Editoriale CT2, 2025

Anna Caldiroli

Editoriale CT2, 2025

Forte, tosta, indipendente
Pelle come diamante, Non mi fa male niente

Pelle diamante (Marcella Bella, Sanremo 2025)

Attenzione: curve pericolose

A gennaio sono stata ospite dell’Università di Chieti e Pescara che ha aperto le sue porte per l’evento “L’imprenditoria femminile nel settore cosmetico” che mi ha visto nel ruolo di moderatrice al fianco di Piera Di Martino, premurosa padrona di casa che ci ha accolto all’Auditorium di Chieti e che, con metodo scientifico e creatività, ha dato concretezza al mio desiderio di celebrare un cambio, ormai più che tangibile, nel panorama dell’industria cosmetica italiana che vede il raggiungimento di sempre più alti livelli di formazione post-laurea mediante master e corsi di perfezionamento e l’affiorare di tante piccole o piccolissime imprese, con una forte presenza femminile che rappresentano un motore moderno e, spesso, coincidono con un’ulteriore possibilità che le persone si sono concesse.

La tavola rotonda ha dato la parola alle imprenditrici: Gianpiera Spada, Iolanda Bernardo, Fulvia Corvasce, Maria Randazzo, Clelia Orlandi, Daniela Giangreco, Sonia Melfi, Laura Lamonea (in ordine di apparizione). 

Un tavolo con una ricca varietà di personalità e di attività (non solo brand indipendenti ma anche attività che “orbitano” intorno all’industria cosmetica; infatti, il guizzo imprenditoriale può declinarsi secondo vari focus) in ogni caso, occorrono competenze, visione, iniziativa. Le imprenditrici hanno perciò spiegato come mai, a un certo punto del loro cammino professionale, hanno deciso di dedicarsi a ciò che fanno e qual è stato l’elemento di spinta.

Professioniste che si dedicano alla loro impresa con un’idea imprenditoriale personale, passione e che portano sé stesse nelle loro attività. Spoiler: per nessuna di loro è stato semplice cominciare. Per nessuna di loro è semplice ogni giorno. Tutte però hanno forza, determinazione e tanti progetti che realizzano passo dopo passo, facendo i conti (anche) con la loro geografia, con le loro possibilità e, non ultimo, con un panorama regolatorio globale spesso complesso. Sì perché un territorio può favorire o meno lo sviluppo di attività imprenditoriali e, in particolare, a guida femminile o porre degli ostacoli. Sicuramente, ciò che non ho trovato è l’improvvisazione. Dai racconti è anche emerso come siano riuscite a coniugare il loro ruolo nelle loro famiglie quindi essere imprenditrice ma anche madre; come ha detto Piera, esiste un modo “femminile” di fare imprenditoria che non deve essere visto come la versione femminile di quello maschile. Tra l’altro, mentre abbiamo a disposizione dati e numeri a sostegno del fatto che, nel manifatturiero, la cosmetica è un settore che offre ampio spazio all’occupazione femminile, non sappiamo in realtà come sono distribuiti i ruoli. 

Dopo i saluti introduttivi di rito, hanno aperto le relazioni della mattinata Paola Nardone mostrandoci lo scenario storico dell’imprenditoria femminile in Italia e Daniela Puglisi che ha raccontato dell’imprenditoria femminile come un’opportunità generale da non sprecare. A chiudere, Michela Cortini che ha fatto una panoramica sulle tipiche minacce dell’imprenditrice. A questo proposito anche un recente studio CNEL-ISTAT evidenzia la segregazione verticale (il cosiddetto tetto di cristallo): nelle imprese, solo il 28,8% è a conduzione femminile. La quota di imprenditrici è comunque in crescita, in tutte le classi di età, ma soprattutto tra le under 35 (+2,3 punti).

Questi incontri generano fermento: i tini ribollono (Giosuè, concedimelo!) verso nuovi orizzonti, il capitolo 2 ci aspetta. Un evento che non ha desiderato porsi a manifesto “femminista” ma piuttosto raccontare un modo di operare al femminile che possa essere guida per la next generation. 

Nessuna age anxiety per noi che abbiamo lasciato Chieti con la consapevolezza di non essere sole ma di esserci, l’una per l’altra, e con una sconfinata voglia di convogliare l’energia e le forze in progetti entusiasmanti.

 

Cosmetic Technology 2, 2025

Cosmetic Technology 2, 2025

Skin longevity and no age anxiety
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Attenzione: curve pericolose
A. Caldiroli

Opinion Leader

Senescenza e invecchiamento: due processi su cui possiamo intervenire
L. Celleno

articoli

C. Atzori, G. Piu, S. Piras, V. Mazzarello
SkinLab, Dipartimento Scienze Biomediche, Sassari
cristina.a93@tiscali.it

Instrumental evaluation of the efficacy of an anti-aging cosmetic product
Skin bioengineering techniques for the validation of cosmetic claims

Certainly, the goal of every cosmetic company is to formulate a product capable of meeting the needs and fulfilling the expectations of the final consumer. One of the fundamental steps in cosmetic design is represented by the in vivo efficacy evaluation, which utilizes non-invasive skin bioengineering techniques for the validation of cosmetic claims. This proves to be essential both to protect the consumer and for the producing company to make any necessary adjustments to the formulation itself. 

The following article reports a study conducted at a specialized center for efficacy evaluation (SkinLab, Uniss) on an eye contour cream based on 2% Vitis Vinifera (Grape) Juice. The protocol involved the recruitment of a group of volunteers selected according to specific inclusion and exclusion criteria to study and evaluate the claims made by the producing company: firming, moisturizing, anti-wrinkle, anti-dark circles, and anti-puffiness. For the instrumental evaluation, the following devices were used: Visioscan® VC20 Plus, Corneometer® CM825, Cutometer® MPA580, Indentometer® IDM 800, Mexameter® MX 18, and VisioFace® 1000D. After the final check-up, a multiple-choice self-assessment test regarding the pleasantness and efficacy of the cosmetic was administered to the volunteers. From the subsequent statistical analysis of the data, the results obtained were included in the report delivered to the producing company.


Sicuramente l’obiettivo di ciascuna azienda cosmetica è quello di formulare un prodotto che sia in grado di soddisfare le esigenze ed esaudire le aspettative del consumatore finale. Uno degli step fondamentali della progettazione cosmetica è rappresentato dalla valutazione dell’efficacia in vivo, questa si avvale di tecniche non invasive di bioingegneria cutanea per la validazione dei claim cosmetici. Ciò si dimostra essere essenziale sia per tutelare il consumatore che per l’azienda produttrice per apportare eventuali modifiche alla formulazione stessa. L’articolo che segue riporta uno studio, condotto presso un centro specializzato nella valutazione di efficacia (SkinLab, Uniss) su una crema contorno occhi a base di Vitis Vinifera Juice al 2%. 

Il protocollo prevedeva il reclutamento di un gruppo di volontari selezionati secondo determinati criteri di inclusione ed esclusione per studiare e valutare i claim vantati dall’azienda produttrice: elasticizzante, idratante, antirughe, antiocchiaie e antiborse. 

Per la valutazione strumentale sono stati impiegati il Visioscan® VC20 Plus, il Corneometer® CM825, il Cutometer® MPA580, l’Indentometer® IDM 800, il Mexameter® MX 18 e il VisioFace® 1000D. Dopo l’ultimo controllo è stato sottoposto alle volontarie un test di autovalutazione a risposta multipla, relativo alla gradevolezza e all’efficacia del cosmetico. Dalla successiva analisi statistica dei dati, i risultati ottenuti sono stati inseriti all’interno del report consegnato all’azienda produttrice.

M. Zanotti Russo
CEO di Angel Consulting, Safety Assessor e docente in materia di conformità e sicurezza dei prodotti cosmetici
info@angelconsulting.eu

Why do consumers distrust the substances found in modern cosmetics? The perspective of an expert who does not sell them (and has no followers)

The visibility of cosmetic products, which are consistently growing in appreciation and distribution across all continental areas, is being affected by an escalating volume of contradictory communications. These messages proliferate on web pages, blogs, and social networks that are increasingly prevalent, oscillating between commendations and benefits to outright alarmist attacks focused on the hypothetical, proclaimed, and never proven, dangers of ingredients and products. Often, ingredients with a well-known and reassuring safety profile are cited as highly toxic, but even more frequently, the discussion involves ingredients that are actually regulated and therefore approved by scientific committees and the European Union itself. This rampant and uncontrollable (and hardly contestable) form of defamation not only causes direct economic damage to the sector but also undermines the trust between companies and consumers. Worse still, it prompts behaviors and choices that lead consumers toward actions that genuinely pose health risks. Many companies initially saw a business opportunity driven by the “free from” movement, which essentially endorses the theories of self-proclaimed experts. This approach may have been rewarding in terms of sales initially, but at what price? And what are the long-term consequences?


La visibilità dei prodotti cosmetici, il cui apprezzamento e la cui diffusione sono in costante aumento in tutte le aree continentali, è affetta da una crescente mole di comunicazioni contrastanti, sia nelle pagine web che sui sempre più dilaganti blog e social networks, dove si alternano apprezzamenti e benefici a veri e propri attacchi allarmistici incentrati sulla ipotetica, conclamata e mai dimostrata, pericolosità di ingredienti e prodotti. Spessissimo vengono citati come altamente tossici ingredienti dal profilo perfettamente noto e rassicurante, ma ancora più spesso ingredienti addirittura regolamentati, quindi approvati dai comitati scientifici e dalla stessa Unione Europea. Questa dilagante forma incontrollabile (e ben difficilmente contrastabile) di diffamazione oltre a produrre un danno economico diretto al settore, mina il rapporto di fiducia fra aziende e consumatori e, ancora peggio, induce comportamenti e scelte che indirizzano i consumatori verso condotte realmente rischiose per la salute. Molte aziende hanno visto, inizialmente, una opportunità di business trainata dal “free from”, che sostanzialmente avvalla le teorie di sedicenti esperti. Probabilmente questo sarà stato (inizialmente) premiante sul piano delle vendite, ma a quale prezzo? E con quali conseguenze, a lungo termine?

M. Labianca, C. Gazerro, C. Landolfi
Toxhub Consulting
maria.labianca@toxhub-consulting.com

Negli ultimi anni, l’interesse per i cosmetici naturali è cresciuto esponenzialmente, spinto dalla crescente attenzione dei consumatori verso prodotti percepiti come più sicuri ed ecologici. Tuttavia, la naturalezza di un ingrediente non equivale automaticamente alla sua innocuità. Il Regolamento (CE) n. 1223/2009 impone rigorosi controlli su tutti gli ingredienti cosmetici, indipendentemente dalla loro origine, per garantire la sicurezza dei prodotti destinati alla cura della persona. Un aspetto critico è la possibile presenza di tossine naturali, come micotossine, alcaloidi e allergeni, che possono contaminare le materie prime cosmetiche e rappresentare un potenziale rischio per la salute della pelle.

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Legislazione Cosmetica

Uno strumento di lavoro ONLINE in cui potete trovare, oltre al Nuovo Regolamento n.1223/2009 (con i relativi aggiornamenti), tutte le Leggi afferenti e trasversali al settore cosmetico
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RES PHARMA-DISPROQUIMA – GREENTECH

TIMELYS®

PHARMA COSM POLLI – GELYMA

QI Guard

INNBIOTEC PHARMA

RENOVASE®

BIOCHIM

REFORCYL®

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Makeup Technology P/E 2025

Makeup Technology P/E 2025

TENDENZE
FINESTRE DI APPROFONDIMENTO
RUBRICHE
INGREDIENTI

speciale: MAKEUP & SPF 

tendenze
Cosmetic Pursuit: il gioco che trasforma la formazione cosmetica in divertimento

LABORATORIO COSMOPOLITA,  ha trovato un modo unico per rendere l’apprendimento nel settore della cosmetica non solo efficace, ma anche divertente. Nasce così Cosmetic Pursuit, un gioco da tavolo ideato come strumento di formazione per professionisti del settore cosmetico.

Siete pronti a mettervi alla prova e a scoprire i segreti dietro i prodotti che rendono unica la cosmetica?

S. Zanella

Cosmetic Pursuit

SENSIENT

Zesty Yellow: è il colore dell'anno 2025
Zesty Yellow: è il colore dell'anno 2025

Il potere dei colori nella vita è innegabile: possono trasformare in modo sorprendente il nostro stato d’animo, risvegliare emozioni ed esprimere sentimenti. La psicologia del colore è sempre più studiata e utilizzata nel marketing e nell’industria cosmetica il colore è il “protagonista”, influenzando il makeup, i capelli e persino la sensorialità risvegliata dai prodotti per la cura della persona.

FINESTRE DI APPROFONDIMENTO

La rivoluzione dei peptidi nel makeup

La Bellezza è uno stato mentale

TECNOLOGIE
LV120B
Versatilità e prestazioni per la compattatura cosmetica
rubriche
L'angolo della strategia

Protezione in azione • G.P. Armana

Legale

Diritti, libertà e privacy: una storia per tutti noi
• N. De Franceschi

Cosmetica e proprietà intellettuale

La dottrina degli equivalenti • A.V. Vanosi

Job Corner

Le figure professionali più ricercate nel 2024 nella filiera cosmetica • S. Lovagnini

INGREDIENTI

Occhio delle Grazie

Le Graie, con il loro unico occhio condiviso simboleggiano saggezza e mistero. 

L’Occhio delle Graie è una matita occhi antiaging disponibile in tre tonalità, ognuna ispirata alle antiche divinità. 

La formula è priva di profumo.

FARAVELLI Cosmetic Division

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Sustainable Packaging
Innovazione e Sostenibilità firmata
Faenza Packaging
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Scandolara Spa
Eccellenza e Sostenibilità nel Packaging per il Makeup di alta gamma

Editore
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Editoriale CT1, 2025

Anna Caldiroli

Editoriale CT1, 2025

La faccia nascosta della Luna

La faccia nascosta della Luna

Fuori dalla finestra, una scighera che si taglia col coltello. In questo scenario, ho posto una domanda a ChatGPT «A che punto siamo con l’uso dell’intelligenza artificiale nella cosmetica?». Mi ha risposto in una manciata di secondi:

L’uso dell’intelligenza artificiale (IA) nell’industria cosmetica sta crescendo rapidamente e si sta espandendo in diverse aree. Ecco alcuni dei principali sviluppi e applicazioni dell’IA in questo settore:
•Sviluppo di prodotti: analizzare dati su tendenze di mercato, preferenze dei consumatori e ingredienti efficaci. 
•Personalizzazione: adozione di algoritmi per offrire prodotti personalizzati. 
•Marketing e vendite: utilizzando l’analisi predittiva, si possono anticipare le tendenze e adattare le strategie di vendita.
•Assistenti virtuali: molti marchi stanno sviluppando chatbot e assistenti virtuali che possono rispondere a domande sui prodotti, fornire consigli e migliorare l’esperienza del cliente.
Analisi dei dati: analizzare grandi quantità di dati provenienti da social media, recensioni e altre fonti per capire meglio opinioni dei consumatori e tendenze emergenti.
•Sostenibilità: ottimizzare le catene di approvvigionamento e ridurre gli sprechi, contribuendo a pratiche più sostenibili.
•Ricerca e sviluppo: accelerare il processo di ricerca e sviluppo, aiutando a identificare rapidamente combinazioni efficaci di ingredienti e a testare nuove formulazioni.

Un effettivo utilizzatore di questi sistemi probabilmente inorridirebbe perché sa che non ci si accontenta della prima risposta ma si procede per affinamenti successivi e con la collaborazione simultanea di più strumenti che si integrano tra loro. Se vogliamo avere un’idea del contesto in cui operiamo (cioè l’industria cosmetica), superare la famigerata inibizione da pagina bianca o se abbiamo bisogno di guadagnare velocità riducendo i tentativi, eccoci serviti. 

Tuttavia, a mio avviso, siamo tenuti a considerare “the Otherside”, detto dai Red Hot Chili Peppers. L’IA è un soggetto attivo che “fa cose”, impara dal nostro attuale sapere e dalla sua strutturazione oltre che dalla base di dati da cui può attingere (e se questa è l’intera rete beh… sappiamo che non tutto ciò che sta lì corrisponde al vero) e restituisce risposte in base a un algoritmo probabilistico; qualche mese fa ho partecipato al Festival Internazionale Dell’ingegneria promosso dal Politecnico di Milano e un relatore ha messo all’opera diversi sistemi per proporre delle basi musicali con degli spunti di testo. Ebbene, alcuni generi musicali sembrano essere indiscutibilmente associati al sesso dei musicisti: così, alla richiesta di una certa canzone rock, la voce del cantante proposta è maschile e la stessa cosa accade per una band raggae. Un risultato analogo è stato discusso durante una conferenza TEDx: alla richiesta di fornire l’immagine di un ladro è stata restituita quella di una persona di pelle scura di sesso maschile. Uno strumento che diventa quindi tagliente se applicato ciecamente, in particolare all’opera in processi più complessi, per esempio, presso una questura, dove la domanda potrebbe essere “Possiamo rilasciare i documenti al Sig. XY?” a fronte anche dell’impostazione intrinseca del sistema scelto. Come ha spiegato il prof. Gottlob di Unical in un’intervista, l’IA al momento ha imparato che, per una stessa professione, persone di sesso femminile è facile che percepiscano un trattamento economico inferiore, quindi, occorre fornire all’IA regole logiche da porre in principio per evitare scelte sbagliate o il perpetrarsi di errori. 

L’IA ha dei bias perché nasce da noi e noi abbiamo dei bias. 

Siamo quindi noi che dovremmo sapere cos’è giusto ma non sempre lo conosciamo con certezza. Ad oggi, non possiamo scegliere se ricorrere all’IA perché è perfettamente compenetrata nelle nostre vite. Ciò che possiamo fare è scegliere come ricorrere all’IA sfruttando ciò che ci rende unici: le soft skills.

Cosmetic Technology 1, 2025

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La faccia nascosta della Luna
A. Caldiroli

Opinion Leader

La missione di garantire il diritto alla felicità.
L. Polli

articoli

F. Damato
Chimico, cosmetologo e tecnico-tricologo, ATELIER COSMETICO

→ francesca.damato@ateliercosmetico.it

The role of certain cosmetics in the treatment of seborrheic dermatitis on the scalp

Seborrheic dermatitis (SD) is a chronic inflammatory condition that mainly affects the scalp, causing redness, itching, scaling, and greasy yellowish flakes. The exact causes are not fully understood, but the fungus Malassezia is believed to play a crucial role. SD is more common in adults between the ages of 30 and 60 and tends to worsen during cold and dry months. Treatment focuses on reducing inflammation, eliminating the fungus, and controlling sebum production. Shampoos, lotions, and creams with sebum-regulating and antimicrobial ingredients are used to manage symptoms and prevent relapses. A trial conducted on five subjects with SD showed significant improvement after using a cosmetic treatment that included a peeling cream, specific shampoo, and lotion. All patients reported a reduction in symptoms such as erythema, itching, and scaling within 30 days, demonstrating the effectiveness of targeted and consistent treatment.


La dermatite seborroica è una condizione infiammatoria cronica che colpisce principalmente il cuoio capelluto, causando arrossamenti, prurito, desquamazione e la formazione di squame untuose giallastre. Le cause non sono del tutto chiare, ma si pensa che il fungo Malassezia giochi un ruolo cruciale. La dermatite seborroica è più comune negli adulti tra i 30 e i 60 anni e tende a peggiorare nei mesi freddi e secchi. Il trattamento mira a ridurre l’infiammazione, eliminare il fungo e controllare la produzione di sebo. Shampoo, lozioni e creme con ingredienti seboregolatori e antimicrobici sono utilizzati per mantenere sotto controllo i sintomi e prevenire le recidive. Una sperimentazione condotta su cinque soggetti affetti da DS ha mostrato significativi miglioramenti dopo un trattamento cosmetico combinato con crema peeling, shampoo e lozione specifica. Tutti i clienti hanno riportato una riduzione dei sintomi come eritema, prurito e desquamazione entro 30 giorni, dimostrando l’efficacia di un trattamento mirato e costante.

F. Rispo1, L. Dondero1, G. De Negri Atanasio1, G. Allaria1, F. Tardanico1, E. Lertora 1, I. Demori6, G. Costa7, E. Marchese7, 

S. Perera-del-Rosario8,9, E. Serrano-Candelas8, M. Palomino-Schätzlein8, E. Perata2, F. Robino2, P.F. Francesco Ferrari5, 

S. Ferrando1, M. Zanotti-Russo2, J. Markus3, S. Letasiova3, E. Grasselli1,4

Da: 22nd International Congress of the European Society of Toxicology In Vitro (ESTIV 2024), Prague June 3-6, 2024.

Per definizione, un ormone è una sostanza prodotta da una ghiandola endocrina che raggiunge l’organo bersaglio attraverso il circolo sanguigno. Secondo la Commissione Europea, un Interferente Endocrino (IE) è una sostanza esogena, o una miscela, che altera la funzionalità del sistema endocrino, causando effetti avversi sulla salute di un organismo, oppure della sua progenie o di una (sotto)popolazione (1). A questo proposito, il Regolamento Delegato (UE) 2023/707 (2) introduce nuove classi di pericolo (interferenza con il sistema endocrino per la salute umana e interferenza con il sistema endocrino per l’ambiente) che dovranno essere oggetto di valutazione da parte delle imprese che immettono sul mercato sostanze e miscele anche ad uso cosmetico; inoltre, definisce un interferente endocrino come la sostanza o miscela che altera una o più funzioni del sistema endocrino causando effetti nocivi su un organismo integro, la sua progenie, le popolazioni o le sottopopolazioni. Al considerandum n. 6, lo stesso Regolamento argomenta che le sostanze e le miscele con proprietà di interferenza con il sistema endocrino sono spesso persistenti, perché non degradabili dall’ambiente e pertanto rappresentano un rischio per la salute pubblica e per l’ambiente. È stato dimostrato che l’interferenza con il sistema endocrino può causare determinati disturbi negli esseri umani, tra cui malformazioni congenite, disturbi dello sviluppo, della riproduzione o dello sviluppo neurologico, tumori, diabete e obesità, con un’incidenza elevata e in aumento sia nei bambini che negli adulti. Data la loro persistenza nell’ambiente, è stato anche dimostrato che le proprietà di interferenza con il sistema endocrino possono influire negativamente sulle popolazioni animali.

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BUONA LETTURA!

Editoriale IN 1 • 2025

Editoriale IN 1 • 2025

Tiziana Mennini

Direttore scientifico
de L'Integratore Nutrizionale

Cari lettori...

Cari Lettori, 

Il primo numero dell’anno si apre con un focus impegnativo, sulla salute del cervello, l’organo che regola le nostre capacità cognitive e affettive oltre al funzionamento di tutti gli organi presenti nel corpo e determina le reazioni agli eventi stressanti che possono verificarsi nella vita quotidiana. Argomento complesso e molto vasto, che qui considereremo solo in minima parte dal punto di vista degli integratori alimentari. Ecco, quindi, perché ho pensato di accompagnarvi in una breve “guida alla lettura”.

Il primo articolo che troverete (imperdibile!) è a firma di uno dei più autorevoli esperti italiani nel meccanismo d’azione degli psicofarmaci, Giovanni Biggio, professore emerito di Neuropsicofarmacologia presso l’Università degli Studi di Cagliari, che ci offre un’interessante review sugli effetti della melatonina a lento rilascio non solo per favorire il sonno, ma anche come agente neuroprotettivo e ci aiuta a capire i meccanismi che ne stanno alla base. 

A seguire, una revisione esaustiva della letteratura degli ultimi dieci anni relativa all’impatto della curcumina nella neuroinfiammazione e al suo ruolo neuroprotettivo nella malattia di Alzheimer, a cura di Elena Azzini, ricercatrice del Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione – CREA. 

Sappiamo che i prodotti vegetali svolgono un ruolo sempre più centrale nella modulazione del benessere psicofisico. È quanto ci conferma Marco Biagi, professore di Biologia Vegetale dell’Università degli Studi di Parma e membro della SifNut, in una review sui prodotti vegetali per il rilassamento e il benessere mentale.

Sullo stesso tema, Elisabetta Frattini di INDENA presenta uno studio clinico prospettico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo sull’effetto dell’assunzione prolungata di un estratto di foglie di melissa formulato con fosfolipidi, su stress, ansia e qualità del sonno.

Tutte queste informazioni vi hanno fatto venire mal di testa? Nessun timore, Francesco Francini-Pesenti, medico nutrizionista presso l’Azienda Ospedaliera di Padova e docente della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione e della Dietetica e del corso di laurea in Dietistica dell’Università di Padova, presenta un’accurata revisione della letteratura sull’approccio dietetico e nutrizionale per l’emicrania.

Come sempre la nostra rivista non è monotematica, ecco perché Fortuna Iannuzzo e Fabrizia Guerra (NGN Healthcare), ricercatrici formatesi sotto la guida di Ettore Novellino (attualmente docente presso L’Università Cattolica del Sacro Cuore – Roma), illustrano l’effetto di un estratto secco di Melannurca Campana IGP per il mantenimento del corretto profilo colesterolemico plasmatico.

E siamo solo alla prima parte della rivista! Ci sono altri importanti aggiornamenti, presentazioni dalle industrie e notizie di mercato. Insomma, abbiamo iniziato l’anno alla grande, grazie a tutti gli Autori che scrivono per noi, e abbiamo intenzione di continuare così! Seguiteci.

Una mission condivisa e l’unione che fa la forza

Una mission condivisa e l’unione che fa la forza

Our story

CosmetitrovoCovalo

Collaborazioni

Cosmetitrovo e Covalo collaborano con Università, Master, centri di ricerca e sono vicini alle nuove leve del settore, sempre più digital e pronte ad utilizzare strumenti di ricerca on line come preziosi alleati per il proprio lavoro. Questa partnership ha il potenziale di trasformare il settore della bellezza, rendendo le aziende cosmetiche italiane più competitive, innovative e sostenibili.

Cosmetitrovo, piattaforma B2B che semplifica le interazioni on line tra chi cerca e chi offre lungo a filiera di produzione cosmetica italiana entra a far parte di Covalo, la start up svizzera che offre la più grande piattaforma globale dedicata alla ricerca di ingredienti cosmetici.

“Sicuramente un importante passo avanti per noi” spiega Maria Randazzo, ex formulatrice e founder di Cosmetitrovo ed oggi Country Manager per Covalo“ entrambe le piattaforme hanno sempre avuto l’obiettivo comune di rispondere alle esigenze specifiche dei brand e dei formulatori semplificando al massimo e rendendo rapida, smart ed efficiente la connessione tra essi e fornitori, partner e distributori ed oggi, uniamo le forze”.

Questa è una novità eccezionale nel panorama delle piattaforme digitali di ricerca mondiali in quanto finora esse non sono mai state in grado di rappresentare le realtà locali costituite principalmente da distributori con i quali le aziende produttrici coltivano storici rapporti. Inoltre, rispetto alle altre piattaforme mondiali, la specificità sul settore cosmetico e la stretta collaborazione con i brand sono ulteriori punti di forza delle due piattaforme.

Covalo è anche partner di in-cosmetics e grazie a questa sinergia i fornitori di ingredienti iscritti beneficeranno di un’ulteriore visibilità dei loro articoli durante le diverse fiere e oltre, perché nel database di ricerca viene dato particolare spicco agli ingredienti nuovi attraverso specifici filtri di ricerca che consentiranno ai formulatori e project manager di esplorare e lasciarsi ispirare dai nuovi lanci, i trend e gli awards delle diverse fiere (Global, Asia, Latam)

Cosmetitrovo manterrà la sua impronta locale, con nuove opportunità

In un prossimo futuro le due piattaforme verranno integrate, ma Cosmetitrovo manterrà la sua identità, la navigazione in lingua italiana e sarà ancora la piattaforma di riferimento e la vetrina per i distributori di materie prime sul territorio nazionale, e anche per tutti i fornitori (di packaging, servizi vari, consulenziali e contoterzi) per la ricerca di clienti sul territorio italiano.

Cosmetitrovo sta offrendo la possibilità ai fornitori italiani del proprio network di creare il proprio profilo aziendale nella sezione Servizi di Covalo ad un prezzo speciale, offrendo così ai fornitori la possibilità di varcare i confini del nostro paese presentandosi agli oltre 22.000 utenti di Covalo diffusi in tutto il mondo. Questa sezione è oggetto di particolare attenzione per i founder in quanto si ritiene abbia interessanti potenzialità soprattutto per il made in Italy.

Sono infatti oltre 6000 i brands diffusi in 145 paesi gli utilizzatori della piattaforma globale, sulla quale è possibile esplorare circa 100.000 prodotti da oltre 1000 fornitori. Tra i suoi utilizzatori (75% con background tecnico) ci sono i big player dell’industria L’Oréal, Beiersdorf, Sephora, Coty e Lush, Rare beauty, Givaudan, The body shop, così come indie brand: c’è spazio ed opportunità per tutti.

L’acquisizione di Cosmetitrovo da parte di Covalo è in linea con gli obiettivi del 2025 ovvero la regionalizzazione della proposta, a partire dall’Italia e la Cina e che nel futuro verrà replicata in altri paesi strategici.

Questa acquisizione rappresenta un momento cruciale nella nostra missione di fornire soluzioni veramente regionalizzate “ afferma Yann Chilvers co-fondatore di Covalo. “il successo di Cosmetitrovo nel collegare l’ecosistema cosmetico italiano si allinea perfettamente con la visione globale di Covalo. Insieme rafforzeremo gli attori locali e sbloccheremo nuove opportunità di crescita Il network di professionisti di Cosmetitrovo e di Covalo faranno parte da adesso in poi di un’unica community globale

Dalla parte dei brand e la collaborazione con grandi player dell’industria

Covalo dialoga quotidianamente con i brands e aziende produttrici, per farsi portavoce delle loro difficoltà o spunti di miglioramento per migliorare nel tempo le modalità di navigazione della piattaforma e renderla sempre più vicina alle esigenze degli utenti.
Uno strumento on line aperto e gratuito per le aziende per esplorare, lasciarsi ispirare dalle varie proposte e novità, selezionare i fornitori ed interagire con essi per richieste di campioni, quotazioni, documentazioni.
L’obiettivo primario è offrire a tutti uno strumento di selezione dei fornitori evoluto e smart per semplificare e velocizzare l’immissione sul mercato dei prodotti cosmetici.
Alcuni grandi brands stanno già beneficiando dei Brand Portal ovvero “piattaforme tailor-made” sviluppate su misura da Covalo e integrate con il database e con i loro sistemi gestionali.

Laboratorio Cosmopolita

interactive cosmetic research & development

Laboratorio Cosmopolita

interactive cosmetic research & development

Laboratorio Cosmopolita è un laboratorio di ricerca e formulazione dove creatività e scienza si fondono a curiosità e passione per tutto ciò che ruota attorno al mondo cosmetico. Internamente ci occupiamo di sviluppare prodotti in diversi settori: make-up, skincare, haircare, toiletries e oral care, dalla selezione delle materie prime fino all’industrializzazione. Collaboriamo con produttori e distributori di materie prime, per i quali testiamo nuovi ingredienti cosmetici valutandone il potenziale applicativo con realizzazione di formulazioni prototipo.

Lavoriamo su brief del cliente o elaboriamo nostre proposte formulative, sviluppando formulazioni da zero create su misura per il cliente. Svolgiamo internamente test di stabilità e compatibilità fino all’industrializzazione e produzione di prototipi per supportare i nostri clienti nel lancio sul mercato.

CONSULENZA FORMULATIVA E SUPPORTO TECNICO - MARKETING

Il nostro team di cosmetologhe e formulatrici offre un servizio di assistenza e supervisione tecnica ad aziende e brand sia da un punto di vista formulativo che da un lato tecnico-marketing per la creazione e sviluppo di nuovi concept.

Laboratorio Cosmopolita
Via Milano 39, 20821 Meda (MB)
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TRAINING DI LABORATORIO

Organizziamo training di formazione tecnica, pratica in laboratorio o teorica. Si tratta di giornate studiate e preparate su misura rispetto alle esigenze specifiche di ogni cliente.

ANALISI DI MERCATO

Il costante aggiornamento tecnico, grazie alla partecipazione a diverse fiere di settore, ci permette di offrire un servizio di analisi di mercato anche da un punto di vista tecnico-marketing.

COMUNICAZIONE E SOCIAL NETWORK

Offriamo servizi di supporto alle aziende in ambito comunicazione, creazione di post sui social network e supporto per organizzzione eventi e fiere in ambito cosmetico.

IL NOSTRO TARGET?

Aziende contoterziste, fornitori di materie prime, brand e start-up che desiderano sviluppare il proprio progetto cosmetico e formulatori che vogliono ampliare le loro conoscenze in ambito tecnico-formulativo.

MakeUp Technology A/I 2024

MakeUp Technology A/I 2024

TENDENZE
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speciale: Waterless beauty

tendenze
Makeup in Italia un settore in crescita e innovazione

Analisi del mercato italiano e il suo posizionamento a livello europeo e globale

F. Lo Bosco*, S. Belmonte**

*Cosmetologa specializzata in Sviluppo Prodotto, Affari Regolatori e Qualità
**Farmacista e Senior Product Marketing Manager
serenabelm@gmail.com

Makeup in Italia

Analisi di mercato
FINESTRE DI APPROFONDIMENTO

Parola d'ordine: essenzialità

La storia del packaging dei prodotti makeup dall'Etruria ai giorni nostri

Macchina riempimento vasi Skintech MV-1-160

IDM Automation ha introdotto la Skintech MV-1-160, una macchina automatizzata avanzata per il riempimento di vasi cosmetici, applicazione del sigillo e assemblaggio vaso-tappo. Questa soluzione è progettata per migliorare i processi produttivi nell’industria cosmetica grazie alla sua precisione, efficienza e sostenibilità. Utilizzando tecnologie modulari avanzate, è in grado di gestire vasi in vetro di varie forme e vasi in plastica, incluse opzioni eco-friendly. La Skintech MV-1-160 è dotata di un dosatore in acciaio inossidabile AISI 316 conforme agli standard FDA, e offre una flessibilità produttiva con cambi formato rapidi e una capacità di produzione fino a 3000 pezzi all’ora. Inoltre, il design ergonomico e le protezioni avanzate assicurano sicurezza e comfort operativi.

IDM Automation

rubriche
L'angolo della strategia

Ritualità e significati della bellezza • G.P. Armana

Legale

Quali sono le "nuove" regole dettate dalla direttiva greenwashing? • C. Bellomunno

Cosmetica e proprietà intellettuale

Le novità del codice della proprietà industriale • AV. Vanosi

Job Corner

Dietro le quinte della bellezza • S. Lovagnini

INGREDIENTI

Il Gruppo Miyoshi, Una storia di qualità

Miyoshi Kasei Limited è stata fondata nel 1979 da Ryota Miyoshi, chimico e imprenditore giapponese.

Da oltre 40 anni, Miyoshi si distingue per la sua maestria nel trattamento delle superfici, trasformando le materie prime in ingredienti cosmetici ad alte prestazioni. 

Grazie alle sue tecnologie avanzate, Miyoshi offre soluzioni uniche che migliorano la funzionalità, la stabilità e la sensorialità delle formulazioni.

Miyoshi Europe

innovazione e precisione nel settore cosmetico

Pennelli Faro lancia la nuova unità operativa
Integrated applicator Pharma & cosmetics

La nuova Business Unit  Pennelli Faro INTEGRATED APPLICATOR Pharma & Cosmetics crea una sinergia perfetta tra applicatore e formula
sul pack stesso: ogni applicatore diventa una soluzione all-in-one professionale, versatile e altamente performante. 

Pennelli Faro

Direttore Responsabile
Francesco Redaelli
fr@ceceditore.com

Direttore Scientifico
Riccardo Rossi
rrossi.ceceditore@gmail.com

Responsabile di redazione
Anna Iannitelli
ai@ceceditore.com

Progetto grafico e impaginazione
Serena Dori
sd@ceceditore.com

Giulia Gilardi
gg@ceceditore.com

Marketing
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Opinion Leader • CT 5, 2024

Opinion Leader • CT 5, 2024
Nicola Lionetti

Nicola Lionetti

Head of Cosmetic Laboratory at Labanalysis Life Science – IFSCC Chair of Publication

Bibliografia
1. Regulation (EC) No 1223/2009 Of The European Parliament And Of The Council of 30 November 2009 on cosmetic products – ultima versione consolidata: EUR-Lex – 02009R1223-20240424 – EN – EUR-Lex (europa.eu) (consultata a Settembre 2024).
2. The SCCS Notes Of Guidance For The Testing Of Cosmetic Ingredients And Their Safety Evaluation12th Revision – Scientific Committee on Consumer Safety (SCCS), Final version SCCS/1647/22.
3. Davis JA, Gift JS, Zhao QJ. Introduction to benchmark dose methods and U.S. EPA’s benchmark dose software (BMDS) version 2.1.1. Toxicol Appl Pharmacol. 2011;254(2):181-191.
4. SCCS OPINION for clarification of the meaning of the term “sprayable applications/products” for the nano forms of Carbon Black CI 77266, Titanium Oxide and Zinc Oxide. Second revision of 25 June. 2015 SCCS/1539/14.
5. Guide on Inhalation Safety Assessment for Spray Products. First Edition: June 2013.

Eseguire una corretta valutazione della sicurezza e il suo “effetto booster” sul cosmetico

Come previsto dal Regolamento (CE) N. 1223/2009 (1), i prodotti cosmetici immessi sul mercato devono essere sicuri per il consumatore. La valutazione della sicurezza deve essere eseguita da un valutatore qualificato, così come indicato dal regolamento stesso.

La valutazione della sicurezza cosmetica è un processo complesso, che richiede in primis la conoscenza di un certo numero di regolamenti, direttive, raccomandazioni e linee guida. Di tutti questi, il Regolamento sui prodotti cosmetici (1) definisce le norme per la commercializzazione, l’etichettatura e la valutazione dei prodotti cosmetici nell’UE.

Le linee guida SCCS Notes of guidance (NoG) (2) approfondiscono le modalità con cui affrontare la valutazione di sicurezza e costituiscono uno degli approcci maggiormente utilizzati nella stesura del Cosmetic Product Safety Report (CPSR). Tali NoG sono regolarmente aggiornate (circa ogni 2 anni) al fine di incorporare il progresso delle conoscenze scientifiche e l’esperienza acquisita, in particolare nel campo dei test e della valutazione della sicurezza degli ingredienti.

Diverse sono le modifiche apportate negli ultimi anni; tra i cambiamenti di maggiore impatto ricordiamo l’introduzione di POD (Point of Departure) più affidabili e l’approfondimento dei dati di esposizione per la via inalatoria. 

Secondo le NoG, la procedura di valutazione si compone di alcune fasi: identificazione del pericolo, valutazione dell’esposizione, valutazione della dose-risposta e caratterizzazione del rischio.

Per la valutazione della dose-risposta, nella maggior parte dei casi, il NOAEL (No Observed Adverse Effect Level, dose senza effetto avverso osservabile) ricavato dagli studi di tossicità subcronici a 90 giorni viene in genere utilizzato come POD, vale a dire il punto dose-risposta che segna l’inizio di un’estrapolazione a basso dosaggio.

Tuttavia, il comitato scientifico sta valutando l’utilizzo di un diverso approccio, su modello anche delle nuove raccomandazioni di EFSA e OMS. Tale approccio prevede l’utilizzo della Benchmark Dose (BMD) in sostituzione del NOAEL.

Nonostante l’utilizzo dei NOAEL sia tuttora ampiamente diffuso, esso mostra alcuni limiti che non permettono di stabilire un efficace margine di sicurezza tra la dose e l’eventuale inizio dell’effetto tossico avverso. Negli studi classici di tossicità a dose ripetuta condotti su animale, la sostanza in esame viene somministrata a tre diversi livelli di dose. Si prevede che il dosaggio più alto susciti segni significativi di tossicità senza causare una letalità eccessiva, mentre il dosaggio più basso non dovrebbe produrre alcun effetto avverso. Generalmente un fattore 2-4 separa i livelli l’uno dall’altro (es. 100, 300 e 1000 mg/kg bw/day). Nel caso in cui il NOAEL derivato sia 100 mg/kg bw/day, il NOAEL effettivo potrebbe essere, quindi, qualsiasi valore compreso tra 100 e 300. Inoltre, in alcuni studi anche il livello di dose più basso produce effetti avversi, portando alla determinazione di un LOAEL (Lowest Observed Adverse Effect Level, Dose più bassa alla quale è stato osservato un effetto avverso) anziché di un NOAEL.

L’approccio BMD, utilizza tutti i dati dose-risposta a disposizione per stimare la pendenza della relazione complessiva dose-risposta per un particolare endpoint. La BMD è un livello di dose stimato in base alla curva dose-risposta costruita, associata a una specifica variazione della risposta: la risposta di riferimento (BMR). La BMDL è il limite di confidenza inferiore della BMD e questo valore viene normalmente utilizzato come POD (3).

Per tenere conto dell’incertezza e fornire un margine di sicurezza, l’SCCS suggerisce di calcolare un intervallo di confidenza bilaterale del 90% per la BMD e di utilizzare il limite inferiore di tale intervallo, la BMDL, come POD. Nonostante la maggiore affidabilità della BMDL come POD al posto del tradizionale NOAEL, si riscontrano non poche difficoltà nel calcolo di questo valore. La selezione stessa di un modello d’interpolazione differente può inevitabilmente portare a dei risultati significativamente diversi. Pertanto, lo stesso SCCS considera a oggi l’approccio BMD difficilmente applicabile, per il quale è richiesto un livello di esperienza molto alto.

Per quanto riguarda la valutazione dell’esposizione, si intende una stima quantitativa della dose totale assorbita dell’ingrediente, definita come Systemic Exposure Dosage (SED). Per elaborare questo valore è necessario prima valutare la quantità di ciascun ingrediente a cui il consumatore risulta mediamente esposto giornalmente mediante applicazione dermica, ingestione orale o inalazione.

Infatti, le caratteristiche chimico-fisiche dell’ingrediente e/o la modalità di erogazione del prodotto possono predisporre il consumatore anche alla via inalatoria.

La stima della quantità di prodotto e, di conseguenza, di ingrediente che entra in contatto con le vie respiratorie è una valutazione più complessa. Questo dipende da fattori quali la frazione evaporabile della sostanza, la tipologia della pompa, le dimensioni della stanza in cui il prodotto evapora o viene erogato, l’eventuale presenza di correnti d’aria, la temperatura ambientale. Spray aerosol con propellente sviluppano una nebbia fine, costituita mediamente da particelle di dimensione <10 μm; gli spray a pompa, invece, producono particelle più grandi.

Solitamente, si distinguono tre principali frazioni dell’aerosol disperso nell’aria: inalabile, toracica e respirabile. Queste frazioni granulometriche sono definite nella norma UE EN 481 per le misurazioni nei luoghi di lavoro (CEN, 1993): rispetto al totale delle particelle sospese nell’aria, la dimensione delle particelle con una penetrazione del 50% è rispettivamente di 10 μm e 4 μm per le frazioni toracica e respirabile. 

Altra classificazione è stata considerata da SCCS (4): 

frazione inalabile (naso e bocca) ≤100 μm; 

frazione toracica (particelle o gocce che passano la laringe) ≅ 11,64 μm; 

frazione respirabile (Particelle che raggiungono gli alveoli) ≅ 4,25 μm. 

Pertanto, la misura delle dimensioni delle particelle con strumenti come un granulometro laser, potrebbe essere utile per definire il percorso della sostanza nel tratto respiratorio. Tuttavia, potrebbero avvenire processi di evaporazione del solvente subito dopo l’erogazione, con conseguente riduzione di tali dimensioni.

La quantità di prodotto, e quindi dell’ingrediente, sarà espressa non in grammi o milligrammi ma come una concentrazione g/m3 o mg/m3.

La valutazione dell’esposizione per inalazione dovuta ad evaporazione è relativamente semplice se si considerano alcune semplificazioni. I livelli di esposizione ad un prodotto erogato necessitano, invece, di alcune valutazioni più approfondite. 

Per una valutazione più realistica, si possono considerare modelli a 1 o 2 Box, nonché modelli di livello superiore. In un classico modello a 1-Box si presume che l’intera quantità di spray venga istantaneamente rilasciata nell’aria e distribuita in una scatola con dimensioni specifiche, che simula ad esempio la zona di respirazione. La concentrazione dell’ingrediente nell’aria viene quindi moltiplicata per la frequenza respiratoria e il tempo trascorso in tale volume per calcolare l’esposizione. Diversamente, un modello a 2-Box tiene conto anche della diluizione della sostanza nel tempo. Dopo passaggio nella prima scatola, l’intera quantità di aerosol viene trasferita in una seconda scatola più grande, dove risulta disponibile per l’inalazione per un secondo periodo di tempo definito. Per un approccio conservativo, il ricambio d’aria può essere assunto pari a zero (5).

Il costante approfondimento di diversi aspetti legati alla valutazione tossicologica degli ingredienti e alla loro esposizione porta ad accrescimento dell’accuratezza e precisione del processo di valutazione di sicurezza del prodotto cosmetico, per una sempre maggiore tutela del consumatore.