Editoriale IN1, 2026

Editoriale IN1, 2026

Tiziana Mennini

Direttore scientifico
de L'Integratore Nutrizionale

Dobbiamo avere paura dell’Intelligenza Artificiale in sanità?

Cari Lettori, 

ormai tutti i giorni i media ci bersagliano con notizie, citazioni, dibattiti, conferenze e molto altro a proposito dell’Intelligenza Artificiale (IA) e del suo possibile ruolo nell’affiancarsi o addirittura sostituire le attività umane, per cui al momento credo che tutti la guardiamo con cautela e/o scetticismo. 

Queste sono solo alcune delle perplessità che comunque anch’io condivido, soprattutto per quanto riguarda la salute. È un dato di fatto che l’IA sia già entrata nella pratica clinica, soprattutto in ambito diagnostico e nelle piattaforme di chat con i pazienti, molto prima che la regolamentazione riuscisse a starle dietro, lasciando importanti lacune.

Un report del quotidiano The Guardian ha riferito di presunte inesattezze cliniche del modello di Google AI Overview, portando alla rimozione di alcune ricerche mediche fuorvianti, tentando così di arginare momentaneamente il problema, senza risolvere la criticità dell’imprecisione di AI Overview che permane tuttora.

Quando Open AI ha risposto lanciando ChatGPT Salute ho fatto un balzo sulla sedia: ma come? Allora i medici non servono più? Facciamo leggere le nostre cartelle cliniche all’IA? Sarà affidabile? Da chi è controllata? Può sbagliare? (ma subito c’è da chiedersi: sbagliare rispetto a che cosa?). Sbaglia più o meno del medico con camice bianco e stetoscopio?

È arrivata a questo proposito una provocazione del Prof. Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Mario Negri, intervenuto alla consegna di borse di studio per le malattie rare, pubblicata su Corriere della Sera. Secondo Remuzzi «oggi l’intelligenza artificiale supera il medico, e di molto, nel ragionamento clinico e nella capacità diagnostica». Infatti, ha citato uno studio pubblicato su New England Journal of Medicine (NEJM) che ha avuto proprio lo scopo di verificare se IA in ambito medico-diagnostico sbagli più o meno del medico. Questo punto è rilevante, perché ogni anno nel mondo muoiono 2,6 milioni di persone a causa di diagnosi sbagliate, circa settemila al giorno (ma tranquillizzatevi, sulla popolazione mondiale, che oggi supera gli 8,2 miliardi di persone, gli errori gravi o esiti fatali legati a diagnosi errate rappresentano “solo” lo 0,03%, in ogni caso una tragedia enorme in termine di vite umane). 

Allora torniamo al NEJM, che pubblica settimanalmente casi di diagnosi complesse aperte al confronto tra medici di tutto il mondo. Su 304 casi analizzati (dal 2017 al 2025) l’IA ha individuato la diagnosi corretta in circa l’85% delle analisi, mentre i medici coinvolti nel test, pur trattandosi di professionisti esperti, si sono fermati intorno al 20%. I casi analizzati derivano comunque da scenari clinici complessi, selezionati proprio perché in grado di mettere in difficoltà anche specialisti altamente qualificati, come sottolineato da Remuzzi, che ha commentato: «è impossibile per un medico, per quanto preparato, conoscere e trattare migliaia di malattie, a cui se ne aggiungono 250 nuove ogni anno. L’IA, invece, può analizzare insieme dati biologici, chimici e clinici in tempi compatibili con la pratica medica.» Si tratta quindi di uno strumento che può affiancare, ma non sostituire, il lavoro del medico, facendogli risparmiare tempo che potrà essere maggiormente dedicato al rapporto umano con i pazienti, aspetto, quest’ultimo, che l’IA non potrà mai sostituire.


Leggi anche l’articolo di Integratori&Benessere su IA e integratori alimentari a pagina 39

 

Opinion Leader • CT1, 2026

Raffaella Gornati

Opinion Leader • CT1, 2026

Protection 360°

Il nuovo patto tra scienza, formulazione e benessere della pelle

Oggi sappiamo che UVB, UVA e una parte della luce visibile attivano vie di danno differenti: dai classici dimeri di timina alla generazione di ROS, fino alla degradazione delle fibre dermiche e alla melanogenesi persistente. Anche gli IR-A giocano un ruolo tutt’altro che marginale, influenzando l’attività di enzimi che regolano la degradazione di proteine come per esempio il collagene. Per chi, come me, guida un’azienda che lavora con la pelle da oltre quarant’anni, questa conoscenza è fondamentale: ci impone di vedere la fotoprotezione non come un filtro, ma come un sistema multilivello di protezione. 

Parallelamente, gli studi degli ultimi anni confermano che PM2.5, IPA e ozono non solo danneggiano direttamente lipidi e proteine, ma potenziano il danno UV, accelerando fenomeni di invecchiamento, discromie, fragilità della barriera e reattività cutanea. Riduzione della filaggrina, calo delle ceramidi e destabilizzazione del microbioma diventano indicatori chiave della vulnerabilità urbana. 

La pelle delle nostre città è esposta a un “cocktail quotidiano” di aggressori. Questo rende il tema della protezione profondamente attuale e urgente anche nel contesto cosmetico professionale.

La domanda che mi pongo sempre come imprenditrice è: quale tipo di formulazione può realmente rispondere a questa complessità?

Le evidenze ci guidano verso un modello integrato che considero oggi imprescindibile.

• Filtri fotostabili e film intelligenti:

la copertura spettrale deve essere ampia, ma soprattutto stabile nel tempo. Il film cosmetico deve garantire distribuzione omogenea, persistenza e resistenza alle condizioni di vita reale: è la componente invisibile, ma spesso la più determinante.

• Antiossidanti a più livelli:

la ricerca ci mostra che la sinergia funziona più della singola molecola. Servono antiossidanti lipofili, idrofili e molecole chelanti per neutralizzare ROS generati da UV, particolato e metalli pesanti. La progettazione antiossidante è oggi parte integrante della fotoprotezione.

• Rinforzo della barriera:

una barriera efficiente è la prima linea di difesa. Ceramidi, colesterolo, precursori lipidici e sostanze funzionali (attivi) biomimetici favoriscono una pelle più resistente allo stress ossidativo e più tollerante anche nei confronti dei sistemi filtranti quotidiani.

• Tecnologie antiadesione:

ridurre la capacità del particolato di aderire alla pelle rappresenta una strategia preventiva concreta. È una tecnologia “silenziosa”, ma estremamente efficace nel limitare l’impatto dell’ambiente fin dal primo contatto.

In questo percorso di evoluzione della protezione, un esempio che considero emblematico è Golden Vibes, premiato a Cosmoprof & Cosmopack Awards 2025 nella categoria Sun Care. Questo riconoscimento internazionale ha valorizzato non solo un prodotto, ma un modo completamente nuovo di intendere la protezione quotidiana. Il prodotto nasce come autoabbronzante di nuova generazione, ma il suo cuore formulativo — l’attivo Neuro Sun, estratto da Persicaria tinctoria — riflette perfettamente il paradigma “Protection 360°”:

sostiene la melanina endogena senza esposizione UV, offrendo un’abbronzatura sicura;

stimola vie biochimiche legate a endorfine e ossitocina, replicando alcuni benefici dell’esposizione solare;

contribuisce alla sintesi di vitamina D e alla protezione del DNA da stress ambientali;

agisce come modulatore di infiammazione e ossidazione, rispondendo alle necessità delle pelli urbane.

Al di là del premio, ciò che il prodotto dimostra è che oggi l’innovazione cosmetica non si misura solo in termini di SPF, ma nella capacità di offrire benessere biologico, protezione ambientale e risultato estetico in un unico gesto quotidiano.

Uno dei fenomeni più interessanti che osservo nei mercati internazionali è la skinification della protezione solare. Oggi gli utenti non cercano un solare: cercano un cosmetico quotidiano, elegante, leggero, che si integri naturalmente nella routine.

Questo cambia le regole della formulazione. Una protezione moderna deve possedere:

texture;

compatibilità con il makeup;

tollerabilità elevata anche in applicazioni sottili;

sensorialità coerente con gli standard della skincare avanzata;

doppia azione cosmetica.

Per un’azienda cosmetica, questo significa trasformare la protezione in un’esperienza d’uso evoluta, non più percepita come obbligo ma come gesto di benessere.

Come CEO, sono convinta che il nostro ruolo oggi non sia solo formulare prodotti, ma guidare una nuova consapevolezza dell’ambiente e della pelle. La protezione non è più un tema stagionale, ma una scelta quotidiana di benessere e prevenzione. 

Golden Vibes, in questo senso, è un esempio concreto di come scienza, formulazione e visione possano convergere in un prodotto capace di parlare alle esigenze contemporanee della pelle e della persona.

Il futuro del Sun Care — e lo dico con l’esperienza maturata nel settore professionale — non sarà mai più solo “UV-centrico”, ma anche capace di unire scienza, sensorialità, efficacia e rispetto della fisiologia cutanea in un’ottica di skinification della protezione solare.

Letture consigliate

Burke KE. Molecular mechanisms of skin photoaging and plant inhibitors. Int J Green Pharm. 2010;4(1):1-8. 

Krutmann J, Bouloc A, Sore G et al. The skin aging exposome. J Dermatol Sci. 2017;85(3):152-161. 

Krutmann J, Schalka S, Watson REB et al. Daily photoprotection to prevent photoaging. Photodermatol Photoimmunol Photomed. 2021;37(6):482-489. 

Magnani ND, Muresan XM, Belmonte G et al. Skin damage mechanisms related to airborne particulate matter exposure. Toxicol Sci. 2016;149(1):227-236. 

Mistry N. Guidelines for formulating anti-pollution products. Cosmetics. 2017;4(4):57. 

Paik K, Na J-I, Huh C-H et al. Particulate matter and its molecular effects on skin: implications for various skin diseases. Int J of Molecular Sciences. 2024;25(18):9888. 

Woo YR, Kim HS. Interaction between the microbiota and the skin barrier in aging skin: a comprehensive review. Front Physiol. 2024;15:1322205. 

Editoriale CT1, 2026

Anna Caldiroli

Editoriale CT1, 2026

“Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare”. Valeva forse per i memorabili anni ’60 ma, oggi, dovremmo aggiornare il ritornello… “stesso mare ma non la stessa protezione solare”.

Sun-care (r)evolution

Sono diverse le ragioni che ci potrebbero spingere a rimodellare il popolare brano musicale sulla scia del mercato contemporaneo. Iniziamo con Skincare-first: dall’analisi dei trend degli ultimi anni, si assiste alla progressiva skinification del solare e all’uso di ingredienti a supporto di una barriera cutanea compromessa dall’esposoma. Con l’aumento dei livelli di inquinamento atmosferico, c’è una maggiore consapevolezza sulla necessità di proteggere la pelle dagli agenti esterni e mantenere in buono stato la barriera cutanea. Ecco quindi referenze che contengono ingredienti per calmare la pelle, miscele di ceramidi per “nutrirla” e rafforzare la barriera. La sensorialità di cui tutti subiamo il fascino: texture acquose e trasparenti dove l’effetto white cast è solo uno ricordo (un po’ come gli scaldamuscoli e le lezioni di aerobica in TV). Trovano risposta anche le necessità dei cosmetologi che devono coniugare, in un solo prodotto, protezione, piacere d’uso e performance. La preferenza dei consumatori sembra spostarsi verso prodotti multifunzionali che offrono protezione insieme a benefici antiaging e idratazione, senza lasciare un “segno” significativo del loro passaggio. Formule che si applicano in modo invisibile su tutti i toni della pelle. Gli studi di mercato evidenziano una crescente domanda di protezioni solari che si inseriscono perfettamente nelle routine quotidiana; molte persone con pelle grassa o sensibile evitano infatti le creme solari tradizionali a causa della tipica untuosità o delle interferenze con il makeup. Le formule si arricchiscono di materie prime derivanti da scarti industriali a favore della sostenibilità ma anche per l’effetto booster di alcuni estratti di origine vegetale – uno su tutti, l’estratto di melograno che agisce sia sul versante della protezione da luce blu ma anche su quello dell’inquinamento, grazie ai polifenoli che con la loro azione antiossidante mitigano i danni del particolato atmosferico e dello stress ossidativo. 

Non solo nuovi prodotti, ma anche ammodernamento dei passati best-seller per rispondere ai nuovi trend (solo per citarne alcuni: clean beauty, sostenibilità, elevata protezione). Dagli scaffali ci osservano anche le creme solari colorate (tinted sunscreen) che nell’ultimo anno hanno registrato una crescita significativa, con una domanda in aumento dell’86,9% su tutte le piattaforme. Tale ricerca su Google è in testa alla classifica, conquistando il 59,1% della popolarità, con un aumento delle ricerche del 50,3% rispetto al 2024. Numeri che sembrano la risposta per Giorgia che nel 2025 cantava “Non so più quante volte ti ho cercato”. Alcuni consumatori tendono però a preferire i prodotti per la cura della pelle con fattore di protezione solare piuttosto che le creme solari tradizionali, come dimostra l’aumento delle ricerche per la migliore crema idratante colorata con protezione solare (1). Tuttavia, nonostante l’ingresso trionfale nella skincare quotidiana, sembra che una larga fetta della popolazione continui a considerare la protezione solare un prodotto da spiaggia. A questa ridotta estensione temporale di utilizzo, si aggiunge la scarsa quantità di prodotto impiegata che, tra l’altro, solo in una percentuale ridotta dei casi viene riapplicata secondo la frequenza raccomandata. Il sole non sa se stiamo lavorando all’aperto, se siamo fuori in barca a vela o siamo usciti per portare fuori il cane. Lo dicevano i The Kolors “Avevo voglia di un po’ d’aria, sono uscito di corsa. Dove ho la testa? Forse nella tua borsa”.

Accanto a questo, avanzano dei metodi alternativi per la determinazione dell’SPF: Double Plate method (ISO 23675) quale alternativa in vitro al metodo di riferimento in vivo (ISO 24444) e il metodo della spettroscopia riflettente diffusa ibrida (HDRS-ISO 23698) (23).

Bibliografia
1. Meisel M. Longevity leads skincare developments. Happi. 2025;62(5).
2. Pouradier F, Miksa S, Batzer J.et al. Performance assessment of the Double Plate method (ISO23675) in ALT-SPF Consortium: A highly reproducible and accurate in vitro method to determine SPF. Int J Cosmet Sci. 2025; 47(Suppl. 1): 37-52. 
3. Ruvolo E, Cole C, Rohr M et al. Performance of hybrid diffuse reflectance spectroscopy (HDRS-ISO 23698) methodology for assessment of sunscreen protection in the ALT-SPF Consortium validation study. Int J Cosmet Sci. 2025; 47(Suppl. 1): 53-77. 

Cosmetic Technology 1, 2026

Cosmetic Technology 1 - 2026

PROTECTION: Sun & pollution

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FARAVELLI LANCIA “STAND OUT”

FARAVELLI LANCIA “STAND OUT”

l’arte dell’inconsueto
Una campagna che racconta il valore di emergere, tra visione creativa, storytelling visivo e 100 anni di identità

Nel 2026 Faravelli celebra 100 anni di storia: un secolo di evoluzione, sempre accanto alle imprese. Unanniversario che diventa occasione narrativa e progettuale per ridefinire il proprio posizionamento e raccontare cosasignifica oggi distinguersi davvero.

Nasce così Stand Out, la nuova campagna corporate di un’azienda milanese a conduzione familiare, fondata nel 1926 da Giusto Faravelli — imprenditore visionario e appassionato di fotografia — e oggi realtà internazionalenella distribuzione di materie prime per l’industria chimica, farmaceutica, cosmetica, alimentare, nutraceutica,petfood.

Stand Out non è solo un claim, ma una piattaforma di comunicazione.
Un invito a emergere che prende forma in un linguaggio audace e human-to-human.

In un contesto competitivo sempre più complesso, per Faravelli la qualità delle materie prime è fondamentale, ma rappresenta solo il punto di partenza.

La vera differenza nasce dall’incontro tra visione, competenza, velocità e capacità di costruire soluzioni su misura.

Sono questi “gli ingredienti giusti” per avere successo.

Ed è qui che Faravelli si posiziona: come partner strategico alfianco delle aziende nei momenti decisivi, capace diaccompagnare i clienti fino a quello più significativo, quando un prodotto arriva al consumatore finale.

CONTATTI
Faravelli Comms Division

Silvia Di Tommaso - Responsabile Comunicazione: silvia.ditommaso@faravelli.it
Giorgio Paoli giorgio.paoli@faravelli.it

L’investimento nella comunicazione è alla base del successo di ogni azienda

XX Premio Marketing FARMAFFARI “COMUNICARE SALUTE”
l’investimento nella comunicazione è alla base del successo di ogni azienda

Migliori pubblicità “COMUNICARE SALUTE”

Nato nel 2005, il Premio Marketing FARMAFFARI, premia i migliori messaggi pubblicitari nel settore della salute e gode di numerosi ed importanti patrocini, tra cui AEREC – Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali, ASSOGENERICI, ENPAF, UNICOM, AIMF, ANCTF, FEDERLAZIO. Ad oggi sono state premiate oltre 100 aziende del settore chimico farmaceutico.

XVII PHARMAEXPO

Napoli

Lo Studio SviMM – FARMAFFARI, informa che il 24 ottobre si è svolta con successo la cerimonia di premiazione XX Premio FARMAFFARI “COMUNICARE SALUTE” per le migliori pubblicità 2024-25, alla presenza del Direttore Generale del PHARMEXPO Fabrizio Cantella, del Presidente dell’Accademia AEREC Ernesto Carpintieri e con la partecipazione di numerosi CEO, Direttori Commerciali e Marketing  e titolari di alcune Agenzie di Pubblicità delle aziende premiate.

Nel ringraziare nuovamente le testate che hanno dato patrocinio alla manifestazione, si prega di dare comunicazione delle pubblicità premiate per le seguenti categorie:

Comunicazione Istituzionale: AMUNI’ Estratti Botanici Siciliani; EPO srl – Estratti Botanici di Qualità
Medicinali-Dispositvi Medici: EG STADA – Ibuprofene EG Bambini
Prodotti Cosmetici: UNIQUE PINK COLLAGEN; L.R. Flavours&Fragrances Industries; NATURE’s Colonie Fresche
Integratori: SANITAS – NERVANA; GUNA – Gunaminoformula

Le redazioni delle testate in indirizzo sono pregate di inviare allo Studio SviMM – Farmaffari copia della pubblicazione del presente Comunicato al fine di poterlo diffondere ai Partner FARMAFFARI e alle aziende partecipanti.

Con l’occasione si ricorda che il Premio FARMAFFARI nel 2026 festeggerà la sua XXI edizione e pertanto si prega di inviare le copie digitali delle riviste, che saranno da voi editate nei prossimi mesi, al fine di selezionare le nuove pubblicità da valutare per la XXI edizione del Premio a cui siete formalmente sin da ora invitati a dare il vostro patrocinio e a partecipare.

Il Premio nato nel 2005, con i patrocini, di AEREC – Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali, ASSOGENERICI, ENPAF, UNICOM, AIMF, ANCTF, AFI Associazione Farmaceutici dell’Industria, costituisce un importante riconoscimento della creatività e dell’impegno pubblicitario per le aziende e per le loro agenzie di comunicazione

Editoriale IN5, 2025

Editoriale IN5, 2025

Tiziana Mennini

Direttore scientifico
de L'Integratore Nutrizionale

Da dove iniziare?
E di quali attivi parliamo?

Cari Lettori, 

il penultimo numero dell’anno è molto ricco di spunti diversi, per cui abbiamo l’imbarazzo della scelta: da dove iniziare la nostra lettura? 

La risposta più facile sta nel seguire il focus sulla salute gastrointestinale: troverete due eccellenti articoli scientifici e sei presentazioni di ingredienti innovativi.

Ma vorrei proporvi una lettura trasversale: di quali classi di attivi stiamo parlando?

La prima risposta che si puo formulare, come d’attualità,  sono  i probiotici (o meglio la loro combinazione): un articolo sulla combinazione di L. acidophilus NCFM e B. lactis Bi-07, già noti singolarmente per i loro effetti benefici che vengono potenziati grazie al contributo specifico di ciascun ceppo, e la presentazione di una miscela di ceppi probiotici (B. lactis BS01, B. breve BR03, L. plantarum LP09, L. rhamnosus LR06). è descritto anche l’effetto di un paraprobiotico (vi incuriosisce il termine?), per la precisione L. plantarum (beLP1®) SD1567 sulla salute gastrointestinale e non solo. 

L’altra grande classe di attivi che va sempre per la maggiore è quella dei botanicals, che troviamo presenti sia negli articoli focalizzati sulla salute gastrointestinale (estratti innovativi di liquirizia, fichi e manna, bergamotto) sia in quelli extra-focus (estratto di Scutellaria lateriflora per la gestione del sonno, di mirtillo selvatico fermentato come nutricosmetico, estratto di nuova generazione di corteccia di pino marittimo francese). Per quanto riguarda la salute gastrointestinale è interessante notare che troverete anche informazioni sugli effetti gastroprotettivi di estratti ottenuti da botanicals non convenzionali, quali alghe e funghi: si tratta dell’alga Undaria pinnatifida e di un noto fungo medicinale, la Tremella fuciformis. 

Di piante e derivati botanici ci aggiorna anche Giovanna Baron sul ruolo protettivo dei polifenoli per la salute gastrointestinale. E già che abbiamo parlato di botanicals, non potete perdervi l’articolo dell’Avv. Valeria Pullini sulla disciplina dei cosiddetti pending claims relativi alle sostanze botaniche alla luce della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

E così siamo arrivati alla fine di questo excursus sulle classi di attivi trattati in questo numero. Ma voi continuate a leggere, ci sono molti altri aggiornamenti, tra cui quelli sui Novel Food da non perdere…

Buona (e impegnativa) lettura!

EHPM : Cinquanta anni al servizio del settore degli integratori alimentari

European Federation of Associations of Health Product Manufacturer
EHPM : Cinquanta anni al servizio del settore degli integratori alimentari

Decorre quest’anno il cinquantesimo anniversario dalla nascita di EHPM (European Federation of Associations of Health Product Manufacturer), la voce principale del settore degli integratori alimentari in Europa. 

La Federazione, attraverso le associazioni nazionali di 13 stati membri e diverse aziende soci diretti, rappresenta più di 1600 operatori europei del settore, produttori o distributori di prodotti salutistici.

EHPM si è proposta fin dalla nascita nel 1975 come l’interlocutore privileggiato a livello istituzionale e politico per contribuire a livello europeo allo sviluppo di una legislazione armonizzata e proporzionale per gli integratori alimentari, al passo con l’innovazione e che riconosca il loro ruolo per il mantenimento della salute dei consumatori e i benefici per i sistemi sanirati nazionali.

Il 50^ anniversario di EHPM verrà celebrato il 12 Novembre 2025 con un evento che si terrà al Parlamento Europeo a Bruxelles e che vedrà la partecipazione, oltre che dei rappresentati delle associazioni nazionali e di molte aziende, di esponenti della politica e delle autorità regolatorie di diversi paesi.

L’ evento rappresenta un’occasione unica per celebrare la storia di EHPM e guardare al futuro, riflettendo su come si possa continuare a collaborare con le Istituzioni Europee e per sottolineare anche quanto resta ancora da fare per   arrivare ad un mercato altamente competitivo di prodotti innovativi, di alta qualità, sicuri ed efficaci.

Antonino Santoro, Vice-Presidente EHPM

Da rifiuto a risorsa

Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani”
Università di Pavia
Da rifiuto a risorsa: Il Progetto bioRESTART vincitore al XVI Forum della Borsa della Ricerca 2025

bioRESTART (FEASR – Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 MISURA 124 e 2014-2020 MISURA 16) ha introdotto un approccio innovativo per la trasformazione degli scarti vegetali. Nasce nei laboratori di ricerca del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani” dell’Università di Pavia da due giovani ricercatori, Daniela Buonocore ed Enrico Doria, in collaborazione con Cinzia Calvio, Maurizia Dossena, Andrea Belloni, Manuela Verri e AOP ORTOINNOVA Società Agricola Consortile a r.l. e il suo presidente Ambrogio De Ponti. Il team propone una tecnologia innovativa per l’utilizzo dei sottoprodotti di scarto vegetale, contribuendo al miglioramento in termini di efficienza e sostenibilità nella produzione di ingredienti per integratori alimentari, alimenti addizionati, cosmetici, dispositivi medici e prodotti fitosanitari. Il progetto ha sviluppato una tecnologia originale, innovativa, efficiente e sostenibile per l’utilizzo dei sottoprodotti di scarto vegetale, generando un’offerta in grado di migliorare l’efficienza e la sostenibilità nella produzione di ingredienti per integratori alimentari, alimenti addizionati, cosmetici, dispositivi medici e prodotti fitosanitari, mantenendo valori fissi quali Sostenibilità (uso di scarti, uso ridotto di solventi organici, basso consumo di energia, riduzione consumo di suolo e acqua, utilizzo del residuo di lavorazione per biocarburante) e Innovazione (metodologia sviluppata in una linea di ricerca originale). bioRESTART 4.0, finanziato nell’ambito dei PoC Accademici dell’Ecosistema dell’innovazione PNRR NODES (ECS00000036), rappresenta un ulteriore passo avanti, con l’integrazione di tecnologie avanzate per monitorare e ottimizzare continuamente il processo estrattivo, migliorando le rese dei composti bioattivi e riducendo i tempi necessari per portare i prodotti sul mercato. A bioRESTART 4.0, è andato il premio messo in palio da GBFoods (multinazionale presente in più di 50 paesi, tra i cui marchi Star) al XVI Forum della Borsa della Ricerca 2025, un evento Fondazione Emblema per favorire il trasferimento tecnologico. 

Piante e salute: tecnica, formulazione e razionale d’uso dei botanicals nei medicinali vegetali, negli integratori alimentari e nella fitocosmesi.

Università di Parma
Piante e salute: Tecnica, formulazione e razionale d’uso dei botanicals nei medicinali vegetali, negli integratori alimentari e nella fitocosmesi.
Corso interdisciplinare di perfezionamento 2025/2026

Course President:
Prof. Renato Bruni Coordinatore del Corso:
Prof. Marco Biagi

Data di inizio: Gennaio 2026

Apertura iscrizioni: 23 luglio 2025

Termine iscrizione: 30 novembre 2025

Il Corso si articola in 6 insegnamenti, strutturati per conferire al Corso un percorso didattico omogeneo, completo, moderno, pensato sulla base delle esigenze professionali di chi si occupa di prodotti vegetali per la salute. Nel dettaglio gli insegnamenti sono i seguenti:
• Botanica Farmaceutica Applicata, etnobotanica e fitochimica; Normativa UE e controllo di qualità dei prodotti vegetali.   
• Fitoterapia evidence-based: razionale d’uso dei prodotti vegetali nei diversi ambiti fisiopatologici. 
• Nutraceutica: ricerca, sviluppo, innovazione.
• Le piante per la cura della pelle.
• Formulazione e testing dei prodotti vegetali. 

Completa il percorso uno stage inteso come applicazione pratica delle nozioni teoriche impartite. 5 cicli di lezioni frontali, con cadenza mensile, da gennaio a maggio 2026, con modalità blended così suddivisi: venerdì pomeriggio ore 14,00 – 18,45, sabato mattina ore 09,00 – 12,45 e sabato pomeriggio ore 14,00 – 18,20 da tenersi alternativamente in presenza e in modalità FAD. 

OBIETTIVI professionali
Titoli o requisiti di accesso
Course President: Prof. Renato Bruni
Course tutor: Prof. Marco Biagi
renato.bruni@unipr.it