All’ampia gamma Acido Ialuronico de L’Erbolario appartiene un trattamento ricompattante anti-age per la notte, Crema Viso a Tripla Azione che si avvale dell’azione dei tre differenti pesi molecolari, basso, medio e alto, dell’acido ialuronico. Questa crema da applicare preferibilmente la sera, dal momento che durante la notte soprattutto la pelle si rigenera, contiene appunto, come ingrediente principale, l’acido ialuronico che agisce a diversi livelli dell’epidermide. Ad alto peso molecolare non penetra attraverso l’epidermide ed esercita un’azione idratante esclusivamente di superficie. Applicato sulla cute, forma un film protettivo invisibile e non occlusivo, permettendo così alla pelle di respirare, riducendo i fenomeni evaporativi e limitando quindi la perdita di idratazione.
Il peso molecolare di media entità permette all’Acido ialuronico di essere assimilato a livello dell’epidermide, dove svolge in maniera ottimale il suo compito di regolatore del tasso di idratazione e si attiva per incrementare fermezza e tonicità cutanee, rinforzando anche la funzione di barriera della cute. A basso peso molecolare, l’Acido ialuronico è in grado di agire a diversi livelli cutanei come vero idratante, perchè stimola la produzione delle occludine, che costituiscono la giunzione tra i cheratinociti dell’epidermide, migliorandone la coesione. Questo processo rafforza la naturale funzione di barriera dell’epidermide e contrasta la dispersione di umidità verso l’esterno. Anche la fisiologica produzione di collagene viene favorita, in modo che la pelle risulti più soda e meno solcata da rughe e segni di espressione. Tra gli attivi presenti nella crema, l’estratto secco di Echinacea aiuta a stimolare la naturale produzione di Acido ialuronico, contribuendo a mantenere la pelle elastica e perfettamente idratata.
Archivio Autore: Cec Editore
Una nuova linea di oli
Weleda ha creato una linea di oli trattanti la cui formulazione si ispira ad alcune piante e alle loro proprietà benefiche. Ad esempio, il Melograno si oppone allo scorrere lineare del tempo: il colore rosso delle gemme sembra voler anticipare il fiore, mentre l’aspetto coriaceo del calice sembra voler anticipare il frutto. Le sue proprietà antiossidanti e rassodanti sono racchiuse nell’Olio Trattante al Melograno, dal profumo sensuale e femminile, che stimola la rigenerazione cellulare e previene l’invecchiamento.
Simbolo da sempre di armonia e dolcezza, la Rosa mosqueta rappresenta un connubio tra flessibilità e compattezza, morbidezza e durezza. Il suo gambo duro e spinoso diventa più flessibile all’avvicinarsi del morbido fiore. L’Olio alla Rosa mosqueta, particolarmente ricco di acidi grassi insaturi e dall’azione levigante, aiuta la pelle a mantenere l’equilibrio idrolipidico e la rende liscia e setosa come un petalo.
La Lavanda invece produce uno dei profumi più nobili che esistano ed infonde una piacevole sensazione di quiete e serenità. L’Olio Rilassante alla Lavanda si rivela un ottimo trattamento distensivo per sciogliere tensioni e rilassare il corpo, dopo una giornata particolarmente faticosa.
Il Limone, vero tesoro di sostanze vitali, racchiuse in un guscio profumato di oli essenziali, assorbe le forze di luce e calore e le trasforma in processi aromatici: l’Olio Rinfrescante al Limone è particolarmente indicato per trattare quotidianamente la pelle secca, alla quale restituisce levigatezza e morbidezza.
Un concentrato di energia è l’Olivello spinoso; le sue bacche aranciate contengono vitamine, sali minerali e acido folico, sostanze vitali racchiuse nell’Olio Trattante all’Olivello Spinoso, un prodotto che dona elasticità alle pelli particolarmente secche e spente e si rivela un valido alleato durante l’estate per far risaltare l’abbronzatura.
Una pianta dalla prorompente vitalità è la Calendula, i cui fiori, dall’intenso colore arancione, trasmettono tutta l’energia della pianta, seguendo il divenire del sole e catturandone il calore: l’Olio per Massaggi alla Calendula, dal delicato profumo, è ideale per un trattamento armonizzante di corpo e mente.
Da Helan, il beauty case
Olmo – In viaggio con te proposto da Helan Cosmesi rappresenta l’ultima novità, che l’azienda ligure presenta in occasione della Festa del Papà, un elegante e pratico beauty case maschile che contiene uno Shampoo Doccia Profumato e un Balsamo Dopobarba. Il primo prodotto, rinvigorente per corpo e capelli, trasforma il momento della doccia in una stimolante ricarica di energia. Si tratta di un gel molto delicato la cui formulazione contiene selezionati tensioattivi di origine vegetale, ottenuti da zuccheri e olio di palma da Cocco, senza SLS, SLES e coloranti, che rendono questo particolare shampoo indicato per la detergenza di cute e capelli, nel pieno rispetto dell’equilibrio cutaneo. E’ inoltre arricchito dalla presenza di estratti di Centella asiatica, Vite rossa e proteine di Mandorle dolci, dall’azione setificante e tonificante. Mentre la Centella stimola l’attività dei fibroblasti con conseguente aumento della produzione di collagene e significativo miglioramento del microcircolo, l’estratto ottenuto dalle foglie d’Uva esercita un’azione antiradicalica e vasoprotettrice, legata alla presenza di antocianosidi e flavonoidi.

Il Balsamo Dopobarba si presenta come una preziosa crema idratante antirughe che agisce su diversi livelli a difesa dell’integrità del patrimonio idrico cutaneo grazie alle proprietà dell’Acido jaluronico a tripla efficacia. Questo forma un reticolo invisibile sulla superficie dell’epidermide, proteggendola dalla disidratazione e affiancando in profondità collagene ed elastina. Nella formula rientrano i Glicosamminoglicani, in grado di attrarre acqua, e le mucillagini estratte dalle foglie di Baobab associate ad un complesso naturale, estratto dal miele, limitano considerevolmente le perdite di idratazione e rafforzano la coesione intercellulare.
A completamento, il nutrimento degli oli di Cotone e Crambe, ricchi di acidi grassi essenziali, agevola l’attività rigenerante e integra i lipidi carenti, contribuendo a incrementare l’elasticità dell’epidermide, mentre le Vitamine A ed E proteggono la pelle dai processi degenerativi dell’invecchiamento, espletando un’azione antiossidante e antiradicali liberi.
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CEC Editore e S.I.S.T.E. – EXPO 2015
Invecchiamento e Salute
14 maggio
• Invecchiamento, nutrizione e salute mentale
Stefano Govoni (Università di Pavia)
• Piante funzionali nella prevenzione dell’invecchiamento
Marco Valussi (SISTE, Milano)
• Ruolo di dieta, microbiota, infiammazione, ritmo circadiano e segnali ormonali nell’invecchiamento in salute
Debora Rasio (Università della Sapienza, Roma)
• Dieta, esercizio fisico e invecchiamento attivo in buona salute
Guido Iaccarino (Università di Salerno)
• Cosa abbiamo imparato sul tema alimentazione e salute dalla popolazione anziana del progetto Moli-sani?
Licia Iacoviello e Giovanni De Gaetano (Neuromed, Pozzilli)
• Nourish your Eyes and your Brain: Focus on Lutein and Zeaxanthin
Samanta Maci (Kemin)
Salute e Bellezza
19 giugno
• Ruolo dell’alimentazione nel mantenimento in buono stato di pelle e annessi
Leonardo Celleno (Università Cattolica, Roma)
• Gli estratti di piante: da tutto il mondo un sostegno alla bellezza e alla salute
Giada Maramaldi (Indena)
• Beauty Inside & Beauty outside: sinergia tra cosmetici, alimentazione e integratori alimentari al servizio del “ben” “essere”
Rita Patrizia Aquino (Università di Salerno)
• French Maritime Pine bark extract for health and skin beauty: latest clinical evidences
Yannick Pirou (DRT company, FR)
• Innovative Beauty Solutions based on CollagenPeptides. Scientifi c update, new concepts, claims and highlights from global markets
Stephan Hausmanns (Gelita, AG)
Allergie ed Intolleranze alimentari
10 luglio
• Celiachia e dieta senza glutine: tra verità scientifiche e falsi miti
Marco Silano (ISS, Roma)
• La dieta senza glutine non è una moda: essere celiaci oggi
Caterina Pilo (Associazione Italiana Celiachia)
• Civiltà, cultura, alimentazione e allergie: da “iva” ai ristoranti
Massimo Alfieri (FederAsma e Allergie onlus – Federazione Italiana Pazienti)
• L’industria alimentare Vs le esigenze dei soggetti allergici ed intolleranti
Marco Oreglio (Mellin)
• Attualità sulle allergie alimentari
Alessandro Fiocchi (Bambin Gesù, Roma)
• Probiotici e allergie
Patrizia Malfa (Proge Farm)
Sindromi metaboliche
18 settembre
• Globesità: una questione minimizzata
Michele Carruba (Università di Milano)
• Esempi di estratti standardizzati attivi da piante commestibili sulla modulazione dei rischi nei disordini metabolici
Paolo Morazzoni (Indena)
• Nutraceutici come trattamenti di supporto nella sindrome metabolica
Francesco Visioli (IMDEA, Madrid)
• Botanicals e integratori alimentari per il mantenimento dei livelli di glucosio basali
Maria Daglia (Università di Pavia)
• Ruolo degli integratori nutrizionali nel trattamento del diabete mellito e dei dismetabolismi correlati: recenti acquisizioni dalla ricerca biochimica e clinica
Gianfranco Liguri (Università di Firenze)
Prebiotici, Probiotici e Immunità
16 ottobre
• Il microbiota intestinale e il sistema immunitario
Annamaria Castellazzi (Fondazione Danone)
• Meccanismi della modulazione immunologica dei prebiotici
Lorenzo Morelli (Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza)
• Probiotici e sistema immunitario umano: tra evidenze scientifiche innovative e sfide normative
Luca Mogna (Probiotical)
• Probiotics and immune modulation; the case for reducing coldand flu risk
Arthur Ouwehand (DuPont Nutrition and Health, Kantvik, Finland/GLP)
• Using mechanistic data to predict and interpret clinical outcomes in probiotic studies on immunity
Thomas Tompkins (Lallemand Health Solution, FR)
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Simbiotici
Nuove ricerche hanno evidenziato che la somministrazione di prebiotici dopo un trattamento con i probiotici può avere un effetto benefico, soprattutto nei soggetti anziani spesso interessati da una riduzione delle salutari popolazioni microbiche intestinali. Tuttavia i prodotti simbiotici, ovvero i prodotti che combinano probiotici e prebiotici, sono ancora in una fase del tutto emergente nel settore degli alimenti e delle bevande funzionali. Considerando tutti i lanci globali di alimenti e bevande funzionali avvenuti fra il 2010 e l’ottobre 2014, si rileva che meno della metà di un punto percentuale ha utilizzato un ingrediente sia prebiotico che probiotico. A titolo di paragone, il 2% di tutti i lanci globali di alimenti e bevande funzionali ha utilizzato un ingrediente prebiotico e l’1% un ingrediente probiotico.
La maggior parte dei lanci di alimenti e bevande funzionali con ingrediente sia prebiotico che probiotico, ha avuto luogo nel settore caseario, che rappresenta il 67% dei lanci globali durante il periodo temporale analizzato. Dato che i prodotti caseari sono generalmente riconosciuti come fonte di probiotici, l’aggiunta di prebiotici a sostegno della salute digestiva è un connubio perfetto e naturale (Tab.1).
La maggior parte dei lanci di alimenti e bevande con ingrediente probiotico e prebiotico ha avuto luogo in Cina, dove si verifica il 19% dei lanci a livello mondiale. Secondo Ingredient Trends-China, di gennaio 2013, il 55% dei consumatori cinesi ricerca espressamente i cosiddetti batteri buoni quando va a fare la spesa. Circa la metà di essi, ovvero il 47% della popolazione cinese adulta, dichiara di acquistare con regolarità prodotti e bevande con claim funzionale probiotico o prebiotico. La Cina ha del resto una lunga tradizione come paese consumatore di prodotti fermentati, come tempeh e salsa di soia; il concetto di probiotico è dunque familiare ai consumatori cinesi che accolgono con favore questi prodotti (Fig.1).
Ciò premesso, vale la pena evidenziare che negli Stati Uniti, quando si parla di salute digestiva, i consumatori preferiscono ricorrere alle fibre piuttosto che ai probiotici. Secondo Gastrointestinal Remedies, Stati Uniti, luglio 2014, il 32% dei consumatori statunitensi che ha avuto disturbi gastrointestinali afferma di aver fatto ricorso ad alimenti più ricchi di fibre per migliorare la salute digestiva, mentre solo il 16% di essi afferma di aver assunto probiotici con regolarità.
Alcuni prodotti già ben noti per il loro contenuto di prebiotici iniziano ora ad apparire anche con probiotici. Agli inizi di quest’anno, Post Foods ha lanciato i cereali Great Grains Digestive Blend contenenti colture probiotiche in grado di supportare l’apparato digerente, mantenendolo in salute. Altri marchi di cereali hanno sfruttato l’appeal probiotico dello jogurt aggiungendolo alla miscela di cereali, come nel caso del recente lancio di Yog Active Fiber.
Si tratta di un prodotto a base di perle di jogurt con colture di batteri attivi Lactobacillus acidophilus LA-5 e croccanti fiocchi integrali e pezzetti di crusca; il risultato è dunque un cereale probiotico ad elevato contenuto di fibre, in grado di contribuire al mantenimento di una sana flora intestinale.
Anche i prodotti privi di glutine permettono di combinare prebiotici e probiotici a supporto della salute digestiva. Sebbene le ragioni che spingono i consumatori a ricorrere ai prodotti privi di glutine siano molteplici, un regime alimentare strettamente privo di glutine può causare carenze nutrizionali soprattutto in termini di fibre. In effetti, secondo la Gluten-free Foods, Stati Uniti, settembre 2014, circa un quarto (22%) dei consumatori statunitensi ritiene che il valore nutrizionale dei prodotti privi di glutine sia povero rispetto ai prodotti con glutine. La combinazione di fibre e probiotici può attirare i consumatori che ricercano prodotti privi di glutine e che hanno problemi di salute digestiva. Udi ha recentemente lanciato una barretta per la colazione con probiotici e priva di glutine che utilizza colture BC30 ed è anche ricca di fibre.
Invecchiare in salute
Negli ultimi decenni l’allungamento dell’aspettativa di vita ha incrementato in modo considerevole il numero di anziani, facendo crescere l’attenzione verso questa categoria e impattando in modo significativo il mercato healthcare. Secondo i dati ISTAT in Italia a livello censuario gli ultra sessantacinquenni nel 2011 erano 12,3 milioni (pari al 20,3% dei 60,6 milioni del totale della popolazione nazionale residente), mentre le stime per il 2030 portano il numero a 16,6 milioni (su 63,5 milioni) e a 20 milioni nel 2065, cioè il 32,3% (Fig.1). Il modificarsi in modo così radicale della società non potrà che rappresentare una sfida sempre più impegnativa per i governi che si succederanno nel prossimo futuro.

A dimostrazione della crescente attenzione verso la popolazione più anziana, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Unione Europea e tutti gli Stati hanno messo a punto programmi per promuovere la coscienza dell’healthy ageing, vale a dire uno stile di vita più corretto che include una regolare attività fisica, una dieta salutare, normali relazioni sociali e così via.
Studiosi ed esperti hanno poi studiato i vari aspetti dell’invecchiamento, con approcci differenziati al fine di capirne le differenti implicazioni sociali, psicologiche, mediche, ecc. Particolare attenzione è stata rivolta all’alimentazione: non vi è dubbio che l’età avanzata sia esposta a rischi di carenze nutrizionali a causa di vari fattori, alcuni dei quali sono una diretta conseguenza dell’invecchiamento.
Nelle persone anziane è spesso difficile rimuovere le cause di una nutrizione sbagliata o modificare vecchie e inveterate abitudini, per cui risulta spesso complesso ottenere l’adesione volontaria ad una corretta alimentazione. In questi casi può essere necessario ricorrere all’uso corretto e prudente degli integratori alimentari che, a seconda del bisogno, possono essere polivitaminici, multi-minerali o supplementi specifici per deficit nutrizionali.
La gamma di prodotti indicati per le persone in età avanzata è molto vasta, e in linea di massima si può suddividere nel seguente modo:
• Integratori vitaminici
• Integratori a base di minerali
• Integratori di acidi grassi
• Integratori a base di fibre
• Prodotti naturali e derivati erboristici
Conoscere l’effettivo consumo di prodotti nutraceutici da parte della popolazione in età avanzata è importante per capire la portata del fenomeno. Riuscire ad avere un dato certo però è difficile, in quanto molto spesso l’acquisto di questi prodotti viene delegato ad altri; nondimeno si può cercare di definire un mercato di riferimento che include tutti i prodotti utilizzati anche da questa categoria di consumatori.
I dati IMS Health mostrano come il mercato di riferimento sia in forte crescita: nell’anno mobile terminante a novembre 2012 si sono effettuati acquisti per 126,4 milioni di confezioni che, tradotti in giro d’affari delle farmacie, ammontano a oltre 1,8 miliardi di Euro. Gli stessi dati riferiti al 2014 hanno portato i volumi a sfiorare i 140 milioni di pezzi, per un controvalore di oltre 2 miliardi di Euro (Fig.2).

I nutraceutici sono presenti in tutte le classi terapeutiche del mercato OTC ed è interessante notare come in tutte le categorie (con la sola eccezione dei dimagranti, peraltro di scarsa rilevanza per gli anziani) i tassi di sviluppo tra il 2012 ed il 2014 siano molto incoraggianti.
Le due classi più rilevanti nell’economia di questo segmento – il giro d’affari di ciascuna di esse è, infatti, prossimo ai 500 milioni di Euro – includono i prodotti gastrometabolici ed intestinali e le vitamine, i minerali e gli integratori alimentari; in entrambi i casi la crescita a valori rispetto al 2012 è stata molto positiva, rispettivamente del 15,4 e del 13,8%.
Con una spesa superiore ai 100 milioni di Euro troviamo poi i cardiovascolari (+19%), i genito-urinari (+22,6%), i prodotti per l’apparato respiratorio (+24,2%) e gli analgesici (+27,9%). Tra le classi minori, si distinguono in particolar modo per tasso di crescita calmanti e sonniferi (+16%) e i derivati erboristici (+17,7%, indicati come “Varie”), mentre è più contenuto il progresso degli oftalmici (+5,5%).
Scendendo nel dettaglio delle due classi più importanti, notiamo che, tra i prodotti per l’apparato digerente e intestinale, i probiotici coprono oltre il 50% del giro d’affari, seguiti dai lassativi e dai prodotti per stomaco e addome (antiflatulenza, digestivi, ecc.). Più limitato l’apporto degli antiacidi, dei prodotti per il fegato, degli antidiarroici e dei vermifughi. Rispetto al solo 2013 il tasso di crescita complessivo di questo gruppo è stato del 9,4% (Fig.3).
Nel comparto VMS sono gli integratori minerali la categoria più importante: la loro quota di mercato è superiore al 30% e precedono i multivitaminici con sali minerali (19,4%), gli antiossidanti (17%) e gli altri integratori (10,9%). Più modeste, ma comunque in incremento, le quote delle classi minori, tra le quali si distinguono per il loro peso le vitamine ed in particolare quelle del gruppo B. Anche per tutti questi prodotti la variazione percentuale rispetto al 2013 è stata più che soddisfacente (+8,5%) (Fig.3).
Allo stato attuale, quindi, non si hanno evidenze di un possibile calo dei consumi di prodotti nutraceutici, e sulla base dei dati IMS Health è ragionevole supporre che il trend positivo continuerà anche nei prossimi anni.
IMS Health Italia in a nutshell
IMS Health si qualifica come società leader mondiale specializzata nelle informazioni di marketing per l’industria farmaceutica e della cura della salute. Presente in più di 100 Paesi, con oltre cinquant’anni di attività ed esperienza, IMS è partner essenziale per il settore nella sua globalità, in quanto fornisce informazioni, soluzioni e servizi di consulenza utili per la comprensione e la previsione dell’andamento del mercato dei farmaci. Servizi personalizzati e progetti di consulenza permettono inoltre di sviluppare analisi specifiche a supporto delle decisioni sia operative che strategiche.
Informazioni aggiuntive sono disponibili su
www.imshealth.com
GIUSTO FARAVELLI SPA
Giusto Faravelli SpA è tra le 10 aziende vincitrici del “Nastro d’Onore” per la categoria “Customer Focus” agli European Business Awards.
La casa madre del Gruppo Faravelli è infatti tra le 110 aziende europee – tra i 709 National Champion in gara provenienti da 33 paesi – che si sono aggiudicate il Nastro d’Onore, titolo conferito da un panel di giudici provenienti dal mondo accademico, imprenditoriale e politico europeo.
In particolare, Giusto Faravelli è tra i 10 finalisti per la categoria Customer Focus ed è una delle sette aziende italiane ad accedere alla volata finale della competizione che dal 2007 premia le aziende europee più innovative, di successo ed etiche.
Giusto Faravelli è stata selezionata tra oltre 24.000 aziende provenienti da 33 paesi europei che hanno preso parte all’edizione 2014/2015 del premio.
“Siamo davvero contenti di aver raggiunto questo importante risultato e di rappresentare l’Italia in una manifestazione così prestigiosa. Adesso ci apprestiamo ad incontrare il panel di giurati per raccontare di persona come lavoriamo” dice Luca Benati – CEO dell’azienda.
I vincitori delle 11 categorie in gara, infatti, presenteranno di persona nelle prossime settimane i loro risultati a un gruppo di giudici che includono senior executives, membri dello Strategic Advisory Panel, accademici e analisti finanziari e giornalisti.
Le categorie in gara sono
The RSM Entrepreneur of the Year Award
The International Award for Environmental and Corporate Responsibility
The UKTI Award for Innovation
The Business of the Year Award (T/O €0-25m)
The Business of the Year Award (T/O €26-150m)
The Business of the Year Award (T/O €150m+)
The Growth Strategy of the Year Award
The Award for Customer Focus
The Chairman’s Selection
The Import/Export Award
The Employer of the Year Award
I vincitori di ciascuna categoria saranno annunciati nel corso del Gala di premiazione finale che si terrà a giugno e che proclamerà inoltre il vincitore assoluto degli European Business Awards.
Per ulteriori informazioni sugli Awards e per conoscere tutti i vincitori del “Nastro d’Onore”, vi invitiamo a visitare il sito dedicato
www.businessawardseurope.com
Vi ricordiamo inoltre che la votazione pubblica che decreterà il National Public Champion di ogni paese è ancora aperta e si concluderà il 24 febbraio. I vincitori verranno annunciati il 3 marzo 2015. Continuate a votarci!
Per informazioni su Giusto Faravelli SpA e sul Gruppo Faravelli:
www.faravelli.it www.faravelligroup.com
Ufficio PR & Corporate Communications: pressoffice@faravelli.it
Silvia Di Tommaso silvia.ditommaso@faravelli.it
Ufficio stampa e PR European Business Awards:
Vanessa Wood, EBA PR – Tel: +44 (0) 796 666 6657/Email: vanessa.wood@businessawardseurope.com
Il mercato dei probiotici
I probiotici sono generalmente associati alla salute gastrointestinale. Nel Regno Unito, il 66% dei consumatori consapevoli della funzionalità dei probiotici, crede che essa risieda nell’aiutare la digestione, ma solo il 31% di essi associa i probiotici al potenziamento del sistema immunitario, sebbene molte ricerche ne documentino questo effetto.
Da una ricerca di Mintel condotta negli Stati Uniti nel settembre 2013 emerge che tra i consumatori che assumono integratori di vitamine e minerali, il 50% li utilizza per potenziare il sistema immunitario, quindi i probiotici che stimolano l’immunità potrebbero ampliare l’utilizzo di questi prodotti da parte dei consumatori e la concezione che essi ne hanno.
I probiotici nelle categorie alimentari
I probiotici si trovano più frequentemente nei prodotti caseari e nelle categorie di prodotti alimentari per bambini (Tab 1). Solitamente, in altre categorie, l’uso dei probiotici è limitato dalla vitalità del ceppo, poiché alcune tecniche di lavorazione e determinate caratteristiche dei prodotti, come il pH, possono essere nocive per la sopravvivenza dei probiotici.
Per questo negli ultimi anni si è ampliata la ricerca di ceppi più resistenti. Ad esempio il ceppo brevettato del Bacillus coagulans GBI-30,0686 (BC30) di Ganden Biotech (Cleveland, Ohio, Stati Uniti), è un probiotico ultra resistente. Il ceppo ha ricevuto il riconoscimento come GRAS (Generalmente Riconosciuto Come Sicuro) da parte dell’FDA ed è stato oggetto di studio in termini di sicurezza ed efficacia in 17 pubblicazioni. Secondo il produttore è stato dimostrato che BC30 supporta la salute immunitaria alla concentrazione di 500 milioni di unità formanti colonie (UFC) e promuove la salute digestiva alla concentrazione di un miliardo di UFC.
Secondo il loro brevetto, BC30, essendo un batterio che forma spore, è in grado di sopravvivere a pH molto acidi e di tollerare tecniche di lavorazione e condizioni estreme. BC30 è quindi utilizzato in una vasta gamma di prodotti inclusi succhi, cereali, caffè istantaneo, dolcificanti e cioccolato. Recentemente Ganden Biotech ha annunciato un programma relativo allo sviluppo di probiotici per monodose di caffè con Copper Moon K-Cups.
Succhi potenziati con probiotici
I consumatori più giovani sono una popolazione che consuma grandi quantità di succhi e quindi rappresentano un pubblico potenziale per i prodotti probiotici. Tuttavia, in alcuni mercati, questa fetta di popolazione è stata sostituita da un settore che tende a concentrarsi maggiormente sui consumatori più anziani e più in particolare, sulle donne.
I claim per la salute dell’apparato digerente sono ancora rari nei succhi, dal momento che i succhi probiotici restano ancora un mercato di nicchia, ed i succhi contenenti fibre di norma non riportano benefici di tipo prebiotico. L’aggiunta di probiotici ai succhi è resa più complessa dal fatto che i consumatori tendono a considerarli come un ingrediente prevalentemente relativo agli jogurt piuttosto che come ingredienti funzionali che possono essere aggiunti ad altre bevande.
Le aziende casearie scandinave leader, Tine e Valio, si sono unite in una partnership nell’obiettivo di promuovere, nel loro territorio, i benefici dei probiotici nella categoria dei succhi. In base a tale accordo, Tine, azienda norvegese, permetterà l’utilizzo del ceppo probiotico Lactobacillus GG (LGG), di proprietà brevettuale di Valio, nei suoi nuovi succhi Biola.
LGG ha una presenza molto forte nella gamma di prodotti Valio, incluso il marchio di succhi Geflilus. Secondo l’azienda, LGG stimola l’immunità, la formazione di anticorpi durante l’infezione virale e riduce l’incidenza di infezioni gastrointestinali.
I succhi Tine, potenziati con probiotici, si aggiungeranno alla linea esistente Biola di bevande a base di latte fermentato, che ne promuovono anche le qualità probiotiche. Le aziende affermano che i nuovi succhi saranno particolarmente interessanti per i consumatori desiderosi di assumere probiotici, ma intolleranti al lattosio o che, per altre ragioni, preferiscono i succhi rispetto ai prodotti caseari.
La promozione dei probiotici nei succhi resta un fatto raro anche nelle regioni al di fuori dell’Europa dove i claim sulla salute gastrointestinale ed altri claim probiotici sono permessi. Gli Stati Uniti rappresentano il mercato leader per l’introduzione di nuovi prodotti e vedono circa il 30% dei nuovi succhi probiotici lanciati negli ultimi due anni.
A conferma della linea scandinava, Finlandia e Svezia completano la rosa dei tre paesi leader, rappresentando il 24 ed il 18%, rispettivamente, dei lanci di nuovi succhi probiotici (Fig 1).
Negli Stati Uniti, Good Belly è un innovatore leader nel segmento, con diversi lanci di bevande e succhi probiotici a base di frutta e verdura, oltre all’acqua di cocco potenziata con probiotici. Secondo quanto riportato, questi prodotti contengono 20 miliardi di colture vive e attive per porzione.
In Svezia, come in Norvegia e in Finlandia, la forte influenza casearia sul segmento dei succhi può essere riscontrata nel marchio leader di succhi Rynkeby di Arla Foods. La descrizione del suo succo God Morgon Bifido Kiwi Guava Juice riporta che esso contiene ‘colture di batteri buoni’.
I succhi contenenti fibra prebiotica sono leggermente più comuni, sebbene la maggior parte di essi non ne metta in evidenza le qualità prebiotiche (cioè il loro ruolo di supportare i batteri probiotici nel tratto intestinale). In realtà la maggior parte di essi fa semplicemente riferimento al loro ruolo come fonte di fibre. Negli Stati Uniti, il prodotto Capri Sun Super V di Kraft Foods, ad esempio, contiene fibra di mais solubile, sebbene la dicitura lo presenti soltanto come una ‘buona fonte di fibre’. Il marchio Simply Sqeezed della Nuova Zelanda, tuttavia, evidenzia entrambe le proprietà probiotiche e prebiotiche.
Il succo Dairy Free Prebiotic & Probiotic Juice di Happy Belly è una miscela di mela, ananas, mango e frutto della passione e contiene fibra alimentare Litesse e il probiotico HOWARU bifido.
La fibra contenuta offre 4 g di fibra per una porzione da 250 ml ed il marchio combina i benefici probiotici e prebiotici al fine di potersi presentare come un prodotto fortemente promotore della salute digestiva.
I consumatori sembrano fidarsi dei probiotici ma solo in formati familiari
Mentre i claim relativi ai probiotici sono stati severamente penalizzati in Europa, e negli Stati Uniti l’idea che certi ceppi di batteri siano più efficaci di altri sia stata messa in discussione, i consumatori continuano ad associare positivamente alcuni alimenti alla salute digestiva.
Nel Regno Unito, il 72% dei consumatori di jogurt e bevande a base di jogurt concorda sul fatto che il consumo di questi prodotti sia un buon metodo per promuovere la salute digestiva. In altri mercati europei, queste opinioni sono leggermente inferiori, sebbene comunque forti. In Spagna, sette consumatori su dieci concordano anche sul fatto che jogurt e bevande a base di jogurt siano positivi per la salute digestiva; questo dato si attesta al 67% in Italia, al 58% in Germania e al 39% in Francia.
Queste opinioni sono probabilmente dovute alla nota reputazione dei benefici dello jogurt sulla salute digestiva piuttosto che alla reale comprensione, da parte del consumatore, del meccanismo d’azione dei probiotici.
Di fatto, in molti di questi paesi, i consumatori ammettono di non sapere esattamente cosa siano i batteri probiotici e il ruolo che essi svolgono (Tab 2).
Il fatto che in Norvegia e in Finlandia i consumatori siano ben consapevoli che Tine e Valio sono due aziende casearie, potrebbe agevolarli nel prendere consapevolezza del legame tra i succhi di queste aziende e i benefici salutari legati alle produzioni di tipo prettamente caseario.
In altri mercati, dove i consumatori potrebbero essere meno in grado di comprendere tale legame, le miscele di succhi e jogurt potrebbero palesare la suddetta correlazione.
Le ricerche condotte negli Stati Uniti mostrano che i giovani consumatori sono la popolazione maggiormente suscettibile alle problematiche di tipo gastro-intestinale; ciò potrebbe essere dovuto non solo a fattori di stress collegati agli impegni scolastici, ma anche a stili di vita frenetici che non prevedono una nutrizione adeguata o il necessario riposo notturno. I giovani rappresentano un importante potenziale per i prodotti probiotici in ragione del fatto che essi costituiscono una popolazione che consuma grandi quantità di succhi. Tuttavia, essi potrebbero essere trascurati da un mercato che in precedenza si concentrava prevalentemente sulle persone più anziane e più in particolare, sulle donne. Infatti, solo il 13% circa dei consumatori statunitensi che ha problemi legati al tratto gastrointestinale afferma di assumere probiotici con regolarità, nell’ottica di gestire al meglio la propria salute digestiva, eccezion fatta per le donne di più di 55 anni, delle quali il 19% afferma di affidarsi ai probiotici.
I consumatori più giovani, tuttavia, sono più inclini ad affermare di essere frustrati dal fatto che i loro problemi gastro-intestinali interferiscono nella loro vita quotidiana, poiché queste problematiche li fanno sentire a disagio, condizionando la loro vita sociale. Queste motivazioni, potrebbero essere forti incentivi per spingere a provare i succhi probiotici e inoltre, sarebbero un messaggio esclusivamente riservato ai succhi, data la minore diffusione nel segmento caseario.
Conclusioni
I consumatori associano i probiotici presenti in alcuni alimenti, come ad esempio jogurt, con la salute dell’apparato digerente, ma hanno minore familiarità in merito all’uso dei probiotici come ingredienti di altri prodotti alimentari, quali succhi e prodotti caseari, che potrebbero rappresentare una interessante innovazione.
L’incorporazione di probiotici in prodotti di consumo quotidiano può incrementare la possibilità che i consumatori assumano la dose raccomandata affinché questi prodotti siano efficaci. Particolari segmenti di mercato, quali i giovani e le persone intolleranti al lattosio, potrebbero essere particolarmente interessati ai succhi contenenti probiotici.
Sebbene i benefici dei probiotici differiscano in base al ceppo, esistono nuovi ceppi resistenti a pH e condizioni di lavorazione che possono essere aggiunti a categorie alimentari diverse, per diminuire la riluttanza dei consumatori all’utilizzo, visto che l’attuale consumo di probiotici è basso.
Mintel in a nutshell
Mintel è la principale agenzia di Market Intelligence a livello mondiale, fornendo informazioni attendibili, analisi e raccomandazioni essenziali. Il portfolio di Mintel di prodotti affidabili e soluzioni per l’industria supporta clienti di alto profilo in settori chiave come beni di largo consumo (CPG), servizi finanziari, media, retail, tempo libero e istruzione. Con uffici a Londra, Chicago, New York, Toronto, Shanghai, Tokyo, Sydney, Singapore, Mumbai, Kuala Lumpur e San Paolo, la presenza di Mintel continua a crescere a livello globale. Il team di specialisti e di analisti di fama mondiale di Mintel utilizza le fonti più credibili di dati, notizie e opinioni, e fornisce dati per l’innovazione e le tendenze, in modo da comunicare la visione più affidabile delle prospettive future.
Il mercato dei carboidrati non digeribili
Il settore del controllo degli zuccheri nel sangue presenta enormi opportunità alla luce del crescente numero di persone affette da diabete e pre-diabete. La Federazione Internazionale del Diabete stima che 382 milioni di persone nel mondo convivano con il diabete e si ritiene che entro il 2035 questa cifra aumenterà del 55%, attestandosi a 592 milioni.
La questione del controllo degli zuccheri nel sangue è sempre più correlata al controllo dell’appetito; ciò significa che essa interessa anche la popolazione generica ed in particolare le persone che vogliono mantenere il loro peso corporeo o ridurlo.
I prodotti ad elevato e basso indice glicemico (IG) generano diverse risposte glicemiche ed insuliniche quando consumati. Si dice che i cibi a basso indice glicemico aiutino anche a regolare e a soddisfare meglio l’appetito, mentre taluni studi suggeriscono che gli alimenti ad elevato IG potrebbero essere collegati alla dipendenza dal cibo. Ne consegue che l’IG è una discriminante sempre più utilizzata per comunicare ai consumatori la ‘qualità’ dei carboidrati e, negli ultimi cinque anni, il numero di alimenti e bevande a basso indice glicemico introdotti sul mercato è cresciuto considerevolmente (Tab 1).

La consapevolezza in materia di IG è tuttavia ancora relativamente bassa: solo il 22% dei consumatori americani di bevande si preoccupa di verificare che i dolcificanti in esse contenute siano a basso IG. Ciò malgrado, i consumatori sembrano attribuire una certa importanza al concetto di ‘sentirsi sazi più a lungo’, ed il 41% dei consumatori del Regno Unito acquista cereali per la colazione proprio in virtù del fatto che questo alimento ‘riempie fino all’ora di pranzo’ e ‘fornisce energia’. Quando si intende promuovere prodotti a basso IG, l’utilizzo di dichiarazioni relative al senso di sazietà, come ad esempio ‘aiuta a sentirsi sazi più a lungo’, oppure fornisce ‘una prolungata fonte di energia’, aiuta a comunicare al consumatore il legame fra basso IG, un livello costante di zuccheri nel sangue ed una maggiore soddisfazione.
Esempi di lanci di prodotti a ‘basso indice glicemico’
Cereali integrali ‘Bear Alphabites’
(Regno Unito)
Questi cereali da colazione sono dolcificati con nettare di fiori di cocco che, rispetto ad altri zuccheri, hanno un inferiore indice glicemico. Il prodotto spiega i benefici dello zucchero a basso IG affermando che ‘previene sregolati picchi di zucchero e repentini cali di zuccheri, saziando più a lungo i vostri bambini’.
Riso integrale a basso IG di Sun Rice
(Australia)
Questo riso a basso IG vanta di rilasciare energia in modo costante, dando un senso di carica energetica per un lungo periodo dopo il pasto. Sul fronte della confezione, insieme alla scritta ‘a basso IG’ si afferma anche ‘aiuta a sentirsi sazi più a lungo’ e fornisce un ‘prolungato rilascio di energia’.
Yogurt alla vaniglia di Yoplait
(Australia)
Si tratta di uno yogurt a basso IG che fornisce un sostenuto rilascio di energia, conferendo un prolungato senso di sazietà.
La comunicazione del controllo dello zucchero nel sangue va nella giusta direzione
La ricerca di ingredienti efficaci che aiutino a gestire e ridurre i livelli di zuccheri nel sangue, riducendo in modo utile la risposta glicemica di un prodotto alimentare, è in continuo sviluppo.
Sebbene diversi ingredienti abbiano dimostrato un certo potenziale nella gestione dei livelli di zucchero nel sangue, fra cui avena, acido alfa lipoico e cannella, nessuno di essi detiene un claim sulla salute approvato, né negli USA, né in Europa.
Ciò malgrado, la recente approvazione di un claim sulla salute da parte dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), nel mese di gennaio 2014, ha ufficialmente riconosciuto il legame fra carboidrati non digeribili e la riduzione della risposta glicemica dei prodotti alimentari.
Tre dei grandi fornitori di carboidrati non digeribili, inulina e frutto-oligosaccaridi (FOS) derivati da cicoria, ovvero Beneo-Orafti SA, Sensus BV e Cosucra-Groups Warcoing SA, hanno presentato la richiesta di valutazione all’EFSA.
I tre studi di intervento e i tre studi meccanicistici sull’uomo presentati all’EFSA avevano lo scopo di documentare la relazione fra carboidrati non digeribili ed una ridotta risposta glicemica post-prandiale.
L’EFSA ha concluso che vi è una relazione di causa/effetto fra il consumo di alimenti/bevande che contengono carboidrati non digeribili al posto dello zucchero ed una riduzione delle risposte glicemiche post-prandiali rispetto ai prodotti contenenti zucchero. Ciò può essere attribuito alla non digeribilità dei carboidrati e significa che, rispetto allo zucchero, su base peso-per-peso, vi è una ridotta quantità di carboidrati disponibili per l’assorbimento.
Riduzione della risposta glicemica dei prodotti con carboidrati non-digeribili
I carboidrati non digeribili, il cui consumo produce effetti fisiologici benefici, sono anche classificati come fibre funzionali. Le fibre funzionali, come inulina e polidestrosio, sono già utilizzate per favorire la riduzione del contenuto di zucchero e grassi negli alimenti e nelle bevande. Studi hanno dimostrato che l’inulina, insieme all’oligofruttosio, permette una riduzione del contenuto di zucchero e grassi dei prodotti da forno, mimando le proprietà funzionali e sensoriali conferite da zucchero e grassi.
FOS, polisaccaridi non amidacei, oligosaccaridi resistenti e amidi resistenti, possono tutti riportare il claim recentemente approvato, purché il 30% almeno degli zuccheri all’interno del prodotto sia sostituito con carboidrati non digeribili.
L’approvazione di questo claim aiuterà a promuovere l’utilizzo di carboidrati non digeribili per ridurre la risposta glicemica di un prodotto alimentare ed aiutare i consumatori a gestire meglio i livelli di zuccheri nel sangue. Ciò è particolarmente significativo, viste le crescenti pressioni poste da patologie correlate all’obesità e la crescente domanda di prodotti alimentari e bevande che possano aiutare a ridurre questi problemi.
Per concludere, i carboidrati non digeribili possono essere utilizzati al posto dello zucchero per ridurre la risposta glicemica post-prandiale di alimenti e bevande. L’uso di dichiarazioni fondate sulla sazietà di prodotti a basso IG aiuterà a comunicare i benefici dei prodotti ai consumatori. Inoltre, i prodotti che aiutano a gestire i livelli di zucchero nel sangue, dovrebbero essere rivolti a diabetici e pre-diabetici, nonché a tutti coloro interessati al controllo del peso.
Le potenzialità delle alghe nei functional foods
Secondo una ricerca Mintel, l’attenzione nel settore dei functional foods per le alghe sta crescendo.
Alghe negli snack
In Cina, le alghe sono considerate un alimento molto nutriente; articoli on line dedicati alle lavoratrici cinesi raccomandano il consumo di snack a base di alghe essicate. Molto di questi articoli illustrano le proprietà dimagranti, detossificanti e salutari delle alghe. Da una ricerca Mintel, il 55% dei cinesi sceglie abitualmente prodotti ittici (comprese alghe, frutti di mare e capesante) per migliorare le condizioni generali di salute. Nonostante le popolazioni occidentali non siano abituate al consumo di alghe, escluso il sushi o la zuppa di miso, le Aziende possono guardare all’Asia come ispirazione per lo sviluppo di alcuni alimenti funzionali. L’approccio asiatico per una vita salutare in una società che invecchia può essere uno spunto di riflessione per gli occidentali.
Esempi di snack a base di alghe:
– Cracker di riso giapponese con alghe e olio di oliva: cracker di riso dall’Olanda con alghe e aroma di olio d’oliva. Aggiungere una minima quantità di alghe al 1.14% sull’etichetta è un approccio utile per abituare i consumatori occidentali al consumo di snack con alghe.
– Sfoglie di alghe fritte aromatizzate alla paprika: uno snack vegetale dalla Tailandia a base di alghe fritte con aroma di paprika. Per adattarli al gusto occidentale possono essere utilizzati differenti aromi.
– Alghe coreane salate con pepe e aromi: uno snack tutto naturale dagli USA che utilizza sapori tradizionali come pepe e piante aromatiche. La confezione spiega che lo snack, ricco di gusto, vitamine e minerali, favorisce il benessere per tutta la giornata.
– Snack a base di grano: uno snack a base di grano dalla Cina che utilizza polvere di alghe come condimento per dare un aroma di mare.
Alghe come nuova fonte di proteine
Considerato l’aumento della popolazione e delle aspettative di vita nei paesi evoluti, la domanda di proteine di derivazione animale è destinata a crescere. Ciò è legato all’aumentare della consapevolezza e del riconoscimento delle proteine come nutriente importante. Il consumo di proteine contenute in cibi e bevande non è solo una necessità degli atleti; è diventato un bisogno nella vita quotidiana dei consumatori, con oltre 6 Americani su 10 che legano la scelta degli alimenti al contenuto di proteine.
Per far fronte alla crescente domanda, è fondamentale il miglioramento nella produzione di proteine animali, ma allo stesso modo è importante anche iniziare a valutare e ad esplorare le potenzialità delle proteine ottenute da fonti non animali.
La disponibilità di fonti alternative per le proteine è già particolarmente evidente sul mercato, con i lanci di prodotti sostitutivi della carne aumentati globalmente nei passati cinque anni e arrivati a rappresentare un quarto dei prodotti lanciati nel 2012.
I più comuni sostituti della carne sono soia, farine, micoproteine – che sono un prodotto fermentato derivato da funghi e tofu – e proteine vegetali.
La diffusione di prodotti contenenti proteine di derivazione non animale è provata dall’aumento di lanci di prodotti con i claims ‘ingredienti non animali’ e high protein, con il numero totale di lanci triplicato dal 2008 al 2012 (dal 9% al 27%, dati Mintel).
Una delle fonti alternative più innovative sono le alghe, caratterizzate da una abbondanza di proteine, che ne costituiscono oltre il 47% del peso.
La loro funzionalità e il loro utilizzo per la produzione alimentare sono particolarmente interessanti; in particolare la proteina rubisco, trovata in alte concentrazioni nelle alghe, si è rivelata molto utile nei prodotti sostitutivi della carne grazie alla sua particolare struttura. Il metodo di produzione per la riproduzione delle alghe è inoltre più sostenibile rispetto alle proteine animali, che compete direttamente con le fonti alimentari umane e richiede l’utilizzo di molte più risorse. Le proteine derivate dalle alghe inoltre offrono una alternativa vegana per le proteine animali.
Fattore importante per la diffusione delle proteine derivate dalle alghe è l’accettazione da parte dei consumatori; tuttavia il costante aumento dell’uso di alghe come ingredienti di alimenti e bevande fornisce segnali incoraggianti, con oltre la metà dei prodotti contenenti alghe degli ultimi cinque anni proposti sul mercato solo negli ultimi due anni (Fig 1).
Anche la diffusione dell’alga spirulina, con lanci triplicati dal 2008 al 2012, è segnale di un atteggiamento positivo dei consumatori nei confronti dei prodotti alimentari a base di alghe (Fig 2).

Di seguito, alcuni esempi di cibi e bevande contenenti spirulina.
– Frappè di frutta con alga spirulina: offre benefici per la salute apportati dall’alga spirulina, e da frutti quali mela, banana, arancia e kiwi.
– Caramelle energetiche a base di spirulina e ginseng: mix gommoso di noci, avena e semi che contengono spirulina e ginseng, proposto come energizzante naturale.
– Barrette di muesli con mirtilli e spirulina: muesli combinati con mirtilli e spirulina.




