Nutraceutici e integratori alimentari: dalla materia prima al marketing e loro impiego in clinica

Dipartimento di Scienze del Farmaco Università di Pavia
Nutraceutici e integratori alimentari: dalla materia prima al marketing e loro impiego in clinica
Master di II livello

Coordinatore del Corso:
Prof.ssa Adele Papetti

Data di inizio e fine: 28/2/2026 - 28/6/2026.

Attività pratiche di laboratorio: dal 30/6/2026 al 7/6/2026 (da confermare)

Apertura iscrizioni: 22/9/2025.

Termine iscrizione: 6/2/2026 seguendo le modalità indicate dal bando.

Il master è rivolto sia a neolaureati sia a lavoratori già operanti in aziende, farmacie e parafarmacie, Enti di Ricerca o organismi di controllo dei prodotti alimentari e società di consulenza comunicazione e marketing). Il Master, alla sua V edizione, si propone di rispondere alle richieste sempre crescenti da parte delle aziende alimentari e farmaceutiche di figure professionali qualificate. 

Il Master è di durata annuale articolato in: didattica frontale, seminari, esercitazioni pratiche per affrontare sul campo le principali problematiche relative alla progettazione, sviluppo, formulazione e al controllo analitico di un prodotto finito, visite presso aziende del settore nutraceutico. È infine previsto un tirocinio curriculare presso aziende del settore o enti di ricerca. Punti di forza del Master sarà da un lato la possibilità di svolgere attività pratica di laboratorio in collaborazione con specialists del settore e SIFNut e dall’altra la presenza di docenti provenienti da Aziende, Associazioni di Settore e Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico che copriranno la quasi totalità della didattica frontale e di laboratorio.

OBIETTIVI professionali
SBOCCHI PROFESSIONALI
INFORMAZIONI GENERALI
Coordinatore del Corso:
Prof.ssa Adele Papetti
Data di inizio e fine: 28/2/2026 - 28/6/2026.
Attività pratiche di laboratorio: dal 30/6/2026 al 7/6/2026 (da confermare)
Apertura iscrizioni: 22/9/2025.
Termine iscrizione: 6/2/2026 seguendo le modalità indicate dal bando.

Master biennale di II livello in Discipline Regolatorie “G. Benzi”

Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani”
Università di Pavia
Master in Discipline Regolatorie “G. Benzi”
Master Biennale di II livello

Coordinatore del Corso:
Prof.ssa Maurizia Dossena Il master biennale si terrà in modalità online su piattaforma dedicata.

L’Università degli Studi di Pavia ha istituito per il biennio accademico 2025-2027 la XXII edizione del Master Universitario Biennale di II livello in Discipline Regolatorie “G. Benzi”, presso il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Lazzaro Spallanzani”. Il Master ha lo scopo di fornire a laureati di diverse discipline le competenze necessarie per la formazione di nuove figure professionali nel campo delle attività regolatorie, oggi richieste dalle Aziende e dalle Autorità operanti nel Settore Sanitario ed Industriale.

Le Discipline Regolatorie sono costituite dall’insieme delle nozioni scientifiche, tecniche, economiche, legali ed amministrative atte a definire le regole e gli strumenti per amministrare tutta la materia riguardante produzione, sperimentazione, immissione sul mercato ed utilizzo, entro termini di efficacia, qualità e sicurezza, delle sostanze esogene ad uso umano ed animale (specialità medicinali, integratori alimentari, dispositivi medici, cosmetici, etc..).

OBIETTIVI professionali
SBOCCHI PROFESSIONALI
Contatti: Prof.ssa Maurizia Dossena
maurizia.dossena@unipv.it

Prodotti Nutraceutici: dalla Ricerca e Sviluppo al Marketing

Dipartimento di Farmacia Università Federico II di Napoli
Prodotti Nutraceutici:
dalla Ricerca e Sviluppo
al Marketing
Master di II livello

Coordinatore del Corso:
Prof.ssa Maria Daglia
Data di inizio e fine: febbraio 2026 – marzo 2027.

Il master si terrà in modalità online su piattaforma dedicata.

Il Master ha lo scopo di fornire una formazione post-laurea altamente qualificata nel settore della Nutraceutica, disciplina che studia i componenti alimentari aventi effetto nutritivo o fisiologico che svolgono un ruolo benefico sull’organismo, contribuendo al mantenimento dell’omeostasi e pertanto utili per la conservazione di un buono stato di salute e per la prevenzione delle patologie croniche.   

Il termine “Nutraceutica”, sintesi delle due parole “nutrizione” e “farmaceutica”, è stato coniato nel 1989 da Stephen De Felice, nutrizionista e biochimico americano, membro della Foundation for Innovation in Medicine (New Jersey, USA). Con il termine “nutraceutico” vengono pertanto identificati specifici componenti di alimenti (di origine sia vegetale sia animale), sostanze e prepararti vegetali e microorganismi, che per le loro proprietà funzionali si collocano tra l’alimento e il farmaco e possono essere impiegati da soli o in miscela nella produzione degli integratori alimentari. 

Da oltre un decennio il mercato degli integratori alimentari è in crescita a livello mondiale. Nel 2025 il mercato italiano vale circa 5 miliardi di euro, rappresentando più del 25% per mercato Europeo seguito dalla Germania, Francia e Spagna. Il fatturato italiano si traduce in ben oltre 300 milioni di confezioni vendute, prevalentemente commercializzate tramite il canale Farmacia, rappresentando la seconda categoria per valore generato dopo il farmaco su prescrizione (dati aggiornati a luglio 2025). 

Questa consolidata tendenza positiva, da un lato, ha indotto l’industria farmaceutica, nell’ambito di strategie di diversificazione della produzione, a inserirsi nel settore della Nutraceutica, un tempo appannaggio della sola industria alimentare e, dall’altro, continua a portare alla nascita di nuove aziende produttrici o di distribuzione, sia di materie prime da impiegare quali ingredienti nella preparazione degli integratori alimentari sia di prodotti finiti, con un totale di oltre 200.000 addetti assunti dall’intera filiera. 

In questo contesto, sia l’industria farmaceutica, sia quella alimentare, sia quella dei prodotti salutistici richiedono sempre maggiormente figure professionali dotate di tutte le competenze scientifiche e metodologiche necessarie per operare nell’ambito della Nutraceutica.

OBIETTIVI FORMATIVI
SBOCCHI PROFESSIONALI
Contatti: Prof.ssa Maria Daglia

www.masternutraceutici.it
maria.daglia@unina.it

Opinion Leader • CT5, 2025

Barbara Olioso

Opinion Leader • CT5, 2025

Formulazioni naturali per l’haircare: quando fanno davvero la differenza

Negli ultimi dieci anni, il mercato dell’haircare ha visto una profonda evoluzione. Shampoo e balsamo, un tempo visti come semplici prodotti “di servizio”, sono oggi parte di un rituale di benessere che combina cura estetica, salute dei capelli e rispetto per l’ambiente.

Questa trasformazione non è solo narrativa: i numeri confermano una tendenza strutturale. Il mercato globale dei prodotti haircare naturali vale circa 10,2 miliardi di dollari (2024) e si prevede raggiungerà quasi 17 miliardi entro il 2030, con una crescita annua composta di circa 9,4%, ben superiore al tasso del mercato hair & scalp nel complesso (~6,4% nello stesso periodo) (1,2).

La crescente sensibilità verso prodotti naturali, la sostenibilità delle filiere e la riduzione di ingredienti percepiti come aggressivi hanno trasformato l’intero settore. Tuttavia, parlare di naturale non significa soltanto cavalcare un trend di marketing. Nel caso dell’haircare, adottare un approccio formulativo green può tradursi in differenze concrete per il consumatore: maggiore delicatezza, tollerabilità cutanea, nuovi benefici sensoriali e, soprattutto, una migliore attenzione alla salute dello scalpo. L’utilizzo di oli essenziali in concentrazioni sicure aggiunge anche i benefici dell’aromaterapia e benessere.

Dal punto di vista del consumatore, scegliere prodotti a connotazione naturale significa ottenere benefici percepibili che vanno oltre la semplice etichetta “senza sostanze chimiche”.
• Delicatezza sulla cute: tensioattivi derivati da zuccheri o aminoacidi (come glucosidi e glutammati) detergono rispettando il film idrolipidico, riducendo secchezza e irritazioni tipiche di alcuni solfati tradizionali.
• Benessere sensoriale: oli vegetali, estratti botanici e ingredienti da chimica verde donano morbidezza e lucentezza, con un effetto che il consumatore associa a una “cura autentica”.
• Colorazioni più gentili: le tinte che impiegano pigmenti vegetali riducono la sensazione di aggressività sulla fibra e sul cuoio capelluto, pur con limiti in termini di performance cromatica.
• Sostenibilità ambientale: prodotti solidi, ingredienti biodegradabili e materie prime da sottoprodotti agricoli comunicano un impegno concreto per l’ambiente, un valore sempre più apprezzato dai consumatori eco-consapevoli.

Questi vantaggi, quando reali e non solo dichiarati, rafforzano la fiducia del consumatore e giustificano la disponibilità a pagare un prezzo premium.

Dietro questi benefici si nascondono sfide tecniche che possono rendere il processo formulativo più complesso e a volte anche più lungo.

• Tensioattivi solfati: la sostituzione richiede blend di glucosidi, taurati e sarcosinati capaci di garantire efficacia lavante senza perdere in schiumosità e stabilità. La sfida è bilanciare detergenza delicata e percezione di “pulito profondo” a un prezzo ragionevole.

• Composti ammonici quaternari: storicamente i più utilizzati per l’elevato potere districante, ma la loro sostituzione rappresenta una sfida per i formulatori. Oggi esistono diverse alternative più sostenibili: esterquat da oli vegetali, derivati da zuccheri e acidi grassi, oltre a innovativi amino-lipidi, che offrono buone proprietà condizionanti pur con uno slip generalmente meno immediato rispetto ai quaternari classici. Si stanno inoltre affermando cationici biodegradabili di origine ibrida, in grado di coniugare un buon profilo ambientale con prestazioni più vicine a quelle dei sistemi tradizionali.

• Henné, indigo e altri pigmenti vegetali: rappresentano soluzioni molto più delicate rispetto alle tinte convenzionali, ma non consentono un cambio radicale del proprio colore naturale. Tuttavia, esiste una gamma cromatica interessante — dai rossi intensi ai castani caldi fino ai neri profondi — che, se applicata correttamente, offre risultati convincenti e armoniosi. I capelli bianchi non vengono “coperti” in senso stretto, ma si macchiano (stained), assumendo riflessi che, combinati con il resto della chioma, creano un effetto naturale e luminoso. In questo approccio, il colore dei capelli diventa parte di un percorso di cura e rispetto della fibra capillare, in armonia con la propria base naturale.

• Conservanti tradizionali (come parabeni o fenossietanolo): sono progressivamente sostituiti da acidi organici, derivati fermentativi o glicoli di origine naturale. In passato queste alternative avevano limiti importanti: la necessità di un controllo più rigido del pH e offrivano uno spettro antimicrobico ridotto, con il rischio di compromettere la stabilità del prodotto. Oggi, grazie alle innovazioni della chimica verde, queste barriere sono state in gran parte superate; sono disponibili sistemi conservanti naturali più efficaci, sicuri e compatibili con le esigenze moderne di formulazione; per esempio, il mercato si sta orientando verso glicoli multifunzionali, come l’1,2-esandiolo, ideali per prodotti destinati ai bambini e alle pelli sensibili (3). 

Passare da una formulazione “classica” a una “naturale” nell’haircare non è quindi un semplice esercizio di sostituzione ingredientistica, ma un ripensamento strutturale della formula.

Una delle aree più interessanti su cui le formulazioni naturali possono incidere è lo scalpo. Se il marketing tradizionale ha sempre posto l’accento sul “capello bello e lucente”, la scienza cosmetica più recente riconosce che il vero punto di partenza per la salute dei capelli è il benessere del cuoio capelluto.

Diversi studi hanno mostrato che la sensibilità dello scalpo è un fenomeno diffuso, caratterizzato da prurito, pizzicore, bruciore e discomfort, anche in assenza di patologie dermatologiche visibili. 

Una quota rilevante della popolazione soffre di sintomi riconducibili a scalp sensitivity e sottolinea come lo scalpo vada considerato, a tutti gli effetti, come la pelle del viso: una barriera cutanea da proteggere, idratare e lenire (4).

Questo approccio ha conseguenze dirette sullo sviluppo di prodotti haircare naturali che oltre a lavare bene i capelli consentono di:
• integrare attivi lenitivi e idratanti (Aloe vera, pantenolo, betaina, acido ialuronico vegetale), già tipici della skincare;
• usare antiossidanti e ingredienti anti-infiammatori (estratti e fermenti botanici) per ridurre lo stress ossidativo;

• scegliere tensioattivi delicati che rispettano la barriera lipidica, prevenendo secchezza e desquamazione;
• fare attenzione al microbioma dello scalpo, con prebiotici e postbiotici naturali in grado di supportare l’equilibrio della flora cutanea.

I limiti del naturale a tutti i costi

Gli ingredienti green certificati, provenienti da filiere tracciabili e sviluppati attraverso le più recenti innovazioni di chimica verde, tendono ad avere un prezzo superiore rispetto alle materie prime convenzionali. Non tutti i segmenti di mercato sono disposti a sostenere questo costo aggiuntivo. Il vero dilemma per il settore è che, per ridurne il prezzo unitario, sarebbe necessario aumentarne il consumo e la diffusione, così da sfruttare economie di scala. Il punto di equilibrio diventa quindi cruciale: offrire naturalità senza sacrificare funzionalità ed esperienza d’uso, in rispetto della fisiologia dello scalpo.

Bibliografia
1. Hair and scalp care market 2025-2030, https://www.grandviewresearch.com/.
2. Natural hair care products market 2025-2030, https://www.grandviewresearch.com/.
3. https://greenchemfinder.com/2025/07/24/preservatives-being-replaced-with-multifunctionals-in-products-for-sensitive-skin/.
4. Kim S, Shin S, Kim S et al. Understanding the Characteristics of the Scalp for Developing Scalp Care Products. JCDSA. 2021;11:204-216.

Editoriale CT5, 2025

Anna Caldiroli

Editoriale CT5, 2025

E ora le domande: tu, da consumatore, fai la tua parte? Se l’etichetta fosse ancora più ricca di istruzioni, le seguiresti? O dato che sei disposto a pagare di più per un prodotto, reputi che tu non debba fare altro se non compiere un acquisto senza però spostarti dalle tue abitudini?

Letture consigliate
• Quantis, Make Up the future. Leve di cambiamento per un business della cosmetica sostenibile. 2021. Report.
• Morizet D, Aguiar M, Campion JF et al. Water consumption by rinse-off cosmetic products: The case of the shower. Int J Cosmet Sci. 2023;45(5):627-635.
• Dezeure J, Pereira-Doel P, Font X et al. Understanding the water consumption associated with the use of hair care products: The impact of six hair characteristics on rinsing shampoos and conditioners. Int J Cosmet Sci. 2025.

Quanta acqua vale la bellezza?

In settembre, la città di Milano ha ospitato la “Milano Beauty Week” dedicata alla cultura della bellezza e del benessere. Una manifestazione per la cittadinanza con una ricca successione d’incontri con quattro temi guida: innovazione, sostenibilità, inclusione ed emozione. Emozione come quella che si prova: affacciandosi dalla terrazza di Palazzo Giureconsulti e c’è il Duomo ad aspettarti, nel percorrere lo scalone d’onore di Palazzo Castiglioni, davanti al sobrio neoclassicismo di Palazzo Bovara, o per il sapore trionfale del Teatro della Scala, alzandosi dalla postazione dopo che un hair-stylist ha ristudiato il nostro look o un makeup artist ha posato sul nostro viso tocchi di colore delicatamente orchestrati.

Ho partecipato a più di un evento: ho ascoltato la presentazione di un settore in buono stato di salute, in crescita e concretamente immerso nella sostenibilità. Dai risultati emersi dalla II edizione dell’Osservatorio sulla sostenibilità del settore cosmetico 2025, sempre più imprese sono attive nella sostenibilità a tutto tondo. È nero su bianco: le imprese stanno facendo il loro. Sul tema delle risorse idriche, per esempio, più dell’80% delle intervistate ha dichiarato di realizzare almeno un’attività volta al risparmio d’acqua. 

L’acqua è una risorsa essenziale per la cosmetica lungo l’intera catena del valore; una materia prima preziosa per la produzione e necessaria per l’utilizzo di molti prodotti da parte dei consumatori. Inoltre, le materie prime derivate dall’agricoltura – ampiamente apprezzate dal mercato e dai claim – hanno bisogno di acqua per crescere. Pertanto, il rischio idrico è un fattore rilevante.

L’industria si è messa in moto: ha creato prodotti waterless, ha adottato strategie di riduzione dell’acqua durante le lavorazioni, per esempio. Tuttavia, bisogna considerare che la fase di utilizzo può essere la principale causa dell’impatto di un prodotto in termini ambientali ed energetici, in relazione al mercato in cui viene utilizzato e al fatto che sia con o senza risciacquo. È un impatto che non può essere trascurato durante lo sviluppo dei prodotti e può orientare i brand a scelte più sostenibili. Uno studio scientifico ha evidenziato che la formulazione di un cosmetico influenza la quantità d’acqua necessaria per il risciacquo durante la doccia. È stato sviluppato un metodo innovativo e standardizzato per misurare la quantità minima di acqua necessaria per il risciacquo; ne è emerso che i capelli più lunghi e voluminosi richiedono significativamente più acqua rispetto ad altri. I dati sulla risciacquabilità dei prodotti siano essenziali per valutare l’impronta idrica, per esempio, di shampoo e balsami per capelli. Questo parametro potrebbe essere adottato sia in fase di R&D ma, più in generale, a livello di industria per una fotografia dell’impronta idrica dei propri prodotti e definire obiettivi di riduzione.

Cosmetic Technology 5, 2025

Cosmetic Technology 5, 2025

Hair and scalp care, haircoloring

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Quanta acqua vale la bellezza?
A. Caldiroli

Opinion Leader

Formulazioni naturali per l’haircare: quando fanno davvero la differenza
B. Olioso

articoli

M. Somensi
1Farmacista cosmetologa

mariachiarasomensi@gmail.com

La forfora è una condizione cutanea estremamente diffusa e multifattoriale che impatta sulla qualità della vita del soggetto e rappresenta una sfida ancora aperta nel panorama cosmetico. I trattamenti convenzionali, basati su molecole antimicotiche classiche, si sono dimostrati efficaci nel breve periodo, ma scarsamente sostenibili e potenzialmente dannosi per l’equilibrio microbico del cuoio capelluto. L’evoluzione delle conoscenze riguardanti il microbiota e un nuovo interesse verso un haircare più scalp-friendly hanno aperto nuove prospettive a livello cosmetico: agire sul microbiota come target cosmetologico consente di ripristinare l’omeostasi dello scalpo, riducendo la manifestazione della forfora con approcci più delicati ma efficaci. L’articolo approfondisce la composizione del microbiota del cuoio capelluto di soggetti sani e di soggetti affetti da forfora, esplora i limiti del trattamento tradizionale e analizza le nuove soluzioni mirate al ripristino dell’omeostasi mediante un’azione mirata al microbiota. Dall’analisi emerge come le nuove strategie focalizzate sul microbiota possano fornire una efficace riduzione della forfora e dei suoi sintomi, aprendo la strada a una nuova generazione di trattamenti microbiome-friendly. 

The microbiota as a new cosmetic target for dandruff treatment

Analysis of the current landscape and future approaches

Dandruff is an extremely widespread and multifactorial skin condition that impacts quality of life and represents an open challenge in the cosmetic landscape. Conventional treatments, based on classic antifungal molecules, have proven effective in the short term, but are poorly sustainable and potentially harmful to the microbial balance of the scalp. The evolution of knowledge regarding the microbiota and a new interest in more scalp-friendly haircare have opened new cosmetic perspectives: acting on the microbiota as a cosmetic target allows restoring scalp homeostasis, reducing dandruff manifestation with gentler but effective approaches. The article explores the composition of scalp microbiota in healthy and dandruff-affected subjects, examines traditional treatment limitations, and analyzes new solutions aimed at restoring homeostasis through microbiota-targeted action. The analysis shows how new microbiota-focused strategies can provide effective reduction of dandruff and its symptoms, paving the way for a new generation of microbiome-friendly treatments.

J. Teague
James Robinson Speciality Ingredients, UK

jennie.teague@jrsi.com

Per i formulatori che sviluppano prodotti per la colorazione dei capelli, creare tonalità vivaci e durature è solo una parte della sfida. È altrettanto fondamentale garantire che i coloranti utilizzati siano sicuri, conformi alle normative e supportati da evidenze scientifiche. Affermazioni come “resistente allo sbiadimento” o “colore di lunga durata” devono essere supportate non solo da dati sulle prestazioni, ma anche da una chiara comprensione dei parametri normativi e da una validazione analitica.

Questo articolo analizza sia gli aspetti normativi che quelli qualitativi dei coloranti per capelli, oltre agli strumenti a disposizione dei formulatori per fare la scelta giusta in funzione delle prestazioni desiderate.

Claiming colour 

A formulator’s guide to navigating performance, proof, and regulation

For formulators developing hair colouring products, creating vibrant, long-lasting
shades is only part of the challenge. Ensuring that the dyes used are safe, compliant, and scientifically supported is equally critical. Claims such as “fade resistant” or “long-lasting colour” must be backed not only by performance data, but also by a clear understanding of regulatory parameters and analytical validation.

This article discusses both the regulatory and quality aspects of hair dyes and the tools available to formulators make the right choice for the desired performance.

C. Bollati, M. Fanzaga, L. d’Adduzio, C. Lammi
Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, Università degli Studi di Milano, Milano

carmen.lammi@unimi.it

In questo studio un nuovo peptide di origine vegetale è stato analizzato e caratterizzato con l’obiettivo di verificarne il potenziale antinvecchiamento sia a livello molecolare che attraverso test clinici su volontari umani. Il peptide è stato valutato per diverse attività chiave associate alla giovinezza cutanea, tra cui inibire la produzione eccessiva di melanina, e promuovere la sintesi di collagene ed elastina da parte dei fibroblasti dermici umani. I risultati ottenuti dai test in vitro hanno mostrato che il peptide è in grado di ridurre in modo significativo la sintesi di melanina, sia quando indotta dai raggi UV sia quando stimolata con α-MSH, un ormone melanotropo. Parallelamente, è riuscito a stimolare la produzione di proteine strutturali della pelle. Lo studio è stato poi esteso a un trial clinico condotto su 20 donne tra i 40 e i 65 anni: l’applicazione topica del peptide, in formula cosmetica allo 0,5% (p/v), due volte al giorno per 6 settimane, ha mostrato un’elevata tollerabilità cutanea, senza provocare irritazioni. Inoltre, i risultati percepiti e misurati hanno evidenziato un miglioramento significativo dell’aspetto della pelle, con riduzione delle rughe e maggiore tonicità. Queste evidenze dimostrano che possiede un’attività antiage completa e promettente, risultando adatto per applicazioni cosmetiche sicure ed efficaci.

An innovative plant-derived multifunctional peptide signaling the collagen and elastin pathways and melanin production
The new era of personalized precision skincare

In this study, a new plant-derived peptide was analyzed and characterized with the aim of verifying its anti-aging potential both at the molecular level and through clinical tests on human volunteers. The peptide was evaluated for several key activities associated with youthful skin, among them the inhibition of excessive melanin production, and the promotion of the collagen and elastin synthesis and secretion by human dermal fibroblasts. The results obtained from the in vitro tests showed that the peptide significantly reduces melanin synthesis, both when induced by UV rays and when stimulated with α-MSH, a melanotropic hormone. At the same time, it was able to stimulate the production of structural skin proteins. The study was then extended to a clinical trial conducted on 20 women aged between 40 and 65: the topical application of the peptide, in a cosmetic formulation at 0,5% (w/v), twice a day for 6 weeks, showed high skin tolerability without causing irritation. Moreover, both perceived and measured results revealed a significant improvement in skin appearance, with reduced wrinkles and increased firmness. These findings demonstrate that possesses comprehensive and promising anti-aging activity, making it suitable for safe and effective cosmetic applications.

V. Paganini1,2, A. Bartoccini3, D. Puppi1,2, G. Totaro1,2
1Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale, Università di Pisa 
2Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM), Firenze

3Socri Greengredients Technical Center, Montefalco (PG)
valentina.paganini@dcci.unipi.it

I siliconi rappresentano una classe di polimeri costituiti da una catena silicio-ossigeno (Si–O–Si), ampiamente utilizzati in ambito cosmetico grazie alle loro peculiari caratteristiche chimico-fisiche e sensoriali. La loro struttura molecolare conferisce numerosi vantaggi funzionali alla formulazione cosmetica, tra cui eccellente spalmabilità, capacità di formare film persistenti, elevata stabilità termica e ossidativa, sensazione cutanea leggera e non untuosa (1). Le principali caratteristiche chimico-fisiche e funzionali dei siliconi sono elencate di seguito:
scheletro silossanico (Si–O–Si): conferisce elevata flessibilità, resistenza termica e stabilità all’ossidazione;
bassa tensione superficiale e bassa viscosità di taglio: facilitano la distribuzione e l’applicazione del prodotto (1);
• capacità filmogena: consente la formazione di film traspiranti, resistenti all’acqua e non comedogenici;
inerzia chimica e biocompatibilità: garantiscono compatibilità con altri ingredienti cosmetici attivi e un profilo tossicologico sicuro (2);
“profilo sensoriale”: i siliconi conferiscono una texture setosa e levigante e possono dare un effetto ottico di mascheramento delle rughe (1,2).

aggiornamenti
regolatorio

Legislazione Cosmetica

Uno strumento di lavoro ONLINE in cui potete trovare, oltre al Nuovo Regolamento n.1223/2009 (con i relativi aggiornamenti), tutte le Leggi afferenti e trasversali al settore cosmetico
aziende

ACEF COSMETICA

CapilMax® NG

URAI -
KAFFE BUENO

KAFFOIL-R®

Pharma Cosm Polli
TSUNO

RICETEROL™ ESTERS

MINASOLVE -
ACTIVE UP

A-Leen Aroma-3

Pubbliredazionale
Eco-Collagen come alternativa al collagene animale
L’importanza di scegliere produttori di materie prime cosmetiche come Maycos

AZIENDE

Intervista a...
La svolta digitale del settore cosmetico: qualità e tracciabilità
Adozione di soluzioni strutturate per il controllo qualità delle aziende cosmetiche
Annalisa Bellucci
Giancarlo Cavalli

Su questo numero presentiamo…

NOTIZIE

VALUTATORE DELLA STABILITà DEI COSMETICI
Percorso SPES di SICC Accademia

La Società Italiana di Cosmetologia è lieta di presentare il corso “Valutazione della Stabilità dei Prodotti Cosmetici“, un evento formativo di due giorni dedicato ai professionisti del settore cosmetico.

L’obiettivo del corso è fornire un approfondimento tecnico-scientifico sui metodi di valutazione della stabilità dei cosmetici, con un focus su stabilità chimico-fisica, microbiologica, sensoriale, packaging, strumentazioni. Il programma prevede lezioni magistrali, moduli tematici e case study pratici condotti da esperti del settore, garantendo ai partecipanti un’esperienza formativa completa.

Durante il corso verranno trattati metodi predittivi, strumentazioni di laboratorio, sfide nella formulazione di prodotti naturali e biologici, influenza dello scale-up industriale e packaging innovativo per la stabilità dei cosmetici.

Un’occasione unica per aggiornarsi sulle ultime innovazioni, confrontarsi con esperti e ampliare il proprio network professionale.

Quando:

23-24 Settembre 2025

Dove

Milano, Hotel AC Marriot,
via Tazzoli 2, Milano

Info

office@sicc.it

Termine delle iscrizioni

12 Settembre

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BUONA LETTURA!

Nutra SIPS Live • Amitahc

NUTRA SIPS LIVE
Woman health: nuove opportunità tra scienza e benessere
19 Giugno 2025 - Bologna

PANELIST

Alessandro Bernasconi, Sales Manager, Flanat
Lucia Calò, Specialista in Ostetricia e Ginecologia e Responsabile Centro Menopausa, Macedonio Melloni, Milano
Federica Carrozzo, Market Manager Nutraceutical, ROELMI HPC
Filippo Gadda, Technical Sales Nutraceutical, amitahc
Stefano Lualdi, Sales Director, amita health care
Matteo Martignoni, Business & Develpment Manager, amitahc
Simone Parola, Maket & Sales Specialist Nutraceutical, amitahc

SERRE DEI GIARDINI MARGHERITA

Via Castiglione 134 – Viale Stenio Polischi 9

amita health care ha organizzato la seconda edizione di Nutra SIPS Live, ospitata nella cornice verde delle Serre dei Giardini Margherita, un luogo unico nel cuore di Bologna, insieme ai partner ROELMI HPC, Graminex e Flanat Research.

Quest’anno, l’evento ha posto al centro il benessere femminile, affrontando temi spesso trascurati come la menopausa, la sindrome premestruale e la salute del microbiota uro-genitale. Ambiti che meritano maggiore consapevolezza e divulgazione, per rispondere alle esigenze reali delle donne in ogni fase della vita.

La prima parte della giornata è stata dedicata all’approfondimento medico di queste tematiche insieme alla Dott.ssa Lucia Calò, Specialista in Ostetricia e Ginecologia e Responsabile del Centro Menopausa dell’Ospedale Macedonio Melloni di Milano. Un momento di dialogo aperto, arricchito da esempi di vita reale, che ha stimolato un confronto costruttivo e concreto tra i partecipanti.

La seconda parte della giornata ha visto protagoniste ingredienti innovativi dedicati al benessere della donna, come il ExceptionHYAL® Blossom di ROELMI HPC: ingrediente biotecnologico appartenente alla seconda generazione di ialuronani, caratterizzato da un ampio spettro di pesi molecolari.

Studiato per migliorare la qualità della vita delle donne in menopausa, agisce sulla secchezza vaginale, il prurito, il dolore, l’urgenza urinaria e la fragilità ossea.

Un altro protagonista è stato l’ingrediente di Graminex RCT FemTM UI: estratto della frazione liposolubile del polline, con una standardizzazione in fitosteroli, è indicato per l’incontinenza urinaria (IU). Gli estratti di polline sono supportati da una lunga storia di evidenze scientifiche, che ne attestano la sicurezza e l’efficacia nel trattamento dell’incontinenza urinaria, grazie alla loro capacità di agire sui muscoli lisci della vescica, migliorandone la contrazione, e favorendo il rilassamento dell’uretra.

Ultimo protagonista della giornata è amitaBiome_Aura: probiotico di amita studiato per fornire un supporto nella prevenzione delle infezioni intime e nel sollievo dai disagi correlati. La sua specifica miscela di ceppi garantisce la protezione l’organismo dai principali agenti responsabili delle infezioni delle vie urinarie e di contrastare sia l’attacco che la recidiva da Candida albicans e non albicans.

L’evento si è concluso con l’anticipazione del lancio della nuova linea di Flanat Research: Moradyn® Family, con un particolare focus sul Moradyn® MRd.synbio. Quest’ultimo è un fitocomplesso estratto da una varietà pigmentata di mais che conferisce un’attività ipoglicemica e lipolitica, oltre a un effetto prebiotico, adatto alle donne in menopausa.

Questo workshop non è stato solo un evento, ma un’occasione per parlare di benessere femminile e andare oltre la sola dimensione clinica: significa riconoscere la complessità, l’unicità e l’evoluzione dei bisogni di ogni donna. Solo attraverso l’ascolto, la ricerca e l’innovazione sarà possibile sviluppare soluzioni nutraceutiche adatte alle più importanti fasi della vita di una donna.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Makeup 4.0

MAKEUP 4.0

Innovazione & Tendenze

30 Settembre 2025 • Napoli – Italy
Dipartimento di Farmacia Università di Napoli Federico II
Aula Sorrentino

SICC, in partnership con il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Napoli Federico II con il suo Direttore Prof. Angelo Izzo e con la Prof.ssa Sonia Laneri, organizza il prossimo 30 settembre un workshop per parlare dei vari aspetti che caratterizzano i Prodotti Make Up.
Si parlerà di mercato e trends, formulazione e ingredienti dei prodotti Make Up, con particolare attenzione ai pigmenti organici ed inorganici alle perle e ai filler.
Non mancheranno gli aspetti regolatori , le strategie di testing ma anche l’hair make up.
Il workshop è aperto agli studenti universitari in modo gratuito, soci e non soci avranno tariffe agevolate.

ProgrammA

30 settembre - mattino

A. Izzo, Direttore Dip. Farmacia Università di Napoli Federico II 

S. Laneri, Università Federico II Napoli E. Piras, Presidente SICC 

R Di Lorenzo, Università di Napoli 

M. Buffa, Commissione Affari Scientifici SICC 

30 settembre - pomeriggio

Workshop Highlights

Nuovi trend
Materie prime innovative
Cosmetici ibridi
Sostenibilità e claims

Editoriale IN4-2025

Editoriale IN4-2025

Tiziana Mennini

Direttore scientifico
de L'Integratore Nutrizionale

Non solo probiotici
Parliamo anche di fibre alimentari

Cari lettori, volevo segnalarvi la pubblicazione di un recente articolo che propone una riclassificazione delle fibre alimentari, oltre l’attuale distinzione tra fibre solubili e insolubili (1). Questo sistema binario trascura la complessità delle strutture delle fibre e i loro molteplici effetti sulla salute. In effetti, le fibre solubili non sono semplicemente tali, ma presentano proprietà importanti come la fermentabilità, la capacità di modulare la secrezione insulinica e di ridurre i livelli di colesterolo sierico. Questa classificazione limitata non riesce a rappresentare adeguatamente la diversità delle fibre alimentari né a prevederne l’intero spettro di effetti fisiologici. «Per esempio, mele e banane contengono entrambe fibre, ma queste agiscono in modo molto diverso» spiega Raj Eri. «La nostra ricerca punta a individuare quali fibre sono più indicate per affrontare determinati problemi di salute. Così come ogni farmaco è pensato per trattare un disturbo preciso, anche le fibre dovrebbero essere selezionate in base agli effetti desiderati». 

Il nuovo approccio proposto dal team della RMIT University di Melbourne si basa su cinque caratteristiche fondamentali: struttura della catena principale, capacità di trattenere acqua, carica elettrica, forma fisica nello stomaco e velocità di fermentazione.

Grazie a questo nuovo approccio, i ricercatori mettono in evidenza che fibre apparentemente simili nella vecchia classificazione possono in realtà produrre effetti molto diversi sull’organismo. Per esempio, la cellulosa, spesso indicata come fibra insolubile e non fermentabile, viene ora descritta come una fibra lineare con lunga catena, a lenta fermentazione e con moderata capacità di trattenere acqua. La gomma di guar, d’altra parte, finora considerata una fibra solubile, risulta essere una fibra ramificata a lunga catena, anch’essa a fermentazione lenta, ma con un’elevata capacità di trattenere liquidi.

Questa nuova classificazione potrebbe migliorare le raccomandazioni nutrizionali, aiutare i ricercatori a progettare interventi più efficaci, supportare i clinici nella pratica e offrire all’industria alimentare strumenti per creare prodotti più mirati. L’obiettivo finale è colmare il divario tra l’assunzione consigliata e quella reale di fibre, rendendo le persone più consapevoli dei benefici specifici dei diversi tipi.

1. Opperman C, Majzoobi M, Farahnaky A et al. Beyond soluble and insoluble: A comprehensive framework for classifying dietary fibre’s health effects. Food Res Int. 2025;206:115843. 

Cosmetic Technology 4, 2025

Cosmetic Technology 4, 2025

Cleanse, purify and moisturise, oral care
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Coltiviamo connessioni
A. Caldiroli

Opinion Leader

La bellezza è davvero per tutti?
D. Ronchetti

articoli

F. Damato1, F. Mancini2, G. Spada3, E. Tuzi4
1Chimica Cosmetologa e Tricologa, ATELIER COSMETICO

2Consulente Tecnico Regolatorio, formatore
3Farmacista e Cosmetologa, JANA ‘E MELE
4Farmacista e Divulgatrice Scientifica, DIVULGAZIONE COSMETICA
 info@divulgazionecosmetica.it 

Lucca Comics & Games è un evento di portata internazionale che nel corso del tempo si è trasformato da una manifestazione di nicchia a un fenomeno di costume che richiama appassionati del settore. Tra questi i cosplayers rappresentano una figura chiave, simbolo della passione per il fumetto ad ogni età. Nel presente articolo un gruppo di lavoro del settore cosmetico ha ideato una linea di prodotti idonei per affrontare la kermesse, selezionando ingredienti funzionali che attingono al mondo orientale, che rappresenta un caposaldo per i cosplayers e in generale per il mondo dei fumetti.

To be a cosplayer

Cosmetics designed for Lucca Comics & Game

Lucca Comics & Games is an international event which over time has transformed from a niche event to a traditional phenomenon that attracts branch enthusiasts. Among these, cosplayers represent key figures, icons of comics passion at every age.  In the present article, a working group in the cosmetic field has designed a customized cosmetic line suitable to afford the kermesse, choosing functional derived from eastern world, that is a milestone for cosplayers and generally for comics world.

V. Nobile
Dipartimento Ricerca e Sviluppo, Complife Italia, San Martino Siccomario, (Pavia)  vincenzo.nobile@complifegroup.com 

Lo scopo dello studio è stato analizzare la risposta cutanea in seguito a esposizione a temperatura e umidità controllate, e valutare l’efficacia di un prodotto cosmetico nella modulazione di questa risposta. A questo scopo è stato eseguito uno studio pilota su 20 donne, esponendo per un’ora la cute a condizioni di freddo (T = 4 ± 1 °C; RH = 30 ± 5%) e di caldo secco (T = 40 ± 1 °C; RH = 30 ± 5%) utilizzando un simulatore climatico (W&HS, brevetto n. 102023000006999) progettato per riprodurre differenti combinazioni di temperatura e umidità. Le misurazioni sono state effettuate su un’area cutanea non trattata e su un’area trattata con un prodotto cosmetico contenente ingredienti funzionali termo-protettivi e umettanti. 

Assessment of skin response and effectiveness of a cosmetic product under controlled temperature and humidity conditions
Pilot study on the effect of skin exposure to dry climate

This pilot study aimed to assess the skin’s physiological response to controlled temperature and humidity conditions and to evaluate the efficacy of a cosmetic product in modulating such response. A panel of 20 female subjects was exposed for one hour to cold (T = 4 ± 1 °C; RH = 30 ± 5%) and heat and dry conditions (T = 40 ± 1 °C; RH = 30 ± 5%) using a climatic simulator (W&HS, patent no. 102023000006999) capable of precisely reproducing thermo-hygrometric variations. Measurements were performed on untreated and treated skin areas, the latter receiving a cosmetic formulation containing thermo-protective and humectant functional ingredients. In untreated areas, transepidermal water loss (TEWL) under cold exposure was approximately twice as high as that recorded under dry heat. Conversely, skin hydration decreased about threefold under dry heat compared to cold conditions. Application of the cosmetic product reversed these trends. The results highlight the skin’s adaptive response to climatic variations and demonstrate the potential of specific cosmetic formulations in modulating this response. Ongoing studies aim to further characterize the skin’s behavior under variable thermo-hygrometric conditions and to identify new parameters for more refined physiological assessments.

A.M.L. Praticò
BIO BASIC EUROPE, Milano
antonella.pratico@biobasiceurope.it

Nel settore cosmetico, la comunicazione gioca un ruolo chiave nel determinare la percezione e il comportamento d’acquisto dei consumatori. I claim, ovvero le affermazioni riportate sui prodotti, devono essere veritiere, supportate da evidenze scientifiche e conformi alle normative. Questo articolo esamina il contesto normativo dei claim cosmetici, le responsabilità dei diversi attori della filiera e le conseguenze giuridiche derivanti da una comunicazione ingannevole.

Cosmetic claims
Their communication and the legislative implications of misleading advertising

In the cosmetics industry, communication plays a key role in the consumer perception and in purchasing behavior. Product claims – defined as statements made about the characteristics, functions, or benefits of a cosmetic product – must be accurate, substantiated by scientific evidence, and fully compliant with both sector-specific regulations and overarching communication standards. This article provides an analysis of the regulatory framework governing cosmetic claims, outlines the respective responsibilities of the various actors within the supply chain, and explores the legal implications arising from the dissemination of misleading or non-compliant information.

Lavoro presentato in occasione del “22nd International Congress of the European Society of Toxicology In Vitro (ESTIV 2024), Prague June 3-6, 2024”.

Ha ricevuto il riconoscimento: ESTIV Best Oral Presentation Award at ESTIV 2024.

G. De Negri Atanasio1, G. Allaria1, L. Dondero1, F. Rispo1, F. Tardanico1, E. Lertora1, K. Cortese2, S. Ferrando1, F. Soggia3, J. Markus4, S. Letasiova4, T. Filippini5, F. Robino6, M. Zanotti Russo6, E. Grasselli1,7 
1 Department of Earth, Environmental, and Life Sciences (DISTAV), University of Genoa, 16132 Genoa, Italy  
2 Cellular Electron Microscopy Laboratory, Department of Experimental Medicine (DIMES), Human Anatomy, University of Genoa, 16132 Genoa, Italy  
3 Department of Chemistry and Industrial Chemistry (DCCI), University of Genoa, Via Dodecaneso 31, 16146 Genoa, Italy  
4 MatTek In Vitro Life Science Laboratories, 82105 Bratislava, Slovakia  
5 CREAGEN—Environmental, Genetic and Nutritional Epidemiology Research Center, Section of Public Health, Department of Biomedical, Metabolic and Neural Sciences, University of Modena and Reggio Emilia, 41125 Modena, Italy  
6 Angel Consulting, Milano, Italy  
7 Centro 3R, Interuniversity Centre for the Promotion of 3Rs Principles in Teaching and Research, Italy 

L’alluminio è un elemento presente in natura e in numerosi prodotti di uso comune. Può scatenare diversi effetti avversi sulla salute umana, interferendo con il metabolismo di altri cationi e inducendo disturbi gastrointestinali. Nei cosmetici, l’alluminio viene utilizzato in antitraspiranti, rossetti e dentifrici. 

Alla luce delle recenti evidenze scientifiche, la Scientific Committee on Consumer Safety (SCCS) ritiene che nei dentifrici la concentrazione massima sicura sia 2,65%. Non esistono, tuttavia, dati disponibili riguardo possibile quantità di alluminio che potrebbe essere ingerito attraverso il dentifricio. 

Questo studio ha quindi l’obiettivo di valutare la biodisponibilità dell’alluminio presente nei prodotti cosmetici utilizzati per l’igiene orale.

aggiornamenti
regolatorio

Legislazione Cosmetica

Uno strumento di lavoro ONLINE in cui potete trovare, oltre al Nuovo Regolamento n.1223/2009 (con i relativi aggiornamenti), tutte le Leggi afferenti e trasversali al settore cosmetico
aziende

ACTIVE BOX

Atobarriome

HUWELL CHEMICALS - JOYVO

Duolux CM

Pharma Cosm Polli
Berg + Schmidt

BergaCare FG Gel

Pubbliredazionale
Nasce Plantech
la startup biotecnologica che unisce il potere della natura con la precisione della scienza per rivoluzionare il mondo degli ingredienti cosmetici
Prof.ssa Carmen Lammi

AZIENDE

Le nostre interviste

Andrea Iannantuoni

Il gestionale su misura per le aziende cosmetiche, compie 20 anni

Technics Cosmetics

Il primo marketplace italiano per l’approvvigionamento
degli ingredienti chimici 

Sharingredients

Sandro Ballariano

Su questo numero presentiamo…

NOTIZIE

VALUTATORE DELLA STABILITà DEI COSMETICI
Percorso SPES di SICC Accademia

La Società Italiana di Cosmetologia è lieta di presentare il corso “Valutazione della Stabilità dei Prodotti Cosmetici“, un evento formativo di due giorni dedicato ai professionisti del settore cosmetico.

L’obiettivo del corso è fornire un approfondimento tecnico-scientifico sui metodi di valutazione della stabilità dei cosmetici, con un focus su stabilità chimico-fisica, microbiologica, sensoriale, packaging, strumentazioni. Il programma prevede lezioni magistrali, moduli tematici e case study pratici condotti da esperti del settore, garantendo ai partecipanti un’esperienza formativa completa.

Durante il corso verranno trattati metodi predittivi, strumentazioni di laboratorio, sfide nella formulazione di prodotti naturali e biologici, influenza dello scale-up industriale e packaging innovativo per la stabilità dei cosmetici.

Un’occasione unica per aggiornarsi sulle ultime innovazioni, confrontarsi con esperti e ampliare il proprio network professionale.

Quando:

23-24 Settembre 2025

Dove

Milano, Hotel AC Marriot,
via Tazzoli 2, Milano

Info

office@sicc.it

Termine delle iscrizioni

12 Settembre

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BUONA LETTURA!