CoenzimaQ10

La pelle è esposta ad agenti stressanti endogeni ed esogeni che assumono sempre più importanza con l’avanzare dell’età. Per mantenere l’omeostasi e riparare i danni subiti la cute è dipendente dalle riserve energetiche e dall’energia assunta con gli alimenti. Con l’avanzare dell’età vi è una perdita del potenziale della membrana mitocondriale e una diminuzione dell’efficienza della fosforilazione ossidativa con diminuzione della produzione di energia nel mitocondrio e aumento compensatorio della produzione di energia tramite vie alternative come la glicolisi. La difficoltà di mantenere nel tempo un ottimale livello energetico cellulare è dovuto anche alla complessa procedura di codifica, trasporto e assemblaggio in differenti comparti cellulari dei complessi proteici della catena di trasporto elettronica. Inoltre i cheratinociti, diversamente dalle altre cellule cutanee come i fibroblasti, i melanociti e le cellule di Langerhans, hanno la stragrande maggioranza dei mitocondri con una marcata riduzione della membrana interna. Questa osservazione assieme a quella che i cheratinociti in coltura producano grandi quantità di lattato ha fatto supporre che nell’età avanzata possano produrre energia quasi esclusivamente per via anaerobica. L’energia cellulare disponibile diminuisce così con l’età, risultando in accelerato invecchiamento.

Interrompere questo circolo vizioso con principi attivi come il Coenzima Q10 (CoQ10) può non solo rallentare ma anche invertire il processo di invecchiamento.

Il CoQ10, i cui livelli nella cute diminuiscono con l’età, inverte il cronoaging agendo come antiossidante, sia direttamente come scavenger sulle specie reattive dell’ossigeno, che indirettamente rigenerando la vitamina E, mantendo i livelli energetici cellulari con il suo importante ruolo nella catena elettronica mitocondriale e regolando l’espressione genica, diminuendo l’infiammazione, aumentando il tasso di divisione cellulare e la sintesi di acido ialuronico, collagene IV ed elastina. Già nel 1999 uno studio (1) aveva dimostrato che l’applicazione topica per 3 mesi di CoQ10 in soggetti anziani riduceva le rughe perioculari.

Un risultato simile (2) si era raggiunto nel 2004 con l’assunzione per via orale di CoQ10 alle dosi di 60 mg per 3 mesi. Da allora il CoQ10 è entrato sempre più nella formulazione di integratori e cosmetici per contrastare gli effetti dell’invecchiamento, ma i dati disponibili sull’efficacia della sua assunzione orale sono ancora insufficienti.

Uno studio recente dell’Università di Lubiana prova a far luce sulla questione (3).

In uno studio randomizzato, in doppio cieco contro placebo sono state arruolate 33 donne sane di età compresa tra i 45 e i 60 anni (età media di 52,6 anni ± 4,2) con segni di aging e fotoaging cutaneo e fototipo II e III secondo la classificazione di Fitzpatrick. Le partecipanti nei sei mesi precedenti lo studio non dovevano nè aver assunto supplementi dietetici, nè essere state sottoposte a trattamenti di medicina estetica di alcun tipo. Le volontarie sono state divise in tre gruppi di 11 soggetti ai quali per 12 settimane è stato prescritto 5 mL/die di sciroppo contenente rispettivamente: il placebo, 50 mg (gruppo LD) e 150 mg (gruppo HD) di una formulazione idrosolubile di CoQ10 (CoQ10Vital®) ad alta biodisponibilità. I controlli sulle partecipanti sono stati effettuati all’inizio dello studio, a 6 e a 12 settimane. Si sono valutati i parametri cutanei di superficie (viscoelasticità e idratazione), lo spessore e la densità del derma, la MED (dose minima eritemigena), mentre le rughe del viso sono state classificate secondo la scala di Lemperle. Le immagini ad alta risoluzione sono state acquisite ed elaborate con il relativo software mediante il VisioFace Quick system valutando così il microrilievo e la rugosità. Solo la compattezza cutanea è stata valutata dalle partecipanti mentre gli altri parametri sono stati valutati da dermatologi esperti. Nello studio non sono stati riportati effetti collaterali di nessun genere. Per mantenere alta la compliance dei soggetti sono state evitate le procedure invasive, e non si è potuto così purtroppo valutare i tassi plasmatici del CoQ10 nei diversi soggetti e correlarli agli effetti cutanei. Nonostante studi in vitro avessero dimostrato un effetto antinfiammatorio del CoQ10 in seguito all’esposizione ai raggi UV, nello studio non sono stati riportati significativi cambiamenti della MED, dovuti probabilmente o alla limitata durata della supplementazione, o al fatto che il CoQ10, essendo sensibile agli ultravioletti, al calore e all’ossigeno, non produce un efficace effetto fotoprotettivo.

LSchermata 2017-06-28 alle 16.41.27e rughe periorbitali e il microrilievo sono migliorati (Fig. 1) allo stesso modo sia nel gruppo LD che HD, mentre le pieghe nasolabiali, le rughe degli angoli della bocca e periorali sono migliorate solo nel gruppo HD. Sarebbe stato interessante che fossero state pubblicate non solo le foto della regione periorbitale ma anche quelle della regione periorale per poter valutare i miglioramenti in una zona di fondamentale importanza, sia per l’estetica che per il make up. Un’altra limitazione dello studio che si è svolto tra novembre e gennaio, oltre al basso numero di partecipanti che come sottolineato anche dagli Autori avrebbe dovuto avere almeno 100 soggetti per gruppo, è stata la breve durata del trattamento: non si sono potuti valutare così i cambiamenti dei parametri cutanei al variare delle stagioni e non si è permesso che si esplicassero appieno gli effetti della supplementazione orale (che richiede più cicli cutanei); forse si sarebbero potuti così osservare gli effetti sulla produzione e sulla diminuita degradazione delle proteine strutturali del derma, come il collagene e l’elastina, che si sono viste in alcuni studi in vitro. Lo svolgimento dello studio nella stagione fredda ha comunque evidenziato l’effetto del CoQ10 nel limitare gli effetti negativi dei mesi invernali su parametri cutanei come l’elasticità. Non essendo stato rilevato alcun cambiamento nell’idratazione cutanea si può dedurre che l’effetto del CoQ10 si sia esplicato soprattutto a livello dermico e che la quantità escreta sulla superfice cutanea, tramite il sebo ai dosaggi utilizzati, non influisca su questo parametro. Inoltre va sottolineato che i miglioramenti sono stati notati non solo dai dermatologi esperti ma anche dalle partecipanti, nelle percentuali del 70, 36 e 18% rispettivamente nel gruppo HD, LD e placebo. È noto come l’effetto antiaging possa essere ottenuto sostenendo il metabolismo energetico cellulare non solo con il CoQ10 ma anche con la creatina. La via della creatina-fosfocreatina rende rapidamente disponibile l’ATP in caso di bisogno improvviso, come nell’ipossia e nell’anossia, e in quei casi in cui si debbano riparare i danni cellulari provocati dallo stress ossidativo. Nella cute anche i livelli di creatina come quelli di CoQ10 diminuiscono con l’età. Uno studio (4) ha mostrato infatti come l’applicazione topica di acido folico e creatina abbia migliorato i segni dell’aging cutaneo in vivo aumentando i livelli di procollagene e migliorando la densità del collagene. Nella formulazione di prodotti ad azione antiaging potrebbe essere utilizzata l’azione sinergica del CoQ10 e della creatina per mantenere i livelli energetici cutanei e contrastare i segni del cronoaging.

Bibliografia

1. Hoppe U et al (1999) Coenzyme Q10, a cutaneous antioxidant and energizer. BioFactors  9 371–378

2. Ashida Y et al (2004) Effect of coenzyme Q10 as a supplement on wrinkle reduction. Food Style 21(8) 1–4

3. Zmitek K et al (2017) The effect of dietary intake of coenzyme Q10 on skin parameters and condition: Results of a randomised, placebo-controlled, double-blind study. BioFactors 43(1) 132–140

4. Fischer F et al (2011) Folic acid and creatine improve the firmness of human skin in vivo. J Cosm Dermatol 10 15–23.

Quattro fattori di protezione in una linea solare

Schermata 2017-06-27 alle 15.40.42Con Aloe vera biologica e Probiosunfactor, Specchiasol ha dato vita alla nuova linea Verattiva Sole, uno scudo naturale per la pelle sotto il sole. Si tratta di una linea di prodotti efficace, che risponde alle esigenze di ogni tipo di pelle, frutto di un’esperienza maturata nell’utilizzo di formulazioni a base di probiotici, in grado di garantire maggiore idratazione ed elasticità cutanea. Verattiva Sole implementa la sua efficacia grazie alla presenza dell’innovativo Probiosunfactor 2.0 con fermento Thermus thermophilus, in grado di proteggere dai raggi IR. Lo scudo che si viene quindi a formare svolge un’azione quattro volte protettiva: anti UVA, anti UVB, anti IR e antiradicalico.
La nuova gamma comprende alte protezioni rappresentate da Emulsione Spray SPF 50 ed Emulsione Spray SPF 30; medie protezioni con Emulsione Spray SPF 15; basse protezioni con Emulsione Spray Attivatore dell’Abbronzatura, con attività anti-age; un Balsamo Corpo Dopo Sole e un Bagno Doccia Corpo Fissante.
Dermatologicamente testata, la linea non contiene nano materiali, parabeni, alcool, OGM, petrolati, SLES, SLS.

www.specchiasol.it

Fagron Calcioveg

Il calcio rappresenta il minerale più abbondante nel corpo umano e si trova principalmente nelle ossa e nei denti;
inoltre, oltre ad avere un ruolo strutturale, svolge anche altre funzioni come la regolazione del battito cardiaco, della pressione sanguigna, il controllo del processo di coagulazione, la regolazione della secrezione ormonale.
Il calcio è di estrema importanza nelle donne in menopausa per prevenire l’invecchiamento delle ossa e l’insorgenza dell’osteoporosi, tuttavia il suo assorbimento intestinale è piuttosto basso per cui il calcio assunto con la dieta spesso non è suffi ciente e risulta necessario ricorrere all’assunzione di alimenti fortifi cati e di integratori alimentari.
Fagron Italia  propone Fagron Calcioveg, un’innovativa fonte di calcio, di origine vegetale, ottenuto da Lithothamnium calcareum  (Pallas) per integratori alimentari per il benessere delle ossa.

Composizione e Specifiche tecniche
Fagron Calcioveg è un’innovativa fonte di calcio (min.30%, in forma di carbonato), di minerali e vitamine di origine
vegetale, ottenuto da Lithothamnium calcareum (Pallas), un’alga rossa della famiglia delle Corallinaceae, tipica
dei mari freddi dell’Atlantico (1), sul cui tallo si cristallizza acqua di mare ricca in calcio, minerali e vitamine. Le caratteristiche tecniche di Fagron Calcioveg sono riassunte in Tabella 1, mentre la Tabella 2 riporta la composizione e i valori nutrizionali.

Schermata 2017-06-22 alle 11.00.24Schermata 2017-06-22 alle 11.00.11
Efficacia

Studi preclinici
Uno studio sul topo della durata di 15 mesi (2) ha evidenziato che la combinazione di calcio e di minerali cationici (rame, ferro, magnesio, manganese, selenio e zinco), naturalmente presenti nel tallo di Lithothamnium
calcareum, favorisce la costruzione e la densità delle ossa prevenendone al tempo stesso la demineralizzazione
principalmente nella regione trabecolare, dove la perdita di matrice ossea è più rapida e mercata.
Inoltre, la combinazione dei minerali presenti nel prodot to riduce l’infi ammazione sistemica, noto fattore di rischio per la perdita della matrice ossea.
Un ulteriore studio condotto sul modello di topo affetto da riassorbimento osseo alveolare conferma che l’integrazione orale con integratori alimentari di calcio da alghe Lithothamnium limita il processo di demineralizzazione grazie alla riduzione del numero di osteoclasti, della citochina pro-infi ammatoria TNF-α e della TRAP (fosfatasi acida tartrato resistente) associata ad incrementato turnover osseo ed osteoporosi (3).

Studio clinico
Uno studio clinico doppio-cieco, randomizzato, controllato da placebo, ha valutato l’impatto dell’assunzione orale di un integratore alimentare a base di minerali da Lithothamnium (contenente 34% di calcio) in 50 soggetti affetti da osteoartrite delle ginocchia, moderata o severa. L’integratore alimentare assunto al dosaggio giornaliero di 2400 mg ha portato, nel corso di 12 settimane, ad una maggiore riduzione del dolore e della rigidità articolare del ginocchio rispetto al placebo o al gruppo trattato con 1500 mg/die di glucosamina (4).

Sicurezza
Il tallo di Lithothamnium calcareum è inserito negli allegati 1 e 1bis del DM 27 marzo 2014 che disciplinano l’impiego negli integratori alimentari di sostanze e preparati vegetali. Studi su modello animale hanno evidenziato che l’integrazione alimentare nella dieta di calcio e minerali da genere Lithothamnium non altera i livelli circolanti di calcitriolo, potentissimo stimolatore dell’assorbimento del calcio e del fosforo a livello intestinale e promotore di formazione e crescita delle ossa (3).
Diversi studi hanno evidenziato sul topo che i prodotti a base di Lithothamnium calcareum sono sicuri per il fegato
grazie all’azione antiossidante (5) proteggendo l’organo da lesioni epatiche proliferative neoplastiche e pre-neoplastiche associate a steatosi (6). Un ulteriore studio ha evidenziato la sicurezza a livello intestinale (1) riportando che, nel topo, il prodotto è in grado sopprimere la formazione di polipi a livello del colon (7).
Integratori alimentari multiminerali a base di Lithothamnium sono risultati sull’uomo ben tollerati (4,8).

Applicazioni e Modalità d’uso
Il Lithothamnium calcareum può essere impiegato negli integratori in quanto è inserito nell’allegato 1 e 1bis del DM 27 marzo 2014 che disciplina l’impiego negli integratori alimentari di sostanze e preparati vegetali.
Le linee guida ministeriali di riferimento per gli effetti fisiologici, applicabili in attesa della defi nizione dei claims
sui botanicals a livello comunitario e presenti nell’allegato 1 del DM 27 marzo 2014, attribuiscono al tallo di Lithothamnium calcareum il trofismo del tessuto osseo.
L’apporto massimo giornaliero per via orale di calcio previsto dall’allegato (revisione giugno 2016) del Ministero della Salute “Apporti giornalieri di vitamine e minerali ammessi negli integratori alimentari” è di 1200 mg.
Fagron Calcioveg può essere impiegato, sulla base delle evidenze scientifi che, come fonte vegetale di calcio, minerali e vitamine in integratori alimentari per il benessere delle ossa e delle articolazioni.
Fagron Calcioveg è adatto anche a vegetariani, vegani e a persone con intolleranza al lattosio che necessitano di
una fonte supplementare di calcio. Il prodotto si presenta, inoltre, privo di olio di palma e dei suoi derivati.

Bibliografia
1. Aslam MN, Bhagavathula N, Paruchuri T, Hu X, Chakrabarty S et al (2009) Growth-inhibitory effects of a mineralized extract from the red marine algae, Lithothamniun calcareum, on Ca(2+)-sensitive and Ca(2+)-resistant human colon carcinoma cells. Cancer Lett 283(2):186-192
2. Aslam MN, Kreider JM, Paruchuri T, Bhagavathula N, DaSilva M et al (2010) A mineral-rich extract from the red marine algae Lithothamniun calcareum preserves bone structure and function in female mice on a Western-style diet. Calcif Tissue Int 86(4):313-324
3. De Albuquerque Taddei SR, Madeira MF, de Abreu Lima IL, Queiroz-Junior CM et al (2014) Effect of Lithothamnium sp. and calcium supplements in strain- and infection-induced bone resorption. Angle Orthod 84(6):980-988
4. Frestedt JL, Walsh M, Kuskowski MA, Zenk JL (2008) A natural mineral supplement provides relief from knee osteoarthritis symptoms: a randomized controlled pilot trial. Nutr J 7:9 doi:10.1186/1475-2891-7-9
5. Hong IH, Ji H, Hwa SY, Jeong WI, Jeong DH et al (2011) The protective effect of ENA Actimineral resource A on CCl4-induced liver injury in rats. Mar Biotechnol (NY) 13(3):462-473
6. Aslam MN, Bergin I, Naik M, Hampton A, Allen R et al (2012) A multi-mineral natural product inhibits liver tumor formation in C57BL/6 mice. Biol Trace Elem Res 147(1-3):267-274
7. Aslam MN, Paruchuri T, Bhagavathula N, Varani J (2010) A mineralrich red algae extract inhibits polyp formation and infl ammation in the gastrointestinal tract of mice on a high-fat diet. Integr Cancer Ther 9(1):93-99
8. Desideri D, Cantaluppi C, Ceccotto F, Meli MA, Roselli C et al (2016) Essential and toxic elements in seaweeds for human consumption. J Toxicol Environ Health A 79(3):112-122

Schermata 2017-06-22 alle 11.00.35

Fagron HA

L’acido ialuronico è, dal punto di vista biologico, un glicosaminoglicano che svolge la funzione di idratante tissutale e di lubrifi cante delle cartilagini proteggendo anche l’organismo dai radicali liberi. Durante il processo di invecchiamento e anche durante la riparazione delle ferite si ha una variazione del contenuto di acido ialuronico. Fagron Italia  propone Fagron HA , un acido ialuronico, nella sua forma di sale sodico, ad alto peso molecolare, per integratori alimentari per il benessere di pelle e cartilagini.

Composizione e Specifiche tecniche

L’acido ialuronico è un glicosaminoglicano non solforato, carico negativamente, composSchermata 2017-06-22 alle 09.58.46to da una lunga catena polimerica del disaccaride acido D-glucuronico e N-acetil-D-glucosamina legati tra loro da legami glucosidici β-1,4 e β-1,3 (1). Fagron HA è un acido ialuronico sale sodico con un peso molecolare compreso tra 1,0–1,5×106 Dalton non di derivazione animale, in quanto ottenuto mediante un processo di fermentazione batterica. Le caratteristiche tecniche sono riportate in Tabella 1.

Meccanismo d’azione

Studi di farmacocinetica condotti sui ratti ed inerenti la biodisponibilità orale confermano che l’acido ialuronico ad alto peso molecolare (1×106 Da) è assorbito per il 90% ed utilizzato dal corpo umano (2) per promuovere l’idratazione cutanea. L’acido ialuronico rappresenta anche una molecola segnale poiché è in grado di legarsi a diversi recettori di membrana (3 ), in particolare a specifi che proteine dette ialaderine (1,2) attivando vie di segnalazione intracellulari coinvolte nella proliferazione, nel differenziamento e nella motilità delle cellule. Un recente studio evidenzia che l’acido ialuronico ad alto peso molecolare è in grado di legarsi al recettore TLR4 (Toll-like receptor 4) associato ad una riduzione dell’infiammazione (2) ed al recettore LYVE-1 (Lymphatic vessel endothelial receptor 1) responsabile del trasferimento dell’acido ialuronico dai tessuti alla linfa e del livello di idratazione dei tessuti. L’acido ialuronico rappresenta anche una fonte di Nacetil-D-glucosamina e pertanto agisce anche con un meccanismo d’azione simile alla glucosamina come agente condroprotettivo e antinfiammatorio. Inoltre, protegge l’organismo dai radicali liberi dell’ossigeno generati in seguito a fenomeni infi ammatori e regola diversi fattori della riparazione tissutale (4,5).

Efficacia

Effetto sulla secchezza cutanea

Diversi studi clinici (ref 2 per review) riportano che l’acido ialuronico assunto per via orale migliora l’idratazione cutanea. Un primo studio clinico, doppio-cieco, randomizzato, controllato da placebo condotto su pazienti con secchezza cronica cutanea ha evidenziato che, al dosaggio giornaliero di 240 mg per 6 settimane, l’integrazione orale di acido ialuronico migliora la pelle del volto e del corpo riducendone la secchezza rispetto al placebo già dopo 3-6 settimane. Un secondo studio randomizzato, doppio-cieco, controllato da placebo ha confermato che già ad un dosaggio più basso (pari a 120 mg/die) l’integrazione orale (in donne con età media di 43 anni affette da secchezza cutanea) con acido ialuronico contribuisce a migliorare l’idratazione cutanea.

Effetto sull’osteoartrite del ginocchio

Uno studio clinico (6) in doppio cieco, randomizzato, controllato da placebo e condotto su 60 pazienti con osteoartrite del ginocchio (grado 2-3 Kellgren-Lawrence) ha confermato che la somministrazione orale per 12 mesi di acido ialuronico, al dosaggio di 200 mg/die, può risultare  efficace nel migliorare la sintomatologia di questa patologia in particolar modo in soggetti con età superiore a 70  anni o in giovani che svolgono esercizio fisico di rinforzo del ginocchio. Nei pazienti con età inferiore a 70 anni il Japanese Knee Osteoarthritis Measure (JKOM) è risultato migliore rispetto al gruppo placebo a partire dal secondo e quarto mese di integrazione orale. La somministrazione orale di acido ialuronico può quindi essere utile per migliorare la compliance al trattamento dell’osteoartrite del ginocchio, in quanto l’iniezione direttamente nella cavità articolare risulta molto spesso fastidiosa e poco confortevole.

Sicurezza

L’acido ialuronico è una sostanza naturalmente presente nell’organismo umano. Evidenze scientifiche confermano la sicurezza d’uso dell’acido ialuronico assunto per via orale (2). Studi in vitro hanno riportato che il prodotto non è mutageno. Negli studi sull’animale e sull’uomo (anche con un’assunzione orale prolungata per un anno) non sono state riscontrate anormalità dei parametri clinici ed ematologici. L’acido ialuronico è stato inserito dal Ministero della Salute nella lista dell’allegato “Altri nutrienti e altre  sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico – revisione ottobre 2016” senza definire l’apporto massimo giornaliero.

Applicazioni e Modalità d’uso

Sulla base della letteratura scientifica, l’acido ialuronico sale sodico trova impiego negli integratori alimentari per il benessere della pelle e delle cartilagini. Negli studi scientifici l’acido ialuronico è stato sommini strato per via orale ad un dosaggio giornaliero di 120-240 mg per il mantenimento dell’idratazione cutanea per un periodo di 3-6 settimane (2). Per le cartilagini, evidenze scientifiche suggeriscono un dosaggio di 200 mg/die (6).

 

Bibliografia
1. Papakonstantinou E, Roth M, Karakiulakis G (2012) Hyaluronic acid. A key molecule in skin aging. Dermato-Endocrinol 4:3:253-258
2. Kawada C, Yoshida T, Yoshida H et al (2014) Ingested hyaluronan moisturizes dry skin. Nutr J 13:70
3. Litwiniuk M, Krejner A, Speyrer MS, Gauto AR, Grzela T (2016) Hyaluronic Acid in Inflammation and Tissue Regeneration. Wounds 28(3):78-88
4. Fakhari A, Berkland C (2013) Applications and Emerging Trends of Hyaluronic Acid in Tissue Engineering, as a Dermal Filler, and in Osteoarthritis Treatment. Acta Biomater 9(7):7081-7092
5. Maharjan AS, Pilling D, Gomer RH (2011) High and Low Molecular Weight Hyaluronic Acid Differentially Regulate Human Fibrocyte Differentiation. PLoS One 6(10):e26078
6. Tashiro T, Seino S, Sato T et al (2012) Oral Administration of Polymer Hyaluronic Acid Alleviates Symptoms of Knee Osteoarthritis: A Double-Blind, Placebo-Controlled Study over a 12-Month Period. “The Scientific World Journal” Article ID 167928, 8 pages

 

Schermata 2017-06-22 alle 09.58.56

Tecniche erboristiche, nutrizione

Si rinnova l’offerta formativa delle Università Italiane dei Corsi di Laurea inerenti le scienze e tecniche erboristiche e i prodotti naturali per la salute, l’alimentazione e la cosmesi. Le  sedi che già confermano l’attivazione dei corsi per l’anno accademico 2017-2018 presentano profili didattici in parte differenziati in alcuni aspetti: la denominazione e il conseguente peso e indirizzo di specifici contenuti, la strutturazione del corso in curricula, la proposta accanto ai corsi di indirizzo prevalentemente erboristico di altre lauree della stessa classe (L-29) dedicate alle scienze nutrizionali.

Presentiamo qui una rassegna delle proposte oggi presenti a livello nazionale, invitando tutti gli interessati a inviarci ulteriori informazioni – oltre che testimonianze dirette – di quella che a livello europeo resta la più significativa esperienza formativa in ambito accademico per il comparto delle piante officinali.


Università di Torino

Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco

Tecniche Erboristiche

Docente di riferimento: Prof.ssa Patrizia Rubiolo

Sede: SAVIGLIANO (CN), Via Garibaldi 6

Obiettivi formativi specifici

L’obiettivo del corso di studi è quello di fornire ai laureati del corso di laurea in Tecniche Erboristiche le conoscenze teoriche e pratiche necessarie per operare nel settore erboristico, nell’esercizio di attività di riconoscimento, raccolta, lavorazione, trasformazione, confezionamento, commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio e controllo di piante, loro parti e derivati.

Il laureato che si vuole formare conosce le droghe vegetali, i principi bioattivi in esse contenuti, il loro impiego, la stabilità, le tecniche di lavorazione; è in grado di eseguire le analisi utili al controllo. È preparato sulle norme deontologiche e legislative utili all’esercizio dei vari aspetti delle attività professionali in ambiti sia nazionali che internazionali. Acquisisce inoltre un’adeguata conoscenza della lingua inglese e di informatica.

Sbocchi occupazionali

In virtù delle competenze acquisite, il laureato in Tecniche Erboristiche può trovare occupazione presso erboristerie; farmacie/parafarmacie nel reparto erboristico, dietetico, cosmetico; aziende estrattive o formulative specifiche del settore erboristico; aziende specifiche del settore cosmetico naturale e/o biologico; Centri Antiveleni presso Aziende Ospedaliere per gli aspetti relativi agli avvelenamenti da piante, funghi e prodotti erboristici; Laboratori della Camera di Commercio e Laboratori A.R.P.A. dove si svolgano analisi di routine su prodotti alimentari e cosmetici in particolare a base vegetale; il controllo e la verifica dei prodotti erboristici presenti in commercio.


Schermata 2017-06-19 alle 17.37.50Università di Milano

Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Scienze del Farmaco

Scienze e Tecnologie Erboristiche

Docente di riferimento: Prof.ssa Anna Arnoldi

Sede: MILANO, Via Balzaretti 9

Obiettivi formativi specifici

Il corso di laurea, in linea con quanto previsto dalla classe di riferimento, ha lo scopo di preparare laureati con conoscenze adeguate di base e applicate e competenze professionali nel settore delle scienze e tecnologie erboristiche e con le basi formative necessarie per l’accesso alle Lauree Magistrali, ai Corsi di Perfezionamento e ai Master di primo livello dell’area culturale di pertinenza.

Sbocchi occupazionali

Il laureato potrà trovare occupazione in attività relative al riconoscimento (inclusa l’individuazione di eventuali sofisticazioni o contaminazioni), alla raccolta e alla conservazione delle piante officinali; all’immagazzinamento, al controllo (analisi e dosaggi dei principi attivi), alla lavorazione (studio, progettazione, direzione, sorveglianza, conduzione dei processi di lavorazione), alla distribuzione (sia all’ingrosso che al dettaglio) e all’approvvigionamento delle piante officinali e dei loro derivati; alla conoscenza degli effetti biologici e tossicologici dei principi attivi delle piante officinali e dei prodotti finiti oltre che delle possibili applicazioni come prodotti ad uso salutistico (inclusi i settori dell’alimentazione e della cosmesi); alla gestione della loro qualità; alla conoscenza della legislazione e delle norme deontologiche del settore. Potrà anche offrire consulenze tecnico-scientifiche inerenti la vigilanza igienico-sanitaria delle piante officinali e dei loro derivati presso le Amministrazioni dello Stato (in particolare nei Ministeri della Sanità, delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, del Commercio ed Artigianato e delle Finanze).


Università di Padova

Università degli Studi di Padova – Dipartimento di Scienze del Farmaco

Scienze Farmaceutiche Applicate

Docente di riferimento: Prof. Eugenio Ragazzi

Sede: PADOVA, Via Marzolo 5

Obiettivi formativi specifici

Il corso di studio in Scienze farmaceutiche applicate mira a formare una figura professionale nel settore dei prodotti per la salute a base di piante officinali. Il percorso didattico associa a una solida preparazione di base nelle discipline chimiche, fisiche e biologiche, le specifiche competenze del settore delle Scienze erboristiche applicate alla filiera che comprende attività di gestione, controllo di qualità e sviluppo delle attività di produzione, trasformazione e commercializzazione delle piante officinali e dei loro derivati.

È previsto un periodo di tirocinio formativo obbligatorio che può essere svolto in industrie, aziende o enti esterni, sulla base di apposite convenzioni.

Sbocchi occupazionali

Il Laureato può svolgere compiti tecnici di gestione e controllo di coltivazione, raccolta, trasformazione, formulazione, controllo di qualità, confezionamento e commercializzazione di piante officinali con l’obiettivo del miglioramento, sia del prodotto sia del suo utilizzo, nonché svolgere il ruolo di tecnico per la tutela della flora relativa alle piante officinali spontanee e il controllo della loro raccolta presso le Amministrazioni della Regione e della Provincia. La sua attività professionale si svolge nelle erboristerie e farmacie con reparto erboristico, nelle aziende di produzione, ingrosso e importazione di piante officinali, imprese e laboratori di estrazione, trasformazione e controllo di materie prime di origine vegetale; aziende farmaceutiche che operano nella produzione di fitoterapici, prodotti omeopatici e integratori alimentari a base di piante officinali; settori per la promozione e pubblicizzazione di prodotti a base di materie prime di origine vegetale; strutture pubbliche e private interessate all’informazione sui prodotti a base di materie prime di origine vegetale.


Università di Bologna

Università degli Studi di Bologna – Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie

Scienze Farmaceutiche Applicate – Curriculum: Tecniche Erboristiche

Docente di riferimento: Prof. Ferruccio Poli

Sede: IMOLA, Via Garibaldi 24

Obiettivi formativi specifici

Il corso di studio in Scienze Farmaceutiche Applicate – curriculum Tecniche Erboristiche – è volto alla formazione di professionisti con competenze nell’area tematica dell’erboristeria. Grazie alle competenze acquisite nell’area tematica dell’erboristeria, il laureato in Scienze farmaceutiche applicate sarà in grado di operare a livello specialistico nei settori di trasformazione, formulazione, confezionamento, commercializzazione e controllo dei prodotti per la salute a base di piante officinali, garantendone la sicurezza d’uso a tutela della salute del consumatore. Il laureato in questo settore potrà anche operare nel campo agronomico nella produzione delle piante officinali ed avrà le conoscenze di base per gestire un’azienda di produzione.

Sbocchi occupazionali

Come libero professionista o lavoratore dipendente in erboristerie; farmacie e parafarmacie (come responsabile del reparto erboristico); punti di vendita di prodotti per la salute a base vegetale; industrie del settore erboristico, fitocosmetico e dietetico-alimentare (aziende di produzione o commercializzazione); laboratori, enti o organismi di controllo/certificazione di qualità di prodotti erboristici; attività di informazione scientifica per conto di aziende produttrici nell’ambito del settore; attività di consulenza presso laboratori erboristici e aziende di produzione o di commercializzazione riguardo alle notifiche degli integratori alimentari a base vegetale; settori per la promozione e pubblicizzazione dei prodotti a base di piante officinali e aromatiche; strutture del Servizio Sanitario Nazionale.


Schermata 2017-06-19 alle 17.38.14Università di Pisa

Università degli Studi di Pisa – Dipartimento di Farmacia

Scienze dei Prodotti Erboristici e della Salute

Docente di riferimento: Prof.ssa Alessandra Braca

Sede: PISA, Via Bonanno Pisano 6

Obiettivi formativi specifici

Il corso di studio offre conoscenze e competenze proprie del mondo del farmaco, dei dispositivi medici e dei prodotti per la salute generalmente intesi e si articola in tre anni, nel corso dei quali vengono impartiti insegnamenti e attività formative per un totale di 180 crediti. Il corso si avvale di insegnamenti teorici e pratici, con esercitazioni in laboratorio ed in campo. Il percorso didattico prevede 225 ore di tirocinio (pari a 9 CFU), elemento caratterizzante e qualificante del corso, da svolgere, su proposta dello studente, all’interno della sede universitaria o all’esterno (presso aziende, laboratori, enti di ricerca, istituzioni pubbliche nazionali o estere, anche nel quadro di accordi internazionali), allo scopo di dare allo studente conoscenze acquisite direttamente in ambito lavorativo. Le lezioni non prevedono obbligo di frequenza.

Il corso di laurea non prevede un numero programmato, anche se è previsto un test iniziale di autovalutazione, con l’obiettivo di verificare la preparazione iniziale dello studente.

Il programma del corso di studio proposto prevede un percorso comune e tre distinti curricula (con 39 CFU per ciascuno) a scelta dello studente (Scienze erboristiche, Informazione per la salute e Controllo di qualità) che consentono un approfondimento critico di argomenti specifici nei tre settori d’interesse.

Sbocchi occupazionali

Gli sbocchi professionali del laureato in Scienze dei prodotti erboristici e della salute includono la realizzazione, il controllo e il monitoraggio delle varie fasi di produzione dei farmaci, dei dispositivi medici e dei prodotti per la salute generalmente intesi. Il curriculum in Scienze Erboristiche prepara prevalentemente una figura professionale capace di realizzare la trasformazione, il controllo e il confezionamento di parti di piante e loro derivati, nonché integratori e prodotti erboristici con valenza salutistica.


Schermata 2017-06-19 alle 17.38.48Università di Urbino

Università degli Studi di Urbino Carlo Bo – Dipartimento di Scienze Biomolecolari

Scienza della Nutrizione

Docente di riferimento: Prof.ssa Wally Baffone

Sede: URBINO, Via Aurelio Saffi 2

Obiettivi formativi specifici

L’obiettivo del Corso di Laurea è formare figure professionali con conoscenze, capacità e competenze su: valore nutrizionale e composizione chimica degli alimenti, proprietà di alimenti, integratori e nutraceutici e controllo chimico e microbiologico degli alimenti. Il laureato acquisisce le competenze necessarie per svolgere attività professionale in diversi ambiti di applicazione: controllo di qualità degli alimenti; informazione sui prodotti di interesse nutrizionale; attività di supporto tecnico al personale operante in strutture sanitarie e/o salutistiche su valore nutrizionale e composizione chimica di alimenti, integratori e nutraceutici; indagini volte alla raccolta di informazioni sulle abitudini alimentari e alla messa a punto di politiche di educazione alimentare.

Sbocchi occupazionali

Il Corso prepara alla figura professionale di “Tecnici dei prodotti alimentari”. Il laureato: svolge attività di controllo di qualità degli alimenti tramite esecuzione di indagini chimiche e microbiologiche su prodotti dietetici e nutrizionali; svolge attività di informatore sulla natura e sull’impiego di formulazioni dietetiche particolari, nutraceutici e integratori alimentari per conto di aziende produttrici e/o distributrici; opera in regime di dipendenza a supporto del personale medico in strutture sanitarie e/o salutistiche; opera all’interno di Enti Pubblici o Privati preposti all’educazione alimentare e allo studio dei problemi nutrizionali a più alta incidenza nella popolazione.


Università di Camerino

Università degli Studi di Camerino – Scuola di scienze del farmaco e dei prodotti per la salute

Informazione Scientifica sul Farmaco e Scienze del Fitness e dei Prodotti della Salute – Curriculum Scienze del Fitness e Prodotti della Salute

Docente di riferimento: Prof. Francesco Amenta

Sede: CAMERINO, Piazza dei Costanti

Obiettivi formativi specifici

Il laureato al termine degli studi possiede conoscenze di base di chimica, biologia, matematica, fisica e informatica, materie propedeutiche all’apprendimento delle materie professionalizzanti.

Il Corso di Laurea triennale si articola in due curricula: Il curriculum in Scienza del Fitness e Prodotti per la Salute è finalizzato all’uso corretto dei prodotti della salute per il mantenimento del benessere psicofisico.

Sbocchi occupazionali

Il Laureato in Informazione Scientifica sul Farmaco e Scienze del Fitness e dei Prodotti della Salute – curriculum Scienza del Fitness e Prodotti per la Salute può utilizzare nell’ambito di palestre, gruppi sportivi e centri di benessere le competenze professionali di natura multidisciplinare finalizzate a sviluppo e mantenimento del benessere psicofisico.


Università di Roma

Università degli Studi di Roma La Sapienza – Dipartimento di Chimica e Tecnologie del Farmaco

Scienze Farmaceutiche Applicate – Curriculum: Tecniche Erboristiche

Docente di riferimento: Prof.ssa Luisa Mannina

Sede: ROMA, Piazzale Aldo Moro 5

Obiettivi formativi specifici

Il percorso formativo, che potrà essere articolato in curricula, è multidisciplinare e strutturato in modo da costruire, mediante il conferimento di conoscenze nelle discipline di base, un substrato idoneo ad acquisizione, consolidamento e sviluppo di competenze teoriche e applicative nelle discipline caratterizzanti.

Le attività formative di base intendono fornire conoscenze basilari di matematica e fondamenti d’informatica e statistica e buone conoscenze di base nelle discipline chimiche, nonché un’appropriata formazione di base in campo biologico e morfologico.

Le attività formative caratterizzanti sono organizzate in modo da offrire adeguate conoscenze di chimica farmaceutica, tecnica farmaceutica, farmacologia, farmacognosia, nutraceutica, nonché appropriata formazione nei settori biochimico, biologico, della patologia e della microbiologia.

È previsto lo svolgimento di un tirocinio presso strutture esterne convenzionate (aziende, enti pubblici) o laboratori universitari, con l’obiettivo di dotare il laureato di esperienze utili ad affrontare l’ingresso nel mondo del lavoro.

Sbocchi occupazionali

Gli sbocchi professionali per il Laureato in Scienze Farmaceutiche Applicate: erboristerie e farmacie o parafarmacie con settore erboristico; aziende di produzione, di commercio all’ingrosso e di importazione di piante officinali e loro derivati; imprese e laboratori di estrazione, trasformazione e controllo di materie prime di origine vegetale; industrie alimentari e cosmetiche che utilizzino materie prime di origine vegetale; aziende farmaceutiche che operino nella produzione di fitoterapici, prodotti omeopatici e integratori alimentari a base di piante officinali; aziende di promozione e pubblicizzazione dei prodotti a base di materie prime di origine vegetale; imprese pubbliche e private della comunicazione e dell’informazione interessate alle piante officinali e ai prodotti a base di materie prime di origine vegetale; enti preposti alla certificazione di qualità dei prodotti erboristici. Inoltre, la Laurea in Scienze Farmaceutiche Applicate fornisce sbocchi occupazionali presso industrie chimico-farmaceutiche.


Università Cattolica del Sacro Cuore

Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma – Facoltà di Medicina e Chirurgia

Scienze e Tecnologie Cosmetologiche

Sede: ROMA, Largo Francesco Vito 1

Obiettivi formativi specifici

I laureati, oltre a possedere le conoscenze formative previste dalla classe, in particolare dovranno:

– acquisire adeguate conoscenze di chimica e analisi chimica dei prodotti cosmetici e dei prodotti dietetici/nutrizionali per la conoscenza della completa filiera produttiva, dal reperimento delle materie prime alla commercializzazione del prodotto finito;

– acquisire un’approfondita conoscenza dei prodotti cosmetici, dei prodotti della salute, degli xenobiotici e dei prodotti che rientrano nella sfera della tutela del benessere;

– acquisire conoscenze teorico-pratiche per l’utilizzo dei diversi xenobiotici e prodotti della salute, in particolare nel settore della cosmetologia e della fisiologia metabolica;

– conoscere le forme cosmetologiche e nutrizionali, le materie prime impiegate nelle formulazioni dei relativi preparati e le norme legislative e deontologiche utili all’esercizio delle relative attività professionali.

Sbocchi occupazionali

I principali sbocchi occupazionali previsti dai corsi di laurea della classe sono relativi ad attività professionali in diversi ambiti di applicazione, quali il controllo e il monitoraggio nelle varie fasi di produzione dei prodotti della salute (cosmetico, farmaco, integratore alimentare, dietetico, erboristico). I laureati potranno inoltre svolgere l’informazione scientifica e monitorare la trasformazione, il controllo e il confezionamento non solo del cosmetico ma anche del farmaco, di integratori alimentari, di prodotti erboristici e di prodotti con valenza salutistica.


Schermata 2017-06-19 alle 17.39.12Università di Bari

Università degli Studi di Bari Aldo Moro – Dipartimento di Farmacia-Scienze del Farmaco

Scienze e Tecnologie Erboristiche e dei Prodotti per la Salute (STEPS)

Docente di riferimento: Prof.ssa Pinarosa Avato

Sede: BARI, Via Orabona 4

Obiettivi formativi specifici

Il Corso di Laurea triennale in Scienze e Tecnologie Erboristiche e dei Prodotti per la Salute dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro è finalizzato alla formazione di un laureato con competenze tecniche e gestionali attinenti le attività di produzione, raccolta, lavorazione, trasformazione, confezionamento e commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio di piante, loro parti e derivati destinati all’uso erboristico; impartisce inoltre altre competenze  per l’uso di principi attivi a valenza salutistica per scopo alimentare e cosmetico.

Sbocchi occupazionali

Produzione, trasformazione, confezionamento di droghe vegetali, loro parti e derivati con valenza salutistica, alimentare e cosmetica, garantendone la qualità secondo quanto disposto dalle leggi vigenti; erboristerie e parafarmacie; aziende di produzione, distribuzione e importazione di piante officinali; imprese e laboratori di estrazione, trasformazione, confezionamento e controllo di materie prime di impiego erboristico, alimentare e cosmetico; industrie erboristiche, alimentari, cosmetiche; aziende farmaceutiche che operano nella produzione di fitoterapici, prodotti omeopatici e integratori alimentari; settori per la promozione e informazione dei prodotti erboristici, dietetici e cosmetici; strutture pubbliche e private sanitarie e salutistiche.


Schermata 2017-06-19 alle 17.39.25Università di Napoli

Università degli Studi di Napoli Federico II – Dipartimento Farmacia

Scienze Erboristiche

Docente di riferimento: Prof. Angelo Izzo

Sede: NAPOLI, Via Domenico Montesano 49

Obiettivi formativi specifici

Il Corso di Laurea in scienze Erboristiche è finalizzato alla formazione di un laureato che sia in grado di operare a livello dei settori di coltivazione, raccolta, lavorazione, trasformazione, conservazione, formulazione, confezionamento, commercializzazione al dettaglio, controllo di qualità e fitovigilanza dei prodotti per la salute a base di piante officinali garantendo in tal modo la sicurezza d’uso a tutela della salute del consumatore. Tale professionista potrà anche operare nel campo agronomico della produzione delle piante officinali e avrà le conoscenze di base per gestire un’azienda di produzione.

Sbocchi occupazionali

Il laureato del corso di laurea in Erboristeria sarà in grado di svolgere compiti tecnici e gestionali e attività professionali di supporto in coltivazione, raccolta, produzione, trasformazione, lavorazione, miscelazione, confezionamento e commercializzazione di droghe vegetali, loro parti o derivati, per uso erboristico.


Scienze Nutraceutiche

Docente di riferimento: Prof. Antonio Randazzo

Sede: NAPOLI, Via Domenico Montesano 49

Obiettivi formativi specifici

L’obiettivo del corso di laurea in Scienze Nutraceutiche, appartenente alla Classe L–29 e di durata triennale, è orientato all’acquisizione di conoscenze, capacità e competenze nell’ambito delle scienze farmaceutiche con particolare riferimento ai nutraceutici, agli alimenti funzionali, agli alimenti medicali e agli integratori alimentari. Il corso di laurea intende formare figure professionali con conoscenze sulla composizione chimica e sul valore nutrizionale degli alimenti, sulle loro proprietà, sugli integratori e i nutraceutici, e sul controllo chimico di qualità e di sicurezza dei nutraceutici.

Sbocchi occupazionali

Il laureato In Scienze Nutraceutiche avrà competenze specifiche che gli consentiranno l’inserimento presso: industrie di prodotti nutrizionali e dietetici; industrie chimico-farmaceutiche; strutture del Servizio Sanitario Nazionale e Regionali (farmacie, strutture operanti nell’ambito della sanità e/o più in generale salutistiche, palestre, centri benessere/termali, centri sportivi, parafarmacie). Inoltre il laureato potrà svolgere attività professionale indirizzata alla informazione medico-scientifica presso la classe medica, farmaceutica e presso gli operatori del settore di dieta, alimentazione e nutrizione.


Università di Salerno

Università degli Studi di Salerno – Dipartimento di Farmacia

Tecniche Erboristiche

Docente di riferimento: Prof.ssa Sonia Piacente

Sede: FISCIANO (SA), Via Ponte Don Melillo

Obiettivi formativi specifici

Il corso di laurea in Tecniche Erboristiche intende formare figure professionali dotate di competenze scientifiche e metodologiche necessarie alla gestione, al controllo e allo sviluppo delle attività di produzione, trasformazione, commercializzazione ed uso delle piante officinali e dei loro derivati, nonché di piante per la preparazione di alimenti funzionali e integratori alimentari.

Questi professionisti pertanto devono raggiungere un adeguato livello di preparazione nei seguenti settori: produzione di piante officinali e di piante per alimenti funzionali e integratori, dalla coltivazione alla conservazione e prima lavorazione del prodotto; controllo di qualità di droghe e prodotti vegetali dal materiale di partenza al prodotto finito mediante controlli macroscopici, microscopici, chimici e microbiologici; applicazione delle Normative del settore e di Certificazioni obbligatorie e volontarie; etichettatura delle droghe; formulazione e preparazione di prodotti erboristici, fitocosmetici e integratori alimentari; uso delle piante e loro derivati in fitoterapia e terapie complementari.

Sbocchi occupazionali

Il Laureato in Tecniche Erboristiche è in grado di operare come libero professionista o lavoratore dipendente in erboristerie; farmacie e parafarmacie (come responsabile del reparto erboristico e fitocosmetico); aziende del settore erboristico, fitocosmetico e dietetico-alimentare (aziende di produzione o commercializzazione); laboratori, enti o organismi di controllo/certificazione di qualità di prodotti erboristici; attività di informazione scientifica per conto di aziende produttrici nell’ambito del settore; settori per la promozione e pubblicizzazione dei prodotti a base di piante medicinali e, più in generale, officinali; strutture del Servizio Sanitario Nazionale.


Università della Calabria

Università della Calabria – Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione

Informazione Scientifica del Farmaco e dei Prodotti per la Salute

Docente di riferimento: Prof.ssa Maria Luisa Panno

Sede: RENDE (CS), Via Pietro Bucci, Edificio Polifunzionale

Obiettivi formativi specifici

Il Corso di Laurea in Informazione Scientifica del Farmaco e dei Prodotti per la Salute ha la finalità di formare professionisti che abbiano un’adeguata conoscenza di metodi e contenuti culturali e scientifici per il conseguimento del livello formativo richiesto dall’area professionale della classe L-29.

L’obiettivo del Corso di Laurea è di preparare professionisti che abbiano le adeguate conoscenze delle caratteristiche e delle proprietà di specialità medicinali, di presidi medico chirurgici, di diagnostici e cosmetici al fine di formare esperti capaci di svolgere attività di informazione scientifica agli operatori sanitari, come previsto dalla normativa del Servizio Sanitario Nazionale e dalla Comunità Europea.

Il percorso formativo comprende discipline caratterizzanti che forniscono una buona preparazione specifica in ambito chimico farmaceutico, farmacologico e patologico per poter valutare le problematiche connesse all’uso di specialità medicinali e per dare una corretta informazione scientifica sulle stesse; competenze in biologia farmaceutica, per dare corretta informazione scientifica sulle implicazioni relative all’uso di composti utilizzati nella cosmesi e di integratori alimentari di natura erboristica.

La formazione è completata con insegnamenti che sviluppano sufficienti competenze di marketing e gestione delle imprese utili ai fini dell’inserimento nel mondo del lavoro.

Sbocchi occupazionali

Il Laureato in Informazione Scientifica del Farmaco e dei Prodotti per la Salute può svolgere attività di informazione scientifica sulle specialità medicinali, sui presidi medico-chirurgici, sui diagnostici e sui prodotti dietetici allo scopo di far conoscere periodicamente agli operatori sanitari le loro caratteristiche e proprietà. Inoltre, utilizzando anche strumenti informatici e statistici, può: predisporre protocolli di analisi e monitoraggio sul consumo di farmaci e sostanze parafarmaceutiche; pianificare interventi di prevenzione ed educazione per la salute della popolazione in relazione agli aspetti tossicologici derivanti dall’uso improprio dei farmaci; collaborare, insieme agli altri operatori sanitari, all’acquisizione di informazioni utili alla sorveglianza postmarketing.


NOTA

Questo dossier è stato realizzato sulla base delle informazioni contenute nel sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (www.istruzione.it) e in quelli delle singole università e corsi di laurea. 

Ci scusiamo per eventuali imprecisioni ed errori, restando a disposizione di tutti gli interessati per le precisazioni o integrazioni che vorranno segnalarci, e che saremo lieti di riportare nei prossimi numeri.

Schermata 2017-06-19 alle 17.40.05

Formulare integratori probiotici efficaci

AAEAAQAAAAAAAAdQAAAAJDYzOTViM2ZiLTgwNmMtNDJlMi1iNjc1LTUxYmE0MzQwYWEzNANell’ambito degli integratori alimentari, quello dei probiotici è uno dei mercati più dinamici, che ad oggi rappresenta un terzo dell’intera categoria in Italia. In un rigido contesto normativo, la possibilità di comunicare l’efficacia di una formulazione e posizionare un integratore probiotico come prodotto con valore aggiunto rappresenta un’occasione importante anche per ampliare l’offerta a nuovi mercati e ambiti di applicazione.

Difficoltà nella formulazione

Con un 45% di nuovi prodotti lanciati a livello mondiale, le capsule rappresentano il formato di dosaggio più utilizzato per gli integratori probiotici. I probiotici sono ingredienti sensibili all’umidità e agli acidi. Da dieci anni Capsugel lavora per risolvere le difficoltà associate allo sviluppo di prodotti probiotici con una gamma di soluzioni che facilitano la formulazione di probiotici liofilizzati. Per esempio, una delle maggiori difficoltà è rappresentata dal mantenimento della stabilità per tutta la durata di conservazione, che potrebbe richiedere delle modifiche al contenuto d’acqua dell’eccipiente. Una soluzione al problema è scegliere una capsula rigida in ipromellosa (HPMC), l’alternativa vegetale alla gelatina. Infatti, le proprietà della pellicola di polimero HPMC permettono di ridurre il contenuto d’acqua a meno di 2,5, con valori di attività dell’acqua inferiori a 0,2. Diminuendo l’attività dell’acqua si riduce il rischio che questa venga assorbita dal probiotico attraverso l’involucro della capsula, aumentando così la durata di conservazione dell’integratore probiotico finale.

Affinché i probiotici raggiungano l’intestino nel dosaggio adeguato, è importante scegliere un formato con un’ottima resistenza agli acidi presenti nello stomaco. Le capsule DRcaps™ proteggono i probiotici durante il passaggio attraverso lo stomaco, eliminando il costo e la complessità di dover aggiungere delle proprietà di resistenza agli acidi.

capsula

La funzionalità di questa forma di dosaggio può inoltre essere utilizzata per ampliare l’offerta a nuovi mercati e ambiti di applicazione, grazie alla creazione di prodotti che siano in linea con le preferenze dei clienti. Per esempio, con l’orientamento verso una nutrizione maggiormente personalizzata vi è l’opportunità di mirare a gruppi specifici, come le persone con difficoltà a deglutire. Le capsule spargibili Coni-Snap® di Capsugel sono facili da aprire e consentono la somministrazione orale dei probiotici spargendone il contenuto nei cibi morbidi. Inoltre, le capsule possono essere formulate con un basso livello di eccipienti, una caratteristica particolarmente importante nelle applicazioni per neonati.

Per le campagne di marketing mirate a promuovere un’indicazione sulla salute, è possibile fornire capsule 2 in 1 che contengano probiotici e altre sostanze attive. DUOCAP™ di Capsugel, il sistema di rilascio brevettato di capsula nella capsula, consente il rilascio efficiente di probiotici ed è particolarmente efficace per combinare diverse formulazioni o per prodotti a duplice rilascio. Questa tecnologia crea una barriera interna, che evita l’assorbimento dell’acqua all’interno della capsula contenente il probiotico, ed è stata progettata per migliorare la stabilità e facilitare il rilascio ritardato. Tra le altre innovazioni introdotte vi è l’ultimo aggiornamento dell’offerta DUOCAP™ di Capsugel per prebiotici e probiotici.

Nella formulazione di integratori probiotici, lo sviluppo di un prodotto stabile ed efficiente è essenziale per garantire il successo sul mercato.

Per maggiori informazioni sulla vasta gamma di soluzioni Capsugel, realizzate solo con ingredienti vegetali secondo le tendenze “clean label”, visitate www.capsugel.com o rivolgetevi a un rappresentante Capsugel di zona.

Per informazioni
marketing.emea@capsugel.com
www.capsugel.com


			

WOW MOM

Schermata 2017-06-13 alle 12.34.01Fedele alla sua premessa di offrire un’assistenza sempre più completa alle propri clienti, Lubrizol sviluppa concetti di marketing innovativi supportati da competenza di lunga data nel settore delle tecnologie dei polimeri, della scienza molecolare e degli estratti botanici, così come da know-how nel campo delle formulazioni. Raggruppando insieme tutte queste competenze, Lubrizol Skin Essentials si ripropone l’obiettivo di aiutare i propri clienti con prodotti e servizi che consentano loro di accelerare e aumentare la loro creatività.

L’ultimo sviluppo che illustra questo obiettivo è un assortimento di formulazioni complete per le mamme moderne che hanno poco tempo per prendersi cura di se stesse, dovendo bilanciare la loro carriera professionale con l’essere madre e con la possibilità di trovare un po’ di tempo per la propria vita personale. Grandi lavoratrici, capaci di gestire il proprio tempo, esperte di organizzazione e armonia, sono anche interessate a curare il proprio aspetto.

Orari frenetici, stress e mancanza di sonno possono avere effetti negativi sulla pelle di una donna che, durante questa vita frenetica, necessita di attenzioni speciali.

Il tempo per un centro benessere o un salone di bellezza non è previsto nel programma giornaliero, già abbastanza pieno, di una madre, perciò Lubrizol porta questi servizi direttamente a casa sua attraverso formulazioni con la migliore combinazione di ingredienti performanti ed efficaci per curare la pelle nel modo più efficiente.

WOW MOM: Utterly a mother. Utterly a woman

Tradizionalmente, alla domanda “Cosa viene prima, l’essere madre o l’essere donna?”, le madri impegnate dei giorni nostri rispondono “Entrambe le cose: 100% madre e 100% donna”. Lubrizol è di aiuto nel rendere ciò possibile attraverso il suo ultimo kit di sopravvivenza WOW MOM che comprende quattro prodotti per la cura della pelle, offrendo alle madri impegnate la possibilità di prendersi cura della propria pelle, di ritagliarsi quel momento speciale per se stesse ogni giorno.

Ogni formulazione racchiude i benefici sensoriali di una texture sorprendente, un aspetto piacevole ed una fragranza evocativa uniti all’efficacia dichiarata dei principi attivi high-tech di comprovata efficacia.

Scopri alcuni highlights del kit di bellezza definitivo di Lubrizol:

Prepararsi per un’altra giornata intensa è più facile con Rinse off Moisturizing Radiant Facial Serum che, applicato al mattino durante o dopo la doccia, aiuta a riprendersi dopo la mancanza di sonno.

Un aspetto radioso e sano è possibile con CHROMABRIGHT® synthetic molecule che illumina visibilmente e unifica il colorito mentre LIPOCHROMAN® synthetic molecule protegge la pelle dal fotoinvecchiamento. PEMULEN™ EZ-4U polymeric emulsifier stabilizza in modo efficiente questo siero arricchito con alti livelli di glicerina ed emollienti che esaltano la morbidezza e l’elasticità della pelle dopo risciacquo.

Schermata 2017-06-13 alle 12.34.17Proseguendo con Super Protective Face Mousse SPF 10 si permetterà alla pelle di sopportare la lunga giornata affrontando lo stress e l’inquinamento ambientale.

POLLUSHIELD™ functional ingredient inserito in questa formulazione fornisce una barriera tra la pelle e le sostanze ambientali dannose e migliora le difese antiossidanti. L’associazione di questo ingrediente con filtri UV offre una migliorata protezione dall’ambiente esterno. Inoltre, ARGIRELINE® peptide – il primo peptide che rappresenta un’alternativa alle ben note procedure estetiche – riduce la comparsa delle rughe. Allo stesso tempo, NOVETHIX™ L-10 polymer agisce in sinergia con GLUCATE™ DO emulsifier per migliorare la compattezza e la stabilità di questa texture O/W.

Alla fine della giornata, Reviving Evening Facial Gel-Cream rappresenta l’alleato perfetto per riprendersi da una lunga giornata e per rifocillare la pelle. Contenente UPLEVITY™ peptide in grado di rimodellare visibilmente il contorno viso e HYANIFY™ marine ingredient che riempie la pelle e la aiuta a recuperare il volume perduto, questa formulazione favorisce un aspetto riposato e ringiovanito.

La sua texture traslucida fornita da PEMULEN™ EZ-4U polymeric emulsifier e CARBOPOL® Ultrez 21 polymer rilascia acqua sulla pelle, rinfrescandola e rifornendola di energia.

Infine mantenere una figura tonica e definita, nonostante il poco tempo a disposizione per la palestra, è possibile con Cold Firming Body Night Cream. Applicato prima di dormire aiuta a massimizzare il risultato dell’allenamento grazie ad ACTIGYM™ marine ingredient che simula l’effetto dell’esercizio di resistenza per ridefinire le aree più sensibili a cedimenti a causa dell’invecchiamento o di insufficiente attività fisica.

Conservata a -20°C, questa morbida crema con effetto memory shape dato da NOVETHIX™ L-10 polymer, offre una sensazione iniziale di fresco e permette di regalarsi un lungo massaggio corporeo lasciando la pelle morbida ed elastica.

Come Lubrizol Skin Essentials, Lubrizol e Lipotec offrono ampie competenze nello skin care che combinate rendono possibile lo sviluppo di soluzioni uniche, innovative e più naturali.

All trademarks are owned by The Lubrizol Corporation or its affiliates. ©2017 The Lubrizol Corporation. All Rights Reserved.

Per informazioni
Antonio Tedesco – Lipotec
tel 051 0392642
atedesco@lipotec.com  –  commercial@lipotec.com
www.lipotec.com

I colori di oggi

Il make up resta una prerogativa di bellezza, femminilità e giovinezza e spesso anche il primo cosmetico acquistato da un’adolescente. Questa popolarità, fortemente legata alla natura dei prodotti, impone un frenetico rinnovamento delle formulazioni e del loro posizionamento sul mercato. Il make up, probabilmente più di ogni altra cosa, è un indicatore del tempo, poiché riflette le mutevoli influenze artistiche e culturali, i modi di espressione e gli stili di vita. 

1NoMakeUp 

Viviamo un tempo in cui le storie sono raccontate per immagini, dove sfera pubblica e privata si mescolano, dove la trasparenza si pone come valore centrale…e la bellezza è espressa (quasi) senza trucco. Negli ultimi anni, uno spirito minimalista ha invaso il make up. Oggi ciò si traduce dedicando diversi giorni alla settimana al detox, così che la pelle possa respirare ed eliminare tutte le tracce di pigmenti. Le attrici mostrano sui social come si svegliano senza make up. Senza adottare queste pratiche estreme, il voler restare quasi permanentemente sotto i riflettori richiede alcuni “trucchi di naturalezza”. Mentre i selfie sono in piena espansione e, allo stesso tempo, la qualità delle immagini (su smartphone, TV o cinema) è in costante miglioramento, anche i brand si stanno adattando: un kit di make up virtuale per i selfie sotto forma di un’app o una linea di make up ad alta definizione riformulata e rinominata “ultra HD” (testata con smartphone). Le texture diventano ancora più impercettibili o permettono di imitare l’uso di un filtro Instagram, per un risultato perfetto. Il Contouring (che implica la combinazione di tonalità chiare e scure per scolpire i contorni del viso, modificare la percezione dei lineamenti e renderli più armoniosi) e lo Strobing (mettere in luce certe zone del viso con dei riflessi studiati per dare loro volume) sono tecniche che provengono dall’universo artistico. Queste sono tecniche difficili da padroneggiare da donne di tutto il mondo, e ormai anche da uomini, e ciò fa si che nascano delle texture adatte al grande pubblico. Ispirati dalla fotografia e dai video, i marchi lanciano degli ideali di pelle: illuminante crema in polvere, correttore soft focus, siero correttore trasparente con agenti ottici di miglioramento. E il linguaggio cosmetico include termini usati per altre discipline, come angoli, miglior profilo, effetto photoshop o istantaneamente-impeccabile

Evanescenza

Schermata 2017-06-13 alle 10.57.58Luce, trasparenza e freschezza sono parole che suonano bene insieme, almeno per quanto riguarda le texture dell’incarnato. Quando si cerca la leggerezza, devono coesistere funzionalità contrastanti tra loro: texture fresche (accentuate dal bagliore), senza un effetto materiale ma duraturo, impalpabile e coprente, dal colore discreto e puro. Si assiste a una tale sofisticazione delle emulsioni che anche i fondotinta per pelli mature, i più coprenti, non sono più sinonimi di maschere e disidratazione. Come una vera seconda pelle, l’emulsione rivendica una paradossale trasparenza dei suoi pigmenti (che ravvivano il colore naturale della pelle grazie a proprietà di riflesso molto superiori a quelle di un pigmento tradizionale). Ma i prodigi di fluidità extra fine si esprimono soprattutto attraverso delle sensorialità di forme liquide: oli, acque, essenze, sieri che colorano la pelle in totale trasparenza. 

Un massaggio con un siero potrebbe così sostituire il fard. E l’olio emerge nel make up di occhi, guance, labbra e anche delle unghie. Con un effetto inchiostro, colora le labbra con pigmenti saturi, li nutre fondendosi senza l’effetto appiccicoso in un nuovo rituale di make up. Ugualmente, spray e basi impercettibili preparano e riempiono, anche da fuori, la pelle, riducendo la brillantezza ma catturando la luce per una pelle impeccabile.

Carnagione

Per diventare skin perfectors, le formule continuano a rispondere alla tendenza, ormai cult, del nudo ma con un assoluto bisogno di personalizzazione. Ciò si accorda con l’attuale varietà etnica che aumenta il numero delle tonalità della pelle e un forte senso di valorizzazione delle individualità. Le formule si sincronizzano alla pelle con un prodotto di carnagione “mimetica”. Questo si adatta al tono della pelle, identifica la natura della stessa per correggere i suoi difetti (pori dilatati o secchezza) attraverso perliti e polimeri invisibili, regola il riflesso della luce al tasso di sebo garantendo un risultato perfetto tutto il giorno. I consumatori possono scegliere fra una gamma infinita di sfumature proposte all’interno della stessa linea, come se fossero preparate per una carnagione “specifica”. Un’altra alternativa alla personalizzazione è il “fai da te”: una concentrazione di pigmenti puri aggiunti goccia a goccia allo skin care giornaliero. Al di là della carnagione, è un’esplosione da 50 a 100 varietà di colori in ogni gamma che aumenta il piacere, il gioco e l’esperienza, da soli, con amici o al punto vendita. Tutto porta a dissacrare la tecnica di trucco, il prodotto e il suo prezzo.

Curiosità estetiche 

L’imperfezione ispira. Lontano da stereotipi, tira fuori una personalità atipica, un singolare dettaglio o anche un certo difetto. Le passerelle mostrano modelli inquietanti che sfilano con falsi brufoli e finta acne, mostrando apparecchi ortodontici o anche sorrisi senza denti, facce decorate con arancio pastello o completamente sbiancate con sopracciglia che creano una bellezza irreale, livida e quasi cadaverica. 

Nessuno sforzo è fatto per nascondere occhiaie che esprimono l’emozione dello sguardo ma che anzi sono accentuate con l’ombretto marrone. 

Skin Care

Oggi lo skin care e il make up sono diventati inseparabili, al punto da rendere difficoltoso capire quale dei due supporti l’altro.

Da sempre, ogni età ha le sue preoccupazioni: gli adolescenti nascondono i segni dell’acne con un make up seboregolatore, le donne mature cercano prodotti arricchiti con ingredienti rimodellanti o anti-age. Tutti i prodotti make up dovrebbero offrire a tutti i consumatori qualità trasversali di base, come l’idratazione, l’anti-inquinamento, la radiosità o la freschezza. Per esempio, gli spray fissanti combinano molti benefici della cura della pelle. Essi infatti opacizzano, rinfrescano, evitano che le particelle inquinanti aderiscano alla pelle o ancora proteggono quest’ultima dagli effetti ossidanti della luce blu. Viceversa, lo skin care prende in prestito i segreti della perfezione immediata del make up

Spesso leggermente colorati, i prodotti skin care cercano un’illusione ottica immediata che fidelizza l’utilizzatore, permettendogli di aspettare che il trattamento faccia effetto.

Ingredienti soft focus, pigmenti rosa-albicocca che donano un aspetto sano, riflettori di luce che distraggono. E questa “cura di colori” livella la pelle e restituisce la sua naturale luminosità, come un raggio di sole sul viso durante il trattamento.

Applicazioni

L’innovazione punta sulle combinazioni. I profumi quindi arrivano negli smalti per unghie e nei rossetti per donare, durante l’applicazione, un ricordo olfattivo del brand.  Al contrario, i brand degli smalti si ispirano ai flaconi dei profumi per conquistare il consumatore. I colori stessi sono protagonisti di trasposizioni inedite: il viola scuro o il nero dalle unghie arrivano alle labbra; i lobi e le estremità delle orecchie sono decorati con colori accesi o con un effetto metallizzato, come gioielli multicolori. I prodotti stessi permettono giochi di sovrapposizioni e di polivalenza con un top coat sulle labbra (termine preso in prestito dal nail care), che sfumano le tonalità, oppure un mascara rosa fluo, verde giada, blu ceruleo applicato all’estremità delle ciglia precedentemente truccate di nero, o su ciglia finte extra large. Certe formule di rossetti si ispirano alle emulsioni dei fondotinta o promettono un effetto nude sulle labbra con una formula 3 in 1: preciso come una matita, long-lasting come l’inchiostro, confortevole come un balsamo. Altre hanno multiple applicazioni come per esempio un primer-fondotinta-correttore-polvere o presentano improbabili formulazioni (una polvere liquida, un olio-gel che fa risaltare i colori, un fard che non è né polvere, né crema), o sono modulabili, come i rossetti che danno sfumature diverse in base al pH delle labbra.

Tecniche

Quando una confezione o un gesto stimolano la fantasia, è possibile utilizzare lo spray sullo smalto per unghie o trasformare il cuscinetto di un astuccio in un pennello o in un applicatore per rossetti. Come il loro nome indica, le “combo” mischiano tubetti e tappi, contenendo due prodotti in uno. In questo modo, nello stesso astuccio vengono trasportati sia il fondotinta che l’illuminante, sia il fard che il rossetto liquido e sia la crema che il pennello. Anche le abitudini dei make up artist ispirano i brandPer esempio, il designer curva la custodia dell’eye liner per una presa più precisa ed ergonomica, imitando il make up artist che piega il pennello per una maggiore agilità. Lo specialista mondiale dei colori, Micheal Pastoureau, scrive: “Dopo i sei colori di base vi sono, in secondo piano, i mezzi toni (rosa, marrone, arancione, viola e grigio) e un’infinita gamma di tonalità in continua creazione. Si impara una lezione importante: un colore esiste perché lo guardiamo. Ciò è effettivamente solo una produzione dell’uomo”. Analogamente, il make up esiste solo perché sperimentiamo con esso. Immaginare come questo riflette con la luce, interagire con la materia prima, cambiare la destinazione d’uso… fa tutto parte del rinnovo quotidiano della bellezza contemporanea.

Schermata 2017-06-13 alle 10.58.45

… c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, non perderti lo Speciale Make Up sul n°3/2017 di Cosmetic Technology 

Per favorire un buon sonno naturale

Schermata 2017-05-26 alle 14.36.43Lo stress viene ormai considerato una componente abituale della nostra vita: si tratta infatti di una normale risposta fisiologica del nostro organismo alle sollecitazioni esterne. Quando però lo stato di stress è prolungato, rischia di dare luogo a manifestazioni quali ansia, depressione, agitazione e disturbi del sonno. Questi ultimi, in particolare, possono determinare l’insorgere di un circolo vizioso, dal momento che la cattiva qualità del sonno, la sensazione di stanchezza e di non aver riposato a sufficienza non fanno altro che aggravare lo stato di stress.
Esistono vegetali in grado di aiutare a ritrovare un buon sonno naturale; alcuni di essi sono molto noti, perché tradizionalmente usati nella medicina popolare, quali la Valeriana, che induce un sonno ristoratore ed attenua nevralgie, emicranie e dolori intestinali di lieve entità. Altre piante si rivelano particolarmente efficaci nella cura dei disturbi del sonno: l’Escolzia, detta comunemente “Papavero californiano”, possiede proprietà sedativo-ipnotiche, grazie agli alcaloidi in essa contenuti (in particolare la californidina). La Passiflora viene utilizzata per ridurre il nervosismo; è utile anche per controllare le palpitazioni ed in caso di disturbi del sonno; è consigliata per trattare insonnia e ansia, senza effetti collaterali. Le sommità fiorite del Biancospino hanno azione vasodilatatrice generale, quindi ipotensiva; esercitano una buona azione sedativa nei soggetti ipertesi.
Dalla ricerca ESI è nato Erbe Della Notte Activ, un integratore utile per favorire il sonno in modo naturale, grazie all’elevata concentrazione dei principi attivi in esso contenuti: Valeriana (150 mg), Passiflora (150 mg), Escolzia (100 mg), Biancospino (50 mg). Tutti gli estratti contenuti presentano un’elevata titolazione in principio attivo.
Erbe Della Notte è disponibile in Capsule (naturcaps) adatte anche ai vegani, costituite da una fibra vegetale ottenuta dalla fermentazione della Tapioca, quindi completamente naturali e prive di coloranti artificiali, facilmente digeribili; in Tisana che consente di associare le virtù terapeutiche delle erbe officinali nella cura del sonno alla piacevole sensazione di una tisana calda da sorseggiare prima di coricarsi; in Gocce analcolico, con Escolzia, Passiflora, Biancospino, Camomilla, Tiglio e Valeriana.
www.esi.it

Nutraceutici e integratori alimentari:

Nel nostro Paese abbiamo una domanda di salute in continuo aumento e il Servizio Sanitario Nazionale deve sostenere una spesa in costante crescita per garantire il benessere di tutti i cittadini. Molti farmaci cosiddetti innovativi sono stati commercializzati e molti altri lo saranno nel prossimo futuro, consentendo di raggiungere risultati clinici un tempo inimmaginabili.

Peraltro il sistema di sostenibilità ed in particolare di governance della spesa si sta rivelando inadeguato, proprio a causa dei farmaci innovativi e specialistici ad alto costo. Queste considerazioni, se da un lato trovano soluzioni parziali in alcune iniziative quali i fondi per i farmaci innovativi e gli innovativi oncologici, che da temporanei diventano strutturali, dall’altro richiedono un ripensamento profondo della governance, attraverso modelli e sistemi adeguati, che presentino elementi di dinamicità e flessibilità. Tutto ciò è ancora più evidente se si pensa all’invecchiamento della popolazione che va di pari passo con il sempre maggiore impatto che le malattie croniche hanno sul Servizio Sanitario. I dati ISTAT riportano al 1 gennaio 2016 una percentuale di ultrasessantacinquenni del 22% e tale percentuale è destinata ad aumentare: più del 30% nel 2050 (UN http://www.un.org/esa/population/publications/Repl MigED/Italy). Il Piano Nazionale della Cronicità, pubblicato dal Ministero della Salute a luglio 2016, evidenzia come la percentuale di persone che dichiara di avere almeno una malattia cronica è pari al 38%, il 48,7% delle persone dai 65 ai 74 anni si dichiara affetto da almeno due malattie croniche e questa percentuale sale al 68,1% in quelle dai 75 anni in su. In termini economici la cronicità incide per il 70% circa della spesa sanitaria (113,1 mld finanziamento SSN), escludendo naturalmente la spesa privata.

Il fenomeno della cronicità ha una significativa portata nel Sistema Sanitario ed è in progressiva crescita: si stima che circa il 70-80% delle risorse sanitarie nei paesi avanzati sia oggi speso per la gestione delle malattie croniche e che nel 2020 le stesse rappresenteranno l’80% di tutte le patologie nel mondo. (Piano Nazionale della Cronicità).

In tale contesto di grande criticità è necessaria una riflessione profonda e allo stesso tempo rapidamente operativa sull’opportunità di promuovere la salute attraverso processi e progetti di prevenzione, quale leva primaria per generare risparmio. Alcune iniziative sono state intraprese, come ad esempio il Piano Nazionale Vaccini con il relativo fondo di finanziamento, che rappresenta un valido strumento di efficienza per il SSN: basti pensare al rapporto fra il costo di una vaccinazione e i risparmi derivanti dalle malattie evitate. Pur se apprezzabili, tali iniziative dovrebbero essere estese ad un concetto di prevenzione più ampio che prenda in considerazione gli stili di vita, le abitudini alimentari, le malattie stagionali, le malattie croniche, l’invecchiamento, ecc. In relazione agli stili di vita e alle abitudini alimentari, basta ricordare la riduzione ormai nota dell’incidenza delle malattie cardiovascolari nei soggetti con un regime alimentare ricco di pesce; lo stesso dicasi per i soggetti che seguono una dieta sana, con un moderato consumo alcolico, che non fumano, che praticano attività fisica e non presentano adiposità addominale, nei quali si evidenzia una diminuzione del rischio di infarto rispetto ai soggetti che non presentano tali caratteristiche (1).

Forse in questo “spazio preventivo” potrebbero essere presi in considerazione anche i nutraceutici e/o gli integratori alimentari, fermo restando la necessità di un’attenta e rigorosa valutazione scientifica ed economica delle loro caratteristiche. I prodotti “salutistici” se da un lato evidenziano un trend in continua crescita (“Positivi i dati degli integratori (+7,1%), con risultati superiori all’andamento generale per vitamine, ginecologici-urologici e apparato circolatorio” (Pharmastar 20 luglio 2016)), dall’altro necessitano di una maggiore evidenza scientifica, che deriva prevalentemente da una rigorosa ricerca scientifico-clinica. Una review scientifica sull’integrazione alimentare è stata pubblicata, a giugno 2016, da Integratori Italia (AIIPA Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari), dove viene riportato lo stato dell’arte alla luce delle evidenze scientifiche.

Questa review, cui hanno contribuito alcuni fra i maggiori esperti italiani in ambito nutrizione e salute, propone, attraverso l’analisi delle principali pubblicazioni scientifiche, alcune considerazioni e valutazioni sul ruolo degli integratori in aree quali la salute della donna, l’invecchiamento (alterazioni metaboliche e cerebrali), le malattie cardiovascolari, qualità e sicurezza degli integratori stessi. Il tentativo di riassumere le principali conoscenze scientifiche sul ruolo degli integratori dovrebbe però essere considerato come un primo passo verso la strutturazione di un percorso di ricerca scientifica, che possa, attraverso metodologie e sistemi accurati, assicurare nel tempo una validazione degli effetti clinici di queste sostanze su alcune patologie, in particolare quelle croniche e quelle legate all’invecchiamento. Ci sono infatti numerose indicazioni suggestive ed in alcuni casi evidenze relative all’efficacia ad esempio degli acidi grassi polinsaturi Omega-3 nella prevenzione cardiovascolare e tali sostanze sono presenti in commercio sia come integratori sia, soprattutto, come farmaci. Occorre però fare chiarezza su questo punto: è noto che gli acidi grassi polinsaturi possiedono una attività antiaritmica, antitrombotica, riducono i livelli di trigliceridi e proprio per queste caratteristiche sono in grado di ridurre gli eventi cardiaci. Se prendiamo in considerazione gli integratori a base di Omega-3 non sono disponibili studi che dimostrino l’efficacia di un’azione preventiva del rischio cardiovascolare; tali integratori contengono una quantità inferiore di Omega-3 rispetto ai farmaci (il cui contenuto in Omega-3 è superiore all’85%) ed eventualmente il loro utilizzo può essere indicato in quei soggetti, che per vari motivi, non hanno un apporto adeguato di tali sostanze, come ad esempio gli anziani. Ma anche in questo caso sarebbe opportuno adottare una dieta che consenta di ottimizzare i benefici derivanti dal consumo di pesce (ricco di acidi grassi polinsaturi), verdura, legumi, cereali integrali, frutta (secca), evitando il più possibile grassi e proteine di origine animale.

Differenti sono le considerazioni e le valutazioni per i farmaci a base di Omega-3: la loro indicazione terapeutica è frutto dei cosiddetti studi clinici controllati (Randomized Clinical Trial – RCT), la concentrazione di sostanza attiva è decisamente superiore rispetto a quella degli integratori e la loro autorizzazione all’immissione in commercio segue procedure rigorose; proprio per tale motivo per questa tipologia di farmaci ritroviamo fra le indicazioni anche la prevenzione secondaria nel paziente con pregresso infarto miocardico.

Detto ciò, possiamo pensare ad uno “spazio” per integratori e nutraceutici per generare risparmio, in particolare in campo “farmacoeconomico”?

Una prima considerazione ci deriva da un articolo di Alessandro Colombo (Presidente di Integratori Italia – AIIPA), pubblicato su Sanità 24, il 29 luglio 2016 dove viene riportato lo studio “Il risparmio sulla spesa sanitaria degli integratori alimentari di Omega 3 nell’Unione Europea” realizzato dall’istituto di ricerca e consulenza Frost & Sullivan e commissionato da Food Supplements Europe (Associazione europea alla quale aderisce Integratori Italia).

In questo studio sono stati valutati i potenziali benefici economici derivanti dall’uso di integratori alimentari di Omega-3 EPA+DHA, nei soggetti di età >55 anni, cioè con rischio elevato di sviluppare patologie cardiovascolari (157,6 milioni di persone nella popolazione europea – 31% del totale).

Sono stati identificati 18 studi randomizzati controllati dove veniva valutata la possibile correlazione fra l’assunzione di Omega-3 e la riduzione di un evento cardiovascolare.

I risultati della simulazione indicano che il consumo giornaliero di un integratore a base di 1,0 g di olio di pesce con Omega 3 negli over 55, si tradurrebbe in oltre 1,5 milioni di ricoveri per eventi cardiovascolari in meno in tutta l’Ue da adesso fino al 2020, generando un risparmio totale di 64,5 miliardi di euro per minori ospedalizzazioni pari a 12,9 miliardi l’anno per minori ospedalizzazioni (con un risparmio netto di circa 7,3 miliardi di euro/anno)………In Italia si tradurrebbe in un risparmio per minori ospedalizzazioni di oltre 1,3 miliardi di euro l’anno (oltre 720 milioni di risparmio netti/anno).

Anche in questo caso è opportuna una riflessione e il riferimento alla letteratura ci aiuta.

Il primo concetto è che i risultati sopra citati sono, necessariamente, legati ad una simulazione; inoltre, come riportato precedentemente, sebbene siano presenti in commercio numerose preparazioni di integratori alimentari contenenti Omega-3, non sono disponibili studi che ne dimostrino l’efficacia nella prevenzione cardiovascolare.

Di contro numerosi studi hanno dimostrato come le diete ricche di Omega-3, agenti antiossidanti e fibre, siano in grado di esercitare un effetto protettivo sugli eventi cardiovascolari come pure, a titolo di esempio, il consumo di noci è strettamente correlato non solo alla riduzione del rischio cardiovascolare, ma anche alla riduzione della possibilità di sviluppare diabete di tipo 2 (2).

Alla luce di questo quadro risulta opportuno, anzi necessario, avviare e realizzare eventuali valutazioni economiche (sul potenziale risparmio della spesa), partendo da basi scientifiche, che tengano conto del reale effetto della sostanza, nel caso specifico, sia in prevenzione primaria, sia in prevenzione secondaria. A puro titolo di esempio, basti ricordare come l’utilizzo di dosi terapeutiche di Omega-3 nei pazienti con scompenso cardiaco, sia in grado di ridurre sia la mortalità in generale, sia i ricoveri ospedalieri (3).

In Italia e negli altri Paesi occidentali lo scompenso cardiaco cronico costituisce il motivo più frequente di ricovero nei soggetti con più di 65 anni. In generale, è la causa del maggior numero di giornate di degenza in ospedale, rappresentando un costo estremamente elevato per il Servizio Sanitario Nazionale.

Applicare una terapia con Omega-3 a tutti i pazienti con scompenso cardiaco, potrebbe comportare un risparmio per il Servizio Sanitario di oltre settantacinque milioni di euro. Ovviamente queste sono inferenze, sono conti indiretti, però un’applicazione ampia di un trattamento che riduce le ospedalizzazioni, comporta un miglioramento della qualità di vita ….e come conseguenza importante per il Sistema Sanitario Nazionale, comporta una riduzione dei costi (4).

Ulteriori conferme ci vengono da un recente studio (5) che ha evidenziato come alte dosi di farmaci Omega-3, somministrate nel post infarto, sono associate ad un positivo rimodellamento del muscolo cardiaco. Non è certamente facile realizzare le valutazioni economiche in questo ambito, ma è chiaro che emerge sempre di più la necessità di affrontare il problema cercando di realizzarle, in modo da poter fornire agli stakeholder, alla comunità scientifica, agli operatori tutti del settore e alla popolazione dati certi sui costi e, conseguentemente, sui potenziali risparmi della spesa. Investire in salute è un ottimo investimento da un punto di vista economico, ma finanziariamente non lo è soprattutto quando le risorse non ci sono. L’obiettivo non deve, pertanto, essere la limitazione della spesa in assoluto, bensì il tentativo di ottimizzare l’impiego delle risorse destinate alla sanità in generale.

In tale contesto il sistema di governance della spesa sanitaria ha bisogno di processi e modelli adeguati che consentano da un lato di garantire il diritto alla migliore terapia per il paziente e, dall’altro, oltre al riconoscimento degli investimenti alla base dell’innovazione, anche e soprattutto, la possibilità di promuovere la salute attraverso processi e progetti di prevenzione, quale leva primaria per generare risparmio.

Gli “spazi” della prevenzione e dell’invecchiamento e delle malattie croniche potrebbero essere adatti alle caratteristiche di alcuni prodotti nutraceutici e/o integratori?

La strada per confermarlo è ancora molto lunga e deve necessariamente passare attraverso una solida metodologia di ricerca, come pure una attenta e rigorosa valutazione scientifica delle loro caratteristiche. Solo allora sarà possibile applicare i modelli “farmacoeconomici” per stabilire la reale portata del potenziale risparmio derivante da un corretto utilizzo.

Bibliografia

1. Åkesson A, Larsson SC, Discacciati A, Wolk A (2014) Low-risk diet and lifestyle habits in the primary prevention of myocardial infarction in men: a population-based prospective cohort study. J Am Coll Cardiol 64 (13):1299-1306

2. Bao Y, Han J, Hu FB, Giovannucci EL, Stampfer MJ et al (2013) Association of Nut Consumption with Total and Cause-Specific Mortality. N Engl J Med 369(21):2001-2011

3. Tavazzi L, Maggioni AP, Marchioli R, Barlera S, Franzosi MG et al (2008) Effect of n-3 polyunsaturated fatty acids in patients with chronic heart failure (the GISSI-HF trial): a randomised, double-blind, placebo-controlled trial. Lancet 372(9645):1223-1230

4. Maggioni AP, Il Portale della Salute, Post-Infarto.it

5. Heydari B, Abdullah S, Pottala JV, Shah R, Abbasi S et al (2016) Effect of Omega-3 Acid Ethyl Esters on Left Ventricular Remodeling After Acute Myocardial Infarction: The Omega-Remodel Randomized Clinical Trial. Circulation 134(5):378-391