DSM – ALPAFLOR® Sostenibilità e Fair Trade applicati alla produzione di attivi biologici

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D. Quali sono i fondamenti della filosofia Alpaflor®?
R. La filosofia Alpaflor® si basa su tre pilastri: la sostenibilità (incluso il commercio equo), la tracciabilità e la qualità. Sin dalla sua fondazione 20 anni fa, Alpaflor® si è concentrata sugli estratti vegetali alpini per l’industria cosmetica, utilizzando solo piante coltivate biologicamente per garantire che i territori di montagna non venissero impoveriti e per proteggere la biodiversità alpina, un’idea pionieristica a quel tempo. I primi attivi biologici sono stati lanciati sul mercato nel 2004. Alpaflor® ha istituito una rete per sostenere la catena di approvvigionamento delle piante alpine, con una stretta ed equa relazione tra una cooperativa di montagna e gli agricoltori. Questa rete garantisce la tracciabilità dei nostri prodotti. Tutti i nostri estratti sono standardizzati in composti attivi e le prove di efficacia vengono eseguite dai nostri colleghi della ricerca e sviluppo presso la sede di DSM Nutritional Products nei pressi di Basilea.

D. Come sono stati raggiunti gli obiettivi della sostenibilità e del commercio equo e solidale (Fair Trade) da parte di DSM?
R. Per quanto riguarda l’ambiente, nel sito produttivo Alpaflor® pratichiamo la coltivazione biologica. Inoltre rispettiamo anche i principi della chimica verde: utilizziamo solo energia rinnovabile, abbiamo drasticamente ridotto il nostro consumo di energia (in particolare il consumo di petrolio e acqua), ricicliamo i residui delle piante esauste come compost e, dopo estrazione, l’etanolo organico viene riutilizzato. Non produciamo rifiuti chimici. Per quanto riguarda il commercio equo, l’intero portafoglio Alpaflor® è ora certificato ESR (Fairness, Solidarity and Responsibility) da Ecocert Environment. Abbiamo stabilito un contratto a lungo termine con una cooperativa agricola, concordando un prezzo minimo garantito e un salario equo (ci facciamo carico di tutti i rischi della coltivazione – gli agricoltori vengono pagati secondo l’area coltivata e non per la resa del materiale essiccato). Inoltre forniamo all’agricoltore un supporto tecnico gratuito grazie all’Istituto Federale Svizzero di Ricerca in Agricoltura (Agroscope) con cui collaboriamo.

D. Con quale criterio viene selezionata la specie di pianta più efficace? Può farci un esempio?
R. È molto importante selezionare la giusta specie vegetale. Ciò è possibile solo perché siamo noi a coltivare le piante (con la raccolta di piante spontanee è molto difficile distinguere tra specie vicine o anche tra diversi chemiotipi). Abbiamo osservato una grande variazione nel contenuto di attivi tra piante dello stesso genere, ad esempio all’interno del genere Epilobium. Epilobium angustifolium è la specie più comune in montagna, ma abbiamo trovato almeno altre quattro specie sulle Alpi. Dopo aver analizzato tutte queste specie, abbiamo notato che Epilobium fleischeri ha il miglior contenuto di attivi, tre volte superiore rispetto a Epilobium angustifolium.

D. Quali sono le caratteristiche delle colture di montagna ad alta quota?
R. Ad altitudini elevate, le piante sintetizzano grandi quantità di metaboliti secondari per proteggersi da condizioni ambientali difficili (come radiazioni UV, un’ampia variazione di temperatura durante il ciclo circadiano – giorno e notte – ed elevati livelli di disidratazione dovuti alla combinazione di calore e vento forte). E questi metaboliti vengono da noi estratti per la loro attività sulla pelle. Per ottenere colture ottimali, abbiamo stabilito che la migliore altitudine è quella tra 1.000 e 1.500 metri sul livello del mare. Sotto i 1.000 metri le piante sintetizzano meno attivi e sono più sensibili all’aggressione di malattie e parassiti e, oltre i 1.500 metri, la stagione è molto breve e la resa del materiale è troppo bassa. Abbiamo anche confrontato le piante alpine nel loro habitat naturale e quelle coltivate da noi e non abbiamo trovato differenze significative nel contenuto di attivo.

D. Può illustrarci come viene garantita la tracciabilità degli attivi Alpaflor®?
R. La tracciabilità è pienamente garantita grazie alla nostra filiera locale corta. Conosciamo tutti gli stakeholder (l’Istituto Federale Svizzero di Ricerca in Agricoltura, i vivai, la cooperativa di montagna e gli agricoltori), ci troviamo nella stessa zona (massimo 50 km di distanza). Abbiamo una forte relazione da quasi 20 anni e veniamo subito a conoscenza delle problematiche. La tracciabilità parte dai semi (che devono anche essere biologici), e passa attraverso le piantine nel vivaio e le giovani piante che vengono trasferite nei campi, fino alla raccolta nel momento giusto e all’essiccazione e alla frantumazione eseguita presso la cooperativa.
La cooperativa crea un lotto della pianta corrispondente ad un agricoltore, un raccolto, un campo. Noi manteniamo questa tracciabilità nella nostra fabbrica, conosciamo il nome dell’agricoltore, l’appezzamento di terra e la data delle piante utilizzate per produrre ogni chilo di attivo che viene commercializzato. DSM-Alpaflor® gestisce ogni passaggio della filiera, dal seme all’attivo.

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Technics Cosmetics

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D. Come è organizzato il vostro team di lavoro?
R. Per gestire la nostra Azienda utilizziamo Technics e tutto è organizzato per ottimizzare ogni singolo dettaglio della gestione quotidiana, dall’assistenza alla gestione delle richieste dei clienti.
Il nostro team è composto eslusivamente da tecnici, non abbiamo personale commerciale, ad oggi i clienti ci scelgono per passaparola e questo è motivo per noi di grande soddisfazione ma non solo, ci obbliga a tenere alti gli standard qualitativi del nostro lavoro.
Il nostro approccio non è mai cambiato, continuiamo ad evolvere Technics attingendo dalle quotidiane esperienze di lavoro a fianco dei nostri clienti.
Possiamo dire che ogni giorno nasce una nuova versione di Technics sempre più ricca di funzionalità; nel 2016 ad esempio abbiamo sviluppato 360 tra nuove funzioni o migliorie.
Importantissimo il fatto che abbiamo scelto di sviluppare tutto internamente, abbiamo sviluppato anche moduli “scomodi” come ad esempio la gestione delle dogane per l’alcool o la parte contabile con il rispetto delle varie normative.
Diciamo che in questo modo per noi è più difficile: i costi di sviluppo sono più alti ma ci permettono di interventire in qualsiasi momento sul programma per modificarlo e migliorarlo senza dipendere da nessuno, e, cosa fondamentale, ci consente di non dire mai “non si può fare” al cliente. Fa la differenza poi, e sono i nostri clienti a farcelo notare, l’avere programmatori che quotidianamente masticano di INCI, di quarantena e di test di stabilità.

D. Qual è lo scenario per azienda che si voglia dotare di un software gestionale?
R. Mettersi nei panni di chi deve valutare la migliore soluzione software per la propria azienda è veramente difficile, ci sono diverse variabili.
Non si tratta solo di verificare che un applicativo faccia bene tutto quello che serve, si tratta di capirne gli sviluppi futuri, il team di lavoro che c’è dietro, la loro filosofia di lavoro e non per ultimo i costi, sia quelli immediati di licenza che quelli necessari per rendere operativa l’azienda.
Come dicevo prima, la nostra scelta di aver sviluppato un’applicazione “totale” ci ha sempre ripagato, altre realtà hanno scelto la strada dell’integrazione tra applicativi diversi con tutte le problematiche che ne derivano.
Ad esempio, in Technics dopo aver inserito ed approvato una formula, la stessa viene vista in produzione, come per le specifiche che determineranno poi i bollettini di analisi; in altri scenari invece tutte queste informazioni devono passare da interfacce dati dedicate, costose e poco efficaci.
A parte le aziende che delegano le attività extra gestionali ad Excel abbiamo visto casi di strutture che utilizzano fino a 5 o 6 software differenti: laboratorio, magazzino, produzione, contabilità, pesate e metrologico; non essendo poi applicazioni native per la cosmetica necessitano di una quantità considerevole di personalizzazioni.
Technics si presenta quindi la soluzione “ready to use” con un solo partner di riferimento.

D. Qual è il cliente tipo di Technics?
R. Abbiamo una clientela piuttosto varia; per quanto riguarda le dimensioni riusciamo a far lavorare con lo stesso software sia aziende famigliari composte da 2 o tre persone, sia aziende con più di un centinaio di dipendenti. Anche se la maggior parte dei nostri clienti sono terzisti abbiamo una grossa fetta di clienti che producono a marchio proprio.
Per la tipologia di prodotti sviluppati tanti producono hair care o skin care ma negli ultimi due anni siamo partiti con tantissime aziende di make up.

D. Su cosa state lavorando? Presenterete delle novità al Making Cosmetics 2017?
R. Come le aziende cosmetiche, investiamo moltissimo tempo in ricerca e sviluppo, questo ci permette da sempre di avere una serie di moduli e funzioni sempre più ampia.
Diciamo che in genere lo spunto sul cosa fare ce lo danno i clienti, sempre molto attenti ed esigenti, noi implementiamo e insieme a loro affiniamo il tutto grazie ai loro feedback.
Nell’ultimo anno, i clienti ci hanno indirizzato nello sviluppo di applicazioni per la creazione del prezzo di vendita di un prodotto, tenendo conto di tutti i fattori costo presenti all’interno di un’azienda.

Ci saranno novità per le applicazioni internet, le aziende vogliono essere sempre in grado di reperire le informazioni necessarie, ma tutto deve essere fatto in modo realmente concreto. Ad esempio è possibile visionare formule, ingredienti e allegati tecnici da un qualsiasi dispositivo mobile, l’andamento della produzione e molte informazioni statistiche.
Anche l’integrazione con i macchinari a bordo linea riveste un ruolo chiave nei nostri piani di sviluppo, abbiamo sviluppato applicazioni che installate su monitor touch screen consentono agli operatori di interagire con le logiche della produzione: contapezzi, fermi macchina, tempi macchina e del personale, il tutto per determinare poi i veri costi di produzione dell’azienda.

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Kalis Officina Dermocosmetica

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Abbiamo rivolto alcune domande al Direttore tecnico Andrea Brunetta, figlio del fondatore dell’attività, per comprendere le caratteristiche distintive di questa azienda.

D. Siete soddisfatti dell’andamento del lavoro?
R. Il nostro lavoro segue un trend di crescita costante; quest’anno il fatturato è in aumento del 20% rispetto allostesso periodo dell’anno precedente. Inoltre abbiamo creato recentemente una nuova società che gestisce la distribuzione dei prodotti nel canale farmacia che sta dando ottimi risultati.

D. Quali sono i vostri punti di forza, in che cosa vi distinguete rispetto ai competitors?
R. Il nostro principale punto di forza è la profonda competenza tecnica e formulativa e analitica. Disponiamo di un attrezzato laboratorio R&D e controllo qualità ed internamente siamo in grado di eseguire controlli su materie prime e prodotti finiti grazie alle più moderne ed efficienti strumentazioni per le analisi chimico-fisiche e al laboratorio interno per le analisi microbiologiche. Ciò che ci distingue quindi è la messa a punto di formulazioni ad alto contenuto tecnologico e scientifico, forme particolari e raffinate che sfruttano il nostro consolidato background tecnico e i più moderni ed efficienti impianti produttivi che sono modificati in base alle nostre esigenze specifiche. Un altro aspetto fondamentale è la flessibilità in quanto la nostra azienda è strutturata e dimensionata in modo da riuscire a gestire sia produzioni relativamente piccole, che quantitativi importanti.

D. Quali sono quindi le vostre specifiche competenze formulative?
R. In questi anni abbiamo avuto il piacere di collaborare con aziende, sia di medie che di grandi dimensioni, che distribuiscono i prodotti in diversi canali formulativi, per cui abbiamo le competenze tecniche per realizzare prodotti skin care con caratteristiche diverse: da quelli per l’alta profumeria fino a quelli con impostazione farmaceutica, passando per i prodotti certificati naturali o biologici e per i dispositivi medici ad uso topico. Negli ultimi anni, grazie alla collaborazione con un noto profumiere, Roberto Dario, abbiamo sviluppato la capacità di realizzare internamente fragranze per la profumeria alcolica e per i prodotti skin care. Il laboratorio olf
attivo comprende oltre 800 materie prime specifiche per la profumeria, grazie alle quali siamo in grado di realizzare fragranze originali e raffinate.

D. Qual è la vostra situazione relativa alla Qualità?
R. La nostra azienda è certificata UNI EN ISO 9001:2015, ISO 22716:2007 (norme di buona fabbricazione), ISO 13485:2015 (produzione di dispositivi medici per uso topico). Il processo di selezione dei fornitori, di analisi delle materie prime e dei prodotti finiti e dei processi è sempre estremamente rigoroso e documentato.

Schermata 2017-07-21 alle 12.28.40D. Qual è il vostro codice “etico”?
R. Il nostro lavoro si basa sulla passione per la ricerca, la creazione e il continuo miglioramento dei prodotti, a prescindere dallo scopo puramente economico. Il nostro caposaldo è il rispetto di un proprio codice etico che ha come regole fondamentali fiducia, lealtà, onestà, trasparenza, diligenza, riservatezza, sostenibilità ambientale. Possiamo dire con orgoglio di esserci comportati sempre in maniera corretta e trasparente sia con i clienti che con i fornitori. Inoltre il nostro sito produttivo si trova in una location del tutto inusuale: le colline ai piedi delle Prealpi trevigiane e l’azienda è stata costruita con una struttura armonizzata con il paesaggio circostante. Il contesto all’interno del quali lavorano i nostri collaboratori è quindi di particolare benessere ed armonia. Infine molte risorse vengono destinate alla motivazione del personale sotto forma di formazione ed attività di team building.

D. In che cosa consiste la vostra attività di consulenza? 
R. siamo consulenti di importanti aziende internazionali per quanto riguarda le applicazioni formulative di particolari materie prime per impiego dermatologico. Relativamente ad alcune applicazioni specifiche possiamo affermare di avere delle competenze uniche che mettiamo a disposizione dei nostri clienti per lo sviluppo di formulazioni innovative.

D. Potrebbe spiegarci con maggiore dettaglio in che cosa consiste la vostra attività di ricerca cosmetica?
R. I nostri ricercatori collaborano attivamente con tre importanti Università italiane (Padova, Trieste, Ferrara) per la messa a punto della formulazione e per i test sui prodotti; inoltre, a nome Brunetta, siamo autori di oltre 40 pubblicazioni scientifiche su riviste specializzate e inventori di 5 brevetti internazionali oltre che relatori o correlatori di decine di tesi di laurea e di specializzazione.

D. In che modo supportate i vostri clienti?
R. Il nostro personale possiede delle competenze approfondite e specifiche: il team R&D è composto da farmacisti e chimici industriali e da biologi. Siamo in grado di supportare i nostri clienti in tutte le fasi: dall’ideazione del prodotto e degli studi di fattibilità fino alla realizzazione del prodotto finito, compresa la gestione del packaging e degli aspetti regolatori. Se richiesto, siamo in grado di offrire un servizio full service, ovvero prodotto chiavi in mano

D. Quale è il vostro approccio nei confronti dei clienti?
R. Ritengo che un terzista evoluto non debba semplicemente essere in grado di concretizzare delle richieste, ma debba essere propositivo e aggiornato su tutte le tendenze del mercato. Il nostro lavoro quindi consiste anche nel fornire ai nostri clienti spunti e stimoli, novità e esempi formulativi al passo con i tempi.

D. Quali sono le sfide che vi riserva il futuro?
R. Lo spazio dell’attuale sito produttivo è insufficiente rispetto alle esigenze attuali e future, per cui abbiano previsto un ampliamento della superficie produttiva e dei magazzini, che verrà realizzato entro due anni. Nel corso di quest’anno invece è previsto l’acquisto di un astucciatrice automatica e di un monoblocco per il riempimento di piccoli flaconi per potenziare l’automatizzazione del reparto confezionamento. A livello di laboratorio controllo qualità inoltre abbiamo previsto l’acquisto di alcuni nuovi strumenti ed in particolare un HPLC. Circa il 20% del nostro fatturato attuale comprende aziende localizzate al di fuori dell’Italia, ma stiamo lavorando anche nell’ottica di internazionalizzazione, con l’acquisizione di nuovi clienti e distributori esteri.

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La cronotricologia: un’arma in più per la prevenzione e la cura delle malattie dei capelli e dello scalpo

Chronotricology. To prevent and cure hair and scalp diseases 
Circadian rhythms and hair
Summary
The Circadian peripheral rhythms contribute to the regulation of hair follicle life cycle.
Subject of this article is their study in persons with tricological symptoms or problems of hair scalp due to apoptotic damages from oxidative stress when the sleep/wake cycles are modified or due to lack of melatonin secretion.


Riassunto
I ritmi circadiani periferici modulano il ciclo di vita dei follicoli piliferi. Scopo del presente lavoro è stato il loro esame in soggetti che manifestano sintomi tricologici o del cuoio capelluto riportabili a danni apoptotici da stress ossidativo, in condizioni di modificazione del ritmo sonno-veglia o in carenza di secrezione di melatonina.

Introduzione
Il ritmo circadiano (dal latino circa diem, quindi riferito ad un periodo di tempo di circa 24 ore) regola molti fisiologici processi quotidiani e il rapporto con l’ambiente circostante, come il ritmo sonno-veglia, la temperatura corporea, la secrezione ormonale. La terra ruota su stessa una volta ogni 24 ore, e il nostro sistema circadiano è stato sviluppato per adattarsi a questo ritmo in modo da utilizzare con efficienza la luce del sole; la luce, infatti, interagisce con i recettori retinici e attiva una serie di segnali che dal sistema nervoso centrale vengono diffusi a tutto l’organismo, consentendo l’anticipazione degli eventi quotidiani, che conferisce un notevole vantaggio per il risparmio di tempo e l’uso efficiente dell’energia: dalla fotosintesi nelle piante alla possibilità di procurarsi il cibo negli animali (1,2).
Il ritmo circadiano è organizzato in base ad un orologio centrale e a orologi periferici. Il ciclo chiaro/scuro coinvolge l’orologio centrale a livello del nucleo sopra-chiasmatico (SCN) che si trova nell’ipotalamo, dove regola soprattutto ritmi di attività correlate, come ad esempio i cicli di sonno/veglia, il sistema nervoso autonomo, la temperatura corporea e la secrezione di melatonina. Al contrario, l’alternanza alimentazione/digiuno coinvolge orologi periferici che si trovano nella maggior parte dei tessuti (3) e regolano processi fisiologici locali, come l’omeostasi di glucosio e lipidi, la secrezione ormonale, la risposta immunitaria, e il sistema di digestione (4). L’orologio centrale interagisce con gli orologi locali attraverso segnali neuronali e umorali, per ottenere una sincronizzazione di attività.
Recenti studi hanno dimostrato la presenza di ritmi circadiani a livello di leucociti, mucosa orale, cute e follicoli (4-9).
Il follicolo pilifero è un organo del corpo umano tra i più complicati, sottoposto ad un ciclo biologico molto complesso in cui l’alternarsi di anagen/catagen/telogen è possibile grazie a una precisa regolazione di segnali di proliferazione cellulare, migrazione e differenziazione di cellule staminali del bulge, cellule germinali, cellule della matrice, e cellule del fusto del capello. All’interno di questo ciclo sono molti i punti di regolazione dell’orologio circadiano, in diversi tipi cellulari e in diversi processi cellulari (10,11).
Recenti studi hanno cominciato ad occuparsi della presenza di ritmi circadiani a livello del bulge e delle cellule progenitrici (3,12,13). Uno studio pionieristico (8) ha individuato il bulge come il luogo chiave dell’attività circadiana periferica a livello dei follicoli dei capelli durante la fase telogen e la loro transizione verso una precoce fase anagen. Alcuni Autori (14,15) hanno evidenziato che a livello dei cheratinociti epidermici il ritmo circadiano determina la progressione della fase S del ciclo del follicolo. Un recente studio (16) ha dimostrato che le cellule della matrice epiteliale e i fibroblasti della papilla dermica sono le sedi di maggior espressione del ritmo circadiano e che a livello della matrice del follicolo esiste un ciclo circadiano autonomo che genera il quotidiano ritmo mitotico della fase anagen (il che può spiegare come mai i capelli crescano più di giorno che durante la notte (17), e siano soggetti ad alterazioni stagionali della crescita).
Il follicolo pilifero è un bersaglio di moltissime sostanze che esercitano un’azione sul suo ciclo vitale, ma è ormai stato dimostrato che il follicolo stesso (come ogni vero organo del corpo) produce molti attivi fondamentali come gli ormoni estrogeni e tiroidei, il cortisolo, la eritropoietina, la prolattina e la melatonina.
È stato evidenziato anche che il follicolo pilifero è connesso nella regolazione periferica dell’asse ormonale adrenalico-pituitario-ipotalamico. Questo significa che il follicolo ha una propria secrezione di ormoni autonoma, che auto-regola il ciclo di vita (5,6), ma che l’alterazione di questo processo fisiologico determina l’innescarsi di molte malattie dei capelli e del cuoio capelluto. La melatonina e la serotonina, in questo meccanismo autonomo ma coordinato di regolazione del ciclo del capello e del ritmo circadiano, svolgono un ruolo determinante per il mantenimento della vita del bulbo e per la produzione della melanina che determina il colore dei capelli. In particolare, la melatonina svolge una triplice azione di regolazione dei follicoli: a) effetto modulatorio e di regolazione del ciclo del capello; b) azione di blocco dei radicali liberi (radical scavenger) svolgendo attività anti-apoptotiche per stimolazione di meccanismi di riparazione direttamente sul DNA; c) prolungamento della fase di vita del bulbo (fase anagen) che determina la salute del bulbo e l’allungamento del fusto del capello. Mantiene il pigmento dei capelli e ritarda l’incanutimento. Grazie a questi meccanismi la melatonina e la serotonina hanno un ruolo fondamentale sull’alopecia areata e sull’alopecia androgenetica; sono evidenti anche gli effetti della melatonina sulla perdita di capelli provocata dalla chemioterapia e nelle forme infiammatorie che determinano l’alopecia cicatriziale.
Sulla base di queste premesse, tre anni fa il nostro gruppo ha iniziato a considerare le variabili della cronobiologia del bulbo pilifero nel contesto della cronobiologia di ogni singolo paziente, partendo dall’osservazione di casi di defluvium telogenico in cui non era stato possibile determinare una causa evidente, e di alopecia areata in pazienti che non mostravano segni chiari di malattia autoimmune, per valutare la possibile efficacia di melatonina o suoi precursori nella terapia di questi casi.
Studio preliminare

Sono stati reclutati 136 pazienti con telogen effluvium, istologicamente confermato, in cui non era stato possibile determinare una causa evidente e non responsiva alla terapia tradizionale. Per ognuno di essi è stata raccolta un’anamnesi dettagliata sulle abitudini di vita e sull’alimentazione: ore sufficienti di sonno per notte, regolarità del sonno (turni di notte, abitudini di vita, viaggi frequenti in fusi orari diversi), orari regolari dei pasti; si è considerata presente un’anomalia del ritmo circadiano per presenza di almeno due di queste alterazioni (Fig.1) e in questi soggetti sono stati valutati i livelli di melatonina salivare (ore 22,3,13) (Fig.2), il livello di cortisolo ematico alle 8 (Fig.3) e la temperatura corporea alle 3 (Fig.4).

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I risultati ottenuti hanno evidenziato un’alterazione anamnestica del ritmo circadiano (ciclo sonno/veglia, orari di assunzione di cibo, esposizione alla luce solare) nel 48,5% dei casi valutati (66 pazienti su 136), con melatonina salivare 8 volte inferiore alla norma, livelli di cortisolo 4 volte superiori alla norma, temperatura corporea media alle tre del mattino di 37,6 in assenza di episodi infettivi o infiammatori.
In questi pazienti, la terapia con melatonina a dosaggi terapeutici (10 mg/die) abbinata a serotonina (5mg/die) da assumere pochi minuti prima di coricarsi per dormire, l’applicazione di melatonina (2%) per via dermoforetica, e un controllo crono-nutrizionale hanno determinato l’arresto della caduta e la ricrescita dei capelli su tutto lo scalpo in 2 mesi dall’inizio della terapia.

Conclusioni
I cicli circadiani periferici modulano il ciclo del follicolo umano e sono una componente fondamentale per la regolazione, complessivamente considerata, del ciclo del capello (18). La considerazione dell’alterazione dei ritmi circadiani deve essere considerata in ogni soggetto che manifesti sintomi tricologici o del cuoio capelluto riportabili a danni apoptotici da stress ossidativo in condizioni di modificazione del ritmo sonno-veglia o in carenza di secrezione di melatonina (per esempio in soggetti di oltre 50 anni). Terapie adeguate con melatonina o suoi precursori (triptofano, serotonina) possono determinare la risoluzione o la guarigione di molte di queste situazioni, anche quando la terapia più tradizionale non ha dato risposte positive.

Bibliografia

1 C.S. Pittendrigh (1993) Temporal organization: reflections of a Darwinian clock-watcher. Annu Rev Physiol 55 16-54

2 P.L. Lowrey, J.S. Takahashi (2011) Genetics of circadian rhythms in Mammalian model organism. Adv Genet 74 175-230

3 F.O. James et al (2007) Expression of clock genes humanperipheral blood mononuclear cells throughout the sleep/wake and circadian cycles. Chronobiol Int 24 1009-1034

4 M. Akashi et al (2010) Noninvasive method for assessing the human circadian clock using hair follicle cells. Proc Natl Acad Sci USA 107 15643-15648

5 R. Paus, S. Müller-Röver, V.A. Botchkarev (1999) Chronobiology of the hair follicle: Hunting the “hair cycle clock”. J Investig Dermatol Symp Proc 4(3) 338-345

6 R. Paus, K. Foitzik (2004) In search of the “hair cycle clock”: a guided tour. Differentation 72(9-10) 489-511

7 M. Tanioka et al (2009) Molecular clocks in mouse skin. J Invest Dermatol 129(5) 1225-1231

8 K.K. Lin, et al (2009) Circadian clock genes contribute to the regulation of hair follicle cycling. PloS Genet 5(7):e 1000573

9 P. Janich et al (2011) The circadian molecular clock creates epidermal stem cell heterogeneity. Nature 480 (776) 209-214

10 Y. Tahara, S. Shibata (2013) Chronobiology and nutrition. Neuroscience 253 78-88

11 J. Richards, M.L. Gumz (2012) Advances in understanding the peripheral circadian clocks. FASEB J 26(9) 3602-3613

12 G.A. Bjarnason et al (2001) Circadian expression of clock genes in human oral mucosa and skin:association with specific cell-cycle phases. Am J Pathol 158 1793-1801

13 H. Fukuya et al (2007) Circadian expression of clock genes in human peripheral leukocytes. Biochem Biophys Res Commun 354 924-928

14 S. Gaddameedhi et al (2011) Control of skin cancer by the circadian rhythm. Proc Natl Acad Sci USA 108(48) 18790-18795

15 M. Geyfman et al (2012) Brain and muscle Arnt-like protein-1 (BMAL1) controls circadian cell proliferation and susceptibility to UVB-induced DNA damage in the epidermis. Proc Natl Acad Sci USA 109(29) 11758-11763

16 M.V.Plikus et al (2013) Local circadian clock gates cell cycle progression of transiet amplifying cell during regenerative hair cycling. Proc Natl Acad Sci USA 110(23) E2106-15

17 S. Comaish (1969) Autoradiographic studies of hair growth in various dermatosis: Investigation of a possible circadian rhythm in human hai growth. Br J Dermatol 81(4) 283-288

18 Y. Al-Nuaimi et al (2012) A mathematical model of the human hair cycle. J Theor Biol 310 143-159

 

da Cosmetic Technology n°6-2015

Un 2017 a colori

Schermata 2017-06-30 alle 17.25.40Merck è da sempre attenta ai trend attuali e continuamente proiettata al futuro, con proposte mirate a soddisfare le tendenze che verranno nelle prossime stagioni. Una vasta gamma di pigmenti e attivi, unita a proposte formulative innovative, consente al formulatore di soddisfare le richieste dei consumatori.

La tendenza di questo anno è la conquista di regni perduti per cercare di costruire il mondo di domani. Trasformazione e arricchimento sono gli elementi che guidano la società contemporanea. La ricerca di prodotti naturali e un ritorno al passato sono rivisitati con un twist moderno. Le donne e gli uomini di oggi richiedono performances e qualità superiori ai cosmetici e sempre più spesso identificano qualità e performance con caratteristiche legate alla tradizione e al passato. Il confine tra fantasia e realtà è indistinto, autenticità e percezione si fondono insieme. Come si riflette questa macro tendenza nel mondo del colore? Come per ogni stagione e ogni trend, non esiste una soluzione unica per tutti.

Le tipologie di consumatori a cui rivolgersi sono molteplici: le giovani ragazze, che chiedono freschezza, colori e divertimento; business women sofisticate che ricercano qualità e prodotti multi-tasking che si adattino alla loro vita estremamente impegnata. Ci sono poi le consumatrici creative, che amano sperimentare, e quelle alla ricerca del make up perfetto per un party che duri tutta la notte. I prossimi trend del Beauty e del Fashion accontenteranno tutti!

Autunno/Inverno

Questa stagione sarà caratterizzata da nude-look naturali e sofisticati. Il no-make up trend (I woke up like this!) è solo apparantemente semplice: richiede tempo e tecnica! La palette colore è tipicamente invernale, caratterizzata da tonalità marroni castagna, rossi rosati, colori scuri tipicamente invernali e essenziali per uno smoky look sofisticato. In contrasto, la stagione propone anche toni accesi e vibranti, come rossi arancio, verde acido o rosa fuchsia. Per chi osa ancora di più, il trend vedrà anche in abbinamento toni pastello, del bianco ottico o del blu denim.

Primavera Estate

La stagione calda propone tonalità pastello molto chiare e con un finish powdery. Il nero lascia il posto a grigi antracite e accesi da toni blu e tocchi sparkle. Si osano colori scuri ma estivi, come verdi esotici intensi, viola e rosso Bordeaux. Per un look più easy, si attinge ai colori della natura come verde khaki, gialli luminosi da abbinare a toni più caldi come marrone e terracotta. Questa estate sarà caratterizzata anche da tocchi accesi dei colori primari come il giallo vibrante, il blu, il verde acido. L’intera stagione è accomunata da una grande varietà di arancioni, da quello più solare e brillante alle sfumature mandarino all’avvolgente terracotta.

Focus: Incarnato Perfetto!

I trend più attuali sono lo strobing e l’effetto illuminante, per ottenere un viso fresco e luminoso tipico delle pelli più giovani. Creme, lozioni, primers, fondotinta e make up innovativi sono proposti per creare un look sano e perfetto. Questi effetti possono essere ottenuti con pigmenti perlescenti di piccole dimensioni, ideali per dare l’effetto strobing, conferendo luminosità uniforme senza effetto gloss. Altro valido strumento formulativo è rappresentato dai filler funzionali: sono polveri in grado di correggere visivamente le discromie, dare effetto soft focus, correggere le rughe, migliorare la sensorialità e il pay off delle formulazioni.

Per ogni trend e ogni stagione, Merck ha sempre qualcosa di speciale e unico da offrire per rispondere alle necessità dei clienti e del mercato cosmetico!

Per informazioni
Elena Nunno – elena.nunno@merckgroup.com
Emanuele Piras – emanuele.piras@merckgroup.com


			

WOW MOM

Schermata 2017-06-13 alle 12.34.01Fedele alla sua premessa di offrire un’assistenza sempre più completa alle propri clienti, Lubrizol sviluppa concetti di marketing innovativi supportati da competenza di lunga data nel settore delle tecnologie dei polimeri, della scienza molecolare e degli estratti botanici, così come da know-how nel campo delle formulazioni. Raggruppando insieme tutte queste competenze, Lubrizol Skin Essentials si ripropone l’obiettivo di aiutare i propri clienti con prodotti e servizi che consentano loro di accelerare e aumentare la loro creatività.

L’ultimo sviluppo che illustra questo obiettivo è un assortimento di formulazioni complete per le mamme moderne che hanno poco tempo per prendersi cura di se stesse, dovendo bilanciare la loro carriera professionale con l’essere madre e con la possibilità di trovare un po’ di tempo per la propria vita personale. Grandi lavoratrici, capaci di gestire il proprio tempo, esperte di organizzazione e armonia, sono anche interessate a curare il proprio aspetto.

Orari frenetici, stress e mancanza di sonno possono avere effetti negativi sulla pelle di una donna che, durante questa vita frenetica, necessita di attenzioni speciali.

Il tempo per un centro benessere o un salone di bellezza non è previsto nel programma giornaliero, già abbastanza pieno, di una madre, perciò Lubrizol porta questi servizi direttamente a casa sua attraverso formulazioni con la migliore combinazione di ingredienti performanti ed efficaci per curare la pelle nel modo più efficiente.

WOW MOM: Utterly a mother. Utterly a woman

Tradizionalmente, alla domanda “Cosa viene prima, l’essere madre o l’essere donna?”, le madri impegnate dei giorni nostri rispondono “Entrambe le cose: 100% madre e 100% donna”. Lubrizol è di aiuto nel rendere ciò possibile attraverso il suo ultimo kit di sopravvivenza WOW MOM che comprende quattro prodotti per la cura della pelle, offrendo alle madri impegnate la possibilità di prendersi cura della propria pelle, di ritagliarsi quel momento speciale per se stesse ogni giorno.

Ogni formulazione racchiude i benefici sensoriali di una texture sorprendente, un aspetto piacevole ed una fragranza evocativa uniti all’efficacia dichiarata dei principi attivi high-tech di comprovata efficacia.

Scopri alcuni highlights del kit di bellezza definitivo di Lubrizol:

Prepararsi per un’altra giornata intensa è più facile con Rinse off Moisturizing Radiant Facial Serum che, applicato al mattino durante o dopo la doccia, aiuta a riprendersi dopo la mancanza di sonno.

Un aspetto radioso e sano è possibile con CHROMABRIGHT® synthetic molecule che illumina visibilmente e unifica il colorito mentre LIPOCHROMAN® synthetic molecule protegge la pelle dal fotoinvecchiamento. PEMULEN™ EZ-4U polymeric emulsifier stabilizza in modo efficiente questo siero arricchito con alti livelli di glicerina ed emollienti che esaltano la morbidezza e l’elasticità della pelle dopo risciacquo.

Schermata 2017-06-13 alle 12.34.17Proseguendo con Super Protective Face Mousse SPF 10 si permetterà alla pelle di sopportare la lunga giornata affrontando lo stress e l’inquinamento ambientale.

POLLUSHIELD™ functional ingredient inserito in questa formulazione fornisce una barriera tra la pelle e le sostanze ambientali dannose e migliora le difese antiossidanti. L’associazione di questo ingrediente con filtri UV offre una migliorata protezione dall’ambiente esterno. Inoltre, ARGIRELINE® peptide – il primo peptide che rappresenta un’alternativa alle ben note procedure estetiche – riduce la comparsa delle rughe. Allo stesso tempo, NOVETHIX™ L-10 polymer agisce in sinergia con GLUCATE™ DO emulsifier per migliorare la compattezza e la stabilità di questa texture O/W.

Alla fine della giornata, Reviving Evening Facial Gel-Cream rappresenta l’alleato perfetto per riprendersi da una lunga giornata e per rifocillare la pelle. Contenente UPLEVITY™ peptide in grado di rimodellare visibilmente il contorno viso e HYANIFY™ marine ingredient che riempie la pelle e la aiuta a recuperare il volume perduto, questa formulazione favorisce un aspetto riposato e ringiovanito.

La sua texture traslucida fornita da PEMULEN™ EZ-4U polymeric emulsifier e CARBOPOL® Ultrez 21 polymer rilascia acqua sulla pelle, rinfrescandola e rifornendola di energia.

Infine mantenere una figura tonica e definita, nonostante il poco tempo a disposizione per la palestra, è possibile con Cold Firming Body Night Cream. Applicato prima di dormire aiuta a massimizzare il risultato dell’allenamento grazie ad ACTIGYM™ marine ingredient che simula l’effetto dell’esercizio di resistenza per ridefinire le aree più sensibili a cedimenti a causa dell’invecchiamento o di insufficiente attività fisica.

Conservata a -20°C, questa morbida crema con effetto memory shape dato da NOVETHIX™ L-10 polymer, offre una sensazione iniziale di fresco e permette di regalarsi un lungo massaggio corporeo lasciando la pelle morbida ed elastica.

Come Lubrizol Skin Essentials, Lubrizol e Lipotec offrono ampie competenze nello skin care che combinate rendono possibile lo sviluppo di soluzioni uniche, innovative e più naturali.

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Per informazioni
Antonio Tedesco – Lipotec
tel 051 0392642
atedesco@lipotec.com  –  commercial@lipotec.com
www.lipotec.com

I colori di oggi

Il make up resta una prerogativa di bellezza, femminilità e giovinezza e spesso anche il primo cosmetico acquistato da un’adolescente. Questa popolarità, fortemente legata alla natura dei prodotti, impone un frenetico rinnovamento delle formulazioni e del loro posizionamento sul mercato. Il make up, probabilmente più di ogni altra cosa, è un indicatore del tempo, poiché riflette le mutevoli influenze artistiche e culturali, i modi di espressione e gli stili di vita. 

1NoMakeUp 

Viviamo un tempo in cui le storie sono raccontate per immagini, dove sfera pubblica e privata si mescolano, dove la trasparenza si pone come valore centrale…e la bellezza è espressa (quasi) senza trucco. Negli ultimi anni, uno spirito minimalista ha invaso il make up. Oggi ciò si traduce dedicando diversi giorni alla settimana al detox, così che la pelle possa respirare ed eliminare tutte le tracce di pigmenti. Le attrici mostrano sui social come si svegliano senza make up. Senza adottare queste pratiche estreme, il voler restare quasi permanentemente sotto i riflettori richiede alcuni “trucchi di naturalezza”. Mentre i selfie sono in piena espansione e, allo stesso tempo, la qualità delle immagini (su smartphone, TV o cinema) è in costante miglioramento, anche i brand si stanno adattando: un kit di make up virtuale per i selfie sotto forma di un’app o una linea di make up ad alta definizione riformulata e rinominata “ultra HD” (testata con smartphone). Le texture diventano ancora più impercettibili o permettono di imitare l’uso di un filtro Instagram, per un risultato perfetto. Il Contouring (che implica la combinazione di tonalità chiare e scure per scolpire i contorni del viso, modificare la percezione dei lineamenti e renderli più armoniosi) e lo Strobing (mettere in luce certe zone del viso con dei riflessi studiati per dare loro volume) sono tecniche che provengono dall’universo artistico. Queste sono tecniche difficili da padroneggiare da donne di tutto il mondo, e ormai anche da uomini, e ciò fa si che nascano delle texture adatte al grande pubblico. Ispirati dalla fotografia e dai video, i marchi lanciano degli ideali di pelle: illuminante crema in polvere, correttore soft focus, siero correttore trasparente con agenti ottici di miglioramento. E il linguaggio cosmetico include termini usati per altre discipline, come angoli, miglior profilo, effetto photoshop o istantaneamente-impeccabile

Evanescenza

Schermata 2017-06-13 alle 10.57.58Luce, trasparenza e freschezza sono parole che suonano bene insieme, almeno per quanto riguarda le texture dell’incarnato. Quando si cerca la leggerezza, devono coesistere funzionalità contrastanti tra loro: texture fresche (accentuate dal bagliore), senza un effetto materiale ma duraturo, impalpabile e coprente, dal colore discreto e puro. Si assiste a una tale sofisticazione delle emulsioni che anche i fondotinta per pelli mature, i più coprenti, non sono più sinonimi di maschere e disidratazione. Come una vera seconda pelle, l’emulsione rivendica una paradossale trasparenza dei suoi pigmenti (che ravvivano il colore naturale della pelle grazie a proprietà di riflesso molto superiori a quelle di un pigmento tradizionale). Ma i prodigi di fluidità extra fine si esprimono soprattutto attraverso delle sensorialità di forme liquide: oli, acque, essenze, sieri che colorano la pelle in totale trasparenza. 

Un massaggio con un siero potrebbe così sostituire il fard. E l’olio emerge nel make up di occhi, guance, labbra e anche delle unghie. Con un effetto inchiostro, colora le labbra con pigmenti saturi, li nutre fondendosi senza l’effetto appiccicoso in un nuovo rituale di make up. Ugualmente, spray e basi impercettibili preparano e riempiono, anche da fuori, la pelle, riducendo la brillantezza ma catturando la luce per una pelle impeccabile.

Carnagione

Per diventare skin perfectors, le formule continuano a rispondere alla tendenza, ormai cult, del nudo ma con un assoluto bisogno di personalizzazione. Ciò si accorda con l’attuale varietà etnica che aumenta il numero delle tonalità della pelle e un forte senso di valorizzazione delle individualità. Le formule si sincronizzano alla pelle con un prodotto di carnagione “mimetica”. Questo si adatta al tono della pelle, identifica la natura della stessa per correggere i suoi difetti (pori dilatati o secchezza) attraverso perliti e polimeri invisibili, regola il riflesso della luce al tasso di sebo garantendo un risultato perfetto tutto il giorno. I consumatori possono scegliere fra una gamma infinita di sfumature proposte all’interno della stessa linea, come se fossero preparate per una carnagione “specifica”. Un’altra alternativa alla personalizzazione è il “fai da te”: una concentrazione di pigmenti puri aggiunti goccia a goccia allo skin care giornaliero. Al di là della carnagione, è un’esplosione da 50 a 100 varietà di colori in ogni gamma che aumenta il piacere, il gioco e l’esperienza, da soli, con amici o al punto vendita. Tutto porta a dissacrare la tecnica di trucco, il prodotto e il suo prezzo.

Curiosità estetiche 

L’imperfezione ispira. Lontano da stereotipi, tira fuori una personalità atipica, un singolare dettaglio o anche un certo difetto. Le passerelle mostrano modelli inquietanti che sfilano con falsi brufoli e finta acne, mostrando apparecchi ortodontici o anche sorrisi senza denti, facce decorate con arancio pastello o completamente sbiancate con sopracciglia che creano una bellezza irreale, livida e quasi cadaverica. 

Nessuno sforzo è fatto per nascondere occhiaie che esprimono l’emozione dello sguardo ma che anzi sono accentuate con l’ombretto marrone. 

Skin Care

Oggi lo skin care e il make up sono diventati inseparabili, al punto da rendere difficoltoso capire quale dei due supporti l’altro.

Da sempre, ogni età ha le sue preoccupazioni: gli adolescenti nascondono i segni dell’acne con un make up seboregolatore, le donne mature cercano prodotti arricchiti con ingredienti rimodellanti o anti-age. Tutti i prodotti make up dovrebbero offrire a tutti i consumatori qualità trasversali di base, come l’idratazione, l’anti-inquinamento, la radiosità o la freschezza. Per esempio, gli spray fissanti combinano molti benefici della cura della pelle. Essi infatti opacizzano, rinfrescano, evitano che le particelle inquinanti aderiscano alla pelle o ancora proteggono quest’ultima dagli effetti ossidanti della luce blu. Viceversa, lo skin care prende in prestito i segreti della perfezione immediata del make up

Spesso leggermente colorati, i prodotti skin care cercano un’illusione ottica immediata che fidelizza l’utilizzatore, permettendogli di aspettare che il trattamento faccia effetto.

Ingredienti soft focus, pigmenti rosa-albicocca che donano un aspetto sano, riflettori di luce che distraggono. E questa “cura di colori” livella la pelle e restituisce la sua naturale luminosità, come un raggio di sole sul viso durante il trattamento.

Applicazioni

L’innovazione punta sulle combinazioni. I profumi quindi arrivano negli smalti per unghie e nei rossetti per donare, durante l’applicazione, un ricordo olfattivo del brand.  Al contrario, i brand degli smalti si ispirano ai flaconi dei profumi per conquistare il consumatore. I colori stessi sono protagonisti di trasposizioni inedite: il viola scuro o il nero dalle unghie arrivano alle labbra; i lobi e le estremità delle orecchie sono decorati con colori accesi o con un effetto metallizzato, come gioielli multicolori. I prodotti stessi permettono giochi di sovrapposizioni e di polivalenza con un top coat sulle labbra (termine preso in prestito dal nail care), che sfumano le tonalità, oppure un mascara rosa fluo, verde giada, blu ceruleo applicato all’estremità delle ciglia precedentemente truccate di nero, o su ciglia finte extra large. Certe formule di rossetti si ispirano alle emulsioni dei fondotinta o promettono un effetto nude sulle labbra con una formula 3 in 1: preciso come una matita, long-lasting come l’inchiostro, confortevole come un balsamo. Altre hanno multiple applicazioni come per esempio un primer-fondotinta-correttore-polvere o presentano improbabili formulazioni (una polvere liquida, un olio-gel che fa risaltare i colori, un fard che non è né polvere, né crema), o sono modulabili, come i rossetti che danno sfumature diverse in base al pH delle labbra.

Tecniche

Quando una confezione o un gesto stimolano la fantasia, è possibile utilizzare lo spray sullo smalto per unghie o trasformare il cuscinetto di un astuccio in un pennello o in un applicatore per rossetti. Come il loro nome indica, le “combo” mischiano tubetti e tappi, contenendo due prodotti in uno. In questo modo, nello stesso astuccio vengono trasportati sia il fondotinta che l’illuminante, sia il fard che il rossetto liquido e sia la crema che il pennello. Anche le abitudini dei make up artist ispirano i brandPer esempio, il designer curva la custodia dell’eye liner per una presa più precisa ed ergonomica, imitando il make up artist che piega il pennello per una maggiore agilità. Lo specialista mondiale dei colori, Micheal Pastoureau, scrive: “Dopo i sei colori di base vi sono, in secondo piano, i mezzi toni (rosa, marrone, arancione, viola e grigio) e un’infinita gamma di tonalità in continua creazione. Si impara una lezione importante: un colore esiste perché lo guardiamo. Ciò è effettivamente solo una produzione dell’uomo”. Analogamente, il make up esiste solo perché sperimentiamo con esso. Immaginare come questo riflette con la luce, interagire con la materia prima, cambiare la destinazione d’uso… fa tutto parte del rinnovo quotidiano della bellezza contemporanea.

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… c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, non perderti lo Speciale Make Up sul n°3/2017 di Cosmetic Technology 

Il lato verde del make up

Green, vert, verde è il termine cosmeticamente più attuale. Non solo è il colore di tendenza del 2017 ma è anche un solerte invito ad abbracciare uno stile di vita più consapevole, rispettoso e in armonia con l’ambiente. Ispirarsi alla natura e trarre insegnamento da essa: ecco quindi che gli ingredienti di origine naturale/vegetale sono entrati prepotentemente anche nelle formulazioni come parte integrante dell’approccio olistico alla cosmesi. Questa tendenza ha avuto il suo incipit nel campo dello skin-care, ma in breve si è diffusa anche nel settore parallelo, cioè nel make up. Con l’introduzione nelle formule di attivi di origine naturale il trucco è stato sdoganato dal semplice ruolo di colorare la pelle ed ha assunto una veste più completa: il colore abbinato al trattamento. Texture sempre più leggere, di facile utilizzo ma soprattutto alleate dell’epidermide perché ricche di principi attivi che aiutano a mantenerne l’equilibrio fisiologico. Per sottolineare e rafforzare questo proposito spesso viene associata la regola less is more: pochi ingredienti di base per permettere ai principi attivi di esprimere pienamente la loro funzionalità ed al colore di manifestarsi in tutta la sua intensità.

Un olio vegetale che sta ritornando prepotentemente, soprattutto come ingrediente d’elezione per la formulazione dei rossetti, è l’olio di ricino. Negli anni novanta l’utilizzo di questa materia prima era diminuito in maniera consistente perchè sostituita da esteri con una maggiore resistenza all’ossidazione, ma ultimamente sta vivendo una “seconda giovinezza” sia tal quale, che modificata attraverso specifici processi di sintesi.

Ecco alcuni esempi:

Castor Isostearate Succinate agente glossante polimerico che deriva da un esclusivo processo a due fasi: l’olio di ricino viene prima polimerizzato con acido succinico, successivamente i gruppi idrossilici residui vengono fatti reagire con acido isostearico. Si crea così un polimero dall’elevata capacità di impartire brillantezza al prodotto finito, ottimo bagnante e disperdente dei pigmenti, elasticizzante ed emolliente.

Ricinus Communis (Castor) Seed Oil (and) Hydrogenated Castor Oil di aspetto e consistenza molto simile al petrolatum di cui rappresenta una valida alternativa, soprattutto nei prodotti per labbra.

Sempre tra gli oli di origine vegetale ne possiamo ricordare alcuni noti perché contenenti principi attivi di comprovata funzionalità cosmetica:

Lupinus Albus Seed Oil, ricco di carotenoidi e vitamina E, ha elevate proprietà anti-ossidanti ed anti-radicaliche.

Pyrus Malus (Apple) Seed Oil fonte di acidi grassi oleico e linoleico, emolliente e restituivo, dal colore giallo pallido derivato dalla spremitura dei semi di mela alpina.

Nelle polveri cosmetiche quali ciprie, ombretti, fard si affianca alla tendenza mineral l’utilizzo di filler rivestiti con burri vegetali.

Talc (and) Mangifera Indica (Mango) Seed Butter (and) Tocopheryl Acetate

Mica (and) Mangifera Indica (Mango) Seed Butter (and) Tocopheryl Acetate

Talc (and) Theobroma Cacao (Cocoa) Seed Butter (and) Tocopheryl Acetate 

– Mica (and) Theobroma Cacao (Cocoa) Seed Butter (and) Tocopheryl Acetate

La texture diviene più performante perché non solo si migliora l’adesione del prodotto alla pelle, ma si apporta emollienza riducendo la sensazione di secchezza, soprattutto per le carnagioni particolarmente sensibili. Ecco quindi l’evoluzione: da prodotti semplicemente in grado di “coprire” a cosmetici che in leggerezza levigano e perfezionano, mantenendo idratata la pelle.

Dal ciclo vitale di alcune particolari piante che vivono in territori ostili alla sopravvivenza si è preso spunto per lo studio dell’attività di specifiche molecole. In particolare:

Glyceryl Glucoside derivato da Myrothamnus flabellifolia (definita anche “pianta della resurrezione”), un piccolo arbusto che vive nel deserto africano dove sussistono condizioni climatiche estreme per diversi mesi all’anno: lunghi periodi di siccità, elevata temperatura, esposizione prolungata alle radiazioni solari. Nonostante ciò la pianta è in grado di sopravvivere grazie alla presenza di questa molecola che protegge le cellule nei periodi di siccità, facendo in modo che cadano in una sorta di quiescenza trattenendo la poca acqua disponibile. Con l’arrivo delle piogge la pianta si “risveglia” ed è in grado di riprendere velocemente le sue funzioni vitali. Questo meccanismo può essere sfruttato anche a vantaggio della pelle, perché l’attivo ha un’azione simile all’acido ialuronico e quindi ha elevata capacità di trattenere l’acqua, protegge la struttura delle membrane cellulari, agisce da anti-ossidante, difende l’epidermide dalle screpolature.

Ectoin derivato aminoacidico ritrovato in microrganismi estremofili che vivono in un lago salato del deserto egiziano in condizioni decisamente ostili per la sopravvivenza. La molecola è in grado di legare acqua creando uno guscio di idratazione attorno alle biomolecole cellulari preservandone l’integrità. Allo stesso modo l’ectoina svolge un’attività multifunzionale proteggendo le cellule cutanee dagli stress a cui sono quotidianamente sottoposte: radiazioni UV, sbalzi termici, inquinamento. Risulta quindi svolgere un’efficace azione globale antiaging riducendo le TEWL (trans epidermal water loss), diminuendo la profondità delle rughe di espressione ed aumentando l’elasticità cutanea.

C’è da credere che dal laboratorio cosmetico a cielo aperto che è la natura arriveranno sempre nuovi stimoli e ispirazioni che la ricerca applicata alla cosmetica sarà in grado di tradurre in materie prime per una bellezza sempre più verde.

Per informazioni
Giuseppina Viscardi
Consulente cosmetico
giuseppinaviscardi@tiscali.it

da Cosmetic Technology 2 – 2017


			

Rigano Laboratoires

I Laboratori Rigano per l’anno in corso propongono i seguenti corsi di formazione professionale:

15-17 maggio 2017
Corso avanzato di formulazione: prodotti solari
Destinato a responsabili sviluppo e tecnici di laboratorio che desiderano approfondire le tecniche formulative di prodotti solari, categoria sempre più importante e articolata.

26-30 giugno 2017
Corso base di formulazione
Destinato a chi desidera sviluppare e approfondire le più recenti strategie formulative di prodotti cosmetici.

10-13 luglio 2017
Corso avanzato di formulazione: le emulsioni
Destinato a responsabili sviluppo e tecnici di laboratorio che intendono aggiornare le proprie esperienze preparative, le tecniche per formulare e per fabbricare emulsioni.

19-21 luglio 2017
Corso per valutatori di sicurezza di prodotti cosmetici
Destinato a responsabili sviluppo e tecnici di laboratorio che desiderano acquisire competenze nel campo regolatorio, in particolare in riferimento alla normativa europea e al Regolamento 1223/09.

E ancora:
Corso base di formulazione: prodotti make up
Corso “Pianeta capelli”: detersione e trattamento
Corso base: valutazioni sensoriali in cosmetica

Per informazioni
Elena Capellari – Segreteria Amministrativa
tel 02 66988598
info@ilcosmetologo.com
www.ilcosmetologo.com/it/corsi.php


da Cosmetic Technology 2 - 2017

Intervista a Bettina Jackwerth

Schermata 2017-03-21 alle 09.59.32D. L’olio di palmisto costituisce un’importante materia prima per l’industria cosmetica. Ci spiega perchè?

R. Oggigiorno, sempre più ingredienti utilizzati nell’industria cosmetica sono a base di materie prime rinnovabili. L’olio di palmisto è uno dei più importanti in virtù delle sue proprietà chimiche. L’esclusiva distribuzione delle catene, ad elevata percentuale di catene C12-14, rendono la sua composizione ideale per gli ingredienti personal care, e soprattutto per i tensioattivi di base. Questo è il motivo per il quale è difficile per la nostra industria, sostituire l’olio di palma.

D. Perché da diversi anni ormai, BASF si è impegnata a favore dell’olio di palma sostenibile?

R. Nel giro di dieci anni, la crescente domanda di prodotti a base di olio di palma e l’espansione delle piantagioni di palma, soprattutto in Indonesia e Malaysia, hanno non soltanto distrutto foreste e terreni ad elevato valore, ma anche ridotto la biodiversità. Allo stesso tempo, l’olio di palmisto è insostituibile per la nostra industria, in virtù delle sue caratteristiche intrinseche. Questo dilemma pone dunque una grande responsabilità sulla nostra industria. Essendo uno dei principali produttori nel panorama globale del personal care, la nostra azienda, lavora un numero elevato di materie prime a base di olio di palma e noi crediamo che l’olio di palma sostenibile sia una realtà possibile. Ciò malgrado, potremo proteggere le risorse naturali nei paesi produttori, solo con la collaborazione di tutti gli stakeholders della catena di valore.

D. Quali sono i progressi compiuti ad oggi?

R. BASF è uno dei fornitori leader per l’industria cosmetica. Oggi offriamo in tutto il mondo oltre 120 ingredienti personal care a base di olio di palmisto sostenibile certificato RSPO, che copre tutte le funzionalità, da tensioattivi a emulsionanti ed emollienti fino ai surgrassanti, agenti perlanti e molto altro. Dal lancio dei nostri primi ingredienti certificati RSPO nel 2012, ci stiamo spostando continuamente verso una gamma di prodotti sempre più comprensiva che permetterà ai nostri clienti dell’industria cosmetica, di sviluppare formulazioni in grado di soddisfare la crescente domanda di ingredienti sostenibili certificati.

In qualità di fornitore strategico e attore di collegamento fra produttori di materie prime e produttori di cosmetici, abbiamo deciso di investire nell’approvvigionamento dell’olio di palma sostenibile: dal 2004 BASF è infatti membro di RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil) e supporta i progressi nel campo dell’olio di palma indirizzando la catena di fornitura verso prodotti certificati. Il Palm Commitment di BASF è stato dapprima pubblicato nel 2011 ed ampliato nel 2015, ed include anche una panoramica su come fare in modo che l’olio di palma sostenibile diventi la norma per l’industria, oltre ad una valutazione dei progressi compiuti. Lo stesso anno, BASF è diventato membro del Gruppo Direttivo dell’High Carbon Stock (HCS) ed ha conseguentemente integrato i criteri dell’approccio HCS nella sua Politica di Approvvigionamento dell’Olio di Palma. Lo scorso anno, siamo riusciti ad incrementare il nostro volume di acquisto di olio di palmisto sostenibile certificato RSPO fino a 158,000 tonnellate. Più del 56% dell’olio di palmisto sostenibile da noi approvvigionato è certificato RSPO e rintracciabile fino al frantoio. Inoltre, abbiamo espanso la nostra rete globale di siti certificati. In totale, 19 siti produttivi BASF in Asia, Europa, Nord e Sud America, sono certificati RSPO. Continueremo il nostro percorso e intendiamo condividere i nostri progressi nel trasformare il mercato, nel nostro primo Palm Progress Report che sarà disponibile ad in-cosmetics, Londra.

Schermata 2017-03-21 alle 10.00.07D. Ci sono materie prime alternative alla palma per l’industria cosmetica?

R. Non per l’immediato futuro. In questo momento non vi sono alternative rinnovabili, commercialmente fattibili, all’olio di palma e di palmisto per la nostra industria. In primo luogo, è difficile sostituirlo in ragione delle proprietà chimiche sopra menzionate. Inoltre, dobbiamo ricordare che gli oli di palma hanno la maggiore resa per ettaro, rispetto ad altre coltivazioni che producono olio. Quindi si deriva più olio dall’area coltivata.

D. Quali sono le condizioni più importanti per i prodotti a base di olio di palma sostenibile?

R. Trasformare il mercato indirizzandolo verso prodotti a base di olio di palma sostenibile, il modo in cui l’olio di palma è prodotto e approvvigionato deve divenire maggiormente sostenibile e trasparente. Un sistema di certificazione affidabile ed il massimo della trasparenza, così come misure sociali per le comunità locali, soprattutto per i piccoli coltivatori, sono passi fondamentali per prodotti a base di olio di palma sostenibile, inclusa la tutela delle foreste ad elevato carbon stock.

D. Perché è così importante coinvolgere gli agricoltori?

R. Ricordiamoci che circa il 40% dell’olio di palma del mondo è prodotto da piccoli agricoltori. Essi e le loro famiglie dipendono dall’olio di palma per il proprio sostentamento e necessitano di incrementare la resa delle terre che coltivano. I metodi di agricoltura sostenibile, una produzione efficiente, nonché standard di salute e sicurezza occupazionale elevati, sono soltanto alcune delle condizioni più importanti per la produzione di olio di palma certificato. I piccoli agricoltori possono imparare a soddisfare questi requisiti in modo locale, mediante programmi di formazione dedicati. BASF lavora con le organizzazioni della società civile ed altri partner della catena di fornitura per supportare progetti relativi ai piccoli agricoltori. Grazie alla nostra più recente collaborazione stiamo raggiungendo circa 5.500 agricoltori locali. Mediante questi progetti vogliamo instaurare, congiuntamente, catene di fornitura sostenibili per l’olio di palma e di palmisto che migliorino le condizioni di vita dei piccoli agricoltori e che siano eleggibili per la certificazione, conformemente ai criteri di RSPO.

D. Quali saranno quindi i vostri prossimi passi verso l’olio di palma sostenibile?

R. BASF sta lavorando a stretto contatto con i propri partner della catena di fornitura per trasformare il mercato indirizzandolo verso l’olio di palma responsabile. Ampliamo continuamente la nostra conoscenza e condividiamo la nostra expertise con il mercato, anche per supportare i nostri clienti in questo viaggio, ad esempio con conferenze web e simposi per approfondire la conoscenza degli oleo-derivati a base di palma. All’in-cosmetics di Londra, quest’anno, BASF ospiterà il secondo Palm Dialog. Diversi attori della supply chain parteciperanno così ad una discussione costruttiva. Siamo convinti che tutti gli attori della supply chain, BASF inclusa, debbano contribuire a trasformare il mercato. E noi facciamo del nostro meglio affinché i nostri clienti possano contare su di noi per raggiungere i loro obiettivi.

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Per informazioni
Lorenzo Agrati – lorenzo.agrati@basf.com
www.carecreations.basf.com

 

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