PDT Cosmetici

PDT Cosmetici

PDT Laboratori Cosmetici, laboratorio di cosmesi naturale ha sede a Putignano, in provincia di Bari.
Nasce nel 1996 per fornire una vasta gamma di cosmetici naturali, efficaci, formulati e prodotti in azienda grazie alle competenze farmaceutiche del Fondatore, il Dott. Giovanni De Tommasi, farmacista appassionato di formulazioni naturali.

PDT Cosmetici dispone di uno staff altamente specializzato che con professionalità segue passo dopo passo la realizzazione del prodotto richiesto dal cliente. PDT Cosmetici, infatti, incorpora al suo interno tutte le fasi del ciclo produttivo cosmetico: RICERCA, FORMULAZIONE, PRODUZIONE e CONFEZIONAMENTO.
PDT Cosmetici ha sede in una moderna struttura che dispone di laboratori di Ricerca e Sviluppo, Controllo Qualità, impianti per la produzione, linee semiautomatiche per il confezionamento ed ampi locali per lo stoccaggio del prodotto finito.

L'azienda è specializzata nella formulazione e produzione di

Cosmetici naturali

Cosmetici convenzionali

Dispositivi medici

Ricerca e Sviluppo

Il laboratorio è l’essenza dell’azienda, sempre impegnato nella ricerca di materie prime sicure ed efficaci, in collaborazione con i fornitori certificati. Un team di cosmetologi è costantemente impegnato nello sviluppo di formulazioni innovative ed efficaci.
Controlli sul formulato:
– Prove di stabilità chimico-fisiche
– Compatibilità con pack prescelto

Produzione e confezionamento

L’azienda dispone di turboemulsori sottovuoto e miscelatori a cielo aperto di varie capacità.
Il confezionamento del prodotto viene effettuato utilizzando linee semiautomatiche per il riempimento di vasi, flaconi e flacontubi. Le fasi produttive rispondono alle Norme di Buona Fabbricazione della cosmetica. Tutti i lotti di produzione sono sottoposti a controllo chimico-fisico e microbiologico.

Assistenza regolatori

L’azienda assiste il cliente dalla formulazione all’immissione in commercio:
– Iscrizione al portale CPNP
– Realizzazione PIF (Product Information File)
– Realizzazione fascicolo tecnico per dispositivi medici (CE)

Certificazioni

Tutti i processi avvengono nel pieno rispetto delle certificazioni UNI EN ISO 9001 e UNI EN ISO 22716.

Prodotti

PDT COSMETICI offre una vasta gamma di prodotti formulati sia con attivi di origine naturale che con attivi altamente tecnologici.

La mission è quella di sfruttare gli attivi del territorio italiano per creare prodotti altamente performanti.

PRODOTTI VISO

PRODOTTI CORPO

Via Cavalieri del Lavoro, 45-47
70017 Putignano (BA)
tel 080 4931509
info@pdtcosmetici.it

www.pdtcosmetici.it

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Cosmetici a KM 0

per andare lontano

Scopri il catalogo completo degli attivi 100% Made in Italy.

Perché ci piace – Anti ageing

Perché
ci piace

Emulsione e ingredienti anti-ageing

Per l’ultimo numero di quest’anno non ci limitiamo a una selezione di ingredienti, ma vogliamo proporvi una formulazione in cui ogni ingrediente contribuisce, direttamente e/o indirettamente, a contrastare l’invecchiamento cutaneo. Non solo attivi, ma anche ingredienti strutturali e texturizzanti che creano sinergie all’interno del sistema formulativo. Di ognuno vi spieghiamo la funzione e….perché ci piace!

Serena, Ludovica & Federica

Aggiunta emulsionante

Categoria: Emulsionante
Funzione: Emulsionante W/O composto da acidi grassi dell’olio d’oliva che, come dimostrato dai test, lo rendono biomimetico con la composizione lipidica cutanea. Di conseguenza, è in grado di apportare una profonda idratazione
Percentuale d’uso: 2-4%
Perchè ci piace: Contrariamente ai tradizionali emulsionanti W/O, consente di ottenere texture leggere e facili da spalmare

Aggiunta texturizzante

Categoria: Texturizzante
Funzione: Composto da sfere di silice rivestite da biossido di titanio e ossidi di ferro, lo rendono l’ingrediente ideale per riempire le rughe, donando alla pelle un aspetto più uniforme e luminoso
Percentuale d’uso: % variabile
Perchè ci piace: Ideale per dichiarare un effetto soft-focus in formulazioni skin care e makeup

Aggiunta
attivi

Categoria: Attivo
Funzione: I proteoglicani sono ben noti per la loro capacità di aumentare l’elasticità cutanea e ridurre le rughe, ma grazie alla tecnologia di incapsulamento riescono a penetrare negli strati più profondi dell’epidermide
Percentuale d’uso: 1-10%
Perchè ci piace: L’incapsulazione garantisce un rilascio lento per un effetto anti-age long-lasting

Categoria: Attivo
Funzione: Ottenuto da lisato di bifidobatteri probiotici tramite biotecnologia, è in grado di contrastare l’invecchiamento cutaneo favorendo la riparazione cellulare e supportando i meccanismi di protezione endogeni della pelle
Percentuale d’uso: 5-10%
Perchè ci piace: Importante supporto nel mantenimento di un sano microbioma cutaneo

Categoria: Emolliente/Attivo
Funzione: Favorisce l’idratazione cutanea e protegge la pelle dai danni dei radicali liberi, grazie al suo alto contenuto di vitamina E e acidi grassi essenziali
Percentuale d’uso: % variabile
Perchè ci piace: 100% sostenibile: ottenuto dagli scarti della trasformazione del lampone in succo

EMULSIONE FINALE

Un’emulsione W/O dalla texture leggera, scorrevole e brillante. Maschera i segni del tempo e crea un film protettivo sulla pelle.

Cosmetic Technology 6 – 2021

Cosmetic Technology 6 – 2021

Focus: ANTI-AGEING

Ed eccoci con il numero conclusivo dell’anno, che chiude i successi che abbiamo collezionato nel corso del 2021! Passiamo in rassegna cosa vi riserverà questo numero della rivista, che questa volta avrà come focus l’anti-ageing. Per prima cosa due novità

Altra piccola novità di questo numero che speriamo vi stia già ingolosendo, è l’Editoriale, scritto per la prima volta a quattro mani.
Il Direttore scientifico della rivista, Anna Caldiroli accoglie sulla prima pagina Eleonora Tuzi, farmacista e blogger nel suo canale Divulgazione Cosmetica, con la quale ha voluto salutare questo 2021 a testa alta, ricordando il suo motto che “quello che non c’è non c’è solo per il momento: lo si può inventare”.

Troverete poi l’Opinion Leader, scritto questa volta da Elena Ghedini, Membro del Comitato scientifico di Cosmetic Technology e Co-Founder di Ve Nice, spin-off dell’Università Ca’ Foscari Venezia, la quale ci parlerà del delicato equilibrio che intercorre tra arte e cosmesi portandoci a spasso per la storia e ponendoci d’innanzi a diversi momenti di riflessione.

Segue la sezione dedicata agli ArticoliAnna Marras, Psicologa e Dottore di Ricerca in Neuroscienze presso l’Università degli Studi di Firenze, ci parlerà del successful ageing (o invecchiamento di successo), ovvero un cambiamento di prospettiva nel mercato cosmetico dove i due termini “età” e “bellezza”, che per anni sono stati visti come opposti, ora coesistono per introdurre una nuova visione della bellezza rivolta a tutte le fasce di età.

Successful ageing: un cambiamento di prospettiva nell’industria cosmetica
Modelli psicologici di valorizzazione dei processi di invecchiamento e applicazioni in campo cosmetico
di Anna Marras

L’industria della cosmesi sta attraversando, nell’ultima decade, un cambiamento di prospettiva nell’ambito del mercato dell’anti-ageing, per incorporare una nuova visione della bellezza rivolta a tutte le fasce di età. Questo è il tentativo di riconciliare due termini che per anni sono stati visti come opposti (“età” e “bellezza”) e di aspirare a canoni sempre più inclusivi. Dal punto di vista psicologico, questo concetto va di pari passo con la teoria del successful ageing (o invecchiamento di successo), ovvero un modello di selezione, ottimizzazione e compensazione delle proprie risorse. Dalle teorie evoluzionistiche della senescenza alle più recenti prospettive biomediche e psicologiche, i processi di invecchiamento sono discussi in riferimento ai claim cosmetici e alle nuove sfide del mercato.

Marilisa Franchini, CEO e Founder M 2.0, ci racconterà degli effetti che la luce blu (emessa dal sole ma anche dai numerosi strumenti elettronici che utilizziamo quotidianamente quali computer, smart phone, ecc…) può avere sulla pelle e delle diverse strategie di protezione che si possono mettere in atto.

Luce blu
Effetti sulla pelle e strategie di protezione
Marilisa Franchini

La luce blu fa parte della luce visibile emessa dal sole, ma schermi digitali, LED e luce fluorescente rappresentano altre sorgenti. L’esposizione al sole, anche quando è nuvoloso, è più significativa dell’esposizione a fonti digitali nell’indurre una potente e duratura iperpigmentazione in persone con la pelle più scura. La luce blu, inoltre, produce anche specie reattive dell’ossigeno (Reactive Oxygen Species, ROS) e induce stress ossidativo sulla pelle, simile a quello causato dai raggi UV. Gli antiossidanti sono in grado di diminuire l’ossidazione data da luce blu prima e dopo l’esposizione.
Studi hanno rilevato come l’uso di ossidi di ferro contribuisca a proteggere dalla luce blu.

Luigi Miori, Luca Pizzato, Debora Pepe e Laura Pelosi di Areaderma concluderanno il discorso, cominciato sul numero precedente, sui filtri UV e sullo sviluppo e la convalida di un metodo HPLC per il controllo qualità dei filtri UV nelle preparazioni cosmetiche.

Filtri UV
Sviluppo e convalida di un metodo HPLC per il controllo qualità dei filtri UV nelle preparazioni cosmetiche
Luigi Miori, Luca Pizzato, Debora Pepe, Laura Pelosi

La seguente ricerca prevede l’applicazione di un metodo HPLC per l’analisi quali-quantitativa dei filtri UV nelle preparazioni cosmetiche. 
Tale metodo è stato precedentemente validato presso il laboratorio di Controllo Qualità di Areaderma s.r.l. e prevede l’utilizzo di una fase mobile costituita da una fase A composta da una soluzione acquosa di acido acetico a pH 3 e una fase B composta da una soluzione costituita da etanolo e acetonitrile (60:40, v/v). 
Lo strumento utilizzato è un HPLC Agilent Technologies 1220 Infinity LC con colonna Zorbax Eclipse XDB-C18 5 µm 4,6×250 mm. 
I filtri solari oggetto di questo studio sono attualmente i più utilizzati all’interno delle formulazioni cosmetiche, ovvero: Diethylamino hydroxybenzoyl hexyl benzoate o DHHB (Fig.1A), Octocrylene o OCR (Fig.1B), Octyl methoxycinnamate o EHMC (Fig.1C), Ethylhexyl salicylate o EHS (Fig.1D), Homosalate o HMS (Fig.1E) e Butyl methoxydibenzoylmethane o BMBM (Fig.1F).
I campioni di cosmetici selezionati sono stati analizzati al tempo zero per poi subire invecchiamento termico accelerato a 25,5 e 55°C per 90 giorni e shock termico per 15 giorni. Ciò ha permesso di conoscere la variazione delle concentrazioni dei filtri solari contenuti all’interno di un cosmetico se sottoposto a stress termico.
Successivamente le stesse formulazioni sono state analizzate a più di un anno dalla loro produzione, permettendo di ottenere maggiori informazioni sulla stabilità dei filtri UV nel tempo. 
Tramite questi dati è stato possibile ottenere l’SPF sia post test di stabilità che a un anno di distanza e di verificare il PAO indicato in etichetta.

Si arriverà poi agli Aggiornamenti, in Nanotech scritta questa volta da Jelena Bjekic dell’European Master in Translational Cosmetic and Dermatological Sciences, Alice Picco e Lorella Giovannelli dell’Università del Piemonte Orientale, si parla delle nanoparticelle d’oro (nanogold) nei prodotti cosmetici, soffermandosi su luci ed ombre di questo ingrediente nella skin care quotidiana.

L’Approfondimento Legislativo scritto dagli avvocati Cristina Bellomunno e Nicola Saraco di Legalitax e relativo all’applicazione dell’aliquota IVA del 4% sulle cessioni di olio d’oliva a prescindere dalla particolare destinazione d’uso e, di conseguenza, anche quando utilizzato nella produzione di cosmetici.

Ci sarà poi il testo di Edoardo Fano, consulente per Innexta, struttura di riferimento del Sistema Camerale nel settore della finanza e del credito per le PMI, nell’apposita rubrica Proprietà Intellettuale, che ci parlerà di tutela e sfruttamento dell’innovazione nel settore cosmetici attraverso gli strumenti quali brevetti, segreti industriali, marchi, design industriale.

Sempre nella sezione degli Aggiornamenti troverete poi le rubriche fisse di Anna Ciranni (Linee Guida e Segnalazioni Rapex), Floriana Sergio (Eccellenze italiane) e Lorella Giovannelli (Letteratura).

Per ultimo, ma non di importanza, l’immancabile Infografica del Laboratorio Cosmopolita con cui Serena Zanella e Ludovica Ferrarioltre che a presentare una selezione di ingredienti utilizzabili nella formulazione di prodotti anti-ageing, hanno realizzato per noi una formula.

Cogliamo l’occasione per dare il benvenuto alla new entry del #teamrosa Federica Libralon

Pagina dopo pagina arriviamo alla sezione Aziende come sempre ricca di schede ingredienti, questa volta delle seguenti aziende: Gattefossé, Active BoxChemyunion, Bregaglio, Gale&CosmJRS, B&C, Aethera Biotech, Marinova e VariatiVytrus Biotech S.A. Alcune di queste avranno anche un richiamo nella rubrica Formulario, con numerose texture create ad hoc e disponibili per i nostri lettori, anche online.

Gattefossé ha sviluppato e distribuisce in Italia EleVastin™, un attivo di origine naturale al 100% che si rivolge ai principali attori nella sintesi e nel mantenimento delle fibre elastiche funzionali.
EleVastin™ riduce l’abbassamento della parte inferiore del volto….

Active Box
Chemyunion

Exfo-Bio

Bregaglio
Salvona Technologies

SalSphere™ Natural Anti-Aging

Gale & Cosm
JRS

VIVAPUR® CS 4 FM

Aethera Biotech

ROSeout CROP®-G

Variati
Vytrus Biotech S.A

TURMERIA ZEN™

Seguono le interviste a

Patrizia Poggiali

Co-fondatrice e direttrice della Ricerca e Sviluppo di Gala cosmetici, che abbiamo incontrato in occasione di SANA a Bologna e che ci ha parlato della propria azienda e di un possibile modello aziendale di sostenibilità virtuosa, che caratterizza Gala cosmetici fin dalla sua nascita.

Riccardo Hugony

CEO di Glamour Cosmetics®, e-commerce di materie prime: un progetto che quest’anno ha compiuto 10 anni ma che non ha mai smesso di rinnovarsi ed è in continua ascesa, anche nel B2B.

Linda Amadori e Maria Silvia Cesaro

Continua poi il nostro interesse per le realtà nascenti: abbiamo incontrato Linda Amadori e Maria Silvia Cesaro di FdF Cosmetica, le quali ci hanno raccontato di come ha preso corpo la nuova linea di prodotti cosmetici venduta in farmacia, quotidianamente in divenire, che vede Fossombrone al centro.

La sezione Aziende si concluderà con la rubrica fissa Next Generation dove questa volta di Camilla Mascetti, Federica Flammini e Valentina Pietrini dell’Università degli Studi di Camerino ci presentano la linea Chicalè ed illustrano i benefici anti-ageing che il mosto di uva rossa può donare alle mani.

In ultimo, la sempre nutrita e acclamata rubrica dei Prodotti finiti con tanti, tantissimi spunti tecnici che vi aspettano per ispirarvi nelle vostre creazioni.

Per chi è costantemente alla ricerca di aggiornamenti dal mondo della cosmetica, che offre sempre nuove idee e racchiude nuovi progetti, noi siamo qui per questo, per offrirvi una chiave di lettura a 360° di questo fantastico comparto che non sarebbe tale senza tutte le persone che ogni giorno lavorano con dedizione e impegno per offrirci gli strumenti utili per la cura del nostro corpo. Un ringraziamento va dunque anche a loro e un augurio a tutti voi di buone feste, e che sia un 2022 colmo di bellezza.

BUONA LETTURA!

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L’Integratore Nutrizionale n°6/2021

L’Integratore Nutrizionale n°6/2021

Focus: Salute cardiovascolare

ARTICOLI SCIENTIFICI:

• Questo numero si apre con un articolo di Visioli e colleghi, che affrontano l’argomento in focus parlando della relazione che intercorre tra microbioma intestinale e rischio cardiovascolare (CVD). In particolare, in questo articolo vengono esaminate alcune delle interazioni microbiota-rischio CVD dotate di solidità scientifica e vengono proposte alcune future opportunità cardio-preventive.

Microbiota intestinale e rischio cardiovascolare
Un quadro complesso che offre grandi opportunità di studio e intervento
Francesco Visioli, Federico Scarmozzino, Andrea Poli

Molti studi suggeriscono che il microbiota intestinale possa influenzare indirettamente o direttamente il rischio cardiovascolare (CVD). A tal proposito, il microbiota potrebbe agire modificando i composti naturalmente presenti negli alimenti, sia in senso potenzialmente aterogenico sia in senso protettivo; inoltre, ceppi batterici specifici, la cui crescita potrebbe essere facilitata anche da composti di origine alimentare, ovvero i prebiotici, potrebbero invece svolgere effetti diretti sull’aterogenesi. In altre parole, il rapporto microbiota-cibo è bidirezionale, nel senso che quest’ultimo modifica il primo che, a sua volta, produce metaboliti con effetti salutari o nocivi. In questo articolo esaminiamo alcune delle interazioni microbiota-rischio CVD che, alla luce delle evidenze disponibili, possono essere considerate già dotate di una convincente solidità scientifica. In particolare, ci concentriamo sul microbiota intestinale, dove la ricerca è più attiva, e proponiamo alcune future opportunità cardio-preventive: una delle quali sarebbe sviluppare e testare composti in grado di inibire la formazione di molecole nocive derivate dal microbiota. Dopo lo sviluppo di strumenti di screening appropriati, affidabili e poco costosi per i metabotipi, potranno anche essere implementate diete personalizzate e prescritti supplementi ad hoc. L’altra via terapeutica e preventiva che potrebbe essere percorsa è quella della modificazione del microbiota attraverso l’utilizzo di appropriati pro- e prebiotici.

• Nel secondo articolo si parla dell’invecchiamento biologico e del ruolo che assolve una dieta ricca di polifenoli. Esposito e colleghi, mediante uno studio, hanno analizzato la relazione che intercorre tra la differenza fra età biologica e cronologica di un soggetto, polifenoli e capacità antiossidante della dieta in una coorte di italiani adulti.

Invecchiamento biologico, il ruolo di una dieta ricca di polifenoli
Simona Esposito, Alessandro Gialluisi, Simona Costanzo, Augusto Di Castelnuovo, Emilia Ruggiero, Amalia De Curtis, Mariarosaria Persichillo, Chiara Cerletti, Maria Benedetta Donati, Giovanni de Gaetano, Licia Iacoviello, Marialaura Bonaccio

La differenza tra l’età biologica e quella cronologica di un soggetto (Δage) è stata associata alla dieta mediterranea, particolarmente ricca in polifenoli, e rappresenta un nuovo robusto indicatore del rischio di malattie cardiovascolari. In questo studio abbiamo analizzato la relazione tra Δage, polifenoli e capacità antiossidante della dieta in una coorte di italiani adulti. È stata eseguita un’analisi trasversale su una sotto coorte di 4,592 soggetti (età ≥35 anni; 51,8% donne) dello studio Moli-sani (arruolamento 2005-2010), che ha mostrato come l’invecchiamento biologico sia inversamente associato al consumo di polifenoli (β=-0,31; 95% CI -0,39, -0,24), al di là della loro capacità antiossidante.

• L’articolo successivo è a cura di NatIng, che esamina il tema dell’amaranto nei prodotti nutraceutici per il diabete e la dislipidemia. L’amaranto, infatti, risulta essere utile nella gestione della glicemia post prandiale e nella dislipidemia, grazie alla particolare composizione del suo chicco. L’estratto di amaranto può essere utilizzato come ingrediente per il prodotto nutraceutico oppure essere impiegato come matrice funzionale per la veicolazione di altri botanicals impiegati nella formulazione.

L’amaranto nei prodotti nutraceutici per il diabete e la dislipidemia
Studi preclinici sul pseudocereale verso le maltodestrine
Anna Carlin

La particolare composizione del chicco di amaranto (Amaranthus caudatus L.), ricco in proteine dall’alto valore biologico, in fibra grezza e in lipidi ad alto grado di insaturazione, rende questo pseudocereale utile nella gestione della glicemia post prandiale e nella dislipidemia, e adatto alla formulazione di prodotti nutraceutici volti alla gestione delle malattie metaboliche. L’estratto a base di amaranto può essere utilizzato come ingrediente per il prodotto nutraceutico oppure essere impiegato come matrice funzionale per la veicolazione di altri botanicals impiegati nella formulazione. Gli studi preclinici condotti presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Genova sul prodotto a base di amaranto* hanno preso in esame la sua capacità di modulare l’assorbimento intestinale di colesterolo rispetto alla maltodestrina, solitamente utilizzata come carrier negli integratori alimentari; il contenuto di polifenoli assorbiti attraverso il tessuto intestinale; la determinazione del glucosio libero dopo digestione enzimatica di maltodestrina e di estratto di amaranto; e la quantificazione del rilascio di insulina da isole pancreatiche umane. I risultati hanno dimostrato che l’amaranto potrebbe costituire un valido sostituto della maltodestrina in preparati nutraceutici. 

• Un altro articolo, scritto da Brunelli e colleghi, tratta i risultati di uno studio realizzato con l’obiettivo di individuare possibili biomarcatori plasmatici nella fragilità dell’anziano. Nello specifico, si è indagato l’effetto dell’assunzione di frutta e verdura sull’acido ippurico plasmatico, possibile barometro della fragilità nell’anziano.

Effetto dell’assunzione di frutta e verdura sull’acido ippurico plasmatico
Possibile barometro della fragilità nell’anziano
Laura Brunelli, Annalisa Davin, Giovanna Sestito, Maria Chiara Mimmi, Giulia De Simone, Claudia Balducci, Orietta Pansarasa, Gianluigi Forloni, Cristina Cereda, Roberta Pastorelli, Antonio Guaita

La fragilità è una sindrome legata all’avanzare dell’età che comporta una minor capacità nel rispondere a situazioni di stress. Questo studio è stato condotto nell’ambito di InveCe.Ab, uno studio di popolazione longitudinale effettuato in Italia. Il nostro scopo era di individuare possibili biomarcatori plasmatici della fragilità nell’anziano. Il plasma di 130 persone anziane (età compresa tra 76 e 78 anni) è stato analizzato utilizzando approcci di metabolomica basati sulla spettrometria di massa. I risultati sono stati successivamente validati su un altro gruppo di soggetti anziani (303 soggetti). Si è osservato che, mentre i metaboliti delle vie metaboliche centrali non erano in grado di differenziare gli anziani fragili da quelli non-fragili, solo l’acido ippurico, un metabolita secondario, era in grado di discriminare le due popolazioni. L’analisi di regressione logistica ha indicato che alti livelli di acido ippurico plasmatico sono significativamente associati a una riduzione del rischio di fragilità dopo quattro anni. L’analisi di mediazione utilizzando l’indice di fragilità (FI), l’acido ippurico e l’assunzione di frutta e verdura ha evidenziato il ruolo del consumo di frutta e verdura nella relazione tra acido ippurico e indice di fragilità. I risultati indicano che un basso livello di acido ippurico nel plasma sembra essere un segno distintivo dell’evoluzione verso uno stato di fragilità, associato a un minor consumo di frutta e verdura. 

• L’ultimo articolo, realizzato da Garzarella e colleghi, tratta di uno studio clinico monocentrico, randomizzato, doppio cieco, controllato con placebo, realizzato con lo scopo di valutare la sicurezza e l’efficacia di un integratore alimentare a base di acido alfa lipoico per la riduzione del dolore idiopatico.

Sicurezza ed efficacia dell’acido alfa lipoico nella riduzione del dolore idiopatico
Studio clinico monocentrico, randomizzato, doppio cieco, controllato con placebo
Cristina Esposito, Emanuele Ugo Garzarella, Cristina Santarcangelo, Alessandro Di Minno, Marco Dacrema, Roberto Sacchi, Gaetano Piccinocchi, Roberto Piccinocchi, Alessandra Baldi, Maria Daglia

In letteratura sono presenti numerosi studi a supporto dell’impiego dell’acido alfa lipoico (ALA) per la riduzione del dolore in pazienti affetti da neuropatie diabetiche, mentre i dati scientifici a dimostrazione della sicurezza e dell’efficacia di ALA nel trattamento del dolore a eziologia sconosciuta in soggetti normoglicemici sono limitati. Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare la sicurezza e l’efficacia di un integratore alimentare a base di ALA per la riduzione del dolore idiopatico. I risultati ottenuti suggeriscono che l’utilizzo di ALA come integratore alimentare possa essere un’opzione sicura ed efficace per il trattamento di artralgie, neuropatie e fibromialgie idiopatiche modeste o moderate, in cui, non essendo nota l’eziologia del dolore, il medico non ha elementi per curare la causa del dolore ma può solo somministrare farmaci analgesici orali non sempre privi di effetti avversi. 

AGGIORNAMENTI

• LETTERATURA SCIENTIFICA: Domenico Barone e Tiziana Mennini parlano in questa sede di evidenze, dubbi e domande sugli acidi grassi omega 3 e salute cardiovascolare.

• APPROFONDIMENTI FORMULATIVI: Andrea Fratter (SIFNut) discute della decisione attesa dell’EFSA e la conseguente ratifica da parte del Ministero della Salute delle Nazioni europee sul ridimensionamento del dosaggio e dei claim relativi alla monacolina K estratta dal riso rosso fementato.

• BIOTECH: continua questa rubrica di aggiornamento a cura di Federchimica-Assobiotec e con il coordinamento del vicepresidente Elena Sgaravatti. In questo numero viene presentato il progetto Biotech, il futuro migliore. Per la nostra salute, per il nostro ambiente, per l’Italia.

• PUBBLICITÀ AL VAGLIO: il mondo degli integratori alimentari è costellato di esempi pubblicitari falsi e fuorvianti. Serena Ponso ha identificato quelli più recenti presi in esame dallo IAP.

• APPROFONDIMENTI NORMATIVI: Franca Ponzio tratta della sperimentazione clinica effettuata nel campo degli integratori alimentari per valutarne la validità. Questo processo è però ricco di complessità e prospettive.

• NOVEL FOOD: Armando Antonelli parla della valutazione di sicurezza dell’Akkermansia come nuovo alimento e della procedura necessaria per autorizzarne l’immissione sul mercato dell’Unione e per aggiornare di conseguenza la lista che elenca i novel food autorizzati e le relative condizioni.

Ed ecco giunti allo spazio dedicato alle AZIENDE che collaborano attivamente con noi presentando nuovi ingredienti: C.F.M CO. FARMACEUTICA, MILANESE, GIELLEPI, VARIATI – BEGA BIONUTRIENTS, ROELMI HPC.

Questi argomenti e tante altre NOTIZIE ti aspettano su questo numero... BUONA LETTURA!

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Innovazione in Botanicals n°1/2021

Innovazione in Botanicals n°1/2021

Articoli scientifici

Aggiornamenti

• ECONOMIA CIRCOLARE: i principi dell’economia circolare sono stati sinora applicati nel campo dei derivati vegetali limitatamente a grosse realtà produttive quali la filiera agro-forestale, dalla quale derivano abbondanti biomasse di scarto. Ancora poco esplorata è invece la valorizzazione nella filiera delle piante officinali, che pure presentano importanti potenzialità soprattutto in relazione al valore dei principi bioattivi in esse contenuti. È questo il focus del primo intervento della rubrica curata da Cristina Danna.

• ABS: RISORSE GENETICHE, DIRITTI, CONDIVISIONE: nonostante il Regolamento europeo sia in vigore da diversi anni, e l’impatto del Protocollo di Nagoya sia diventato di grande attualità nel mercato globale, in Italia l’ABS sembra essere un tema ancora sconosciuto. Il fatto che la nostra amministrazione non abbia ancora ratificato il Protocollo di Nagoya non esime tuttavia gli utilizzatori operanti sul territorio nazionale dall’osservanza degli obblighi previsti: Valentina Veneroso fa luce sull’attuale stato dell’arte.

• ANALISI GENETICHE: un mercato dei derivati vegetali in rapida crescita, catene di approvvigionamento globali e regolamentazioni complesse nei vari settori di utilizzazione determinano la necessità di assicurare adeguate modalità di controllo delle filiere. Nell’ultimo decennio l’uso di strumenti molecolari per l’autenticazione di materie prime vegetali si è notevolmente diffuso e nuove tecniche sono state introdotte e ottimizzate per affrontare le criticità della metodologia del DNA barcoding. Le passa in rassegna il primo intervento della rubrica curata da Valerio Mezzasalma, di FEM2 Ambiente.

• BOTANICALS IN ACTION: l’inverdimento risulta una buona strategia per migliorare la qualità dell’ambiente urbano, apportando numerosi benefici meglio noti come servizi ecosistemici, quali ad esempio la mitigazione del fenomeno isola di calore, la riduzione delle polveri sottili e degli inquinanti aerodispersi nei canyon urbani, la riduzione del deflusso superficiale delle acque meteoriche, l’aumento della biodiversità locale e il miglioramento del benessere psico-fisico della popolazione residente. In quest’ottica, l’impiego di Nature-Based Solution (NBS), definite dall’UE come soluzioni ispirate e supportate dalla natura, si sta configurando sempre più come settore in crescita a livello di mercato, destinato ad aumentare in vista degli obbiettivi del Green Deal Europeo e della strategia UE 2030 per la Biodiversità. Descrive alcune di queste interessanti esperienze il primo intervento di Enrica Roccotiello.

Aziende

L’ideazione e lo sviluppo di Ecovitis®, nuovo estratto standardizzato da semi d’uva ottenuti dalle vinacce selezionate da cantine del nord-est italiano, rappresenta un interessante esempio applicativo di nuove tecnologie estrattive in un contesto di economia circolare. Inoltre, lo sviluppo analitico, il particolare profilo polifenolico e l’unicità della correlazione tra profilo metabolomico meccanismi d’azione ed efficacia clinica rendono questo prodotto un avanzamento importante nel contesto della conoscenza relativa agli effetti salutistici di un rilevante gruppo di polifenoli alimentari quali le proantocianidine, illustrati nell’articolo curato da Paolo Morazzoni.
La nuova Divisione Nutraceutica delle Distillerie Bonollo nasce con l’obiettivo di sviluppare ingredienti innovativi derivanti da prodotti di scarto della filiera dell’uva e/o da altre fonti di tipo alimentare da proporre in campo nutraceutico.

Notizie

Il panorama delle iniziative riguardanti i botanicals spazia dall’agenda dei congressi scientifici in programma in Europa il prossimo anno, alla segnalazione di nuove tendenze di interesse pubblico e nell’implementazione delle biotecnologie, alle recenti avvertenze emerse sul mercato americano in tema di adulterazioni, alla descrizione di nuovi progetti di ricerca in corso grazie a parternariati internazionali.

BUONA LETTURA!

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Su questo numero hanno scritto per noi…

Anna Rita Bilia

Cristina Danna

Vincenzo De Feo

Lucia Grifoni

Valerio Mezzasalma

Paolo Morazzoni

Enrica Roccotiello

Giulia Vanti

Valentina Veneroso

Cosmetic Technology 5-2021

Cosmetic Technology 5-2021

Focus: SOLARI

Dopo la pausa estiva rieccoci più carichi che mai con un nuovo numero di Cosmetic Technology, questa volta incentrato sui Solari, prodotti cosmetici fondamentali per la nostra pelle, poiché ci proteggono dall’esposizione al sole che, come ben sappiamo, oltre a determinare numerosi benefici per la salute umana può provocare anche effetti negativi.

Cominciamo a fare gli onori di casa andandovi a presentare i contenuti che incontreremo durante la lettura di Cosmetic Technology 5.

In apertura troveremo come sempre l’editoriale del Direttore Scientifico, la Dott.ssa Anna Caldiroli, che ci andrà a informare sugli ultimi sviluppi per quanto riguarda l’utilizzo di dati ottenuti da test non eseguiti sugli animali nell’ambito della valutazione degli effetti di sensibilizzazione cutanea e la relazione tra normative diverse.

L’editoriale sarà accompagnato come sempre dall’Opinion Leader, questa volta di Elena Grasselli, Prof.ssa presso l’Università degli Studi di Genova e membro del Comitato Scientifico di Cosmetic Technology, la quale ci parlerà dei filtri solari e delle ambiguità che li circondano.

Entriamo nel vivo con gli Articoli in linea con il focus: Luigi Miori, Luca Pizzato, Debora Pepe e Laura Pelosi di Areaderma cominceranno a parlarci dei filtri UV e in particolare di un metodo analitico per poter determinare e quantificare i filtri UV all’interno dei prodotti cosmetici (questa sarà solo la prima parte dell’articolo che si concluderà sul prossimo numero.

Filtri UV
Sviluppo e convalida di un metodo HPLC per il controllo qualità dei filtri UV nelle preparazioni cosmetiche
di Luigi Miori, Luca Pizzato, Debora Pepe, Laura Pelosi
– 1 PARTE –

Lo scopo di questa ricerca è la messa a punto e la validazione di un metodo analitico per poter determinare e quantificare i filtri UV all’interno dei prodotti cosmetici.
Il metodo è focalizzato su 6 filtri UV: omosalato, butilmetossidibenzoil metano, octocrilene, etilesil metossicinnamato, etilesil salicilato e dietilammino idrossibenzoil esil benzoato.
Lo strumento utilizzato è un HPLC Agilent Technologies 1220 Infinity LC con colonna Zobrax Eclipse XDB-C18 5 µm 4,6×250 mm.
Il metodo prevede una fase mobile costituita da 2 fasi: una fase A composta da una soluzione acquosa di acido acetico a pH 3 e una fase B composta da etanolo e acetonitrile in rapporto 60:40.
Tutti i parametri necessari alla convalida sono stati accertati e i dati ottenuti rientrano nei criteri di accettazione.
Per effettuare tale validazione si sono seguite le linee guida ICH Q2 (R1) (1).

Viviana Brancato, Annamaria Ratti e Alice Guidubaldi di Bregaglio si focalizzeranno su come formulare un prodotto solare con alto SPF, fotostabile e idratante; in questo, che è uno studio sperimentale, presenteranno  la valutazione dell’idratazione e dell’effetto bianco sulla pelle di emulsioni solari che contengono diverse tipologie di filtri UV

I nuovi claim per i prodotti solari
Come formulare un prodotto solare con alto SPF, fotostabile e idratante
Viviana Brancato, Annamaria Ratti, Alice Guidubaldi

Nel 2020 la vendita dei prodotti solari ha subito un rallentamento causato dalla pandemia, che ha determinato la limitazione degli spostamenti, che si è tradotto in un minor tempo trascorso all’aperto e al sole, probabilmente perché l’uso della mascherina ha fatto percepire come non necessario l’utilizzo di una protezione solare. Nello stesso periodo si è registrato da parte di molti brand un incremento nell’utilizzo di claim relativi alla protezione SPF/UVApf in prodotti skin care e makeup, soprattutto associato a un’azione antinvecchiamento e anti rughe. C’è stato un incremento nella ricerca di prodotti multifunzionali.
Considerando le premesse, lo scopo di questo lavoro è stata la valutazione dell’idratazione e dell’effetto bianco sulla pelle di emulsioni solari O/A e A/O con filtri inorganici e organici, e di emulsioni solari O/A e A/O con filtri inorganici naturali ad alta protezione, ad ampio spettro di protezione e fotostabili.

Martina Issleib e Lars Jung di Symrise proporranno, invece, delle valide alternative al silicone da impiegare nelle formulazioni dei prodotti solari, puntando l’attenzione sul fatto che gli ingredienti devono essere accuratamente selezionati per ottenere la massima sostenibilità,

Alternative al silicone nelle formulazioni dei prodotti solari
Per una maggiore sostenibilità
Martina Issleib, Lars Jung

Le nuove aspettative dei consumatori e il cambio di mentalità dei produttori di cosmetici, relativamente alla sostenibilità dei prodotti di bellezza, riguardano anche i prodotti solari.
Sebbene i filtri UV organici necessari per offrire un fattore di protezione solare sufficiente sono e rimarranno principalmente basati su materie prime di sintesi, i restanti componenti delle formulazioni devono essere accuratamente selezionati per ottenere la massima sostenibilità possibile di queste composizioni. Il presente articolo espone alcune possibilità per sostituire i tradizionali derivati siliconici con combinazioni “smart” di ingredienti a base naturale, senza compromettere il profilo sensoriale o le performance dei prodotti solari.

Anna Marras, infine, ci racconterà quali sono state le campagne di prevenzione dei danni causati dai raggi UV che hanno cominciato a diffondersi a partire dagli anni ’80 del Novecento, l’efficacia e i meccanismi psicologici connessi.

Le campagne di prevenzione dei danni causati dai raggi UV
Efficacia e meccanismi psicologici
Anna Marras

Nelle ultime tre decadi, l’incidenza di melanoma mostra un incremento annuo costante nonostante la crescente quantità di informazioni sui rischi connessi all’esposizione ai raggi UV di cui disponiamo. Le campagne di prevenzione e protezione solare hanno cominciato a diffondersi dagli anni ’80 del Novecento, con numerose modalità diversificate a seconda del target di popolazione a cui si indirizzano. Tuttavia, siamo ancora lontani da una comprensione approfondita dei meccanismi che possano garantire un’efficacia delle stesse in termini di riduzione dell’incidenza dei tumori cutanei. Tra le componenti che meritano un’analisi vi sono sicuramente i meccanismi psicologici che guidano la motivazione verso la modifica comportamentale, poiché questo può favorire l’ottimizzazione delle strategie preventive.

Chiude la sezione degli articoli Michela Barattin di ALCHèMIA fitobottega, che ci parlerà della neurocosmesi come strumento alternativo e complementare al benessere dell’individuo, che coinvolge l’intera sfera sensoriale.

Neurocosmesi: quando
il benessere parte dal tocco
Dalla polisensorialità del prodotto alla danza biochimica tra pelle e cervello
Michela Barattin

Attraverso una stimolazione che coinvolge l’intera sfera sensoriale, il neurocosmetico si configura come strumento alternativo e complementare nel concorrere al benessere dell’individuo, in una visione olistica di cui il binomio bellezza-salute rappresenta il minimo comun denominatore, con evidenti richiami alla Medicina Tradizionale Cinese (MTC).
La sinergica unione di ingredienti funzionali in grado di indurre il rilascio di neuromediatori coinvolti in emozioni positive, texture gradevoli e inebrianti, profumazioni evocative e pigmenti perlescenti sono il poker vincente per la formulazione del neurocosmetico, insieme a un packaging attraente e ad un marketing chiaro, corretto e invogliante. L’intento è quello di risvegliare i sensi e influenzare la condizione della pelle e la sua funzione protettiva attraverso il sistema nervoso, stuzzicando fisicamente, chimicamente ed emotivamente la complessa rete nervosa che mette in comunicazione la cute con il cervello in modo bi-direzionale.
Tra gli attivi, ricoprono un ruolo centrale i peptidi bioattivi, che mimano l’azione biologica di peptidi fisiologici di cui esplicano le rispettive funzionalità, e gli ingredienti in grado di contrastare la risposta indotta dallo stress cutaneo, spesso correlato anche all’insorgenza di problematiche come acne, dermatite e psoriasi. Interessante risulta essere l’inclusione di ingredienti “edibili” che risvegliano anche il gusto attraverso la stimolazione indiretta delle papille gustative, oltre a rappresentare una risorsa sostenibile laddove provengano da scarti della filiera agro-alimentare (upcycling). Completano la palette di ingredienti raffinate fragranze frutto di un sapiente bilanciamento di note olfattive e oli essenziali, che stimolano il sistema limbico e attivano il potere evocativo dell’olfatto. Insieme alla profumazione, la texture è di certo determinante per rendere il prodotto piacevole, attraente e di successo, per un benessere che parte proprio dal tocco.

Seguiranno poi gli Aggiornamenti con le immancabili rubriche di Anna Ciranni (Linee Guida e Segnalazioni Rapex), di Sonia Cudrig (Hints for Lab), di Floriana Sergio (Eccellenze italiane) e di Lorella Giovannelli (Letteratura).

Su questo numero faranno parte degli Aggiornamenti anche l’Approfondimento Cosmetico realizzato da Alessandra Semenzato, Giulia Galizia e Giovanni Tartufo di UNIRED, che offriranno una panoramica dei filtri solari a 360°; la rubrica Professioni, che questa volta indagherà la professione del cosmetologo, dove troveremo un’intervista doppia a due professionisti della cosmetica che ci racconteranno i loro percorsi di formazione, la loro esperienza lavorativa e i loro must have: Pedro Catalá e Paolo Siragusa; e l’Intervista a Nicoletta Paparone, responsabile del coordinamento Ricerca Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia, da parte della nostra inviata speciale Floriana Sergio, la quale ha voluto indagare sul progetto EBioScart – GO FICO di cui la Dott.ssa Paparone ne è la responsabile.

Poteva forse mancare l’Infografica del Laboratorio CosmopolitaSerena Zanella e Ludovica Ferrari ci presenteranno alcuni ingredienti utilizzabili nella formulazione di prodotti solari come booster di SPF o come attivi multifunzionali e ci spiegheranno “perché ci piace”. A loro, è stata dedicata una pagina speciale… clicca il banner qui sotto per un tour virtuale nel loro laboratorio!

Nella sezione Aziende avremo poi le schede ingredienti di Res Pharma – Res Pharma Innovative Ingredients, Biochim – RAHN AG, Active UP – Toyo Sugar Refining Co, amitahc Italia – Cobiosa e THOR Specialties, alcune delle quali avranno anche un richiamo nella rubrica Formulario con formule create ad hoc da parte delle aziende; un’occasione in più per mettere in evidenza l’ingrediente presentato.

Biochim - RAHN AG

LIFTONIN®-Q

Active UP - Toyo Sugar Refining Co

NARINGINOL GLX™

amitahc Italia
Cobiosa

Sugicare

Thor Specialties

Microcare® Quat EQG

Seguiranno le interviste a Marilisa Franchini, CEO e founder di M 2.0, che ci racconterà del suo percorso accademico fino alla nascita della linea Beautycology®

A Giulia Guadalupi, CEO e co-fondatrice di Bacfarm, una giovane start up sarda che ha avuto l’intuizione di allevare e sfruttare organismi che rappresentano una fonte inesauribile di nuove materie prime naturali; e a Giovanna Pressi, responsabile R&S di Aethera Biotech®, società italiana parte del gruppo Cereal Docks e specializzata nella ricerca e sviluppo di attivi da colture controllate per il settore Food e Personal Care.

Come sempre ci sarà la presentazione di alcuni Prodotti finiti, la cui rubrica a partire da questo numero si arricchirà grazie alla sezione dedicata ai Dispositivi Medici; e la rubrica fissa Next Generation, che su questo numero ospiterà il testo di Alessio Borghi, Laura Lugli, Desirè Natali e Serena Zingaretti dell’Università degli Studi di Camerino andranno a presentare un doposole lenitivo con pigmenti microincapsulati.

Detto ciò, non vi resta che venirci a trovare al Making Cosmetics per ritirare la vostra copia omaggio e immergervi nella lettura di questo nuovo numero ricco (come sempre) di spunti e contenuti interessanti.

Vi aspettiamo dunque numerosi allo stand IN 501 di MiCo Milano Congressi!

BUONA LETTURA!

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Perché ci piace – Solari

Perché
ci piace

Booster SPF e ingredienti attivi per proteggere la pelle dai raggi UV

Abbiamo selezionato ingredienti utilizzabili nella formulazione di prodotti solari come booster di SPF o come attivi multifunzionali. I primi, attraverso diversi meccanismi d’azione, sono in grado di aumentare l’SPF di una formulazione solare, consentendo così di ridurre la concentrazione dei fifi ltri e di raggiungere più facilmente l’SPF desiderato. I secondi, invece, sono attivi che proteggono la nostra pelle e i nostri capelli dai danni derivanti dalla prolungata esposizione ai raggi solari.Di ognuno vi spieghiamo la funzione e….perchè ci piace!

Serena & Ludovica

Categoria: Attivo-booster SPF
Funzione: Un attivo smart in grado di svolgere una doppia funzione all’interno della formulazione: 1) agisce come filtro; 2) qualche ora dopo l’applicazione sulla pelle, funziona come attivo anti-age
Percentuale d’uso: % variabile a seconda dell’SPF desiderato
Perchè ci piace: Un booster amico dell’ecosistema marino, essendo lui stesso uno dei componenti principali dell’apparato osseo dei pesci

Categoria: Burro, emolliente, attivo
Funzione: Un burro naturale che apporta alla formula tutti i benefici dei curcuminoidi: oltre a migliorare le prestazioni SPF e PFA della protezione solare, ha anche proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e antimicrobiche
Percentuale d’uso: % variabile a seconda della texture desiderata
Perchè ci piace: Non un semplice burro, ma un vero e proprio burro funzionalizzato ricco di proprietà

Categoria: Attivo-prolungatore dell’abbronzatura
Funzione: Un peptide che i test in vivo ed ex vivo hanno dimostrato essere il più efficace nell’attivazione del MC1R (Melanocortin 1 Receptor), il principale regolatore della pigmentazione naturale della pelle
Percentuale d’uso: 1-3%
Perchè ci piace: L’attivo ideale per formulare cosmetici che prolungano l’abbronzatura estiva e che garantiscono alla pelle un bagliore naturale non solo nel periodo estivo ma l’intero anno

Categoria: Attivo-booster SPF, modificatore reologico
Funzione: Un booster di origine naturale facilmente disperdibile in acqua
Percentuale d’uso: 1-3%
Perchè ci piace: Aumenta la viscosità della formula per cui si può ridurre il contenuto di viscosizzanti

Categoria: Attivo-protezione della pelle
Funzione: Un attivo che protegge la pelle dalle scottature, ma anche un booster di filtri solari UVB. Ricco di acidi grassi, carotenoidi e una fonte di vitamine A, E, B1, B2, PP, K e C
Percentuale d’uso: 1-5%
Perchè ci piace: Può essere sfruttato sia in formulazioni solari sia in prodotti anti-age grazie alla sua capacità di proteggere la pelle mantenendola elastica e idratata

Categoria: Attivo-protezione del capello
Funzione: Non un semplice quat! Dona al capello una protezione UV completa: assorbe sia nel range dell’UVB che UVA. In questo modo è quindi in grado di proteggere il colore e, allo stesso tempo, di preservare la lunghezza della fibra del capello
Percentuale d’uso: 2-4%
Perchè ci piace: Un liquido facile da utilizzare che può essere aggiunto alla formula sia a caldo che a freddo. Adatto sia per prodotti rinse-off che leave-on

L’Integratore Nutrizionale n°5/2021

L’Integratore Nutrizionale n°5/2021

Focus: Nutricosmetici, Healthy ageing

ARTICOLI SCIENTIFICI:

• Apriamo questo numero con un articolo, a cura di Metagenics Italia, che affronta il tema in focus presentandoci le proresolvine, la loro attività e l’importante ruolo che la risoluzione dell’infiammazione ha per un invecchiamento di successo. Nel testo vengono analizzati provenienza e classificazione delle proresolvine, meccanismi d’azione nelle patologie nell’invecchiamento e nelle patologie neurodegenerative e sinergia con farmaci antinfiammatori.   

Proresolvine e ageing
La risoluzione dell’infiammazione come chiave per un invecchiamento di successo
Maurizio Salamone, Veronica Di Nardo, Francesca Busa

I Selective Pro-resolving Mediators (SPMs) o proresolvine sono mediatori lipidici derivati da acidi grassi polinsaturi, prodotti nel sito dell’infiammazione a conclusione del processo infiammatorio acuto. Agiscono non come antinfiammatori ma come segnali naturali agonisti della risoluzione, orchestrando numerosi meccanismi fisiologici predeterminati geneticamente e orientati al ripristino dell’omeostasi e alla guarigione dei tessuti coinvolti. La classificazione delle proresolvine evidenzia un’attività specifica su ogni cellula del sistema immunitario, recettori specifici e meccanismi d’azione peculiari in risposta alle citochine proinfiammatorie. L’attività pleiotropica delle proresolvine e l’importante ruolo che l’infiammazione svolge in tutte le patologie cronico-degenerative suggerisce che i processi di risoluzione dell’infiammazione possano rappresentare una chiave tutta da esplorare per un invecchiamento di successo. Oltre 1200 studi negli ultimi 20 anni ci hanno fatto conoscere la farmacologia della risoluzione e finalmente sono disponibili sul mercato alcune formulazioni nutraceutiche che contengono questi principi attivi dalle incredibili potenzialità.

• La Boswellia serrata è la protagonista del secondo articolo scientifico di questo numero. Indena ci propone uno studio pilota sull’effetto di Boswellia Phytosome® sull’acuità visiva e sullo spessore retinico nei pazienti affetti da CSCR. Il distacco sieroso della retina neurosensoriale a livello maculare è un tratto distintivo della corioretinopatia sierosa centrale (CSCR), una condizione che causa deficit visivo associato a distorsione e ondulazione delle immagini. È stata attribuita una certa importanza alla componente infiammatoria responsabile dell’insorgenza e della persistenza della permeabilità coroideale. Boswellia Phytosome® rappresenta una forma proprietaria di somministrazione di una miscela purificata di acidi triterpenici provenienti dalla resina di Boswellia serrata, dalla dimostrata attività antinfiammatoria.

Boswellia serrata per il trattamento della corioretinopatia sierosa centrale
Uno studio pilota
Fabio Mazzolani, Stefano Togni, Federico Franceschi, Antonella Riva, Roberto Eggenhöffner, Luca Giacomelli

Lo scopo del presente studio pilota in aperto era studiare l’effetto di Boswellia Phytosome®* (BP) sull’acuità visiva e sullo spessore retinico in soggetti affetti da corioretinopatia sierosa centrale acuta o cronica.
Nello studio sono stati valutati 10 occhi di 10 pazienti che avevano completato almeno un periodo di follow-up di 1 mese. Sono stati somministrati 500 mg di BP al giorno ai pazienti affetti da corioretinopatia sierosa centrale. Come endpoint primario è stata scelta la riduzione dell’essudato maculare, misurato per mezzo di tomografia ottica a coerenza di fase prima e dopo il trattamento; mentre come endpoint secondari sono stati scelti la stabilità o il miglioramento dell’acuità visiva. L’acuità visiva è stata determinata per mezzo di valutazione oftalmologica, mentre la tomografia ottica a coerenza di fase è stata utilizzata per misurare lo spessore retinico.
Dopo un mese di trattamento, la riduzione del distacco dell’epitelio pigmentato retinico o della neuroretina aveva raggiunto un valore significativo (p<0,01). Dopo 1 mese di trattamento, in nessun occhio è stata riscontrata una riduzione dell’acuità visiva; il 70% mostrava una stabilizzazione e il 30% registrava un miglioramento. Questi risultati, sebbene preliminari, mostrano che BP può essere adatto per il trattamento della corioretinopatia sierosa centrale.

• Luisa Diomede e colleghi presentano una revisione della letteratura dove vengono rivalutati le molteplici attività e i principi attivi dell’estratto di liquirizia. Nell’articolo vengono presentate inoltre le strutture chimiche dei composti negli estratti di radice di liquirizia, con i loro nomi più utilizzati, e un panorama dei principali studi sugli effetti antivirali.

Attività antivirale della liquirizia
Revisione della letteratura e prospettive
Luisa Diomede, Marten Beeg, Alessio Gamba, Oscar Fumagalli, Marco Gobbi, Mario Salmona

Le proprietà fitoterapiche dell’estratto di Glycyrrhiza glabra (liquirizia) sono principalmente attribuite alla glicirrizina (GR) e all’acido glicirretico (GA). Analisi computazionali ha permesso di generare una rete di 21 composti potenzialmente attivi e 28 attività biologiche o farmacologiche. Le attività più frequenti sono antibatterica, neuroprotettiva, antiossidante, antinfiammatoria, analgesica e antitumorale. Tra le loro possibili azioni farmacologiche, particolarmente importante è la capacità di agire contro virus appartenenti a famiglie diverse. La principale attività antivirale di GR studiata e descritta è contro i virus dell’epatite A, B e C, anche se i meccanismi coinvolti non sono completamente compresi. Queste molteplici attività dell’estratto di liquirizia e dei suoi principali principi attivi vengono rivalutate in modo critico in questa revisione.

AGGIORNAMENTI

• LETTERATURA SCIENTIFICA: Domenico Barone dedica il suo approfondimento all’aiuto che la nutraceutica può offrire all’anziano per migliorarne le condizioni fisiche, mentali, immunologiche e di qualità della vita.

• APPROFONDIMENTI FORMULATIVI: Andrea Fratter (SIFNut) e Arrigo Cicero (SINut) esprimono la loro opinione e strategia sul problema ancora aperto della bioaccessibilità dei nutraceutici.

• PIANTE E DERIVATI BOTANICI: come di consueto dedichiamo questa rubrica al monitoraggio dell’adulterazione dei botanicals e, in particolare in questo numero, all’adulterazione delle bacche di sambuco.

• APPROFONDIMENTI NORMATIVI – Allerta ossido di etilene, questo è il tema della rubrica di Armando Antonelli che ne analizza l’impatto sugli integratori alimentari e le ammonizioni per un uso improprio. 

• PUBBLICITA’ AL VAGLIO: anche nel mondo degli integratori la pubblicità può essere fuorviante e non del tutto veritiera. In questo numero Serena Ponso elenca alcuni spot pubblicitari presi in esame dallo IAP.

• SOSTENIBILITA’: nella rubrica dedicata ai progetti volti ad un utilizzo sostenibile degli scarti di prodotti alimentari, si parla, in questo numero, del progetto CirCO, acronimo di Circular Coffee, che si propone di studiare la possibile valorizzazione di uno scarto derivante dalla tostatura del caffè, il silverskin, la pellicina che ricopre i grani di caffè.

• PET CORNER: su questo numero viene presentata la valutazione in real life dell’efficacia di un simbiotico commerciale nel trattamento della diarrea acuta del cane.

E ora spazio alle AZIENDE che collaborano attivamente con noi presentando nuovi ingredienti:

Questi argomenti e tante altre NOTIZIE ti aspettano su questo numero... BUONA LETTURA!

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