Utilizzo di un alimento a fini medici speciali muscolo specifico in pazienti affetti da malattia di Parkinson

SUMMARY

Muscle-targeted nutritional support for rehabilitation
in patients with parkinsonian syndrome
A pragmatic, bicentric, randomized, assessor-blind controlled trial
during multidisciplinary intensive rehabilitation treatment

We evaluated the efficacy of muscle-targeted nutritional support on the functional outcomes of multidisciplinary intensive rehabilitation treatment in patients with Parkinson Disease (PD) or parkinsonism. We conducted a pragmatic, bicentric, randomized (1:1), assessor-blind controlled trial (Protein, Leucine and Vitamin D Enhancing Rehabilitation [PRO-LEADER]; April 2017 to January 2018) in cognitively intact patients with PD or parkinsonism and undergoing a 30-day multidisciplinary intensive rehabilitation treatment.
Patients (n=150) received a standard hospital diet with or without a whey protein–based nutritional supplement enriched with leucine and vitamin D twice daily.
The primary efficacy endpoint was the increase in the distance walked during a 6-minute walking test (6MWT). Secondary endpoints were changes in 4-meter walking speed, Timed Up and Go test (TUG), Berg balance scale, handgrip strength, Selfassessment Parkinson’s Disease Disability Scale, body weight, and skeletal muscle mass (SMM). Nutritional support resulted in greater increase in the distance walked during 6MWT (mean 69,6 meters [95% confidence interval (CI) 60,7-78,6]) than no support (51,8 meters [95% CI 37,0-66,7]): center-adjusted mean difference, 18,1 meters (95% CI 0,9-35,3) (p=0,039). Further adjustment for changes in dopaminergic therapy and SMM yielded consistent results: mean difference, 18,0 meters (95% CI 0,7-35,2) (p=0,043).
A meaningful effect was also found for the following secondary endpoints: 4-meter walking speed (p=0,032), TUG (p=0,046), SMM, and SMM index (p=0,029). Six patients discontinued the nutritional therapy due to mild side effects. In conclusion the consumption of a whey protein–based nutritional formula enriched with leucine and vitamin D with multidisciplinary intensive rehabilitation treatment improved lower extremity function and preserved muscle mass in patients with PD or parkinsonism.

 

Riassunto

Abbiamo valutato l’efficacia di un alimento a fini medici speciali mirato al muscolo sugli esiti funzionali del trattamento di riabilitazione intensiva multidisciplinare, in pazienti affetti da malattia di Parkinson o parkinsonismi.

È stato condotto uno studio pragmatico, bicentrico, randomizzato (1:1), da aprile 2017 a gennaio 2018, in pazienti cognitivamente integri, affetti da malattia di Parkinson o parkinsonismi, sottoposti a un trattamento di riabilitazione intensiva multidisciplinare di 30 giorni. I pazienti (n=150) hanno ricevuto una dieta ospedaliera standard, con o senza un integratore alimentare a base di proteine del siero di latte arricchito con leucina, calcio e vitamina D.

L’endpoint primario di efficacia era l’aumento della distanza percorsa durante il test del cammino di 6 minuti. Gli endpoint secondari prevedevano, invece, un cambiamento della velocità del cammino su 4 metri del test Timed Up and Go (TUG), della Berg Balance Scale (per l’equilibrio), della forza di impugnatura (handgrip), della Self Assessment Parkinson’s Disease Disability Scale (per valutare la disabilità), del peso corporeo e della massa muscolare scheletrica. È stata inoltre dosata la vitamina 25 OH D all’ingresso e in dimissione, sia nel gruppo trattato sia nel gruppo di controllo.

La somministrazione del supplemento nutrizionale ha comportato un aumento del 25% della distanza percorsa durante il 6 Minute Walking Test (6MWT) dai soggetti supplementati (media 69,6 metri, 95% intervallo di confidenza, range 60,7-78,6) rispetto ai soggetti non supplementati (media 51,8 metri, 95% intervallo di confidenza, range 37-66,7), non modificata da ulteriori aggiustamenti statistici per terapia e massa muscolare. È stato inoltre riscontrato un effetto significativo per i seguenti endpoint secondari: velocità del cammino di 4 metri (p=0,032), Timed Up and Go (p=0,046), massa muscolare e indice di massa muscolare (p=0,029). Sei pazienti hanno interrotto la terapia nutrizionale prevista, a causa di lievi effetti collaterali. Nei soggetti supplementati aumenta anche la vitamina D ematica.

In conclusione, la supplementazione di una formula nutrizionale a base di proteine del siero di latte arricchita con leucina e vitamina D, associata a un trattamento di riabilitazione intensiva multidisciplinare, è in grado di migliorare la funzione motoria e di preservare la massa muscolare nei pazienti con PD o parkinsonismo.

 

Introduzione

La malattia di Parkinson (PD) e i parkinsonismi (PKS) sono caratterizzati da limitazioni motorie che condizionano la qualità della vita. Il trattamento di questi disturbi, oltre alla terapia farmacologica, prevede interventi di fisioterapia mirata e trattamenti nutrizionali specifici (terapia integrata) (1). Per quanto riguarda il trattamento nutrizionale, è noto che le proteine introdotte con la dieta possono interferire con l’efficacia della terapia farmacologica (levodopa); pertanto, viene impostata un’alimentazione a ridistribuzione proteica che prevede l’assunzione di proteine animali solo al pasto serale (2,3). Una dieta a ridistribuzione proteica correttamente pianificata è in grado di soddisfare in maniera ottimale i fabbisogni proteici del paziente e ridurre al minimo le interferenze tra alimentazione e farmaci; tuttavia, spesso i pazienti tendono a gestire autonomamente la propria alimentazione, riducendo eccessivamente le proteine e andando incontro, pertanto, a un aumentato rischio di malnutrizione proteica. Inoltre, sebbene nei malati di Parkinson vi sia una nota bassa prevalenza di sarcopenia, ben descritta in letteratura, la ridotta performance motoria legata alla malattia può influire negativamente sul muscolo e di conseguenza sui benefici derivanti dalla riabilitazione (2,4). Altro punto chiave del trattamento nutrizionale dei pazienti PD è la vitamina D, poiché in letteratura sono descritti bassi livelli plasmatici di vitamina D nei pazienti PD e migliori performance motorie nei pazienti con livelli di 25OH vitamina D più alti (5).

Esistono, pertanto, varie supplementazioni orali che possono essere utilizzate nel trattamento della malattia di Parkinson. Fino ad oggi sono stati utilizzati prevalentemente integratori ipercalorici e ipoproteici, più comunemente commercializzati per pazienti con insufficienza renale (6). Questi prodotti rivestono tuttora un ruolo importante nel trattamento nutrizionale dei pazienti con fluttuazioni motorie, in cui è davvero indispensabile ottimizzare l’efficacia della levodopa e minimizzare le interferenze tra levodopa e proteine. Tuttavia, vi è un’attenzione crescente all’utilizzo di integratori proteici nei pazienti PD, soprattutto se a rischio di malnutrizione proteica, di sarcopenia o se sottoposti a riabilitazione fisica intensiva.

Abbiamo pertanto condotto uno studio scientifico, con lo scopo di valutare i benefici di una supplementazione orale specifica per la massa magra nei malati di Parkinson ricoverati in riabilitazione intensiva multidisciplinare per 30 giorni. Il trial è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Neurology nel 2019 (7) ed è stato condotto come descritto nei paragrafi successivi.

 

Materiali e Metodi

Lo studio è stato condotto con un disegno pragmatico, bicentrico e randomizzato (1:1). Ha ricevuto l’approvazione da parte del comitato etico di riferimento ed è stato condotto secondo la dichiarazione di Helsinki.

I pazienti sono stati reclutati consecutivamente in due diverse strutture riabilitative specifiche per malati di Parkinson (Ospedale Moriggia Pelascini di Gravedona e Fondazione Gaetano e Piera Borghi di Brebbia), nel periodo tra aprile 2017 e gennaio 2018. Tutti i pazienti hanno partecipato a un programma riabilitativo di 30 giorni in regime di ricovero, finalizzato al miglioramento del cammino o della stabilità posturale. I criteri di esclusione erano la presenza di declino cognitivo, uno stadio di malattia avanzato (Hoen e Yahr score >4/5), insufficienza epatica o renale, malattie psichiatriche o neoplasie negli ultimi 5 anni o controindicazioni all’utilizzo del prodotto (assunzione di altri integratori a base di calcio, vitamina D o proteine ad alto dosaggio oppure allergia alle proteine del latte vaccino).

Il prodotto utilizzato è stato una polvere a base di proteine del latte vaccino arricchito con calcio e vitamina D (Fortifit Nutricia®). I pazienti (n=150) hanno ricevuto una dieta ospedaliera standard, con o senza l’integratore alimentare (randomizzazione 1:1). La randomizzazione è avvenuta tramite mezzi informatici. Il dosaggio giornaliero della supplementazione orale era di 40 g di polvere in 100-150 ml di acqua, che corrispondono a 20 g di proteine del latte, 2,8 g di leucina, 9 g di carboidrati, 3 g di lipidi, 800 UI di vitamina D e 500 mg di calcio. Il prodotto è stato somministrato due volte al giorno, in orari della giornata in cui non potesse interferire con la terapia farmacologica con levodopa, nel rispetto della dieta a ridistribuzione proteica.

Sono state condotte le seguenti valutazioni:

• Valutazioni neurologiche: Mini Mental State Examination per valutare la performance cognitiva, stadiazione secondo il punteggio di Hohen e Yahr, valutazione della gravità della malattia secondo il calcolo del punteggio UPDRS (Unified Parkinson’s Disease Rating Scale) e valutazione della terapia farmacologica antiparkinson.

• Valutazioni nutrizionali: misure antropometriche (peso, altezza, circonferenza polpaccio); misurazione della composizione corporea con bioimpedenziometria (BIA Akern 101); anamnesi alimentare mirata al calcolo dell’apporto proteico e calorico, con diario alimentare quantitativo dei 3 giorni e recall delle 24 ore basato su atlanti validati delle porzioni e analisi dei dati tramite il software WinFood.

• Valutazione della performance motoria: 6 Minute Walking Test, che valuta la distanza percorsa in 6 minuti; velocità del cammino per 4 metri; punteggio al test Time Up and Go, che valuta motilità, equilibrio, rischio di caduta e abilità nel cammino; punteggio della Berg Balance Scale (per l’equilibrio) e della forza di impugnatura (handgrip).

• Una valutazione aggiuntiva è stata rappresentata dalla Self-assessment Parkinson’s Disease Disability Scale per valutare il grado di disabilità nello svolgimento delle attività quotidiane. È stata inoltre dosata la vitamina 25 OH D all’ingresso e in dimissione, sia nel gruppo trattato sia nel gruppo di controllo.

Come endpoint primario di efficacia è stato individuato l’aumento della distanza percorsa durante il test del cammino di 6 minuti (6MWT). Gli endpoint secondari prevedevano, invece, un cambiamento della velocità del cammino su 4 metri, del test Timed Up and Go, della Berg Balance Scale (per l’equilibrio), della forza di impugnatura (handgrip), della Unified Parkinson’s Disease Disability Scale per valutare la disabilità, del peso corporeo e della massa muscolare scheletrica (SMM).

L’analisi statistica dei dati è stata condotta col Software STATA.

 

Risultati

Abbiamo valutato 327 pazienti per arrivare a includerne 150 nello studio. I principali criteri di esclusione sono stati il declino cognitivo, uno stadio di malattia di Parkinson troppo avanzato o l’integrazione di vitamina D. I pazienti sono stati divisi tramite randomizzazione in due bracci da 75 pazienti ciascuno. Tra i 75 pazienti che hanno assunto la supplementazione orale vi sono stati 6 drop out, di cui 4 per intolleranza gastro-intestinale (uno per dispepsia, due per meteorismo e uno per diarrea) al supplemento e 2 per interferenza tra le proteine del supplemento ed efficacia della levodopa.

La somministrazione del supplemento nutrizionale ha comportato un aumento del 25% della distanza percorsa durante il 6MWT nei soggetti supplementati (media 69,6 metri, 95% intervallo di confidenza, range, 60,7-78,6) rispetto ai soggetti non supplementati (media 51,8 metri, 95% intervallo di confidenza, range 37-66,7), non modificata da ulteriori aggiustamenti statistici per terapia e massa muscolare (Tab.1).

È stato inoltre riscontrato un effetto significativo del supplemento per i seguenti endpoint secondari: una maggiore velocità del cammino di 4 metri (p=0,032), un miglior punteggio nel Timed Up and Go (p=0,046), una conservata massa muscolare misurata alla bioimpoedenziometria, non solo in termini di valore assoluto ma anche in termini di indice di massa muscolare (kg/m2) (p=0,029) (Tab.1).

Nel gruppo dei pazienti supplementati si è osservato, inoltre, un aumento dell’intake proteico (p=0,007), dell’intake calorico (p<0,01), della circonferenza del polpaccio (p=0,031) e della vitamina D ematica (p<0,01) (Tab.1).

Conclusioni

La supplementazione di una formula nutrizionale a base di proteine del siero di latte arricchita con leucina e vitamina D, associata a un trattamento di riabilitazione intensiva multidisciplinare, è in grado di migliorare la funzione motoria e di preservare la massa muscolare nei pazienti con PD o parkinsonismo. Questo tipo di supplementazione è a maggior ragione indicata nei soggetti con sarcopenia o con elevato rischio di malnutrizione.

Commento degli autori
Nei casi in cui l’utilizzo di questo tipo di supplementazione fosse controindacata per preesistente integrazione con calcio e/o vitamina D oppure per intolleranza gastro-intestinale, è possibile utilizzare supplementazioni di altro tipo. Ad esempio, esistono integratori specifici di malattia di Parkinson a base di sieroproteine del latte vaccino, senza l’aggiunta di calcio e vitamina D e con una buona tollerabilità gastrica (Fortiral Ralpharma®).

Inoltre, a prescindere dalla riabilitazione e dall’indice di massa magra, nei pazienti affetti da malattia di Parkinson vi è l’indicazione a dosare i livelli plasmatici di 25OH vitamina D. Qualora i valori siano carenti o insufficienti, vi è l’indicazione a utilizzare integratori di colecalciferolo secondo i dosaggi previsti dalle linee guida (8).

Ringraziamenti
Ringraziamo tutti gli autori dell’articolo originale pubblicato su Neurology nel 2019 (7), in particolar modo Emanuele Cereda che ha condotto l’analisi statistica dei dati.

 

Bibliografia
1. Frazzitta G, Maestri R, Bertotti G et al (2015) Intensive rehabilitation treatment in early Parkinson’s disease: a randomized pilot study with a 2-year follow-up. Neurorehabil Neural Repair 29:123-131
2. Burgos R, Bret´on I, Cereda E et al (2018) ESPEN guideline clinical nutrition in neurology. Clin Nutr 37:354-396
3. Cereda E, Barichella M, Pedrolli C et al (2010) Low-protein and protein-redistribution diets for Parkinson’s disease patients with motor fluctuations: a systematic review. Mov Disord 25:2021-2034
4. Barichella M, Pinelli G, Iorio L et al (2016) Sarcopenia and dynapenia in patients with parkinsonism. J Am Med Dir Assoc 17:640-646
5. Rimmelzwaan LM, van Schoor NM, Lips P et al (2016) Systematic review of the relationship between vitamin D and Parkinson’s disease. J Park Dis 6:29-37
6. Barichella M, Madio C, Cassani E et al (2011) Oral High-Calorie, Low-Protein Supplements in a Parkinson’s Disease Patient: A Case Report. Mov Disord 26(2):354-355
7. Barichella M, Cereda E, Pinelli G et al (2019) Muscle-targeted nutritional support for rehabilitation in patients with parkinsonian syndrome. Neurology 93(5):e485-e496
8. Pludowski P, Holick MF, Grant WB et al (2018) Vitamin D supplementation guidelines. Steroid Biochem Mol Biol 175:125-135

Integratori alimentari

Antonino Santoro
Membro del Consiglio di amministrazione di EHPM (European Federation of Associations of Health Products Manufacturers)
santoro.santoro@fastwebnet.it


Il 18 febbraio scorso si è tenuta a Bruxelles, presso il Parlamento europeo, una tavola rotonda organizzata dall’European Federation of Associations of Health Product Manufacturers (EHPM). Nel corso della tavola rotonda è stato trattato il tema degli integratori alimentari come strumento utile nella prevenzione primaria e per la promozione della salute, e sono state discusse le opportunità e le sfide dell’attuale regolamentazione europea nel settore (2). È stato inoltre presentato il Manifesto recentemente pubblicato da EHPM dal titolo Food Supplements for healthier citizens & a stronger economy in the EU (3).

Nel documento viene illustrato il ruolo degli integratori alimentari nel mantenimento della salute, l’andamento del settore in Europa e i traguardi a livello legislativo e normativo raggiunti in questi anni. Il Manifesto, inoltre, sottolinea gli aspetti sui quali è necessario ancora lavorare a livello legislativo, affinché l’integratore alimentare e il relativo comparto industriale possano raggiungere il loro pieno potenziale.

EHPM ha voluto far presente alle istituzioni europee la strategicità del settore e indicare le problematiche ad esso connesse, in un quadro regolatorio europeo non ancora armonizzato che presenta delle barriere che ostacolano gli operatori e non consentono ai consumatori stessi di disporre di prodotti innovativi e con chiare indicazioni d’uso. Qui a seguire vengono riportati i punti principali del Manifesto, al quale si rimanda per tutti i dettagli e la bibliografia citata. […]

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Consumo di peperoncino e riduzione del rischio di infarto cardiaco e di ictus cerebrale

Marialaura Bonaccio1, Augusto Di Castelnuovo2, Chiara Cerletti1, Maria Benedetta Donati1, Giovanni de Gaetano1, Licia Iacoviello1,3
1Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione IRCCS Istituto Neurologico Mediterraneo NEUROMED, Pozzilli (IS)
2Mediterranea Cardiocentro, Napoli
3Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Centro di Ricerca in Epidemiologia e Medicina Preventiva (EPIMED), Università dell’Insubria, Varese-Como
marialaura.bonaccio@moli-sani.org


Le spezie rappresentano un elemento importante della dieta mediterranea (MD) e sono poste, insieme alle erbe, alla base della piramide della dieta mediterranea, sia per le loro proprietà sia come prezioso sostituto del sale. Il peperoncino piccante (Capsicum annuum L.), appartenente al genere Capsicum, è originario dell’America centrale e meridionale, è ampiamente presente nelle diverse culture alimentari di tutto il mondo e viene utilizzato per insaporire molti piatti tradizionali delle regioni italiane meridionali.
I benefici per la salute del peperoncino sono stati attribuiti alla capsaicina, il suo principale composto bioattivo che ne conferisce il carattere pungente, che diversi studi sperimentali hanno dimostrato favorevolmente associato a un miglioramento della funzione cardiovascolare e della regolazione metabolica. Oltre alle sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche, e agli effetti atero-protettivi, la capsaicina induce apoptosi delle cellule tumorali; tuttavia, alte concentrazioni potrebbero comportare effetti deleteri.
Studi sull’uomo hanno suggerito che l’assunzione di peperoncino facilita la perdita di peso attraverso l’attivazione di diversi recettori e un migliore controllo dell’insulina. Altri dati epidemiologici sembrano confermare le proprietà dimagranti del peperoncino, mostrando associazioni inverse con l’incidenza di sovrappeso e obesità.
Più recentemente, studi sugli animali hanno evidenziato un’interazione tra il contenuto di capsaicina nella dieta e il microbiota intestinale proposto come nuovo meccanismo di effetto antiobesità della capsaicina, che agirebbe attraverso la prevenzione della disbiosi microbica, disfunzione della barriera intestinale e infiammazione cronica di basso grado. Ad oggi, le prove epidemiologiche che affrontano in maniera prospettica l’associazione tra l’assunzione di peperoncino e il rischio di malattia/mortalità sono piuttosto scarse.
Ad eccezione di due studi di popolazione provenienti dalla Cina e dagli Stati Uniti, che riportano entrambi un rischio di mortalità ridotto associato all’assunzione regolare di peperoncino, attualmente non sono disponibili studi epidemiologici sui potenziali benefici per la salute associati al consumo di peperoncino nelle aree mediterranee. Inoltre, i due studi sopra menzionati non hanno affrontato la problematica relativa ai possibili meccanismi biologici attraverso i quali l’assunzione regolare di peperoncino può fornire i vantaggi per la salute.
Lo scopo principale del nostro studio è stato quello di stimare l’associazione tra il consumo di peperoncino e la mortalità totale, prendendo in considerazione un’ampia popolazione mediterranea di uomini e donne; come scopo secondario, lo studio ha esaminato alcuni meccanismi biologici che potrebbero essere coinvolti nell’associazione tra peperoncino e rischio di mortalità, analizzando il possibile contributo di alcuni noti biomarcatori di rischio cardiovascolare. Infine, abbiamo valutato se l’inclusione del peperoncino fosse in grado di migliorare la previsione del rischio associata a una dieta mediterranea tradizionale […]

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La giovinezza in un sorso

[…] Il benessere della pelle inizia da una buona scelta della tipologia di collagene idrolizzato. A partire dal collagene nativo, infatti, l’azione degli enzimi proteolitici può essere casuale, producendo una miscela caratterizzata da una grande varietà in termini di amminoacidi liberi e grandezza dei peptidi. Inoltre, il prodotto ottenuto potrebbe essere differente da lavorazione a lavorazione. Per avere una certezza nella costanza delle proprietà organolettiche, ma soprattutto funzionali […] 

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Utilizzo di un alimento a fini medici speciali muscolo specifico in pazienti affetti da malattia di Parkinson

[…] È stato condotto uno studio pragmatico, bicentrico, randomizzato (1:1), da aprile 2017 a gennaio 2018, in pazienti cognitivamente integri, affetti da malattia di Parkinson o parkinsonismi, sottoposti a un trattamento di riabilitazione intensiva multidisciplinare di 30 giorni.
I pazienti (n=150) hanno ricevuto una dieta ospedaliera standard, con o senza un integratore alimentare a base di proteine del siero di latte arricchito con leucina, calcio e vitamina D. […]

 

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Perché gli studi clinici non considerano le differenze di genere?

Cari Lettori, questo numero de L’Integratore Nutrizionale ha un focus sul benessere femminile; argomento importante e sicuramente molto vasto, in quanto le donne attraversano varie fasi della vita caratterizzate da profondi cambiamenti biologici e fisiologici che richiedono l’apporto di nutrienti e/o integratori alimentari differenti nei diversi periodi. Ovvio che per questi aspetti ci siano studi clinici specifici per documentare, ad esempio, i benefici degli integratori durante la gravidanza, lo sviluppo o la menopausa, ma io vorrei accennare in particolare a un aspetto diverso, cioè a quegli effetti benefici che sono trasversali nei due sessi, ad esempio gli effetti cardiovascolari o quelli sulle prestazioni sportive o altro ancora.

Anche se già dagli anni ‘80 le principali organizzazioni sanitarie hanno sollevato il problema della scarsamente considerata disparità di genere, molti studi clinici ancora trascurano il gentil sesso, estrapolando poi erroneamente i risultati dall’uomo alla donna. Ma questa è un’approssimazione grossolana che può portare a errori di valutazione: ad esempio dosi attive nell’uomo potrebbero avere un’efficacia diversa nelle donne per differenze di farmacocinetica, di accumulo nel tessuto adiposo, di metabolismo e altro ancora.

Oppure studi che arruolano soggetti di entrambi i sessi spesso non analizzano i risultati delle due sottopopolazioni separatamente, e questo potrebbe produrre una variabilità nei risultati che ne cela la reale efficacia.

In questo numero accenniamo a questo aspetto nella rubrica Letteratura Scientifica, dove vengono commentate due review che riportano effetti diversi della caffeina e del nitrato nei due sessi.

È un invito agli sperimentatori a considerare le donne negli studi clinici, ricordando che le donne non sono solo “piccoli uomini”…

Metaboliti secondari come nutrienti non-essenziali: Pomodoro

Paolo Morazzoni1, Francesco Visioli2, Fulvio Ursini2
1Indena (Milano);
2Dipartimento di Medicina Molecolare (Università di Padova)
scientificadvisor.pm@indena.com

Il pomodoro (Solanum lycopersicum L., 1753) è una pianta annuale della famiglia delle Solanacee e che dal punto di vista della classificazione botanica (ICBN) è riportata anche come Lycopersicon esculentum (L.) Karsten ex Farw. La pianta è originaria di aree dell’America centrale, che oggi sono identificabili con il Messico, dove peraltro è stata avviata la prima domesticazione intorno al 700 dC.
… I dati di produzione mondiale del pomodoro corrispondono oggi (dati FAOSTAT aggiornati al 2014) a circa 170,75 Mt (milioni di tonnellate) derivanti da circa 50.238,1 km2 di aree coltivate sparse ormai in moltissimi paesi che includono tra i principali produttori quelli del bacino Mediterraneo (Italia, Spagna, Francia, Grecia, Turchia, Israele e paesi maghrebini), la Cina, l’India e gli Stati Uniti (4).
… Il consumo alimentare estensivo di pomodoro in molte parti del mondo ha anche permesso di accumulare molti dati interessanti di tipo epidemiologico che hanno sempre più permesso di identificare i componenti fitochimici (Fig.2) di questo frutto nel loro complesso come associabili ad effetti salutistici importanti nella popolazione (5-7). Sulla base di questi rilievi, sono poi stati avviati anche molti studi, di tipo preclinico e clinico, che hanno sostanziato per alcuni dei componenti del frutto, quali polifenoli e soprattutto alcuni carotenoidi come il licopene, importanti attività biologiche.

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Metaboliti secondari come nutrienti non-essenziali: Vite

Paolo Morazzoni1, Francesco Visioli2, Fulvio Ursini2
1Indena (Milano);
2Dipartimento di Medicina Molecolare (Università di Padova)
scientificadvisor.pm@indena.com

La vite (Vitis vinifera L.) (Fig.1) è classificata, insieme ad altre 900 specie suddivise in 15 generi, come appartenente alla grande famiglia delle Vitacee. Tra tutte le specie raggruppate in questa famiglia, la Vitis vinifera L. è sicuramente la più conosciuta, oltre a essere quella maggiormente utilizzata in epoca attuale a scopi commerciali che includono soprattutto l’utilizzo del frutto e/o di sue parti ad uso alimentare e/o medicinale, e in minor parte delle foglie a prevalente uso medicinale.
[… ] Vitis vinifera L. è presente nell’elenco delle sostanze vegetali ammesse negli integratori alimentari del Ministero della Salute (DM del 9 gennaio 2019) con le seguenti indicazioni di riferimento per gli effetti fisiologici:
folium, semen: funzionalità del microcircolo (pesantezza delle gambe), antiossidante, regolare funzionalità dell’apparato cardiovascolare;
oleum: integrità e funzionalità delle membrane cellulari, trofismo e funzionalità della pelle, contrasto dei disturbi del ciclo mestruale, funzionalità articolare.

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Sviluppo e validazione di una piattaforma innovativa per lo studio in vitro dei diversi meccanismi di assorbimento intestinale

La permeabilità intestinale è cruciale nel regolare la biodisponibilità e gli effetti biologici di farmaci e composti alimentari. Tuttavia, studi quantitativi sull’assorbimento di molecole sono piuttosto limitati, a causa della mancanza di modelli sperimentali affidabili e in grado di riprodurre le risposte che si osservano in vivo. In questo studio è presentato un dispositivo innovativo che costituisce un modello fluidico in vitro di barriera dell’intestino tenue, in cui l’epitelio intestinale ricostruito in 3D viene integrato con un bioreattore fluido-dinamico che simula gli stimoli fisiologici dell’ambiente intestinale (MIVO®) […]

 

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