Certificazioni naturali e biologiche nell’era della globalizzazione

Parole chiave USDA, Biologico, NOP, Naturale, Standard COSMOS, Ecocert

Riassunto
Gli standard per prodotti naturali e biologici sono in larga misura gli stessi, sebbene alcuni riguardino i prodotti ‘naturali’ ed altri quelli ‘biologici’. Ogni programma e marchio è concepito per una regione specifica e ciò dovrebbe essere tenuto in considerazione nell’individuazione di mercati altrettanto specifici. Con il presente lavoro, vengono esaminati gli enti certificatori ed i marchi maggiormente riconosciuti nel mondo per prodotti naturali e biologici.

Packaging
Grazie a numerosi studi sui consumatori, gli esperti di marketing sono ormai consapevoli che il punto vendita costituisce il vero momento in cui essi, i consumatori appunto, familiarizzano con i prodotti e che tale processo ha luogo soprattutto in negozi veri e propri. E non è tutto: la maggior parte delle decisioni di acquisto, malgrado la precedente esposizione dei consumatori alla pubblicità e ad altre forme di promozione, avviene proprio nel punto vendita, talvolta in modo piuttosto spontaneo. Ciò significa che le scelte che le aziende adottano in materia di etichettatura e confezionamento sono di primaria importanza. Le motivazioni all’acquisto dunque, non riguardano soltanto ciò che viene messo nel prodotto, ma anche ciò che viene inserito sulla confezione del prodotto stesso, e in merito a quest’ultimo aspetto, entrano in gioco anche le norme relative ai claim. Negli Stati Uniti, ad esempio, i regolamenti relativi all’ etichettatura sono di competenza della Food and Drug Administration (FDA). Nell’ambito dei prodotti topici, cosmetici e drug, ci sono claim specifici, ammessi o vietati, a seconda della classe merceologica cui appartiene il prodotto stesso, ma questa regola viene a volte disattesa. La questione è ben nota agli esperti di marketing, sebbene vi siano ancora frequenti casi di abuso, poiché diverse aziende produttrici di prodotti cosmetici continuano a proporre claim non permessi, come ad esempio ‘riduce le rughe’ o ‘contrasta l’invecchiamento’. Questi claim sono monitorati dalla FDA, sebbene le risorse a disposizione di questo organo permettano di affrontare soltanto le trasgressioni più eclatanti. Al riguardo, il settore è pazientemente in attesa che il governo crei, per i prodotti ad uso topico, la categoria dei cosmeceutici proprio come avvenuto con l’Act of Congress (DSHEA 1994) che ha creato la classe intermedia degli ‘integratori nutrizionali’ che da ormai quasi 20 anni si colloca fra ‘alimenti’ e ‘farmaci’. Talune affermazioni di ‘supporto nutrizionale’ infatti, sono concesse quando un prodotto è classificato come integratore alimentare piuttosto che come alimento o farmaco; tuttavia, queste dichiarazioni non possono essere considerate claim sulla ‘salute’, in quanto questi ultimi sono da riservarsi solo ai prodotti classificati come farmaci.

Oltre ai claim: la proliferazione delle certificazioni
Nel mondo dei prodotti naturali e biologici, dove molti claim relativi ad ingredienti attivi potrebbero essere messi profondamente in discussione, c’è un altro aspetto con cui i consumatori devono confrontarsi e che ingenera confusione in materia di etichettatura: le certificazioni rilasciate da enti terzi. Queste certificazioni riguardano i prodotti cosiddetti verdi, lavorati in modo naturale, e quindi dovrebbero aiutare a fare chiarezza, ma sono divenute invece fonte di ulteriore confusione sia per i consumatori che per gli addetti al marketing. D’altra parte, l’esistenza di queste certificazioni è utile dal momento che la regolamentazione governativa è piuttosto carente in questo settore ad elevata crescita ed in cui esistono numerose iperboli pubblicitarie. Per questo motivo, non è più sufficiente apporre un claim che indica l’origine naturale o verde su un’etichetta. In nome della trasparenza e dell’autenticità, due questioni emergenti nel settore, gli esperti di marketing devono cercare di differenziare i prodotti e provare ai consumatori che essi sono esattamente ciò che dicono di essere. Come districarsi in questo caos?
Facciamo un respiro profondo; le cose negli Stati Uniti d’America non sono complicate come sembrano. Se un prodotto è venduto attraverso un rivenditore di prodotti naturali, come i Whole Foods Markets, esso è già stato oggetto di numerosi controlli, dal momento che i requisiti che questi rivenditori al dettaglio impongono ai prodotti, sono rigorosi tanto quanto quelli richiesti dalle varie certificazioni, talvolta anche di più. In poche parole, la cosa più semplice dunque, è fidarsi dei Whole Foods Markets. Ricordate tuttavia che non tutti hanno le possibilità di rivolgersi a punti vendita leader; quindi, cosa dire degli standard dei rivenditori di massa come i Wal-Mart Stores Inc? Non molto purtroppo; più di 20 anni nel settore hanno insegnato che, se un prodotto deve essere venduto attraverso un canale che non ha propri standard in materia naturale e biologica, è importante che il prodotto stesso riporti la certificazione di un ente indipendente. In tutto il mondo ci sono così tante certificazioni che non è possibile analizzarle tutte; molte di queste non riguardano poi l’ambito personal care. Per ragioni di rilevanza (e buonsenso) dunque, ci concentreremo sui marchi più utilizzati nel settore dei prodotti naturali e biologici per la cura personale.

Importanti certificazioni nord americane
USDA Negli Stati Uniti, solo pochi marchi sono molto riconoscibili fra quelli generalmente apposti sulle etichette di prodotti naturali e biologici per la cura personale. Uno di questi è supportato dal governo statunitense. Il Dipartimento statunitense per l’Agricoltura (USDA) è incaricato della supervisione di un programma che permette ad organizzazioni terze di apporre ai prodotti la dicitura ‘Biologico certificato’ (Certified Organic), se essi soddisfano i rigorosi requisiti del National Organic Program (NOP). Dal momento che si tratta di un iter relativamente costoso, attualmente, solo alcuni prodotti per la cura personale riportano l’ormai noto marchio verde e bianco. Gli standard USDA sono stati originariamente sviluppati esclusivamente per gli alimenti e non per i prodotti ad uso topico; questo è un altro motivo per il quale in passato vi sono state difficoltà nell’adattare i suddetti standard ai prodotti per la cura della persona.
In virtù della sua popolarità fra i prodotti alimentari, questo è il marchio preferito negli Stati Uniti per i prodotti posizionati come biologici, sebbene esista un’altra certificazione emessa dalla National Science Foundation (NSF) per i prodotti a minore contenuto biologico o per le aziende che non desiderano conformare i loro prodotti agli standard USDA. Si tratta di un marchio introdotto relativamente di recente che è stato sviluppato per permettere una distinzione fra prodotti che contengono livelli inferiori di ingredienti biologici. Esso deve ancora quindi farsi strada verso un maggiore utilizzo da parte dei produttori di prodotti a marchio.
NPA Natural Seal Un’altra certificazione che ha conosciuto una certa diffusione negli Stati Uniti è il marchio le cui origini sono attribuibili ad una task force denominata International Association of Natural Product Producers (IANPP), che consta di circa trentasei organizzazioni appartenenti alla catena di approvvigionamento, che dopo tre anni sono infine riuscite ad elaborare una definizione di ‘naturale’. Occorre notare che naturale e biologico sono due designazioni differenti e il marchio della Natural Product Association (NPA) riguarda esclusivamente la dicitura ‘naturale’ e non ‘biologico certificato’.
Mentre gli ingredienti biologici sono intrinsecamente naturali infatti, gli ingredienti naturali sono certificati come biologici soltanto se soddisfano i requisiti NOP. In generale, un ingrediente naturale non deve essere né sinteticamente derivato, né sinteticamente lavorato; di contro, un cosmetico naturale deve includere in formula una maggioranza di ingredienti naturali. Salute e sicurezza umana, test sugli animali e biodegradabilità sono anch’esse tematiche affrontate dalla NPA, sebbene sia importante osservare che l’associazione è stata criticata per aver permesso l’utilizzo di ingredienti geneticamente modificati (OGM).
Il lavoro della IANPP è stato sottoposto alla NPA dando vita al sigillo NPA Natural Seal, oggi apposto sulla confezione di più di 1000 differenti prodotti per la cura personale. Questo è il marchio, per chiunque decida di vendere un prodotto posizionato come naturale negli Stati Uniti, poiché supportato dalle più importanti associazioni statunitensi per le aziende di prodotti naturali.
OASIS In questo ambito vale la pena menzionare gli Organic and Sustainable Industry Standards (OASIS), sviluppati nel 2008 dalla omonima organizzazione no-profit OASIS. Secondo quanto riportato, si tratta dei primi standard biologici statunitensi per il settore personal care. Essi sono stati creati in risposta alla confusione sulla pertinenza dei regolamenti biologici USDA per il settore personal care. Sebbene sembri che l’USDA e le certificazioni NSF sopra menzionate abbiano cercato di affrontare tale confusione, non vi sono aggiornamenti recenti sulle attività del gruppo.

Esigenze globali
Se da una parte il Biologico Certificato USDA e i marchi Natural Seals NPA stanno conquistando notorietà negli Stati Uniti, come è la situazione nel resto del mondo ? Come prevedibile, il panorama è caratterizzato da numerosi enti no-profit volti a certificare i prodotti naturali come qualcosa di differente dal sinteticamente derivato e/o sinteticamente lavorato. Il movimento salute e benessere rappresenta ora una tendenza ben insediata e non più una moda passeggera; dunque la ricerca di prodotti migliori per le persone e l’ambiente non è certo destinata al declino. Di conseguenza, anche gli sforzi per distinguere i prodotti in tal senso, non sono certo destinati a diminuire

Standard europei
Nel mondo, gli standard per prodotti naturali sono in ampia misura gli stessi ed ogni standard è concepito per prodotti creati e commercializzati all’interno del paese o della regione dell’ente certificatore. I prodotti sono generalmente analizzati e valutati in base a diversi parametri, fra cui origine e lavorazione degli ingredienti, inclusa la loro percentuale all’interno del prodotto, stoccaggio, produzione e confezionamento, gestione ambientale, etichettatura e comunicazione, ispezione e certificazione/controllo. Di conseguenza, la certificazione deve raccogliere il consenso dei consumatori di una data regione o paese. Alcuni mercati, come ad esempio quello statunitense, si sono affacciati con un certo ritardo al mondo della certificazione dei prodotti personal care naturali e biologici; ecco perché il marchio Ecocert, di seguito descritto, offerto da un organismo certificatore francese, è presente su numerosi prodotti commercializzati negli Stati Uniti. Fino a poco tempo fa infatti, il marchio Ecocert era una delle poche opzioni a disposizione dei produttori americani.
COSMOS Sebbene vi siano diversi organi certificatori in Europa, la buona notizia è che i loro standard sono stati armonizzati secondo il Cosmetics Organic and Natural Standard (COSMOS). Ciò significa ad esempio che un prodotto riportante marchio Ecocert sarà soggetto alle stesse analisi di un prodotto BDIH. La certificazione COSMOS dovrebbe sostituire tutte le certificazioni individuali, anche se questo processo richiede tempo, dal momento che ogni ente certificatore costituisce una entità a sé stante con interessi individuali. Ciò malgrado, i consumatori trarranno certamente beneficio da un marchio COSMOS.
COSMOS è stato sviluppato a livello europeo da un gruppo di certificatori molto influenti: Bubdesverband Deutscher Industrie und Handelsunternehmen (BDIH) in Germania, Association Professionnelle de Cosmetique Ecologique et Biologique (COSMEBIO) e Organisme de Controle et de Certification (Ecocert) in Francia, Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale (ICEA) in Italia, e la Soil Association nel Regno Unito. Questi gruppi hanno fondato una associazione internazionale no-profit, registrata in Belgio il 4 novembre 2008, ovvero l’Association Internationale Sans But Lucratif (AISBL), ed hanno collaborato alla definizione di requisiti e definizioni comuni per cosmetici naturali e biologici. Fare fronte agli eccessi ed alle lacune degli sviluppi attuali rappresenta per il gruppo una vera sfida; il suo obiettivo finale, del resto, è quello di creare uno ‘sviluppo sostenibile’, un altro termine utilizzato per designare prodotti migliori per la salute umana e per l’ambiente, riconciliare il progresso economico, la responsabilità sociale, mantenendo il naturale equilibrio.
BDIH (Germania) L’associazione riunisce produttori e distributori di cosmetici e cosmetici naturali, integratori alimentari, alimenti nutrizionali, farmaci da banco e dispositivi medici.
Cosmebio (Francia) Questa associazione francese si concentra sui cosmetici ecologici e biologici. Essa riunisce fornitori di ingredienti, laboratori cosmetici, terzisti e distributori e rappresenta sia membri francesi che esteri. Creata nel 2002, Cosmebio è alla base della Carta francese dei Cosmetici Ecologici e Biologici, che definisce le norme e i principi di base per i produttori che auspicano aderirvi.
Ecocert (Francia) Ecocert è un organo di ispezione e certificazione creato in Francia nel 1991 da agronomi consapevoli della necessità di sviluppare un’agricoltura ecosostenibile e dell’importanza di offrire un riconoscimento a tutti coloro che si adeguano a questo standard produttivo. Il marchio Ecocert certifica la conformità di prodotti, sistemi o servizi di una società, agli standard dell’organo ed ha contribuito allo sviluppo dell’agricoltura biologica.
ICEA (Italia) Si tratta di un consorzio no-profit di associazioni ed organizzazioni attive nel settore dello sviluppo eco-compatibile/sostenibile e del commercio equo. Il consorzio è stato fondato con l’intento di offrire un servizio di certificazione fondato sui principi di indipendenza, trasparenza, oggettività, imparzialità e competenza.
Soil Association (Regno Unito) La Soil Association è stata fondata nel 1946 da un gruppo di agricoltori, scienziati e nutrizionisti che avevano osservato un legame diretto fra le pratiche agricole e la salute vegetale, animale, umana ed ambientale. Oggi è la prima organizzazione a membership benefica del Regno Unito che si batte per una gestione salutare, umana e sostenibile non soltanto dell’agricoltura ma anche del territorio, della catena alimentare e dei metodi agricoli. In quanto organizzazione benefica, per condurre le proprie attività la Soil Association vive di donazioni, del supporto dei suoi membri e della sensibilità pubblica.
AISBL (Belgio) L’AISBL è l’associazione internazionale no-profit che ha come obiettivo quello di fornire uno standard riconosciuto a livello internazionale per i prodotti cosmetici naturali e biologici. Nel 2002 le organizzazioni fondatrici di COSMOS hanno preso coscienza del fatto che l’industria cosmetica e il mercato hanno un carattere internazionale e che le aziende ed i consumatori avrebbero beneficiato di un unico standard.
Altri organi in Europa Fra gli altri organi certificatori in Europa, troviamo la Organic Farmers and Growers del Regno Unito; la International Federation of Agricolture Movement (IFOAM) in Germania; il programma di eco-marchio di Eco Garantie’s in Olanda ed il programma NaTrue’s Natural and Organic Cosmetics in Belgio. Vi è poi una serie di attori di nicchia desiderosi di certificare prodotti provenienti da tutto il mondo, dal momento che prodotti e marchi di certificazione non conoscono alcun tipo di limite geografico.

Standard australiani
La National Association for Sustainable Agriculture (NASAA) è uno dei principali enti certificatori in Australia e fornisce servizi di certificazione biologica con un buon rapporto qualità/prezzo. Essa opera sia in Australia che in diverse regioni dell’Asia, inclusa la Tailandia.
Un altro gruppo importante nel settore del biologico è la Biological Farmers of Australia (BFA). Questa organizzazione no-profit rappresenta e promuove gli interessi di più di 3.000 agricoltori, operatori, produttori e commercianti del settore biologico. BFA lavora anche per la comunità, svolgendo un ruolo di istruzione per il pubblico in materia di benefici derivanti dall’agricoltura e da un’alimentazione biologica. Essa svolge un ruolo attivo nello sviluppo di standard biologici, facendosi portavoce dell’industria biologica presso i governi e supportando la crescita del mercato biologico, non solo a livello nazionale, ma anche internazionale per gli operatori australiani. BFA si adopera infine anche a livello di apertura di differenti mercati ed esportazione, promuovendo lo sviluppo di contatti e reti di business.

Standard dell’America Latina e del Sud America
IBD Certifications è una società brasiliana che svolge attività di certificazione ed ispezione in agricoltura, lavorazione, biologia, biodinamica e commercio equo, attraverso il proprio marchio IBD Certified Organic. Il gruppo è attivo in Brasile e in America Latina per sviluppare un’agricoltura sostenibile basata su nuove relazioni economiche, sociali ed ecologiche. Questo ente certificatore leader conduce operazioni in Brasile, Stati Uniti, Messico, Paraguay, Cina, Tailandia, India, Canada ed Europa. Esso è riconosciuto dal Ministero del Brasile per la produzione biologica.
Oltre al programma IBD Organic, la società gestisce i programmi di commercio solidale EcoSocial e INTEGRA, nonché programmi in materia di organismi non geneticamente modificati (OGM), cosmetici naturali e biologici. La società è inoltre riconosciuta dal programma di protezione climatica Stop Climate Change (SCC) ed ha ricevuto anche l’approvazione da parte dei programmi NSF e NaTrue.

Cina e India
Cina, India e le nazioni in via di sviluppo non hanno ancora sviluppato certificazioni significative in materia di prodotti naturali e biologici. Le aziende con sede in questi paesi di norma adottano standard europei o del Nord America ma anche in questo caso, la scelta in materia di certificazione dovrebbe dipendere, ai fini della massima efficacia, dal luogo in cui il prodotto è venduto. Vale la pena di osservare che, comprensibilmente, il mercato dei prodotti personal care naturali e biologici nei paesi emergenti è poco sviluppato e di conseguenza, le problematiche inerenti le certificazioni, non rivestono un carattere di primaria importanza.

‘Regola generica’
Se tutte queste opzioni possono dare luogo ad una confusione difficilmente accettabile per gli addetti ai lavori, pensate a come si sente il consumatore medio. Basta fare appello alla ragione per affermare che una buona regola generale per gli attori del mercato del naturale e del biologico è la seguente: rivolgersi al marchio certificatore di pertinenza del mercato o della regione desiderata. Tralasciando gli sforzi di armonizzazione di COSMOS a livello europeo, gli standard nel settore cosmetico sono abbastanza frammentati; ciò malgrado, alcuni marchi come Ecocert e USDA cominciano ad emergere come marchi preferiti.
A prescindere dalla certificazione specifica, ricordate che i consumatori prestano sempre più attenzione alle etichette e dunque ciò che è riportato in etichetta assume sempre maggiore importanza. Fate dunque scelte attente in materia di certificazione e prestate attenzione ai claims dei prodotti.

Tratto da Cosmetics & Toiletries Magazine (Vol.128, n.8/agosto 2013)

Eurofragance

Quest’anno, nello scorso mese di maggio, in occasione della sua visita annuale al Beauty World Middle East, il più grande evento internazionale per prodotti di bellezza, capelli, profumi e benessere in Medio Oriente, Eurofragance ha presentato la gamma Fever for Fabric che comprende tre originali fragranze ispirate ai tessuti naturali, alle loro texture e ai relativi processi di lavorazione.
Velvet Inspiration, Silk Orchid e Genuine Leather sono i nomi delle nuove fragranze.
Essenza di cannella, legno di cedro, oud e ambra nera, combinati ad altri ingredienti, evocano ed esaltano la morbidezza del velluto. Un’essenza a base di orchidea selvatica, succo di mandarino, tamarindo e petali di garofano, uniti ad un tocco di essenze, fra cui vaniglia, rendono omaggio alla seta e traducono in aroma le sensazioni evocate da questo prezioso tessuto. Infine un aroma di cuoio ispirato agli artigiani pellettieri, ottenuto da ingredienti come patchouli e legno di cedro del Mediterraneo.
Con questo triplice lancio la società spagnola rende omaggio al dialogo fra sensi, combinando essenze che generano fragranze evocative in grado di suscitare emozioni e sensazioni, rispondendo alle esigenze dei consumatori di prodotti di profumeria, prodotti per l’igiene personale e detergenti, etc.
Presentiamo tre fragranze ispirate al tessile perché crediamo che proprio come i vestiti che indossiamo ci avvolgono, ci scaldano e ci fanno sentire a nostro agio, una fragranza possa fare lo stesso per la nostra pelle ha affermato Santiago Sabatés, CEO Eurofragance.

Per informazioni
eurofragrance@eurofragrance.com
eurofragrance.com

Profumeria contemporanea

In generale si osservano 7 tendenze principali per le fragranze donna e 4 per uomo. Le tendenze e sub-tendenze femminili includono Eternal Addiction, Sensual Gourmandize, Retro Revival, Elegant Freshness, Woody Madame Monsieur e Oud Mood. Le tendenze maschili sono Oud Mood, Woody Power, New Freshness e Bitter Touch.

Tendenze femminili
Eternal addiction
Questa tendenza rievoca chiaramente il bisogno di reminescenze dell’infanzia e di un senso di rassicurazione attraverso fragranze fruttate e golose fra cui:
Heirs of Escada Summer ltd Editions e Angel
Nell’ambito di questa tendenza, l’eccesso è percepito come segno distintivo e spesso queste fragranze hanno come target giovani adulti.
Sub-tendenza A – Frutti Allegorici
La dipendenza è diventata una corrente primaria che può essere perseguita in 2 modi, tramite fragranze fruttate ed un’estrema golosità. Sebbene i clienti più avanti con l’età preferiscano fragranze più sofisticate e multi-sfaccettate che conferiscono una certa eleganza, questa nuova sub-tendenza sembra attirare sia consumatori giovani che più maturi.
La nota fruttata si esprime attraverso una lunga durata e persistenza della fragranza che si sviluppa su tutte le fasi della piramide olfattiva e non solo sulle note primarie. Essa esprime la propria naturalezza richiamando fiori selvatici e note golose.
In ogni caso, Symrise è stata la prima Casa di Fragranze che ha creato il movimento Escada Summer limited edition nel 1993 con Margarita Ley.

Tra le prime fragranze ricordiamo:
• Chiffon Sorbet, Symrise,1993
• Un été en Provence, Symrise, 1994
• Ocean Blue, Symrise, 1995
• Que viva Escada, Symrise, 1997
• Sunny Fruity, Symrise, 1998

Questa tendenza continua fino ai giorni nostri e le fragranze attuali includono:
• La Petite Robe Noire e La Petite Robe Noire Couture con note di ciliegia e fragola
• Cherry in the Air Escada con note di amarene e lampone/mandarino
• Love Pink VS, creato da Carlos Vinals, con note di pescanoce/mela e ananas.

Sub-tendenza B – Sensual Gourmandize
Questo movimento è apparso dapprima fra i giovani consumatori amanti della frutta e del maltolo. Negli ultimi quindici anni questi consumatori, ormai divenuti adulti, sembrano prediligere fragranze più sofisticate.
Così, la golosità si fa sempre più sofisticata tramite l’uso di materie prime di qualità fra cui giglio fiorentino, gelsomino Sambac, eliotropio, mandorla e noce di cocco.
Il maltolo inizia dunque ad essere utilizzato in misura minore oppure integrato ad altre note golose come praline, latte caldo, mandorle in Europa, noce di cocco negli USA, mentre in Brasile vengono aggiunti fiori di eliotropio, più leggeri e meno dolci.

Esempi di queste fragranze includono:
• La Vie est Belle con iris e maltolo
• Extatic Balmain creata da Emilie Coppermann
• Givenchy Ange ou Démon, Le Secret, Pomme d’Amour & Gelsomino Sambac

Retro Revival
Questa tendenza potrebbe essere descritta con l’espressione ‘ritorno ai gloriosi fondamenti’ poiché si fonda sul recupero di affascinanti strutture emblematiche e materie prime dimenticate quali eredi della profumeria di nicchia, con un’attenzione particolare agli ingredienti; si potrebbe definire come il recupero di una qualità rassicurante abbinata alla bellezza senza tempo dei fiori.
Negli ultimi anni abbiamo assistito al revival dei cosiddetti profumi Chypre con note fruttate e floreali di muschio, come in Narciso Rodriguez. Con questa tendenza, le meravigliose strutture floreali e in particolare soliflor tornano ad incantarci. Di particolare interesse è il ritorno della rosa negli Stati Uniti. Ciò è abbastanza sorprendente dal momento che per molti anni, i consumatori americani hanno percepito la rosa come un fiore ‘fuori moda’.
La seconda tendenza a cui assistiamo è Feminine Freshness, che significa innanzitutto il ritorno del galbano e di altri tipi di freschezza. In particolare, prevediamo il ritorno sugli scaffali di fragranze naturali, prima fra tutte per femminilità, la lavanda.
La rosa vanta una lunga storia:
• See by Chloe
• 212 Vip Rose di Carolina Herrera creata da Emilie Coppermann. Questa fragranza coniuga diverse tonalità di rosa e rappresenta un vero tributo alla regina dei fiori.
• Reve de Van Cleef creata da Emilie Coppermann. Contiene rosa, osmanto e note di lilium.

Anche i fiori bianchi hanno una storia interessante da raccontare:
• Modern Muse di Estée Lauder
• Burberry Rhythm For Her con fiori bianchi e lavanda
• Ylang Austral chez l’atelier DE di Givenchy creato da Emilie Coppermann

Elegant Freshness
La Elegant Freshness attinge da due fonti tradizionali. Nel 2012, le materie prime dell’acqua di colonia, come neroli, pompelmo, limone e lime erano le più diffuse. Dopo un anno, nel 2013, la tendenza ha portato in primo piano aromi vintage come galbano e basilico.
Prevediamo che il galbano si diffonda rapidamente negli Stati Uniti, in Russia e in Brasile. Attualmente questi paesi prediligono note verdi che combinano melone e cetriolo che conferiscono una nota più delicata.

Esempi di fragranze includono:
• Eau de Narcisse Bleu, creato da Jean-Claude Ellena – in-house presso Hermès con note di camomilla, bergamotto, petitgrain e galbano
• Blue Cedrat creato da Symrise con note di radice di angelica, bacche di ginepro, cedro, corteccia di china, galbano e petitgrain. Contiene anche note di rosa per un effetto metallico e legno di cedro della Virginia.
• Something Blue Oscar De La Renta
• Jour d’hermes

Woody Madame Monsieur
Le creazioni femminili puntano su una nuova elegante sensualità ottenuta grazie a sfaccettature legnose. Ciò rispecchia il nuovo interesse per personaggi misteriosi, potenti e sensuali.
Nel 2001, Dolce & Gabbana ha presentato Light Blue aprendo la strada a questa tendenza femminile; da allora, questa tendenza è poi evoluta con note fruttate di mela. Dapprima prevalentemente caratterizzata da un tono secco, ottenuto da legno di cedro e ambra, ora assistiamo invece a combinazioni più cremose che cercano di sostituire il maltolo e l’essenza fruttata con frutti e legni. Principalmente coinvolti in questo processo troviamo il patchouli, il cachemire e il legno di sandalo.
Parallelamente all’uso maschile di oud, emerge una seconda tendenza che rappresenta un modo più audace attraverso il quale le donne possono accostarsi al sofisticato trend ispirato a fragranze legnose.

Esempi di queste fragranze includono:
• Coco Noir
• Black XS l’Exces creato da Emilie Coppermann con neroli e pepe nero, gelsomino e rosa e note di cashmere
• Balenciaga

Oud Mood
Attualmente i marchi stanno lanciando fragranze maschili e femminili con chiare note di oud; il richiamo a questa tendenza può essere esplicitato nel nome stesso della fragranza oppure utilizzando i caratteristici accordi di oud. Questi accordi sono impiegati poiché oggi si utilizzano spesso ‘ricostituzioni’, in quanto l’oud originale è estremamente costoso – circa 17.000 euro al chilogrammo. Questo prezioso ingrediente è inoltre spesso oggetto di grande speculazione. Per ottenere l’intenso profumo dell’essenza originale spesso si aggiungono sfaccettature di cuoio, note animali (esempio castoreo sintetico), patchouli, cade, cypriol e ambroxan.
Vediamo quindi la chiara influenza del Medio Oriente che si insinua con la sua potente e oscura sensualità nell’interpretazione di Oud Wood. Per conferirgli un carattere femminile si aggiunge rosa, incenso, zafferano e styrax.
Questa tendenza può anche essere definita come la ricerca di una potente sensualità esotica.

Esempi di fragranze includono:
• Flowerbomb Rose
• L’Autre Oud

Tendenze maschili
Oud Mood
Oud Mood offre una incantata sensualità espressa attraverso diverse atmosfere arricchite con sfaccettature di cuoio, incenso e oud. Si potrebbe persino dire che la sensualità è olfattivamente evocata attraverso legni combinati con sfaccettature di patchouli, cuoio, incenso e oud. Ciò conferisce eleganza, carattere e un segno distintivo alla fragranza e permette di distinguere con chiarezza l’influenza orientale.

Esempi di fragranze sono:
• Bottega Veneta
• One Million Intense
• Play Leather Edition creata da Lucas Sieuzac e Emilie Coppermann con note di bergamotto e mandarino accompagnate da note di pepe rosa, legno dell’Amyris ed un accordo di legno e caffè completato da una base di ciste Labdano (eliantemo), fava tonka, cuoio, patchouli e vetiver.
• Tom Ford Noir

Woody Power
Questa tendenza si esprime attraverso un’affascinante sensualità evocata dal legno. Le sue sfaccettature sono fatte di spezie, frutti ambrati e tocchi di cipria. Ciò indica una vera evoluzione della sensualità e una dipendenza che si esprime tramite l’eleganza e la qualità con l’uso di materie prime ed archetipi femminili eleganti come iris e cipria. Attingendo all’eredità ed al retaggio delle eleganti note femminili e combinandole con note di frutta, spezie, e tocchi di cipria, questa tendenza conferisce comfort e delicatezza alle note legnose.

Esempi di queste fragranze sono:
• 212 VIP for Him di Carolina Herrera creata da Emilie Coppermann, Lucas Sieuzac, Dave Apel e Carlos Vinals
• The Game Davidoff creata da Lucas Sieuzac
• Black XS l’Exces for Him
• Spicebomb

New Freshness
Assistiamo alla nascita di una nuova tipologia di freschezza verde. Il suo profumo elegante e sofisticato è costruito a partire da agrumi come mandarino o mandarino tangerino. Questo nuovo filone verde e vegetale con leggeri tocchi di agrumi crea una nuova freschezza e una sensazione di naturalezza. La naturalezza evolve attraverso l’eleganza e la sofisticatezza e può essere presentata in due modi: dapprima con un’attenzione ed un effetto vintage e in secondo luogo con un tocco anche più amaro. La freschezza aromatica quindi ritorna con un approccio moderno: aroma bagnato e vegetale espresso tramite il cetriolo in Ferragamo, o viola e basilico ne L’Homme Libre di YSL.

Altri esempi di fragranze includono:
• Dior Homme Cologne
• L’homme Libre Tonic
• Le Beau Male

Bitter Touch
Abbiamo già dunque parlato dei tocchi amari che rappresentano tra l’altro la quarta tendenza mascolina che offre nuove fragranze verdi e vegetali con tocchi di agrumi, creando una nuova naturale freschezza. Ciò si ottiene principalmente con l’amarezza del pompelmo a cui possono essere aggiunte note di rabarbaro come in Hugo Red o oliva in Invictus.

Esempi di queste fragranze includono:
• Invictus
• L’esprit Cologne: South Bay di Emilie Coppermann
• Play Sport di Lucas Sieuzac e Emilie Coppermann
• Hugo Red

Per informazioni
Cynthia Clare
cynthia.clare@symrise.com
www.symrise.com

Premio “Innovation & Inspiration Award”

In occasione del salone Cosmopack, presente a Bologna all’interno di Cosmoprof, Pink Frogs Cosmetics ha vinto il premio “Innovation & Inspiration Award” per la miglior formula innovativa Skincare.
Il prodotto che si è aggiudicato questo importante riconoscimento è una formula in 3 fasi differenti che, miscelandosi, assicurano tre azioni sinergiche in un unico gesto: nutriente, idratante e protettiva. La sua particolare composizione consente una versatilità adattabile in differenti ambiti: è declinabile in prodotti viso, corpo, capelli e può essere arricchita con oli naturali, vitamine, peptidi, acido Jaluronico, estratti vegetali sia liposolubili che idrosolubili.
Questo premio è il coronamento di un anno di ricerche che hanno permesso di creare un prodotto estremamente innovativo per il mercato cosmetico nazionale e internazionale.
La sua particolare composizione consente una versatilità adattabile in differenti ambiti: è declinabile in prodotti viso, corpo, capelli e può essere arricchita con olii naturali (Maracuja, Jojoba, Macadamia, Nocciola,…), vitamine, peptidi, acido Ialuronico, estratti vegetali sia liposolubili che idrosolubili, filtri solari.

Prodotti Skin Care: novità dal settore

Protezione contro raggi UV: un claim importante
Nel comparto dei prodotti skin care, i claims principali riguardano le proprietà che donano appeal alla pelle, variabile costante in tutte le gamme di prezzo. Caratteristica principale è l’idratazione, claim considerato elemento principale da oltre il 60% dei consumatori in Italia e Spagna e da oltre i tre quarti dei consumatori in UK. Accanto all’idratazione, stanno tuttavia acquisendo importanza anche altre funzionalità cosmetiche tra cui il potere sbiancante, in aumento del 7% e la protezione dai raggi UV, in aumento del 26%.
La crescente consapevolezza dell’importanza della protezione dai raggi UV è uno dei fattori che hanno fatto aumentare la domanda di mercato di questi prodotti. Il sole è responsabile per circa il 90% dei danni alla pelle, ed una corretta comunicazione ha contribuito ad incrementare la consapevolezza dei consumatori.
Ciò è stato particolarmente evidente in Europa, dove il comparto ha avuto una crescita di oltre il 10% nel 2013.
I consumatori in Francia, Spagna e Italia considerano la protezione dal sole e dall’inquinamento aspetti fondamentali e particolarmente importanti nelle abitudini quotidiane. Oltre i 2/3 dei consumatori in Germania e Italia usano un idratante con SPF mentre in Spagna la percentuale è del 28%.
ll danno che i raggi solari possono causare, ha portato alla sviluppo di altre funzioni: la crema anti age di RoC utilizza un SPF15 per ridurre i segni di invecchiamento causati dal sole, mentre il Kit anti Age de La Roche-Posay offre protezione dai PDD (Persistent Pigment Darkening) per combattere i raggi UVA. Altro esempio interessante è il Trattamento Age Defying di Eve Lom, formulato con un tipo di vitamina E per proteggere dai radicali liberi generati dagli UV.
I lanci di prodotti skin care con protezione UV sono previsti in aumento in molti Paesi: in Nord America, dove si prevede il maggior incremento, è in atto una grande campagna di comunicazione, che presto si ripercuoterà anche in Europa e Asia orientale.
In questa regione nel 2013 si è registrato il minor numero di lanci di prodotti con protezione solare, con una crescita di circa il 10%, di cui solo il 29% con claim anti aging.
Mettere in evidenza l’importanza della protezione dai raggi UV nel ritardare la comparsa dei segni dell’invecchiamento, problema percepito da oltre un terzo dei consumatori cinesi, può essere un espediente per incrementare l’utilizzo di prodotti anti age. Entro il 2016 si stimano previsioni di vendita doppie di prodotti skin care in Cina, fattore che rende particolarmente attraente questo mercato.
Tuttavia, per mantenere costante la crescita in tutti i Paesi, i prodotti con protezione UV devono essere in grado di innovarsi e rinnovarsi. Uno dei possibili campi di evoluzione in questo contesto possono essere le nanotecnologie, che possono garantire il rilascio di ingredienti attivi ai livelli più profondi della pelle ed offrire una valida opportunità per offrire una protezione profonda e innovativa contro i danni causati dai raggi UV. Questa tecnologia è già stata utilizzata in un ridotto numero di lanci nel settore, con un aumento di oltre il 30% nel 2013 e con grandi potenzialità. Un’altra interessante alternativa, utilizzata ad oggi in un ridottissimo numero di prodotti, è l’estratto di prugna del Kakadu, un antiossidante con un’ altissima concentrazione di vitamina C, che può essere utilizzato per combattere radicali liberi.

Veleno d’ape: ultimissima novità
Il veleno d’ape, apparso per la prima volta nel 2006, ha iniziato ad essere utilizzato nelle formulazioni solo nel 2011. I lanci di prodotti contenenti questo ingrediente sono triplicati nel 2012 e anche per il 2013 la crescita è stata notevole. Il veleno d’ape agisce in maniera molto simile al peptide di serpente ma con una differenza fondamentale: il veleno d’ape non è sintetizzato, ma estratto direttamente dalle api.
Grazie ad un processo molto particolare per l’estrazione del veleno (leggere scariche di corrente trasmesse su un vetro molto vicino all’alveare, fanno in modo che le api ne pungano la superficie e il veleno possa essere raccolto), le api non muoiono, ma la resa di veleno raccolta è molto bassa. Ciò rende questo ingrediente e i prodotti che lo contengono molto costosi.
Nel 2013, infatti, oltre i tre quarti dei prodotti contenenti veleno d’ape, lanciati sul mercato, facevano parte di linee presitge o luxe.
Caratteristica principale di questo ingrediente è la proprietà anti-rughe, poiché è in grado di favorire l’afflusso di sangue sulla superficie della pelle e stimolare la produzione di collagene.

Per informazioni
Mintel*
tel +44 20 7606 4533 – www.mintel.com

*Azienda leader a livello mondiale nel settore delle ricerche di mercato

CurZen

Le spezie sono da sempre accompagnate da un fascino esotico particolare e per molti secoli hanno rappresentato la vera spinta che ha portato ad esplorare il mondo, a dichiarare guerre e ad eseguire scambi che oggi appaiono quasi incredibili. Quasi tutte le spezie hanno ricevuto attenzione da parte della comunità scientifica e molte di queste hanno evidenziato caratteristiche salutistiche e terapeutiche tali da entrare a far parte di farmacopee nazionali e continentali (Agenzia Europea per i medicinali – EMA- http://www.ema.europa.eu).
Curcuma e zenzero sono spezie tipiche dell’Asia centrale, molto utilizzate per la preparazione di pietanze, ma sono anche tra le piante più importanti rispettivamente della medicina indiana e cinese, tradizionale e moderna. Per curcuma e zenzero è in effetti molto pertinente la definizione di nutraceutico. Su queste piante, come per poche altre, è presente una cospicua letteratura di farmacologia clinica e sperimentale e sono attualissime le scoperte dei pathway coinvolti nei meccanismi d’azione dei loro fitocomplessi.
CurZen è una associazione nutraceutica tra curcuma e zenzero, prodotta e distribuita da Natural Point, proposta per il benessere dell’apparato digestivo e adatta anche per vegani, che trova razionale per la complementarità dei meccanismi d’azione dei fitocomplessi e amplia le indicazioni d’uso dei singoli ingredienti.

Composizione e specifiche tecniche

CurZen è una associazione nutraceutica tra zenzero e curcuma, prodotta in capsule contenenti 500 mg Longvida® titolato al 23% in curcuminoidi e 20% in curcumina e 80 mg di estratto secco di Zingiber officinale Roscoe rizoma titolato al 5% in gingeroli totali.
La scheda tecnica di CurZen è riportata in Tabella 1.

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Biodisponibilità di Longvida®

La curcuma alimentare può essere un buon rimedio per molte della patologie legate al processo infiammatorio, ma la sua scarsa biodisponibilità limita gli effetti benefici per cui è nota. Le principali ragioni che contribuiscono ai bassi livelli plasmatici e tissutali di curcumina sembrano essere dovute a scarso assorbimento, metabolismo veloce, e rapida eliminazione sistemica. Per migliorare la biodisponibilità della curcumina sono stati proposti numerosi approcci, quali l’uso di adiuvanti come la piperina, che interferisce con la glucuronidazione; l’uso di liposomi o nanoparticelle di curcumina; l’uso di complessi fosfolipidici di curcumina (1).
La curcuma Longvida®, ottenuta grazie a una tecnologia brevettata (EP1993365) sviluppata dalla prestigiosa Università californiana UCLA (Los Angeles), è caratterizzata da una formulazione solida (Solid Lipid Curcumin Particle, SLCPTM, Fig 1) in cui l’estratto secco di curcuma, titolato al 95% in curcumina, è emulsionato con lecitina di soia (non OGM) contenente fosfolipidi purificati, acido docosaesaenoico (DHA) e/o acido stearico vegetale, esteri di acidi grassi dell’acido ascorbico (ascorbil palmitato e ascorbil stearato) e ingredienti inerti. Questa formulazione offre particolari caratteristiche, quali il rapporto ottimale curcumina/lipidi/antiossidanti; il diametro delle particelle, e la stabilità e la migliorata solubilità rispetto alla curcumina non formulata.
In Longvida® la curcumina è legata con legami idrofobici alla coda lipidica dei fosfolipidi in modo tale da avere una cinetica di rilascio del principio long lasting ed efficace, che garantisce un’elevata biodisponibilità della curcumina, come dimostrato nello studio di Gota et al (2). In questo studio è riportata la diversa farmacocinetica della formulazione Longvida® (650 mg) rispetto alla curcumina non formulata (95% curcuminoidi, 650 mg), su 6 soggetti sani. Nel caso di Longvida® il picco plasmatico si ha dopo 2 ore dall’assunzione (Fig 2) e dopo meno di 12 ore nessun metabolita della curcuma è presente a livello plasmatico. La concentrazione di curcumina Longvida® al picco è circa 23 ng/ml e l’emivita di 7,5 ore; mentre per la curcumina non formulata, i livelli sono inferiori al limite di rilevabilità (1 ng/ml). Lo studio non chiarisce se l’aumentata biodisponibilità sia dovuta ad aumentato assorbimento o ridotta conversione della curcumina in glucoronidi, tuttavia, anche se in via preliminare dato il numero limitato di soggetti considerati, suggerisce che la formulazione SLCP TM possa permettere di raggiungere, e mantere, livelli plasmatici di curcumina sufficienti per svolgere attività biologica. Infatti dopo somministrazione di 4 g di Longvida® in 4 soggetti con osteosarcoma, i livelli plasmatici di curcumina erano compatibili con quelli riportati in vitro per la diminuzione di marker dell’infiammazione quali isoprostrani, TNF-α e β-amiloide (2).

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Efficacia di CurZen

Molte indicazioni di CurZen sono strettamente correlate alle caratteristiche biologiche della curcuma, rappresentata dal rizoma essiccato di Curcuma longa L. I maggiori costituenti della curcuma sono i carboidrati, ma i più interessanti da un punto di vista farmacologico sono i tre composti racchiusi sotto il nome di curcuminoidi: curcumina (diferuloilmetano), la monodemetossicurcumina e la bisdemetossicurcumina (3).
Recentemente, utilizzando macrofagi murini stimolati con lipopolisaccaride (LPS), Longvida® (10-50 μg/ml) è stata riportata diminuire in vitro alcuni marker di infiammazione quali NO, prostaglandina E2 e interleuchina 6 mediante l’inibizione della trascrizione di NF-kB (4).
Gli effetti cognitivi di Longvida® (400 mg) sono stati verificati in uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, e controllato con placebo in 60 soggetti sani di età compresa tra 60 e 85 anni. Un’ora dopo la somministrazione, Longvida® ha migliorato la performance nei test di attenzione sostenuta e working memory rispetto al placebo. Dopo trattamento cronico (4 settimane) i soggetti che avevano ricevuto Longvida® avevano punteggi migliori sia per la working memory che per i test di valutazione dell’umore. Inoltre è stata riportata una riduzione significativa dei livelli di colesterolo totale e HDL nei soggetti che avevano assunto Longvida® (5).
La valenza nutraceutica di CurZen può essere potenziata dalla presenza dello zenzero, il rizoma essiccato di Zingiber officinale Roscoe. Lo zenzero contiene come principi attivi l’olio essenziale (1-4% in peso) costituito da oltre 100 diversi costituenti e soprattutto i gingeroli e i derivati shogaoli che si formano per perdita di una molecola d’acqua, fino al 7,5% in peso; i gingeroli e gli shogaoli sono derivati fenolici omologhi che differiscono tra loro per la lunghezza della catena alchilica tra il metile terminale e il carbonio in α al sostituente idrossilico (6).

Effetti sulla funzionalità digestiva

L’associazione di CurZen è particolarmente interessante per la funzionalità digestiva. Curcuma e zenzero sono infatti in assoluto le specie botaniche più indagate per l’argomento. Una recente metanalisi (7) riporta come la curcuma e i curcuminoidi sono utilizzati tradizionalmente per il trattamento di diverse patologie e disturbi gastrici, dal reflusso gastroesofageo al morbo di Chron, sindrome del colon irritabile, colite ulcerosa, ulcera gastrica e duodenale.
Lo zenzero ha un effetto organotropico molto spiccato e la sua azione è, almeno in parte, dovuta al blocco dei recettori serotoninergici 5-HT3. L’effetto che ne deriva è di tipo anti nausea e anti emetico. Lo spiccato effetto antinfiammatorio di gingeroli e shogaoli, inoltre, ampliano la possibilità di utilizzare lo zenzero per condizioni di gastrite e ulcera. Completa l’azione farmacologica dello zenzero la sua frazione essenziera del fitocomplesso che consente di ottenere una efficace azione favorente la digestione e il transito gastrointestinale (8).

Sicurezza

CurZen è un prodotto sicuro, poiché curcuma e zenzero sono droghe note per la loro maneggevolezza d’impiego e gli effetti collaterali evidenziati per abuso alimentare compaiono a dosaggi incompatibili con una assunzione nutraceutica (www.fda.gov).

Applicazioni e modalità d’uso

CurZen trova indicazione nel miglioramento della funzionalità dell’apparato digerente, nel sostegno della funzione epatica, come aiuto nelle funzioni osteoarticolari, come antiossidante e per l’azione benefica sull’apparato cardiovascolare.
Attenzioni devono essere prestate in caso di contemporanea assunzione con FANS, immunosoppressori, anticoagulanti e farmaci che modificano la funzione epatica (www.fitovigilanza.it).

Il suggerimento di utilizzo per le indicazioni riportate è di 1-2 capsule al giorno.

Bibliografia

1 P. Anand, A. B. Kunnumakkara, R. A. Newman, B. B. Aggarwal (2007)
Bioavailability of Curcumin: Problems and Promises.
Mol Pharmaceutics 4(6) 807-818
2 VS. Gota, GB. Maru, TG. Soni et al (2010)
Safety and pharmacokinetics of a solid lipid curcumin particle formulation in osteosarcoma patients and healthy volunteers
J Agric Food Chem 58(4) 2095-2099
3 Agenzia Europea per i medicinali – EMA-HMPC (2009)
Assessment report on Curcuma longa L. rhizoma
EMEA/HMPC/456848/2008
4 PP. Nahar, AL. Slitt, NP. Seeram (2015)
Anti-Inflammatory Effects of Novel Standardized Solid Lipid Curcumin
Formulations
J Med Food 18(7) 786-792
5 KH. Cox, A. Pipingas, AB. Scholey (2015)
Investigation of the effects of solid lipid curcumin on cognition and mood
in a healthy older population
J Psychopharmacol 29(5) 642-651
6 Agenzia Europea per i medicinali – EMA-HMPC (2011)
Assessment report on Zingiber officinale Roscoe, rhizoma
EMA/HMPC/577856/2010
7 K. Thavorn, MM. Mamdani, SE. Straus (2014)
Efficacy of turmeric in the treatment of digestive disorders: a systematic review and meta-analysis protocol
Syst Rev 28 3:71
8 R. Haniadka, E .Saldanha, V. Sunita et al (2013)
A review of the gastroprotective effects of ginger (Zingiber officinale Roscoe)
Food Funct 4(6) 845-855

Longvida® è un brevetto EP1993365 ed è un marchio registrato da VerdureScience Inc.

Per informazioni
Natural Point Srl
tel 02 27007247 – fax 02 26005099
info@naturalpoint.it – www.naturalpoint.it

Natural Point in a nutshell
Natural Point nasce nel 1993 con lo scopo di promuovere una maggiore consapevolezza riguardo l’utilizzo degli integratori alimentari di qualità e di tutelare chi usa i suoi prodotti, per poter raggiungere un migliore stato di benessere.
Natural Point seleziona materie prime e fornitori con elevati standard qualitativi, così da offrire prodotti attivi e biodisponibili, utili a colmare eventuali carenze nutritive. Vitamine, minerali, aminoacidi, acidi grassi essenziali, antiossidanti, fitoestratti, alghe e prodotti certificati biologici, sono alcuni degli integratori alimentari di qualità della linea Natural Point, adatti a tutti.

Amipin™

Le malattie cardiovascolari (CVD) sono la prima causa di mortalità al mondo. A determinare l’insorgenza di questa patologia contribuiscono diversi fattori di rischio che possono essere suddivisi in fattori di rischio non modificabili (sesso, età, familiarità) e fattori di rischio correggibili mediante corretti stili di vita e/o trattamento farmacologico. Fra questi ultimi fattori di rischio assume notevole importanza, nell’insorgenza delle patologie cardiovascolari, il colesterolo: di fatto è ormai noto e consolidato il legame tra ipercolesterolemia e aumentato rischio cardiovascolare. Il colesterolo è trasportato attraverso il sangue mediante le lipoproteine, principalmente: lipoproteine ad alta densità (HDL) o “colesterolo buono”, e lipoproteine a bassa densità (LDL) o “colesterolo cattivo”. Alcuni recenti studi (1) hanno dimostrato che nei soggetti ad alto rischio cardiovascolare, tanto più si abbassa il livello di colesterolemia-LDL (C-LDL), tanto più si riduce il rischio CVD. Tra le varie soluzioni che oggi il mercato offre, il trattamento con fitosteroli appare particolarmente interessante alla luce di alcuni studi che ne documentano l’efficacia sulla riduzione del colesterolo.
I fitosteroli sono molecole di origine vegetale strutturalmente molto simili al colesterolo e fra i più comuni vengono annoverati il b-sitosterolo, il campesterolo e lo stigmasterolo (Fig.1).

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Essi svolgono nella cellula vegetale, il ruolo che il colesterolo svolge nella cellula animale: mantenere e garantire la stabilità alle membrane cellulari.
Le principali fonti dietetiche dei fitosteroli sono rappresentate dai vegetali ed, in particolare, dagli oli vegetali e dalla frutta in guscio.

Amipin™, sviluppato e brevettato da Nutrartis e distribuito in Italia in esclusiva da Amitalia, è un estratto standardizzato da pino, completamente naturale, ricco in fitosteroli e solubile in acqua, che trova applicazione nella formulazione di alimenti e prodotti nutraceutici in base alle legislazioni e normative vigenti.
Composizione e specifiche tecniche

Amipin™ è un estratto puro da pino prodotto in Cile, con elevato contenuto percentuale in sitosterolo (70-80%), in campesterolo e stigmasterolo (15-20%). L’attenzione posta da parte dell’azienda cilena produttrice permette di controllare ogni fase del processo: dall’estrazione fino alla produzione. Inoltre il rispetto e l’applicazione di standard qualitativi ecosostenibili garantiscono di standardizzare un estratto molto ricco in fitosteroli, con il vantaggio di essere FAT-FREE e di facile utilizzo, in modo da evitare l’impiego di sofisticate apparecchiature per l’incorporazione degli stessi nei prodotti finiti. Il valore aggiunto per questi prodotti risiede proprio nella tecnologia di sviluppo e produzione impiegata da Nutrartis. I fitosteroli da pino subiscono infatti una estrazione in corrente di vapore, tecnica analitica che permette di estrarre i principi attivi dal tessuto vegetale mediante il loro trasporto da parte del vapore acqueo conservandone inalterate le proprietà.
Il prodotto è FAT e OGM-FREE, con un’elevata stabilità chimico-fisica, maggiore idrodispersibilità che lo rende facilmente incorporabile in matrici acquose o emulsioni e una peculiare caratteristica di impercettibilità nel prodotto finito in quanto il metodo brevettato di estrazione consente di limitare i processi di irrancidimento, conferendo così alla materia prima un gusto neutro. Il prodotto è disponibile nella versione in polvere, Amipin™ 80, e nella versione liquida, Amipin™ 25. Le specifiche tecniche di Amipin™ 80 e Amipin™ 25 sono riportate rispettivamente in Tabella 1 e in Tabella 2.

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Meccanismo d’azione

I fitosteroli sarebbero in grado di competere con il colesterolo nell’incorporazione delle micelle, responsabili dell’assorbimento dello stesso colesterolo tramite il contatto con gli enterociti. Competendo con il colesterolo, i fitosteroli formano nel lume intestinale complessi insolubili che precipitano e vengono eliminati con le feci. Il risultato finale è che l’assorbimento di colesterolo si riduce notevolmente in quanto il colesterolo, che nell’intestino non è incorporato nelle micelle, viene escreto con le feci.
Efficacia

Studi in vivo
A supporto della capacità dei fitosteroli da pino di ridurre i livelli sierici di colesterolo, Nutrartis, in collaborazione con il dipartimento di Scienze dell’Alimentazione Umana dell’università di Manitoba (Canada), ha messo a punto uno studio randomizzato per verificare l’efficacia di formulazioni con fitosteroli idrodispersibili (2). Lo studio ha coinvolto un campione di 47 soggetti presentanti una condizione di ipercolesterolemia da lieve a moderata.
Gli individui sono stati suddivisi in tre gruppi: un gruppo è stato sottoposto per quattro settimane al trattamento con alimenti funzionali addizionati da fitosteroli da pino, in particolare all’assunzione di yogurt con addizionata una quota pro die di 2g di Amipin™, un secondo gruppo ha ricevuto esteri di fitosteroli, e un terzo gruppo è stato utilizzato come controllo e trattato semplicemente con placebo. Nelle successive settimane nei soggetti coinvolti nello studio sono stati valutati, mediante prelievi ematici, i livelli di colesterolo totale, colesterolo LDL e trigliceridi. Dalle indagini di laboratorio è emerso che l’addizione di fitosteroli idrosolubili da pino determina una riduzione del colesterolo totale del 7% nei soggetti sottoposti a trattamento rispetto a quelli che avevano assunto placebo, e una riduzione fino al 12% del C-LDL (p<0,001), risultato simile a quello ottenuto con gli esteri di fitosteroli. Inoltre analizzando il profilo lipidico degli stessi, si è visto che questo trattamento consente una riduzione dei livelli di trigliceridi sierici fino ad un valore di 15%, effetto non riscontrato con gli esteri di fitosteroli.
Un’ulteriore possibilità di potenziamento dell’effetto dei fitosteroli è la loro combinazione con le statine, ovvero con gli inibitori della sintesi del colesterolo. Diversi studi dimostrano, infatti, come la combinazione statine-fitosteroli permette di potenziare l’effetto ipocolesterolemizzante delle statine stesse, oppure di raggiungere lo stesso obiettivo di prevenzione, in termini di riduzione della colesterolemia LDL, impiegando dosaggi più bassi della statina stessa con evidenti vantaggi in termini di sicurezza per il paziente. Nelle figure sottostanti sono riportati i dati provenienti da alcuni studi in cui si è verificato analiticamente il potenziamento dell’efficacia dei farmaci ipocolesterolemizzanti in combinazione con i fitosteroli.
Nello specifico, nelle Figure 2 A-B-C sono rappresentati graficamente i risultati ottenuti da uno studio (3) condotto in collaborazione da diversi centri di ricerca statunitense in cui è stato verificato l’effetto della combinazione dei fitosteroli con ezetimibe, un farmaco capace di inibire selettivamente l’assorbimento intestinale del colesterolo.
In questo studio 21 soggetti ipercolesterolemici sono stati suddivisi in 3 gruppi:
i Gruppo trattato con Ezetimibe placebo + Fitosteroli placebo;
ii Gruppo trattato con 10 mg/die Ezetimibe + Fitosterolo placebo;
iii Gruppo trattato con 10 mg/die Ezetimibe+ 2-2,5 g/die Fitosterolo
Ogni gruppo è stato sottoposto a studio clinico per circa 3 settimane. Come riportato graficamente, il gruppo trattato con la combinazione di fitosteroli e farmaco presenta sia un minor assorbimento di colesterolo (Fig.2A), sia una maggiore escrezione fecale di colesterolo (Fig.2B), confermando quanto questa combinazione sia potenzialmente efficace nella riduzione dei livelli plasmatici di LDL e colesterolo totale (Fig.2C).
In Figura 3 sono invece riportati i risultati ottenuti in uno studio (4) condotto da un istituto di ricerca del Texas in cui sono stati valutati i livelli di LDL e colesterolo totale in un campione di circa 67 donne e 100 uomini affetti da una moderata ipercolesterolemia, già in terapia con statine da tre mesi, ma che avevano ancora elevati livelli di LDL. I soggetti sono stati sottoposti per 8 settimane a trattamento con solo statina o con statina + 5.1 g/die di fitosteroli assunti durante 3 pasti giornalieri. Dall’analisi ematica è emersa una riduzione del C-LDL di circa 17% e del colesterolo totale di circa il 12% nel gruppo che aveva assunto fitosteroli, verso il 7 e 5% rispettivamente nel gruppo placebo (p<0,0001).
I vari studi scientifici a disposizione sono stati punto di forza per lo sviluppo della tecnologia Nutrartis, poiché si è visto come l’impiego in alimenti funzionali di fitosteroli contribuisca effettivamente alla riduzione del C-LDL, producendo effetti aggiuntivi sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari, migliorando i livelli plasmatici di trigliceridi e il rapporto tra C-Totale e C-HDL.

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Sicurezza

Nel corso dei diversi studi clinici non sono stati evidenziati seri effetti collaterali correlati al trattamento con fitosteroli. Infatti questi ultimi sono dotati di un eccellente profilo di sicurezza: l’unico effetto collaterale documentato con il loro uso è una modesta riduzione dell’assorbimento dei carotenoidi che può essere facilmente corretta da un consumo adeguato di frutta e verdura (5) nella dieta.
Applicazioni e modalità d’uso

I fitosteroli da pino, solubili in acqua, possono essere applicati in alimenti funzionali e nutraceutici per realizzare prodotti finiti appetibili in grado di soddisfare le diverse esigenze di mercato. Il dosaggio consigliato è di circa 0.8 g/die (6).
Bibliografia
1 Heart Protection Study Collaborative Group (2002)
Heart Protection Study Collaborative Group. MRC/BHF Heart Protection Study of cholesterol lowering with simvastatin in 20536 high-risk individuals: a randomised placebo-controlled trial
Lancet 360 7-22
2 M.A. Shaghaghia, S.V. Hardinga, P.J.H. Jones (2014)
Water dispersible plant sterol formulation shows improved effect on lipid profile compared to plant sterol esters
J Funct Foods 6 280–289
3 X. Lin, S.B. Racette, M. Lefevre, L. Ma, C.A. Spearie, K. Steger-may, R.E. Ostlund (2012)
Combined effects of Ezetimibe and Phytosterols on Cholesterol Metabolism: A randomized, controlled feeding study in humans
Circulation 124(5) 596–601
4 S.N. Blair, D.M. Capuzzi, S.O. Gottlieb, T. Nguyen, J.M. Morgan,
N.B. Cater (2000)
Incremental reduction of serum total cholesterol and low-density lipoprotein cholesterol with the addition of plant stanol ester-containing spread to statin therapy
Am J Cardiol 86(1) 46–52
5 M.B. Katan, S.M. Grundy, P. Jones, M. Law, T. Miettinen, R. Paoletti (2003)
Efficacy and safety of plant stanols and sterols in the management of blood cholesterol levels Mayo Clin Proc 78(8) 965-978
6 EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA) (2010)
Scientific Opinion on the substantiation of health claims related to plant sterols and plant stanols and maintenance of normal blood cholesterol concentrations and maintenance of normal prostate size and normal urination pursuant to Article13(1) of Regulation (EC) No 1924/2006
EFSA J 8(10) 1813 1822

Per informazioni
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www.amitalia.it

Amitalia in a nutshell
Amitalia commercializza materie prime per i settori nutraceutico, cosmetico, aromi e fragranze dal 1997, proponendo un ampio portfolio di prodotti di alta qualità sempre in linea con il trend del mercato e con le esigenze dei clienti. Punti di forza dell’azienda sono un supporto a 360º in tutte le fasi, dalla formulazione alla produzione, un servizio vendite efficiente e flessibile, competenza e professionalità dello staff tecnico-commerciale e una ricerca incessante di nuovi prodotti innovativi per soddisfare le esigenze di un mercato in continua evoluzione.

Nutrartis in a nutshell
Nutrartis è un’azienda cilena, riconosciuta a livello mondiale, specializzata nello sviluppo e nella produzione di fitosteroli da pino in linea con la propria mission di proporre soluzioni naturali ma innovative per la prevenzione di uno dei principali fattori di rischio nell’insorgenza delle patologie cardiovascolari, l’ipercolesterolemia. Nutrartis ha messo a punto una propria tecnologia brevettata NDS per la fabbricazione di fitosteroli vegetali, destinati al mercato nutraceutico, farmaceutico ed alimentare, garantendone gli elevati standard qualitativi, un facile utilizzo all’interno delle formulazioni nutraceutiche ed alimentari e una distribuzione uniforme nel prodotto finito.

Neumentix™ Phenolic Complex K110-42

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima cha entro il 2050 la percentuale della popolazione con più di 60 anni raddoppierà rispetto al 2000 raggiungendo così i 2 miliardi (1). Secondo Eurostat (http://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/show.do?dataset=proj_13npms&lang=en date extracted on July 15) l’invecchiamento globale è particolarmente evidente in Giappone e in alcuni paesi europei quali la Germania e l’Italia, paesi in cui si stima che nel 2030 più del 24% della popolazione avrà più di 65 anni, e oltre il 45% avrà più di 50 anni. A livello mondiale la popolazione vive e lavora più a lungo. Recentemente un’indagine condotta negli Stati Uniti d‘America ha mostrato che una delle maggiori preoccupazioni della popolazione con più di 50 anni è mantenere una mente brillante e che 50-60 anni è l’età a partire dalla quale le persone credono che il cervello cominci a deteriorare. Questo fatto rappresenta allo stesso tempo una sfida e un’opportunità per il mercato dei nutraceutici per la salute del cervello.
Kemin ha sviluppato e introdotto nel mercato Neumentix™ Phenolic Complex K110-42 (Neumentix), un ingrediente naturale e innovatore per il mercato degli integratori e di alimenti e bevande funzionali, con benefici dimostrati nel miglioramento della memoria e del sonno nella popolazione adulta.
Caratteristiche tecniche

Neumentix è un ingrediente prodotto a partire da linee specifiche non-GMO di piante di menta (Mentha spicata L.), coltivate in USA e sviluppate nel dipartimento Specialty Crop Improvement di Kemin utilizzando metodi tradizionali di coltivazione e riproduzione (2). Queste linee di menta, in attesa di brevetto, denominate
KI110 e KI42, sono in grado di accumulare più di 100 mg di acido rosmarinico (RA) per grammo di peso secco, una concentrazione molto superiore a quella riportata nella menta, che generalmente contiene RA tra i 7,1 e i 58,5 mg/g.
Oltre all’elevato contenuto in RA queste piante posseggono un profilo fenolico distinto. L’analisi HPLC-MS condotta su Neumentix mostra che l’ingrediente ha un profilo caratteristico e consistente, e contiene un vasto assortimento di composti fenolici tra cui acido rosmarinico, acido salvianolico, acido caffeico, acido caftarico, acido quinico e acido litospermico. Il processo di produzione di Neumentix contempla uno step di seccaggio (in attesa di brevetto) realizzato poco dopo la raccolta in modo da preservare e proteggere la frazione fenolica, seguito dall’estrazione acquosa che permette di mantenere il contenuto fenolico completo e l’identità della materia prima. Le specifiche tecniche di Neumentix sono riassunte nella Tabella 1.

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Efficacia

Lo stress ossidativo e l’infiammazione sono considerati due dei tratti distintivi del processo di invecchiamento e sono stati implicati nella patogenesi di declino cognitivo suggerendo che l’intervento nutrizionale con antiossidanti, in grado di ridurre lo stress ossidativo e l’infiammazione, può potenzialmente preservare e migliorare la funzione cognitiva. L’acido rosmarinico è un polifenolo in grado di attraversare la barriera emato-encefalica ed è noto per le sua caratteristiche antiossidanti e antinfiammatorie.

Studi pre-clinici
I potenziali effetti benefici di Neumentix per la salute del cervello sono stati inizialmente valutati utilizzando il modello murino di senescenza accelerata (SAMP8), un modello animale che presenta disfunzioni specifiche di apprendimento e memoria.
L’effetto sull’apprendimento e la memoria associato alla somministrazione per 90 giorni di Neumentix (32, 320 o 640 mg/kg/giorno) o placebo è stato valutato in topi SAMP8 senescenti utilizzando i modelli comportamentali “T-maze” e “Object Recognition Test”. Un gruppo di animali SAMP8 backcross, normali dal punto di vista cognitivo, è stato inoltre incluso nell’esperimento come gruppo controllo ed ha assunto placebo per tutta la durata dello studio (3,4). Lo stress ossidativo a livello cerebrale è stato valutato misurando i livelli tissutali dei marcatori di perossidazione lipidica e proteica 4-idrossi-trans-2-nonenale (HNE), 3-nitrotirosina (3-NT) e carbonili proteici (PC) in regioni cerebrali specifiche. La supplementazione con Neumentix ha mostrato un miglioramento rispetto al placebo nel test T-maze, sia nell’acquisizione (dose media e alta) che nella ritenzione (tutte le dosi), e nell’Object Recognition Test (dose media e alta). Neumentix ha inoltre ridotto significativamente i marker di stress ossidativo nella corteccia cerebrale (HNE e 3- NT) e nell’ippocampo (HNE e PC), ma non nello striato, indicando un effetto selettivo sullo stress ossidativo in aree cerebrali specifiche.

Studi clinici
La tollerabilità di Neumentix e l’effetto su diversi aspetti cognitivi sono stati valutati in uno studio aperto condotto in 11 soggetti sani (maschi e femmine con età compresa tra i 50 e i 70 anni) con valutazione soggettiva di compromissione della memoria (self-reported memory impairment), supplementati con Neumentix alla dose giornaliera di 900 mg somministrata una volta al giorno per 30 giorni (5).
La tollerabilità è stata esaminata valutando i sintomi gastrointestinali, gli eventi avversi (AE) e i parametri ematici (biochimica, ematologia e profili lipidici) al baseline e alla fine dei 30 giorni di supplementazione. La funzione cognitiva è stata misurata utilizzando il questionario Subject Global Impression (SGI) Scale of Cognition somministrato al termine della supplementazione. Una batteria di 8 test computerizzati on-line (Cambridge Brain Science) volta a valutare quattro domini cognitivi – memoria, attenzione, ragionamento e pianificazione – è stata inoltre utilizzata per valutare l’effetto acuto (giorno 0 pre-dose e tra 0,5 a 4 ore post-dose) e cronico (giorno 30) della supplementazione con Neumentix. Tutti i test di significatività per questo studio pilota sono stati eseguiti con alfa <0,1, two-sided. Lo studio ha mostrato che Neumentix alla dose di 900 mg al giorno per 30 giorni non modifica significativamente i sintomi gastrointestinali e non altera né i valori ematici né i parametri vitali. Non sono stati riportati eventi avversi associati con il consumo di Neumentix.
La supplementazione con Neumentix durante 30 giorni ha portato a un migliorameno statisticamente significativo nel punteggio medio ottenuto con il questionario SGI (P=0,063) e nei punteggi cognitivi funzionali relativi al ragionamento (P=0,023), attenzione/concentrazione (P=0,002) e pianificazione (P=0,088). Sono stati ulteriormente osservati miglioramenti in alcuni aspetti cognitivi dopo somministrazione acuta di Neumentix rispetto alla situazione pre-dose: attenzione/concentrazione dopo 2 ore (P=0,042 e P=0,025) e 4 ore (P=0,001 e P=0,002) dalla prima somministrazione e pianificazione 4 ore post dose (P=0,004). Gli effetti benefici di Neumentix nel sostenere la normale funzione cognitiva in una popolazione a rischio per disturbi della memoria associati con il normale invecchiamento sono stati ulteriormente approfonditi in un trial clinico in doppio cieco, parallelo, randomizzato e controllato con placebo (6,7).
Novanta partecipanti, uomini e donne con età compresa tra 50 e 70 anni e deficit di memoria associate all’età (age-associated memory impairment – AAMI), sono stati randomizzati in 3 gruppi che hanno ricevuto 0, 600 o 900 mg di Neumentix per 90 giorni. La funzionalità cognitiva è stata valutata utilizzando il CDR System™ (Bracket, Wayne, PA) al baseline e dopo 45 e 90 giorni di supplementazione.
Il sonno e l’umore dei partecipanti sono stati valutati al baseline e alla fine dei 90 giorni di trattamento attraverso la somministrazione dei questionari Leeds Sleep Evaluation Questionnaire (LSEQ) e Profile of Mood States (POMS™ Standard Form), rispettivamente. La tollerabilità di Neumentix è stata valutata controllando i parametri ematici (biochimica, ematologia e profili lipidici) e l’occorrenza di eventi avversi. Al termine della supplementazione i partecipanti che avevano ricevuto 900 mg di Neumentix hanno riportato un miglioramento statisticamente significativo nella qualità complessiva della memoria di lavoro (working memory) (P=0,0469) e nella accuratezza della memoria di lavoro spaziale (spatial working memory) (P=0,0456) rispetto al gruppo placebo (Fig.1). Risultati interessanti sono stati anche osservati con il questionario LSEQ che ha mostrato che Neumentix alla dose di 900 mg era in grado di migliorare la capacità di prendere sonno (P=0,0046) rispetto al gruppo placebo. I dati ottenuti con il questionario POMS hanno inoltre mostrato una tendenza per il miglioramento nel fattore vigore-attività e nel punteggio totale dei disturbi dell’umore quando paragonato al gruppo placebo (P=0,0646 e P=0,082, rispettivamente). Nessun effetto è stato riportato con la dose giornaliera di 600 mg vs placebo. Lo studio ha inoltre confermato che entrambe le dosi di Neumentix sono ben tollerate, non sono state osservate alterazioni nei parametri vitali o ematici e non sono stati riportati eventi avversi associati con il consumo dell’ingrediente. I risultati complessivi degli studi clinici supportano l’uso quotidiano del Neumentix quale intervento nutrizionale volto a migliorare la memoria di lavoro e la capacità di prendere sonno.

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Sicurezza

La sicurezza di Neumentix è stata valutata utilizzando il test di mutazione inversa di Ames, il test di aberrazione cromosomica in vitro e gli studi di tossicità acuta (14 repeated dose-range finding) e subcronica (90-day repeated dose oral (gavage) toxicity study) (8). La tollerabilità di Neumentix è stata inoltre investigata negli studi clinici precedentemente riportati. Gli studi di genotossicità e tossicità acuta e subcronica sono stati effettuati in conformità con le buone pratiche di laboratorio (BPL) e utilizzando le linee guida dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e il Redbook della FDA, mentre i trial clinici sono stati condotti in conformità con la Dichiarazione di Helsinki e le norme di Buona Pratica Clinica (Good Clinical Practices (GCP)).
Questi studi confermano che Neumentix è sicuro quando consumato nelle condizioni d’impiego raccomandate.

Applicazioni e modalità d’uso

Neumentix è una polvere scorrevole contenente > 14,5% acido rosmarinico e 24% fenoli totali. È un ingrediente idrosolubile versatile che può essere facilmente incluso in diverse formulazioni galeniche quali capsule, compresse, sticks e compresse effervescenti ed è stabile in una gamma di temperature e pH. Il dosaggio suggerito è 900 mg/die.

Bibliografia
1 WHO – Ageing and life course. http://www.who.int/ageing/en/ Accessed on July 2015.
2 B. Narasimhamoorthy, LO. Zhao, X. Liu, W. Yang, J.A. Greaves (2015)
Differences in the chemotype of two native spearmint lines selected for rosmarinic acid accumulation in comparison to commercially grown native spearmint. Ind Crops Prod 63 87-91
3 S. Farr, M.L. Niehoff, M.A. Ceddia et al (2013)
Antioxidant extracts from rosemery and spearmint improve learning, memory and reduce oxidative stress in samp8 mice. Poster presented at Neuroscience 2013, San Diego (CA), USA November 9-13, 2013 (436.14/T12)
4 S. Farr, B. Fonseca, K. Herrlinger et al (2015)
Selective reduction of oxidative stress markers in SAMP8 mouse brain by a distinct spearmint extract with antioxidant properties. Poster presented at the American Academy of Neurology (AAN) annual Meeting, Washington DC, USA April 18-25, 2015 (P4.078)
5 K. Nieman, K.D. Sanoshy, L. Bresciani et al (2015)
Tolerance, bioavailability, and potential cognitive health implications of a distinct acqueous spearmint extract Funct Foods Health Dis 5(5) 165-187
6 C. Cook, K. Herrlinger, K. Nieman et al (2015)
Effects of a proprietary spearmint extract on cognitive function and tolerance parameters in men and women with age-asociated memory impairment
FASEB J 29(1) Supp 900.15
7 B. Fonseca, KA. Herrlinger, Nieman et al (2015)
Effects of a distinct phenolic complex on working memory performance in healthy men and women with age-related memory impairment. Poster presented at the American Academy of Neurology (AAN) annual Meeting, Washington DC, USA April 18-25, (P7.105)
8 J. Lasrado, D. Trinker, M.A. Ceddia, K. Herrlinge (2015)
The safety of a dry spearmint extract in vitro and in vivo
Regul Toxicol Pharmacol 71(2) 213-224

Per informazioni
Kemin Human Nutrition and Health
Samanta Maci
samanta.maci@kemin.com
tel +35 1214157500 – www.kemin.com

Kemin in a nutshell
Kemin fornisce tecnologie sviluppate specificamente per offrire benefici per la nutrizione e la salute umana e animale. Impegnata nel garantire la sicurezza alimentare, Kemin mantiene strutture produttive di ultima generazione, dove sono fabbricati circa 500 ingredienti speciali per l’industria alimentare e dei mangimi a livello globale, nonché per i mercati di nutrizione, salute e bellezza. Kemin è un’impresa familiare privata con quasi 2.000 dipendenti e opera in oltre 90 paesi con stabilimenti di produzione in Belgio, Brasile, Cina, India, Italia, Singapore, Sud Africa e Stati Uniti.

NatuVitE

Fagron Italia presenta NatuVitE, vitamina E di derivazione naturale e in polvere, ora disponibile per integratori alimentari.

Composizione e specifiche tecniche
NatuVitE è una vitamina E in forma di d-alpha tocoferil acetato titolato min. 700 IU/g supportata su maltodestrina; si presenta come una polvere scorrevole bianca o quasi bianca. Il d-alpha tocoferil acetato di NatuVitE è ottenuto partendo da RRR-alpha-tocoferolo naturale in quanto ricavato da semi di soia. Il prodotto, inoltre, è non irradiato, privo di OGM ed essendo altamente purificato non contiene allergeni. Le specifiche tecniche di NatuVitE sono riportate in Tabella 1.

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Meccanismo d’azione
La vitamina E è una vitamina liposolubile che consiste in due gruppi di composti classificati, a seconda della presenza di una catena satura o insatura, in tocoferoli (a, b, g, d) e tocotrienoli (a, b, g, d). La vitamina E è trasportata nel plasma da lipoproteine e ripartita tra le membrane cellulari e siti di stoccaggio dei grassi. Occorre precisare che la vitamina E assunta tramite la dieta viene assorbita a livello dell’intestino tenue prevalentemente nella forma di a-tocoferolo (previa idrolisi qualora introdotta come estere).
Dall’intestino i vari isomeri sono poi trasportati nei chilomicroni e successivamente nel fegato dove la proteina citosolica a–TTP (Tocopherol Transfer Protein) è responsabile del trasferimento stereoselettivo del solo tocoferolo naturale (RRR-a-Tocoferolo) nelle VLDL in seguito rilasciate nel circolo ematico (1).
La vitamina E funziona fisiologicamente come un agente protettivo ed antiossidante (chain-breaking antioxidant) in grado di impedire l’ossidazione degli acidi grassi polinsaturi, evento responsabile dello sviluppo del processo di perossidazione lipidica e scatenato dall’azione di radicali liberi tramite reazioni a catena. Poiché la perossidazione lipidica può determinare profonde alterazioni delle membrane cellulari, alla vitamina E è stato riconosciuto un indiscusso ruolo nel mantenere indenni e proteggere tali strutture, preservando i tessuti dallo stress ossidativo responsabile di diverse patologie e dell’invecchiamento cellulare in generale (2) .

Efficacia
L’azione biologica della vitamina E è di particolare importanza nella prevenzione dei danni strutturali a carico delle membrane cellulari mediante un processo di prevenzione del danno indotto dallo stress ossidativo, che si esprime generalmente con l’inibizione della perossidazione lipidica e con una riduzione significativa del contenuto ematico di LDL ossidate responsabili dell’aterosclerosi. Numerosi studi sono stati riportati negli anni sugli effetti salutari della Vitamina E. Sintetizziamo di seguito solo alcuni tra i più recenti o rilevanti. Uno studio clinico doppio-cieco randomizzato ha permesso di valutare l’effetto antiossidante della vitamina E in forma di d-alpha-tocoferil acetato su 161 volontari sani di età compresa tra 39 e 56 anni assunta per via orale per 6 anni. è risultato che 100 mg di d-alpha tocoferil acetato, assunti quotidianamente, riducono la perossidazione delle lipoproteine a bassa densità LDL e possono quindi prevenire la fase iniziale del processo di aterosclerosi delle coronarie (3). Un ulteriore studio clinico doppio-cieco, randomizzato, ha confermato che l’integrazione alimentare con Vitamina E, grazie alla sua azione antiossidante, è efficace nel ridurre eventi cardiovascolari in individui affetti da una forma di diabete mellito di tipo II con aumentato stress ossidativo (4).
La vitamina E è risultata efficace anche nel contrastare lo stress ossidativo a livello cerebrale. Una recente review di studi inerenti gli effetti della vitamina E nei confronti delle performance cognitive durante l’invecchiamento e in pazienti affetti da Alzheimer ha infatti confermato l’azione di questa vitamina nel promuovere il benessere cerebrale durante l’invecchiamento e nel ritardare il decorso del disturbo di Alzheimer (5).

Sicurezza
Studi tossicologici su modello animale hanno evidenziato che la Vitamina E non è carcinogenica, genotossica e teratogena. Diversi studi controllati in doppio-cieco confermano la bassa tossicità della vitamina E e l’assenza di effetti collaterali significativi anche nell’uomo (6).
Un ulteriore studio scientifico mette in evidenza che gli integratori alimentari di vitamina E possono essere ritenuti sicuri per la maggior parte della popolazione. Lo studio conclude che, in generale, la quantità giornaliera da assumere non deve essere comunque superiore a 1600 IU di RRR-alpha-tocoferolo, pari a 1073 mg o il suo equivalente molare se esterificato (7).

Applicazioni e modalità d’uso
NatuVitE è una fonte di vitamina E, di origine naturale e biodisponibile, che può essere impiegata negli stati carenziali di vitamina E e per contribuire alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, come indicato dal Regolamento n. 432 del 16 maggio 2012, relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari. Per poter vantare tale indicazione d’uso, sulla confezione dell’integratore alimentare è opportuno precisare che l’apporto minimo di vitamine con la quantità di assunzione giornaliera indicata in etichetta non deve essere inferiore al 15% dei valori nutritivi di riferimento (VNR), o Nutrient Reference Values (NRVs) riportati nell’allegato XIII, parte A, punto 1 del Regolamento (UE) 1169/2011.
L’acetato di D-alfa-tocoferile è inserito nella lista di formule vitaminiche ammesse dal Reg. CE n.1925/2006; pertanto NatuVitE è una fonte di vitamina E impiegabile negli integratori alimentari. Il Ministero della Salute Italiano consiglia un dosaggio massimo giornaliero di 60 mg di vitamina E come riportato nel documento “Apporti giornalieri di vitamine e minerali ammessi negli integratori alimentari” (Revisione febbraio 2015). NatuVitE, grazie alla sua forma farmaceutica in polvere, consente agli operatori del settore nutrizionale tangibili vantaggi rispetto alle forme liquide di vitamina E, permettendo una maggiore facilità ed efficienza di produzione di integratori alimentari in forma di capsule, bustine e compresse.

Bibliografia
1 R. Meier, T. Tomizaki, C. Schulze-Briese et al (2003)
The Molecular Basis of Vitamin E Retention: Structure of Human a-Tocopherol Transfer Protein J Mol Biol 331 725–734
2 E. Mocchegiani, L. Costarelli, R. Giacconi et al (2014)
Vitamin E-gene interactions in aging and inflammatory age-related diseases: implications for treatment. A systematic review
Ageing Res Rev 14 81-101
3 S. Takamatsu, M. Takamatsu, Satoh K et al (1995)
Effects on health of dietary supplementation with 100 mg d-alpha-tocopheryl acetate, daily for 6 years J Int Med Res 23(5) 342-357
4 U. Milman, S. Blum, C. Shapira et al (2008)
Vitamin E supplementation reduces cardiovascular events in a subgroup of middle-aged individuals with both type 2 diabetes mellitus and the haptoglobin 2-2 genotype: a prospective double-blinded clinical trial
Arterioscler Thromb Vasc Biol 28(2) 341-347
5 G. La Fata, P. Weber, M. Hasan Mohajeri (2014)
Effects of Vitamin E on Cognitive Performance during Ageing and in Alzheimer’s Disease Nutrients 6 5453-5472
6 EFSA Scientific Committee on Food, Scientific Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (2006)
Tolerable upper intake levels for vitamins and minerals
http://www.efsa.europa.eu/it/ndatopics/docs/ndatolerableuil.pdf
7 Hathcock JN, Azzi A, Blumberg J et al (2005)
Vitamins E and C are safe across a broad range of intakes
Am J Clin Nutr 81(4) 736-745

Per informazioni
Davide Patroncini, Annalisa Pellegrini
tel 051-535790
davide.patroncini@fagron.it – annalisa.pellegrini@fagron.it
www.fagron.it

Fagron-25years
Fagron in a nutshell
Fagron Italia è la sede italiana del gruppo Fagron, azienda farmaceutica olandese leader mondiale del compounding e della distribuzione di materie prime farmaceutiche e nutrizionali alle farmacie ed alle industrie. Fagron è in continua espansione ed è presente nel mondo in 30 paesi, in tutti i continenti: Europa, America, Medio Oriente, Africa, Asia e Oceania.
La filiale italiana si distingue per l’innovazione delle soluzioni e l’eccellenza dei servizi offerti alle aziende nutrizionali tra cui il supporto formulativo e regolatorio.

Creapure®

Fagron Italia presenta in esclusiva sul mercato nutraceutico italiano Creapure®, prodotto di elevata qualità, a marchio AlzChem (Germania), unica creatina monoidrato nel mercato globale ad essere prodotta in Europa ed ora disponibile per formulazioni in integratori alimentari.

Composizione e specifiche tecniche
Creapure® è una creatina monoidrato che si presenta in forma di polvere fine, incolore, di granulometria adatta alla compressione diretta.
Creapure® viene sintetizzata da AlzChem a Trostberg, in Germania, in uno stabilimento in GMP e notificato FDA.
Il processo produttivo, che non prevede l’impiego di solventi organici, è brevettato (EP 0754679, USA US 5719319, China CN 1140707) e si basa su tre punti fondamentali: produzione degli intermedi di sintesi per garantire la totale assenza di cross-contaminazione, tecnologia innovativa e analisi chimiche in sito mediante laboratori certificati in GLP (Good Laboratory Practice).
Inoltre, l’esclusivo processo produttivo di AlzChem previene la contaminazione microbiologica e di metalli pesanti, oltre che di contaminanti.
L’elevata qualità di Creapure® (dati tecnici disponibili nella Tabella 1) è infatti garantita dal bassissimo tenore di tre contaminanti: creatinina, dicianamide e diidrotriazina (analizzati mediante metodica HPLC), e dall’altissimo grado di purezza.
Il prodotto è certificato Kosher e Halal.

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Meccanismo d’azione
La creatina è una sostanza naturale biosintetizzata nell’uomo principalmente da reni, pancreas e fegato a partire da tre aminoacidi: arginina, glicina e metionina per la metà del fabbisogno corporeo giornaliero, la restante parte viene ingerita con gli alimenti che la contengono, come carne e pesce.
Si trova in tutte le cellule, principalmente nei muscoli, ed è essenziale per sostenere i processi corporei che richiedono energia, compresi quelli muscolari e cerebrali.
Non appena viene intrapresa un’attività fisica la creatina rappresenta il primo substrato più rapidamente disponibile in grado di fornire al corpo l’energia necessaria.
Questo perché la creatina viene fosforilata nelle cellule in fosfocreatina, molecola che poi cede un gruppo fosfato all’ADP (adenosin-difosfato) rigenerando l’ATP (adenosin-trifosfato). L’adenosin trifosfato rappresenta una fonte di energia primaria cellulare necessaria per il corretto funzionamento delle reazioni metaboliche endoergoniche.
E’ stato scientificamente provato che l’integrazione orale di creatina aumenta la concentrazione di creatina plasmatica in maniera dose-dipendente.
Un volta assorbita, la creatina, grazie a specifici trasportatori endogeni, è veicolata dal torrente sanguigno ai muscoli e al cervello dove esplica la sua azione.
Un recente studio ha confermato che la creatina, assunta per via orale in soluzione acquosa o in forma di barrette con proteine o beta glucani e contenenti 2 grammi di creatina, è totalmente assorbita (1). Un ulteriore studio condotto su nove giovani volontari sani ha evidenziato che l’assunzione orale di 20 grammi al giorno per quattro settimane di creatina monoidrato Creapure® è in grado di incrementare le concentrazioni totali di creatina a livello cerebrale in condizioni fisiologiche (2).

Efficacia
L’integrazione orale con creatina monoidrato risulta ottimale per promuovere, nel breve termine, la forza muscolare e l’energia necessaria per compiere prestazioni fisiche e, nel lungo termine, per incrementare la resistenza fisica.
Uno studio in doppio cieco, randomizzato, controllato da placebo, condotto su giovani atleti sani trattati per 28 giorni con 5 g/die di creatina (nella forma citrato o piruvato di AlzChem) o placebo, ha confermato che la sostanza, assunta per via orale in entrambe le forme, è in grado di migliorare le performance durante esercizi intermittenti di impugnatura (handgrip exercise) di massima intensità (3).
Numerosi studi evidenziano che la somministrazione orale di creatina può risultare efficace anche nel contribuire a mantenere l’integrità delle funzioni cerebrali, con conseguente effetto neuroprotettivo. Uno studio in doppio cieco, randomizzato e controllato da placebo, ha evidenziato che l’integrazione orale con Creapure® è in grado di supportare, negli anziani, il benessere mentale e di migliorarne funzioni e performance cognitive (4).
Uno studio condotto su modello animale suggerisce che Creapure® è inoltre in grado di influenzare positivamente la funzionalità e la struttura ossea. Infatti, per lo sviluppo e il normale processo di riparazione osseo, gli osteoblasti necessitano di un’elevata quantità di energia che la creatina è in grado di apportare. In questo studio, in giovani ratti alimentati per 8 settimane con cibo arricchito di creatina monoidrato (Creapure®) 2% p.p., è stato infatti possibile riscontrare una maggiore densità ossea lombare e resistenza ossea femorale, rispetto agli animali non trattati (5).

Sicurezza
L’impiego negli integratori alimentari di 3 grammi di creatina monoidrato al giorno, quantitativo pari al turn-over fisiologico, è stato ritenuto sicuro da EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) (6).
Nella valutazione di EFSA viene fatto riferimento al brevetto del processo produttivo di Creapure® (US patent 5,719,319) che consente di ridurre i livelli delle impurezze tra cui dicianamide, creatinina e diidro-1,3,5-triazina.
Uno studio clinico ha esaminato gli effetti nel lungo termine derivanti dall’assunzione di creatina monoidrato in giovani atleti. I soggetti, trattati complessivamente per un periodo di 21 mesi, hanno prima ricevuto 15,75g/die di creatina monoidrato Creapure® per 5 giorni e in seguito una media di 5 grammi al giorno. Lo studio ha evidenziato che l’integrazione orale di creatina fino a 21 mesi continuativi è sicura, in quanto non altera gli indicatori di un buon stato di salute in atleti sottoposti ad intensa attività fisica (7).
La sicurezza d’uso derivante dall’assunzione orale di 4 grammi al giorno di creatina monoidrato Creapure® nel lungo termine (2 anni) e i possibili effetti collaterali a carico del sistema renale a seguito dell’integrazione per periodi prolungati, sono stati valutati da un ulteriore studio clinico controllato da placebo e condotto su 60 pazienti anziani affetti da morbo di Parkinson, a cui sono stati monitorati i parametri ematici e delle urine.
I livelli sierici di creatinina risultano incrementati nei pazienti che hanno assunto creatina, mentre tutti gli altri parametri correlati alla funzione renale e, in particolar modo i livelli di cistatina C, sono risultati nella norma, indicando un’inalterata funzione renale e sicurezza d’uso (8).

Applicazioni e dosaggio
La creatina monoidrato, scientificamente studiata per decenni, rappresenta un ingrediente chiave di integratori alimentari per sportivi e per il recupero energetico in generale. L’integrazione orale di Creapure® può aiutare ad aumentare la concentrazione di creatina a livello muscolare.
Il regolamento (UE) N.432/2012, relativo alle indicazioni sulla salute degli integratori alimentari, stabilisce che il consumo di creatina incrementa le prestazioni fisiche in caso di attività ripetitive, di elevata intensità e di breve durata.
Questa indicazione può essere impiegata solo per un alimento che fornisce un apporto giornaliero di 3 grammi di creatina. L’indicazione va inoltre accompagnata dall’informazione al consumatore che l’effetto benefico si ottiene con l’assunzione giornaliera di 3 grammi di creatina e che quest’ultima può essere utilizzata solo per alimenti destinati ad adulti che praticano un esercizio fisico intenso.

Formulazioni
Il prodotto è disponibile sia in polvere che nella innovativa forma di tavolette masticabili dal sapore limone o lampone, del peso di 3 grammi ciascuna e contenenti 1 grammo di Creapure®.
Creapure®, oltre alla versione monoidrato, è disponibile in altre forme: citrato, tamponata e piruvato.

Bibliografia
1 L. Deldicque, J. Décombaz, H. Zbinden Foncea et al (2008)
Kinetics of creatine ingested as a food ingredient
Eur J Appl Physiol 102(2) 133-143
2 P. Dechent, P. J. W. Pouwels, B. Wilken et al (1999)
Increase of total creatine in human brain after oral supplementation of creatine-monohydrate
Am J Physiol – Regul, Integr Comp Physiol 277(3) R698-R704
3 R. Jäger, J. Metzger, K. Lautmann et al (2008)
The effects of creatine pyruvate and creatine citrate on performance during high intensity exercise
J Int Soc Sports Nutr 13(5) 4
4 T. McMorris, G. Mielcarz, R.C. Harris et al (2007)
Creatine supplementation and cognitive performance in elderly individuals
Neuropsychol Dev Cogn B Aging Neuropsychol Cogn 14(5)517-528
5 A. Antolic, B.D. Roy, M.A. Tarnopolsky et al (2007)
Creatine monohydrate increases bone mineral density in young Sprague-Dawley rats
Med Sci Sports Exerc 39(5) 816-820
6 EFSA AFC Panel (2004)
Opinion of the Scientific Panel on Food Additives, Flavourings, Processing Aids and Materials in Contact with Food on a request from the Commission related to Creatine monohydrate for use in foods for particular nutritional uses
EFSA J 36 1-6
7 R.B. Kreider, C. Melton, C.J. Rasmussen et al (2003)
Long-term creatine supplementation does not significantly affect clinical markers of health in athletes
Mol Cell Biochem 244(1-2) 95-104
8 A. Bender, W. Samtleben, M. Elstner, T. Klopstock (2008)
Long-term creatine supplementation is safe in aged patients with Parkinson disease
Nutr Res 28(3) 172-178

Per informazioni
Davide Patroncini, davide.patroncini@fagron.it
Annalisa Pellegrini, annalisa.pellegrini@fagron.it
tel 051 535790 – www.fagron.it

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