Il contributo delle neuroscienze e del neuromarketing alla cosmetica

“Non siamo macchine pensanti che si emozionano, ma macchine emotive che pensano”. Lo affermano ormai numerose ricerche neuroscientifiche, modificando un radicato paradigma che attribuiva alla razionalità un ruolo determinante nei processi decisionali. Oggi sappiamo che le decisioni non sono solo frutto di calcoli e previsioni logiche, ma l’esito di un complesso processo in cui un ruolo determinante è attribuibile all’emozione. Ciò vale soprattutto in contesti di mercato in cui la dimensione affettiva ed emotiva gioca un ruolo fondamentale come, per esempio, il mondo del cibo e il mondo del beauty e del wellness. Si tratta di contesti in cui la dimensione simbolica, il valore psicologico e la valenza rappresentativa condizionano profondamente i processi razionali e di decision making. In questo panorama la decisione di acquisto, così come i processi percettivi alla base di essa, è profondamente influenzata da “scorciatoie”, ovvero da meccanismi di facilitazione e semplificazione (si pensi per esempio al valore della marca, del prezzo, del packaging), da esperienze pregresse o da aspettative fortemente connotate da emotività
Sono soluzioni che permettono di risparmiare energia e di semplificare i processi decisionali, soprattutto se non si è particolarmente competenti o se si ha poco tempo per decidere. Non si tratta solo di processi in grado di modificare il percorso logico-decisionale, ma anche di cambiare profondamente la percezione del prodotto stesso. […]

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Prodotti finiti

Linea Make Sure

Keep Calm

Ingredients: Alcohol Denat., Aqua, Lavandula Angustifolia Flower Extract, Acrylates/C10-30 Alkyl Acrylate Crosspolymer, Aminomethyl Propanol, Glycerin, Imidazolidinyl Urea, Parfum, PEG-6 Caprylic/Capric Glycerides, Propylene Glycol, Tetrasodium EDTA, Linalool, CI16185, CI 42090 (FD&C Blue 1).

Introduzione: Avvolgente come un delicato soffio orientale, l’ipnotico mix caldo e floreale si unisce nella dose perfetta di puro benessere.

 

Stay Fresh

Ingredients: Alcohol Denat., Aqua, Mentha Piperita Leaf Extract, Aminomethyl Propanol, Acrylates/C10-30 Alkyl Acrylate Crosspolymer, PEG-6 Caprylic/Capric Glycerides, Propylene Glycol, Glycerin, Imidazolidinyl Urea, Parfum, Tetrasodium EDTA, Citral, Limonene, Linalool, CI 19140 (FD&C Yellow 5), CI 42090 (FD&C Blue 1).

Introduzione: Un vivace inno alla leggerezza, in cui l’inebriante armonia estiva sprigiona tutta la sua energia.

 

Feel Free

Ingredients: Alcohol Denat., Aqua, Spirulina Maxima Extract, Acrylates/C10- 30 Alkyl Acrylate Crosspolymer, Aminomethyl Propanol, PEG-6 Caprylic/Capric Glycerides, Glycerin, Parfum, Imidazolidinyl Urea, Propylene Glycol, Tetrasodium EDTA, CI 19140 (FD&C Yellow 5), CI 42090 (FD&C Blue 1).

Introduzione: Freschi, energici, inebrianti… i raffinati accenni marini inondano di sogni e libera follia.

 

Blossom

Ingredients: Alcohol Denat., Aqua, Acrylates/ C10-30 Alkyl Acrylate Crosspolymer, Jasminum Officinale Flower/Leaf Extract, PEG-6 Caprylic/ Capric Glycerides, Glycerin, Parfum, Aminomethyl Propanol, Imidazolidinyl Urea, Tetrasodium EDTA, Citral, Citronellol, Propylene Glycol, Geraniol, Limonene, Linalool, CI 16185. 

Introduzione : Poetica, dolce e seducente, la morbida nota fruttata è un sognante richiamo a un futuro più roseo.

 

Spunti tecnici
Si tratta di cosmetici igienizzanti grazie alla presenza del 70% di Alcohol. Un’ottimale gelificazione è ottenuta tramite l’inserimento di un co-polimero acrilico cross-linkato, perfettamente compatibile con la fase alcolica e caratterizzato da una rapida dispersione e una perfetta trasparenza.

Questo gelificante si distingue infatti dai modificatori reologici comunemente impiegati nei gel sanitizzanti, poiché consente di ottenere delle texture molto setose, leggere e piacevoli all’applicazione.
Ogni formula è arricchita da ingredienti attivi e da estratti, quali:
estratto di lavanda, con azione lenitiva e rilassante;
estratto di menta piperita, dall’azione rinfrescante;
estratto di alga spirulina, con azione tonificante;
estratto del fiore di gelsomino, dotato di potere rilassante

Infine, sia i pigmenti che gli aromi utilizzati rispecchiano la scelta degli attivi selezionati nella formulazione, in linea con il mood del prodotto.


Salicylic Acid Treatment Serum di Laboratorio Cosmopolita

Ingredients: Salicylic Acid, Aqua, Propanediol, Dimethicone, Niacinamide, Isopentyldiol, Sodium Polyacryloyldimethyl Taurate, Zinc PCA, 3-O-Ethyl Ascorbic Acid, Aloe Barbadensis Leaf Extract, Centella Asiatica Extract, Trifolium Pratense Flower Extract, Sodium Hyaluronate, Saccharide Isomerate, Glycerin, Ethylhexylglycerin, Potassium Azeloyl Diglycinate, Cetearyl Olivate, Butylene Glycol, Sorbitan Olivate, Polysilicone-11, Decyl Glucoside, Caprylyl Glycol,1,2-Hexanediol, Maltodextrin, Ethoxydiglycol, Totarol, Lavandula Hybrida Oil, Citrus Aurantium Bergamia Fruit Oil, Tocopheryl Acetate, Phenoxyethanol, Disodium EDTA, Potassium Hydroxide. 

Introduzione: Un siero anti-acne quotidiano all-over che aiuta a curare le macchie. Questo trattamento quotidiano per l’acne (il nostro primo siero in assoluto!) elimina senza sforzo l’acne per rivelare una pelle più chiara e levigata. La sua formula leggera include l’ingrediente attivo 2% di acido salicilico che elimina le macchie e ne impedisce la ricomparsa. La niacinamide e la vitamina C lavorano insieme per aiutare a ridurre al minimo la comparsa di macchie scure, mentre lo zinco assorbe l’olio e decongestiona i pori.

 

Spunti tecnici
Un siero viso delicato, ottenuto tramite una leggera emulsione O/W data da un’emulsionante non ionico derivato dall’olio di oliva, la cui struttura a cristalli liquidi mima quella dello strato corneo cutaneo. Questa sua caratteristica gli consente di penetrare rapidamente nella pelle, lasciandola idratata a lungo e luminosa.
Come modificatore reologico è impiegato il Sodium polyacryloyldimethyl taurate. Quest’ultimo è caratterizzato da un’eccezionale sensorialità e un’elevata tollerabilità agli elettroliti. Inoltre, dona alla formula un tocco setoso. Il prodotto è presentato sul mercato come formula ad azione anti-maskne, grazie alla presenza di acido salicilico al 2%. Questo è infatti uno dei betaidrossiacidi più comunemente impiegato, dotato di proprietà esfolianti e in grado di svolgere un’azione anti-acne. La maggior difficoltà nell’impiego di questo acido a livello formulativo deriva dalla sua non semplice dispersione. In questa formula è stata inserita una miscela di propanediolo e glicoli, al fine di aiutarne la dispersione. Inoltre, il propanediolo è ben noto non solo per le sue proprietà idratanti, ma anche come booster del sistema conservante del prodotto.
Non manca infine nel prodotto la presenza di acido ascorbico nella sua forma di 3-O-Ethyl ascorbic acid, una delle forme più stabili della vitamina C.

 

Articolo pubblicato su Cosmetic Technology 1/2021

 

 

 

Proteggersi dagli effetti della pandemia

È già trascorso un anno dall’inizio della pandemia da COVID-19 che ha sconvolto le abitudini di milioni di persone in tutto il mondo e che purtroppo pare non essere destinata a finire nell’immediato futuro.
I nostri comportamenti sociali sono stati completamente modificati in seguito ai lockdown imposti per contenere la diffusione dei contagi: smart working, didattica a distanza e comunicazione via web sono aumentati esponenzialmente e sembrerebbe che si possano raggiungere addirittura le 17 ore davanti agli schermi di dispositivi come telefoni, computer e tablet. Indossiamo le mascherine per quasi tutta la giornata quando ci troviamo esposti al contatto con altre persone, e laviamo e igienizziamo frequentemente le mani seguendo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Se da un lato tutti questi comportamenti ci proteggono e ci facilitano la vita, dall’altro portano con sé alcune “insidie”: restare continuamente connessi ci espone a un continuo “bombardamento” della radiazione emessa dagli schermi (luce blu) che può risultare dannosa per la nostra pelle e per la nostra vista. Le nostre mani, in seguito al continuo utilizzo di detergenti e igienizzanti, presentano un’eccesiva disidratazione, per cui diventa importante utilizzare prodotti in grado di ripristinare l’integrità e funzionalità della cute. L’utilizzo prolungato delle mascherine aumenta la fragilità cutanea e favorisce l’insorgenza dell’acne, e tale fenomeno è talmente diffuso che si è arrivati a coniare un nuovo termine per identificarlo: maskne.
Le esigenze cosmetiche del consumatore sono quindi cambiate, e per rispondere a questi nuovi scenari proponiamo una serie di ingredienti cosmetici che soddisfino al tempo stesso anche un’altra crescente richiesta del consumatore che si è ulteriormente rafforzata in seguito alla pandemia: l’utilizzo di prodotti e materie prime il più possibile sostenibili.
Infatti, si è fatta sempre più forte la consapevolezza che la salvaguardia dell’ecosistema e della biodiversità sia un presupposto fondamentale da tutelare per il futuro dell’umanità. Alcune correnti di pensiero addirittura correlano la tutela dei delicati equilibri della natura con la riduzione del rischio di sviluppare nuove pandemie.
Per questo motivo, nella selezione degli ingredienti da proporre, particolare attenzione è stata posta anche al processo produttivo o estrattivo utilizzato per ottenere la materia prima per poter rispondere, quanto più possibile, a queste nuove richieste del mercato.

Esaltare lo sguardo
Propyl Gallate, Gallyl Glucoside, Epigallocatechin Gallatyl Glucoside

L’utilizzo della mascherina impone di coprire quasi tutto il volto, e questo limita molto la nostra comunicazione non verbale nascondendo sorrisi ed espressività. Rimangono scoperti solo gli occhi, per cui diventa importante enfatizzare il nostro sguardo non solo grazie al makeup, ma anche mediante l’utilizzo di prodotti skin care dedicati.
L’attivo proposto riduce inestetismi quali borse e occhiaie per conferire allo sguardo la sua massima luminosità.
La causa dell’insorgenza delle occhiaie è da ricollegarsi a un eccessivo accumulo di melanina, alla formazione di edema nella zona perioculare e ad una non ottimale microcircolazione, che portano poi a un’infiammazione localizzata.
L’attivo di derivazione vegetale e biotecnologica agisce in modo sinergico grazie all’azione di diverse sostanze: il propil gallato (dal Mirobalano nero, pianta originaria dell’Asia meridionale), l’acido gallico glicosilato (dalle foglie di quercia) ed epigallo-catechin gallato glicosilato (da tè verde). Queste molecole agiscono sul microcircolo, sull’infiammazione e sull’iperpigmentazione, e la loro attività è stata dimostrata da studi in vitro e in vivo. Il risultato è una riduzione sia delle occhiaie che dell’edema nell’area perioculare.

Idratazione
Aqua, Avena Sativa Leaf/Stalk Extract, Saccharomyces Ferment Filtrate, Citric Acid, Sodium Benzoate, Potassium Sorbate

Per millenni, in molte culture le fermentazioni sono state fonda- mentali strumenti per la trasformazione e la conservabilità degli alimenti (si trovano documenti dell’età romana che descrivono la fermentazione legata alla vinificazione). Nel settore delle materie prime cosmetiche, la fermentazione è un processo di trasformazione molto interessante, poiché permette di sfruttare l’attività di un microrganismo opportunamente selezionato per produrre principi attivi innovativi a partire da fonti di saccaridi. Il microrganismo rappresenta quindi un bioreattore microscopico che può produrre sostanze utili alla salute della nostra pelle, senza dover ricorrere alla sintesi chimica.
Grazie a questa tecnologia riscopriamo un ingrediente noto da sempre in cosmesi: l’avena.
Le proprietà lenitive, desensibilizzanti e idratanti di questa pianta sono ampiamente riconosciute e sfruttate da secoli, e grazie a una particolare tecnica, che può essere definita di iperfermentazione, sono addirittura potenziate. L’estratto, infatti, subisce un primo trattamento enzimatico che rende più performante il successivo step di fermentazione. L’estratto che si ot- tiene in questo modo risulta più ricco in principi attivi: il potere antiossidante e il contenuto aminoacidico aumentano notevolmente con una conseguente maggiore attività del fitocomplesso. È stato misurato un incremento nella concentrazione di polifenoli, flavonoidi e aminoacidi.
Studi in vivo dimostrano una duplice attività dell’ingrediente: ripristino dell’idratazione in seguito all’utilizzo di tensioattivi ed effetto di modulazione sul microbiota cutaneo grazie alla fonte di fibre solubili.

Protezione dalla luce blu
Glycerin, Melissa Officinalis Callus Lysate, Citric Acid

Evidenze sempre maggiori indicano che, oltre alla radiazione UV, anche la luce blu produce effetti dannosi sulla pelle: invecchiamento cutaneo e pigmentazione. Tale radiazione penetra in profondità nel derma e, attraverso la produzione di specie radicaliche, è in grado di generare danni potenzialmente maggiori rispetto all’esposizione solare.
Per questi motivi è molto importante proteggere la pelle durante l’esposizione alla radiazione emessa dagli schermi.
La melissa, pianta perenne nativa della regione Mediterranea, è ben conosciuta per le sue proprietà benefiche, e recenti studi hanno anche dimostrato la sua attività antinfiammatoria, antiossidante e antimicrobica.
Questo particolare estratto di melissa si ottiene mediante un processo produttivo brevettato (CROP®) e progettato per es- sere completamente ecologico e rispettoso dell’ambiente. Partendo dalla coltivazione in vitro delle piante risulta essere totalmente sostenibile. Tale tecnologia garantisce l’ottenimento di un fitocomplesso concentrato e standardizzato costituito da componenti che lavorano in sinergia; esplica una potente azione antiossidante e antinfiammatoria grazie alla presenza dell’acido rosmarinico che protegge la pelle dall’invecchiamento prematuro generato dai ROS. L’attivo è privo di conservanti, solventi o contaminanti ambientali (quali pesticidi, metalli pesanti) e OGM-free.

Acne da mascherina o maskne
Camelina Sativa Seed Oil, Thymus Vulgaris Flower/Leaf/Stem Extract

Indossare la mascherina per diverse ore quando ci troviamo all’esterno delle pareti domestiche porta a favorire le condizioni per l’insorgenza dell’acne e di irritazioni cutanee.
L’attivo proposto svolge un’azione multifunzionale grazie all’effetto sinergico dei due componenti: riduce la produzione di sebo, svolge azione lenitiva, modula l’ipercheratinizzazione e riduce l’ossidazione lipidica. L’attività è sostenuta dalla presenza di elevate concentrazioni dei polifenoli del timo (timolo e carvacrolo) e di acido linolenico e linoleico contenuti nell’olio di camelina. Diversi test sono stati condotti sia in vitro che in vivo per dimostrare la sua efficacia. L’estratto di timo utilizzato è ottenuto mediante un processo brevettato; è biologico e sostenibile, e questo ingrediente vanta anche il primato di primo ingrediente cosmetico a soddisfare completamente i requisiti del protocollo di Nagoya.

Articolo pubblicato su Cosmetic Technology 1/2021

 

 

 

Buone pratiche di fabbricazione

Nel mercato cosmetico, i processi, i materiali di packaging e le materie prime con le quali vengono formulati nuovi prodotti è in costante e rapida evoluzione.
In un contesto sempre più dinamico, in continuo e spasmodico cambiamento, la necessità di assicurare la qualità e i requisiti di prodotti in tutte le sue parti richiede uno sforzo quotidiano sempre maggiore da parte delle aziende.

L’imballaggio, soprattutto il primario, gioca un ruolo chiave nell’insieme funzionale di un prodotto cosmetico. La scelta di fornitori affidabili e qualificati, il controllo delle forniture, l’identificazione dei materiali, la loro movimentazione all’interno delle aree di lavoro, i processi produttivi e la gestione dei fattori umani che possono influenzare la qualità e le prestazioni dei componenti sono fattori chiave per garantire prodotti di qualità. Con questo articolo intendo sottolineare l’importanza nel seguire le Linee guida sulle pratiche di buona fabbricazione. Ho scelto di approfondire sostanzialmente quattro aspetti che ritengo fondamentali per assicurare la qualità del prodotto. Questi sono il rischio di frammischiamento e della contaminazione, la scrittura di un’esaustiva documentazione a supporto della produzione, la formazione degli operatori, la necessità di una costante supervisione delle attività attraverso gli audit interni. […]

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Prodotti finiti

Redatti da Barbara Alessandra Catozzi • barbaracat@icloud.com

Gel igienizzante mani • Laboratoire Puressentiel

Nato come prodotto cosmetico e di recente notificato come Presidio Medico Chirurgico (PMC) reg. n.20581 del Ministero della Salute.
In commercio si trova sia come cosmetico che PMC, di seguito le due diffe- renti presentazioni.
Cosmetico: deterge le mani senza acqua, senza sapone, senza risciacquo.
Con Alcol vegetale, 3 oli essenziali e aloe vera idratante.
PMC: elimina fino al 99,99% di batteri, virus e lieviti.
Disinfezione rapida delle mani senza acqua, senza sapone, senza risciacquo.
Non secca le mani.
Principio attivo vegetale: 71,9% di alcol vegetale non denaturato da ftalati.
Tre oli essenziali (limone, lavandino grosso, tea tree).
Con aloe vera addolcente.
Effetto idratante immediato: fino a 105% di idratazione in più.
Tripla efficacia: anti-batterica, anti-virale e levuricida.

Spunti tecnici
Il sapone “normale” è efficace nell’inattivare virus come il SARS-CoV-2 perché possiede una membrana oleosa sulla superficie che viene sciolta dal sapone1.
Tuttavia, l’utilizzo frequente dei saponi produce un depauperamento della struttura del film idrolipidico. L’Organizzazione mondiale della sanità consi- glia di alternare il lavaggio delle mani con l’utilizzo di prodotti sanificanti2,3.
In questo gel un elemento tecnico interessante è l’utilizzo di una soluzione di Aminomethyl propanol come stabilizzante del pH e della formulazione generale, e il viscosizzante utilizzato, un acrilato, è valido in un ampio range di pH.

Ingredients
Alcohol, Aqua, Glycerin, Lavandula Hybrida Grosso Herb Oil, Citrus Limon Peel Oil, Acrylates/C 10-30 Alkyl Acrylate Crosspolymer, Melaleuca Alternifolia Leaf Oil, Aloe Barbadensis Leaf Juice Powder, Aminomethyl Propanol, Limonene**, Linalool**, Citral**, Geraniol**, Coumarin**
**Presenti in natura negli oli essenziali


Gerlasan ®, Crema mani • E. Gerlach

Idratante, protettiva e a rapido assorbimento. GERLASAN® Crema mani contiene preziosi ingredienti sapientemente combinati, come l’aloe vera, l’olio di jojoba, l’amido di tapioca e l’urea, per la cura intensiva e la pro- tezione delle mani stressate e secche. La sua azione protettiva ottimale è completata dal bisabololo che esercita un’azione lenitiva sulla pelle e dal pantenolo che svolge l’effetto barriera protettiva per la cute.
Testata dermatologicamente. Utilizzabile anche dai diabetici.
Indicazioni: idratante, protettiva, a rapido assorbimento.
Per la cura quotidiana delle mani.

Spunti tecnici
Polyglyceryl-3 methylglucose distearate è un emulsionante a base vegetale adatto per emulsioni cosmetiche O/A, con un buon profilo di stabilità. Emul- sionante stabile a pH 4,5-8,5 ad alta compatibilità con gli elettroliti. L’acido caprilidroxamico è un chelante. Tra i conservanti è da notare il clotrimazolo, che svolge la funzione di antimicrobico e antimicotico. Tale sostanza carat- terizza tutta la linea ed è utilizzata anche in farmaceutica, in quanto con- trasta lo sviluppo delle micosi.
La linea Gerlasan è commercializzata in tutto il mondo in diversi canali distributivi, ma in Germania è già in commercio un aggiornamento conte- nente un attivo biologico probiotico BIOTYLIS® che promuove la riprodu- zione naturale dei batteri sani nella flora cutanea e li riporta in equilibrio.

Ingredients
Aqua, Urea, Paraffinum Liquidum, Polyglyceryl-3 Methylglucose Distearate, Isopropyl Palmitate, Octyldodecanol, Glyceryl Stearate, Simmondsia Chinensis Seed Oil, Cetyl Alcohol, Glycerin, Dimethicone, Tapioca Starch, Panthenol, Aloe Barbadensis Leaf Juice Powder, Bisabolol, Triethyl Citrate, Xanthan Gum, Parfum, Methylparaben, Ethylparaben, Phenoxyethanol, Caprylyl Glycol, Caprylhydroxamic Acid, Ethylhexylglycerin, Methylpropanediol, Clotrimazole, Benzyl Salicylate, Citronellol, Hexyl Cinnamal, Limonene, Linalool, Alpha-Isomethyl Ionone


Cicalfate+ • Pierre Fabre S.A
La crema ristrutturante protettiva per lenire, ristrutturare e purificare le pelli fragilizzate favorisce la ristrutturazione epidermica.
Formula ristrutturante e protettiva, molto ben tollerata, Cicalfate+ è la crema per la pelle fragilizzata indicata per tutta la famiglia. Ancora più effi- cace, produce un effetto lenitivo immediato grazie a un’associazione unica di principi attivi:

1 Ristrutturante: [C+-Restore]TM, primo attivo ristrutturante postbiotico ottenuto dall’acqua termale Avène, favorisce la ristrutturazione epidermica.
2 Purificante: L’associazione di solfati di rame e di zinco limita il rischio di proliferazione microbica.
3 Lenitiva: Ricca di acqua termale Avène, lenisce l’epidermide fragilizzata.

Questo prodotto è stato testato sotto controllo dermatologico.

Spunti tecnici
Le formulazioni Avène sono basate sull’acqua termale raccolta dal sito ter- male denominato Avène. L’acqua termale Avène rientra nel gruppo delle acque debolmente mineralizzate (poco mineralizzate) con profilo bicarbo- nato calcico e magnesiaco. Tra le principali caratteristiche si nota la pre- senza significativa di silicati, il basso contenuto di sodio, il rapporto calcio/ magnesio pari a 2 (espresso in mg/l di minerali) e la grande varietà di oli- goelementi.
L’associazione di solfati di rame e di zinco limita il rischio di proliferazione microbica.
Aquaphilus dolomiae ferment filtrate è un filtrato del prodotto ottenuto dalla fermentazione del terreno di coltura da parte del microrganismo Aquaphilus dolomiae ed è indicato come protettivo della pelle.
L’ ossido di zinco ha anche funzione protettiva e filtro UV.

Ingredients
Avene Thermal Spring Water (Avene Aqua), Caprylic/ Capric Triglyceride, Mineral Oil (Paraffinum Liquidum), Glycerin, Hydrogenated Vegetable Oil, Zinc Oxide, Propylene Glycol, Polyglyceryl-2 Sesquiisostearate, Peg- 22/Dodecyl Glycol Copolymer, Aluminum Stearate, Aquaphilus Dolomiae Ferment Filtrate, Arginine, Beeswax (Cera Alba), Copper Sulfate, Magnesium Stearate, Magnesium Sulfate, Microcrystalline Wax (Cera Microcristallina), Tromethamine, Zinc Sulfate


Evercalm ™ • Ren Clean Skincare

Sviluppata appositamente per combattere l’ipersensibilità, la maschera di salvataggio calma, lenisce e idrata, aiutando ad alleviare istantaneamente i segni chiave della pelle sensibile. Formulato con l’esclusivo complesso attivo REN, rafforzerà la barriera protettiva contro l’umidità per favorire il recupero e aumentare la capacità della pelle di far fronte allo stress.
La pelle è liscia, con un tono uniforme e un colorito luminoso e sano. Aiuta a sostenere l’equilibrio naturale della pelle iper reattiva lasciando una sensa- zione vellutata al tatto e offrendo la massima sensazione di calma e comfort. Utilizzare 3 volte a settimana oppure ogni volta che la pelle ha bisogno di un intervento urgente. Applicare una generosa quantità sulla pelle pulita, evitando il contorno occhi.

Spunti tecnici
Numerosi estratti caratterizzano questa formula: estratti d’alga, mirtillo rosso, arnica, cocco e il fungo Albatrellus ovinus emolliente.
Nella fase grassa sostenuta da emulsionanti quali Cetearyl alcohol, Cete- aryl glucoside e Cetyl alcohol sono rappresentati diverse cere, burri e lipidi. Formula ricca di emollienti e condizionanti come Magnesium carboxymethyl beta-glucan, Propanediol e l’Alpha-glucan oligosaccharide che è un oligo- mero del glucosio che presenta un grado di polimerizzazione compreso tra 2 e 10. Viene preparato per azione di una glucosil transferasi di Leuconostoc mesenteroides sul saccarosio. I monomeri di a-D-glucopiranosio sono legati da legami (1-2), (1-6) e (1-4). E infine Lactobacillus che è il prodotto ottenuto dalla fermentazione del Lactobacillus, emolliente.

Ingredients
Water, Glycerin, Cetearyl Alcohol, Caprylyl Caprylate/ Caprate, Olus Oil, Lactobacillus, Butyrospermum Parkii (Shea) Butter, Helianthus Annus Seed Wax, Simmondsia Chinesis Seed Oil, Cetearyl Glucoside, Propanediol, Algae Extract, Cetyl Alcohol, Lactobacillus, Alpha-Glucan Oligosaccharide, Fragrance*, Tocopheryl Acetate, Caprylic/Capric Triglyceride, Panthenol, Carbomer, Vaccinium Vitas- Idaea Seed Oil, Xanthan Gum, Arnica Montana Flower Extract, Camelina Sativa Seed Oil, Cocos Nucifera Fruit Extract, Tocopherol, Magnesium Carboxymethyl Beta-Glucan, Malachite Extract, Albatrellus Ovinus Extract, Laminaria Ochroleuca Extract, Glucose, Phenoxyethanol, Helianthus Annuus Seed Oil, Citric Acid, Sodium Hydroxide, Rosmarinus Officinalis Leaf Extract, Citronellol, Geraniol, Limonene, Linalool

Articolo pubblicato su Cosmetic Technology 1, 2021

Da green beauty a safe beauty: come cambiano le tendenze

di Camilla GrignaniCosmetic testing & marketing Etichub srl, spin-off dell’Università di Pavia, camilla@etichub.it


Il 2020 è stato un anno di grandi sconvolgimenti a livello globale che hanno determinato profondi cambiamenti in tutti i settori, cosmetica compresa.
Il nuovo scenario legato alla diffusione del COVID-19 ha indotto il consumatore a rivalutare abitudini e consumi subordinando ogni aspetto alla difesa della propria salute.
Non stupisce, dunque, che i criteri che governano l’acquisto di un prodotto cosmetico siano lo specchio del momento storico che stiamo vivendo. Nell’altalena dei bisogni di oggi, gel igienizzanti e prodotti per le mani vivono un’incredibile impennata, tanto che nel comparto prodotti mani/piedi/corpo il 26% dei nuovi lanci ha riguardato, nei 12 mesi fino a giugno 2020, soli prodotti per le mani (1). Inevitabilmente è la categoria fragranze e makeup, soprattutto per labbra, a faticare di più (2).

La trasformazione del packaging

Non si parla, però, solo di propensioni all’acquisto: stiamo assistendo a una rivoluzione più generale.
Le nuove prassi consolidate per garantire prevenzione e igiene personale hanno determinato un nuovo modo di guardare al contatto con le mani e alla spinosa questione della contaminazione, sia essa di origine batterica o virale. Questo ha avuto una conclusione diretta sul comparto beauty: il desiderio misto a necessità di ripensare al packaging e alla natura del prodotto.
Solitamente sono numerose le strategie per prevenire la contaminazione microbica senza andare a influenzare le proprietà del prodotto stesso. Seppur il termine “conservazione” si riferisca all’uso di conservanti chimici sintetici e naturali, tuttavia sono diverse le metodiche di conservazione microbica e virale che partono già dalle prime fasi produttive minimizzando il rischio di contaminazione e combinando in maniera intelligente diversi fattori. Tra questi si identifica la conservazione fisica secondaria, ovvero l’utilizzo di imballaggi primari a creare una barriera materiale. Il livello di protezione è doppio: contro la contaminazione durante l’uso e contro l’accumulo di contaminazione nel sistema di distribuzione. Ne deriva che la forma e le caratteristiche dell’imballaggio hanno un’influenza significativa nel potenziale di prevenzione dalla contaminazione microbica e riguardano tanto la configurazione fisica del packaging quanto la natura e la composizione dei materiali utilizzati (3).
Alla luce di ciò, i cosmetici nudi, ovvero privi di qualsiasi forma di packaging, sono in rapido declino, così come i contenitori a vaso, giara o barattolo e gli imballaggi alternativi, quali ad esempio i cork pot in sughero. Tutte queste soluzioni, infatti, sono passibili di una maggiore esposizione a fattori contaminanti, pertanto stanno lasciando spazio a spray, stick e dispenser a pompa. È l’ascesa delle configurazioni a sistema chiuso, meno suscettibili di contaminazione e dunque più appetibili.
In molto casi, specialmente per i dispenser, si tratta di packaging airless, cioè contenitori senza propellenti ma con una pompa meccanica e un recipiente sigillato da un pistone che permettono una totale erogazione senza sprechi proteggendo da aria e da ogni forma di contaminazione esterna.
In generale, oggi si guarda a tutta la gamma di contenitori che somministrano il prodotto evitando contatti diretti con le mani e che salvaguardano il cosmetico e quindi il consumatore.
In più, va detto che la tecnologia è diventata il vero motore dell’innovazione sul packaging di prodotto, su cui stanno convergendo sempre più interessi e risorse.
Infatti nell’ultimo decennio è stata esportata la tecnologia di packaging attivo dal settore alimentare a quello cosmetico, investendo molti mezzi nei sistemi di confezionamento, non solo destinati alla protezione passiva da umidità, luce e ossigeno, ma anche progettati per migliorare le caratteristiche di qualità complessiva del loro contenuto, come estendere la durata di conservazione e migliorare la sicurezza o le proprietà sensoriali. Tra le tecnologie di confezionamento attivo, le applicazioni sicuramente più innovative e interessanti riguardano il rilascio prolungato di agenti antiossidanti e anti-imbrunimento, ma soprattutto antimicrobici. Inoltre, si pensa che le quantità di conservanti aggiunte lentamente al prodotto finito possano agire sinergicamente con quelle inizialmente incluse, migliorando così la protezione antimicrobica complessiva. Sta quindi assumendo concretezza la possibilità di soddisfare esigenze specifiche legate alla stabilità mediante sistemi di somministrazione di conservanti offrendo un miglior spettro di protezione attraverso l’uso di sostanze con profili di tollerabilità consolidati e persino consentendo di ridurre la quantità ultima di conservanti (4).
Ne deriva che il packaging si è trasformato in un elemento centrale per il successo di prodotto, perché può anche contribuire alla sua funzionalità: è contenitore ed elemento protettivo, ma grazie a queste particolari applicazioni anche veicolo che rilascia sostanze attive o ancora modulabile e infine dotato di un sistema “self cleaning” in grado di rimuovere le forme di contaminazioni terze dopo il contatto. La sua metamorfosi vale per il campo del retail ma non solo: packaging touchless o touch free, grazie a sensori localizzati in sito, garantiscono l’erogazione senza contatto e sono una realtà per i dispenser localizzati in ambienti comuni o per sostituire i tester da profumeria, permettendo anche in questa fase l’esperienza sensoriale in store ma con sicurezza.
E, in una filiera dove tutto è concatenato, cambiare un tassello ha le sue ripercussioni, in questo caso sulla natura del prodotto.
La scelta di un packaging sicuro e performante, o ancora funzionale, permette di ripensare alla tipologia di sistema conservante e di migliorare la vita media e data di scadenza del prodotto. Grazie a specifici studi di interazione contenuto/contenitore, si può dimostrare l’assoluta sicurezza del sistema confezionato e presentarlo in modo trasparente al consumatore.

La nuova frontiera della safe beauty

Ecco l’era della safe beauty che rivolge tutte le sue attenzioni alla sicurezza del prodotto, perfettamente in linea con il tempo, anzi anticipando un trend che a inizio anno sembrava proiettato nel medio periodo ed è diventato attuale e consolidato (5). L’emergenza COVID-19 ha infatti anticipato quello che Euromonitor, a inizio anno, aveva previsto come tendenza per i prossimi anni, ovvero un concetto di salute ispirata alla bellezza (6).
Una nuova attitudine che rappresenta un doppio impegno: per l’azienda cosmetica è un incentivo all’evoluzione, dando prova di disponibilità e affidabilità nella comunicazione al mercato dei dati di stabilità e sicurezza; per il consumatore è un richiamo alle modalità di utilizzo e conservazione del prodotto, evitando sprechi e cattive abitudini.
Un cambiamento che non sembra necessariamente negativo, ma che certamente rappresenta un’inversione di tendenza brusca rispetto agli ultimi anni. Green beauty e clean beauty avevano ridefinito nuovi canoni del cosmetico incentrati sui temi della sostenibilità, trasparenza e di un’economia più pulita e circolare, anche e soprattutto in materia di packaging di prodotto. Ingredienti di sintesi chimica e conservanti sono stati a lungo guardati con sospetto, eppure sono proprio questi gli elementi che oggi guidano il mercato e sono necessari a garantirne la sicurezza.
Questo impone una riflessione: come si può integrare la safe beauty con i trend già in atto? Come si può conciliare il tema della sicurezza e dell’igiene personale con quello della tutela ambientale?
Ora più che mai sembra necessario trovare un nuovo equilibrio tra i bisogni attuali e l’attenzione all’ambiente per rispondere alle crescenti aspettative delle nuove generazioni che non vogliono rinunciare a nessuno degli aspetti.
Nel medio periodo i consumatori daranno sì priorità a valore, qualità e sicurezza rispetto ai temi ambientali, in ogni caso questi non verranno ritenuti marginali.
Il nuovo tempo a disposizione sta lasciando ampio spazio a riflessioni sulla propria routine cosmetica, con un esame che inevitabilmente apporterà modifiche che potrebbero influire sulle scelte future. Sarà infatti nel lungo termine che vedremo le conseguenze delle considerazioni odierne, ma certo è che le ricerche evidenziano come l’approccio etico e la preoccupazione ambientale siano i temi più a cuore delle generazioni più giovani.
Negli acquisti beauty i consumatori insisteranno su una comunicazione cristallina e informazioni chiare su ingredienti, e si aspetteranno che i brand forniscano sempre maggiori dettagli sull’intera filiera di approvvigionamento e produzione (7).
In questo clima mutante e di incertezza generale, concentrare i propri sforzi sul packaging di prodotto sembra, paradossalmente, il primo passo da compiere.
Contenitori tradizionali potrebbero lasciare spazio a packaging funzionali in grado di garantire un uso continuativo e una stabilità di prodotto prolungata nel tempo, come accennato in precedenza. Dispenser dotati di nuove tecnologie possono servire un vasto pubblico, ma anche contribuire al superamento delle confezioni monouso.
Nella gestione della vita media del prodotto si potrebbe trovare la chiave per ridurre lo spreco e gestire meglio le risorse, senza abbandonare la strada tracciata dalle tendenze precedenti.
Solo qualche primo passo di un percorso lungo e ambizioso ma sicuramente possibile.

Bibliografia
1. A year of innovation in body, hand and footcare 2020, Mintel GNPD.
2. Beauty Trend Watch ottobre 2020 Edizione speciale, Cosmetica Italia.
3. Halla N, Fernandes IP, Heleno SA et al (2018) Cosmetics Preservation: A Review on Present Strategies.
Molecules 23(7):1571
4. Active packaging for topical cosmetic/drug products: a hot-melt extruded preservative delivery device.
Eur J Pharm Biopharm 75(2):291-296
5. Congiunturale Settembre 2020, Cosmetica Italia.
6. Numeri e trend nei progetti del Centro Studi nell’era post Covid, Cosmetica Italia.
7. How COVID-19 impacts consumer behaviour in Food & BPC, Mintel GNDP.

Articolo pubblicato su Cosmetic Technology 1, 2021

 

La skin care coreana

Eleonora TuziFarmacista specializzata in Cosmesi e Cosmetica oncologica
info@divulgazionecosmetica.it


Quando si parla di skin care e di beauty routine scatta in automatico un collegamento mentale con i Paesi orientali, in particolare con la Corea. I 10 step della skin care coreana sono entrati nel gergo cosmetico comune: la doppia detersione, cioè l’utilizzo di un detergente oleoso prima e di un detergente acquoso poi, è apprezzata e compresa, ed è entrata nelle pratiche igieniche quotidiane.
La k-beauty spopola rimbalzando da un tweet a una recensione su Facebook a un post su Instagram, e a suon di hashtag invade le home page incuriosendo e alimentando un mercato che nel solo continente asiatico costituisce il 50% del fatturato globale, suddiviso per il 35% in Cina, 11% Giappone e 11% Corea (1).
Percentuali che ho avuto il piacere di commentare direttamente con Dott.ssa Anna Dato, vicepresidente Asia Strategic Marketing di Intercos, azienda leader inserita nel report de Il Sole 24 Ore tra le 5 top player italiane, al secondo posto con un fatturato nel 2018 di 691 milioni di euro.
Con estrema disponibilità la Dott.ssa Anna Dato ha accettato di rispondere alle mie domande e la Skype call Brescia-Corea con lei non è stata una semplice intervista, ma un vero e proprio incontro formativo che mi ha permesso di aprire la mente e comprendere le dinamiche sociali, culturali e strategiche che sono alla base della diffusione del modello coreano di skin care nel mondo. […]

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Il contributo delle neuroscienze e del neuromarketing alla cosmetica

di Vincenzo RussoProfessore di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing, Coordinatore del Centro di Ricerca di Neuromarketing Behavior and Brain Lab IULM, Direttore del Master in Food and Wine Communication, Università IULM di Milano
vincenzo.russo@iulm.it


“Non siamo macchine pensanti che si emozionano, ma macchine emotive che pensano”. Lo affermano ormai numerose ricerche neuroscientifiche, modificando un radicato paradigma che attribuiva alla razionalità un ruolo determinante nei processi decisionali. Oggi sappiamo che le decisioni non sono solo frutto di calcoli e previsioni logiche, ma l’esito di un complesso processo in cui un ruolo determinante è attribuibile all’emozione. Ciò vale soprattutto in contesti di mercato in cui la dimensione affettiva ed emotiva gioca un ruolo fondamentale come, per esempio, il mondo del cibo e il mondo del beauty e del wellness. Si tratta di contesti in cui la dimensione simbolica, il valore psicologico e la valenza rappresentativa condizionano profondamente i processi razionali e di decision making. In questo panorama la decisione di acquisto, così come i processi percettivi alla base di essa, è profondamente influenzata da “scorciatoie”, ovvero da meccanismi di facilitazione e semplificazione (si pensi per esempio al valore della marca, del prezzo, del packaging), da esperienze pregresse o da aspettative fortemente connotate da emotività (1). […] 

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A Caterina

Dopo una riunione, se il meteo e la geografia lo consentono, mi fa sempre piacere prendere una di quelle biciclette gialle (pesantissime!) che si vedono circolare per Milano e allungare il giro, trovandomi quasi per caso a circumnavigare il Castello Sforzesco. Ma quanto è bello quando l’inclinazione dei raggi solari è proprio quella giusta per illuminare ogni singolo mattone? Svetta la Torre del Filarete, con il suo portamento burbero ma alla fine accogliente, un po’ come la città che rappresenta.
Lascio la bicicletta allo stallo di Largo Cairoli (in prossimità del Teatro Dal Verme), spalle al Duomo, attraverso il piazzale e oltrepasso la fontana (se è estate trovo i turisti che la usano come refrigerio), non manca mai anche un artista di strada a far compagnia ai presenti; due passi sul ponte con uno sguardo veloce verso il fossato e la colonia di gatti: qualcuno è stanco e appollaiato su un sasso, qualcuno a caccia di chissà quale preda cammina a passi lunghi. Entro: davanti a me il Cortile delle Armi con erba verde e ben tagliata. Non posso fare a meno di pensare a Caterina Sforza che proprio lì, secoli prima, si esercitava con la spada (degna discendente del nonno Francesco) e poi correva a rifugiarsi per delle ore nei laboratori degli speziali per studiare ed elaborare le sue ricette di cura e di bellezza.
È sbirciando sulla trascrizione dei suoi carteggi* che troviamo due ricette (tra le centinaia pubblicate) dedicate alla cura delle mani che ho il piacere di riportare in questo editoriale e che forse, oggi, ci fanno sorridere per gli ingredienti adoperati.

A guarire le mano Crepate
Piglia succo de ortiga et vn poco de sale et mestica insieme bene | et ognete le mano Doue sonno Crepate.

A guarire le fissure Della Mano et Del Viso
Piglia oleo Comune et Cera noua con grasso de gallina et mastice an. Tanto de vno Come de Laltro et mettilo in vn vaso Al foco a bollir vn poco et lassa freddare poi adopera.

Cara Caterina,
con la tua pelle bianchissima secondo i canoni del tuo tempo, curata, colta, impegnata, battagliera; a te che ti sei meritata il soprannome di Tigre, che non ti sei arresa neanche alla minaccia di portarti via i tuoi figli e hai reagito con la tempra e il coraggio che ti ha contraddistinto e che la storia ci ha insegnato. A te che la vita ha dato e (soprattutto) tolto, e non è sempre stata semplice ma non hai mai subito, va il mio pensiero.

#CaterinaNonSiFerma

Gel a base idroalcolica senza risciacquo

Anna Caldiroli • Direttore scientifico di Cosmetic Technology, CEC Editore, Milano – ac@ceceditore.com


Durante il corso dell’anno 2020 abbiamo più volte scritto dei prodotti per l’igiene delle mani a base idroalcolica, affrontando il tema sotto diversi punti di vista (13). A fronte dell’emergenza sanitaria ancora in corso e del persistere della necessità di igienizzare le mani con una certa frequenza, anche in assenza di acqua, questa tipologia di prodotti continua ad accompagnarci nella quotidianità e in particolare permane l’attenzione verso le rivendicazioni, ovvero i claim che possono essere loro attribuiti.
Ricordiamo che per la pulizia e l’igiene delle mani possono essere impiegati da parte del consumatore prodotti diversi per formulazione, aggettivazioni, e di conseguenza anche per le norme che dovranno essere rispettate da parte del fabbricante o di chi rende disponibile un prodotto sul mercato.
Affinché un prodotto possa essere connotato come cosmetico, esso dovrà rispettare la definizione imposta dal Regolamento (CE) n.1223/20091. I prodotti cosmetici non possono vantare proprietà o funzioni al di fuori di quelle elencate.
In generale i prodotti lavamani sono cosmetici e la loro funzione è coerente con la definizione data. I “gel lavamani”, che dichiarano esclusivamente un’attività di detersione senza risciacquo, lozioni purificanti per le mani, gel, lozioni e spray igienizzanti, salviette o panetti di sapone per le mani, anche quando venduti in farmacia o parafarmacia, si classificano come prodotti cosmetici e non garantiscono alcuna azione di disinfezione (cioè non devono dimostrare attraverso test specifici di efficacia in questo senso). Essi devono seguire le disposizioni del Regolamento (CE) n.1223/2009. Al contrario, gel, lozioni o spray lavamani e altri prodotti che vantano in etichetta un’azione battericida o germicida o, più in generale, un claim di disinfezione della cute devono obbligatoriamente rispondere alle disposizioni della normativa nazionale relativa ai presidi medico chirurgici o al regolamento sui prodotti biocidi, e pertanto essere autorizzati. In questi prodotti la funzione biocida è considerata la principale, rispetto alla quale quella cosmetica (ad esempio idratante, emolliente, nutriente, profumante, rinfrescante, ecc.) diviene secondaria (4).

Documento tecnico della Commissione europea
A questo proposito è importante sottolineare che il Sub-Working Group on Borderline Products della Commissione europea ha pubblicato durante il mese di novembre di quest’anno un Documento tecnico sulle aggettivazioni per i leave-on hydroalcoholic hand gel (5).
In particolare, il documento tecnico, che è liberamente scaricabile dal sito della Commissione europea (https://ec.europa.eu/docsroom/documents/43784), fa una lista, anche se non esaustiva, dei claim che non risultano essere concordi con la classificazione di un prodotto idroalcolico senza risciacquo per la pulizia delle mani come cosmetico.
L’obiettivo è fornire alle autorità competenti nazionali uno strumento di lavoro, affinché sul mercato non siano presenti prodotti in grado di destare nel consumatore dei dubbi o che possano presentare delle ambiguità sulla loro natura. A tal proposito, le indicazioni dei fabbricanti possono costituire un buon indizio sulla finalità prestabilita di un prodotto (6). Per perseguire lo scopo vengono forniti alcuni esempi di claim che, se attribuiti a prodotti, possono far insorgere nel consumatore la percezione che un determinato gel per le mani, aggettivato con termini specifici, abbia delle funzioni biocide (e che quindi, dal punto di vista regolatorio, dovrebbe essere considerato e trattato come un biocida o un presidio medico chirurgico: questo ne determina un cambio dello status normativo e degli obblighi in capo alle aziende, oltre alla possibilità di potersi approvvigionare di materie prime da alcuni e non da altri fornitori), al punto da non consentire al consumatore una scelta informata riguardo alla reale natura e funzione del prodotto stesso. Pertanto, tali rivendicazioni dovrebbero essere considerate come ingannevoli se attribuite a cosmetici. Questo indipendentemente dal mezzo o dal tipo di canale di marketing utilizzato per descrivere un prodotto (che sia esso un volantino, un’etichetta o altro).

Aggettivazioni o altri elementi non supportati
Le aggettivazioni ed eventuali altri elementi (quali simboli) che non sono supportati, a meno che il prodotto non sia un biocida o un presidio medico-chirurgico, riprendono quanto già enunciato in un documento della Commissione, dove si dice che indicazioni come
• “antibatterico”
• “formulazione antibatterica unica”
• “elimina i batteri”
• “attivo contro i batteri/un’ampia gamma di germi” e altre parole con lo stesso significato
• “antivirale” e altre parole con lo stesso significato
• “uccide i virus” e altre parole con lo stesso significato
• “efficace contro il virus dell’influenza H1N1”
• “efficace contro i coronavirus”

potrebbero fare intendere che il prodotto in questione sia un biocida: esso dichiarerebbe chiaramente una funzione di igiene umana generale grazie alla disinfezione della pelle, e di conseguenza di proteggere la salute pubblica grazie all’azione biocida. Pertanto, risulta che la funzione biocida sia la funzione principale del prodotto e che la funzione cosmetica sia diventata secondaria. Ne consegue che se un prodotto contiene una sostanza attiva e svolge la funzione richiesta sarà escluso dall’ambito di applicazione del regolamento sui prodotti cosmetici e dovrà conformarsi alle disposizioni del regolamento sui biocidi (6).
Anche il documento tecnico di più recente pubblicazione rincalza termini o elementi grafici che non devono essere comunicati al consumatore.

Claim ed eventuali loro variazioni
• antibatterico, antimicrobico, antivirale, virucida, antifungino (e le rispettive variazioni o le loro proprietà o attributi/qualità, ad esempio “proprietà antivirali”, “ingrediente antibatterico”, “inibisce la crescita batterica”)
• disinfettante, disinfezione, sanitizzante nelle diverse accezioni
• antisettico
• uccide xx% di batteri, virus, microbi
• decontaminante
• formula raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità
• anti-COVID-19, anti-coronavirus, anti-SARS

Riferimenti o allusioni a
• infezione, pandemia, malattia
• COVID-19, coronavirus, SARS-CoV-2
• microrganismi, batteri, virus, patogeni, germi, funghi
• disinfezione
• uso medico
• % di alcol nel prodotto
• sicurezza sulle mani

Immagini o elementi grafici
• (corona) virus, batteri, microbi
• croci (rosse), qualora attribuiscano una connotazione medica
• scudo, qualora stia a indicare una protezione contro microrganismi
• segnali di stop, qualora stiano a indicare prevenzione/controllo della diffusione della malattia o dell’infezione o dei microbi
• qualsiasi altro simbolo che faccia riferimento a ospedale, farmacia, ambulanza, primo soccorso, ecc.
• pittogrammi CLP

Focus: gli elementi dell’etichettatura di pericolo
Secondo l’art.1.5 c) del Regolamento (CE) n.1272/2008 (CLP), alle miscele allo stato finito, destinate all’utilizzatore finale nella forma di prodotti cosmetici come definiti dalla normativa di prodotto, tale regolamento non si applica. Questo significa che l’etichetta dei prodotti cosmetici non dovrà riportare gli elementi di comunicazione del pericolo richiesti per altre tipologie di miscele bensì gli elementi stabiliti dall’art.19 del Regolamento (CE) n.1223/2009 sui prodotti cosmetici.
Pertanto, la comunicazione dell’eventuale infiammabilità del prodotto cosmetico (non in un dispenser aerosol), plausibile per un prodotto costituito per larga quantità da alcol etilico, ad esempio, è raccomandata ma non regolata, “cadendo” fuori dal campo di applicazione del CLP. Il fabbricante del cosmetico deve valutare l’infiammabilità del prodotto quando utilizzato in condizioni normali o ragionevolmente prevedibili e darne chiara comunicazione a valle (7). Essa potrebbe essere fatta apponendo il pittogramma in etichetta, a meno che questo non rientri tra gli elementi usati in modo strumentale per indurre in inganno il consumatore nelle proprie scelte e comunque oggetto di valutazione case-by-case. Diverso invece il discorso per altri eventuali pittogrammi di pericolo o indicazioni di pericolo che abbiano l’intento di identificare altri pericoli (ad esempio l’irritazione oculare): il prodotto cosmetico può essere immesso sul mercato solo se è stata condotta una valutazione che lo identifica come prodotto sicuro e se sono state ritenute non pertinenti le comunicazioni di pericolo.

Bibliografia
1. Caldiroli A (2020) Prodotti per la pulizia delle mani. Necessario fare chiarezza. Cosm Tech 23(2):40-42
2. Ferraris G (2020) I prodotti lavamani. Problemi e soluzioni nel periodo emergenziale. Cosm Tech 23(3):52-54
3. Ruzza C, Caldiroli A (2020) Prodotti per l’igiene di mani e superfici ai tempi del COVID-19. Intervista doppia Regolatorio – Assicurazione Qualità. Cosm Tech 23(4):30-34
4. Istituto Superiore di Sanità (2020) Raccomandazioni ad interim sui disinfettanti nell’attuale emergenza COVID-19: presidi medico chirurgici e biocidi Gruppo di lavoro ISS Biocidi COVID-19.
Rapporto ISS COVID-19 n.19/2020, versione del 25 aprile 2020
5. Sub-Working Group on Borderline Products (2020) Technical Document on the Scope of Application of the Cosmetics Regulation (EC) n.1223/2009 (Art.2.1 a) Product claims of leave-on hydro alcoholic hand gels in the context of COVID-19 pandemic agreed by the Sub-Working Group on Borderline Products.
6. Comunità europea (2020) Orientamenti sulla legislazione applicabile in materia di detergenti per le mani senza risciacquo e disinfettanti per le mani (gel, soluzioni, ecc.).
7. Cosmetics europe (2011) Guidelines on cosmetic product labelling, pp 17-18

Articolo pubblicato su Cosmetic Technology 6, 2021