, letteralmente! Nel periodo dell’ormai lontano lockdown, di pari passo alla cura della pelle, ci si è infatti dedicati sempre più ai capelli. Inoltre, la popolarità dell’industria della bellezza, il cambiamento dello stile di vita e la rapida crescita dei social media hanno creato nuove richieste di acconciature. Soprattutto in un’epoca in cui apparire e sentirsi belli è di primaria importanza, la cura e il benessere del capello diventano, dunque, fondamentali. Proprio per questo, per rispondere a consumatori sempre più informati, con nuove esigenze e nuovi bisogni, sono necessari prodotti altamente tecnici, specifici, funzionali e con grandi potenzialità. Ecco dunque le nostre proposte: un pool di ingredienti che lavorano in modi diversi sul capello: dalla protezione da danno termico al mantenimento della piega, adatti ad ogni stile e ad ogni necessità.

Si tratta di un ingrediente attivo sviluppato per il riallineamento temporaneo del capello che fornisce una riduzione del volume dei capelli e del crespo. Un’associazione sinergica di alfa-idrossiacidi, esteri etilici, disaccaridi, argilla smectite, trigliceridi di cocco e la lignina, un biopolimero ricavato da una fonte vegetale rinnovabile.

Wavemax® è un attivo di origine vegetale composto da polisaccaridi di semi di lino e di chia. Grazie alle sue proprietà bioadesive aderisce al capello formando una pellicola resistente e flessibile: in questo modo assicura ricci naturali e duraturi.

Prodotto secondo le principali linee guida della Green Chemistry, grazie agli esteri di origine vegetale, Proshine migliora la lucentezza e il colore nei capelli naturali, decolorati e tinti.

Un principio attivo che agisce come alleato per la protezione dal calore.  Trattenendo l’acqua all’interno del capello e formando un film, protegge i capelli dai danni termici senza compromettere lo styling.

COSMETIC TECHNOLOGY

Daniela Ronchetti
tel 02 36530596
daniela.ronchetti@activebox.it

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EleVastin™

EleVastin™

Senza gravità

Gattefossé ha sviluppato e distribuisce in Italia EleVastin™, una soluzione mirata al rilassamento cutaneo indotto dalla gravità. Questo attivo di origine naturale al 100% si rivolge ai principali attori nella sintesi e nel mantenimento delle fibre elastiche funzionali. Così facendo, offre un innegabile sostegno alla pelle, sottoposta alla quotidiana pressione della gravità. EleVastin™ riduce l’abbassamento della parte inferiore del volto. I contorni del viso sono meglio definiti, le rughe verticali profonde vengono cancellate e viene ripristinato un aspetto giovanile.

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Quantità d'uso 1%

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Certificato COSMOS

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Betaine (and) Water (and) Propanediol (and) Murraya Koenigii Stem Extract

Le piante tradizionali utilizzate per scopi terapeutici o alimentari sono una fonte illimitata di ispirazione per i ricercatori di Gattefossé. Una di queste piante, la Murraya koenigii, è utilizzata da centinaia di anni nella medicina ayurvedica e in cucina. È originaria del subcontinente asiatico ed è oggi largamente coltivata nei territori che si affacciano sull’Oceano Indiano.

In collaborazione con un consolidato partner locale di Gattefossé, gli steli frondosi dell’albero Murraya koenigii vengono raccolti manualmente da appezzamenti privi di fertilizzanti nell’ambiente preservato dell’isola di La Reunion. La perfetta tracciabilità è assicurata dall’albero ai laboratori di Gattefossé.

Si ottiene un pool complesso di fitomolecole sinergiche (flavonoidi, acidi fenolici e alfa-idrossiacidi, ecc.) utilizzando una miscela innovativa di solventi di origine vegetale (betaina, propandiolo e acqua) e un processo di estrazione delicato.

L’attivo è di origine naturale al 100% (ISO 16128), è certificato COSMOS Ecocert Greenlife, RSPO MASS BALANCE ed è elencato su IECIC 2021.

EleVastin™

La soluzione contro il rilassamento cutaneo indotto dalla gravità
Scarica la brochure

EleVastin™

Regulatory data sheet
Scarica l'RDS

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Gattefossé

Vuoi provare anche tu un campione?

Resconcept® Sun SPF50 Eco Essential Reef

Resconcept® Sun SPF50 Eco Essential Reef

Una sfida eco-possibile per i solari

La messa a punto di un prodotto solare è tra le sfide più impegnative per un cosmetologo. Tra i prodotti skin care è senza dubbio quello che racchiude maggiori difficoltà intrinseche, non solo per l’efficacia ma anche per la sicurezza: un solare è sicuro se efficace ed è efficace se è sicuro. Inoltre, al cosmetologo è richiesto di sviluppare un prodotto che soddisfi anche gli aspetti legati alla piacevolezza della texture e alla sostenibilità ambientale.

Relativamente alla sostenibilità ambientale e nello specifico all’impatto dei solari sull’ambiente marino, si deve considerare che esso è composto da ecosistemi marini molto ricchi di specie e complessi, con particolare attenzione alle barriere coralline. La loro preziosa biodiversità è il risultato della coesistenza di diversi fattori ambientali e geografici, che ne fanno una delle comunità ecologiche più importanti da preservare. Un campanello d’allarme del loro stato di salute è rappresentato dallo sbiancamento dei coralli.

Recenti studi hanno evidenziato che alcuni filtri UV sembra che possano essere la causa di questo fenomeno, anche se hanno mostrato diversi punti deboli in quanto ad oggi non esiste un protocollo di test standardizzati che dimostri in modo evidente questa tesi (2,3). Tuttavia, tali studi preliminari hanno alimentato un dibattito pubblico e portato all’attuazione di divieti riguardanti alcuni filtri UV in diverse località, tra cui le Isole Vergini americane, Palau e le Hawaii. I prodotti solari non devono contenere benzofenone-3 ed etil metossicinnamato per essere in accordo con tali disposizioni.

Nonostante la mancanza di solide prove scientifiche, questi divieti, seppur controversi, hanno già portato all’emergere di un nuovo mercato di prodotti solari “Hawaiian Compliant”.

Il mercato offre oggi un’ampia gamma di prodotti solari. Alla classica crema solare si sono aggiunti gli spray particolarmente apprezzati per la praticità e la facilità d’uso: grazie soprattutto alle applicazioni aerosol di ultima generazione, risultano più semplici da distribuire, anche in aree del corpo non facilmente raggiungibili. Presentano però una notevole complessità intrinseca di cosmetic design, una vera sfida tecnica che i cosmetologi sono chiamati a risolvere: l’attributo eco-sostenibile delle texture iperfluide. La criticità tecnica è legata all’ingegnerizzazione della struttura reologica, in una texture iperfluida di tipo emulsivo. Districarsi nella complessità dei sistemi dispersi e perseguire la perfetta combinazione tra struttura, bilanciamento dei filtri e sostenibilità diventa un obiettivo ambizioso e impegnativo. Ne consegue che dovranno essere studiate in maniera approfondita la corretta selezione dei filtri chimici organici, la scelta degli emollienti utilizzati e la struttura (emulsionanti e conservanti per soddisfare opportunamente dei requisiti divenuti imprescindibili).

Con l’obiettivo di offrire una valida risposta a tutte le citate problematiche formulative, Res Pharma Innovative Ingredients ha sviluppato una nuova linea di Resconcept® Sun Eco Essential Reef distribuita in Italia da Res Pharma, progettata per offrire un connubio ottimale tra alti SPF, sensorialità, sicurezza e sostenibilità ambientale.

Il prodotto è stato testato per la determinazione del fattore di protezione solare (SPF) secondo UNI EN ISO 24444:2020; della fotoprotezione UVA secondo UNI EN ISO 24443:2012 e dell’attività resistente all’acqua (Linee guida Colipa per la valutazione della resistenza all’acqua di un prodotto solare, dicembre 2005).

Usato tal quale ha le seguenti proprietà: SPF 50, protezione UVA, resistenza all’acqua.

Sulla base dei dati tossicologici disponibili, Resconcept® Sun SPF50 Eco Essential Reef è considerato sicuro per l’uso cosmetico secondo le modalità d’uso suggerite 

e sulla base dei dati disponibili e valutati.

La valutazione dei parametri tossicologici ha fornito i seguenti risultati:

• irritazione cutanea (test OECD 404): non irritante;

• irritazione oculare (test OECD 405): non irritante;

• sensibilizzazione cutanea (test OECD 406): non sensibilizzante.

Resconcept® Sun SPF50 Eco Essential Reef è un’emulsione iper-fluida concentrata adatta alla realizzazione di prodotti solari a diverso SPF.

Tutta la gamma Resconcept® è realizzabile a freddo e permette di essere personalizzata. 

Grazie a un profilo reologico “pseudo-newtoniano”, le emulsioni iper-fluide con tecnologie Resconcept® sono texture molto versatili, poiché consentono la realizzazione di un’intera linea di prodotti solari a diversi SPF, modulando opportunamente il fattore di diluizione. In questo caso sarà necessario ripetere i test per l’accertamento del fattore SPF. 

Il team Res Pharma Innovative Ingredients è a disposizione per supportare nella scelta della corretta valutazione dei diversi fattori di diluizione.

L’utilizzatore è tenuto a verificare le legislazioni locali relative alle massime concentrazioni consentite di conservanti e filtri solari.

COSMETIC TECHNOLOGY

Nadia Papasergio
Skincare Specialist 
tel 02 909941
n.papasergio@respharma.com 

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RES PHARMA

Resconcept® Sun SPF50 Eco Essential Reef

La Beautycologa

La Beautycologa

Quando il 2.0 parte dalla cosmetica

Due chiacchiere con...

Marilisa Franchini

CEO e Founder di M 2.0 S.r.l.

Anna C. : Come sei messa venerdì in giornata?
Marilisa F.: Sono libera…per una call o per vederci?
Anna C.: Per intervistarti…cosa ne dici di una passeggiata nel parco di Villa Litta? Vorrei orientare l'intervista a storia e arte viste dal tuo punto di vista, cioè la tua storia e la tua arte.
Marilisa F.: Sarebbe bellissimo…

Ci incontriamo, in un venerdì pomeriggio agostano a Milano. A farci compagnia un gelato, un quaderno per gli appunti, il vociare dei bambini che giocano nel parco. La chiacchierata dura delle ore oscillando tra due dimensioni parallele: la scienza e l’arte della formulazione dei cosmetici, sapientemente fuse insieme. Di Marilisa sono tanti gli aspetti che mi hanno convinta fin da subito, non ultimi la dialettica fluente, la compostezza, la serietà, l’intraprendenza e l’entusiasmo.

Anna Caldiroli

R. Il piacere è mio! Il mio arrivo alla cosmetica parte da lontano. Dopo un percorso universitario dedicato al marketing ho lavorato per un certo periodo nella grande distribuzione, principalmente nell’area acquisti. Lì ho iniziato ad appassionarmi ai prodotti cosmetici, e in particolare a capire la differenza che intercorre tra le diverse materie prime che possono giustificare anche una differenza di prestazioni e di prezzo. Ho perciò cominciato a fare delle prove formulative in totale autonomia, acquistando delle materie prime e cimentandomi nella realizzazione di alcuni prodotti. Ho proseguito in questo modo per diversi anni e poi ho deciso che dovesse aprirsi per Marilisa il 2.0; vale a dire era giunto il momento di crearmi una nuova opportunità, professionale e personale. Mi sono perciò iscritta al corso in Scienze Cosmetiche all’Università Statale di Milano. Parallelamente è nato il mio blog, sul quale ancora scrivo, che mi ha permesso di intraprendere un’attività di divulgazione scientifica. I miei contenuti erano e sono sempre avvalorati da bibliografia a supporto, la cui lettura e approfondimento continuano a essere occasione di studio e di crescita.

R. Dopo anni di sperimentazione nell’ambito dello skin care e di confronto con le persone ho capito quali fossero i reali bisogni o i dubbi delle persone che mi seguivano, ed è così che sono nati i primi prodotti “ufficiali” Beautycology®, che hanno atteso un paio d’anni di gestazione. Il lancio dei primi prodotti è avvenuto a novembre 2020 e ora eccomi qua.
Tra l’altro, due referenze sono state oggetto di presentazione proprio su questa testata nella rubrica Prodotti finiti1.
Nel logo c’è una molecola di serotonina: il connubio tra scienza e sensorialità. Un prodotto sensorialmente piacevole verrà utilizzato con più costanza e questo farà apprezzare più facilmente la sua efficacia, per questo motivo i miei prodotti sono efficaci e caratterizzati da texture e profumazioni piacevoli e ricercate.

R. Studio personalmente le formule affinché mi rappresentino a pieno titolo. Scelgo gli attivi in modo da “attaccare il problema da più fronti”, utilizzando solo ingredienti con un forte consenso scientifico che ne comprovi l’efficacia e sempre nelle dosi funzionali. Mi avvalgo di un terzista per la realizzazione di prodotti e di un laboratorio che mi supporta nello sviluppo e nei test di efficacia e di stabilità. La distribuzione dei prodotti avviene quasi esclusivamente attraverso l’e-shop online.

R. Studio personalmente le formule affinché mi rappresentino a pieno titolo. Scelgo gli attivi in modo da “attaccare il problema da più fronti”, utilizzando solo ingredienti con un forte consenso scientifico che ne comprovi l’efficacia e sempre nelle dosi funzionali. Mi avvalgo di un terzista per la realizzazione di prodotti e di un laboratorio che mi supporta nello sviluppo e nei test di efficacia e di stabilità. La distribuzione dei prodotti avviene quasi esclusivamente attraverso l’e-shop online.

R. Il mio pubblico è composto principalmente da donne nella fascia di età 25-34, ma non mancano gli uomini! Ho un pubblico interessato alla scienza e che ama la divulgazione scientifica, al quale cerco di fornire gli strumenti per interpretare la comunicazione delle aziende cosmetiche e le notizie che compaiono sui giornali, e poi…spero che scelgano i miei prodotti! Questi ultimi sono formulati per essere adatti a tutti: testati su pelli sensibili, Nichel Tested e Gender Neutral.

R. Mi verrebbe da rispondere “scientifico”. Ciò che intendo dire è che molto spesso i termini “naturalità” e “sostenibilità” vengono utilizzati come sinonimi, vale a dire si crede che se un prodotto è naturale (o di origine naturale) sarà certamente più sicuro e sostenibile. Tuttavia, sappiamo che nella realtà dei fatti non è così. Non sempre ciò che è riconducibile alla naturalità è necessariamente non pericoloso o più sicuro per noi e per l’ambiente di ciò che è di sintesi.
Vorrei affrontare in futuro con metodo la valutazione dell’impatto dei cosmetici Beautycology® attraverso, ad esempio, l’applicazione del Life Cycle Assessment.
Al momento i materiali usati per la spedizione sono tutti riciclabili e ho eliminato il packaging secondario. Oltre alle informazioni obbligatoriamente presenti in etichetta è riportato un QR code che consente di integrare ulteriormente le nozioni di cui ritengo debba disporre un consumatore. Questo mi dà la possibilità di ridurre alcuni costi e di investire di più nelle materie prime cosmetiche, che scelgo sempre cercando l’alternativa più sostenibile e di migliore qualità.

R. Trovo che manchi una reale trasparenza nella comunicazione fatta ai consumatori. Per questo cerco, con la mia divulgazione, di far capire come funziona davvero la scienza, per dare alle persone gli strumenti per valutare e comprendere i messaggi con cui vengono costantemente bombardati. In questo modo, chi mi segue sarà in generale un consumatore più attento, severo, nel valutare il lavoro dell’intero comparto, ma anche il mio. Questo non mi spaventa, anzi, mi spinge a lavorare sempre meglio e con maggiore integrità.

R. No, non credo. Le attività sono nate e diffuse proprio attraverso i social media, che mi hanno permesso di raggiungere un vasto pubblico. Mi hanno aiutato a capire i bisogni delle persone che mi seguivano, le quali mi hanno assistito a creare le formule migliori per loro.

COSMETIC TECHNOLOGY

Il nostro progetto editoriale nel corso di questo 2021 sta riservando ampio spazio all’imprenditoria femminile in campo cosmetico. È un’idea che è nata quasi per caso (come del resto un’ampia fetta delle scoperte scientifiche, quindi questo ci fa ben sperare!) e ha via via preso sempre più piede. Per chi ci segue assiduamente anche sui supporti virtuali, diversi dalla carta stampata, sa che i post con cui accompagniamo i testi della Beautycologa utilizzano come motto #inscienscewetrust. Infatti, le scelte formulative che Marilisa Franchini, CEO e Founder di M 2.0 S.r.l., intraprende sono inderogabilmente accompagnate dalle “pezze giustificative” (come le chiama lei), ovvero da solide pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali, che le consentono di orientare le sue decisioni e di condividerle sui canali social.

Anna Caldiroli

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Beautycologa.it

IL BLOG DEDICATO ALLA COSMETOLOGIA

Per aiutarti a fare scelte consapevoli e a capire quali prodotti e quali ingredienti sono più adatti alla tua pelle.

Alpin Heilmoor Extract

Alpin Heilmoor Extract

Principio attivo innovativo multifunzionale e brevettato

Innovativo principio attivo multifunzionale brevettato
per nuove applicazioni cosmetiche

Per la medicina tradizionale, tutti i materiali utilizzati a scopo terapeutico sotto forma di impacchi e costituiti da una mescolanza di acqua minerale con materie organiche e/o inorganiche sono denominati peloidi.

Storicamente il peloide veniva impiegato per il trattamento di processi reumatici cronici, osteoartrosi degenerativa, postumi di lesioni osteoarticolari, fratture, lussazioni, malattie dermatologiche, ecc. (1).

Oggi, grazie all’Alpin Heilmoor Extract (AHE), le proprietà maggiormente efficaci e preziose del fango curativo sono rese disponibili in una forma più concentrata, pura e versatile; una polvere scura micronizzata e stabilizzata che, rispetto alla sua origine, risulta priva di acqua e di qualsiasi contaminazione microbiologica, perfetta per un nuovo uso in ambito cosmetico.

AHE, infatti, viene estratto da una torbiera accreditata (Heilmoor) nel sud dell’Austria, in Carinzia, nei pressi del lago di Längsee, tramite un processo del tutto sostenibile.

È un principio attivo multifunzionale 100% naturale, brevettato e certificato (NATRUE, COSMOS e Vegan), prodotto da Premium Organic GmbH e distribuito in esclusiva per l’Italia da Gale & Cosm.

Le nostre formulazioni

Formulations
Alpin Heilmoor Extract®

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Formulations
Toiletries

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COSMETIC TECHNOLOGY

Irene Valentini
Marketing Specialist
tel 02 9315076/93506389
info@galecosm.com

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GALE & COSM

alpin heilmoor extract

Euro skinpure

Euro skinpure

Un alleato di origine mediterranea contro l’acne

Derivato dalla sinergia di TIMO e ORIGANO

EFFICACIA TESTATA

Produzione italiana al
100%

L’acne vulgaris è una malattia infiammatoria cronica dei follicoli sebacei e rappresenta la più comune malattia della pelle (1), di cui non sono ancora completamente comprese le cause; infatti è estremamente complessa, con elementi di patogenesi che coinvolgono difetti nella proliferazione e differenziazione dei cheratinociti, nella secrezione di androgeni e nell’infiammazione follicolare (2).
L’acne vulgaris è caratterizzata dalla formazione di comedoni, pustole o cisti in seguito all’ostruzione e all’infiammazione delle unità pilosebacee, ovvero i follicoli piliferi e le loro corrispettive ghiandole sebacee. L’acne si sviluppa sul viso e sulla parte superiore del tronco e colpisce il più delle volte gli adolescenti. Il trattamento può comprendere agenti topici e sistemici diretti a ridurre la produzione di sebo, la formazione di comedoni, l’infiammazione e la carica batterica.
In particolare, il batterio Propionibacterium acnes, Gram-positivo anaerobio a lenta crescita collegato ad alcune patologie della cute come l’acne, è in grado di proliferare all’interno del dotto di tutti i follicoli pilo-sebacei delle pelli acneiche, svolgendo un ruolo fondamentale nello sviluppo delle lesioni infiammatorie (3).
P. acnes attiva il rilascio di citochine infiammatorie sia direttamente sui cheratinociti che indirettamente, rilasciando sostanze chemiotattiche che attraggono i leucociti polimorfonucleati responsabili della produzione di citochine infiammatorie (4). Inoltre, dopo la fagocitosi dei batteri, i neutrofili attratti rilasciano enzimi lisosomiali e producono specie reattive dell’ossigeno (ROS) che possono danneggiare l’epitelio follicolare.
Qualunque sia il meccanismo implicato nell’induzione dell’infiammazione cutanea da parte di P. acnes, i ROS sono coinvolti in questo processo, poiché la produzione di perossido di idrogeno (H2O2) risulta aumentata nei pazienti affetti da acne (5). Inoltre, alcuni studi dimostrano che la diminuzione dell’attività del superossido dismutasi (SOD) è correlata con la gravità di questa patologia (6,7).
Recentemente è stato dimostrato il contributo dei polifenoli nel trattamento dell’acne (8).
I polifenoli, infatti, agiscono contrastando gli effetti dei radicali liberi e mostrano un’elevata capacità antinfiammatoria, antimicrobica e inibitoria sulla 5α-riduttasi, un enzima coinvolto nel metabolismo degli androgeni e nella patologia dell’acne.

L’ingrediente innovativo Euro skinpure presentato da Eurochemicals, di Deimos Group, ideato per il mercato skin care, è in grado di combattere la patogenesi dell’acne.

L’efficacia di Euro skinpure è stata valutata indagando:

Determinazione dei gruppi fenolici mediante il saggio di Folin-Ciocalteu
Il saggio di Folin-Ciocalteu consente di ottenere una stima approssimativa della presenza di polifenoli presenti in un campione.
Per la determinazione del contenuto in fenoli è stato eseguito il saggio di Folin-Ciocalteu.
Il test consiste in una reazione redox tra l’acido fosfotungstico e l’acido fosfomolibdico presenti nel reattivo di Folin-Ciocalteu e i sistemi di natura polifenolica (9). I composti fenolici in ambiente basico vengono ossidati dai metalli molibdeno e tungsteno presenti nei complessi, e assumono la colorazione blu dovuta alla riduzione dei metalli che ne garantisce l’effetto antiossidante.

Inibizione dell’anione perossidico
Le ROS, e in particolare l’anione superossido O2•− e H2O2, svolgono un ruolo importante nell’evento infiammatorio indotto da P. acnes, poiché possono danneggiare l’epitelio follicolare. Pertanto, inibendo queste specie di radicali è possibile limitare la lisi dei cheratinociti.
L’abilità di Euro skinpure nell’inibire l’anione superossido O2•− è stata valutata mediante il saggio b-carotene-acido linoleico (10). Questo saggio si basa sull’ossidazione di un acido grasso insaturo, l’acido linoleico, da parte di un agente pro-ossidante. L’ossidazione genera radicali liberi (O2•−) che attaccano molecole ricche in doppi legami come il b-carotene (che nel saggio è utilizzato come indicatore colorato di ossidazione), nel tentativo di riacquisire un atomo di idrogeno. Di conseguenza, man mano che procede la reazione di ossidazione, la molecola di b-carotene perde la sua coniugazione e il suo caratteristico colore arancione. In presenza di molecole antiossidanti il sistema coniugato b-carotene viene preservato, di conseguenza la capacità antiossidante sarà proporzionale all’assorbanza del b-carotene non danneggiato.
Una soluzione di Euro skinpure (3% v/v) mostra un’eccellente capacità di inibire la perossidazione dell’acido linoneico, mostrando una percentuale di inibizione dell’anione perossidico pari al 90%.

L’infiammazione è l’evento cruciale nella patogenesi dell’acne vulgaris. L’ossido nitrico (NO) è un radicale libero a emivita breve che agisce da messaggero intercellulare prodotto da una varietà di cellule di mammifero, come i macrofagi, neutrofili, piastrine, fibroblasti, cellule endoteliali, neuronali e muscolari lisce. Il NO media una varietà di eventi biologici che vanno dalla vasodilatazione, neurotrasmissione, inibizione dell’adesione e dell’aggregazione piastrinica, nonché gli stati di infiammazione. La determinazione in vitro dell’attività scavenging sull’ossido di azoto può essere un utile indice dell’attività antinfiammatoria (11).
È stato dimostrato che questa materia prima è in grado di agire come scavenger nei confronti dell’ossido di azoto. Una soluzione al 3% v/v di Euro skinpure può inibire completamente il radicale di NO con il tempo, mostrando una risposta antinfiammatoria elevata.

Sono state valutate diverse concentrazioni dall’1 al 3% di Euro skinpure e sono state testate contro P. acnes, il principale batterio implicato nella patogenesi dell’acne.
Euro skinpure è risultato essere attivo contro P. acnes ATCC 11827, ottenendo dei valori di MIC e MMC pari a 2,9 e 5,5%, rispettivamente.

Euro skinpure può essere utilizzato in svariate tipologie di prodotti come sieri, creme, gel, emulsioni, tonici, ecc. La concentrazione consigliata è 1-3%.

COSMETIC TECHNOLOGY

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DEIMOS GROUP

euro skinpure

Un alleato di origine mediterranea contro l’acne

Dal laboratorio dell’università
alla creazione di uno spin-off

Dal laboratorio dell’università
alla creazione di uno spin-off

L’esperienza di UNIRED

Due chiacchiere con...

Alessandra Semenzato
Direttore scientifico UNIRED e docente presso l’Università degli Studi di Padova

Ascoltare una presentazione della Prof.ssa Semenzato durante un convegno è come partire per un viaggio dal quale si tornerà arricchiti; si viene condotti per mano dalla sua determinatezza e indiscutibilmente rapiti dalla sua capacità di accogliere gli stimoli dall'esterno, di osservare oltre a vivere nel reale. Curiosi di conoscere qual è stata la sua carriera accademica fin dai primi esordi e di sapere come è nato UNIRED, spin-off dell’Università degli Studi di Padova, abbiamo fatto quattro chiacchere con Alessandra Semenzato.

R. Mi sono iscritta a Chimica e Tecnologie Farmaceutiche (CTF) con moltissima convinzione, perché fin dal liceo mi ero innamorata della chimica e quindi non ho mai avuto dubbi su cosa volessi fare. Ero inizialmente orientata a iscrivermi alla Facoltà di Chimica, ma nello stesso anno della mia immatricolazione universitaria è stato avviato il Corso di Laurea in CTF, proprio nella mia città. Ho quindi deciso di orientarmi alla chimica applicata anziché alla chimica pura. Mi sono laureata con una tesi in biochimica supervisionata da un professore che mi ha stimolato a proseguire la carriera accademica, avendo visto in me delle doti che io stessa non sapevo di avere. Ammetto che, prima di allora, non ci avevo mai pensato, ma insegnare è tutt’ora la cosa che mi piace di più del mio lavoro universitario, quindi gli sono davvero grata.
Il referente del gruppo di biochimica in cui lavoravo era il Prof. Benassi, da poco rientrato a Padova da Ferrara, dove aveva avviato l’iter per la realizzazione della scuola di specializzazione in cosmetica (oggi Cosmast) e aveva deciso di mettere in piedi insieme al Prof. Bettero un gruppo che si occupasse di cosmetica, in particolare di analitica, in appoggio alla richiesta crescente da parte delle aziende di metodologie, in vista del recepimento in Italia della Direttiva europea del ‘76.
Pochi giorni dopo la laurea il Prof. Benassi mi offrì una borsa di studio che accettai, nonostante la cosmetica fosse per me una disciplina sconosciuta e (lo confesso) lontana dai miei interessi. Catapultata a Ferrara alla scuola di specializzazione in cosmetica, ho scoperto un mondo che da una parte mi affascinava ma dall’altra mi spaventava, perché molto lontano dall’idea della ricerca “ideale” in cui mi ero formata.
Nel giro di pochi anni sono riuscita a entrare come ricercatrice all’Università degli Studi di Padova, dove ancora insegno Chimica dei prodotti cosmetici dal 2006 e dove nel corso degli anni ho scoperto una vera passione per la cosmetica, ampliando i miei interessi dall’analitica alla formulazione e alle tecniche fisiche di caratterizzazione dei materiali, in un processo naturale e continuo.
Se all’inizio la cosmetica non rientrava nel mio immaginario (anche perché avevo molti preconcetti al riguardo), alla fine si è rivelata una strada che mi corrispondeva pienamente, forse proprio in quanto non preordinata.
D’altronde John Lennon disse: “La vita è quello che ti accade mentre sei occupato a fare altri progetti” (N.d.R).

R. Uno dei primi lavori che ho pubblicato riguardava un metodo per valutare la quantità di formaldeide derivante dall’uso dei preservanti; un metodo innovativo che rendeva la procedura molto semplice e rapida. Dopo la pubblicazione, il responsabile del Controllo Qualità di una multinazionale cosmetica mi inviò una lettera (le mail non esistevano ancora!) per ringraziarmi, in cui mi diceva come quel metodo aveva di gran lunga semplificato l’iter dei controlli, liberando tempo prezioso per i suoi collaboratori. Avevo gettato il primo seme. Il mio obiettivo, infatti, è sempre stato quello di fornire alle aziende delle soluzioni ma anche un metodo di lavoro. In molte realtà produttive mancano gli approcci metodologici che invece sono propri del bagaglio di chi lavora all’università. Provo molta soddisfazione quando la collaborazione crea qualcosa di utile che spesso si concretizza anche in nuovi prodotti. È un po’ come il lavoro dello chef… e a me piace cucinare, oltre che mangiare!
Da questo desiderio di relazione con le aziende è nato dunque UNIRED.

R. “UNI” sta per “università” e in origine il nome completo era UNIR&D, con un chiaro richiamo al reparto Research & Development delle aziende. Sfortunatamente la scelta di avere nel nome una lettera come la & commerciale non si è rivelata in linea con le logiche dei motori di ricerca, così quando abbiamo deciso di rivedere la nostra comunicazione digitale abbiamo scelto il nome UNIRED.

R. La prima idea di spin-off mi è venuta nel 2000 quando ho partecipato alla prima edizione di una competizione (Start Cup) proposta dall’Università degli Studi di Padova per la selezione di idee imprenditoriali innovative derivanti dalla ricerca dei propri laboratori. Sono arrivata in finale ma non sono stata finanziata. Meglio così perché i tempi non erano ancora maturi…!
UNIRED invece è nata nel 2012 in seguito alla collaborazione pluriennale con il Dott. Baratto, responsabile scientifico di UNIFARCO. Nella creazione dello spin-off ho coinvolto da subito altri colleghi con competenze molto diverse ma strategiche per il mondo healthcare e abituati a lavorare con le aziende. UNIRED cerca quindi di mettere l’approccio universitario al servizio e ai bisogni dell’azienda, costruendo soluzioni personalizzate. Credo che, come universitari, abbiamo questo “dovere”, ovvero vedere “al di là del nostro naso” al fine di proporre un’idea di ricerca applicata e rispondente a un bisogno ben preciso, per aiutare le aziende nel percorso di innovazione.
Spesso le aziende rinunciano a innovare per paura che approcci metodologici diversi portino via tempo e risorse senza dare un ritorno immediato, mentre l’innovazione è la chiave per capitalizzare e offrire al consumatore qualcosa di nuovo in una prospettiva di breve e medio termine. Il mercato sta diventando sempre più competitivo e le offerte sono sempre più ampie e variegate; è quindi necessario reinventarsi e per farlo è indispensabile un approccio scientifico di fondo.

R. Sì… nel mio percorso professionale ho intrapreso una collaborazione ultraventennale con la Facoltà di Economia, grazie alla quale abbiamo dato vita a un Master in Business and Management nel settore cosmetico conosciuto a livello internazionale, in quanto parte di un progetto denominato EFCM. Vedere che molti degli studenti che si sono formati presso questo Master oggi ricoprono ruoli chiave nel management delle aziende è motivo di orgoglio e conferma l’importanza del dialogo tra il mondo tecnico-scientifico e quello aziendale nel campo della cosmetica.
L’interdisciplinarietà è proprio ciò su cui dovremmo maggiormente puntare nella ricerca e nella didattica, come nei team di lavoro aziendale. Finalmente oggi anche l’università sembra muovere i primi passi in questa direzione, anche se persistono delle resistenze burocratiche e organizzative.

R. Naturalmente sì, sia tra i soci che tra i dipendenti e i collaboratori. Attualmente in UNIRED ci sono 5 dipendenti (un laureato in Economia Aziendale e 4 farmacisti), a cui si aggiungono un consulente psicologo e psicoterapeuta che si occupa di neuromarketing e qualità della vita, e un altro consulente, esperto di polimeri, che si occupa di packaging sostenibile. A queste persone si aggiunge altro personale dell’università come borsisti, assegnisti e laureandi. Quindi in totale siamo tra le 8 e le 10 persone. La differenza tra la mia prima idea di spin-off e UNIRED risiede nel fatto di avere al suo interno una squadra in cui ciascuno ha una sua specifica competenza e predisposizione.
Questa interdisciplinarietà e l’ottimo gioco di squadra sono alla base anche dai nostri podcast, un’idea nata durante il lockdown e con cui andiamo ad analizzare, con un linguaggio semplice e andando dritti al punto (da qui il nome del podcast Dritti al punto), le notizie scientifiche, spaziando dal settore chimico-farmaceutico al mondo dei cosmetici e del personal care, portando l’ascoltatore ad allenare il pensiero critico, utile ad approcciarsi razionalmente nei confronti della vastità di informazioni e delle fake news che riceviamo ogni giorno.

R. Il cosmetico è un prodotto per la persona; non nasce per rispondere solo alle esigenze della sua pelle o per evocare emozioni. Puntare sull’innovazione e sulla tecnologia significa dare risposte scientifiche ai bisogni della salute e del benessere della persona. Per fare questo ci vogliono però degli strumenti nuovi. Il successo del cosmetico è la risultante delle sue caratteristiche fisiche e applicative, ed è solo attraverso una vera conoscenza di come le materie prime si mettono in relazione tra di loro che si possono migliorare le performance dei prodotti. Oggi con gli studi di neuromarketing si possono misurare i benefici che essi sono in grado di apportare e quindi comprendere meglio come far diventare i nostri prodotti un vero successo di mercato.

R. Innanzitutto è importante prendere consapevolezza del fatto che la sostenibilità è un processo complesso che riguarda molte fasi della realizzazione di un prodotto.
Per questo la prima cosa che proponiamo è un ciclo di formazione aziendale che coinvolga tutti i reparti, dalla Ricerca e Sviluppo al Marketing, per allineare l’azienda ed evitare così di cadere nel noto fenomeno del greenwashing. Si capisce facilmente, quindi, come la sostenibilità sia un percorso di lungo periodo che include diversi obiettivi, realizzabili con tempistiche diverse.
Ad esempio, la sostituzione del packaging con materiali biodegradabili e compostabili richiede tempi di sviluppo lunghi e investimenti ingenti, mentre quando si parla di ingredienti e biodegradabilità della formulazione gli obiettivi sono più a breve termine. Un grande spazio della nostra ricerca è anche dedicato allo studio di nuovi principi attivi da materiali di scarto, che si inseriscono molto bene nel concetto di economia circolare, in quanto affronta il problema dello smaltimento dei rifiuti.

R. Il problema più grosso è quello delle impurezze perché ci sono delle criticità da governare.
Ma ci sono anche materiali di scarto che non presentano grosse criticità: c’è scarto e scarto. Più si va verso lo scarto di lavorazione e più ci saranno problemi, ma tutto è risolvibile. Anche in questo caso ci vuole tempo e sperimentazione.
Oltre alla rivalutazione dei materiali di scarto, la nostra ricerca si concentra anche sulla rivalutazione di prodotti del territorio a filiera corta che possono rappresentare una fonte di biodiversità ma sono poco appetibili per il settore alimentare, ad esempio la mela cotogna.
La sfida principale per le aziende che realizzano prodotti healthcare rimane quella di coniugare la sostenibilità con le performance del prodotto, non solo per gli attivi funzionali ma anche per le materie prime che strutturano il veicolo. Questo richiede l’utilizzo di tecniche di caratterizzazione fisica che possano supportare la sostituzione razionale di materie sintetiche come modificatori reologici e texturizzanti con materie prime naturali compatibili con l’eco-design del prodotto, in grado di mantenerne le proprietà applicative.

R. Secondo me le aziende non dovrebbero mai adattarsi e sedimentarsi su determinati procedimenti aziendali, perché non è detto che ciò che è sempre andato bene continuerà ad andare bene; gli scenari possono cambiare da un momento all’altro e il COVID-19 ne è la dimostrazione.
Una delle citazioni a me più care è la seguente: “Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità” (Alex Carrel). Concordo pienamente con questa affermazione e cerco di applicarla sia nel lavoro che nella mia vita personale. Essere buoni osservatori della realtà senza innamorarsi dei propri ragionamenti ci rende molto più aperti alla possibilità di cogliere le novità e, tradotto sul piano pratico per un’azienda, a ricordarci che i consumatori sono prima di tutto persone e non semplicemente dei target.
Quello che invece consiglierei di fare è creare delle figure di raccordo tra i vari reparti: un dialogo tra R&D e produzione e tra R&D e marketing rende i processi più fluidi. Questo dialogo porta allo sviluppo di team che sono realmente interdisciplinari, che riescono meglio a governare le complessità e in cui le competenze di ciascuno possono emergere ed essere valorizzate.
Riportare l’attenzione sulle persone, inoltre, è uno dei fattori che contribuisce a realizzare un’azienda sostenibile.

COSMETIC TECHNOLOGY

Alessandra Semenzato

tel 049 776766
alessandra.semenzato@unired.it
www.unired.it

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