Prodotti Skin Care: novità dal settore

Protezione contro raggi UV: un claim importante
Nel comparto dei prodotti skin care, i claims principali riguardano le proprietà che donano appeal alla pelle, variabile costante in tutte le gamme di prezzo. Caratteristica principale è l’idratazione, claim considerato elemento principale da oltre il 60% dei consumatori in Italia e Spagna e da oltre i tre quarti dei consumatori in UK. Accanto all’idratazione, stanno tuttavia acquisendo importanza anche altre funzionalità cosmetiche tra cui il potere sbiancante, in aumento del 7% e la protezione dai raggi UV, in aumento del 26%.
La crescente consapevolezza dell’importanza della protezione dai raggi UV è uno dei fattori che hanno fatto aumentare la domanda di mercato di questi prodotti. Il sole è responsabile per circa il 90% dei danni alla pelle, ed una corretta comunicazione ha contribuito ad incrementare la consapevolezza dei consumatori.
Ciò è stato particolarmente evidente in Europa, dove il comparto ha avuto una crescita di oltre il 10% nel 2013.
I consumatori in Francia, Spagna e Italia considerano la protezione dal sole e dall’inquinamento aspetti fondamentali e particolarmente importanti nelle abitudini quotidiane. Oltre i 2/3 dei consumatori in Germania e Italia usano un idratante con SPF mentre in Spagna la percentuale è del 28%.
ll danno che i raggi solari possono causare, ha portato alla sviluppo di altre funzioni: la crema anti age di RoC utilizza un SPF15 per ridurre i segni di invecchiamento causati dal sole, mentre il Kit anti Age de La Roche-Posay offre protezione dai PDD (Persistent Pigment Darkening) per combattere i raggi UVA. Altro esempio interessante è il Trattamento Age Defying di Eve Lom, formulato con un tipo di vitamina E per proteggere dai radicali liberi generati dagli UV.
I lanci di prodotti skin care con protezione UV sono previsti in aumento in molti Paesi: in Nord America, dove si prevede il maggior incremento, è in atto una grande campagna di comunicazione, che presto si ripercuoterà anche in Europa e Asia orientale.
In questa regione nel 2013 si è registrato il minor numero di lanci di prodotti con protezione solare, con una crescita di circa il 10%, di cui solo il 29% con claim anti aging.
Mettere in evidenza l’importanza della protezione dai raggi UV nel ritardare la comparsa dei segni dell’invecchiamento, problema percepito da oltre un terzo dei consumatori cinesi, può essere un espediente per incrementare l’utilizzo di prodotti anti age. Entro il 2016 si stimano previsioni di vendita doppie di prodotti skin care in Cina, fattore che rende particolarmente attraente questo mercato.
Tuttavia, per mantenere costante la crescita in tutti i Paesi, i prodotti con protezione UV devono essere in grado di innovarsi e rinnovarsi. Uno dei possibili campi di evoluzione in questo contesto possono essere le nanotecnologie, che possono garantire il rilascio di ingredienti attivi ai livelli più profondi della pelle ed offrire una valida opportunità per offrire una protezione profonda e innovativa contro i danni causati dai raggi UV. Questa tecnologia è già stata utilizzata in un ridotto numero di lanci nel settore, con un aumento di oltre il 30% nel 2013 e con grandi potenzialità. Un’altra interessante alternativa, utilizzata ad oggi in un ridottissimo numero di prodotti, è l’estratto di prugna del Kakadu, un antiossidante con un’ altissima concentrazione di vitamina C, che può essere utilizzato per combattere radicali liberi.

Veleno d’ape: ultimissima novità
Il veleno d’ape, apparso per la prima volta nel 2006, ha iniziato ad essere utilizzato nelle formulazioni solo nel 2011. I lanci di prodotti contenenti questo ingrediente sono triplicati nel 2012 e anche per il 2013 la crescita è stata notevole. Il veleno d’ape agisce in maniera molto simile al peptide di serpente ma con una differenza fondamentale: il veleno d’ape non è sintetizzato, ma estratto direttamente dalle api.
Grazie ad un processo molto particolare per l’estrazione del veleno (leggere scariche di corrente trasmesse su un vetro molto vicino all’alveare, fanno in modo che le api ne pungano la superficie e il veleno possa essere raccolto), le api non muoiono, ma la resa di veleno raccolta è molto bassa. Ciò rende questo ingrediente e i prodotti che lo contengono molto costosi.
Nel 2013, infatti, oltre i tre quarti dei prodotti contenenti veleno d’ape, lanciati sul mercato, facevano parte di linee presitge o luxe.
Caratteristica principale di questo ingrediente è la proprietà anti-rughe, poiché è in grado di favorire l’afflusso di sangue sulla superficie della pelle e stimolare la produzione di collagene.

Per informazioni
Mintel*
tel +44 20 7606 4533 – www.mintel.com

*Azienda leader a livello mondiale nel settore delle ricerche di mercato

CurZen

Le spezie sono da sempre accompagnate da un fascino esotico particolare e per molti secoli hanno rappresentato la vera spinta che ha portato ad esplorare il mondo, a dichiarare guerre e ad eseguire scambi che oggi appaiono quasi incredibili. Quasi tutte le spezie hanno ricevuto attenzione da parte della comunità scientifica e molte di queste hanno evidenziato caratteristiche salutistiche e terapeutiche tali da entrare a far parte di farmacopee nazionali e continentali (Agenzia Europea per i medicinali – EMA- http://www.ema.europa.eu).
Curcuma e zenzero sono spezie tipiche dell’Asia centrale, molto utilizzate per la preparazione di pietanze, ma sono anche tra le piante più importanti rispettivamente della medicina indiana e cinese, tradizionale e moderna. Per curcuma e zenzero è in effetti molto pertinente la definizione di nutraceutico. Su queste piante, come per poche altre, è presente una cospicua letteratura di farmacologia clinica e sperimentale e sono attualissime le scoperte dei pathway coinvolti nei meccanismi d’azione dei loro fitocomplessi.
CurZen è una associazione nutraceutica tra curcuma e zenzero, prodotta e distribuita da Natural Point, proposta per il benessere dell’apparato digestivo e adatta anche per vegani, che trova razionale per la complementarità dei meccanismi d’azione dei fitocomplessi e amplia le indicazioni d’uso dei singoli ingredienti.

Composizione e specifiche tecniche

CurZen è una associazione nutraceutica tra zenzero e curcuma, prodotta in capsule contenenti 500 mg Longvida® titolato al 23% in curcuminoidi e 20% in curcumina e 80 mg di estratto secco di Zingiber officinale Roscoe rizoma titolato al 5% in gingeroli totali.
La scheda tecnica di CurZen è riportata in Tabella 1.

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Biodisponibilità di Longvida®

La curcuma alimentare può essere un buon rimedio per molte della patologie legate al processo infiammatorio, ma la sua scarsa biodisponibilità limita gli effetti benefici per cui è nota. Le principali ragioni che contribuiscono ai bassi livelli plasmatici e tissutali di curcumina sembrano essere dovute a scarso assorbimento, metabolismo veloce, e rapida eliminazione sistemica. Per migliorare la biodisponibilità della curcumina sono stati proposti numerosi approcci, quali l’uso di adiuvanti come la piperina, che interferisce con la glucuronidazione; l’uso di liposomi o nanoparticelle di curcumina; l’uso di complessi fosfolipidici di curcumina (1).
La curcuma Longvida®, ottenuta grazie a una tecnologia brevettata (EP1993365) sviluppata dalla prestigiosa Università californiana UCLA (Los Angeles), è caratterizzata da una formulazione solida (Solid Lipid Curcumin Particle, SLCPTM, Fig 1) in cui l’estratto secco di curcuma, titolato al 95% in curcumina, è emulsionato con lecitina di soia (non OGM) contenente fosfolipidi purificati, acido docosaesaenoico (DHA) e/o acido stearico vegetale, esteri di acidi grassi dell’acido ascorbico (ascorbil palmitato e ascorbil stearato) e ingredienti inerti. Questa formulazione offre particolari caratteristiche, quali il rapporto ottimale curcumina/lipidi/antiossidanti; il diametro delle particelle, e la stabilità e la migliorata solubilità rispetto alla curcumina non formulata.
In Longvida® la curcumina è legata con legami idrofobici alla coda lipidica dei fosfolipidi in modo tale da avere una cinetica di rilascio del principio long lasting ed efficace, che garantisce un’elevata biodisponibilità della curcumina, come dimostrato nello studio di Gota et al (2). In questo studio è riportata la diversa farmacocinetica della formulazione Longvida® (650 mg) rispetto alla curcumina non formulata (95% curcuminoidi, 650 mg), su 6 soggetti sani. Nel caso di Longvida® il picco plasmatico si ha dopo 2 ore dall’assunzione (Fig 2) e dopo meno di 12 ore nessun metabolita della curcuma è presente a livello plasmatico. La concentrazione di curcumina Longvida® al picco è circa 23 ng/ml e l’emivita di 7,5 ore; mentre per la curcumina non formulata, i livelli sono inferiori al limite di rilevabilità (1 ng/ml). Lo studio non chiarisce se l’aumentata biodisponibilità sia dovuta ad aumentato assorbimento o ridotta conversione della curcumina in glucoronidi, tuttavia, anche se in via preliminare dato il numero limitato di soggetti considerati, suggerisce che la formulazione SLCP TM possa permettere di raggiungere, e mantere, livelli plasmatici di curcumina sufficienti per svolgere attività biologica. Infatti dopo somministrazione di 4 g di Longvida® in 4 soggetti con osteosarcoma, i livelli plasmatici di curcumina erano compatibili con quelli riportati in vitro per la diminuzione di marker dell’infiammazione quali isoprostrani, TNF-α e β-amiloide (2).

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Efficacia di CurZen

Molte indicazioni di CurZen sono strettamente correlate alle caratteristiche biologiche della curcuma, rappresentata dal rizoma essiccato di Curcuma longa L. I maggiori costituenti della curcuma sono i carboidrati, ma i più interessanti da un punto di vista farmacologico sono i tre composti racchiusi sotto il nome di curcuminoidi: curcumina (diferuloilmetano), la monodemetossicurcumina e la bisdemetossicurcumina (3).
Recentemente, utilizzando macrofagi murini stimolati con lipopolisaccaride (LPS), Longvida® (10-50 μg/ml) è stata riportata diminuire in vitro alcuni marker di infiammazione quali NO, prostaglandina E2 e interleuchina 6 mediante l’inibizione della trascrizione di NF-kB (4).
Gli effetti cognitivi di Longvida® (400 mg) sono stati verificati in uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, e controllato con placebo in 60 soggetti sani di età compresa tra 60 e 85 anni. Un’ora dopo la somministrazione, Longvida® ha migliorato la performance nei test di attenzione sostenuta e working memory rispetto al placebo. Dopo trattamento cronico (4 settimane) i soggetti che avevano ricevuto Longvida® avevano punteggi migliori sia per la working memory che per i test di valutazione dell’umore. Inoltre è stata riportata una riduzione significativa dei livelli di colesterolo totale e HDL nei soggetti che avevano assunto Longvida® (5).
La valenza nutraceutica di CurZen può essere potenziata dalla presenza dello zenzero, il rizoma essiccato di Zingiber officinale Roscoe. Lo zenzero contiene come principi attivi l’olio essenziale (1-4% in peso) costituito da oltre 100 diversi costituenti e soprattutto i gingeroli e i derivati shogaoli che si formano per perdita di una molecola d’acqua, fino al 7,5% in peso; i gingeroli e gli shogaoli sono derivati fenolici omologhi che differiscono tra loro per la lunghezza della catena alchilica tra il metile terminale e il carbonio in α al sostituente idrossilico (6).

Effetti sulla funzionalità digestiva

L’associazione di CurZen è particolarmente interessante per la funzionalità digestiva. Curcuma e zenzero sono infatti in assoluto le specie botaniche più indagate per l’argomento. Una recente metanalisi (7) riporta come la curcuma e i curcuminoidi sono utilizzati tradizionalmente per il trattamento di diverse patologie e disturbi gastrici, dal reflusso gastroesofageo al morbo di Chron, sindrome del colon irritabile, colite ulcerosa, ulcera gastrica e duodenale.
Lo zenzero ha un effetto organotropico molto spiccato e la sua azione è, almeno in parte, dovuta al blocco dei recettori serotoninergici 5-HT3. L’effetto che ne deriva è di tipo anti nausea e anti emetico. Lo spiccato effetto antinfiammatorio di gingeroli e shogaoli, inoltre, ampliano la possibilità di utilizzare lo zenzero per condizioni di gastrite e ulcera. Completa l’azione farmacologica dello zenzero la sua frazione essenziera del fitocomplesso che consente di ottenere una efficace azione favorente la digestione e il transito gastrointestinale (8).

Sicurezza

CurZen è un prodotto sicuro, poiché curcuma e zenzero sono droghe note per la loro maneggevolezza d’impiego e gli effetti collaterali evidenziati per abuso alimentare compaiono a dosaggi incompatibili con una assunzione nutraceutica (www.fda.gov).

Applicazioni e modalità d’uso

CurZen trova indicazione nel miglioramento della funzionalità dell’apparato digerente, nel sostegno della funzione epatica, come aiuto nelle funzioni osteoarticolari, come antiossidante e per l’azione benefica sull’apparato cardiovascolare.
Attenzioni devono essere prestate in caso di contemporanea assunzione con FANS, immunosoppressori, anticoagulanti e farmaci che modificano la funzione epatica (www.fitovigilanza.it).

Il suggerimento di utilizzo per le indicazioni riportate è di 1-2 capsule al giorno.

Bibliografia

1 P. Anand, A. B. Kunnumakkara, R. A. Newman, B. B. Aggarwal (2007)
Bioavailability of Curcumin: Problems and Promises.
Mol Pharmaceutics 4(6) 807-818
2 VS. Gota, GB. Maru, TG. Soni et al (2010)
Safety and pharmacokinetics of a solid lipid curcumin particle formulation in osteosarcoma patients and healthy volunteers
J Agric Food Chem 58(4) 2095-2099
3 Agenzia Europea per i medicinali – EMA-HMPC (2009)
Assessment report on Curcuma longa L. rhizoma
EMEA/HMPC/456848/2008
4 PP. Nahar, AL. Slitt, NP. Seeram (2015)
Anti-Inflammatory Effects of Novel Standardized Solid Lipid Curcumin
Formulations
J Med Food 18(7) 786-792
5 KH. Cox, A. Pipingas, AB. Scholey (2015)
Investigation of the effects of solid lipid curcumin on cognition and mood
in a healthy older population
J Psychopharmacol 29(5) 642-651
6 Agenzia Europea per i medicinali – EMA-HMPC (2011)
Assessment report on Zingiber officinale Roscoe, rhizoma
EMA/HMPC/577856/2010
7 K. Thavorn, MM. Mamdani, SE. Straus (2014)
Efficacy of turmeric in the treatment of digestive disorders: a systematic review and meta-analysis protocol
Syst Rev 28 3:71
8 R. Haniadka, E .Saldanha, V. Sunita et al (2013)
A review of the gastroprotective effects of ginger (Zingiber officinale Roscoe)
Food Funct 4(6) 845-855

Longvida® è un brevetto EP1993365 ed è un marchio registrato da VerdureScience Inc.

Per informazioni
Natural Point Srl
tel 02 27007247 – fax 02 26005099
info@naturalpoint.it – www.naturalpoint.it

Natural Point in a nutshell
Natural Point nasce nel 1993 con lo scopo di promuovere una maggiore consapevolezza riguardo l’utilizzo degli integratori alimentari di qualità e di tutelare chi usa i suoi prodotti, per poter raggiungere un migliore stato di benessere.
Natural Point seleziona materie prime e fornitori con elevati standard qualitativi, così da offrire prodotti attivi e biodisponibili, utili a colmare eventuali carenze nutritive. Vitamine, minerali, aminoacidi, acidi grassi essenziali, antiossidanti, fitoestratti, alghe e prodotti certificati biologici, sono alcuni degli integratori alimentari di qualità della linea Natural Point, adatti a tutti.

Amipin™

Le malattie cardiovascolari (CVD) sono la prima causa di mortalità al mondo. A determinare l’insorgenza di questa patologia contribuiscono diversi fattori di rischio che possono essere suddivisi in fattori di rischio non modificabili (sesso, età, familiarità) e fattori di rischio correggibili mediante corretti stili di vita e/o trattamento farmacologico. Fra questi ultimi fattori di rischio assume notevole importanza, nell’insorgenza delle patologie cardiovascolari, il colesterolo: di fatto è ormai noto e consolidato il legame tra ipercolesterolemia e aumentato rischio cardiovascolare. Il colesterolo è trasportato attraverso il sangue mediante le lipoproteine, principalmente: lipoproteine ad alta densità (HDL) o “colesterolo buono”, e lipoproteine a bassa densità (LDL) o “colesterolo cattivo”. Alcuni recenti studi (1) hanno dimostrato che nei soggetti ad alto rischio cardiovascolare, tanto più si abbassa il livello di colesterolemia-LDL (C-LDL), tanto più si riduce il rischio CVD. Tra le varie soluzioni che oggi il mercato offre, il trattamento con fitosteroli appare particolarmente interessante alla luce di alcuni studi che ne documentano l’efficacia sulla riduzione del colesterolo.
I fitosteroli sono molecole di origine vegetale strutturalmente molto simili al colesterolo e fra i più comuni vengono annoverati il b-sitosterolo, il campesterolo e lo stigmasterolo (Fig.1).

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Essi svolgono nella cellula vegetale, il ruolo che il colesterolo svolge nella cellula animale: mantenere e garantire la stabilità alle membrane cellulari.
Le principali fonti dietetiche dei fitosteroli sono rappresentate dai vegetali ed, in particolare, dagli oli vegetali e dalla frutta in guscio.

Amipin™, sviluppato e brevettato da Nutrartis e distribuito in Italia in esclusiva da Amitalia, è un estratto standardizzato da pino, completamente naturale, ricco in fitosteroli e solubile in acqua, che trova applicazione nella formulazione di alimenti e prodotti nutraceutici in base alle legislazioni e normative vigenti.
Composizione e specifiche tecniche

Amipin™ è un estratto puro da pino prodotto in Cile, con elevato contenuto percentuale in sitosterolo (70-80%), in campesterolo e stigmasterolo (15-20%). L’attenzione posta da parte dell’azienda cilena produttrice permette di controllare ogni fase del processo: dall’estrazione fino alla produzione. Inoltre il rispetto e l’applicazione di standard qualitativi ecosostenibili garantiscono di standardizzare un estratto molto ricco in fitosteroli, con il vantaggio di essere FAT-FREE e di facile utilizzo, in modo da evitare l’impiego di sofisticate apparecchiature per l’incorporazione degli stessi nei prodotti finiti. Il valore aggiunto per questi prodotti risiede proprio nella tecnologia di sviluppo e produzione impiegata da Nutrartis. I fitosteroli da pino subiscono infatti una estrazione in corrente di vapore, tecnica analitica che permette di estrarre i principi attivi dal tessuto vegetale mediante il loro trasporto da parte del vapore acqueo conservandone inalterate le proprietà.
Il prodotto è FAT e OGM-FREE, con un’elevata stabilità chimico-fisica, maggiore idrodispersibilità che lo rende facilmente incorporabile in matrici acquose o emulsioni e una peculiare caratteristica di impercettibilità nel prodotto finito in quanto il metodo brevettato di estrazione consente di limitare i processi di irrancidimento, conferendo così alla materia prima un gusto neutro. Il prodotto è disponibile nella versione in polvere, Amipin™ 80, e nella versione liquida, Amipin™ 25. Le specifiche tecniche di Amipin™ 80 e Amipin™ 25 sono riportate rispettivamente in Tabella 1 e in Tabella 2.

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Meccanismo d’azione

I fitosteroli sarebbero in grado di competere con il colesterolo nell’incorporazione delle micelle, responsabili dell’assorbimento dello stesso colesterolo tramite il contatto con gli enterociti. Competendo con il colesterolo, i fitosteroli formano nel lume intestinale complessi insolubili che precipitano e vengono eliminati con le feci. Il risultato finale è che l’assorbimento di colesterolo si riduce notevolmente in quanto il colesterolo, che nell’intestino non è incorporato nelle micelle, viene escreto con le feci.
Efficacia

Studi in vivo
A supporto della capacità dei fitosteroli da pino di ridurre i livelli sierici di colesterolo, Nutrartis, in collaborazione con il dipartimento di Scienze dell’Alimentazione Umana dell’università di Manitoba (Canada), ha messo a punto uno studio randomizzato per verificare l’efficacia di formulazioni con fitosteroli idrodispersibili (2). Lo studio ha coinvolto un campione di 47 soggetti presentanti una condizione di ipercolesterolemia da lieve a moderata.
Gli individui sono stati suddivisi in tre gruppi: un gruppo è stato sottoposto per quattro settimane al trattamento con alimenti funzionali addizionati da fitosteroli da pino, in particolare all’assunzione di yogurt con addizionata una quota pro die di 2g di Amipin™, un secondo gruppo ha ricevuto esteri di fitosteroli, e un terzo gruppo è stato utilizzato come controllo e trattato semplicemente con placebo. Nelle successive settimane nei soggetti coinvolti nello studio sono stati valutati, mediante prelievi ematici, i livelli di colesterolo totale, colesterolo LDL e trigliceridi. Dalle indagini di laboratorio è emerso che l’addizione di fitosteroli idrosolubili da pino determina una riduzione del colesterolo totale del 7% nei soggetti sottoposti a trattamento rispetto a quelli che avevano assunto placebo, e una riduzione fino al 12% del C-LDL (p<0,001), risultato simile a quello ottenuto con gli esteri di fitosteroli. Inoltre analizzando il profilo lipidico degli stessi, si è visto che questo trattamento consente una riduzione dei livelli di trigliceridi sierici fino ad un valore di 15%, effetto non riscontrato con gli esteri di fitosteroli.
Un’ulteriore possibilità di potenziamento dell’effetto dei fitosteroli è la loro combinazione con le statine, ovvero con gli inibitori della sintesi del colesterolo. Diversi studi dimostrano, infatti, come la combinazione statine-fitosteroli permette di potenziare l’effetto ipocolesterolemizzante delle statine stesse, oppure di raggiungere lo stesso obiettivo di prevenzione, in termini di riduzione della colesterolemia LDL, impiegando dosaggi più bassi della statina stessa con evidenti vantaggi in termini di sicurezza per il paziente. Nelle figure sottostanti sono riportati i dati provenienti da alcuni studi in cui si è verificato analiticamente il potenziamento dell’efficacia dei farmaci ipocolesterolemizzanti in combinazione con i fitosteroli.
Nello specifico, nelle Figure 2 A-B-C sono rappresentati graficamente i risultati ottenuti da uno studio (3) condotto in collaborazione da diversi centri di ricerca statunitense in cui è stato verificato l’effetto della combinazione dei fitosteroli con ezetimibe, un farmaco capace di inibire selettivamente l’assorbimento intestinale del colesterolo.
In questo studio 21 soggetti ipercolesterolemici sono stati suddivisi in 3 gruppi:
i Gruppo trattato con Ezetimibe placebo + Fitosteroli placebo;
ii Gruppo trattato con 10 mg/die Ezetimibe + Fitosterolo placebo;
iii Gruppo trattato con 10 mg/die Ezetimibe+ 2-2,5 g/die Fitosterolo
Ogni gruppo è stato sottoposto a studio clinico per circa 3 settimane. Come riportato graficamente, il gruppo trattato con la combinazione di fitosteroli e farmaco presenta sia un minor assorbimento di colesterolo (Fig.2A), sia una maggiore escrezione fecale di colesterolo (Fig.2B), confermando quanto questa combinazione sia potenzialmente efficace nella riduzione dei livelli plasmatici di LDL e colesterolo totale (Fig.2C).
In Figura 3 sono invece riportati i risultati ottenuti in uno studio (4) condotto da un istituto di ricerca del Texas in cui sono stati valutati i livelli di LDL e colesterolo totale in un campione di circa 67 donne e 100 uomini affetti da una moderata ipercolesterolemia, già in terapia con statine da tre mesi, ma che avevano ancora elevati livelli di LDL. I soggetti sono stati sottoposti per 8 settimane a trattamento con solo statina o con statina + 5.1 g/die di fitosteroli assunti durante 3 pasti giornalieri. Dall’analisi ematica è emersa una riduzione del C-LDL di circa 17% e del colesterolo totale di circa il 12% nel gruppo che aveva assunto fitosteroli, verso il 7 e 5% rispettivamente nel gruppo placebo (p<0,0001).
I vari studi scientifici a disposizione sono stati punto di forza per lo sviluppo della tecnologia Nutrartis, poiché si è visto come l’impiego in alimenti funzionali di fitosteroli contribuisca effettivamente alla riduzione del C-LDL, producendo effetti aggiuntivi sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari, migliorando i livelli plasmatici di trigliceridi e il rapporto tra C-Totale e C-HDL.

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Sicurezza

Nel corso dei diversi studi clinici non sono stati evidenziati seri effetti collaterali correlati al trattamento con fitosteroli. Infatti questi ultimi sono dotati di un eccellente profilo di sicurezza: l’unico effetto collaterale documentato con il loro uso è una modesta riduzione dell’assorbimento dei carotenoidi che può essere facilmente corretta da un consumo adeguato di frutta e verdura (5) nella dieta.
Applicazioni e modalità d’uso

I fitosteroli da pino, solubili in acqua, possono essere applicati in alimenti funzionali e nutraceutici per realizzare prodotti finiti appetibili in grado di soddisfare le diverse esigenze di mercato. Il dosaggio consigliato è di circa 0.8 g/die (6).
Bibliografia
1 Heart Protection Study Collaborative Group (2002)
Heart Protection Study Collaborative Group. MRC/BHF Heart Protection Study of cholesterol lowering with simvastatin in 20536 high-risk individuals: a randomised placebo-controlled trial
Lancet 360 7-22
2 M.A. Shaghaghia, S.V. Hardinga, P.J.H. Jones (2014)
Water dispersible plant sterol formulation shows improved effect on lipid profile compared to plant sterol esters
J Funct Foods 6 280–289
3 X. Lin, S.B. Racette, M. Lefevre, L. Ma, C.A. Spearie, K. Steger-may, R.E. Ostlund (2012)
Combined effects of Ezetimibe and Phytosterols on Cholesterol Metabolism: A randomized, controlled feeding study in humans
Circulation 124(5) 596–601
4 S.N. Blair, D.M. Capuzzi, S.O. Gottlieb, T. Nguyen, J.M. Morgan,
N.B. Cater (2000)
Incremental reduction of serum total cholesterol and low-density lipoprotein cholesterol with the addition of plant stanol ester-containing spread to statin therapy
Am J Cardiol 86(1) 46–52
5 M.B. Katan, S.M. Grundy, P. Jones, M. Law, T. Miettinen, R. Paoletti (2003)
Efficacy and safety of plant stanols and sterols in the management of blood cholesterol levels Mayo Clin Proc 78(8) 965-978
6 EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA) (2010)
Scientific Opinion on the substantiation of health claims related to plant sterols and plant stanols and maintenance of normal blood cholesterol concentrations and maintenance of normal prostate size and normal urination pursuant to Article13(1) of Regulation (EC) No 1924/2006
EFSA J 8(10) 1813 1822

Per informazioni
tel 02 96798808
amifood@amitalia.it
www.amitalia.it

Amitalia in a nutshell
Amitalia commercializza materie prime per i settori nutraceutico, cosmetico, aromi e fragranze dal 1997, proponendo un ampio portfolio di prodotti di alta qualità sempre in linea con il trend del mercato e con le esigenze dei clienti. Punti di forza dell’azienda sono un supporto a 360º in tutte le fasi, dalla formulazione alla produzione, un servizio vendite efficiente e flessibile, competenza e professionalità dello staff tecnico-commerciale e una ricerca incessante di nuovi prodotti innovativi per soddisfare le esigenze di un mercato in continua evoluzione.

Nutrartis in a nutshell
Nutrartis è un’azienda cilena, riconosciuta a livello mondiale, specializzata nello sviluppo e nella produzione di fitosteroli da pino in linea con la propria mission di proporre soluzioni naturali ma innovative per la prevenzione di uno dei principali fattori di rischio nell’insorgenza delle patologie cardiovascolari, l’ipercolesterolemia. Nutrartis ha messo a punto una propria tecnologia brevettata NDS per la fabbricazione di fitosteroli vegetali, destinati al mercato nutraceutico, farmaceutico ed alimentare, garantendone gli elevati standard qualitativi, un facile utilizzo all’interno delle formulazioni nutraceutiche ed alimentari e una distribuzione uniforme nel prodotto finito.

Neumentix™ Phenolic Complex K110-42

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima cha entro il 2050 la percentuale della popolazione con più di 60 anni raddoppierà rispetto al 2000 raggiungendo così i 2 miliardi (1). Secondo Eurostat (http://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/show.do?dataset=proj_13npms&lang=en date extracted on July 15) l’invecchiamento globale è particolarmente evidente in Giappone e in alcuni paesi europei quali la Germania e l’Italia, paesi in cui si stima che nel 2030 più del 24% della popolazione avrà più di 65 anni, e oltre il 45% avrà più di 50 anni. A livello mondiale la popolazione vive e lavora più a lungo. Recentemente un’indagine condotta negli Stati Uniti d‘America ha mostrato che una delle maggiori preoccupazioni della popolazione con più di 50 anni è mantenere una mente brillante e che 50-60 anni è l’età a partire dalla quale le persone credono che il cervello cominci a deteriorare. Questo fatto rappresenta allo stesso tempo una sfida e un’opportunità per il mercato dei nutraceutici per la salute del cervello.
Kemin ha sviluppato e introdotto nel mercato Neumentix™ Phenolic Complex K110-42 (Neumentix), un ingrediente naturale e innovatore per il mercato degli integratori e di alimenti e bevande funzionali, con benefici dimostrati nel miglioramento della memoria e del sonno nella popolazione adulta.
Caratteristiche tecniche

Neumentix è un ingrediente prodotto a partire da linee specifiche non-GMO di piante di menta (Mentha spicata L.), coltivate in USA e sviluppate nel dipartimento Specialty Crop Improvement di Kemin utilizzando metodi tradizionali di coltivazione e riproduzione (2). Queste linee di menta, in attesa di brevetto, denominate
KI110 e KI42, sono in grado di accumulare più di 100 mg di acido rosmarinico (RA) per grammo di peso secco, una concentrazione molto superiore a quella riportata nella menta, che generalmente contiene RA tra i 7,1 e i 58,5 mg/g.
Oltre all’elevato contenuto in RA queste piante posseggono un profilo fenolico distinto. L’analisi HPLC-MS condotta su Neumentix mostra che l’ingrediente ha un profilo caratteristico e consistente, e contiene un vasto assortimento di composti fenolici tra cui acido rosmarinico, acido salvianolico, acido caffeico, acido caftarico, acido quinico e acido litospermico. Il processo di produzione di Neumentix contempla uno step di seccaggio (in attesa di brevetto) realizzato poco dopo la raccolta in modo da preservare e proteggere la frazione fenolica, seguito dall’estrazione acquosa che permette di mantenere il contenuto fenolico completo e l’identità della materia prima. Le specifiche tecniche di Neumentix sono riassunte nella Tabella 1.

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Efficacia

Lo stress ossidativo e l’infiammazione sono considerati due dei tratti distintivi del processo di invecchiamento e sono stati implicati nella patogenesi di declino cognitivo suggerendo che l’intervento nutrizionale con antiossidanti, in grado di ridurre lo stress ossidativo e l’infiammazione, può potenzialmente preservare e migliorare la funzione cognitiva. L’acido rosmarinico è un polifenolo in grado di attraversare la barriera emato-encefalica ed è noto per le sua caratteristiche antiossidanti e antinfiammatorie.

Studi pre-clinici
I potenziali effetti benefici di Neumentix per la salute del cervello sono stati inizialmente valutati utilizzando il modello murino di senescenza accelerata (SAMP8), un modello animale che presenta disfunzioni specifiche di apprendimento e memoria.
L’effetto sull’apprendimento e la memoria associato alla somministrazione per 90 giorni di Neumentix (32, 320 o 640 mg/kg/giorno) o placebo è stato valutato in topi SAMP8 senescenti utilizzando i modelli comportamentali “T-maze” e “Object Recognition Test”. Un gruppo di animali SAMP8 backcross, normali dal punto di vista cognitivo, è stato inoltre incluso nell’esperimento come gruppo controllo ed ha assunto placebo per tutta la durata dello studio (3,4). Lo stress ossidativo a livello cerebrale è stato valutato misurando i livelli tissutali dei marcatori di perossidazione lipidica e proteica 4-idrossi-trans-2-nonenale (HNE), 3-nitrotirosina (3-NT) e carbonili proteici (PC) in regioni cerebrali specifiche. La supplementazione con Neumentix ha mostrato un miglioramento rispetto al placebo nel test T-maze, sia nell’acquisizione (dose media e alta) che nella ritenzione (tutte le dosi), e nell’Object Recognition Test (dose media e alta). Neumentix ha inoltre ridotto significativamente i marker di stress ossidativo nella corteccia cerebrale (HNE e 3- NT) e nell’ippocampo (HNE e PC), ma non nello striato, indicando un effetto selettivo sullo stress ossidativo in aree cerebrali specifiche.

Studi clinici
La tollerabilità di Neumentix e l’effetto su diversi aspetti cognitivi sono stati valutati in uno studio aperto condotto in 11 soggetti sani (maschi e femmine con età compresa tra i 50 e i 70 anni) con valutazione soggettiva di compromissione della memoria (self-reported memory impairment), supplementati con Neumentix alla dose giornaliera di 900 mg somministrata una volta al giorno per 30 giorni (5).
La tollerabilità è stata esaminata valutando i sintomi gastrointestinali, gli eventi avversi (AE) e i parametri ematici (biochimica, ematologia e profili lipidici) al baseline e alla fine dei 30 giorni di supplementazione. La funzione cognitiva è stata misurata utilizzando il questionario Subject Global Impression (SGI) Scale of Cognition somministrato al termine della supplementazione. Una batteria di 8 test computerizzati on-line (Cambridge Brain Science) volta a valutare quattro domini cognitivi – memoria, attenzione, ragionamento e pianificazione – è stata inoltre utilizzata per valutare l’effetto acuto (giorno 0 pre-dose e tra 0,5 a 4 ore post-dose) e cronico (giorno 30) della supplementazione con Neumentix. Tutti i test di significatività per questo studio pilota sono stati eseguiti con alfa <0,1, two-sided. Lo studio ha mostrato che Neumentix alla dose di 900 mg al giorno per 30 giorni non modifica significativamente i sintomi gastrointestinali e non altera né i valori ematici né i parametri vitali. Non sono stati riportati eventi avversi associati con il consumo di Neumentix.
La supplementazione con Neumentix durante 30 giorni ha portato a un migliorameno statisticamente significativo nel punteggio medio ottenuto con il questionario SGI (P=0,063) e nei punteggi cognitivi funzionali relativi al ragionamento (P=0,023), attenzione/concentrazione (P=0,002) e pianificazione (P=0,088). Sono stati ulteriormente osservati miglioramenti in alcuni aspetti cognitivi dopo somministrazione acuta di Neumentix rispetto alla situazione pre-dose: attenzione/concentrazione dopo 2 ore (P=0,042 e P=0,025) e 4 ore (P=0,001 e P=0,002) dalla prima somministrazione e pianificazione 4 ore post dose (P=0,004). Gli effetti benefici di Neumentix nel sostenere la normale funzione cognitiva in una popolazione a rischio per disturbi della memoria associati con il normale invecchiamento sono stati ulteriormente approfonditi in un trial clinico in doppio cieco, parallelo, randomizzato e controllato con placebo (6,7).
Novanta partecipanti, uomini e donne con età compresa tra 50 e 70 anni e deficit di memoria associate all’età (age-associated memory impairment – AAMI), sono stati randomizzati in 3 gruppi che hanno ricevuto 0, 600 o 900 mg di Neumentix per 90 giorni. La funzionalità cognitiva è stata valutata utilizzando il CDR System™ (Bracket, Wayne, PA) al baseline e dopo 45 e 90 giorni di supplementazione.
Il sonno e l’umore dei partecipanti sono stati valutati al baseline e alla fine dei 90 giorni di trattamento attraverso la somministrazione dei questionari Leeds Sleep Evaluation Questionnaire (LSEQ) e Profile of Mood States (POMS™ Standard Form), rispettivamente. La tollerabilità di Neumentix è stata valutata controllando i parametri ematici (biochimica, ematologia e profili lipidici) e l’occorrenza di eventi avversi. Al termine della supplementazione i partecipanti che avevano ricevuto 900 mg di Neumentix hanno riportato un miglioramento statisticamente significativo nella qualità complessiva della memoria di lavoro (working memory) (P=0,0469) e nella accuratezza della memoria di lavoro spaziale (spatial working memory) (P=0,0456) rispetto al gruppo placebo (Fig.1). Risultati interessanti sono stati anche osservati con il questionario LSEQ che ha mostrato che Neumentix alla dose di 900 mg era in grado di migliorare la capacità di prendere sonno (P=0,0046) rispetto al gruppo placebo. I dati ottenuti con il questionario POMS hanno inoltre mostrato una tendenza per il miglioramento nel fattore vigore-attività e nel punteggio totale dei disturbi dell’umore quando paragonato al gruppo placebo (P=0,0646 e P=0,082, rispettivamente). Nessun effetto è stato riportato con la dose giornaliera di 600 mg vs placebo. Lo studio ha inoltre confermato che entrambe le dosi di Neumentix sono ben tollerate, non sono state osservate alterazioni nei parametri vitali o ematici e non sono stati riportati eventi avversi associati con il consumo dell’ingrediente. I risultati complessivi degli studi clinici supportano l’uso quotidiano del Neumentix quale intervento nutrizionale volto a migliorare la memoria di lavoro e la capacità di prendere sonno.

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Sicurezza

La sicurezza di Neumentix è stata valutata utilizzando il test di mutazione inversa di Ames, il test di aberrazione cromosomica in vitro e gli studi di tossicità acuta (14 repeated dose-range finding) e subcronica (90-day repeated dose oral (gavage) toxicity study) (8). La tollerabilità di Neumentix è stata inoltre investigata negli studi clinici precedentemente riportati. Gli studi di genotossicità e tossicità acuta e subcronica sono stati effettuati in conformità con le buone pratiche di laboratorio (BPL) e utilizzando le linee guida dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e il Redbook della FDA, mentre i trial clinici sono stati condotti in conformità con la Dichiarazione di Helsinki e le norme di Buona Pratica Clinica (Good Clinical Practices (GCP)).
Questi studi confermano che Neumentix è sicuro quando consumato nelle condizioni d’impiego raccomandate.

Applicazioni e modalità d’uso

Neumentix è una polvere scorrevole contenente > 14,5% acido rosmarinico e 24% fenoli totali. È un ingrediente idrosolubile versatile che può essere facilmente incluso in diverse formulazioni galeniche quali capsule, compresse, sticks e compresse effervescenti ed è stabile in una gamma di temperature e pH. Il dosaggio suggerito è 900 mg/die.

Bibliografia
1 WHO – Ageing and life course. http://www.who.int/ageing/en/ Accessed on July 2015.
2 B. Narasimhamoorthy, LO. Zhao, X. Liu, W. Yang, J.A. Greaves (2015)
Differences in the chemotype of two native spearmint lines selected for rosmarinic acid accumulation in comparison to commercially grown native spearmint. Ind Crops Prod 63 87-91
3 S. Farr, M.L. Niehoff, M.A. Ceddia et al (2013)
Antioxidant extracts from rosemery and spearmint improve learning, memory and reduce oxidative stress in samp8 mice. Poster presented at Neuroscience 2013, San Diego (CA), USA November 9-13, 2013 (436.14/T12)
4 S. Farr, B. Fonseca, K. Herrlinger et al (2015)
Selective reduction of oxidative stress markers in SAMP8 mouse brain by a distinct spearmint extract with antioxidant properties. Poster presented at the American Academy of Neurology (AAN) annual Meeting, Washington DC, USA April 18-25, 2015 (P4.078)
5 K. Nieman, K.D. Sanoshy, L. Bresciani et al (2015)
Tolerance, bioavailability, and potential cognitive health implications of a distinct acqueous spearmint extract Funct Foods Health Dis 5(5) 165-187
6 C. Cook, K. Herrlinger, K. Nieman et al (2015)
Effects of a proprietary spearmint extract on cognitive function and tolerance parameters in men and women with age-asociated memory impairment
FASEB J 29(1) Supp 900.15
7 B. Fonseca, KA. Herrlinger, Nieman et al (2015)
Effects of a distinct phenolic complex on working memory performance in healthy men and women with age-related memory impairment. Poster presented at the American Academy of Neurology (AAN) annual Meeting, Washington DC, USA April 18-25, (P7.105)
8 J. Lasrado, D. Trinker, M.A. Ceddia, K. Herrlinge (2015)
The safety of a dry spearmint extract in vitro and in vivo
Regul Toxicol Pharmacol 71(2) 213-224

Per informazioni
Kemin Human Nutrition and Health
Samanta Maci
samanta.maci@kemin.com
tel +35 1214157500 – www.kemin.com

Kemin in a nutshell
Kemin fornisce tecnologie sviluppate specificamente per offrire benefici per la nutrizione e la salute umana e animale. Impegnata nel garantire la sicurezza alimentare, Kemin mantiene strutture produttive di ultima generazione, dove sono fabbricati circa 500 ingredienti speciali per l’industria alimentare e dei mangimi a livello globale, nonché per i mercati di nutrizione, salute e bellezza. Kemin è un’impresa familiare privata con quasi 2.000 dipendenti e opera in oltre 90 paesi con stabilimenti di produzione in Belgio, Brasile, Cina, India, Italia, Singapore, Sud Africa e Stati Uniti.

NatuVitE

Fagron Italia presenta NatuVitE, vitamina E di derivazione naturale e in polvere, ora disponibile per integratori alimentari.

Composizione e specifiche tecniche
NatuVitE è una vitamina E in forma di d-alpha tocoferil acetato titolato min. 700 IU/g supportata su maltodestrina; si presenta come una polvere scorrevole bianca o quasi bianca. Il d-alpha tocoferil acetato di NatuVitE è ottenuto partendo da RRR-alpha-tocoferolo naturale in quanto ricavato da semi di soia. Il prodotto, inoltre, è non irradiato, privo di OGM ed essendo altamente purificato non contiene allergeni. Le specifiche tecniche di NatuVitE sono riportate in Tabella 1.

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Meccanismo d’azione
La vitamina E è una vitamina liposolubile che consiste in due gruppi di composti classificati, a seconda della presenza di una catena satura o insatura, in tocoferoli (a, b, g, d) e tocotrienoli (a, b, g, d). La vitamina E è trasportata nel plasma da lipoproteine e ripartita tra le membrane cellulari e siti di stoccaggio dei grassi. Occorre precisare che la vitamina E assunta tramite la dieta viene assorbita a livello dell’intestino tenue prevalentemente nella forma di a-tocoferolo (previa idrolisi qualora introdotta come estere).
Dall’intestino i vari isomeri sono poi trasportati nei chilomicroni e successivamente nel fegato dove la proteina citosolica a–TTP (Tocopherol Transfer Protein) è responsabile del trasferimento stereoselettivo del solo tocoferolo naturale (RRR-a-Tocoferolo) nelle VLDL in seguito rilasciate nel circolo ematico (1).
La vitamina E funziona fisiologicamente come un agente protettivo ed antiossidante (chain-breaking antioxidant) in grado di impedire l’ossidazione degli acidi grassi polinsaturi, evento responsabile dello sviluppo del processo di perossidazione lipidica e scatenato dall’azione di radicali liberi tramite reazioni a catena. Poiché la perossidazione lipidica può determinare profonde alterazioni delle membrane cellulari, alla vitamina E è stato riconosciuto un indiscusso ruolo nel mantenere indenni e proteggere tali strutture, preservando i tessuti dallo stress ossidativo responsabile di diverse patologie e dell’invecchiamento cellulare in generale (2) .

Efficacia
L’azione biologica della vitamina E è di particolare importanza nella prevenzione dei danni strutturali a carico delle membrane cellulari mediante un processo di prevenzione del danno indotto dallo stress ossidativo, che si esprime generalmente con l’inibizione della perossidazione lipidica e con una riduzione significativa del contenuto ematico di LDL ossidate responsabili dell’aterosclerosi. Numerosi studi sono stati riportati negli anni sugli effetti salutari della Vitamina E. Sintetizziamo di seguito solo alcuni tra i più recenti o rilevanti. Uno studio clinico doppio-cieco randomizzato ha permesso di valutare l’effetto antiossidante della vitamina E in forma di d-alpha-tocoferil acetato su 161 volontari sani di età compresa tra 39 e 56 anni assunta per via orale per 6 anni. è risultato che 100 mg di d-alpha tocoferil acetato, assunti quotidianamente, riducono la perossidazione delle lipoproteine a bassa densità LDL e possono quindi prevenire la fase iniziale del processo di aterosclerosi delle coronarie (3). Un ulteriore studio clinico doppio-cieco, randomizzato, ha confermato che l’integrazione alimentare con Vitamina E, grazie alla sua azione antiossidante, è efficace nel ridurre eventi cardiovascolari in individui affetti da una forma di diabete mellito di tipo II con aumentato stress ossidativo (4).
La vitamina E è risultata efficace anche nel contrastare lo stress ossidativo a livello cerebrale. Una recente review di studi inerenti gli effetti della vitamina E nei confronti delle performance cognitive durante l’invecchiamento e in pazienti affetti da Alzheimer ha infatti confermato l’azione di questa vitamina nel promuovere il benessere cerebrale durante l’invecchiamento e nel ritardare il decorso del disturbo di Alzheimer (5).

Sicurezza
Studi tossicologici su modello animale hanno evidenziato che la Vitamina E non è carcinogenica, genotossica e teratogena. Diversi studi controllati in doppio-cieco confermano la bassa tossicità della vitamina E e l’assenza di effetti collaterali significativi anche nell’uomo (6).
Un ulteriore studio scientifico mette in evidenza che gli integratori alimentari di vitamina E possono essere ritenuti sicuri per la maggior parte della popolazione. Lo studio conclude che, in generale, la quantità giornaliera da assumere non deve essere comunque superiore a 1600 IU di RRR-alpha-tocoferolo, pari a 1073 mg o il suo equivalente molare se esterificato (7).

Applicazioni e modalità d’uso
NatuVitE è una fonte di vitamina E, di origine naturale e biodisponibile, che può essere impiegata negli stati carenziali di vitamina E e per contribuire alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, come indicato dal Regolamento n. 432 del 16 maggio 2012, relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari. Per poter vantare tale indicazione d’uso, sulla confezione dell’integratore alimentare è opportuno precisare che l’apporto minimo di vitamine con la quantità di assunzione giornaliera indicata in etichetta non deve essere inferiore al 15% dei valori nutritivi di riferimento (VNR), o Nutrient Reference Values (NRVs) riportati nell’allegato XIII, parte A, punto 1 del Regolamento (UE) 1169/2011.
L’acetato di D-alfa-tocoferile è inserito nella lista di formule vitaminiche ammesse dal Reg. CE n.1925/2006; pertanto NatuVitE è una fonte di vitamina E impiegabile negli integratori alimentari. Il Ministero della Salute Italiano consiglia un dosaggio massimo giornaliero di 60 mg di vitamina E come riportato nel documento “Apporti giornalieri di vitamine e minerali ammessi negli integratori alimentari” (Revisione febbraio 2015). NatuVitE, grazie alla sua forma farmaceutica in polvere, consente agli operatori del settore nutrizionale tangibili vantaggi rispetto alle forme liquide di vitamina E, permettendo una maggiore facilità ed efficienza di produzione di integratori alimentari in forma di capsule, bustine e compresse.

Bibliografia
1 R. Meier, T. Tomizaki, C. Schulze-Briese et al (2003)
The Molecular Basis of Vitamin E Retention: Structure of Human a-Tocopherol Transfer Protein J Mol Biol 331 725–734
2 E. Mocchegiani, L. Costarelli, R. Giacconi et al (2014)
Vitamin E-gene interactions in aging and inflammatory age-related diseases: implications for treatment. A systematic review
Ageing Res Rev 14 81-101
3 S. Takamatsu, M. Takamatsu, Satoh K et al (1995)
Effects on health of dietary supplementation with 100 mg d-alpha-tocopheryl acetate, daily for 6 years J Int Med Res 23(5) 342-357
4 U. Milman, S. Blum, C. Shapira et al (2008)
Vitamin E supplementation reduces cardiovascular events in a subgroup of middle-aged individuals with both type 2 diabetes mellitus and the haptoglobin 2-2 genotype: a prospective double-blinded clinical trial
Arterioscler Thromb Vasc Biol 28(2) 341-347
5 G. La Fata, P. Weber, M. Hasan Mohajeri (2014)
Effects of Vitamin E on Cognitive Performance during Ageing and in Alzheimer’s Disease Nutrients 6 5453-5472
6 EFSA Scientific Committee on Food, Scientific Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (2006)
Tolerable upper intake levels for vitamins and minerals
http://www.efsa.europa.eu/it/ndatopics/docs/ndatolerableuil.pdf
7 Hathcock JN, Azzi A, Blumberg J et al (2005)
Vitamins E and C are safe across a broad range of intakes
Am J Clin Nutr 81(4) 736-745

Per informazioni
Davide Patroncini, Annalisa Pellegrini
tel 051-535790
davide.patroncini@fagron.it – annalisa.pellegrini@fagron.it
www.fagron.it

Fagron-25years
Fagron in a nutshell
Fagron Italia è la sede italiana del gruppo Fagron, azienda farmaceutica olandese leader mondiale del compounding e della distribuzione di materie prime farmaceutiche e nutrizionali alle farmacie ed alle industrie. Fagron è in continua espansione ed è presente nel mondo in 30 paesi, in tutti i continenti: Europa, America, Medio Oriente, Africa, Asia e Oceania.
La filiale italiana si distingue per l’innovazione delle soluzioni e l’eccellenza dei servizi offerti alle aziende nutrizionali tra cui il supporto formulativo e regolatorio.

Creapure®

Fagron Italia presenta in esclusiva sul mercato nutraceutico italiano Creapure®, prodotto di elevata qualità, a marchio AlzChem (Germania), unica creatina monoidrato nel mercato globale ad essere prodotta in Europa ed ora disponibile per formulazioni in integratori alimentari.

Composizione e specifiche tecniche
Creapure® è una creatina monoidrato che si presenta in forma di polvere fine, incolore, di granulometria adatta alla compressione diretta.
Creapure® viene sintetizzata da AlzChem a Trostberg, in Germania, in uno stabilimento in GMP e notificato FDA.
Il processo produttivo, che non prevede l’impiego di solventi organici, è brevettato (EP 0754679, USA US 5719319, China CN 1140707) e si basa su tre punti fondamentali: produzione degli intermedi di sintesi per garantire la totale assenza di cross-contaminazione, tecnologia innovativa e analisi chimiche in sito mediante laboratori certificati in GLP (Good Laboratory Practice).
Inoltre, l’esclusivo processo produttivo di AlzChem previene la contaminazione microbiologica e di metalli pesanti, oltre che di contaminanti.
L’elevata qualità di Creapure® (dati tecnici disponibili nella Tabella 1) è infatti garantita dal bassissimo tenore di tre contaminanti: creatinina, dicianamide e diidrotriazina (analizzati mediante metodica HPLC), e dall’altissimo grado di purezza.
Il prodotto è certificato Kosher e Halal.

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Meccanismo d’azione
La creatina è una sostanza naturale biosintetizzata nell’uomo principalmente da reni, pancreas e fegato a partire da tre aminoacidi: arginina, glicina e metionina per la metà del fabbisogno corporeo giornaliero, la restante parte viene ingerita con gli alimenti che la contengono, come carne e pesce.
Si trova in tutte le cellule, principalmente nei muscoli, ed è essenziale per sostenere i processi corporei che richiedono energia, compresi quelli muscolari e cerebrali.
Non appena viene intrapresa un’attività fisica la creatina rappresenta il primo substrato più rapidamente disponibile in grado di fornire al corpo l’energia necessaria.
Questo perché la creatina viene fosforilata nelle cellule in fosfocreatina, molecola che poi cede un gruppo fosfato all’ADP (adenosin-difosfato) rigenerando l’ATP (adenosin-trifosfato). L’adenosin trifosfato rappresenta una fonte di energia primaria cellulare necessaria per il corretto funzionamento delle reazioni metaboliche endoergoniche.
E’ stato scientificamente provato che l’integrazione orale di creatina aumenta la concentrazione di creatina plasmatica in maniera dose-dipendente.
Un volta assorbita, la creatina, grazie a specifici trasportatori endogeni, è veicolata dal torrente sanguigno ai muscoli e al cervello dove esplica la sua azione.
Un recente studio ha confermato che la creatina, assunta per via orale in soluzione acquosa o in forma di barrette con proteine o beta glucani e contenenti 2 grammi di creatina, è totalmente assorbita (1). Un ulteriore studio condotto su nove giovani volontari sani ha evidenziato che l’assunzione orale di 20 grammi al giorno per quattro settimane di creatina monoidrato Creapure® è in grado di incrementare le concentrazioni totali di creatina a livello cerebrale in condizioni fisiologiche (2).

Efficacia
L’integrazione orale con creatina monoidrato risulta ottimale per promuovere, nel breve termine, la forza muscolare e l’energia necessaria per compiere prestazioni fisiche e, nel lungo termine, per incrementare la resistenza fisica.
Uno studio in doppio cieco, randomizzato, controllato da placebo, condotto su giovani atleti sani trattati per 28 giorni con 5 g/die di creatina (nella forma citrato o piruvato di AlzChem) o placebo, ha confermato che la sostanza, assunta per via orale in entrambe le forme, è in grado di migliorare le performance durante esercizi intermittenti di impugnatura (handgrip exercise) di massima intensità (3).
Numerosi studi evidenziano che la somministrazione orale di creatina può risultare efficace anche nel contribuire a mantenere l’integrità delle funzioni cerebrali, con conseguente effetto neuroprotettivo. Uno studio in doppio cieco, randomizzato e controllato da placebo, ha evidenziato che l’integrazione orale con Creapure® è in grado di supportare, negli anziani, il benessere mentale e di migliorarne funzioni e performance cognitive (4).
Uno studio condotto su modello animale suggerisce che Creapure® è inoltre in grado di influenzare positivamente la funzionalità e la struttura ossea. Infatti, per lo sviluppo e il normale processo di riparazione osseo, gli osteoblasti necessitano di un’elevata quantità di energia che la creatina è in grado di apportare. In questo studio, in giovani ratti alimentati per 8 settimane con cibo arricchito di creatina monoidrato (Creapure®) 2% p.p., è stato infatti possibile riscontrare una maggiore densità ossea lombare e resistenza ossea femorale, rispetto agli animali non trattati (5).

Sicurezza
L’impiego negli integratori alimentari di 3 grammi di creatina monoidrato al giorno, quantitativo pari al turn-over fisiologico, è stato ritenuto sicuro da EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) (6).
Nella valutazione di EFSA viene fatto riferimento al brevetto del processo produttivo di Creapure® (US patent 5,719,319) che consente di ridurre i livelli delle impurezze tra cui dicianamide, creatinina e diidro-1,3,5-triazina.
Uno studio clinico ha esaminato gli effetti nel lungo termine derivanti dall’assunzione di creatina monoidrato in giovani atleti. I soggetti, trattati complessivamente per un periodo di 21 mesi, hanno prima ricevuto 15,75g/die di creatina monoidrato Creapure® per 5 giorni e in seguito una media di 5 grammi al giorno. Lo studio ha evidenziato che l’integrazione orale di creatina fino a 21 mesi continuativi è sicura, in quanto non altera gli indicatori di un buon stato di salute in atleti sottoposti ad intensa attività fisica (7).
La sicurezza d’uso derivante dall’assunzione orale di 4 grammi al giorno di creatina monoidrato Creapure® nel lungo termine (2 anni) e i possibili effetti collaterali a carico del sistema renale a seguito dell’integrazione per periodi prolungati, sono stati valutati da un ulteriore studio clinico controllato da placebo e condotto su 60 pazienti anziani affetti da morbo di Parkinson, a cui sono stati monitorati i parametri ematici e delle urine.
I livelli sierici di creatinina risultano incrementati nei pazienti che hanno assunto creatina, mentre tutti gli altri parametri correlati alla funzione renale e, in particolar modo i livelli di cistatina C, sono risultati nella norma, indicando un’inalterata funzione renale e sicurezza d’uso (8).

Applicazioni e dosaggio
La creatina monoidrato, scientificamente studiata per decenni, rappresenta un ingrediente chiave di integratori alimentari per sportivi e per il recupero energetico in generale. L’integrazione orale di Creapure® può aiutare ad aumentare la concentrazione di creatina a livello muscolare.
Il regolamento (UE) N.432/2012, relativo alle indicazioni sulla salute degli integratori alimentari, stabilisce che il consumo di creatina incrementa le prestazioni fisiche in caso di attività ripetitive, di elevata intensità e di breve durata.
Questa indicazione può essere impiegata solo per un alimento che fornisce un apporto giornaliero di 3 grammi di creatina. L’indicazione va inoltre accompagnata dall’informazione al consumatore che l’effetto benefico si ottiene con l’assunzione giornaliera di 3 grammi di creatina e che quest’ultima può essere utilizzata solo per alimenti destinati ad adulti che praticano un esercizio fisico intenso.

Formulazioni
Il prodotto è disponibile sia in polvere che nella innovativa forma di tavolette masticabili dal sapore limone o lampone, del peso di 3 grammi ciascuna e contenenti 1 grammo di Creapure®.
Creapure®, oltre alla versione monoidrato, è disponibile in altre forme: citrato, tamponata e piruvato.

Bibliografia
1 L. Deldicque, J. Décombaz, H. Zbinden Foncea et al (2008)
Kinetics of creatine ingested as a food ingredient
Eur J Appl Physiol 102(2) 133-143
2 P. Dechent, P. J. W. Pouwels, B. Wilken et al (1999)
Increase of total creatine in human brain after oral supplementation of creatine-monohydrate
Am J Physiol – Regul, Integr Comp Physiol 277(3) R698-R704
3 R. Jäger, J. Metzger, K. Lautmann et al (2008)
The effects of creatine pyruvate and creatine citrate on performance during high intensity exercise
J Int Soc Sports Nutr 13(5) 4
4 T. McMorris, G. Mielcarz, R.C. Harris et al (2007)
Creatine supplementation and cognitive performance in elderly individuals
Neuropsychol Dev Cogn B Aging Neuropsychol Cogn 14(5)517-528
5 A. Antolic, B.D. Roy, M.A. Tarnopolsky et al (2007)
Creatine monohydrate increases bone mineral density in young Sprague-Dawley rats
Med Sci Sports Exerc 39(5) 816-820
6 EFSA AFC Panel (2004)
Opinion of the Scientific Panel on Food Additives, Flavourings, Processing Aids and Materials in Contact with Food on a request from the Commission related to Creatine monohydrate for use in foods for particular nutritional uses
EFSA J 36 1-6
7 R.B. Kreider, C. Melton, C.J. Rasmussen et al (2003)
Long-term creatine supplementation does not significantly affect clinical markers of health in athletes
Mol Cell Biochem 244(1-2) 95-104
8 A. Bender, W. Samtleben, M. Elstner, T. Klopstock (2008)
Long-term creatine supplementation is safe in aged patients with Parkinson disease
Nutr Res 28(3) 172-178

Per informazioni
Davide Patroncini, davide.patroncini@fagron.it
Annalisa Pellegrini, annalisa.pellegrini@fagron.it
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Fagron in a nutshell
Fagron Italia è la sede italiana del gruppo Fagron, azienda farmaceutica olandese leader mondiale del compounding e della distribuzione di materie prime farmaceutiche e nutrizionali alle farmacie ed alle industrie. Fagron è in continua espansione ed è presente nel mondo in 30 paesi, in tutti i continenti: Europa, America, Medio Oriente, Africa, Asia e Oceania.
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K-Real®

Con il termine krill si indicano minuscoli crostacei appartenenti all’ordine Euphausiacea che vivono in enormi banchi in tutti i mari e gli oceani, anche se prediligono le acque fredde dell’Oceano Antartico. Il krill si nutre essenzialmente di fitoplancton e rappresenta una fonte alimentare essenziale per la sopravvivenza di numerose specie marine quali: cetacei, pesci ed uccelli acquatici.
Il krill antartico (Euphausia superba) presenta un contenuto molto elevato di acidi grassi polinsaturi essenziali omega-3, come EPA e DHA; per tale motivo esso viene utilizzato per la produzione di olio di krill.
Nell’ultimo decennio, gli acidi grassi omega-3 sono stati oggetto di numerose ricerche che hanno dimostrato come essi siano in grado di esercitare molteplici effetti benefici per la salute umana (Fig.1); in particolare, sono risultati utili nella prevenzione di malattie cardiovascolari, neurodegenerative ed osteoarticolari.
K-Real® Krill Oil è prodotto da Enzymotec, una società biotecnologica leader nella fornitura di prodotti a base di lipidi. L’ingrediente è distribuito in esclusiva da Giellepi per il mercato italiano.
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Composizione e specifiche tecniche
Diversamente dagli acidi grassi omega-3 contenuti nell’olio di pesce, quelli presenti in K-Real® Krill Oil sono legati a fosfogliceridi e trigliceridi; ciò ne migliora la biodisponibilità e favorisce l’assorbimento degli EPA/DHA negli organi bersaglio tra cui cervello e fegato. K-Real® Krill Oil viene ottenuto dal krill di origine antartica attraverso un processo produttivo sviluppato da Enzymotec denominato Multi Stage Oil (MSO®) che assicura l’estrazione di un olio di alta qualità ricco in omega-3 legati a fosfolipidi. Inoltre, grazie a questo particolare processo, è possibile estrarre contemporaneamente altre sostanze presenti nel krill come l’astaxantina che mostra proprietà anti-ossidanti.
L’ossido di trimetilammina (TMAO) è un composto non tossico presente negli organismi marini come pesci, molluschi e crostacei. La trimetilammina (TMA) rappresenta un prodotto della degradazione della TMAO ed è responsabile del caratteristico odore dei pesci in decomposizione. Pertanto, la graduale riduzione della concentrazione di TMAO e l’incremento di TMA vengono utilizzati come parametri chimici per valutare il deterioramento dei prodotti ittici. L’azoto volatile totale (TVN) è un altro indice utilizzato per valutare lo stato dei prodotti ittici che comprende TMA, ammonio ed altre fonti di azoto basico. Il processo di produzione di K-Real® Krill Oil garantisce livelli di tali composti inferiori ai valori soglia raccomandati (1) (Tab.1).
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Il consumo di olio di pesce è spesso associato ad uno sgradevole ritorno di gusto; tale fenomeno ha, in generale, un impatto negativo sugli utilizzatori fino al punto che molti di essi rinunciano a continuare ad assumere il prodotto; K-Real® Krill Oil non presenta un sapore sgradevole e soprattutto non causa alcun ritorno di gusto grazie alla sua particolare composizione.
Inoltre, K-Real® Krill Oil contiene bassi livelli di sodio (2). Molte persone assumono troppo sodio con gli alimenti ed un apporto troppo elevato di tale elemento può essere associato ad un’elevata pressione sanguigna che favorisce l’insorgenza di malattie cardiovascolari. Diminuire l’assunzione di sodio con la dieta rappresenta, dunque, un modo semplice per ridurre il rischio di tali malattie.
Infine, il krill utilizzato per la produzione di K-Real® Krill Oil viene pescato con metodi eco-sostenibili che contribuiscono alla conservazione della fauna marina dell’Oceano Antartico come sancito dalla CCAMLR (Commission for the Conservation of Antarctic Marine Living Resources).
Le specifiche tecniche di K-Real® Krill Oil sono illustrate nella Tabella 2.
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Efficacia
È stato dimostrato clinicamente che, rispetto all’olio di pesce, K-Real® Krill Oil risulta più efficace nell’incrementare i livelli plasmatici di omega-3, viene assorbito negli eritrociti e successivamente distribuito agli organi bersaglio come cuore, cervello e fegato più efficientemente.
In uno studio clinico controllato, randomizzato, in doppio cieco (3), K-Real® Krill Oil ha determinato un aumento dell’omega-3 index (percentuale di EPA+DHA negli eritrociti) maggiore di quello dell’olio di pesce.
Nello studio, 24 volontari sani sono stati trattati con 3 g/giorno p.o. di K-Real® Krill Oil, olio di pesce e olio di semi (placebo) per 4 settimane. K-Real® Krill Oil ha determinato un aumento significativo delle concentrazioni plasmatiche ed eritrocitarie degli acidi grassi omega-3, EPA e EPA+DHA (Fig.2) ed una significativa riduzione del rapporto omega-6:omega-3 rispetto all’olio di pesce e al placebo. Dunque, i risultati dello studio clinico lasciano supporre che la biodisponibilità degli acidi grassi omega-3 contenuti in K-Real® Krill Oil sia superiore rispetto a quella degli omega-3 presenti nell’olio di pesce; ciò comporterebbe una maggiore efficacia dell’olio di krill riconducibile verosimilmente alle differenze strutturali tra i due oli di origine marina.
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Sicurezza
L’olio di krill è un ingrediente che vanta una lunga storia di consumo, essendo disponibile sul mercato da molti anni in diversi paesi. Inoltre, esso è sicuro; il suo utilizzo, infatti, non è stato associato a particolari effetti indesiderati. Numerosi studi clinici hanno dimostrato che l’olio di krill è ben tollerato dall’organismo umano mentre i risultati di studi pre-clinici evidenziano come, anche in seguito a somministrazioni prolungate, il trattamento non abbia causato effetti tossici nelle specie da laboratorio.
L’Oceano Antartico, da cui origina il krill utilizzato per la produzione di K-Real® Krill Oil, rappresenta una delle zone più remote del nostro pianeta e, come tale, risulta isolato dall’inquinamento e dai rischi derivanti dai contaminanti ambientali. Il krill antartico si nutre di plancton, organismi alla base della catena alimentare, e pertanto non è soggetto al fenomeno della biomagnificazione di contaminanti ed altre sostante potenzialmente tossiche come i metalli pesanti, le cui concentrazioni risultano spesso piuttosto elevate nei pesci di grandi dimensioni.
K-Real® Krill Oil ha ottenuto il GRAS status dalla Food and Drug Administration (FDA) mentre in Europa ha ottenuto quello di Novel Food (4).

Applicazioni e dosaggio
K-Real® Krill Oil non causa alcun ritorno di gusto; può essere facilmente incapsulato in soft-gels o formulato in preparazioni liquide, sia singolarmente che in combinazione con altri componenti attivi. Le applicazioni includono integratori alimentari e functional foods.
K-Real® Krill Oil presenta un basso contenuto di sodio, pertanto può essere assunto anche dagli individui che devono tenere sotto controllo i livelli di tale elemento.
Il dosaggio consigliato è pari a 500 mg al giorno.

Bibliografia
1 Commission Regulation (EC) (2008)
No 1022/2008 of 17 October 2008 amending Regulation (EC) No 2074/2005 as regards the total volatile basic nitrogen (TVB-N) limits
Off J Eur Union L 277/18
2 Regulation (EC) (2006)
No 1924/2006 of the European Parliament and of the Council of 20 December 2006 on nutrition and health claims made on foods
Off J Eur Union L 404/9
3 V.R. Ramprasath, I. Eyal, S. Zchut, P.J. Jones (2013)
Enhanced increase of omega-3 index in healthy individuals with response to 4-week n-3 fatty acid supplementation from krill oil versus fish oil
Lipids Health Dis 12(178) 1-11
4 Commission Decision of 12 October 2009 authorising the placing on the market of a lipid extract from Antarctic Krill Euphausia superba as a novel food ingredient under Regulation (EC) No 258/97 of the European Parliament and of the Council
Off J Eur Union L 268/33

Per informazioni
Giellepi
tel +39 0362 240116
anna.costa@giellepi.it – alessia.terruzzi@giellepi.it
www.giellepi.it

Giellepi in a nutshell
Giellepi è un’azienda operante nel mercato delle materie prime nutrizionali e della ricerca scientifica finalizzata all’innovazione nel campo degli integratori alimentari, alimenti a fini medici speciali e dispositivi medici. In oltre 15 anni di attività, le due divisioni Ingredients ed Health Science hanno saputo sviluppare competenze di altissimo livello. Grazie a questa competenza specifica, importanti produttori a livello mondiale hanno affidato a Giellepi la distribuzione delle loro materie prime, sicuri di poter garantire al cliente finale una buona catena distributiva, servizi tecnici, competenza degli aspetti regolatori ed un sistema qualità certificato e di altissimo livello.

K2Vital®

Le ossa costituiscono un tessuto vivente in continuo rinnovamento per tutto il corso della vita; i processi di formazione di nuovo tessuto osseo ad opera degli osteoblasti e processi di riassorbimento ad opera degli osteoclasti che permettono la regolazione della forza delle ossa si alternano costantemente. Nel ciclo di rimodellamento osseo, gli osteoclasti rimuovono il tessuto vecchio e danneggiato e i costituenti immagazzinati, tra cui il calcio, minerale essenziale della matrice ossea, sono rilasciati nel circolo sanguigno. Al tempo stesso gli osteoblasti producono nuovo tessuto, inducendo la produzione di osteocalcina, una proteina che nella sua forma attivata è in grado di legare calcio e incorporarlo a livello delle ossa.
Uno squilibrio tra i due processi a favore dell’attività di riassorbimento degli osteoclasti incrementa la fragilità ossea con conseguente sviluppo di osteoporosi.
Il numero di persone affette da osteopenia ed osteoporosi, stati caratterizzati da bassi livelli di densità minerale ossea, è in costante aumento; si stima che circa 75 milioni di persone tra Europa, USA e Giappone siano affette da osteoporosi e tra queste le donne costituiscono la stragrande maggioranza. Esiste una comprovata correlazione tra osteoporosi e fratture; l’incidenza registrata per donne e uomini è del 30-50% e 15-30% rispettivamente.
Il rischio di fratture da osteoporosi a livello mondiale varia in funzione del paese d’origine e il fatto che l’incidenza continui ad aumentare, nonostante i principali fattori di rischio (dieta, esercizio fisico, intake di calcio e vitamina D3) siano ben conosciuti, suggerisce che questi vengano del tutto trascurati.
Il Giappone è uno dei paesi con la più bassa incidenza di malattie ossee e cardiovascolari; questo è probabilmente riconducibile all’elevato consumo di “natto”, un piatto tipico a base di soia fermentata, contenente elevate quantità di vitamina K2 o mena chinone-7. Numerosi studi sono stati condotti per dimostrare gli effetti benefici della vitamina K2 sulla salute ossea e in uno di questi è stato messo in evidenza come l’assunzione costante di natto sia associata ad un aumento della BMD in corrispondenza del collo femorale.
Menachinone-7 (MK-7) appartiene alla famiglia delle vitamine K, micronutrienti necessari per la sintesi dei fattori di coagulazione e l’attivazione di proteine coinvolte nel processo di costruzione ossea e di inibizione della calcificazione vascolare.
MK-7 è costituito da sette unità isoprenoidi e per questo motivo risulta essere caratterizzato da una maggiore lipofilia rispetto alla vitamina K1 e a MK-4, con conseguente maggiore assorbimento, distribuzione e biodisponibilità. Infatti, mentre queste ultime hanno una emivita ridotta, di circa 1-2 ore, MK-7 ha una emivita decisamente più elevata, di circa 2-3 giorni (Fig.1) (1).
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K2 Vital®, sviluppato e brevettato dalla KappaBioscience e distribuito in Italia da Giusto Faravelli SpA, è un prodotto di origine sintetica a base di puro mena chinone-7 trans, che costituisce un valido supporto per le malattie cardiovascolari e per il metabolismo del tessuto osseo, aiutando a prevenire l’osteoporosi.

Composizione e specifiche tecniche
K2 Vital® è un prodotto a base di vitamina K2 ottenuta attraverso un processo sintetico che, rispetto al comune processo fermentativo, garantisce maggiori requisiti in termini di stabilità e purezza, e grazie al quale si ottiene menachinone 7- trans puro. Tale stereoisomeria è molto importante in quanto è l’unica che assicura la corretta interazione con gli enzimi a livello della membrana cellulare, garantendo l’effetto biologico desiderato. Le specifiche tecniche della K2 Vital® Delta, la tipologia di MK-7 indicata per lo sviluppo di integratori, sono riportate in Tabella 1.
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Meccanismo d’azione
La vitamina K2 ha una duplice azione, sia a livello osseo che cardiovascolare, in qualità di co-fattore di importanti proteine coinvolte nel metabolismo osseo e nella coagulazione del sangue. Favorisce l’attivazione enzimatica della proteina Gla della matrice (MGP) (vitamina K dipendente), il più potente inibitore del processo di calcificazione tissutale che, attraverso un processo di carbossilazione, lega il calcio prevenendone il deposito a livello della parete vasale. L’eccessiva calcificazione della parete delle arterie infatti rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare, poiché oltre ad aumentarne la fragilità e la rigidità, ostacola il normale flusso sanguigno.
Inoltre gioca un ruolo chiave nell’attivazione dell’osteocalcina, proteina fondamentale nella mineralizzazione ossea, in grado di incorporare il calcio a livello della matrice dell’osso.
L’osteocalcina (OC), principalmente espressa negli osteoblasti e coinvolta nel metabolismo osseo, è strettamente dipendente dalla vitamina K al fine di espletare la sua funzione ed è fondamentale per il mantenimento dell’omeostasi del calcio. Mentre la vitamina D3 induce la sintesi dell’osteocalcina, la vitamina K è coinvolta nella sua attivazione; essa infatti funge da co-fattore dell’enzima in grado di attivare osteocalcina attraverso un processo di carbossilazione in corrispondenza di siti specifici della proteina. Nella forma attivata (carbossilata), OC è in grado di legare il calcio e favorirne il deposito a livello della matrice ossea.
Le frazioni di OC carbossilata (cOC) e inattiva in quanto non carbossilata (ucOC) possono essere misurate al fine di determinare lo stato della vitamina K; individui con un ridotto intake di vitamina K2 presentano una elevata frazione di ucOC che si traduce in una ridotta capacità di legare il calcio. Pertanto elevati livelli sierici di ucOC sono correlati ad una bassa densità minerale ossea (BMD) e ad un elevato rischio di fratture (Fig.2) (2).
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Efficacia
L’importanza della vitamina K2 MK-7 per la salute ossea è stata recentemente documentata in soggetti sani.
In uno studio in doppio cieco, randomizzato, sono state reclutate 244 donne di età compresa tra 55 e 65 anni; di queste, 124 sono state assegnate al gruppo di controllo al quale sono state somministrate capsule di placebo e 120 al gruppo trattato con vitamina K2 MK-7. Nel corso dei 36 mesi di studio, al gruppo trattato è stato chiesto di assumere una capsula al giorno, a colazione o a cena, contenente 180 µg di MK-7.
Lo studio è stato condotto in accordo con le linee guida contenute nella Dichiarazione di Helsinki e tutte le procedure che prevedevano il coinvolgimento di soggetti umani sono state approvate dal Comitato Etico Medico dell’Università di Maastricht.
I livelli sierici di ucOC e cOC sono stati determinati; BMC e BMD del collo femorale, dell’anca e della spina lombare (L1-L4) sono stati misurati mediante DEXA al tempo 0 e dopo 12, 24 e 36 mesi. L’assunzione di MK-7 ha significativamente ridotto i livelli di ucOC di circa il 51±21% rispetto al placebo (4±49%), mentre cOC in circolo è aumentata del 21±19%. Lo stato della vitamina K a livello osseo, determinata mediante il rapporto ucOC/cOC, è aumentato del 58±18%. Il massimo effetto sui livelli di OC è stato raggiunto già dopo il primo anno di trattamento e mantenuto nel corso dei successivi due anni. Durante il primo anno la velocità di perdita ossea è risultata simile in entrambi i gruppi; successivamente si è assistito ad una perdita ossea decisamente inferiore nei soggetti trattati con MK-7. Dallo studio è emerso quindi che l’assunzione di MK-7 migliora lo stato di vitamina K e riduce il declino di BMC e BMD correlato all’età, a livello della spina lombare e del collo femorale, mentre non sono state registrate differenze significative a livello dell’anca (3).

Sicurezza
La sicurezza di MK-7 è stata valutata mediante un test di tossicità in fase acuta condotto su topi e in uno studio di tossicità subcronica in ratti in seguito a somministrazione orale giornaliera del prodotto per un periodo di 90 giorni. Dallo studio di tossicità acuta è emerso che al dosaggio limite di 2000 mg/kg di peso corporeo, MK-7 non ha indotto alcun segno di tossicità in nessuno dei topi trattati con tale dose per tutto il periodo di osservazione della durata di 14 giorni. Inoltre non si è verificata alcuna influenza sul peso corporeo dei topi trattati. Sulla base di questi risultati e sotto le condizioni di tale studio, la dose letale media (LD50) di MK-7 è risultata essere di gran lunga superiore rispetto alla dose limite di 2000 mg/kg. Allo stesso modo il test di tossicità subcronica non ha prodotto alcun caso di mortalità e non sono stati evidenziati segni clinici di tossicità sistemica alla dose di 10 mg/kg peso corporeo/giorno (4).

Applicazioni e Modalità d’uso
In EU la dose giornaliera raccomandata di vitamina K è pari a 75 µg/giorno e questa è necessaria per l’attivazione dei fattori di coagulazione a livello sanguigno. Nei soggetti sani l’intake di vitamina K dal cibo è sufficiente per attivare completamente i fattori di coagulazione a livello epatico. Per quanto riguarda la vitamina K2 alcuni dati pubblicati recentemente riportano che un dosaggio nel range di 90-120 µg/giorno aiuta a ridurre la quantità di ucOC in circolo (5). K2 Vital® è indicato per lo sviluppo di diverse forme farmaceutiche come ad esempio compresse, capsule, soft gel, bustine.

Bibliografia
1 L.J. Schurgers, C. Vermeer (2000)
Determination of phylloquinone and menaquinones in food. Effect of food matrix on circulating vitamin K concentrations Haemostasis 30 298-307
2 P. Szulc, M.C. Chapuy, P.J. Meunier, P.D. Delmas (1993)
Serum undercarboxylated osteocalcin is a marker of the risk of hip fracture in elderly women J Clin Invest 91(4) 1769-1774
3 M.H.J. Knapen, N.E. Drummen, E. Smit, C. Vermeer, E. Theuwissen (2013) Three-year low-dose menaquinone-7 supplementation helps decrease bone loss in healthy postmenopausal women
Osteoporosis Int 24(9) 2499-2507
4 K. Pucaj, H. Rasmussen, M. Moller, T. Preston (2011)
Safety and toxicological evaluation of a synthetic vitamin K2, menaquinone-7
Toxicol Mech Methods 21(7) 520–532
5 E. Theuwissen, E.C. Cranenburg, M.H. Knapen et al (2012)
Low-dose menaquinone-7 supplementation improved extra-hepatic vitamin K status, but had no effect on thrombin generation in healthy subjects
Br J Nutr 31 1-6

Per informazioni
Giusto Faravelli SpA – Divisione Nutraceutica
dietetico@faravelli.it
www.faravelli.it

Faravelli in a nutshell
Giusto Faravelli SpA è la casa madre del Gruppo Faravelli. L’attività del gruppo è incentrata sulla distribuzione di materie prime per i settori dietetico-nutraceutico, alimentare, cosmetico, farmaceutico, industriale, efficacemente supportata da un ampio ventaglio di servizi sinergici, in costante evoluzione ed ampliamento. Provenienti da fornitori accuratamente selezionati in tutto il mondo, le materie prime proposte all’industria nutraceutica comprendono Sali minerali, eccipienti, lieviti, antiossidanti, aminoacidi, zuccheri e derivati, dolcificanti, vitamine, proteine, fibre, acidi grassi, estratti vegetali, estratti in polvere, attivi per il controllo del peso e del colesterolo, attivi per il sistema immunitario, carotenoidi naturali, attivi ad azione antinfiammatoria.

IBSIUM® (Saccharomyces cerevisiae, CNCM I-3856)

La Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS), descritta come disturbo gastrointestinale funzionale, caratterizzato da dolore e/o disagio addominale associato ad una alterazione delle abitudini intestinali (diarrea cronica o ricorrente, costipazione, o entrambe, in combinazione o alternate), colpisce ogni anno milioni di persone. I disturbi funzionali come la IBS sono definite condizioni in cui i test diagnostici comuni non rilevano anomalie strutturali o biochimiche in grado di spiegarne i sintomi. Per questo motivo, non esistono test biologici per la IBS. Ciò malgrado, le linee guida internazionali sulla best practice promuovono l’utilizzo dei Criteri di Roma.
La IBS è uno dei disturbi gastrointestinali prevalenti nel mondo; colpisce fino al 20% degli adulti nei paesi industrializzati e rappresenta una delle principali cause di assenza dal lavoro. Sebbene non si tratti di una condizione che pone rischi per la vita, la IBS incide sostanzialmente sulla qualità della vita di coloro che ne sono colpiti e comporta elevati costi dal punto di vista sanitario.
L’International Foundation for Functional Gastrointestinal Disorders stima infatti che il costo globale della IBS ammonti a più di 21 milioni di dollari americani, incluse spese mediche dirette (visite mediche, test aggiuntivi, farmaci, etc.) e costi indiretti quali perdite di produttività e assenteismo dal posto di lavoro. Negli Stati Uniti infatti, i sintomi della IBS sono secondi solo al comune raffreddore nella lista dei motivi che inducono i lavoratori a non presentarsi in ufficio.
Sebbene questa condizione sia sempre più riconosciuta, i trattamenti in grado di mostrarsi davvero efficaci e ben tollerati restano esigui; da qui nasce l’interesse verso alternative naturali, prive di effetti collaterali avversi.
I lieviti vivi, sebbene tradizionalmente utilizzati per le cotture da forno e la fermentazione, mostrano un grande potenziale anche per la salute e la nutrizione; alcuni ceppi specifici infatti, mostrano un effetto probiotico, e non hanno effetti collaterali avversi. I probiotici, comunemente utilizzati nel trattamento preventivo o curativo dei disturbi gastrointestinali, sono stati definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “micro-organismi viventi che, quando somministrati in quantità adeguate, conferiscono un beneficio salutare all’ospite”. Queste straordinarie proprietà, non soltanto collegate alla composizione biochimica dei lieviti, ma anche al loro meccanismo di azione, ne spiegano il frequente utilizzo per la gestione dei sintomi. In quanto tali, alcuni ceppi specifici di Saccharomyces sono disponibili come prodotto da banco accanto a probiotici maggiormente noti come batteri Lactobacillus e Bifidobacterium.
I lieviti presentano numerosi vantaggi: oltre ad essere del tutto naturali, essi non sono sensibili agli antibiotici e sono resistenti alla bile e ai succhi gastrici. Un altro aspetto di primaria importanza è che non vi è colonizzazione dei lieviti nell’ospite e per questo, permettono un utilizzo sicuro anche per lunghi periodi di trattamento.
Lesaffre Human Care, intenzionata a fornire soluzioni innovative a problematiche sanitarie di interesse pubblico globale e ben consapevole del fatto che i pazienti colpiti da IBS non sono soddisfatti degli attuali trattamenti, ha lavorato allo sviluppo di una soluzione alternativa interamente naturale per ridurre il dolore/disagio addominale e il gonfiore, riuscendo ad individuare un lievito esclusivo (Saccharomyces cerevisiae CNCM I-3856) di particolare interesse per i soggetti colpiti da IBS.

Composizione e specifiche tecniche
Lesaffre ha selezionato questo specifico ceppo di Saccharomyces cerevisiae fra centinaia di ceppi utilizzando metodi sia fenotipici che genotipici. Il ceppo è stato individuato con la tecnica PCR Interdelta e complementato mediante sequenziamento genomico. Registrato presso la French National Collection of Microorganism Cultures come CNCM I­3856, è stato protetto da brevetto internazionale dopo averne dimostrato un effetto significativo nel migliorare il dolore ed il disagio addominale in soggetti con IBS. Questo lievito, precedentemente noto al mercato come Lynside® Pro GI+, è stato ora ridenominato in ibSium®.
Il lievito interamente naturale Saccharomyces cerevisiae CNCM-3856 è considerato un organismo QPS (Qualified Presumption of Safety, Presunzione Qualificata di Sicurezza) da parte dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) e negli Stati Uniti è anche considerato GRAS (Generalmente Riconosciuto come Sicuro). Inoltre, esso è privo di glutine, di lattosio, non è OGM e dunque, in linea teorica, è adeguato per tutti gli adulti sani con disagio/dolore addominale. È inoltre Halal, Kosher e fruibile dai vegani.
ibSium® si presenta in piccoli granuli sferici di colore marrone stabili per 2 anni; può essere utilizzato da solo o in combinazione ad altri ingredienti come un integratore alimentare o in alimenti funzionali. È disponibile in diversi formati, dall’ingrediente sfuso a capsule pronte ad essere vendute in confezione contenente blister.

Studi clinici
Dopo una serie di promettenti test pre-clinici con Saccharomyces cerevisiae CNCM I-3856 (di cui sono stati pubblicati alcuni risultati (1,2)), il passo successivo è stato il lancio di sperimentazioni cliniche volte a confermare i particolari benefici di questo ceppo. Lesaffre Human Care ha condotto due studi clinici controllati verso placebo, randomizzati, in doppio cieco, su un totale di 579 pazienti con IBS, definiti dai Criteri di Roma III*. Il disagio/dolore addominale è stato valutato utilizzando una scala Likert.
È stato anche proposto uno studio su ampia scala sui consumatori, in collaborazione con medici che hanno prescritto il lievito Lesaffre ad alcuni dei loro pazienti colpiti da IBS.
Il primo studio (3) è stato condotto sotto la supervisione di Pierre Desreumaux, specialista internazionale di IBS dell’Università di Lille (Francia), al fine di valutare l’effetto di CNCM I­3856 sul disagio digestivo ed il dolore addominale in soggetti con IBS. Duecento volontari sono stati trattati con 500 mg/giorno di Saccharomyces cerevisiae CNCM I­3856 (8×109 CFU/g) o con placebo. I gruppi di volontari erano i seguenti: 88% donne nel gruppo placebo e 84% nel gruppo del prodotto, età 45,4+/-14 nel gruppo placebo e 42,5+/-12,5 nel gruppo prodotto; questi dati sono rappresentativi della prevalenza dell’IBS nella popolazione globale.
FIG1_IBSIUM

Come illustrato in Figura 1, i risultati mostrano una significativa riduzione del dolore e del disagio intestinale dopo 4 settimane di somministrazione nel 63% dei soggetti che hanno ricevuto il ceppo Saccharomyces cerevisiae CNCM I-3856, contro il 47% nel gruppo placebo (p=0,04). Inoltre, il consumo di questo lievito è stato ben tollerato e l’effetto analgesico osservato non è stato mitigato da alcun effetto collaterale avverso. È interessante inoltre notare che nel gruppo che ha ricevuto Saccharomyces cerevisiae CNCM I­3856, il tasso di dolore/disagio ha ripreso ad incrementare nuovamente quando il consumo del ceppo è stato sospeso (osservazione effettuata durante un periodo di follow up di 3 settimane dopo lo studio).
Il secondo studio clinico è stata una sperimentazione multicentrica condotta sotto la supervisione di Robin Spiller, specialista internazionale in Gastroenterologia presso l’Università di Nottingham (Regno Unito) e membro del comitato di coordinamento della Rome Foundation, su un gruppo di 379 soggetti con IBS. I gruppi di volontari erano i seguenti: 83% donne in entrambi i gruppi, età media 45 anni, ovvero un dato rappresentativo della prevalenza di IBS nella popolazione globale. Per 12 settimane, ciascuno di essi ha ricevuto Saccharomyces cerevisiae CNCM I-3856 (8×109 CFU/g) o un placebo.
Uno dei risultati principali dello studio è stato l’effetto benefico di Saccharomyces cerevisiae CNCM I-3856 su soggetti colpiti da IBS con costipazione (IBS-C) che hanno riportato un significativo miglioramento del disagio/dolore addominale e del gonfiore durante lo studio, come mostrato rispettivamente nelle Figure 2, 3.
FIG2-3_IBSIUM

In entrambi gli studi clinici, Saccharomyces cerevisiae CNCM I-3856 è stato molto ben tollerato e non sono stati riportati effetti collaterali correlati all’uso del prodotto. Questi risultati suggeriscono che Saccharomyces cerevisiae CNCM I-3856 potrebbe rappresentare una nuova e sicura strategia per migliorare il dolore ed il disagio addominale in pazienti con sintomi da IBS e, grazie all’assenza di effetti collaterali, puo essere utilizzato anche per trattamenti a lungo termine.

Studio su consumatori
Nel 2014, un campione di 1161 pazienti che avevano utilizzato ibSium® su raccomandazione del proprio medico, ha risposto a domande a scelta multipla proposte dal medico, che miravano a valutare l’efficacia e la tollerabilità associate al consumo del supplemento per un periodo da 1 a 3 mesi. Il 96% dei consumatori ha riportato un significativo miglioramento dei sintomi, e per il 77% di essi, questo miglioramento è stato ottenuto entro i primi 5-15 giorni di consumo.

Sicurezza
La ricerca clinica ha confermato l’assenza di effetti collaterali avversi indotti dal consumo del ceppo CNCM I-3856 in soggetti che hanno partecipato agli studi clinici (circa 600 individui) e agli studi su consumatori (circa 1200 soggetti). Tuttavia come per tutti i probiotici, l’uso di CNCM I-3856 è controindicato in pazienti in condizioni di salute delicate (come pazienti con compromissione immunitaria ad elevato rischio, neonati gravemente malati, neonati pretermine…).

Applicazioni e dosaggio

Saccharomyces cerevisiae CNCM I-3856 può essere considerato una nuova ed efficace strategia alternativa e innovativa per il controllo del dolore e del disagio intestinale. Grazie all’assenza degli effetti collaterali o dell’assuefazione che può essere causata da farmaci su prescrizione, spesso utilizzati per alleviare i sintomi di IBS, ibSium®, del tutto naturale, può essere utilizzato per il controllo del dolore e/o del disagio addominale intestinale a lungo termine. Può essere assunto ogni giorno per lunghi periodi di tempo. La dose raccomandata è di 500 mg/giorno di Saccharomyces cerevisiae CNCM I-3856 (8×109 CFU/g) per almeno un mese, da ripetersi secondo necessità.

Bibliografia
1 B. Foligne, J. Dewulf, P. Vandekerckove, G. Pignede, B. Pot (2010)
Probiotic yeasts: anti-inflammatory potential of various non-pathogenic strains in experimental colitis in mice
World J Gastroenterol 716(17) 2134-2145
2 C. Rousseaux, G. Bouguen, C. Dubuquoy, L. Dubuquoy,
P. Vandekerckove, P. Desreumaux (2010)
Saccharomyces cerevisiae CNCM I-3856 decreases intestinal pain through PPAR alpha activation in the gut
Gastroenterol 138(5,S1) S-51
3 G. Pineton de Chambrun, C. Neut, A. Chau et al (2015)
A randomized clinical trial of Saccharomyces cerevisiae vs placebo in the irritable bowel syndrome
Dig Liver Dis 47(2) 119-124

Per informazioni
Sandrine Cuisenier – Marketing Manager
tel +33 (0)3 20666898 – lhc@lesaffre.fr – www.lesaffrehumancare.com

Lesaffre Human Care in a nutshell
Lesaffre è un’azienda leader nell’imporre lo standard per lieviti ed altri prodotti di fermentazione a livello globale. L’Azienda progetta, produce e commercializza soluzioni in grado di migliorare le cotture da forno, la nutrizione e la salute. Il gruppo Lesaffre, di proprietà familiare, ha sede nella Francia del nord ed è ormai divenuto una società multinazionale e multiculturale, dedita a fornire soluzioni di eccellenza in tutte le sue aree di business: preparazione del pane, nutrizione e salute, aromi e fermentazione.
Dal 1853, l’innovazione costituisce il cuore dello sviluppo di Lesaffre. In stretta collaborazione con i suoi clienti e partner, Lesaffre genera con fiducia innovazione volta a nutrire e proteggere il pianeta in modo più efficiente.
Lesaffre Human Care è stata creata nel 2007 come unità di business di Lesaffre con l’obiettivo di sviluppare ed offrire ingredienti all’industria mondiale degli integratori alimentari, all’industria farmaceutica e degli alimenti funzionali. Con il supporto del know how esclusivo della società e più di 160 anni di esperienza in ricerca e produzione di lieviti e biotecnologie, Lesaffre Human Care fornisce ingredienti di origine naturale con efficacia scientificamente provata. I lieviti ed i loro derivati, nonché i batteri, che Lesaffre Human Care fornisce, permettono soluzioni che coprono una vasta gamma di applicazioni come la salute intestinale, la promozione del sistema immunitario, la salute delle articolazioni e del fegato, il controllo dell’umore, il supporto vegetariano e più in generale il benessere e molto altro.

Proflora™

L’intestino dell’uomo rappresenta uno degli ecosistemi più complessi ed è costituito da una comunità microbica di alcune centinaia di specie diverse utili per l’organismo.Quando si viene a determinare un impoverimento delle specie microbiche benefiche (stato di disbiosi), subentrano una serie di disfunzioni che possono ripercuotersi sullo stato di salute dell’individuo con alterazioni della funzionalità intestinale (diarrea, stipsi, flatulenza, senso di pesantezza addominale), stanchezza e difficoltà di concentrazione.In queste occasioni è opportuna l’assunzione di un prodotto simbiotico costituito da fibre prebiotiche e specifici ceppi con azione probiotica, microrganismi normalmente presenti nell’intestino che, se consumati in quantità adeguata e per un tempo sufficiente, riequilibrano la microflora intestinale ripristinando le sue normali funzioni fisiologiche. Proflora™ è un integratore alimentare simbiotico esclusivo, costituito da 6 diversi ceppi probiotici, in forma microincapsulata gastroprotetta, as-sociati con la fibra prebiotica FOSsc (frutto-oligosaccaridi a catena corta) allo scopo di riequilibrare l’ecosistema intestinale.

Composizione e informazioni nutrizionali
Proflora™ è composto da: Frutto-oligosaccaridi (FOS); Maltodestrina da patata; Microrganismi probiotici microincapsulati gastroprotetti: Bifidobacterium lactis BS01 (LMG P-21384), Lactobacillus acidophilus LA02 (DSM 21717), Lactobacillus paracasei LPC00 (LMG P-21380), Lactobacillus plantarum LP02 (LMG P-21020), Lactobacillus rhamnosus LR06 (DSM 21981), Lactobacillus salivarius LS03 (DSM 22776).
Una bustina di Proflora™ contiene non meno di 2 miliardi di cellule probiotiche vive. Le informazioni nutrizionali sono riportate in Tabella 1.

Caratteristiche
Grazie all’impiego di un innovativo processo produttivo, i 6 ceppi di microrganismi probiotici contenuti in Proflora™, si presentano in forma microincapsulata gastroprotetta. L’impiego di questa tecnologia migliora decisamente la capacità di sopravvivenza di tutti i ceppi probiotici durante il transito gastroduodenale, consentendo in tal modo il raggiungimento dell’intestino da parte di un elevato numero di microrganismi vivi e vitali (1,2).
La componente probiotica appartiene sia al genere Bifidobacterium che Lactobacillus ed ha caratteristiche metaboliche tali da creare un effetto sinergico che assicura una pronta colonizzazione dei diversi segmenti intestinali (fenomeno che si protrae nel tempo in seguito all’elevata capacità adesiva dei ceppi alla mucosa epiteliale, in particolare grazie alla presenza del Lactobacillus salivarius LS03).
Tab1_Proflora

Tra i 6 ceppi probiotici vi sono Lactobacillus rhamnosus LR06 e Lactobacillus plantarum LP02, entrambi in grado di produrre sostanze attive limitanti i batteri coliformi (3).
La componente prebiotica è costituita da frutto-oligosaccaridi (FOS), in grado di stimolare selettivamente lo sviluppo dei ceppi probiotici presenti in Proflora™ e di tutti i gruppi microbici benefici della microflora intestinale autoctona.
Non essendo idrolizzati dagli enzimi digestivi, né assorbiti dalla mucosa del piccolo intestino, i FOS riescono a giungere intatti nel colon dove vengono fermentati selettivamente dalla componente benefica della microflora intestinale, in particolare da Lattobacilli e Bifidobatteri.
I FOS svolgono, inoltre, un ruolo positivo sul metabolismo dei carboidrati e dei lipidi, migliorano la struttura della mucosa intestinale aumentandone l’effetto “barriera” e favoriscono l’assorbimento di alcuni minerali, in particolare calcio e magnesio.

Sicurezza
Proflora™ è attestato privo di allergeni, ossia è privo di tutti gli allergeni secondo la normativa vigente (All. II Reg. UE 1169/2011), che sono grano, segale, orzo, avena, farro, kamut e ceppi derivati, crostacei e prodotti a base di crostacei, uova e prodotti a base di uova, pesce e prodotti a base di pesce, arachidi, soia e prodotti a base di soia, latte e prodotti a base di latte, incluso lattosio, frutta a guscio, sedano, senape, semi di sesamo, lupini, molluschi e prodotti a base di molluschi, anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/l espressi come anidride solforosa.
Proflora™ è consigliato ai soggetti allergici o intolleranti, ai bambini in fase di accrescimento, alle donne in gravidanza ed in corso di allattamento, agli anziani.

Applicazioni e dosaggio
Proflora™ favorisce l’equilibrio della flora intestinale batterica nel caso in cui la sua composizione sia stata alterata da: alimentazione impropria, terapie antibiotiche, diarrea, alcool, stress psico-fisico.
Assumere 1 bustina di Proflora™ al giorno, preferibilmente almeno mezz’ora prima dei pasti.
Una bustina di Proflora™ garantisce l’apporto di non meno di 2 miliardi di cellule probiotiche vive.

Bibliografia
1 M.D. Del Piano, S. Carmagnola, M Ballarè, M. Balzarini, F. Montino, M. Pagliarulo, A. Anderloni, M. Orsello, R. Tari, F. Sforza, L. Mogna,
G. Mogna (2012)
Confronto della cinetica di colonizzazione intestinale di una associazione di 5 ceppi batterici probiotici in forma microincapsulata e in forma tradizionale non micro incapsulata
J Clin Gastroenterol 46(Suppl) S85-92.
2 M. Del Piano, S. Carmagnola, S. Andorno, M. Pagliarulo, R. Tari,
L. Mogna, G.P. Strozzi, F. Sforza, L. Capurso (2010)
Evaluation of the intestinal colonization by microencapsulated probiotic bacteria in comparison with the same uncoated strains
J Clin Gastroenterol 44(Suppl) S42-46
3 V. Bottazzi (2009)
Il Microbiota Intestinale Pubblicazione Mofin Alce Group

Per informazioni
Guna
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Guna in a nutshell
Guna è l’azienda leader in Italia nel settore della produzione e distribuzione di farmaci di origine biologico-naturale.
Guna affianca alla produzione e distribuzione di farmaci low dose, anche integratori, cosmetici e Medical Device di alta qualità.
Nata nel 1983, ha sede a Milano, nel suggestivo stabilimento di Via Palmanova, il più moderno al mondo per la ricerca scientifica e la produzione di questo genere di medicinali.
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