Integratori per nutrire la bellezza

Schermata 2017-05-02 alle 15.15.19La linea di prodotti di Planet Pharma dedicata alla cura e alla bellezza delle unghie, My Nails, presenta Keratin Cres Forte, un integratore alimentare che, grazie ad una formulazione innovativa a base di cheratina, svolge un’azione combinata su unghie e capelli. Formulato in softgel, l’integratore favorisce e accelera la naturale ricrescita delle unghie, mantenendole forti, sane e belle; rallenta la caduta dei capelli e ne favorisce la naturale ricrescita, rendendoli più forti, più lunghi e più folti.

Indicazioni
La formulazione di Keratin Cres Forte è composta da:
• Cynatine® – cheratina idrolizzata di nuova generazione ad elevata biodisponibilità. Test clinici hanno dimostrato che essa stimola un miglioramento della struttura del capello e delle unghie, favorendo al contempo elasticità e idratazione;
• resveratrolo, dalle note proprietà antiossidanti che risultano rinforzate dalla presenza di vitamina C ed E, le quali contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo e dall’azione dei radicali liberi;
• miglio, ricco in sali minerali e in vitamine del gruppo B, che contribuisce al mantenimento di unghie forti ed è tradizionalmente noto per ridare vigore e lucentezza ai capelli;
• selenio e zinco, che contribuiscono al mantenimento di unghie e capelli sani e forti.

Ingredienti
Gelatina alimentare; Agente di resistenza: glicerolo; Miglio estratto fluido (Panicum miliaceum L., semi) (in olio di germe di grano-glutine); olio di Girasole; vitamina C (acido L-ascorbico); L-metionina; Cynatine® HNS – Cheratina (ingrediente contenente solfiti); Ortica e.s. (Urtica dioica L., foglie) (maltodestrine); addensante: mono- e digliceridi degli acidi grassi; vitamina E (acetato di DL-alfa tocoferile); ossido di zinco; betacarotene; resveratrolo (da Polygonum cuspidatum Siebold & Zucc., radice); emulsionante: lecitina di Girasole; colorante: E172; solfato di rame; selenio di sodio.

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Modalità d’uso

Si consiglia l’assunzione di 2 softgel per un trattamento iniziale d’urto e 1 softgel per un trattamento successivo di mantenimento, durante l’arco
della giornata. È consigliabile un ciclo di trattamento di almeno due mesi.
La confezione da 30 softgel è disponibile in farmacia, parafarmacia ed erboristeria.

Per informazioni
Studio Morena Paleari
tel 02 76007513  –  info@morenapaleari.com  –  www.planetpharma.it

EnzySkin™

L’invecchiamento cutaneo rappresenta un processo fisiologico causato dal rallentamento di alcune attività metaboliche e dalla progressiva degradazione di componenti strutturali della matrice extracellulare come collagene, elastina e glicosamminoglicani che hanno la funzione di sostenere il tessuto, idratarlo e renderlo tonico. Come conseguenza di ciò, la cute matura perde elasticità diventando più sottile, fragile, ed iniziano a comparire rughe ed aree iperpigmentate.
Fattori esogeni tra cui dieta, fumo, esposizione ai raggi solari e inquinamento, agiscono sul processo di invecchiamento favorendo la comparsa di danni cutanei.
La cute presenta diversi meccanismi protettivi per ritardare gli effetti del tempo come sistemi anti-ossidanti, processi di riparo del DNA, inibizione degli enzimi (collagenasi, elastasi, ialuronidasi) responsabili della degradazione delle macromolecole strutturali. Con l’aumentare dell’età, però, l’efficacia di tali meccanismi protettivi tende a diminuire e può risultare molto utile ricorrere a prodotti topici o integratori alimentari contenenti sostanze biologicamente attive in grado di ridurre i danni che possono comparire nelle pelli mature.
Tra queste ultime, la fosfatidilserina (PS) risulta molto interessante. La PS è un fosfolipide presente nelle membrane plasmatiche delle cellule eucariotiche che favorisce la fluidità di membrana, la comunicazione tra le cellule e la trasduzione del segnale. Per le sue molteplici funzioni, la PS è indicata per prevenire i danni cellulari legati all’invecchiamento, come quelli a carico di sistema nervoso e cute.
EnzySkin™ è una materia prima prodotta da Enzymotec, azienda biotecnologica leader nella fornitura di prodotti a base di lipidi, e distribuita in esclusiva da Giellepi per il mercato italiano.
EnzySkin™ fa parte della linea EnzyPS™ Solutions, la linea a base di fosfatidilserina che evidenzia la grande flessibilità dell’ingrediente, utilizzabile in numerose aree terapeutiche: EnzySkin™ (riduzione degli effetti dell’invecchiamento cutaneo), EnzyCalm™ (riduzione dello stress fisico e mentale), EnzyBrain™ (stimolazione delle attività cerebrali, in particolare quelle attinenti alla sfera cognitiva), EnzyMood™ (miglioramento dell’umore), EnzySport™ (miglioramento delle funzioni muscolari).

Schermata 2017-05-02 alle 14.45.37Caratteristiche e Specifiche tecniche
La linea EnzyPS™ Solutions contiene fosfatidilserina di origine vegetale prodotta secondo gli standard internazionali di qualità (ISO 9001:2008, HACCP e Good Manufacturing Practices GMP).
La materia prima può contenere lecitina di soia, non contiene OGM ed è certificata Halal.
Le caratteristiche tecniche di EnzySkin™ sono elencate in Tabella 1.

Meccanismo d’azione
La PS influenza positivamente l’attività di PPAR (peroxisome proliferator-activated receptor), implicato nel mantenimento dell’omeostasi epidermica, la cui espressione risulta compromessa in se
guito ad esposizione a radiazione ultravioletta (1); inoltre, la PS inibisce l’attività delle MMP-1 (metallo proteinasi 1) responsabili della degradazione del collagene presente nel derma (2).

Efficacia
Recenti ricerche hanno dimostrato che la PS svolge un ruolo importante nel contrastare i danni causati dall’invecchiamento. I meccanismi più accreditati a tal proposito sono riconducibili alla sintesi di protocollagene, precursore del collagene, e all’inibizione delle metalloproteinasi, enzimi responsabili della degradazione dei componenti del tessuto connettivo.

Studi preclinici
Gli effetti della PS sull’idratazione cutanea e sulla formazione di rughe sono stati valutati in un modello sperimentale di topi nudi attraverso analisi strumentali, visive e istologiche (3). Gli animali sono stati suddivisi in 5 gruppi in base al trattamento ricevuto: controllo non esposto a raggi UV, controllo esposto a raggi UV, 3 gruppi di animali esposti a raggi UV e successivamente trattati con differenti dosi di PS (basso, medio e alto dosaggio, rispettivamente).
Negli animali esposti a radiazione ultravioletta per 10 settimane e non trattati con il nutraceutico, la pelle del dorso è risultata significativamente più disidrata, sottile e rugosa rispetto a quella degli animali non esposti. La somministrazione di PS per via orale ha ridotto in maniera significativa i danni derivanti dall’esposizione ai raggi UV; gli animali, infatti, presentavano rughe meno estese e meno profonde (Fig.1) rispetto agli animali trattati con il veicolo ed utilizzati come controllo.
Anche il contenuto di collagene nella cute degli animali trattati con PS è risultato significativamente più elevato rispetto a quello del gruppo di controllo.

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Studi clinici
Gli effetti della PS sui danni cutanei causati dall’esposizione a radiazione ultravioletta sono stati valutati in uno studio clinico, randomizzato, in doppio cieco con 63 volontarie sane (3). Le donne partecipanti allo studio sono state suddivise in 2 gruppi in base al trattamento e hanno assunto PS (300 mg al giorno per via orale) o placebo per 12 settimane. L’effetto antirughe è stato valutato attraverso un esame visivo della zona periorbitale eseguito da un dermatologo che ha attribuito un punteggio da 0 (assenza di rughe) a 7 (rughe profonde) secondo la scala Global photodamage score all’area interessata. L’idratazione dello strato corneo dell’epidermide è stato valutato mediante corneometria.
All’esame dermatologico, l’area di cute intorno agli occhi è risultata più idratata, tonica ed elastica nei soggetti che hanno assunto l’integratore rispetto al controllo. Inoltre, il trattamento ha determinato un significativo effetto antirughe (Fig.2).

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Sicurezza
La fosfatidilserina è un ingrediente che vanta una lunga storia di consumo, essendo disponibile sul mercato internazionale da molti anni. Risulta sicura poiché il suo utilizzo non è stato associato a specifici effetti indesiderati.
Numerosi studi clinici hanno dimostrato che la fosfatidilserina è ben tollerata dall’organismo umano mentre i risultati di studi pre-clinici evidenziano come, anche in seguito a somministrazioni prolungate, il trattamento non abbia causato effetti tossici negli animali da laboratorio.

Applicazioni
EnzySkin™ rappresenta un ingrediente multifunzionale; in particolare, favorisce la produzione di collagene, promuove la riparazione di danni causati dall’esposizione ai raggi solari, ridona vitalità alla pelle.
Pertanto, può essere usato come ingrediente per prodotti anti-aging, come integratori alimentari e functional foods, destinati a preservare la cute dagli effetti del trascorrere del tempo.
EnzySkin™ può essere utilizzato per la produzione di compresse, bustine, capsule e liquidi.
La dose consigliata corrisponde a 300 mg al giorno.

Bibliografia
1. Kim EJ, Jin XJ, Kim YK, Oh IK, Kim JE et al (2010) UV decreases the synthesis of free fatty acids and triglycerides in the epidermis of human skin in vivo, contributing to development of skin photoaging.
J Dermatol Sci 57(1):19-26
2. Cho S, Kim HH, Lee MJ, Lee S, Park CS et al (2008) Phosphatidylserine prevents UV-induced decrease of type I procollagen and increase of MMP-1 in dermal fibroblasts and human skin in vivo.
J Lipid Res 49:1235–1245
3. Choi HD, Han JJ, Yang JH, Lee SH, Kim YS et al (2013) Effect of soy phosphatidylserine supplemented diet on skin wrinkle and moisture in vivo and clinical trial.
J Korean Soc Appl Biol Chem 56(2):227–235

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da L’Integratore Nutrizionale 1 – 2017

Erboristeria biologica: come garantirla

Schermata 2017-04-18 alle 14.58.36L’adesione in una misura sempre più generale ed estesa ai principi della produzione biologica rappresenterebbe per il comparto delle officinali un duplice vantaggio: l’opportunità di dimostrare la dimensione etica alla base delle proprie scelte imprenditoriali e professionali, e venire incontro a una richiesta sempre crescente del consumatore. Ma quali sono le specificità della certificazione biologica della filiera erboristica? Ne parliamo in questa intervista con Fabrizio Piva, amministratore delegato di CCPB.


L’attrazione per il biologico continua la sua sorprendente progressione: tra pochi giorni Biofach ospiterà oltre 50.000 operatori professionali da tutto il mondo, artefici di un mercato in costante crescita ormai da diversi anni. Come abbiamo già notato altre volte, le piante officinali potrebbero essere parte integrante di questo processo: ma le erbe non sono esattamente alimenti, e il loro inquadramento tra i prodotti certificati richiede qualche particolare attenzione.

Ne abbiamo parlato con Fabrizio Piva, amministratore delegato di CCPB Controllo e Certificazione srl, uno degli organismi di certificazione più attivi in Italia: “CCPB opera come organismo di ispezione e certificazione dei prodotti agroalimentari e “no food”, tra cui la cosmesi e il tessile, ottenuti nel settore della produzione biologica e in quella ecocompatibile ed ecosostenibile” precisa Piva.

CCPB certifica circa 11.000 aziende in Italia e in tutto il mondo secondo circa 50 differenti forme di certificazione e in base a 35 autorizzazioni internazionali, operando con 190 collaboratori: del totale, circa 9000 sono le aziende certificate nel settore delle produzioni biologiche. Tra queste figurano affermati gruppi industriali, grande distribuzione, piccole e medie imprese, aziende emergenti. Numeri che indicano come sia elevata l’attenzione del mondo delle imprese per i processi di certificazione. “Come mostrano numerose ricerche di mercato – ci spiega Fabrizio Piva – la certificazione migliora la qualità del prodotto e il suo impatto ambientale, rafforza la sicurezza alimentare, rende più efficiente e virtuoso il processo produttivo e costituisce un insostituibile servizio di garanzia e fiducia verso i consumatori”.

In modo essenziale, come potremmo definire l’agricoltura biologica, e cosa si intende per certificazione biologica?

L’agricoltura biologica è un metodo di produzione agricola sostenibile che esalta la naturale fertilità dell’ecosistema suolo, la salubrità dei prodotti e rafforza la sostenibilità senza usare prodotti di sintesi (ad esempio fitofarmaci e concimi chimici). Chi vuole ottenere una certificazione biologica lo può fare secondo il Reg.CE 834/2007, che definisce il sistema di certificazione nell’Unione Europea, e in accordo con gli altri schemi internazionali (Stati Uniti, Giappone, Canada, Brasile, Corea del Sud, Svizzera e altri). I passaggi per ottenerla prevedono da parte dell’azienda la compilazione della notifica di attività con metodo biologico o della domanda di certificazione, da parte dell’organismo di certificazione la valutazione dei documenti, la verifica dei siti produttivi, il rilascio del certificato di conformità e l’iscrizione nel registro dei prodotti certificati, la valutazione di etichette/confezioni per prodotti biologici. Il regolamento di certificazione vale per aziende di produzione, preparazione, commercializzazione, distribuzione e importazione”.

La specificità delle piante officinali

Visto in sintesi il quadro di riferimento, vediamo meglio le modalità con le quali si certifica l’origine biologica di una specie officinale? Le officinali hanno una propria specificità rispetto alla certificazione biologica, o possono essere tutte omologate a prodotto agro-alimentare, anche quando non hanno una destinazione d’uso alimentare (come, per fare qualche esempio, potrebbe essere il caso di Echinacea, Arnica, Iperico, e tante le altre)?

Le erbe officinali sono piante e come tali, se l’obiettivo consiste nell’ottenerle e certificarle come biologiche, è obbligatorio certificarle conformemente al Reg.CE 834/2007, ovvero alla disciplina comunitaria che definisce criteri e requisiti da rispettare affinchè i prodotti possano essere definiti biologici” precisa Fabrizio Piva. “Per poter essere definite biologiche è necessario che tali piante siano considerate come tali e pertanto rientrano nello scopo e campo d’applicazione del regolamento di cui sopra. Successivamente possono anche essere destinate ad usi non alimentari e, a partire da queste fasi, non possono più essere certificate come prodotti agroalimentari ma adottando, ad esempio, gli standard della cosmesi biologica. Il certificato rilasciato ai produttori di tali piante attesta che sono state prodotte secondo il metodo biologico e tale asserzione può accompagnare le piante fino alla prima trasformazione e successivamente è possibile tracciarne la presenza fino al prodotto finito”.

Una quota importante delle materie prime erboristiche proviene da piante spontanee: la raccolta ha tuttora una notevole incidenza sui volumi del mercato erboristico. Possiamo chiarire quando e come il prodotto di origine selvatica può essere certificato come biologico?

Schermata 2017-04-18 alle 14.58.59La raccolta spontanea rientra nel Reg.CE 834/2007 a condizione che le aree di raccolta non siano state trattate da almeno tre anni prima della raccolta con prodotti non ammessi in detto regolamento, la raccolta non comprometta l’equilibrio dell’habitat naturale e la conservazione della specie nella zona di raccolta, e il prodotto e chi raccoglie sia sottoposto a controllo e certificazione da parte di uno degli organismi di certificazione accreditati ed autorizzati”.

La sensibilità tra le imprese del settore 

Gran parte del successo che oggi incontra il prodotto biologico nasce dalla sensibilità del consumatore finale, che mostra sempre più chiaramente la sua preferenza a favore dell’origine naturale del prodotto che il concetto di biologico rappresenta quando ha la possibilità di scegliere al momento dell’acquisto. Ma produrre o selezionare le proprie materie prime e i prodotti offerti in base ad una origine naturale certa comporterebbe una scelta etica irrinunciabile per una impresa della filiera erboristica. Nella vostra ampia esperienza, che attenzione riscontrate rispetto alla necessità di offrire una garanzia dell’origine naturale e biologica nel nostro settore? è diversa tra i produttori, le imprese commerciali e gli operatori professionali?

Sensibilità ed attenzione al biologico sono cresciute proporzionalmente all’attenzione del consumatore verso questo segmento di prodotti. Un po’ meno il concetto di naturalità, un po’ più difficile da dimostrare. La sensibilità si è dimostrata maggiore negli operatori professionali e nelle imprese commerciali quando queste si sono trovate di fronte ad una precisa domanda di mercato”, osserva Piva.

E il consumatore finale, invece, per la vostra esperienza, è più attento all’origine biologica quando deve scegliere un prodotto erboristico e salutistico, o quando si tratta di un cosmetico?

Sulla base della nostra esperienza professionale sembra esserci maggiore attenzione verso il prodotto cosmetico rispetto a quello erboristico. Forse il consumatore vede nel prodotto erboristico maggiormente presente il concetto di naturale mentre nella cosmesi intravvede ancora molta chimica di sintesi e si sente spinto a chiedere una maggiore garanzia di naturalità tramite il concetto di biologico”.

La certificazione nella filiera delle officinali

Tra i produttori di officinali, quali sono le tipologie di aziende che si rivolgono a voi per la certificazione? Sono prevalentemente aziende specializzate, che effettuano solo la produzione di aromatiche e officinali, o sono agricoltori che dedicano solo una parte della loro attività a queste coltivazioni?

Prevalentemente si tratta di aziende specializzate che hanno già avuto modo di sviluppare una solida esperienza nella coltivazione di aromatiche ed officinali ed oggi si sentono pronte a migliorare il metodo di coltivazione virando sul biologico”.

Le trasformazioni in atto nel mondo dell’agricoltura (la multifunzione, l’accesso diretto ai mercati locali, la filiera corta, la rete e il commercio online) stanno aprendo le porte a nuove esperienze produttive nel campo delle officinali, spesso condotte da giovani e da piccoli produttori. Per queste realtà l’accesso alla certificazione può essere piuttosto oneroso: quali passi possiamo consigliare per mantenere questi progetti nel movimento del biologico ed è possibile ricorrere a delle formule consociative?

Credo sia da sfatare che il costo diretto della certificazione sia elevato; in Italia l’azienda media non spende in certificazione più di 350 euro/anno”, afferma Piva. “In questa cifra ovviamente non si tiene conto del maggiore costo di produzione, in quanto questo rientra nel costo di produzione aziendale legato alla coltivazione delle specie di interesse aziendale, così come non si tiene conto degli eventuali costi dovuti all’adeguamento aziendale, qualora necessario. Indipendentemente da ciò è sicuramente possibile creare cooperative, associazioni e collaborazioni che portino alla realizzazione di economie di scala, sia per quanto attiene la vendita dei prodotti, l’acquisto dei mezzi tecnici, la condivisione di spazi per la vendita o di strutture per la trasformazione, oppure strategie di marketing e di promozione condivise”.

Il laboratorio artigianale, che effettua la miscelazione o la trasformazione del prodotto erboristico e che sceglie di lavorare solo materia prima di origine biologica, deve provvedere ad una propria diretta certificazione? Avete seguito dei casi di questo genere?

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Come si accennava poc’anzi, se il laboratorio intende ottenere prodotti biologici destinati ad essere ingeriti ed assimilabili a prodotti agroalimentari vi è l’obbligo di essere certificati ai sensi del Reg.CE 834/2007 ed abbiamo esperienze in tal senso. Nel caso in cui, invece, il laboratorio produca prodotti non alimentari ed intenda certificare prodotti con l’asserzione di biologico o naturale, è possibile ricorrere a standard cosmetici o a standard privati aziendali di cui abbiamo comunque esperienza”.

Infine un pensiero ai molti laureati in tecniche erboristiche, che sono alla ricerca di nuove opportunità lavorative e di nuovi ruoli nel settore: pensate che sia una figura che potrebbe trovare una propria collocazione nella organizzazione del comparto del biologico?Schermata 2017-04-18 alle 14.59.33

Allo stato attuale non disponiamo di collaboratori specificatamente laureati in tecniche erboristiche; a questo proposito occorre anche ricordare che l’esperienza del biologico nell’erboristeria e nella cosmesi è piuttosto recente rispetto all’agroalimentare, ove nasce e si sviluppa il concetto di biologico. Ritengo che se il settore dovesse raggiungere dimensioni più consistenti rispetto all’attuale, si renderà necessario allargare lo spettro delle competenze e valutare il coinvolgimento di specialisti nelle tecniche erboristiche”, conclude Fabrizio Piva.

Il lato verde del make up

Green, vert, verde è il termine cosmeticamente più attuale. Non solo è il colore di tendenza del 2017 ma è anche un solerte invito ad abbracciare uno stile di vita più consapevole, rispettoso e in armonia con l’ambiente. Ispirarsi alla natura e trarre insegnamento da essa: ecco quindi che gli ingredienti di origine naturale/vegetale sono entrati prepotentemente anche nelle formulazioni come parte integrante dell’approccio olistico alla cosmesi. Questa tendenza ha avuto il suo incipit nel campo dello skin-care, ma in breve si è diffusa anche nel settore parallelo, cioè nel make up. Con l’introduzione nelle formule di attivi di origine naturale il trucco è stato sdoganato dal semplice ruolo di colorare la pelle ed ha assunto una veste più completa: il colore abbinato al trattamento. Texture sempre più leggere, di facile utilizzo ma soprattutto alleate dell’epidermide perché ricche di principi attivi che aiutano a mantenerne l’equilibrio fisiologico. Per sottolineare e rafforzare questo proposito spesso viene associata la regola less is more: pochi ingredienti di base per permettere ai principi attivi di esprimere pienamente la loro funzionalità ed al colore di manifestarsi in tutta la sua intensità.

Un olio vegetale che sta ritornando prepotentemente, soprattutto come ingrediente d’elezione per la formulazione dei rossetti, è l’olio di ricino. Negli anni novanta l’utilizzo di questa materia prima era diminuito in maniera consistente perchè sostituita da esteri con una maggiore resistenza all’ossidazione, ma ultimamente sta vivendo una “seconda giovinezza” sia tal quale, che modificata attraverso specifici processi di sintesi.

Ecco alcuni esempi:

Castor Isostearate Succinate agente glossante polimerico che deriva da un esclusivo processo a due fasi: l’olio di ricino viene prima polimerizzato con acido succinico, successivamente i gruppi idrossilici residui vengono fatti reagire con acido isostearico. Si crea così un polimero dall’elevata capacità di impartire brillantezza al prodotto finito, ottimo bagnante e disperdente dei pigmenti, elasticizzante ed emolliente.

Ricinus Communis (Castor) Seed Oil (and) Hydrogenated Castor Oil di aspetto e consistenza molto simile al petrolatum di cui rappresenta una valida alternativa, soprattutto nei prodotti per labbra.

Sempre tra gli oli di origine vegetale ne possiamo ricordare alcuni noti perché contenenti principi attivi di comprovata funzionalità cosmetica:

Lupinus Albus Seed Oil, ricco di carotenoidi e vitamina E, ha elevate proprietà anti-ossidanti ed anti-radicaliche.

Pyrus Malus (Apple) Seed Oil fonte di acidi grassi oleico e linoleico, emolliente e restituivo, dal colore giallo pallido derivato dalla spremitura dei semi di mela alpina.

Nelle polveri cosmetiche quali ciprie, ombretti, fard si affianca alla tendenza mineral l’utilizzo di filler rivestiti con burri vegetali.

Talc (and) Mangifera Indica (Mango) Seed Butter (and) Tocopheryl Acetate

Mica (and) Mangifera Indica (Mango) Seed Butter (and) Tocopheryl Acetate

Talc (and) Theobroma Cacao (Cocoa) Seed Butter (and) Tocopheryl Acetate 

– Mica (and) Theobroma Cacao (Cocoa) Seed Butter (and) Tocopheryl Acetate

La texture diviene più performante perché non solo si migliora l’adesione del prodotto alla pelle, ma si apporta emollienza riducendo la sensazione di secchezza, soprattutto per le carnagioni particolarmente sensibili. Ecco quindi l’evoluzione: da prodotti semplicemente in grado di “coprire” a cosmetici che in leggerezza levigano e perfezionano, mantenendo idratata la pelle.

Dal ciclo vitale di alcune particolari piante che vivono in territori ostili alla sopravvivenza si è preso spunto per lo studio dell’attività di specifiche molecole. In particolare:

Glyceryl Glucoside derivato da Myrothamnus flabellifolia (definita anche “pianta della resurrezione”), un piccolo arbusto che vive nel deserto africano dove sussistono condizioni climatiche estreme per diversi mesi all’anno: lunghi periodi di siccità, elevata temperatura, esposizione prolungata alle radiazioni solari. Nonostante ciò la pianta è in grado di sopravvivere grazie alla presenza di questa molecola che protegge le cellule nei periodi di siccità, facendo in modo che cadano in una sorta di quiescenza trattenendo la poca acqua disponibile. Con l’arrivo delle piogge la pianta si “risveglia” ed è in grado di riprendere velocemente le sue funzioni vitali. Questo meccanismo può essere sfruttato anche a vantaggio della pelle, perché l’attivo ha un’azione simile all’acido ialuronico e quindi ha elevata capacità di trattenere l’acqua, protegge la struttura delle membrane cellulari, agisce da anti-ossidante, difende l’epidermide dalle screpolature.

Ectoin derivato aminoacidico ritrovato in microrganismi estremofili che vivono in un lago salato del deserto egiziano in condizioni decisamente ostili per la sopravvivenza. La molecola è in grado di legare acqua creando uno guscio di idratazione attorno alle biomolecole cellulari preservandone l’integrità. Allo stesso modo l’ectoina svolge un’attività multifunzionale proteggendo le cellule cutanee dagli stress a cui sono quotidianamente sottoposte: radiazioni UV, sbalzi termici, inquinamento. Risulta quindi svolgere un’efficace azione globale antiaging riducendo le TEWL (trans epidermal water loss), diminuendo la profondità delle rughe di espressione ed aumentando l’elasticità cutanea.

C’è da credere che dal laboratorio cosmetico a cielo aperto che è la natura arriveranno sempre nuovi stimoli e ispirazioni che la ricerca applicata alla cosmetica sarà in grado di tradurre in materie prime per una bellezza sempre più verde.

Per informazioni
Giuseppina Viscardi
Consulente cosmetico
giuseppinaviscardi@tiscali.it

da Cosmetic Technology 2 – 2017


			

Rigano Laboratoires

I Laboratori Rigano per l’anno in corso propongono i seguenti corsi di formazione professionale:

15-17 maggio 2017
Corso avanzato di formulazione: prodotti solari
Destinato a responsabili sviluppo e tecnici di laboratorio che desiderano approfondire le tecniche formulative di prodotti solari, categoria sempre più importante e articolata.

26-30 giugno 2017
Corso base di formulazione
Destinato a chi desidera sviluppare e approfondire le più recenti strategie formulative di prodotti cosmetici.

10-13 luglio 2017
Corso avanzato di formulazione: le emulsioni
Destinato a responsabili sviluppo e tecnici di laboratorio che intendono aggiornare le proprie esperienze preparative, le tecniche per formulare e per fabbricare emulsioni.

19-21 luglio 2017
Corso per valutatori di sicurezza di prodotti cosmetici
Destinato a responsabili sviluppo e tecnici di laboratorio che desiderano acquisire competenze nel campo regolatorio, in particolare in riferimento alla normativa europea e al Regolamento 1223/09.

E ancora:
Corso base di formulazione: prodotti make up
Corso “Pianeta capelli”: detersione e trattamento
Corso base: valutazioni sensoriali in cosmetica

Per informazioni
Elena Capellari – Segreteria Amministrativa
tel 02 66988598
info@ilcosmetologo.com
www.ilcosmetologo.com/it/corsi.php


da Cosmetic Technology 2 - 2017

Gocce lenitive oculari

Schermata 2017-03-21 alle 14.41.13In pratiche fiale monodose sterili, Fitostill Plus Gocce Oculari di Aboca è un coadiuvante specifico per la prevenzione e il trattamento di occhi arrossati e affaticati. Grazie alla formazione di un film protettivo, mantiene una giusta idratazione e consente di ripristinare la naturale funzione lubrificante del “film lacrimale” dell’occhio. Questi i componenti principali del prodotto: il Liguflos®, estratto liofilizzato di Fiori Femminili Ligulati di Camomilla.
Lo studio delle caratteristiche biochimiche del capolino fiorale di Camomilla ha evidenziato che le ligule, conosciute con il nome comune di “petali”, sono particolarmente ricche della componente saccaridica, in quantità superiore rispetto a quella del capolino intero. Essendo appunto i polisaccaridi le principali sostanze funzionali responsabili dell’attività idratante e protettiva, Aboca ha messo a punto un innovativo processo di produzione: i fiori freschi, appena raccolti, sono essiccati e sottoposti a selezione per ottenere soltanto le ligule, successivamente estratte e liofilizzate per concentrare le sostanze funzionali. L’acqua distillata di Camomilla ottenuta dai fiori freschi viene filtrata per ottenere la purezza ed è utilizzata per le sue proprietà idratanti; contribuisce inoltre alla proprietà rinfrescante del prodotto. L’acido ialuronico sale sodico presenta la caratteristica di creare un’impalcatura molecolare con elevata capacità di idratazione e lubrificazione: sull’occhio diminuisce l’attrito durante l’ammiccamento. La glicerina vegetale: dalla idrolisi degli oli vegetali si ottengono due componenti: gli acidi grassi e la glicerina o glicerolo. Quest’ultimo composto è caratterizzato da proprietà idratanti e umettanti, grazie alla sua spiccata capacità di legarsi all’acqua e di trattenerla a lungo sulle cellule con cui viene a contatto, limitandone la disidratazione.

www.aboca.com

 

Intervista a Bettina Jackwerth

Schermata 2017-03-21 alle 09.59.32D. L’olio di palmisto costituisce un’importante materia prima per l’industria cosmetica. Ci spiega perchè?

R. Oggigiorno, sempre più ingredienti utilizzati nell’industria cosmetica sono a base di materie prime rinnovabili. L’olio di palmisto è uno dei più importanti in virtù delle sue proprietà chimiche. L’esclusiva distribuzione delle catene, ad elevata percentuale di catene C12-14, rendono la sua composizione ideale per gli ingredienti personal care, e soprattutto per i tensioattivi di base. Questo è il motivo per il quale è difficile per la nostra industria, sostituire l’olio di palma.

D. Perché da diversi anni ormai, BASF si è impegnata a favore dell’olio di palma sostenibile?

R. Nel giro di dieci anni, la crescente domanda di prodotti a base di olio di palma e l’espansione delle piantagioni di palma, soprattutto in Indonesia e Malaysia, hanno non soltanto distrutto foreste e terreni ad elevato valore, ma anche ridotto la biodiversità. Allo stesso tempo, l’olio di palmisto è insostituibile per la nostra industria, in virtù delle sue caratteristiche intrinseche. Questo dilemma pone dunque una grande responsabilità sulla nostra industria. Essendo uno dei principali produttori nel panorama globale del personal care, la nostra azienda, lavora un numero elevato di materie prime a base di olio di palma e noi crediamo che l’olio di palma sostenibile sia una realtà possibile. Ciò malgrado, potremo proteggere le risorse naturali nei paesi produttori, solo con la collaborazione di tutti gli stakeholders della catena di valore.

D. Quali sono i progressi compiuti ad oggi?

R. BASF è uno dei fornitori leader per l’industria cosmetica. Oggi offriamo in tutto il mondo oltre 120 ingredienti personal care a base di olio di palmisto sostenibile certificato RSPO, che copre tutte le funzionalità, da tensioattivi a emulsionanti ed emollienti fino ai surgrassanti, agenti perlanti e molto altro. Dal lancio dei nostri primi ingredienti certificati RSPO nel 2012, ci stiamo spostando continuamente verso una gamma di prodotti sempre più comprensiva che permetterà ai nostri clienti dell’industria cosmetica, di sviluppare formulazioni in grado di soddisfare la crescente domanda di ingredienti sostenibili certificati.

In qualità di fornitore strategico e attore di collegamento fra produttori di materie prime e produttori di cosmetici, abbiamo deciso di investire nell’approvvigionamento dell’olio di palma sostenibile: dal 2004 BASF è infatti membro di RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil) e supporta i progressi nel campo dell’olio di palma indirizzando la catena di fornitura verso prodotti certificati. Il Palm Commitment di BASF è stato dapprima pubblicato nel 2011 ed ampliato nel 2015, ed include anche una panoramica su come fare in modo che l’olio di palma sostenibile diventi la norma per l’industria, oltre ad una valutazione dei progressi compiuti. Lo stesso anno, BASF è diventato membro del Gruppo Direttivo dell’High Carbon Stock (HCS) ed ha conseguentemente integrato i criteri dell’approccio HCS nella sua Politica di Approvvigionamento dell’Olio di Palma. Lo scorso anno, siamo riusciti ad incrementare il nostro volume di acquisto di olio di palmisto sostenibile certificato RSPO fino a 158,000 tonnellate. Più del 56% dell’olio di palmisto sostenibile da noi approvvigionato è certificato RSPO e rintracciabile fino al frantoio. Inoltre, abbiamo espanso la nostra rete globale di siti certificati. In totale, 19 siti produttivi BASF in Asia, Europa, Nord e Sud America, sono certificati RSPO. Continueremo il nostro percorso e intendiamo condividere i nostri progressi nel trasformare il mercato, nel nostro primo Palm Progress Report che sarà disponibile ad in-cosmetics, Londra.

Schermata 2017-03-21 alle 10.00.07D. Ci sono materie prime alternative alla palma per l’industria cosmetica?

R. Non per l’immediato futuro. In questo momento non vi sono alternative rinnovabili, commercialmente fattibili, all’olio di palma e di palmisto per la nostra industria. In primo luogo, è difficile sostituirlo in ragione delle proprietà chimiche sopra menzionate. Inoltre, dobbiamo ricordare che gli oli di palma hanno la maggiore resa per ettaro, rispetto ad altre coltivazioni che producono olio. Quindi si deriva più olio dall’area coltivata.

D. Quali sono le condizioni più importanti per i prodotti a base di olio di palma sostenibile?

R. Trasformare il mercato indirizzandolo verso prodotti a base di olio di palma sostenibile, il modo in cui l’olio di palma è prodotto e approvvigionato deve divenire maggiormente sostenibile e trasparente. Un sistema di certificazione affidabile ed il massimo della trasparenza, così come misure sociali per le comunità locali, soprattutto per i piccoli coltivatori, sono passi fondamentali per prodotti a base di olio di palma sostenibile, inclusa la tutela delle foreste ad elevato carbon stock.

D. Perché è così importante coinvolgere gli agricoltori?

R. Ricordiamoci che circa il 40% dell’olio di palma del mondo è prodotto da piccoli agricoltori. Essi e le loro famiglie dipendono dall’olio di palma per il proprio sostentamento e necessitano di incrementare la resa delle terre che coltivano. I metodi di agricoltura sostenibile, una produzione efficiente, nonché standard di salute e sicurezza occupazionale elevati, sono soltanto alcune delle condizioni più importanti per la produzione di olio di palma certificato. I piccoli agricoltori possono imparare a soddisfare questi requisiti in modo locale, mediante programmi di formazione dedicati. BASF lavora con le organizzazioni della società civile ed altri partner della catena di fornitura per supportare progetti relativi ai piccoli agricoltori. Grazie alla nostra più recente collaborazione stiamo raggiungendo circa 5.500 agricoltori locali. Mediante questi progetti vogliamo instaurare, congiuntamente, catene di fornitura sostenibili per l’olio di palma e di palmisto che migliorino le condizioni di vita dei piccoli agricoltori e che siano eleggibili per la certificazione, conformemente ai criteri di RSPO.

D. Quali saranno quindi i vostri prossimi passi verso l’olio di palma sostenibile?

R. BASF sta lavorando a stretto contatto con i propri partner della catena di fornitura per trasformare il mercato indirizzandolo verso l’olio di palma responsabile. Ampliamo continuamente la nostra conoscenza e condividiamo la nostra expertise con il mercato, anche per supportare i nostri clienti in questo viaggio, ad esempio con conferenze web e simposi per approfondire la conoscenza degli oleo-derivati a base di palma. All’in-cosmetics di Londra, quest’anno, BASF ospiterà il secondo Palm Dialog. Diversi attori della supply chain parteciperanno così ad una discussione costruttiva. Siamo convinti che tutti gli attori della supply chain, BASF inclusa, debbano contribuire a trasformare il mercato. E noi facciamo del nostro meglio affinché i nostri clienti possano contare su di noi per raggiungere i loro obiettivi.

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Per informazioni
Lorenzo Agrati – lorenzo.agrati@basf.com
www.carecreations.basf.com

 

da Cosmetic Technology 2 – 2017

Maschera e crema in un solo prodotto

Schermata 2017-02-27 alle 12.15.38Per pelli over 35, Mediterranea ha creato una maschera viso dalla texture innovativa e avvolgente, che accompagna la pelle durante il riposo notturno ricaricandola di energia: Unica Lux Sleeping Mask. Studiata per l’utilizzo serale da tenere in posa, si trasforma successivamente in una straordinaria crema da notte per continuare la sua azione mentre la pelle riposa. Nella formula rientra una miscela di Oli, arricchita da Polvere di platino e Perle nere  che caratterizzano il prodotto e ne determinano l’azione illuminante. Il prodotto, che viene applicato con uno strato spesso su tutto il viso, e la cui eccedenza può essere rimossa con una velina, viene successivamente disteso come una normale crema da notte anche su viso e décolleté  e lasciato agire per tutta la notte, con un utilizzo consigliato di una o due volte a settimana. Non contiene parabeni e la sua profumazione è delicatamente fiorita. I prodotti Mediterranea sono disponibili sul sito www.mediterranea.it, oppure contattando il n.telefonico 0182/708708.

Ingredients  Unica Lux Sleeping Mask – Propylene Glycol Dicaprylate/Dicaprate, Dicaprylyl Ether, Myristyl Alcohol, Caprylic/Capric Triglyceride, Behenyl Alcohol, Ethylcellulose, Octyldodecanol, PEG-6 Caprylic/Capric Glycerides, Platinum Powder, Pearl Powder, Aqua, CI 77019, CI 77891, CI 77499, CI 77491, CI 77861, Butylphenyl Methylpropional, Hexyl Cinnamal, Linalool, Citronellol, Alpha-Isomethyl Ionone, Geraniol, Parfum

Epilobio contro la forfora

Schermata 2017-01-17 alle 15.22.29Intento di uno studio è stato quello di analizzare il potenziale antiforfora di un estratto ottenuto da parti aeree di Epilobio (Epilobium angustifolium). Si tratta di una pianta a riconosciute proprietà antinfiammatorie, antibatteriche, astringenti (contiene tannini).

I risultati del test (test in vitro, con lo 0,1% di sostanza attiva) hanno mostrato che l’estratto è in grado di inibire l’attività di 5-α-reduttasi su fibroblasti umani di oltre il 16%, di ridurre la sintesi di lipidi in sebociti di oltre il 43% e di incrementare l’espressione di involucrina in cheratinociti.

Ricorderemo che 5-α-reduttasi è un enzima che, in alcune zone del corpo ricche di recettori ormonali (follicoli capillari, viso, parte centrale del tronco) converte il testosterone in un altro ormone molto più potente, il 5-α-diidrossitestosterone, il quale può ingenerare disturbi cutanei correlati ad androgeni quali sviluppo di acne, iperseborrea (e quindi forfora), alopecia androgenetica e di altro genere, come ipertrofia prostatica. Tra gli inibitori della 5-α-reduttasi si sono rivelate molto utili numerose droghe vegetali (ne citeremo una, quella di Serenoa repens).

Involucrina è, come svela il nome, una cellula (non cheratinica) che forma un involucro protettivo delle cellule cornee epidermiche, proteggendole da agenti meccanici e chimici. Per fare un esempio, la depilazione con acido tioglicolico danneggerebbe la pelle se le cellule cornee non fossero protette dall’involucrina.

Ma l’estratto agisce anche secondo un altro meccanismo di azione che coinvolge la modulazione dell’espressione di difensine e di TLR-2, agendo cioè con una funzione attivante il sistema immunitario di difesa. Ricorderemo che difensine sono fattori di autoprotezione biologica: si tratta di peptidi cationici che mostrano molteplici attività, antimicrobica, antivirale, antineoplastica, immunomodulante. Le β-difensine rendono la pelle molto più resistente alle infezioni cutanee.

Per quanto concerne TLR-2 (Toll-like receptor-2), si tratta di una proteina di membrana, recettore, espressa sulla superficie di certe cellule che, riconoscendo sostanze estranee, trasmette appositi segnali alle cellule del sistema immunitario di difesa.

L’azione di difesa di questi fattori biologici è rivolta nel confronto di Malassezia furfur. Per quanto tale microrganismo sia un normale commensale residente della flora cutanea umana, in certe condizioni ed in certe quantità, la sua azione può diventare deregolata e dare corso ad effetti non desiderati, quali formazione di dermatite seborroica e forfora (5).

da Erboristeria Domani 6 – 2016

I 7 Oli delle Meraviglie

Schermata 2016-12-29 alle 17.28.07Lo scopo dei laboratori Physio Natura Bio di PDT Cosmetici è quello di scoprire la formula perfetta. Per questo motivo si è voluto associare alla nuova linea di Oli la simbologia numerica del 7:
I 7 Oli delle Meraviglie contengono infatti oli di Melograno, di Primula, di Zucca, di Oliva, di Lino, di Cotone e di Vinaccioli che compongono in perfetto equilibrio tre formulazioni, in una composizione leggera e nutriente per viso, corpo e capelli.

L’olio di Lino, ricco in acido linolenico e vitamina E, è considerato un efficace antiossidante in grado di regolare l’idratazione cutanea, perfetto per lucidare i capelli. L’olio di Cotone, ricco di tocoferoli, protegge dallo stress ossidativo e nutre in profondità la pelle che apparirà morbida e sana. L’olio di Melograno ricco di tocoferoli, fitosteroli e acido punicico, apporta nutrimento alla pelle. L’olio di Primula, grazie all’elevato contenuto di omega-6, protegge dalla disidratazione. L’olio di Oliva, ricco di trigliceridi, gode di proprietà anti invecchiamento e contrasta i radicali liberi. L’olio di Zucca, dall’elevato contenuto di acido oleico, linoleico e cucurbitina, mantiene in buono stato la cute, rendendo la pelle tonica ed elastica. L’olio di Vinaccioli, con i suoi trigliceridi, agisce come emolliente sulla pelle e riduce la permeabilità dei capelli.

www.pdtcosmetici.it