Scarti industriali della lavorazione del Tè nero

Elena Ghedini1, Michela Signoretto1, Federica Menegazzo1, Silvia Tabasso2, Giorgio Grillo3
1CATMAT e VeNice, spin off dell’Università Ca’ Foscari, Mestre-Venezia
2Dipartimento di Chimica, Università degli Studi di Torino, Torino
3Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco, Università degli Studi di Torino, Torino
gelena@unive.it


Il presente articolo tratta l’utilizzo di sottoprodotti della lavorazione del tè nero per applicazioni cosmetiche. Sostenibilità, nanotecnologie, innovazione e condivisione delle competenze sono i comuni denominatori dell’intero progetto; dall’approccio di estrazione alla formulazione del prodotto cosmetico finale. La presente ricerca costituisce un ulteriore esempio di come la scelta di utilizzo di materie prime alternative non possa prescindere da ricerca e tecnologia, in quanto rappresenta un’eccellente opportunità di innovazione […]

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La normativa dei prodotti solari

Secondo quanto previsto dalla normativa europea, per i prodotti solari deve essere dimostrata l’efficacia attraverso l’esecuzione di specifici test e documentata la sicurezza a seguito di un processo valutativo. In questo articolo è stato eseguito un confronto tra la normativa europea che disciplina i prodotti cosmetici (a cui afferiscono anche i prodotti solari) e le normative che regolano tali prodotti in paesi extra-europei. Tale studio ha portato in evidenza come sono inquadrati i solari, dal punto di vista normativo, nei paesi oggetto di studio e quali sono gli obblighi imposti […]

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I lieviti e i loro derivati

Utilizzato fin dall’antico Egitto per lievitare il pane e fermentare il vino, Saccharomyces cerevisiae è il lievito più comune nell’industria alimentare e oggi viene utilizzato per la produzione annuale di circa 60 milioni di tonnellate di birra e 30 milioni di tonnellate di vino. Le eccezionali proprietà nutrizionali dei lieviti li rendono ingredienti preziosi anche per la nutrizione degli animali domestici, ma non tutti i lieviti sono equivalenti. Scopo di questo articolo è esaminare i molteplici benefici e le potenziali applicazioni dei lieviti e dei prodotti da essi derivati, oltre a fornire un supporto su come classificarli in base alla loro composizione, valore nutrizionale, attività biologica, stato normativo e processo produttivo. […]

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Bacche di haskap

Background regolatorio e descrizione della procedura

Il Regolamento (UE) 2015/2283 del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo ai Novel Food stabilisce, agli articoli da 14 a 20, la procedura necessaria per autorizzare l’immissione sul mercato dell’Unione di un nuovo alimento che vanta una storia di consumo in un paese terzo (1). La sicurezza dell’alimento in questione è attestata dai dati relativi alla sua composizione e dall’utilizzo continuato, per un periodo di almeno 25 anni, nella dieta abituale di un numero significativo di persone in almeno un paese terzo.

L’articolo 14 prevede, dunque, una possibilità alternativa di richiesta di autorizzazione, rispetto a quella canonica prevista dall’articolo 10 dello stesso Regolamento (UE) 2015/2283. Per notificare alla Commissione l’intenzione di immettere in commercio un alimento con storia di consumo in un paese terzo, è necessario allestire un dossier che contenga le seguenti informazioni: […]

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Le bacche esauste di mirto

[…] Le bacche esauste di mirto, residuo del processo industriale della produzione del liquore Mirto di Sardegna, sono un sottoprodotto che mantiene una quota importante di sostanze native e che può essere convenientemente impiegato, sia per estrarne i principi bioattivi sia per la formulazione, come integratore nutraceutico di mangimi per l’alimentazione di animali zootecnici poligastrici e monogastrici. La sua valorizzazione nell’ottica dell’economia circolare, con la promozione da scarto speciale a prodotto con importanti contenuti farmacologici e nutrizionali, è per il momento limitata dalla necessità di implementare tecnologie a costi contenuti che, a bocca di azienda, riescano ad abbattere sia il contenuto in alcol residuo dal processo di macerazione, sia l’elevata umidità che contraddistingue la biomassa. Dette tecnologie, già esistenti sul mercato, dovranno essere sottoposte a idonea sperimentazione, affinché le imprese utilizzatrici del prodotto a valle siano in grado di gestire economicamente questa importante risorsa. […]

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Cari Lettori…

Questo numero de L’Integratore Nutrizionale, come potete vedere, è dedicato ai Botanicals, un tema molto attuale e molto dibattuto che abbiamo volutamente lasciato come ultimo dell’anno per dare seguito all’evento che CEC Editore ha organizzato per in-vitality sugli aspetti scientifici e regolatori dell’utilizzo di piante e derivati vegetali negli integratori alimentari e nei cosmetici. Infatti, non è stato possibile dare spazio in una sola giornata ai tanti aspetti e contributi innovativi e interessanti che, sempre in parte, vengono presentati su questo numero della rivista.

Si parla non solo di ingredienti innovativi derivati da piante, quali ad esempio l’acido abscissico, ma anche dei lieviti, utilizzati sempre più sia nell’uomo sia in veterinaria. Inoltre, continuiamo a dare spazio agli aspetti tecnici, presentando il confronto delle attività in vitro di estratti di Serenoa repens ottenuti con diversi solventi di estrazione. Troverete anche esempi di come prodotti di “scarto”, come le vinacce di uva Aglianico o le bacche esauste di mirto della Sardegna, possano passare da rifiuti speciali, che devono essere smaltiti in maniera opportuna, a risorse da valorizzare, proprio per il contenuto in sostanze bioattive. Ed è proprio con i profumi di questi ultimi esempi che, insieme alla redazione, vi offriamo un brindisi virtuale, augurandovi Buon Natale e un Felice Anno Nuovo!

La valutazione dello stato di alterazione dei capelli

In un contesto in continua evoluzione, in cui si cerca sempre più di conciliare la funzionalità estetica con la praticità, si è potuto assistere a un vero e proprio sviluppo, un passaggio da cosmesi decorativa a cosmesi decorativo-funzionale, nel contesto di un moderno modus vivendi in cui trovano sempre più ampia espressione i ruoli giocati dai social media, grazie ai quali è possibile accostarsi in modo sempre più consapevole ed efficiente alla scelta di prodotti e stili di vita che permettano di mantenere un buono stato di salute. Questo tipo di considerazioni valgono in particolar modo per quanto riguarda la cura del capello.
La valutazione della tipologia e dell’entità dei danni cui possono andare incontro i capelli durante i processi quotidiani di detersione, e/o a seguito dei più svariati trattamenti chimico-fisici tipici dello styling dei capelli, è fondamentale per lo sviluppo di prodotti più idonei per la loro cura.
Risultano fondamentali, pertanto, metodiche scientifiche sempre più performanti, da poter utilizzare sia nei laboratori specializzati sia nei saloni professionali. Per rispondere efficacemente all’evoluzione del mercato in un settore in continua evoluzione, tali tecnologie e tecniche devono essere in grado di fornire risultati sempre più accurati, ma nel contempo devono preferibilmente essere anche maneggevoli e di facile utilizzo.

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Il Life Cycle Thinking come strumento di supporto verso la bioeconomia circolare

La bioeconomia ha l’obiettivo di sviluppare modelli di economia circolare, valorizzando o dando nuova vita a sottoprodotti o rifiuti organici di altre produzioni attraverso la chiusura del ciclo e il recupero di materia. In questo contesto, il Life Cycle Assessment (LCA) è uno strumento appropriato per verificare soluzioni di circolarità, in quanto presunti ingredienti “eco-compatibili” potrebbero determinare profili ambientali non sostenibili se valutati nell’intero ciclo di vita. È così possibile identificare gli impatti e dove poter agire per ridurli, considerando tutti gli aspetti: linee di produzione, logistica, packaging, distribuzione, ecc.
Il caso studio presentato è nell’ambito dell’industria cosmetica, che ha la necessità di adottare un approccio Life Cycle Thinking per ridurre gli impatti ambientali dei propri prodotti e rispondere alle aspettative dei consumatori in termini di ingredienti naturali e sostenibili.
La valutazione riguarda le Cytofruit® Waters, sottoprodotto del succo di agrumi concentrato, utilizzate in prodotti per la cura della pelle. L’acqua contenuta nella frutta, solitamente scartata nella fase di concentrazione del succo, è recuperata, purificata e utilizzata in cosmesi. Lo studio analizza le prestazioni energetico-ambientali del ciclo di vita di questo prodotto. I risultati mostrano come gli impatti derivino da packaging (materiali plastici vergini), logistica (trasporto dal produttore del succo al confezionamento e spedizione ai clienti) e consumi di energia presso il produttore del succo. LCA è stata utilizzata per ipotizzare uno scenario migliorativo.

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Il packaging dei cosmetici

Il Regolamento (CE) n.1223/2009 sui prodotti cosmetici richiede di prendere in considerazione l’apporto dell’imballaggio nella valutazione della sicurezza del prodotto cosmetico confezionato, secondo esplicita richiesta. A questo proposito, la Commissione Packaging Cosmetico dell’Istituto Italiano Imballaggio ha steso un primo documento mirato a conferire dei suggerimenti operativi per coloro i quali si occupano del percorso di valutazione, che è già stato oggetto di argomentazione in un precedente articolo dove sono stati trattati i temi fondamentali della comunicazione, da monte a valle, fra gli operatori della filiera, e sono stati introdotti alcuni punti significativi per una valutazione di tipo documentale e delle implicazioni di natura tossicologica.
Il lavoro della Commissione Packaging Cosmetico è proseguito e si è concluso con un nuovo documento che entra maggiormente nel merito degli aspetti di composizione e migrazione da contenente a contenuto. In questo articolo viene descritto il lavoro tecnico della Commissione Packaging Cosmetico, svolto con l’obiettivo di suggerire un approccio analitico comune ai laboratori, al servizio delle aziende cosmetiche e ai produttori di imballaggio impiegato come packaging di cosmetici, in modo da facilitare, per quanto possibile, il percorso valutativo. […]

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L’accumulo di biossido di Titanio (E171) nel fegato e nell’intestino induce uno stato infiammatorio

Il biossido di Titanio (TiO2) è un pigmento bianco opaco di origine minerale, largamente utilizzato nell’industria farmaceutica, cosmetica e alimentare. In qualità di additivo alimentare (E171), è usato come colorante nella produzione di caramelle, confetti e gomme da masticare. In genere si presenta sotto forma di nanoparticelle di 200-300 nm; dimensione grazie alla quale si ottiene il massimo effetto colorante. Tuttavia, il suo processo produttivo fa sì che nella materia prima sia presente anche una percentuale variabile di particelle con dimensioni <100 nm, che possono essere assorbite dopo assunzione sistemica. […]

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