Editoriale IN2-2025

Editoriale IN2-2025

Tiziana Mennini

Direttore scientifico
de L'Integratore Nutrizionale

Nutricosmetici o piante per la bellezza?
Il fascino del regno vegetale

Nutricosmetici o piante per la bellezza? Questo è il dubbio che ho avuto quando ho definito il focus di questo numero. Infatti, come vedrete, sotto il termine “nutricosmetici” è vero che troviamo anche altre novità, come gli ialuroniani ad ampio spettro, il primo “psicobiotico” che migliora l’aspetto della pelle, i peptidi da collagene di origine marina o l’idrolizzato di cheratina biodisponibile con effetti su pelle, capelli e unghie, ma in questo numero le piante e derivati botanici la fanno sicuramente da padrone.

Infatti, si parla di estratto di mela per la bellezza dei capelli e delle unghie, estratto d’uva per l’iperpigmentazione della pelle, estratto di bacca maqui per l’occhio secco, estratto di polpa d’olive per illuminare la pelle, estratto di mirtillo selvatico per la compattezza e la luminosità della pelle, estratto di agrumi siciliani antinvecchiamento.  E ancora: botanicals per l’alopecia, complessi lipidici del grano per ridurre la caduta dei capelli, estratti di melograno o di mirtillo fermentato per modulare l’asse intestino-pelle.

Lascio agli esperti del mercato la spiegazione dell’evolversi delle preferenze dei consumatori che hanno indirizzato negli ultimi anni lo sviluppo dei nutricosmetici di origine vegetale, io mi fermo a una riflessione più generale.

Il regno vegetale, senza dubbio, rappresenta una fonte inesauribile di ingredienti e sostanze funzionali che possono essere utilizzate per ottenere una vasta gamma di effetti benefici, spesso sinergici, come l’uomo ha ben compreso sin dai tempi più remoti. Le piante, infatti, sono state utilizzate da millenni per scopi terapeutici e cosmetici, un sapere che si è tramandato attraverso le generazioni e che oggi trova nuova vita grazie alla crescente attenzione verso i rimedi naturali. La riscoperta dei prodotti naturali non si limita però solo alla valorizzazione delle loro proprietà, ma tende anche a rafforzare quel legame intrinseco tra cosmesi, medicina e natura, che è sempre stato parte integrante delle tradizioni ancestrali.

In questo contesto, il concetto di bellezza si evolve, non più intesa solo come un aspetto superficiale, ma come un riflesso del benessere globale dell’individuo. La bellezza, infatti, si intreccia indissolubilmente con la salute, e quest’ultima non è più vista come una condizione separata dalla cura dell’aspetto esteriore. L’uso delle piante e dei loro estratti, in sintonia con il rispetto per l’ambiente e per il corpo, rappresenta una strada per ritrovare un nuovo equilibrio, un modo per vivere in sintonia con la natura e, di conseguenza, con noi stessi. Essere belli, in quest’ottica, significa essere in salute, significa seguire un percorso che coinvolge non solo il corpo, ma anche la mente, in un’armonia che promuove il benessere a 360 gradi.

E voi che cosa ne pensate?

Opinion Leader • CT2, 2025

Leonardo Celleno

Opinion Leader • CT2, 2025

Senescenza e invecchiamento:
due processi su cui possiamo intervenire

Differenze, cause e soluzioni innovative per contrastare i processi dell’età

Si sa, invecchiare è un processo naturale. La senescenza ne è la naturale conseguenza e non possiamo fare niente per evitarla. Si cerca di invecchiare meglio, di mantenere più a lungo possibile il nostro benessere, ma comunque prima o poi si diventa “vecchi”. Tutto vero, però c’è qualcosa di nuovo. Intanto senescenza e invecchiamento, sebbene usati spesso come sinonimi, si riferiscono (per chi studia questi problemi) a processi distinti e diversi. La senescenza scientificamente indica un processo cellulare che porta all’arresto permanente del ciclo delle cellule con conseguenze che, alla fine, saranno evidenti anche sull’intero individuo. Si verifica in tutte le cellule proliferanti spontaneamente o perché soggette a sollecitazioni stressanti diverse. È uno dei processi causali dell’invecchiamento ed è responsabile di parte dei disturbi legati a questo processo.  

L’invecchiamento, invece, indica la perdita progressiva delle funzioni dei tessuti e degli organi nel tempo per cause legate sia ai processi intrinseci alle cellule sia per l’intervento di fattori esterni, come la radiazione UV. 

Sono due processi diversi che si intersecano fra di loro, ma essenzialmente diversificati. Per chiarire meglio, la senescenza si manifesta spontaneamente nelle cellule diploidi (come le cellule umane) e limita la loro durata di vita proliferativa: dopo un certo numero di divisioni (40-60), perdono la possibilità di dividersi ancora e di originare nuove cellule (limite di Hayflick); fenomeno causato da un progressivo accorciamento dei telomeri ad ogni divisione cellulare per prevenire l’instabilità genomica e quindi l’accumulo di danni al DNA, che si possono verificare durante le ripetute divisioni cellulari. È la senescenza replicativa, diversa dalla senescenza prematura che si verifica per eventi genotossici, forti stress metabolici o stress oncogenici, operando così un meccanismo anti-progressione tumorale. In entrambi i casi la senescenza si presenta quindi come un meccanismo protettivo: serve a “evitare” accumuli di danni al DNA e quindi di trasmettere un patrimonio genetico alterato e dannoso. Le cellule senescenti svolgono un ruolo chiave nei processi fisiologici come l’embriogenesi, il rimodellamento e la riparazione dei tessuti. Per esempio, durante l’embriogenesi, inducendo l’apoptosi, permettono il rinnovamento dei tessuti e l’organogenesi, nella riparazione tissutale eliminano cellule non più utili che ostacolano la guarigione di un danno tissutale. Questo spiega perché l’evoluzione non ha portato alla scomparsa della senescenza cellulare, proprio per mantenere questo sistema di difesa. Tuttavia, non sempre il processo si conclude con l’apoptosi e le cellule senescenti possono accumularsi con il tempo e in sede di patologie legate all’età, come nell’artrosi o nell’aterosclerosi e possono avere un impatto sulla normale fisiologia dei tessuti, secernendo fattori bioattivi come citochine, chemochine, fattori di crescita, metalloproteinasi, lipidi, nucleotidi, vescicole citoplasmatiche e fattori solubili. Così causano un progressivo deterioramento funzionale e diventano una delle cause principali dell’invecchiamento. 

L’invecchiamento, in quanto tale, è anch’esso determinato da molteplici cause, tuttavia, nel corso degli anni, i tantissimi studi hanno ormai stabilito che tra i meccanismi alla base dell’invecchiamento e in comune con i tanti altri processi che lo compongono, i radicali liberi (RL), specialmente quelli basati sull’ossigeno, svolgono un ruolo chiave.

Alla base della senescenza e dell’invecchiamento: il ruolo dei radicali liberi

Ma anche nella senescenza, i RL hanno la “responsabilità” dei tanti processi e fenomeni che si attuano nel suo manifestarsi. Il danno al DNA mediato dallo stress ossidativo è tra le principali cause e la loro aumentata produzione può rivelarsi dannosa e causare danni alle proteine cellulari compreso il DNA. Anche nei processi come l’inflammaging, ossia l’infiammazione cronica comune sia al crono che al foto-invecchiamento, gli RL sono il meccanismo attraverso cui si attuano.

Nel tentativo di contrastare l’azione dannosa degli RL e quindi i processi a loro legati, gli antiossidanti hanno rappresentato la prima risposta che è stata impiegata per combattere l’invecchiamento e non solo quello della cute, ma anche quello organico generale. Il loro impiego si è rivelato utile in molte condizioni fisiologiche e patologiche (infiammazione, protezione dallo stress ossidativo, terapie anticancro ecc.) ma non solo, ha permesso di intervenire su processi legati sia all’invecchiamento che alla senescenza. Molecole naturali quali quercetina, fisetina, luteolina, curcumina sono in grado di indurre selettivamente la morte delle cellule invecchiate, inducendo una “apoptosi selettiva”. Sono poi state sintetizzate nuove molecole sintetiche come il Navitoclax, con funzione pro-apoptotica per inibizione delle BCL-2 (proteine che possono esercitare un effetto pro o antiapoptotico) e di altre proteine, che ugualmente governano la permeabilità della membrana mitocondriale esterna. Altri inibitori delle BCL-2, come A1331852, A1331852, A1155463 ecc., sono in corso di studio così come nuove categorie di farmaci quali i cosiddetti “senomorfi” o “senostatici” che riducono gli effetti dannosi dei fattori biologici secreti dalle cellule senescenti (SASP) o sopprimono la senescenza senza indurre la morte della cellula senescente, interferendo con i regolatori trascrizionali. In studio anche farmaci cosiddetti Senoreverter che, invece di favorire l’apoptosi, consentirebbero alle cellule di rientrare nel ciclo cellulare e svolgere le loro funzioni come la rigenerazione della pelle. Chimera mirata alla proteolisi (PROTAC), nanoportatori, profarmaci a base di galattosio sono inoltre nuove tipologie di farmaci che la ricerca, sia sperimentale che clinica, sta indagando, così come anche l’immunoterapia basata sul «superficioma» delle cellule senescenti.  

Letture consigliate

Calcinotto A, Kohli J, Zagato E et al. Cellular Senescence: Aging, Cancer, and Injury. Physiol Rev. 2019;99(2):1047-1078.

Csekes E, Račková L. Skin Aging. Cellular Senescence and Natural Polyphenols. Int J Mol Sci. 2021;22(23):12641.

Schmeer C, Kretz A, Wengerodt D et al. Dissecting Aging and Senescence-Current Concepts and Open Lessons. Cells. 2019;8(11):1446.

Zhang L, Pitcher LE, Yousefzadeh MJ et al. Cellular senescence: a key therapeutic target in aging and diseases. J Clin Invest. 2022;132(15):e158450.

Cosmetic Technology 2, 2025

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Skin longevity and no age anxiety
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Attenzione: curve pericolose
A. Caldiroli

Opinion Leader

Senescenza e invecchiamento: due processi su cui possiamo intervenire
L. Celleno

articoli

C. Atzori, G. Piu, S. Piras, V. Mazzarello
SkinLab, Dipartimento Scienze Biomediche, Sassari
cristina.a93@tiscali.it

Instrumental evaluation of the efficacy of an anti-aging cosmetic product
Skin bioengineering techniques for the validation of cosmetic claims

Certainly, the goal of every cosmetic company is to formulate a product capable of meeting the needs and fulfilling the expectations of the final consumer. One of the fundamental steps in cosmetic design is represented by the in vivo efficacy evaluation, which utilizes non-invasive skin bioengineering techniques for the validation of cosmetic claims. This proves to be essential both to protect the consumer and for the producing company to make any necessary adjustments to the formulation itself. 

The following article reports a study conducted at a specialized center for efficacy evaluation (SkinLab, Uniss) on an eye contour cream based on 2% Vitis Vinifera (Grape) Juice. The protocol involved the recruitment of a group of volunteers selected according to specific inclusion and exclusion criteria to study and evaluate the claims made by the producing company: firming, moisturizing, anti-wrinkle, anti-dark circles, and anti-puffiness. For the instrumental evaluation, the following devices were used: Visioscan® VC20 Plus, Corneometer® CM825, Cutometer® MPA580, Indentometer® IDM 800, Mexameter® MX 18, and VisioFace® 1000D. After the final check-up, a multiple-choice self-assessment test regarding the pleasantness and efficacy of the cosmetic was administered to the volunteers. From the subsequent statistical analysis of the data, the results obtained were included in the report delivered to the producing company.


Sicuramente l’obiettivo di ciascuna azienda cosmetica è quello di formulare un prodotto che sia in grado di soddisfare le esigenze ed esaudire le aspettative del consumatore finale. Uno degli step fondamentali della progettazione cosmetica è rappresentato dalla valutazione dell’efficacia in vivo, questa si avvale di tecniche non invasive di bioingegneria cutanea per la validazione dei claim cosmetici. Ciò si dimostra essere essenziale sia per tutelare il consumatore che per l’azienda produttrice per apportare eventuali modifiche alla formulazione stessa. L’articolo che segue riporta uno studio, condotto presso un centro specializzato nella valutazione di efficacia (SkinLab, Uniss) su una crema contorno occhi a base di Vitis Vinifera Juice al 2%. 

Il protocollo prevedeva il reclutamento di un gruppo di volontari selezionati secondo determinati criteri di inclusione ed esclusione per studiare e valutare i claim vantati dall’azienda produttrice: elasticizzante, idratante, antirughe, antiocchiaie e antiborse. 

Per la valutazione strumentale sono stati impiegati il Visioscan® VC20 Plus, il Corneometer® CM825, il Cutometer® MPA580, l’Indentometer® IDM 800, il Mexameter® MX 18 e il VisioFace® 1000D. Dopo l’ultimo controllo è stato sottoposto alle volontarie un test di autovalutazione a risposta multipla, relativo alla gradevolezza e all’efficacia del cosmetico. Dalla successiva analisi statistica dei dati, i risultati ottenuti sono stati inseriti all’interno del report consegnato all’azienda produttrice.

M. Zanotti Russo
CEO di Angel Consulting, Safety Assessor e docente in materia di conformità e sicurezza dei prodotti cosmetici
info@angelconsulting.eu

Why do consumers distrust the substances found in modern cosmetics? The perspective of an expert who does not sell them (and has no followers)

The visibility of cosmetic products, which are consistently growing in appreciation and distribution across all continental areas, is being affected by an escalating volume of contradictory communications. These messages proliferate on web pages, blogs, and social networks that are increasingly prevalent, oscillating between commendations and benefits to outright alarmist attacks focused on the hypothetical, proclaimed, and never proven, dangers of ingredients and products. Often, ingredients with a well-known and reassuring safety profile are cited as highly toxic, but even more frequently, the discussion involves ingredients that are actually regulated and therefore approved by scientific committees and the European Union itself. This rampant and uncontrollable (and hardly contestable) form of defamation not only causes direct economic damage to the sector but also undermines the trust between companies and consumers. Worse still, it prompts behaviors and choices that lead consumers toward actions that genuinely pose health risks. Many companies initially saw a business opportunity driven by the “free from” movement, which essentially endorses the theories of self-proclaimed experts. This approach may have been rewarding in terms of sales initially, but at what price? And what are the long-term consequences?


La visibilità dei prodotti cosmetici, il cui apprezzamento e la cui diffusione sono in costante aumento in tutte le aree continentali, è affetta da una crescente mole di comunicazioni contrastanti, sia nelle pagine web che sui sempre più dilaganti blog e social networks, dove si alternano apprezzamenti e benefici a veri e propri attacchi allarmistici incentrati sulla ipotetica, conclamata e mai dimostrata, pericolosità di ingredienti e prodotti. Spessissimo vengono citati come altamente tossici ingredienti dal profilo perfettamente noto e rassicurante, ma ancora più spesso ingredienti addirittura regolamentati, quindi approvati dai comitati scientifici e dalla stessa Unione Europea. Questa dilagante forma incontrollabile (e ben difficilmente contrastabile) di diffamazione oltre a produrre un danno economico diretto al settore, mina il rapporto di fiducia fra aziende e consumatori e, ancora peggio, induce comportamenti e scelte che indirizzano i consumatori verso condotte realmente rischiose per la salute. Molte aziende hanno visto, inizialmente, una opportunità di business trainata dal “free from”, che sostanzialmente avvalla le teorie di sedicenti esperti. Probabilmente questo sarà stato (inizialmente) premiante sul piano delle vendite, ma a quale prezzo? E con quali conseguenze, a lungo termine?

M. Labianca, C. Gazerro, C. Landolfi
Toxhub Consulting
maria.labianca@toxhub-consulting.com

Negli ultimi anni, l’interesse per i cosmetici naturali è cresciuto esponenzialmente, spinto dalla crescente attenzione dei consumatori verso prodotti percepiti come più sicuri ed ecologici. Tuttavia, la naturalezza di un ingrediente non equivale automaticamente alla sua innocuità. Il Regolamento (CE) n. 1223/2009 impone rigorosi controlli su tutti gli ingredienti cosmetici, indipendentemente dalla loro origine, per garantire la sicurezza dei prodotti destinati alla cura della persona. Un aspetto critico è la possibile presenza di tossine naturali, come micotossine, alcaloidi e allergeni, che possono contaminare le materie prime cosmetiche e rappresentare un potenziale rischio per la salute della pelle.

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Uno strumento di lavoro ONLINE in cui potete trovare, oltre al Nuovo Regolamento n.1223/2009 (con i relativi aggiornamenti), tutte le Leggi afferenti e trasversali al settore cosmetico
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Makeup Technology P/E 2025

Makeup Technology P/E 2025

TENDENZE
FINESTRE DI APPROFONDIMENTO
RUBRICHE
INGREDIENTI

speciale: MAKEUP & SPF 

tendenze
Cosmetic Pursuit: il gioco che trasforma la formazione cosmetica in divertimento

LABORATORIO COSMOPOLITA,  ha trovato un modo unico per rendere l’apprendimento nel settore della cosmetica non solo efficace, ma anche divertente. Nasce così Cosmetic Pursuit, un gioco da tavolo ideato come strumento di formazione per professionisti del settore cosmetico.

Siete pronti a mettervi alla prova e a scoprire i segreti dietro i prodotti che rendono unica la cosmetica?

S. Zanella

Cosmetic Pursuit

SENSIENT

Zesty Yellow: è il colore dell'anno 2025
Zesty Yellow: è il colore dell'anno 2025

Il potere dei colori nella vita è innegabile: possono trasformare in modo sorprendente il nostro stato d’animo, risvegliare emozioni ed esprimere sentimenti. La psicologia del colore è sempre più studiata e utilizzata nel marketing e nell’industria cosmetica il colore è il “protagonista”, influenzando il makeup, i capelli e persino la sensorialità risvegliata dai prodotti per la cura della persona.

FINESTRE DI APPROFONDIMENTO

La rivoluzione dei peptidi nel makeup

La Bellezza è uno stato mentale

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Versatilità e prestazioni per la compattatura cosmetica
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L'angolo della strategia

Protezione in azione • G.P. Armana

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Diritti, libertà e privacy: una storia per tutti noi
• N. De Franceschi

Cosmetica e proprietà intellettuale

La dottrina degli equivalenti • A.V. Vanosi

Job Corner

Le figure professionali più ricercate nel 2024 nella filiera cosmetica • S. Lovagnini

INGREDIENTI

Occhio delle Grazie

Le Graie, con il loro unico occhio condiviso simboleggiano saggezza e mistero. 

L’Occhio delle Graie è una matita occhi antiaging disponibile in tre tonalità, ognuna ispirata alle antiche divinità. 

La formula è priva di profumo.

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Editoriale CT1, 2025

Anna Caldiroli

Editoriale CT1, 2025

La faccia nascosta della Luna

La faccia nascosta della Luna

Fuori dalla finestra, una scighera che si taglia col coltello. In questo scenario, ho posto una domanda a ChatGPT «A che punto siamo con l’uso dell’intelligenza artificiale nella cosmetica?». Mi ha risposto in una manciata di secondi:

L’uso dell’intelligenza artificiale (IA) nell’industria cosmetica sta crescendo rapidamente e si sta espandendo in diverse aree. Ecco alcuni dei principali sviluppi e applicazioni dell’IA in questo settore:
•Sviluppo di prodotti: analizzare dati su tendenze di mercato, preferenze dei consumatori e ingredienti efficaci. 
•Personalizzazione: adozione di algoritmi per offrire prodotti personalizzati. 
•Marketing e vendite: utilizzando l’analisi predittiva, si possono anticipare le tendenze e adattare le strategie di vendita.
•Assistenti virtuali: molti marchi stanno sviluppando chatbot e assistenti virtuali che possono rispondere a domande sui prodotti, fornire consigli e migliorare l’esperienza del cliente.
Analisi dei dati: analizzare grandi quantità di dati provenienti da social media, recensioni e altre fonti per capire meglio opinioni dei consumatori e tendenze emergenti.
•Sostenibilità: ottimizzare le catene di approvvigionamento e ridurre gli sprechi, contribuendo a pratiche più sostenibili.
•Ricerca e sviluppo: accelerare il processo di ricerca e sviluppo, aiutando a identificare rapidamente combinazioni efficaci di ingredienti e a testare nuove formulazioni.

Un effettivo utilizzatore di questi sistemi probabilmente inorridirebbe perché sa che non ci si accontenta della prima risposta ma si procede per affinamenti successivi e con la collaborazione simultanea di più strumenti che si integrano tra loro. Se vogliamo avere un’idea del contesto in cui operiamo (cioè l’industria cosmetica), superare la famigerata inibizione da pagina bianca o se abbiamo bisogno di guadagnare velocità riducendo i tentativi, eccoci serviti. 

Tuttavia, a mio avviso, siamo tenuti a considerare “the Otherside”, detto dai Red Hot Chili Peppers. L’IA è un soggetto attivo che “fa cose”, impara dal nostro attuale sapere e dalla sua strutturazione oltre che dalla base di dati da cui può attingere (e se questa è l’intera rete beh… sappiamo che non tutto ciò che sta lì corrisponde al vero) e restituisce risposte in base a un algoritmo probabilistico; qualche mese fa ho partecipato al Festival Internazionale Dell’ingegneria promosso dal Politecnico di Milano e un relatore ha messo all’opera diversi sistemi per proporre delle basi musicali con degli spunti di testo. Ebbene, alcuni generi musicali sembrano essere indiscutibilmente associati al sesso dei musicisti: così, alla richiesta di una certa canzone rock, la voce del cantante proposta è maschile e la stessa cosa accade per una band raggae. Un risultato analogo è stato discusso durante una conferenza TEDx: alla richiesta di fornire l’immagine di un ladro è stata restituita quella di una persona di pelle scura di sesso maschile. Uno strumento che diventa quindi tagliente se applicato ciecamente, in particolare all’opera in processi più complessi, per esempio, presso una questura, dove la domanda potrebbe essere “Possiamo rilasciare i documenti al Sig. XY?” a fronte anche dell’impostazione intrinseca del sistema scelto. Come ha spiegato il prof. Gottlob di Unical in un’intervista, l’IA al momento ha imparato che, per una stessa professione, persone di sesso femminile è facile che percepiscano un trattamento economico inferiore, quindi, occorre fornire all’IA regole logiche da porre in principio per evitare scelte sbagliate o il perpetrarsi di errori. 

L’IA ha dei bias perché nasce da noi e noi abbiamo dei bias. 

Siamo quindi noi che dovremmo sapere cos’è giusto ma non sempre lo conosciamo con certezza. Ad oggi, non possiamo scegliere se ricorrere all’IA perché è perfettamente compenetrata nelle nostre vite. Ciò che possiamo fare è scegliere come ricorrere all’IA sfruttando ciò che ci rende unici: le soft skills.

Cosmetic Technology 1, 2025

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La faccia nascosta della Luna
A. Caldiroli

Opinion Leader

La missione di garantire il diritto alla felicità.
L. Polli

articoli

F. Damato
Chimico, cosmetologo e tecnico-tricologo, ATELIER COSMETICO

→ francesca.damato@ateliercosmetico.it

The role of certain cosmetics in the treatment of seborrheic dermatitis on the scalp

Seborrheic dermatitis (SD) is a chronic inflammatory condition that mainly affects the scalp, causing redness, itching, scaling, and greasy yellowish flakes. The exact causes are not fully understood, but the fungus Malassezia is believed to play a crucial role. SD is more common in adults between the ages of 30 and 60 and tends to worsen during cold and dry months. Treatment focuses on reducing inflammation, eliminating the fungus, and controlling sebum production. Shampoos, lotions, and creams with sebum-regulating and antimicrobial ingredients are used to manage symptoms and prevent relapses. A trial conducted on five subjects with SD showed significant improvement after using a cosmetic treatment that included a peeling cream, specific shampoo, and lotion. All patients reported a reduction in symptoms such as erythema, itching, and scaling within 30 days, demonstrating the effectiveness of targeted and consistent treatment.


La dermatite seborroica è una condizione infiammatoria cronica che colpisce principalmente il cuoio capelluto, causando arrossamenti, prurito, desquamazione e la formazione di squame untuose giallastre. Le cause non sono del tutto chiare, ma si pensa che il fungo Malassezia giochi un ruolo cruciale. La dermatite seborroica è più comune negli adulti tra i 30 e i 60 anni e tende a peggiorare nei mesi freddi e secchi. Il trattamento mira a ridurre l’infiammazione, eliminare il fungo e controllare la produzione di sebo. Shampoo, lozioni e creme con ingredienti seboregolatori e antimicrobici sono utilizzati per mantenere sotto controllo i sintomi e prevenire le recidive. Una sperimentazione condotta su cinque soggetti affetti da DS ha mostrato significativi miglioramenti dopo un trattamento cosmetico combinato con crema peeling, shampoo e lozione specifica. Tutti i clienti hanno riportato una riduzione dei sintomi come eritema, prurito e desquamazione entro 30 giorni, dimostrando l’efficacia di un trattamento mirato e costante.

F. Rispo1, L. Dondero1, G. De Negri Atanasio1, G. Allaria1, F. Tardanico1, E. Lertora 1, I. Demori6, G. Costa7, E. Marchese7, 

S. Perera-del-Rosario8,9, E. Serrano-Candelas8, M. Palomino-Schätzlein8, E. Perata2, F. Robino2, P.F. Francesco Ferrari5, 

S. Ferrando1, M. Zanotti-Russo2, J. Markus3, S. Letasiova3, E. Grasselli1,4

Da: 22nd International Congress of the European Society of Toxicology In Vitro (ESTIV 2024), Prague June 3-6, 2024.

Per definizione, un ormone è una sostanza prodotta da una ghiandola endocrina che raggiunge l’organo bersaglio attraverso il circolo sanguigno. Secondo la Commissione Europea, un Interferente Endocrino (IE) è una sostanza esogena, o una miscela, che altera la funzionalità del sistema endocrino, causando effetti avversi sulla salute di un organismo, oppure della sua progenie o di una (sotto)popolazione (1). A questo proposito, il Regolamento Delegato (UE) 2023/707 (2) introduce nuove classi di pericolo (interferenza con il sistema endocrino per la salute umana e interferenza con il sistema endocrino per l’ambiente) che dovranno essere oggetto di valutazione da parte delle imprese che immettono sul mercato sostanze e miscele anche ad uso cosmetico; inoltre, definisce un interferente endocrino come la sostanza o miscela che altera una o più funzioni del sistema endocrino causando effetti nocivi su un organismo integro, la sua progenie, le popolazioni o le sottopopolazioni. Al considerandum n. 6, lo stesso Regolamento argomenta che le sostanze e le miscele con proprietà di interferenza con il sistema endocrino sono spesso persistenti, perché non degradabili dall’ambiente e pertanto rappresentano un rischio per la salute pubblica e per l’ambiente. È stato dimostrato che l’interferenza con il sistema endocrino può causare determinati disturbi negli esseri umani, tra cui malformazioni congenite, disturbi dello sviluppo, della riproduzione o dello sviluppo neurologico, tumori, diabete e obesità, con un’incidenza elevata e in aumento sia nei bambini che negli adulti. Data la loro persistenza nell’ambiente, è stato anche dimostrato che le proprietà di interferenza con il sistema endocrino possono influire negativamente sulle popolazioni animali.

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BUONA LETTURA!

Editoriale IN 1 • 2025

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Tiziana Mennini

Direttore scientifico
de L'Integratore Nutrizionale

Cari lettori...

Cari Lettori, 

Il primo numero dell’anno si apre con un focus impegnativo, sulla salute del cervello, l’organo che regola le nostre capacità cognitive e affettive oltre al funzionamento di tutti gli organi presenti nel corpo e determina le reazioni agli eventi stressanti che possono verificarsi nella vita quotidiana. Argomento complesso e molto vasto, che qui considereremo solo in minima parte dal punto di vista degli integratori alimentari. Ecco, quindi, perché ho pensato di accompagnarvi in una breve “guida alla lettura”.

Il primo articolo che troverete (imperdibile!) è a firma di uno dei più autorevoli esperti italiani nel meccanismo d’azione degli psicofarmaci, Giovanni Biggio, professore emerito di Neuropsicofarmacologia presso l’Università degli Studi di Cagliari, che ci offre un’interessante review sugli effetti della melatonina a lento rilascio non solo per favorire il sonno, ma anche come agente neuroprotettivo e ci aiuta a capire i meccanismi che ne stanno alla base. 

A seguire, una revisione esaustiva della letteratura degli ultimi dieci anni relativa all’impatto della curcumina nella neuroinfiammazione e al suo ruolo neuroprotettivo nella malattia di Alzheimer, a cura di Elena Azzini, ricercatrice del Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione – CREA. 

Sappiamo che i prodotti vegetali svolgono un ruolo sempre più centrale nella modulazione del benessere psicofisico. È quanto ci conferma Marco Biagi, professore di Biologia Vegetale dell’Università degli Studi di Parma e membro della SifNut, in una review sui prodotti vegetali per il rilassamento e il benessere mentale.

Sullo stesso tema, Elisabetta Frattini di INDENA presenta uno studio clinico prospettico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo sull’effetto dell’assunzione prolungata di un estratto di foglie di melissa formulato con fosfolipidi, su stress, ansia e qualità del sonno.

Tutte queste informazioni vi hanno fatto venire mal di testa? Nessun timore, Francesco Francini-Pesenti, medico nutrizionista presso l’Azienda Ospedaliera di Padova e docente della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione e della Dietetica e del corso di laurea in Dietistica dell’Università di Padova, presenta un’accurata revisione della letteratura sull’approccio dietetico e nutrizionale per l’emicrania.

Come sempre la nostra rivista non è monotematica, ecco perché Fortuna Iannuzzo e Fabrizia Guerra (NGN Healthcare), ricercatrici formatesi sotto la guida di Ettore Novellino (attualmente docente presso L’Università Cattolica del Sacro Cuore – Roma), illustrano l’effetto di un estratto secco di Melannurca Campana IGP per il mantenimento del corretto profilo colesterolemico plasmatico.

E siamo solo alla prima parte della rivista! Ci sono altri importanti aggiornamenti, presentazioni dalle industrie e notizie di mercato. Insomma, abbiamo iniziato l’anno alla grande, grazie a tutti gli Autori che scrivono per noi, e abbiamo intenzione di continuare così! Seguiteci.

LABORATORI PLANTS

LABORATORI PLANTS

Il Tuo Laboratorio
in Outsourcing
RICERCA & SVILUPPO

Da diversi anni portiamo a termine numerosi progetti di ricerca e di Innovazione Farmaceutica quali:

Università degli Studi di Messina, Facoltà di Medicina, Dipartimento di Farmacologia

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Fondo per la crescita sostenibile, Ministero dello sviluppo Economico

Contract manufacturing & Private Label
Laboratori Plants offre una ampia gamma di servizi relativi agli affari regolatori, dei quali si occupa un team coordinato da un apposito esperto, come previsto dalla normativa vigente. Laboratori Plants sa quanto sia importante offrire ai propri clienti dei prodotti che siano già svincolati da queste procedure ed è per questo che "Pensiamo a Tutto Noi! Tu dovrai solo ponderare ed ordinare il prodotto del quale necessiti.
Sviluppo
e Controllo


Sviluppo e controllo etichetta secondo normativa vigente

Redazione
Dossier


Redazione dossier come da DM del 10/08/2018

Pratiche
Ministeriali


Fra i vari servizi troviamo la gestione delle pratiche di notifica ministeriale

Training
di Formazione


Fra le diverse attività che mettiamo a disposizione troviamo anche il Training di formazione

Ricerca
materie Prime


Ricerca di materie prime supportate da studi clinici/scientifici

Sviluppiamo
per Comunicare


Sviluppo di folder e materiale per la comunicazione

I Nostri Macchinari

Laboratori Plants, Viaria C
Giammoro, Pace del Mela,
98042 Messina 

info@laboratoriplants.it
www.laboratoriplants.com

Our Story

Laboratori Plants nasce verso la fine degli anni ’80 per passione del dott. Giovanni Ruggeri, che insieme alla dott.ssa Luisa Coletta, hanno fatto di questo progetto, una realtà che opera da circa trent’ anni in questo settore. Da allora, Ricerca, Salute e Benessere sono i capisaldi, attorno alle quali l’azienda farmaceutica si è sviluppata.

Certificazioni

Tutti i nostri processi sono guidati dai principi della Qualità Totale: lavoriamo secondo le procedure integrate e certificate del nostro Sistema di Qualità dalle prime fasi dello sviluppo fino alla consegna finale.
Il nostro Sistema di Qualità è conforme alle norme ISO9001, ISO13485 e ISO22000 ed è ispezionato annualmente per la sua conformità alle GMP FDA per gli Integratori Alimentari (CFR 21, Vol. 2 part 111, 30/04/2018).

Segue anche gli standard della Prassi di Rieferimento UNI “Requisiti per buone pratiche di fabbricazione nella produzione di integratori alimentari”.

Laboratori Plants

Dove Primeggiamo -
Esperienza & Innovazione

Una mission condivisa e l’unione che fa la forza

Una mission condivisa e l’unione che fa la forza

Our story

CosmetitrovoCovalo

Collaborazioni

Cosmetitrovo e Covalo collaborano con Università, Master, centri di ricerca e sono vicini alle nuove leve del settore, sempre più digital e pronte ad utilizzare strumenti di ricerca on line come preziosi alleati per il proprio lavoro. Questa partnership ha il potenziale di trasformare il settore della bellezza, rendendo le aziende cosmetiche italiane più competitive, innovative e sostenibili.

Cosmetitrovo, piattaforma B2B che semplifica le interazioni on line tra chi cerca e chi offre lungo a filiera di produzione cosmetica italiana entra a far parte di Covalo, la start up svizzera che offre la più grande piattaforma globale dedicata alla ricerca di ingredienti cosmetici.

“Sicuramente un importante passo avanti per noi” spiega Maria Randazzo, ex formulatrice e founder di Cosmetitrovo ed oggi Country Manager per Covalo“ entrambe le piattaforme hanno sempre avuto l’obiettivo comune di rispondere alle esigenze specifiche dei brand e dei formulatori semplificando al massimo e rendendo rapida, smart ed efficiente la connessione tra essi e fornitori, partner e distributori ed oggi, uniamo le forze”.

Questa è una novità eccezionale nel panorama delle piattaforme digitali di ricerca mondiali in quanto finora esse non sono mai state in grado di rappresentare le realtà locali costituite principalmente da distributori con i quali le aziende produttrici coltivano storici rapporti. Inoltre, rispetto alle altre piattaforme mondiali, la specificità sul settore cosmetico e la stretta collaborazione con i brand sono ulteriori punti di forza delle due piattaforme.

Covalo è anche partner di in-cosmetics e grazie a questa sinergia i fornitori di ingredienti iscritti beneficeranno di un’ulteriore visibilità dei loro articoli durante le diverse fiere e oltre, perché nel database di ricerca viene dato particolare spicco agli ingredienti nuovi attraverso specifici filtri di ricerca che consentiranno ai formulatori e project manager di esplorare e lasciarsi ispirare dai nuovi lanci, i trend e gli awards delle diverse fiere (Global, Asia, Latam)

Cosmetitrovo manterrà la sua impronta locale, con nuove opportunità

In un prossimo futuro le due piattaforme verranno integrate, ma Cosmetitrovo manterrà la sua identità, la navigazione in lingua italiana e sarà ancora la piattaforma di riferimento e la vetrina per i distributori di materie prime sul territorio nazionale, e anche per tutti i fornitori (di packaging, servizi vari, consulenziali e contoterzi) per la ricerca di clienti sul territorio italiano.

Cosmetitrovo sta offrendo la possibilità ai fornitori italiani del proprio network di creare il proprio profilo aziendale nella sezione Servizi di Covalo ad un prezzo speciale, offrendo così ai fornitori la possibilità di varcare i confini del nostro paese presentandosi agli oltre 22.000 utenti di Covalo diffusi in tutto il mondo. Questa sezione è oggetto di particolare attenzione per i founder in quanto si ritiene abbia interessanti potenzialità soprattutto per il made in Italy.

Sono infatti oltre 6000 i brands diffusi in 145 paesi gli utilizzatori della piattaforma globale, sulla quale è possibile esplorare circa 100.000 prodotti da oltre 1000 fornitori. Tra i suoi utilizzatori (75% con background tecnico) ci sono i big player dell’industria L’Oréal, Beiersdorf, Sephora, Coty e Lush, Rare beauty, Givaudan, The body shop, così come indie brand: c’è spazio ed opportunità per tutti.

L’acquisizione di Cosmetitrovo da parte di Covalo è in linea con gli obiettivi del 2025 ovvero la regionalizzazione della proposta, a partire dall’Italia e la Cina e che nel futuro verrà replicata in altri paesi strategici.

Questa acquisizione rappresenta un momento cruciale nella nostra missione di fornire soluzioni veramente regionalizzate “ afferma Yann Chilvers co-fondatore di Covalo. “il successo di Cosmetitrovo nel collegare l’ecosistema cosmetico italiano si allinea perfettamente con la visione globale di Covalo. Insieme rafforzeremo gli attori locali e sbloccheremo nuove opportunità di crescita Il network di professionisti di Cosmetitrovo e di Covalo faranno parte da adesso in poi di un’unica community globale

Dalla parte dei brand e la collaborazione con grandi player dell’industria

Covalo dialoga quotidianamente con i brands e aziende produttrici, per farsi portavoce delle loro difficoltà o spunti di miglioramento per migliorare nel tempo le modalità di navigazione della piattaforma e renderla sempre più vicina alle esigenze degli utenti.
Uno strumento on line aperto e gratuito per le aziende per esplorare, lasciarsi ispirare dalle varie proposte e novità, selezionare i fornitori ed interagire con essi per richieste di campioni, quotazioni, documentazioni.
L’obiettivo primario è offrire a tutti uno strumento di selezione dei fornitori evoluto e smart per semplificare e velocizzare l’immissione sul mercato dei prodotti cosmetici.
Alcuni grandi brands stanno già beneficiando dei Brand Portal ovvero “piattaforme tailor-made” sviluppate su misura da Covalo e integrate con il database e con i loro sistemi gestionali.

Laboratorio Cosmopolita

interactive cosmetic research & development

Laboratorio Cosmopolita

interactive cosmetic research & development

Laboratorio Cosmopolita è un laboratorio di ricerca e formulazione dove creatività e scienza si fondono a curiosità e passione per tutto ciò che ruota attorno al mondo cosmetico. Internamente ci occupiamo di sviluppare prodotti in diversi settori: make-up, skincare, haircare, toiletries e oral care, dalla selezione delle materie prime fino all’industrializzazione. Collaboriamo con produttori e distributori di materie prime, per i quali testiamo nuovi ingredienti cosmetici valutandone il potenziale applicativo con realizzazione di formulazioni prototipo.

Lavoriamo su brief del cliente o elaboriamo nostre proposte formulative, sviluppando formulazioni da zero create su misura per il cliente. Svolgiamo internamente test di stabilità e compatibilità fino all’industrializzazione e produzione di prototipi per supportare i nostri clienti nel lancio sul mercato.

CONSULENZA FORMULATIVA E SUPPORTO TECNICO - MARKETING

Il nostro team di cosmetologhe e formulatrici offre un servizio di assistenza e supervisione tecnica ad aziende e brand sia da un punto di vista formulativo che da un lato tecnico-marketing per la creazione e sviluppo di nuovi concept.

Laboratorio Cosmopolita
Via Milano 39, 20821 Meda (MB)
Tel: 3495611115
serenaz@laboratoriocosmopolita.com

TRAINING DI LABORATORIO

Organizziamo training di formazione tecnica, pratica in laboratorio o teorica. Si tratta di giornate studiate e preparate su misura rispetto alle esigenze specifiche di ogni cliente.

ANALISI DI MERCATO

Il costante aggiornamento tecnico, grazie alla partecipazione a diverse fiere di settore, ci permette di offrire un servizio di analisi di mercato anche da un punto di vista tecnico-marketing.

COMUNICAZIONE E SOCIAL NETWORK

Offriamo servizi di supporto alle aziende in ambito comunicazione, creazione di post sui social network e supporto per organizzzione eventi e fiere in ambito cosmetico.

IL NOSTRO TARGET?

Aziende contoterziste, fornitori di materie prime, brand e start-up che desiderano sviluppare il proprio progetto cosmetico e formulatori che vogliono ampliare le loro conoscenze in ambito tecnico-formulativo.