MakeUp Technology Primavera-Estate 2026

Makeup Technology
Primavera-Estate 2026

PACKformance

TENDENZE
FINESTRE DI APPROFONDIMENTO
RUBRICHE
INGREDIENTI
EDITORIALE
tendenze

Il colore dell’anno 2026
di Sensient
è Reverie Pinke

Questa tonalità vi ispirerà a trovare gioia e forza nei momenti di tranquillità e riflessione

F. Soro
Senior Global Trends Manager, SENSIENT BEAUTY fernanda.soro@sensient.com

le lenti a contatto colorate

Si confermano accessorio beauty strategico per valorizzare il makeup
DESIO sceglie il marrone come colore iconico del 2026

G. Cingolani
PR & Digital Communication Consultant press@marzo21.it

Dalla STANDARDIZZAZIONE alla personalIZZAZIONE

SCENARI MAKEUP 2026

M. Donzelli
Regulatory Affairs e Technical Innovation Specialist donzelli.m94@icloud.com

Packaging inclusivo
nel beauty

lo stato dell’arte tra normative, design tattile e soluzioni tecnologiche

A. Rizzuto
Product, Project manager and Scientific Freelance Writer annarizzuto.pm@gmail.com

FINESTRE DI APPROFONDIMENTO

Packformance

Quando il packaging potenzia la formula

P. Fazio
Responsabile coordinamento ricerca applicata, IMPRIMA patrizia.fazio@imprima.it

RIVOLUZIONE anni '70

Un’eredità di bellezza

S. Abbattista
O-PAC Create to Innovate, Oggiono (LC) stefania.abbattista@opac.it

DOUBLEUM

Nuova generazione di pennelli professionali

A. Iannitelli
anna.iannitelli@ceceditore.com

Dal sottoprodotto alimentare al packaging makeup

La tecnologia REKRILL® per sostituire le plastiche petrolchimiche

M. Petrillo
Marketing e Communication Manager, KRILL DESIGN michela.petrillo@krilldesign.net

Studio e sviluppo di packaging cosmetici per l’alta quota

Risposta alle criticità climatiche dell’ambiente montano tramite packaging innovativi

F. Leghissa, S. Comensoli, C. Marchetti, M. Marranzano,
C. Bertaggia

Società Italiana di Chimica e Scienze Cosmetologiche (SICC), Italia francesca.leghissa@yahoo.com

packaging un motore attivo di performance

Il nuovo paradigma del makeup è la packformance

M. Pasqua
Head of Regulatory Affairs and Product Safety (RAPS), BKolor Makeup&Skincare (Treviglio, BG)
manupasqua73@gmail.com

Il ruolo dell’esperto di packaging

Competenze e metodologie per il design di prodotto

P. Perugini, C. Grignani
Dipartimento Scienze del Farmaco, Università di Pavia
ETICHUB, Spin-off accademico dell’Università di Pavia paola.perugini@unipv.it

rubriche
Job Corner

L’impatto della formazione accademica sulle carriere Beauty
S. Lovagnini

Sistemi avanzati

NFC nel packaging del makeup
Una rivoluzione digitale per il settore della bellezza • P. Fazio

Legale

- È lecito limitare la garanzia nel makeup? La vera partita si gioca nel contratto di fornitura • D. Manzoni
- Dal long-lasting alla sostenibilità • V. Viola

INGREDIENTI


TALC-TOUCH CNM-SM0115

Talc-free, senza compromessi

URAI
F. Keller • federica.keller@urai.it

FORMULAZIONI

WhiteLipstick

FARAVELLI COSMETIC DIVISION
G. Magrini
cosmetico@faravelli.it

Beauty Backpacking

LABORATORIO COSMOPOLITA
M. GALLO
lab@laboratoriocosmopolita.com

PUBBLIREDAZIONALE
Vacanze Romane
soft blush

Scopri Vacanze Romane, un blush leggero con una texture cream to powder ultra levigante che dona un incarnato naturalmente sano e baciato dal sole. La sua formula setosa si fonde perfettamente con la pelle, regalando un finish fresco e luminoso.
La texture soft touch assicura un’applicazione controllata e una sfumatura impeccabile, per un risultato uniforme e modulabile, da un velo di colore delicato a un effetto più radioso e scolpito.
Per un’applicazione ottimale, applica il prodotto con un pennello con movimenti morbidi oppure con la punta delle dita: un tocco semplice che esalta la vitalità naturale della pelle e lascia il viso fresco, luminoso ed elegantemente chic, con il fascino senza tempo di un’estate italiana.

Per Vacanze Romane, Faenza Packaging ha realizzato un astuccio stampato in tecnologia digitale HP Indigo, impreziosito da laminazione soft touch e dettagli lucidi ad alto spessore che ne esaltano l’eleganza e la qualità percepita.

È stata scelta una carta GC1 certificata FSC, in linea con l’impegno del Gruppo verso la sostenibilità. Un approccio che si traduce in soluzioni progettate per essere più funzionali, più responsabili e a ridotto impatto ambientale, senza alcun compromesso in termini di qualità e performance.

Editore
Francesco Bazzi
fb@ceceditore.com

Direttore Responsabile
Francesco Redaelli
fr@ceceditore.com

Direttore Scientifico
Fabrizia Lo Bosco
fabrizia.lobosco@ceceditore.com

Responsabile di redazione
Anna Iannitelli
ai@ceceditore.com

Progetto grafico
e impaginazione

Serena Dori
sd@ceceditore.com

Marketing
Giulia Gilardi
gg@ceceditore.com

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Editoriale Innovazione in Botanicals 1 – 2026

editoriale
Innovazione in Botanicals 1•2026
Fabrizia Lo Bosco

Direttore scientifico
di Innovazione in Botanicals

Circular Botanicals
il futuro della sostenibilità e della tracciabilità

Per molto tempo, nel nostro settore, “naturale” è stata una parola sufficiente. Bastava indicare l’origine vegetale di un ingrediente per collocarlo automaticamente in una dimensione positiva, quasi autogiustificata. Oggi non è più così.
Il mercato è cambiato, ma soprattutto è cambiato il modo in cui guardiamo alle materie prime. Non chiediamo soltanto che cosa contiene un estratto: chiediamo da dove arriva, come è stato coltivato, quali risorse ha consumato e che cosa rimane dopo la sua produzione. In altre parole, il botanical non è più solo una composizione chimica, ma una storia tecnica verificabile.
È qui che nasce il concetto di Circular Botanicals. Non una categoria di prodotto, bensì un cambio di logica industriale.
Per decenni abbiamo lavorato secondo uno schema lineare: si coltiva, si estrae, si utilizza, si scarta. Un modello efficiente solo in apparenza, perché trasferiva altrove i costi ambientali e agronomici. Oggi, invece, la materia vegetale tende a essere vista come una matrice complessa in cui ogni frazione possiede un potenziale funzionale. La parte non utilizzata in un processo diventa materia prima per un altro e la coltivazione non è più semplice approvvigionamento, ma gestione di un sistema biologico che deve rimanere fertile nel tempo.
Parallelamente, la tecnologia sta trasformando la sostenibilità da dichiarazione a dato. Tracciabilità digitale, analisi avanzate e sistemi di certificazione evoluti stanno spostando il valore dal titolo dell’attivo alla qualità del percorso che porta a quell’attivo. Un estratto non vale solo per ciò che contiene, ma per ciò che dimostra: provenienza, riproducibilità, responsabilità produttiva.
Questo passaggio avrà conseguenze profonde. La competizione non sarà più basata esclusivamente su concentrazione e prezzo, ma sulla solidità dell’ecosistema produttivo. In altre parole, la qualità percepita diventerà qualità documentata. E quando la qualità è documentata, diventa confrontabile, quindi inevitabilmente anche selettiva.
Per l’industria dei botanicals significa ripensare il proprio ruolo. Non più fornitori di ingredienti isolati, ma progettisti di processi: agricoli, estrattivi ed energetici insieme. È un cambiamento culturale prima ancora che tecnologico, perché implica accettare che il valore economico derivi dalla stabilità del sistema nel tempo, non solo dall’efficienza immediata.
In questo scenario anche la comunicazione cambia. Il consumatore non è più soltanto destinatario, ma verificatore. La fiducia non nasce dalla promessa, ma dalla possibilità di controllarla.
I Circular Botanicals rappresentano quindi il passaggio da un’industria estrattiva a una rigenerativa. Non una scelta di immagine, ma un’evoluzione inevitabile: quando le informazioni diventano accessibili, la trasparenza smette di essere un vantaggio competitivo e diventa lo standard minimo.
La domanda che guiderà il prossimo decennio non sarà più quanto un ingrediente sia naturale, ma quanto sia dimostrabile il suo impatto sul sistema che lo ha generato.

Il futuro del nostro settore dipenderà dalla capacità di rispondere a questa domanda con dati, metodo e responsabilità.

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Editoriale IN1, 2026

Editoriale IN1, 2026

Tiziana Mennini

Direttore scientifico
de L'Integratore Nutrizionale

Dobbiamo avere paura dell’Intelligenza Artificiale in sanità?

Cari Lettori, 

ormai tutti i giorni i media ci bersagliano con notizie, citazioni, dibattiti, conferenze e molto altro a proposito dell’Intelligenza Artificiale (IA) e del suo possibile ruolo nell’affiancarsi o addirittura sostituire le attività umane, per cui al momento credo che tutti la guardiamo con cautela e/o scetticismo. 

Queste sono solo alcune delle perplessità che comunque anch’io condivido, soprattutto per quanto riguarda la salute. È un dato di fatto che l’IA sia già entrata nella pratica clinica, soprattutto in ambito diagnostico e nelle piattaforme di chat con i pazienti, molto prima che la regolamentazione riuscisse a starle dietro, lasciando importanti lacune.

Un report del quotidiano The Guardian ha riferito di presunte inesattezze cliniche del modello di Google AI Overview, portando alla rimozione di alcune ricerche mediche fuorvianti, tentando così di arginare momentaneamente il problema, senza risolvere la criticità dell’imprecisione di AI Overview che permane tuttora.

Quando Open AI ha risposto lanciando ChatGPT Salute ho fatto un balzo sulla sedia: ma come? Allora i medici non servono più? Facciamo leggere le nostre cartelle cliniche all’IA? Sarà affidabile? Da chi è controllata? Può sbagliare? (ma subito c’è da chiedersi: sbagliare rispetto a che cosa?). Sbaglia più o meno del medico con camice bianco e stetoscopio?

È arrivata a questo proposito una provocazione del Prof. Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Mario Negri, intervenuto alla consegna di borse di studio per le malattie rare, pubblicata su Corriere della Sera. Secondo Remuzzi «oggi l’intelligenza artificiale supera il medico, e di molto, nel ragionamento clinico e nella capacità diagnostica». Infatti, ha citato uno studio pubblicato su New England Journal of Medicine (NEJM) che ha avuto proprio lo scopo di verificare se IA in ambito medico-diagnostico sbagli più o meno del medico. Questo punto è rilevante, perché ogni anno nel mondo muoiono 2,6 milioni di persone a causa di diagnosi sbagliate, circa settemila al giorno (ma tranquillizzatevi, sulla popolazione mondiale, che oggi supera gli 8,2 miliardi di persone, gli errori gravi o esiti fatali legati a diagnosi errate rappresentano “solo” lo 0,03%, in ogni caso una tragedia enorme in termine di vite umane). 

Allora torniamo al NEJM, che pubblica settimanalmente casi di diagnosi complesse aperte al confronto tra medici di tutto il mondo. Su 304 casi analizzati (dal 2017 al 2025) l’IA ha individuato la diagnosi corretta in circa l’85% delle analisi, mentre i medici coinvolti nel test, pur trattandosi di professionisti esperti, si sono fermati intorno al 20%. I casi analizzati derivano comunque da scenari clinici complessi, selezionati proprio perché in grado di mettere in difficoltà anche specialisti altamente qualificati, come sottolineato da Remuzzi, che ha commentato: «è impossibile per un medico, per quanto preparato, conoscere e trattare migliaia di malattie, a cui se ne aggiungono 250 nuove ogni anno. L’IA, invece, può analizzare insieme dati biologici, chimici e clinici in tempi compatibili con la pratica medica.» Si tratta quindi di uno strumento che può affiancare, ma non sostituire, il lavoro del medico, facendogli risparmiare tempo che potrà essere maggiormente dedicato al rapporto umano con i pazienti, aspetto, quest’ultimo, che l’IA non potrà mai sostituire.


Leggi anche l’articolo di Integratori&Benessere su IA e integratori alimentari a pagina 39

 

Cosmetic Technology 1, 2026

Cosmetic Technology 1 - 2026

PROTECTION: Sun & pollution

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Sun-care (r)evolution
A. Caldiroli

Opinion Leader

Protection 360°
R. Gornati

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Uno strumento di lavoro ONLINE in cui potete trovare, oltre al Nuovo Regolamento n.1223/2009 (con i relativi aggiornamenti), tutte le Leggi afferenti e trasversali al settore cosmetico
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Le aziende protagoniste di questo numero

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Ricevi Cosmetic Technology tutto l'anno

La rivista di riferimento per formulazione, ingredienti, regulatory e trend dell’industria cosmetica.

CPL Aromas

Let’s create together

CPL Aromas

We bring success to our customers
through innovative fragrances,
outstanding service and a human touch

CPL Aromas is the world’s leading, fragrance-only fragrance house, with 22 international locations, serving customers in over 100 countries and employing over 900 people globally. With 7 manufacturing sites and ranking in the top 10 of the sector’s major players, CPL is home to some of the world’s leading perfumers and is trusted by top brands to translate their creative vision into beautifully crafted fragrances. 
The company produces fragrance concentrates suitable for Fine Fragrances, Personal Care products and Household applications and focuses their creativity, innovation and energy on making outstanding fragrances and bringing new ideas and insights to help clients grow their brands and delight their customers. 
CPL Aromas’ success is centred upon independence. The company is able to select its own raw materials and take risks to create peerless fragrances and applications that have currency the world over. The commitment to delivering exceptional customer service is integral to the way CPL works, and it is for this reason that clients come back time and time again.

CPL Aromas Italia
Via Castel Morrone, 24, 20129 Milano
tel +44 1279502300
www.cplaromas.com

Together with the larger family of partners, customers and suppliers,
CPL Aromas will continue to create the companies future, founded in a solid set of values and willing to go the extra mile for the big CPL family.

History

Founded in 1971 and headquartered in the UK, CPL Aromas are proud to remain a family run business.

We are so proud to be at the helm of such an extraordinary team at CPL Aromas. A team which rises to every challenge and whose efforts allow CPL to excel as a business. CPL Aromas has certainly come a long way since 1971 when Terry and Michael, our father and uncle, first started the company - and we will continue to lead and grow together as one big extended family.

CEO and COO, CPL Aromas, Chris and Nick Pickthall

Since the start CPL has grown exponentially with major growth between 1990 and 2010. In 2022 CPL Aromas celebrated their 50th year in the industry and continue to look to the future and geographical expansion.

Innovation

CPL Aromas take innovative approaches and directions to solve the challenges of fragrance development that clients face. This helps to create breakthrough products that have already revolutionised existing markets, and unlocked entirely new ones. With an extensive team of specialists working on projects that offer a unique and exclusive product for customers while aligning with the CPL brand identity and the ingredients to which they commit. CPL’s technologies extend the opportunities on the perfumer’s palette, opening the door to an exciting new world of creativity.

Sustainability

CPL Aromas embraces the responsibility to integrate sustainability into every aspect of the business. Wanting to meet the needs of today, without compromising on the needs of tomorrow. With this in mind, CPL launched a new sustainability vision and strategy, to lead positive, transformational change.
The new sustainability vision and strategy focuses on four pillars; Environment, People, Innovation and Sourcing. Ensuring that every part of the business is working towards amore sustainable future. The strategy outlines the companies commitments to acting on the biggest sustainability challenges affecting the business, prioritising where CPL can make the biggest difference. This is aligned with the United Nations Sustainable Development Goals (SDGs) and supports CPL’s strategic objectives.
The company has a Platinum Ecovadis certificate, ranking CPL Aromas in the top 1% of companies in the fragrance sector.

Our Fundamentals

CPL decided to redefine our Essence (vision), Formula (mission) and Ingredients (values) to more closely reflect our strategy of remaining a family company, independent and committed to sustainability.

Let’s Create Together

Our formula

We bring success to our customers through innovative fragrances, outstanding service and a human touch.

Our essence

Infusing happiness through scents.

Our ingredients

FAMILY PRIDE

QUALITY

RESPONSIBILITY

SUSTAINABLE MINDSET

INDEPENDENCE

FARAVELLI LANCIA “STAND OUT”

FARAVELLI LANCIA “STAND OUT”

l’arte dell’inconsueto
Una campagna che racconta il valore di emergere, tra visione creativa, storytelling visivo e 100 anni di identità

Nel 2026 Faravelli celebra 100 anni di storia: un secolo di evoluzione, sempre accanto alle imprese. Unanniversario che diventa occasione narrativa e progettuale per ridefinire il proprio posizionamento e raccontare cosasignifica oggi distinguersi davvero.

Nasce così Stand Out, la nuova campagna corporate di un’azienda milanese a conduzione familiare, fondata nel 1926 da Giusto Faravelli — imprenditore visionario e appassionato di fotografia — e oggi realtà internazionalenella distribuzione di materie prime per l’industria chimica, farmaceutica, cosmetica, alimentare, nutraceutica,petfood.

Stand Out non è solo un claim, ma una piattaforma di comunicazione.
Un invito a emergere che prende forma in un linguaggio audace e human-to-human.

In un contesto competitivo sempre più complesso, per Faravelli la qualità delle materie prime è fondamentale, ma rappresenta solo il punto di partenza.

La vera differenza nasce dall’incontro tra visione, competenza, velocità e capacità di costruire soluzioni su misura.

Sono questi “gli ingredienti giusti” per avere successo.

Ed è qui che Faravelli si posiziona: come partner strategico alfianco delle aziende nei momenti decisivi, capace diaccompagnare i clienti fino a quello più significativo, quando un prodotto arriva al consumatore finale.

CONTATTI
Faravelli Comms Division

Silvia Di Tommaso - Responsabile Comunicazione: silvia.ditommaso@faravelli.it
Giorgio Paoli giorgio.paoli@faravelli.it

Opinion Leader • CT6, 2025

Elena Zanca

Opinion Leader • CT6, 2025

Il futuro dell’hair care è olistico

Un viaggio tra scienza, formulazione e culture globali della bellezza

Oggi la bellezza nasce da un benessere a 360°, che integra corpo, mente e ambiente, includendo alimentazione sana, mindfulness, attività fisica e tecnologie di supporto. Le head SPA riportano l’attenzione sulla salute del cuoio capelluto, unendo rituali olistici e innovazione cosmetologica, trasformando il salone in laboratorio di benessere integrale.

Nel salone contemporaneo, competenza tecnica, cultura del benessere ed empatia si fondono: il professionista diventa un coach estetico, capace di distinguere tra l’approccio edonistico — orientato all’impatto immediato — e quello olistico, che armonizza estetica, salute e identità. Il suo compito è tradurre bisogni percepiti e reali in un’esperienza di benessere autentico, vissuto nel hic et nunc. Secondo lo psichiatra Vittorino Andreoli (1) il comportamento umano nasce dall’interazione tra fattori fisici, psichici e ambientali. Per l’hairstylist-coach, significa capire che il capello non è solo materia biologica, ma parte di un sistema di significati ed emozioni legati alla storia personale del cliente.

Come ricorda il fisico John D. Barrow (2), bellezza, genio e felicità sfuggono a qualsiasi formula: non esiste un taglio o colore perfetto universale, ma quello giusto per quella persona, in quel momento della sua vita. È in questo equilibrio tra tecnica ed empatia che l’estetica diventa benessere autentico. La personalizzazione contemporanea si avvale di strumenti sofisticati: analisi digitali del capello, intelligenza artificiale, analisi dell’armocromia. Tuttavia, nell’umanesimo cosmetico la tecnologia resta supporto: al centro dell’esperienza rimangono professionista e cliente. È il primo che interpreta dati e sensazioni, trasformandoli in esperienza unica. Questa filosofia dell’equilibrio trova espressione nei diversi modelli culturali globali.

La cura dei capelli è influenzata da tradizioni culturali, caratteristiche morfologiche e nuove tendenze. In Asia, il capello è simbolo di integrità; in Occidente, terreno di sperimentazione. La globalizzazione ha mescolato questi linguaggi: l’Oriente osa con colori audaci, l’Occidente riscopre rituali delicati.

Il modello asiatico integra tecnologia avanzata e filosofie tradizionali. I saloni coreani dedicano spesso metà servizio alla diagnosi del cuoio capelluto, utilizzando microcamere avanzate e dispositivi a vapore. Questa attenzione riflette la filosofia del “nunchi” – capacità di leggere bisogni non espressi – applicata all’hair care, trasformando la cura in meditazione attiva dove ogni gesto ha significato terapeutico.

Il modello brasiliano rappresenta l’esempio più avanzato di ecosistema integrato. Molti saloni adottano approcci multidisciplinari: estetista, massaggiatrice, esperto di taglio, specialista del colore e terapeuta capilar collaborano nello stesso spazio, offrendo percorsi coerenti che uniscono cura estetica e benessere globale. La “terapia capilar” ha elevato la cura del cuoio capelluto a disciplina autonoma, con protocolli che combinano massaggi specializzati, oli essenziali e trattamenti ricostruttivi. Il terapeuta legge la storia di stress e abitudini del cliente attraverso l’analisi del cuoio capelluto, prescrivendo trattamenti che includono consigli lifestyle.

Il movimento americano del textured hair ha rivoluzionato l’inclusività nell’hair care (3).

Questo segmento in espansione è sostenuto dalla richiesta di prodotti clean – privi di solfati, siliconi – a favore di formule clean e sostenibili.

Partito dalle comunità afroamericane, si estende a tutte le texture, creando una cultura basata sul rispetto della struttura naturale. I saloni specializzati sviluppano protocolli che includono educazione sulla struttura del capello e supporto per transizioni da capelli trattati a naturali.

La struttura morfologica del capello guida queste scelte formulative specializzate. Il capello riccio (type IV Walker, 4) risulta strutturalmente più fragile e incline alla secchezza, richiedendo nutrimento attraverso lipidi vegetali, burri nutrienti come karité e cocco, proteine idrolizzate a basso peso molecolare e film former per mantenere definizione e integrità strutturale.

Al contrario, il capello liscio (Type I Walker, 4), comune nel fenotipo asiatico, si caratterizza per resistenza naturale e lucentezza intrinseca; beneficia di tagli che rispettino peso e caduta naturale, e di trattamenti che preservino l’integrità cuticolare, enfatizzino la brillantezza e migliorino il volume attraverso prodotti styling dedicati.

Per molte comunità afrodiscendenti, la cura dei capelli trascende la dimensione puramente estetica per diventare esperienza culturale, identitaria e spesso comunitaria, tramandata attraverso generazioni. Il professionista, in questo contesto culturalmente sensibile, assume il ruolo di facilitatore e custode di tradizioni, capace di integrare rituali storici – come l’uso di oli vegetali preziosi e massaggi rituali del cuoio capelluto – con innovazioni cosmetologiche sicure ed efficaci. Particolare attenzione richiedono l’utilizzo di prodotti contenenti termo protettori o formulati per la cura di cuoio capelluto spesso sensibile e soggetto a secchezza.

In Occidente, parallelamente, cresce l’interesse per le hair SPA che trasformano la cura dei capelli in esperienza sensoriale immersiva. Massaggi specializzati, aromaterapia mirata e applicazioni ritualistiche dei trattamenti si arricchiscono di texture avvolgenti e principi attivi multifunzionali, rispondendo alla doppia esigenza contemporanea di performance cosmetica tangibile e benessere psico-fisico profondo. Queste head SPA occidentali prendono ispirazione dai modelli asiatici ma li reinterpretano attraverso la sensibilità europea e americana, creando format ibridi che combinano efficienza nordamericana, raffinatezza europea e spiritualità orientale.

Il consumatore globale di oggi cerca infatti soluzioni sempre più sofisticate che combinino idratazione profonda, definizione e protezione ambientale (termica e UV), semplificando significativamente la routine di mantenimento domestico. Questa richiesta di multifunzionalità spinge l’innovazione formulativa verso ingredienti capaci di rispondere a bisogni complessi con soluzioni eleganti.

Come ricorda Jung, l’armonia autentica nasce dal dialogo tra opposti: tecnica e intuizione, tradizione e innovazione, estetica e benessere.

Questa tensione creativa è il cuore della bellezza olistica, che trasforma il salone in uno spazio dove ogni gesto, dal taglio alla consulenza, diventa parte di un’esperienza unica. L’hair care olistico è un’arte che intreccia scienza, empatia e sensibilità culturale, interpretando il capello come un linguaggio vivo, capace di raccontare storie personali e collettive.

La vera innovazione non sta solo nella precisione tecnica o nella performance del prodotto, ma nella capacità del professionista di cogliere bisogni inespressi e tradurli in benessere duraturo. Anche chi sviluppa prodotti deve abbracciare questa visione, creando formule che uniscano cura di corpo, mente e ambiente, rendendo l’hair care uno strumento di equilibrio e valorizzazione nel presente e nel futuro.

Bibliografia
Andreoli V. Il libro della gentilezza. Milano: Solferino, Corriere della Sera. 2022.
Barrow, JD. 100 cose che non sapevi di non sapere sulla matematica e le arti. Milano: Mondadori. 2014.
WGSN. Haircare Market & Consumer Trends Report. WGSN Beauty & Wellness Forecast. 2024.
Walker A. Andre Walker Hair Typing System. Chicago: Andre Walker Hair. 1997.

Cosmetic Technology 6, 2025

Cosmetic Technology 6 - 2025

Holistic beauty, well-ageing, sensoriality

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Il palcoscenico delle parole
A. Caldiroli

Opinion Leader

Il futuro dell’hair care è olistico
E. Zanca

articoli

M. Barattin, M.H. Lair
1 Clarins National Skincare Trainer
2 Clarins Brand Spokesperson e Responsible Innovation Director

michela.barattin@clarins.com

L’invecchiamento cutaneo è un processo biologico complesso che coinvolge modifiche molecolari, cellulari e tessutali, con effetti che vanno oltre l’aspetto estetico, influenzando la funzionalità e la salute della pelle. Negli ultimi anni, l’industria cosmetica ha evoluto la propria visione, passando da un modello antiageing, focalizzato sulla riduzione dei segni visibili, al più inclusivo well-ageing. La skin longevity rappresenta un’evoluzione di questo concetto: con un approccio olistico mira al mantenimento e al recupero delle funzioni cutanee nel tempo, riconoscendo l’invecchiamento come una fase naturale da valorizzare. I principali meccanismi alla base dello skin ageing includono l’oxy-
inflammaging, ovvero la combinazione di stress ossidativo cronico e infiammazione di basso grado, la senescenza cellulare e le modificazioni epigenetiche, che interagiscono e amplificano il declino funzionale della pelle. Il fattore di trascrizione FOXO rappresenta un bersaglio molecolare chiave per modulare questi processi, promuovendo la risposta allo stress, la riparazione del DNA e la funzionalità delle cellule staminali epidermiche. In questo contesto, i polifenoli vegetali emergono come attivi promettenti grazie alla loro azione antiossidante, anti-infiammatoria ed epigenetica, capaci di agire su più fronti per preservare la struttura e la funzione cutanea. L’integrazione di queste conoscenze molecolari con nuove strategie cosmetiche apre opportunità per sviluppare trattamenti innovativi volti a promuovere un invecchiamento sano e prolungare la vitalità della pelle, migliorando così la qualità della vita.

Oxy-inflammaging, epigenetics, and skin longevity:
the science behind sustainable beauty
The synergy between science and nature for well-ageing

Skin aging is a complex biological process involving molecular, cellular, and tissue-level changes, with effects that extend beyond aesthetics to influence skin functionality and health. In recent years, the cosmetic industry has evolved its perspective, shifting from an anti-aging model focused on reducing visible signs to the more inclusive well-aging. Skin longevity represents an evolution of this concept: through a holistic approach, it aims to maintain and restore skin functions over time, recognizing aging as a natural phase to be embraced. The main mechanisms underlying skin aging include oxy-inflammaging – a combination of chronic oxidative stress and low-grade inflammation – cellular senescence, and epigenetic modifications, which interact and amplify skin functional decline. The transcription factor FOXO is a key molecular target to modulate these processes, promoting stress response, DNA repair, and epidermal stem cell functionality. In this context, vegetal polyphenols emerge as promising active ingredients due to their antioxidant, anti-inflammatory, and epigenetic actions, capable of acting on multiple fronts to preserve skin structure and function. Integrating this molecular knowledge with new cosmetic strategies opens opportunities to develop innovative treatments aimed at promoting healthy aging and prolonging skin vitality, thereby improving quality of life.

P. Tortini
NEOVALIS in collaborazione con VITROSCREEN
primo.tortini@cosmoproject.it

Questo studio di laboratorio ha avuto lo scopo di valutare l’efficacia di un olio riparatore a base di ozono nel contrastare i danni infiammatori e visibili (formazione di cellule ustionate) indotti dall’esposizione ai raggi UV su un modello di epidermide umana ricostruita (RHE). I metodi di valutazione includevano il saggio biochimico della lattato-deidrogenasi (LDH) per l’integrità della membrana e la colorazione istologica H&E per il conteggio delle cellule ustionate. I risultati hanno mostrato che l’olio riparatore ha ridotto significativamente la formazione di cellule ustionate, ma ha anche indotto una potenziale interferenza chimica nel dosaggio dell’LDH. Le conclusioni suggeriscono che l’olio riparatore sia efficace contro i danni visibili da UV.

Ozonized oil: cutaneous protective efficacy
Assessing the anti-UV damage action on RHE and considerations for bochemical test validation

This laboratory study aimed to evaluate the effectiveness of an ozone-based repair oil in counteracting inflammatory and visible damage (formation of burned cells) induced by UV exposure on a reconstructed human epidermis (RHE) model. The evaluation methods included the biochemical assay of lactate dehydrogenase (LDH) for membrane integrity and H&E histological staining for counting burned cells. The results showed that the repair oil significantly reduced the formation of burned cells, but also induced potential chemical interference in the LDH assay. The conclusions suggest that the repair oil is effective against visible UV damage.

M.R. Gigliobianco, L. Di Nicolantonio, C.E. Di Bella, R. Censi, S. Zara, P. Di Martino
Dipartimento di Farmacia, Università “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara 2 Scuola di Farmacia, Università degli Studi di Camerino 3 Recuso, Camerino (MC) 
maria.gigliobianco@unich.it

aggiornamenti
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Legislazione Cosmetica

Uno strumento di lavoro ONLINE in cui potete trovare, oltre al Nuovo Regolamento n.1223/2009 (con i relativi aggiornamenti), tutte le Leggi afferenti e trasversali al settore cosmetico
SPECIALE FRAGRANZE
Note da indossare
aziende

INNOVACTIVE INGREDIENTS
PHARMA COSM POLLI

Innovactive Sensiferm®

SILAB
ACTIVE UP

LIFTILIENCE®

AMITA HEALTH CARE ITALIA

KAK HL

Su questo numero presentiamo anche…

VALUTATORE DELLA STABILITà DEI COSMETICI
Percorso SPES di SICC Accademia

La Società Italiana di Cosmetologia è lieta di presentare il corso “Valutazione della Stabilità dei Prodotti Cosmetici“, un evento formativo di due giorni dedicato ai professionisti del settore cosmetico.

L’obiettivo del corso è fornire un approfondimento tecnico-scientifico sui metodi di valutazione della stabilità dei cosmetici, con un focus su stabilità chimico-fisica, microbiologica, sensoriale, packaging, strumentazioni. Il programma prevede lezioni magistrali, moduli tematici e case study pratici condotti da esperti del settore, garantendo ai partecipanti un’esperienza formativa completa.

Durante il corso verranno trattati metodi predittivi, strumentazioni di laboratorio, sfide nella formulazione di prodotti naturali e biologici, influenza dello scale-up industriale e packaging innovativo per la stabilità dei cosmetici.

Un’occasione unica per aggiornarsi sulle ultime innovazioni, confrontarsi con esperti e ampliare il proprio network professionale.

Quando:

23-24 Settembre 2025

Dove

Milano, Hotel AC Marriot,
via Tazzoli 2, Milano

Info

office@sicc.it

Termine delle iscrizioni

12 Settembre

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BUONA LETTURA!

Editoriale CT6, 2025

Anna Caldiroli

Editoriale CT6, 2025

Infine, traendo ispirazione da “C’è da ridere” uno spettacolo messo in scena al Teatro Coccia di Novara: non possiamo scegliere le domande che riceveremo ma possiamo scegliere le risposte che daremo e quindi le parole da utilizzare. Il mio augurio per un anno carico di domande stimolanti a cui dare risposte ben pensate. 

And I’ll fly with you…
(G. D’Agostino)

Il palcoscenico delle parole

Per descrivere che cosa significa per me andare a teatro, devo prendere in prestito le parole di una nota canzone: “un’emozione che non ha voce”. Ho recentemente assistito a un monologo dove l’attore ha condotto il suo pubblico a riflettere su alcuni modi di dire e del significato mutevole che una parola può assumere quando si intrufola in una frase o in un’altra. Con la consapevolezza che ogni parola che pronunciamo genera risonanza nel destinatario e spostando l’osservazione sul settore cosmetico, emerge chiaro e forte che le parole non sono neutre: forgiano la percezione dell’efficacia, il valore etico di un prodotto oltre alla fiducia del consumatore.

Desidero focalizzare l’attenzione su alcuni termini che, nel corso dell’ultimo anno in particolare, sono riusciti a farsi spazio prepotentemente nel nostro quotidiano, fino a rischiare l’usura. Per ciascuno offro una personale visione e declinazione in cosmetica.

#CleanBeauty e #Sostenibile hanno scatenato un greenwashing semantico, in quanto non sempre sono supportati, per esempio, da uno standard di certificazione che ne traccia confini e regole di attribuzione, riferimenti scientifici o l’esito di una sperimentazione con metodi noti e accettati.

#eco-ansia quella provata da ogni consumatore, quando sente demonizzare alcuni ingredienti (spesso valutati come sicuri su un’ampia base di studi e risultati) e idealizzarne altri (decisamente più poveri in fatto di conoscenza), con l’aggravante di non pensare al destino ambientale delle proprie scelte.

#dissing: la tendenza di brand e influencer a sminuire apertamente i prodotti della concorrenza per emergere, il tutto non sempre avvalorato da basi scientifiche ma spesso limitato alla propria opinione non maturata sulle basi della conoscenza; un “minestrone di parole” che genera confusione e perdita di fiducia nel settore. In più, con una tendenza espressiva orientata alla rapidità (contenuti brevi, magari anche semplicistici) e al conflitto.

#ghosting: la sparizione di claim falliti (promesse non mantenute) o degli ingredienti controversi, eliminandoli silenziosamente per dare spazio ad asserzioni molto più generali ed evocative.

#fuffaguru: figure che, pur prive di credenziali scientifiche, offrono formule magiche o consulenze spesso basate su informazioni non verificate.

L’abuso di un linguaggio che bada molto alla performance di prodotto può finire con lo spostare il focus dalla scienza e dall’efficacia del prodotto solo all’estetica della comunicazione e ai trend. In conclusione, le parole abusate quando incanalate dal marketing cosmetico, spesso si trasformano con l’obiettivo di limitarsi a suscitare un’emozione e non comunicare un beneficio verificabile. Vorrei invece aggiungere una parola che, a differenza di quelle sopra menzionate, porta con sé un profondo significato di interdipendenza e responsabilità: #ecosistema. Noi, come individui, individui in imprese e imprese sul mercato non siamo che un tassello di un insieme più grande nel quale siamo gli uni collegati agli altri.

Editoriale Innovazione in Botanicals 2 • 2025

editoriale
Innovazione in Botanicals 2•2025
Fabrizia Lo Bosco

Direttore scientifico
di Innovazione in Botanicals

Scienza, Sostenibilità e Visione

Inaugurare questo primo numero come direttrice scientifica di Innovazione in Botanicals è per me un atto di responsabilità e di entusiasmo. I botanicals — ovvero gli estratti vegetali impiegati in ambiti che spaziano dalla cosmetica alla nutraceutica, dalla profumeria alla biotecnologia — rappresentano oggi una frontiera multidisciplinare dove scienza, sostenibilità e creatività convergono.

La mia visione parte da un principio: i botanicals non sono semplici ingredienti, ma sistemi complessi, portatori di identità biochimiche, storie culturali e potenzialità ancora inespresse. La loro versatilità è il frutto di una biodiversità che va rispettata, studiata e valorizzata con rigore scientifico e sensibilità ecologica.
I botanicals offrono una gamma di molecole bioattive — flavonoidi, terpeni, alcaloidi, polifenoli — che interagiscono con i sistemi biologici in modo sinergico. L’innovazione risiede nella capacità di isolare, caratterizzare e formulare queste molecole in modo da preservarne l’efficacia e migliorarne la biodisponibilità. Tecnologie come l’estrazione supercritica, la fermentazione enzimatica e la microincapsulazione stanno ridefinendo il modo in cui traduciamo la natura in soluzioni funzionali.
La sostenibilità nei botanicals non può essere un’etichetta, ma deve diventare un metodo operativo. Questo significa: tracciabilità genetica e geografica delle specie impiegate, coltivazioni rigenerative e raccolta etica, minimizzazione dell’impronta idrica e carbonica nei processi estrattivi e packaging e distribuzione consapevoli.
Innovare nei botanicals implica anche ripensare l’intero ciclo di vita del prodotto, dalla pianta al consumatore, con metriche scientifiche e trasparenza.
La sfida è integrare la ricerca fitochimica con la biologia molecolare, la farmacognosia con la bioinformatica, la formulazione con il design sensoriale. Solo così possiamo generare botanicals che siano non solo efficaci, ma anche narrativi, capaci di comunicare la loro origine, funzione e impatto.
In questo spazio editoriale, ci impegneremo a dare voce a progetti pionieristici, studi peer-reviewed e visioni che sappiano coniugare rigore e immaginazione.
Innovazione in Botanicals sarà un laboratorio aperto, dove la scienza incontra l’etica, e dove ogni molecola racconta una storia di futuro.

Benvenuti!

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