FARAVELLI LANCIA “STAND OUT”

FARAVELLI LANCIA “STAND OUT”

l’arte dell’inconsueto
Una campagna che racconta il valore di emergere, tra visione creativa, storytelling visivo e 100 anni di identità

Nel 2026 Faravelli celebra 100 anni di storia: un secolo di evoluzione, sempre accanto alle imprese. Unanniversario che diventa occasione narrativa e progettuale per ridefinire il proprio posizionamento e raccontare cosasignifica oggi distinguersi davvero.

Nasce così Stand Out, la nuova campagna corporate di un’azienda milanese a conduzione familiare, fondata nel 1926 da Giusto Faravelli — imprenditore visionario e appassionato di fotografia — e oggi realtà internazionalenella distribuzione di materie prime per l’industria chimica, farmaceutica, cosmetica, alimentare, nutraceutica,petfood.

Stand Out non è solo un claim, ma una piattaforma di comunicazione.
Un invito a emergere che prende forma in un linguaggio audace e human-to-human.

In un contesto competitivo sempre più complesso, per Faravelli la qualità delle materie prime è fondamentale, ma rappresenta solo il punto di partenza.

La vera differenza nasce dall’incontro tra visione, competenza, velocità e capacità di costruire soluzioni su misura.

Sono questi “gli ingredienti giusti” per avere successo.

Ed è qui che Faravelli si posiziona: come partner strategico alfianco delle aziende nei momenti decisivi, capace diaccompagnare i clienti fino a quello più significativo, quando un prodotto arriva al consumatore finale.

CONTATTI
Faravelli Comms Division

Silvia Di Tommaso - Responsabile Comunicazione: silvia.ditommaso@faravelli.it
Giorgio Paoli giorgio.paoli@faravelli.it

L’investimento nella comunicazione è alla base del successo di ogni azienda

XX Premio Marketing FARMAFFARI “COMUNICARE SALUTE”
l’investimento nella comunicazione è alla base del successo di ogni azienda

Migliori pubblicità “COMUNICARE SALUTE”

Nato nel 2005, il Premio Marketing FARMAFFARI, premia i migliori messaggi pubblicitari nel settore della salute e gode di numerosi ed importanti patrocini, tra cui AEREC – Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali, ASSOGENERICI, ENPAF, UNICOM, AIMF, ANCTF, FEDERLAZIO. Ad oggi sono state premiate oltre 100 aziende del settore chimico farmaceutico.

XVII PHARMAEXPO

Napoli

Lo Studio SviMM – FARMAFFARI, informa che il 24 ottobre si è svolta con successo la cerimonia di premiazione XX Premio FARMAFFARI “COMUNICARE SALUTE” per le migliori pubblicità 2024-25, alla presenza del Direttore Generale del PHARMEXPO Fabrizio Cantella, del Presidente dell’Accademia AEREC Ernesto Carpintieri e con la partecipazione di numerosi CEO, Direttori Commerciali e Marketing  e titolari di alcune Agenzie di Pubblicità delle aziende premiate.

Nel ringraziare nuovamente le testate che hanno dato patrocinio alla manifestazione, si prega di dare comunicazione delle pubblicità premiate per le seguenti categorie:

Comunicazione Istituzionale: AMUNI’ Estratti Botanici Siciliani; EPO srl – Estratti Botanici di Qualità
Medicinali-Dispositvi Medici: EG STADA – Ibuprofene EG Bambini
Prodotti Cosmetici: UNIQUE PINK COLLAGEN; L.R. Flavours&Fragrances Industries; NATURE’s Colonie Fresche
Integratori: SANITAS – NERVANA; GUNA – Gunaminoformula

Le redazioni delle testate in indirizzo sono pregate di inviare allo Studio SviMM – Farmaffari copia della pubblicazione del presente Comunicato al fine di poterlo diffondere ai Partner FARMAFFARI e alle aziende partecipanti.

Con l’occasione si ricorda che il Premio FARMAFFARI nel 2026 festeggerà la sua XXI edizione e pertanto si prega di inviare le copie digitali delle riviste, che saranno da voi editate nei prossimi mesi, al fine di selezionare le nuove pubblicità da valutare per la XXI edizione del Premio a cui siete formalmente sin da ora invitati a dare il vostro patrocinio e a partecipare.

Il Premio nato nel 2005, con i patrocini, di AEREC – Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali, ASSOGENERICI, ENPAF, UNICOM, AIMF, ANCTF, AFI Associazione Farmaceutici dell’Industria, costituisce un importante riconoscimento della creatività e dell’impegno pubblicitario per le aziende e per le loro agenzie di comunicazione

Editoriale IN5, 2025

Editoriale IN5, 2025

Tiziana Mennini

Direttore scientifico
de L'Integratore Nutrizionale

Da dove iniziare?
E di quali attivi parliamo?

Cari Lettori, 

il penultimo numero dell’anno è molto ricco di spunti diversi, per cui abbiamo l’imbarazzo della scelta: da dove iniziare la nostra lettura? 

La risposta più facile sta nel seguire il focus sulla salute gastrointestinale: troverete due eccellenti articoli scientifici e sei presentazioni di ingredienti innovativi.

Ma vorrei proporvi una lettura trasversale: di quali classi di attivi stiamo parlando?

La prima risposta che si puo formulare, come d’attualità,  sono  i probiotici (o meglio la loro combinazione): un articolo sulla combinazione di L. acidophilus NCFM e B. lactis Bi-07, già noti singolarmente per i loro effetti benefici che vengono potenziati grazie al contributo specifico di ciascun ceppo, e la presentazione di una miscela di ceppi probiotici (B. lactis BS01, B. breve BR03, L. plantarum LP09, L. rhamnosus LR06). è descritto anche l’effetto di un paraprobiotico (vi incuriosisce il termine?), per la precisione L. plantarum (beLP1®) SD1567 sulla salute gastrointestinale e non solo. 

L’altra grande classe di attivi che va sempre per la maggiore è quella dei botanicals, che troviamo presenti sia negli articoli focalizzati sulla salute gastrointestinale (estratti innovativi di liquirizia, fichi e manna, bergamotto) sia in quelli extra-focus (estratto di Scutellaria lateriflora per la gestione del sonno, di mirtillo selvatico fermentato come nutricosmetico, estratto di nuova generazione di corteccia di pino marittimo francese). Per quanto riguarda la salute gastrointestinale è interessante notare che troverete anche informazioni sugli effetti gastroprotettivi di estratti ottenuti da botanicals non convenzionali, quali alghe e funghi: si tratta dell’alga Undaria pinnatifida e di un noto fungo medicinale, la Tremella fuciformis. 

Di piante e derivati botanici ci aggiorna anche Giovanna Baron sul ruolo protettivo dei polifenoli per la salute gastrointestinale. E già che abbiamo parlato di botanicals, non potete perdervi l’articolo dell’Avv. Valeria Pullini sulla disciplina dei cosiddetti pending claims relativi alle sostanze botaniche alla luce della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

E così siamo arrivati alla fine di questo excursus sulle classi di attivi trattati in questo numero. Ma voi continuate a leggere, ci sono molti altri aggiornamenti, tra cui quelli sui Novel Food da non perdere…

Buona (e impegnativa) lettura!

EHPM : Cinquanta anni al servizio del settore degli integratori alimentari

European Federation of Associations of Health Product Manufacturer
EHPM : Cinquanta anni al servizio del settore degli integratori alimentari

Decorre quest’anno il cinquantesimo anniversario dalla nascita di EHPM (European Federation of Associations of Health Product Manufacturer), la voce principale del settore degli integratori alimentari in Europa. 

La Federazione, attraverso le associazioni nazionali di 13 stati membri e diverse aziende soci diretti, rappresenta più di 1600 operatori europei del settore, produttori o distributori di prodotti salutistici.

EHPM si è proposta fin dalla nascita nel 1975 come l’interlocutore privileggiato a livello istituzionale e politico per contribuire a livello europeo allo sviluppo di una legislazione armonizzata e proporzionale per gli integratori alimentari, al passo con l’innovazione e che riconosca il loro ruolo per il mantenimento della salute dei consumatori e i benefici per i sistemi sanirati nazionali.

Il 50^ anniversario di EHPM verrà celebrato il 12 Novembre 2025 con un evento che si terrà al Parlamento Europeo a Bruxelles e che vedrà la partecipazione, oltre che dei rappresentati delle associazioni nazionali e di molte aziende, di esponenti della politica e delle autorità regolatorie di diversi paesi.

L’ evento rappresenta un’occasione unica per celebrare la storia di EHPM e guardare al futuro, riflettendo su come si possa continuare a collaborare con le Istituzioni Europee e per sottolineare anche quanto resta ancora da fare per   arrivare ad un mercato altamente competitivo di prodotti innovativi, di alta qualità, sicuri ed efficaci.

Antonino Santoro, Vice-Presidente EHPM

Da rifiuto a risorsa

Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani”
Università di Pavia
Da rifiuto a risorsa: Il Progetto bioRESTART vincitore al XVI Forum della Borsa della Ricerca 2025

bioRESTART (FEASR – Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 MISURA 124 e 2014-2020 MISURA 16) ha introdotto un approccio innovativo per la trasformazione degli scarti vegetali. Nasce nei laboratori di ricerca del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani” dell’Università di Pavia da due giovani ricercatori, Daniela Buonocore ed Enrico Doria, in collaborazione con Cinzia Calvio, Maurizia Dossena, Andrea Belloni, Manuela Verri e AOP ORTOINNOVA Società Agricola Consortile a r.l. e il suo presidente Ambrogio De Ponti. Il team propone una tecnologia innovativa per l’utilizzo dei sottoprodotti di scarto vegetale, contribuendo al miglioramento in termini di efficienza e sostenibilità nella produzione di ingredienti per integratori alimentari, alimenti addizionati, cosmetici, dispositivi medici e prodotti fitosanitari. Il progetto ha sviluppato una tecnologia originale, innovativa, efficiente e sostenibile per l’utilizzo dei sottoprodotti di scarto vegetale, generando un’offerta in grado di migliorare l’efficienza e la sostenibilità nella produzione di ingredienti per integratori alimentari, alimenti addizionati, cosmetici, dispositivi medici e prodotti fitosanitari, mantenendo valori fissi quali Sostenibilità (uso di scarti, uso ridotto di solventi organici, basso consumo di energia, riduzione consumo di suolo e acqua, utilizzo del residuo di lavorazione per biocarburante) e Innovazione (metodologia sviluppata in una linea di ricerca originale). bioRESTART 4.0, finanziato nell’ambito dei PoC Accademici dell’Ecosistema dell’innovazione PNRR NODES (ECS00000036), rappresenta un ulteriore passo avanti, con l’integrazione di tecnologie avanzate per monitorare e ottimizzare continuamente il processo estrattivo, migliorando le rese dei composti bioattivi e riducendo i tempi necessari per portare i prodotti sul mercato. A bioRESTART 4.0, è andato il premio messo in palio da GBFoods (multinazionale presente in più di 50 paesi, tra i cui marchi Star) al XVI Forum della Borsa della Ricerca 2025, un evento Fondazione Emblema per favorire il trasferimento tecnologico. 

Piante e salute: tecnica, formulazione e razionale d’uso dei botanicals nei medicinali vegetali, negli integratori alimentari e nella fitocosmesi.

Università di Parma
Piante e salute: Tecnica, formulazione e razionale d’uso dei botanicals nei medicinali vegetali, negli integratori alimentari e nella fitocosmesi.
Corso interdisciplinare di perfezionamento 2025/2026

Course President:
Prof. Renato Bruni Coordinatore del Corso:
Prof. Marco Biagi

Data di inizio: Gennaio 2026

Apertura iscrizioni: 23 luglio 2025

Termine iscrizione: 30 novembre 2025

Il Corso si articola in 6 insegnamenti, strutturati per conferire al Corso un percorso didattico omogeneo, completo, moderno, pensato sulla base delle esigenze professionali di chi si occupa di prodotti vegetali per la salute. Nel dettaglio gli insegnamenti sono i seguenti:
• Botanica Farmaceutica Applicata, etnobotanica e fitochimica; Normativa UE e controllo di qualità dei prodotti vegetali.   
• Fitoterapia evidence-based: razionale d’uso dei prodotti vegetali nei diversi ambiti fisiopatologici. 
• Nutraceutica: ricerca, sviluppo, innovazione.
• Le piante per la cura della pelle.
• Formulazione e testing dei prodotti vegetali. 

Completa il percorso uno stage inteso come applicazione pratica delle nozioni teoriche impartite. 5 cicli di lezioni frontali, con cadenza mensile, da gennaio a maggio 2026, con modalità blended così suddivisi: venerdì pomeriggio ore 14,00 – 18,45, sabato mattina ore 09,00 – 12,45 e sabato pomeriggio ore 14,00 – 18,20 da tenersi alternativamente in presenza e in modalità FAD. 

OBIETTIVI professionali
Titoli o requisiti di accesso
Course President: Prof. Renato Bruni
Course tutor: Prof. Marco Biagi
renato.bruni@unipr.it

Nutraceutici e integratori alimentari: dalla materia prima al marketing e loro impiego in clinica

Dipartimento di Scienze del Farmaco Università di Pavia
Nutraceutici e integratori alimentari: dalla materia prima al marketing e loro impiego in clinica
Master di II livello

Coordinatore del Corso:
Prof.ssa Adele Papetti

Data di inizio e fine: 28/2/2026 - 28/6/2026.

Attività pratiche di laboratorio: dal 30/6/2026 al 7/6/2026 (da confermare)

Apertura iscrizioni: 22/9/2025.

Termine iscrizione: 6/2/2026 seguendo le modalità indicate dal bando.

Il master è rivolto sia a neolaureati sia a lavoratori già operanti in aziende, farmacie e parafarmacie, Enti di Ricerca o organismi di controllo dei prodotti alimentari e società di consulenza comunicazione e marketing). Il Master, alla sua V edizione, si propone di rispondere alle richieste sempre crescenti da parte delle aziende alimentari e farmaceutiche di figure professionali qualificate. 

Il Master è di durata annuale articolato in: didattica frontale, seminari, esercitazioni pratiche per affrontare sul campo le principali problematiche relative alla progettazione, sviluppo, formulazione e al controllo analitico di un prodotto finito, visite presso aziende del settore nutraceutico. È infine previsto un tirocinio curriculare presso aziende del settore o enti di ricerca. Punti di forza del Master sarà da un lato la possibilità di svolgere attività pratica di laboratorio in collaborazione con specialists del settore e SIFNut e dall’altra la presenza di docenti provenienti da Aziende, Associazioni di Settore e Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico che copriranno la quasi totalità della didattica frontale e di laboratorio.

OBIETTIVI professionali
SBOCCHI PROFESSIONALI
INFORMAZIONI GENERALI
Coordinatore del Corso:
Prof.ssa Adele Papetti
Data di inizio e fine: 28/2/2026 - 28/6/2026.
Attività pratiche di laboratorio: dal 30/6/2026 al 7/6/2026 (da confermare)
Apertura iscrizioni: 22/9/2025.
Termine iscrizione: 6/2/2026 seguendo le modalità indicate dal bando.

Master biennale di II livello in Discipline Regolatorie “G. Benzi”

Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani”
Università di Pavia
Master in Discipline Regolatorie “G. Benzi”
Master Biennale di II livello

Coordinatore del Corso:
Prof.ssa Maurizia Dossena Il master biennale si terrà in modalità online su piattaforma dedicata.

L’Università degli Studi di Pavia ha istituito per il biennio accademico 2025-2027 la XXII edizione del Master Universitario Biennale di II livello in Discipline Regolatorie “G. Benzi”, presso il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Lazzaro Spallanzani”. Il Master ha lo scopo di fornire a laureati di diverse discipline le competenze necessarie per la formazione di nuove figure professionali nel campo delle attività regolatorie, oggi richieste dalle Aziende e dalle Autorità operanti nel Settore Sanitario ed Industriale.

Le Discipline Regolatorie sono costituite dall’insieme delle nozioni scientifiche, tecniche, economiche, legali ed amministrative atte a definire le regole e gli strumenti per amministrare tutta la materia riguardante produzione, sperimentazione, immissione sul mercato ed utilizzo, entro termini di efficacia, qualità e sicurezza, delle sostanze esogene ad uso umano ed animale (specialità medicinali, integratori alimentari, dispositivi medici, cosmetici, etc..).

OBIETTIVI professionali
SBOCCHI PROFESSIONALI
Contatti: Prof.ssa Maurizia Dossena
maurizia.dossena@unipv.it

Prodotti Nutraceutici: dalla Ricerca e Sviluppo al Marketing

Dipartimento di Farmacia Università Federico II di Napoli
Prodotti Nutraceutici:
dalla Ricerca e Sviluppo
al Marketing
Master di II livello

Coordinatore del Corso:
Prof.ssa Maria Daglia
Data di inizio e fine: febbraio 2026 – marzo 2027.

Il master si terrà in modalità online su piattaforma dedicata.

Il Master ha lo scopo di fornire una formazione post-laurea altamente qualificata nel settore della Nutraceutica, disciplina che studia i componenti alimentari aventi effetto nutritivo o fisiologico che svolgono un ruolo benefico sull’organismo, contribuendo al mantenimento dell’omeostasi e pertanto utili per la conservazione di un buono stato di salute e per la prevenzione delle patologie croniche.   

Il termine “Nutraceutica”, sintesi delle due parole “nutrizione” e “farmaceutica”, è stato coniato nel 1989 da Stephen De Felice, nutrizionista e biochimico americano, membro della Foundation for Innovation in Medicine (New Jersey, USA). Con il termine “nutraceutico” vengono pertanto identificati specifici componenti di alimenti (di origine sia vegetale sia animale), sostanze e prepararti vegetali e microorganismi, che per le loro proprietà funzionali si collocano tra l’alimento e il farmaco e possono essere impiegati da soli o in miscela nella produzione degli integratori alimentari. 

Da oltre un decennio il mercato degli integratori alimentari è in crescita a livello mondiale. Nel 2025 il mercato italiano vale circa 5 miliardi di euro, rappresentando più del 25% per mercato Europeo seguito dalla Germania, Francia e Spagna. Il fatturato italiano si traduce in ben oltre 300 milioni di confezioni vendute, prevalentemente commercializzate tramite il canale Farmacia, rappresentando la seconda categoria per valore generato dopo il farmaco su prescrizione (dati aggiornati a luglio 2025). 

Questa consolidata tendenza positiva, da un lato, ha indotto l’industria farmaceutica, nell’ambito di strategie di diversificazione della produzione, a inserirsi nel settore della Nutraceutica, un tempo appannaggio della sola industria alimentare e, dall’altro, continua a portare alla nascita di nuove aziende produttrici o di distribuzione, sia di materie prime da impiegare quali ingredienti nella preparazione degli integratori alimentari sia di prodotti finiti, con un totale di oltre 200.000 addetti assunti dall’intera filiera. 

In questo contesto, sia l’industria farmaceutica, sia quella alimentare, sia quella dei prodotti salutistici richiedono sempre maggiormente figure professionali dotate di tutte le competenze scientifiche e metodologiche necessarie per operare nell’ambito della Nutraceutica.

OBIETTIVI FORMATIVI
SBOCCHI PROFESSIONALI
Contatti: Prof.ssa Maria Daglia

www.masternutraceutici.it
maria.daglia@unina.it

Opinion Leader • CT5, 2025

Barbara Olioso

Opinion Leader • CT5, 2025

Formulazioni naturali per l’haircare: quando fanno davvero la differenza

Negli ultimi dieci anni, il mercato dell’haircare ha visto una profonda evoluzione. Shampoo e balsamo, un tempo visti come semplici prodotti “di servizio”, sono oggi parte di un rituale di benessere che combina cura estetica, salute dei capelli e rispetto per l’ambiente.

Questa trasformazione non è solo narrativa: i numeri confermano una tendenza strutturale. Il mercato globale dei prodotti haircare naturali vale circa 10,2 miliardi di dollari (2024) e si prevede raggiungerà quasi 17 miliardi entro il 2030, con una crescita annua composta di circa 9,4%, ben superiore al tasso del mercato hair & scalp nel complesso (~6,4% nello stesso periodo) (1,2).

La crescente sensibilità verso prodotti naturali, la sostenibilità delle filiere e la riduzione di ingredienti percepiti come aggressivi hanno trasformato l’intero settore. Tuttavia, parlare di naturale non significa soltanto cavalcare un trend di marketing. Nel caso dell’haircare, adottare un approccio formulativo green può tradursi in differenze concrete per il consumatore: maggiore delicatezza, tollerabilità cutanea, nuovi benefici sensoriali e, soprattutto, una migliore attenzione alla salute dello scalpo. L’utilizzo di oli essenziali in concentrazioni sicure aggiunge anche i benefici dell’aromaterapia e benessere.

Dal punto di vista del consumatore, scegliere prodotti a connotazione naturale significa ottenere benefici percepibili che vanno oltre la semplice etichetta “senza sostanze chimiche”.
• Delicatezza sulla cute: tensioattivi derivati da zuccheri o aminoacidi (come glucosidi e glutammati) detergono rispettando il film idrolipidico, riducendo secchezza e irritazioni tipiche di alcuni solfati tradizionali.
• Benessere sensoriale: oli vegetali, estratti botanici e ingredienti da chimica verde donano morbidezza e lucentezza, con un effetto che il consumatore associa a una “cura autentica”.
• Colorazioni più gentili: le tinte che impiegano pigmenti vegetali riducono la sensazione di aggressività sulla fibra e sul cuoio capelluto, pur con limiti in termini di performance cromatica.
• Sostenibilità ambientale: prodotti solidi, ingredienti biodegradabili e materie prime da sottoprodotti agricoli comunicano un impegno concreto per l’ambiente, un valore sempre più apprezzato dai consumatori eco-consapevoli.

Questi vantaggi, quando reali e non solo dichiarati, rafforzano la fiducia del consumatore e giustificano la disponibilità a pagare un prezzo premium.

Dietro questi benefici si nascondono sfide tecniche che possono rendere il processo formulativo più complesso e a volte anche più lungo.

• Tensioattivi solfati: la sostituzione richiede blend di glucosidi, taurati e sarcosinati capaci di garantire efficacia lavante senza perdere in schiumosità e stabilità. La sfida è bilanciare detergenza delicata e percezione di “pulito profondo” a un prezzo ragionevole.

• Composti ammonici quaternari: storicamente i più utilizzati per l’elevato potere districante, ma la loro sostituzione rappresenta una sfida per i formulatori. Oggi esistono diverse alternative più sostenibili: esterquat da oli vegetali, derivati da zuccheri e acidi grassi, oltre a innovativi amino-lipidi, che offrono buone proprietà condizionanti pur con uno slip generalmente meno immediato rispetto ai quaternari classici. Si stanno inoltre affermando cationici biodegradabili di origine ibrida, in grado di coniugare un buon profilo ambientale con prestazioni più vicine a quelle dei sistemi tradizionali.

• Henné, indigo e altri pigmenti vegetali: rappresentano soluzioni molto più delicate rispetto alle tinte convenzionali, ma non consentono un cambio radicale del proprio colore naturale. Tuttavia, esiste una gamma cromatica interessante — dai rossi intensi ai castani caldi fino ai neri profondi — che, se applicata correttamente, offre risultati convincenti e armoniosi. I capelli bianchi non vengono “coperti” in senso stretto, ma si macchiano (stained), assumendo riflessi che, combinati con il resto della chioma, creano un effetto naturale e luminoso. In questo approccio, il colore dei capelli diventa parte di un percorso di cura e rispetto della fibra capillare, in armonia con la propria base naturale.

• Conservanti tradizionali (come parabeni o fenossietanolo): sono progressivamente sostituiti da acidi organici, derivati fermentativi o glicoli di origine naturale. In passato queste alternative avevano limiti importanti: la necessità di un controllo più rigido del pH e offrivano uno spettro antimicrobico ridotto, con il rischio di compromettere la stabilità del prodotto. Oggi, grazie alle innovazioni della chimica verde, queste barriere sono state in gran parte superate; sono disponibili sistemi conservanti naturali più efficaci, sicuri e compatibili con le esigenze moderne di formulazione; per esempio, il mercato si sta orientando verso glicoli multifunzionali, come l’1,2-esandiolo, ideali per prodotti destinati ai bambini e alle pelli sensibili (3). 

Passare da una formulazione “classica” a una “naturale” nell’haircare non è quindi un semplice esercizio di sostituzione ingredientistica, ma un ripensamento strutturale della formula.

Una delle aree più interessanti su cui le formulazioni naturali possono incidere è lo scalpo. Se il marketing tradizionale ha sempre posto l’accento sul “capello bello e lucente”, la scienza cosmetica più recente riconosce che il vero punto di partenza per la salute dei capelli è il benessere del cuoio capelluto.

Diversi studi hanno mostrato che la sensibilità dello scalpo è un fenomeno diffuso, caratterizzato da prurito, pizzicore, bruciore e discomfort, anche in assenza di patologie dermatologiche visibili. 

Una quota rilevante della popolazione soffre di sintomi riconducibili a scalp sensitivity e sottolinea come lo scalpo vada considerato, a tutti gli effetti, come la pelle del viso: una barriera cutanea da proteggere, idratare e lenire (4).

Questo approccio ha conseguenze dirette sullo sviluppo di prodotti haircare naturali che oltre a lavare bene i capelli consentono di:
• integrare attivi lenitivi e idratanti (Aloe vera, pantenolo, betaina, acido ialuronico vegetale), già tipici della skincare;
• usare antiossidanti e ingredienti anti-infiammatori (estratti e fermenti botanici) per ridurre lo stress ossidativo;

• scegliere tensioattivi delicati che rispettano la barriera lipidica, prevenendo secchezza e desquamazione;
• fare attenzione al microbioma dello scalpo, con prebiotici e postbiotici naturali in grado di supportare l’equilibrio della flora cutanea.

I limiti del naturale a tutti i costi

Gli ingredienti green certificati, provenienti da filiere tracciabili e sviluppati attraverso le più recenti innovazioni di chimica verde, tendono ad avere un prezzo superiore rispetto alle materie prime convenzionali. Non tutti i segmenti di mercato sono disposti a sostenere questo costo aggiuntivo. Il vero dilemma per il settore è che, per ridurne il prezzo unitario, sarebbe necessario aumentarne il consumo e la diffusione, così da sfruttare economie di scala. Il punto di equilibrio diventa quindi cruciale: offrire naturalità senza sacrificare funzionalità ed esperienza d’uso, in rispetto della fisiologia dello scalpo.

Bibliografia
1. Hair and scalp care market 2025-2030, https://www.grandviewresearch.com/.
2. Natural hair care products market 2025-2030, https://www.grandviewresearch.com/.
3. https://greenchemfinder.com/2025/07/24/preservatives-being-replaced-with-multifunctionals-in-products-for-sensitive-skin/.
4. Kim S, Shin S, Kim S et al. Understanding the Characteristics of the Scalp for Developing Scalp Care Products. JCDSA. 2021;11:204-216.