CPL Aromas

Let’s create together

CPL Aromas

We bring success to our customers
through innovative fragrances,
outstanding service and a human touch

CPL Aromas is the world’s leading, fragrance-only fragrance house, with 22 international locations, serving customers in over 100 countries and employing over 900 people globally. With 7 manufacturing sites and ranking in the top 10 of the sector’s major players, CPL is home to some of the world’s leading perfumers and is trusted by top brands to translate their creative vision into beautifully crafted fragrances. 
The company produces fragrance concentrates suitable for Fine Fragrances, Personal Care products and Household applications and focuses their creativity, innovation and energy on making outstanding fragrances and bringing new ideas and insights to help clients grow their brands and delight their customers. 
CPL Aromas’ success is centred upon independence. The company is able to select its own raw materials and take risks to create peerless fragrances and applications that have currency the world over. The commitment to delivering exceptional customer service is integral to the way CPL works, and it is for this reason that clients come back time and time again.

CPL Aromas Italia
Via Castel Morrone, 24, 20129 Milano
tel +44 1279502300
www.cplaromas.com

Together with the larger family of partners, customers and suppliers,
CPL Aromas will continue to create the companies future, founded in a solid set of values and willing to go the extra mile for the big CPL family.

History

Founded in 1971 and headquartered in the UK, CPL Aromas are proud to remain a family run business.

We are so proud to be at the helm of such an extraordinary team at CPL Aromas. A team which rises to every challenge and whose efforts allow CPL to excel as a business. CPL Aromas has certainly come a long way since 1971 when Terry and Michael, our father and uncle, first started the company - and we will continue to lead and grow together as one big extended family.

CEO and COO, CPL Aromas, Chris and Nick Pickthall

Since the start CPL has grown exponentially with major growth between 1990 and 2010. In 2022 CPL Aromas celebrated their 50th year in the industry and continue to look to the future and geographical expansion.

Innovation

CPL Aromas take innovative approaches and directions to solve the challenges of fragrance development that clients face. This helps to create breakthrough products that have already revolutionised existing markets, and unlocked entirely new ones. With an extensive team of specialists working on projects that offer a unique and exclusive product for customers while aligning with the CPL brand identity and the ingredients to which they commit. CPL’s technologies extend the opportunities on the perfumer’s palette, opening the door to an exciting new world of creativity.

Sustainability

CPL Aromas embraces the responsibility to integrate sustainability into every aspect of the business. Wanting to meet the needs of today, without compromising on the needs of tomorrow. With this in mind, CPL launched a new sustainability vision and strategy, to lead positive, transformational change.
The new sustainability vision and strategy focuses on four pillars; Environment, People, Innovation and Sourcing. Ensuring that every part of the business is working towards amore sustainable future. The strategy outlines the companies commitments to acting on the biggest sustainability challenges affecting the business, prioritising where CPL can make the biggest difference. This is aligned with the United Nations Sustainable Development Goals (SDGs) and supports CPL’s strategic objectives.
The company has a Platinum Ecovadis certificate, ranking CPL Aromas in the top 1% of companies in the fragrance sector.

Our Fundamentals

CPL decided to redefine our Essence (vision), Formula (mission) and Ingredients (values) to more closely reflect our strategy of remaining a family company, independent and committed to sustainability.

Let’s Create Together

Our formula

We bring success to our customers through innovative fragrances, outstanding service and a human touch.

Our essence

Infusing happiness through scents.

Our ingredients

FAMILY PRIDE

QUALITY

RESPONSIBILITY

SUSTAINABLE MINDSET

INDEPENDENCE

Editoriale IN6, 2025

Editoriale IN6, 2025

Tiziana Mennini

Direttore scientifico
de L'Integratore Nutrizionale

WIN Italia

Cari Lettori, vi ho già parlato altre volte di WIN (Women In Nutraceuticals), ora ho il piacere di comunicare che è arrivata anche in Italia la possibilità di connettersi e collaborare per costruire insieme una comunità nutraceutica più inclusiva.

WIN è un’organizzazione non profit, con un Board internazionale e comitati regionali,  fondata nel 2021 negli Stati Uniti da un gruppo di leader globali del settore nutraceutico, prevalentemente donne, con il supporto di sponsor. Fondatrice e presidente è Heather Granato, e il primo sponsor fondatore è stato Kerry Group. WIN è un’iniziativa globale che promuove la leadership, l’innovazione e la crescita delle donne nel settore nutraceutico, ed è impegnata a favorire l‘equità di genere attraverso programmi di mentorship, sviluppo della leadership e ricerche che valorizzano il contributo delle donne in tutti gli ambiti dell’industria.

L’avvio operativo e i primi programmi pubblici sono avvenuti nel 2022, con la prima espansione internazionale nel 2023-2024, e l’ingresso in Europa a gennaio 2025, dove si contano già 89 membri. Attualmente l’Italia è al secondo posto, con 14 membri, dopo la Germania, seguita da UK, Spagna e Francia.

Francesca Mercandelli e Claudia Valla (co-chairs per l’Italia) l’hanno presentata in occasione di
In-vitality 2025 in una speciale sessione dal titolo “Valorizzare le donne nel settore nutraceutico: la missione e l’impatto di WIN”.

La missione dei Comitati Regionali e Nazionali è quella di espandere WIN portandola più vicino ad ogni membro, offrendo alle leader locali la possibilità di guidare iniziative rilevanti e sostenibili. I comitati regionali co-organizzeranno eventi, introdurranno programmi WIN e costruiranno comunità dinamiche e connesse, creando anche opportunità concrete per la crescita professionale delle donne e per un impatto misurabile sul futuro della salute e della nutrizione.

Ci sono altri esempi di associazioni femminili italiane attive da anni con successo in altri settori, per esempio ItWIIN, che opera nel campo dell’innovazione e dell’invenzione, o Women&Tech, Associazione Donne e Tecnologie (che ogni anno conferisce il Premio Internazionale Tecnovisionarie®), che valorizzano donne portatrici di idee e innovazioni e contribuiscono a realizzare le proprie aspirazioni, migliorare la stima di sé, la motivazione, e ad ampliare orizzonti ed esperienze.

Per questo, insieme agli auguri di Buon Natale, il mio augurio per l’anno nuovo è proprio questo: che WIN Italia possa diventare un modello di avanzamento non solo delle donne, ma del futuro dell’industria nutraceutica italiana.

info@womeninnutraceuticals.org
womeninnutraceuticals.org

Opinion Leader • CT6, 2025

Elena Zanca

Opinion Leader • CT6, 2025

Il futuro dell’hair care è olistico

Un viaggio tra scienza, formulazione e culture globali della bellezza

Oggi la bellezza nasce da un benessere a 360°, che integra corpo, mente e ambiente, includendo alimentazione sana, mindfulness, attività fisica e tecnologie di supporto. Le head SPA riportano l’attenzione sulla salute del cuoio capelluto, unendo rituali olistici e innovazione cosmetologica, trasformando il salone in laboratorio di benessere integrale.

Nel salone contemporaneo, competenza tecnica, cultura del benessere ed empatia si fondono: il professionista diventa un coach estetico, capace di distinguere tra l’approccio edonistico — orientato all’impatto immediato — e quello olistico, che armonizza estetica, salute e identità. Il suo compito è tradurre bisogni percepiti e reali in un’esperienza di benessere autentico, vissuto nel hic et nunc. Secondo lo psichiatra Vittorino Andreoli (1) il comportamento umano nasce dall’interazione tra fattori fisici, psichici e ambientali. Per l’hairstylist-coach, significa capire che il capello non è solo materia biologica, ma parte di un sistema di significati ed emozioni legati alla storia personale del cliente.

Come ricorda il fisico John D. Barrow (2), bellezza, genio e felicità sfuggono a qualsiasi formula: non esiste un taglio o colore perfetto universale, ma quello giusto per quella persona, in quel momento della sua vita. È in questo equilibrio tra tecnica ed empatia che l’estetica diventa benessere autentico. La personalizzazione contemporanea si avvale di strumenti sofisticati: analisi digitali del capello, intelligenza artificiale, analisi dell’armocromia. Tuttavia, nell’umanesimo cosmetico la tecnologia resta supporto: al centro dell’esperienza rimangono professionista e cliente. È il primo che interpreta dati e sensazioni, trasformandoli in esperienza unica. Questa filosofia dell’equilibrio trova espressione nei diversi modelli culturali globali.

La cura dei capelli è influenzata da tradizioni culturali, caratteristiche morfologiche e nuove tendenze. In Asia, il capello è simbolo di integrità; in Occidente, terreno di sperimentazione. La globalizzazione ha mescolato questi linguaggi: l’Oriente osa con colori audaci, l’Occidente riscopre rituali delicati.

Il modello asiatico integra tecnologia avanzata e filosofie tradizionali. I saloni coreani dedicano spesso metà servizio alla diagnosi del cuoio capelluto, utilizzando microcamere avanzate e dispositivi a vapore. Questa attenzione riflette la filosofia del “nunchi” – capacità di leggere bisogni non espressi – applicata all’hair care, trasformando la cura in meditazione attiva dove ogni gesto ha significato terapeutico.

Il modello brasiliano rappresenta l’esempio più avanzato di ecosistema integrato. Molti saloni adottano approcci multidisciplinari: estetista, massaggiatrice, esperto di taglio, specialista del colore e terapeuta capilar collaborano nello stesso spazio, offrendo percorsi coerenti che uniscono cura estetica e benessere globale. La “terapia capilar” ha elevato la cura del cuoio capelluto a disciplina autonoma, con protocolli che combinano massaggi specializzati, oli essenziali e trattamenti ricostruttivi. Il terapeuta legge la storia di stress e abitudini del cliente attraverso l’analisi del cuoio capelluto, prescrivendo trattamenti che includono consigli lifestyle.

Il movimento americano del textured hair ha rivoluzionato l’inclusività nell’hair care (3).

Questo segmento in espansione è sostenuto dalla richiesta di prodotti clean – privi di solfati, siliconi – a favore di formule clean e sostenibili.

Partito dalle comunità afroamericane, si estende a tutte le texture, creando una cultura basata sul rispetto della struttura naturale. I saloni specializzati sviluppano protocolli che includono educazione sulla struttura del capello e supporto per transizioni da capelli trattati a naturali.

La struttura morfologica del capello guida queste scelte formulative specializzate. Il capello riccio (type IV Walker, 4) risulta strutturalmente più fragile e incline alla secchezza, richiedendo nutrimento attraverso lipidi vegetali, burri nutrienti come karité e cocco, proteine idrolizzate a basso peso molecolare e film former per mantenere definizione e integrità strutturale.

Al contrario, il capello liscio (Type I Walker, 4), comune nel fenotipo asiatico, si caratterizza per resistenza naturale e lucentezza intrinseca; beneficia di tagli che rispettino peso e caduta naturale, e di trattamenti che preservino l’integrità cuticolare, enfatizzino la brillantezza e migliorino il volume attraverso prodotti styling dedicati.

Per molte comunità afrodiscendenti, la cura dei capelli trascende la dimensione puramente estetica per diventare esperienza culturale, identitaria e spesso comunitaria, tramandata attraverso generazioni. Il professionista, in questo contesto culturalmente sensibile, assume il ruolo di facilitatore e custode di tradizioni, capace di integrare rituali storici – come l’uso di oli vegetali preziosi e massaggi rituali del cuoio capelluto – con innovazioni cosmetologiche sicure ed efficaci. Particolare attenzione richiedono l’utilizzo di prodotti contenenti termo protettori o formulati per la cura di cuoio capelluto spesso sensibile e soggetto a secchezza.

In Occidente, parallelamente, cresce l’interesse per le hair SPA che trasformano la cura dei capelli in esperienza sensoriale immersiva. Massaggi specializzati, aromaterapia mirata e applicazioni ritualistiche dei trattamenti si arricchiscono di texture avvolgenti e principi attivi multifunzionali, rispondendo alla doppia esigenza contemporanea di performance cosmetica tangibile e benessere psico-fisico profondo. Queste head SPA occidentali prendono ispirazione dai modelli asiatici ma li reinterpretano attraverso la sensibilità europea e americana, creando format ibridi che combinano efficienza nordamericana, raffinatezza europea e spiritualità orientale.

Il consumatore globale di oggi cerca infatti soluzioni sempre più sofisticate che combinino idratazione profonda, definizione e protezione ambientale (termica e UV), semplificando significativamente la routine di mantenimento domestico. Questa richiesta di multifunzionalità spinge l’innovazione formulativa verso ingredienti capaci di rispondere a bisogni complessi con soluzioni eleganti.

Come ricorda Jung, l’armonia autentica nasce dal dialogo tra opposti: tecnica e intuizione, tradizione e innovazione, estetica e benessere.

Questa tensione creativa è il cuore della bellezza olistica, che trasforma il salone in uno spazio dove ogni gesto, dal taglio alla consulenza, diventa parte di un’esperienza unica. L’hair care olistico è un’arte che intreccia scienza, empatia e sensibilità culturale, interpretando il capello come un linguaggio vivo, capace di raccontare storie personali e collettive.

La vera innovazione non sta solo nella precisione tecnica o nella performance del prodotto, ma nella capacità del professionista di cogliere bisogni inespressi e tradurli in benessere duraturo. Anche chi sviluppa prodotti deve abbracciare questa visione, creando formule che uniscano cura di corpo, mente e ambiente, rendendo l’hair care uno strumento di equilibrio e valorizzazione nel presente e nel futuro.

Bibliografia
Andreoli V. Il libro della gentilezza. Milano: Solferino, Corriere della Sera. 2022.
Barrow, JD. 100 cose che non sapevi di non sapere sulla matematica e le arti. Milano: Mondadori. 2014.
WGSN. Haircare Market & Consumer Trends Report. WGSN Beauty & Wellness Forecast. 2024.
Walker A. Andre Walker Hair Typing System. Chicago: Andre Walker Hair. 1997.

Cosmetic Technology 6, 2025

Cosmetic Technology 6 - 2025

Holistic beauty, well-ageing, sensoriality

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Editoriale

Il palcoscenico delle parole
A. Caldiroli

Opinion Leader

Il futuro dell’hair care è olistico
E. Zanca

articoli

M. Barattin, M.H. Lair
1 Clarins National Skincare Trainer
2 Clarins Brand Spokesperson e Responsible Innovation Director

michela.barattin@clarins.com

L’invecchiamento cutaneo è un processo biologico complesso che coinvolge modifiche molecolari, cellulari e tessutali, con effetti che vanno oltre l’aspetto estetico, influenzando la funzionalità e la salute della pelle. Negli ultimi anni, l’industria cosmetica ha evoluto la propria visione, passando da un modello antiageing, focalizzato sulla riduzione dei segni visibili, al più inclusivo well-ageing. La skin longevity rappresenta un’evoluzione di questo concetto: con un approccio olistico mira al mantenimento e al recupero delle funzioni cutanee nel tempo, riconoscendo l’invecchiamento come una fase naturale da valorizzare. I principali meccanismi alla base dello skin ageing includono l’oxy-
inflammaging, ovvero la combinazione di stress ossidativo cronico e infiammazione di basso grado, la senescenza cellulare e le modificazioni epigenetiche, che interagiscono e amplificano il declino funzionale della pelle. Il fattore di trascrizione FOXO rappresenta un bersaglio molecolare chiave per modulare questi processi, promuovendo la risposta allo stress, la riparazione del DNA e la funzionalità delle cellule staminali epidermiche. In questo contesto, i polifenoli vegetali emergono come attivi promettenti grazie alla loro azione antiossidante, anti-infiammatoria ed epigenetica, capaci di agire su più fronti per preservare la struttura e la funzione cutanea. L’integrazione di queste conoscenze molecolari con nuove strategie cosmetiche apre opportunità per sviluppare trattamenti innovativi volti a promuovere un invecchiamento sano e prolungare la vitalità della pelle, migliorando così la qualità della vita.

Oxy-inflammaging, epigenetics, and skin longevity:
the science behind sustainable beauty
The synergy between science and nature for well-ageing

Skin aging is a complex biological process involving molecular, cellular, and tissue-level changes, with effects that extend beyond aesthetics to influence skin functionality and health. In recent years, the cosmetic industry has evolved its perspective, shifting from an anti-aging model focused on reducing visible signs to the more inclusive well-aging. Skin longevity represents an evolution of this concept: through a holistic approach, it aims to maintain and restore skin functions over time, recognizing aging as a natural phase to be embraced. The main mechanisms underlying skin aging include oxy-inflammaging – a combination of chronic oxidative stress and low-grade inflammation – cellular senescence, and epigenetic modifications, which interact and amplify skin functional decline. The transcription factor FOXO is a key molecular target to modulate these processes, promoting stress response, DNA repair, and epidermal stem cell functionality. In this context, vegetal polyphenols emerge as promising active ingredients due to their antioxidant, anti-inflammatory, and epigenetic actions, capable of acting on multiple fronts to preserve skin structure and function. Integrating this molecular knowledge with new cosmetic strategies opens opportunities to develop innovative treatments aimed at promoting healthy aging and prolonging skin vitality, thereby improving quality of life.

P. Tortini
NEOVALIS in collaborazione con VITROSCREEN
primo.tortini@cosmoproject.it

Questo studio di laboratorio ha avuto lo scopo di valutare l’efficacia di un olio riparatore a base di ozono nel contrastare i danni infiammatori e visibili (formazione di cellule ustionate) indotti dall’esposizione ai raggi UV su un modello di epidermide umana ricostruita (RHE). I metodi di valutazione includevano il saggio biochimico della lattato-deidrogenasi (LDH) per l’integrità della membrana e la colorazione istologica H&E per il conteggio delle cellule ustionate. I risultati hanno mostrato che l’olio riparatore ha ridotto significativamente la formazione di cellule ustionate, ma ha anche indotto una potenziale interferenza chimica nel dosaggio dell’LDH. Le conclusioni suggeriscono che l’olio riparatore sia efficace contro i danni visibili da UV.

Ozonized oil: cutaneous protective efficacy
Assessing the anti-UV damage action on RHE and considerations for bochemical test validation

This laboratory study aimed to evaluate the effectiveness of an ozone-based repair oil in counteracting inflammatory and visible damage (formation of burned cells) induced by UV exposure on a reconstructed human epidermis (RHE) model. The evaluation methods included the biochemical assay of lactate dehydrogenase (LDH) for membrane integrity and H&E histological staining for counting burned cells. The results showed that the repair oil significantly reduced the formation of burned cells, but also induced potential chemical interference in the LDH assay. The conclusions suggest that the repair oil is effective against visible UV damage.

M.R. Gigliobianco, L. Di Nicolantonio, C.E. Di Bella, R. Censi, S. Zara, P. Di Martino
Dipartimento di Farmacia, Università “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara 2 Scuola di Farmacia, Università degli Studi di Camerino 3 Recuso, Camerino (MC) 
maria.gigliobianco@unich.it

aggiornamenti
regolatorio

Legislazione Cosmetica

Uno strumento di lavoro ONLINE in cui potete trovare, oltre al Nuovo Regolamento n.1223/2009 (con i relativi aggiornamenti), tutte le Leggi afferenti e trasversali al settore cosmetico
SPECIALE FRAGRANZE
Note da indossare
aziende

INNOVACTIVE INGREDIENTS
PHARMA COSM POLLI

Innovactive Sensiferm®

SILAB
ACTIVE UP

LIFTILIENCE®

AMITA HEALTH CARE ITALIA

KAK HL

Su questo numero presentiamo anche…

VALUTATORE DELLA STABILITà DEI COSMETICI
Percorso SPES di SICC Accademia

La Società Italiana di Cosmetologia è lieta di presentare il corso “Valutazione della Stabilità dei Prodotti Cosmetici“, un evento formativo di due giorni dedicato ai professionisti del settore cosmetico.

L’obiettivo del corso è fornire un approfondimento tecnico-scientifico sui metodi di valutazione della stabilità dei cosmetici, con un focus su stabilità chimico-fisica, microbiologica, sensoriale, packaging, strumentazioni. Il programma prevede lezioni magistrali, moduli tematici e case study pratici condotti da esperti del settore, garantendo ai partecipanti un’esperienza formativa completa.

Durante il corso verranno trattati metodi predittivi, strumentazioni di laboratorio, sfide nella formulazione di prodotti naturali e biologici, influenza dello scale-up industriale e packaging innovativo per la stabilità dei cosmetici.

Un’occasione unica per aggiornarsi sulle ultime innovazioni, confrontarsi con esperti e ampliare il proprio network professionale.

Quando:

23-24 Settembre 2025

Dove

Milano, Hotel AC Marriot,
via Tazzoli 2, Milano

Info

office@sicc.it

Termine delle iscrizioni

12 Settembre

NON PERDERTI
GLI APPUNTAMENTI
DI SETTORE

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BUONA LETTURA!

Editoriale CT6, 2025

Anna Caldiroli

Editoriale CT6, 2025

Infine, traendo ispirazione da “C’è da ridere” uno spettacolo messo in scena al Teatro Coccia di Novara: non possiamo scegliere le domande che riceveremo ma possiamo scegliere le risposte che daremo e quindi le parole da utilizzare. Il mio augurio per un anno carico di domande stimolanti a cui dare risposte ben pensate. 

And I’ll fly with you…
(G. D’Agostino)

Il palcoscenico delle parole

Per descrivere che cosa significa per me andare a teatro, devo prendere in prestito le parole di una nota canzone: “un’emozione che non ha voce”. Ho recentemente assistito a un monologo dove l’attore ha condotto il suo pubblico a riflettere su alcuni modi di dire e del significato mutevole che una parola può assumere quando si intrufola in una frase o in un’altra. Con la consapevolezza che ogni parola che pronunciamo genera risonanza nel destinatario e spostando l’osservazione sul settore cosmetico, emerge chiaro e forte che le parole non sono neutre: forgiano la percezione dell’efficacia, il valore etico di un prodotto oltre alla fiducia del consumatore.

Desidero focalizzare l’attenzione su alcuni termini che, nel corso dell’ultimo anno in particolare, sono riusciti a farsi spazio prepotentemente nel nostro quotidiano, fino a rischiare l’usura. Per ciascuno offro una personale visione e declinazione in cosmetica.

#CleanBeauty e #Sostenibile hanno scatenato un greenwashing semantico, in quanto non sempre sono supportati, per esempio, da uno standard di certificazione che ne traccia confini e regole di attribuzione, riferimenti scientifici o l’esito di una sperimentazione con metodi noti e accettati.

#eco-ansia quella provata da ogni consumatore, quando sente demonizzare alcuni ingredienti (spesso valutati come sicuri su un’ampia base di studi e risultati) e idealizzarne altri (decisamente più poveri in fatto di conoscenza), con l’aggravante di non pensare al destino ambientale delle proprie scelte.

#dissing: la tendenza di brand e influencer a sminuire apertamente i prodotti della concorrenza per emergere, il tutto non sempre avvalorato da basi scientifiche ma spesso limitato alla propria opinione non maturata sulle basi della conoscenza; un “minestrone di parole” che genera confusione e perdita di fiducia nel settore. In più, con una tendenza espressiva orientata alla rapidità (contenuti brevi, magari anche semplicistici) e al conflitto.

#ghosting: la sparizione di claim falliti (promesse non mantenute) o degli ingredienti controversi, eliminandoli silenziosamente per dare spazio ad asserzioni molto più generali ed evocative.

#fuffaguru: figure che, pur prive di credenziali scientifiche, offrono formule magiche o consulenze spesso basate su informazioni non verificate.

L’abuso di un linguaggio che bada molto alla performance di prodotto può finire con lo spostare il focus dalla scienza e dall’efficacia del prodotto solo all’estetica della comunicazione e ai trend. In conclusione, le parole abusate quando incanalate dal marketing cosmetico, spesso si trasformano con l’obiettivo di limitarsi a suscitare un’emozione e non comunicare un beneficio verificabile. Vorrei invece aggiungere una parola che, a differenza di quelle sopra menzionate, porta con sé un profondo significato di interdipendenza e responsabilità: #ecosistema. Noi, come individui, individui in imprese e imprese sul mercato non siamo che un tassello di un insieme più grande nel quale siamo gli uni collegati agli altri.

Nutraceutica in evoluzione. Quando la tecnica costruisce il futuro della salute

L'Integratore Nutrizionale n°6-2025 | Associazioni
Nutraceutica in evoluzione
Quando la tecnica costruisce il futuro della salute

Alessandro Colletti e Marzia Pellizzato
V Simposio della Società Italiana dei Formulatori in Nutraceutica

Il V Simposio della Società Italiana dei Formulatori in Nutraceutica (SIFNUT), tenutosi il 14 e15 novembre 2025, si è confermato come uno degli appuntamenti scientifici più rilevanti e rappresentativi per il settore nutraceutico italiano, non solo per la qualità dei contenuti proposti, ma anche per la straordinaria partecipazione del comparto scientifico e industriale. L’edizione 2025 ha infatti registrato oltre 280 accessi complessivi, con la presenza di circa 100 aziende e il supporto di più di 40 sponsor, a testimonianza di un interesse crescente e trasversale verso un settore in piena maturazione.
Al di là del dato numerico, ciò che ha maggiormente caratterizzato il Simposio è stata la composizione eterogenea della platea, volutamente “spuria” nel senso più virtuoso del termine: operatori sanitari, responsabili R&D e regulatory aziendali, formulatori, accademici, clinici e professionisti della comunicazione scientifica hanno condiviso gli stessi spazi e lo stesso linguaggio.
Questa contaminazione di competenze e prospettive ha rappresentato uno degli elementi di maggior valore dell’evento, evidenziando quanto sia oggi imprescindibile mettere in comunicazione mondi tradizionalmente separati per costruire una nutraceutica realmente solida, credibile e orientata all’efficacia. Il Simposio SIFNUT si è così confermato non solo come momento di aggiornamento scientifico, ma come luogo di connessione, in cui ricerca, industria e pratica clinica possono dialogare senza mediazioni artificiali, favorendo una crescita condivisa del settore.

Questi numeri riflettono la crescente consapevolezza che la nutraceutica stia attraversando una fase di profonda trasformazione:
da disciplina soggetta a tendenze influenzate dal mercato a disciplina tecnico-scientifica strutturata,
sempre più centrale nei percorsi di prevenzione e supporto alla salute.

Il titolo scelto “Nutraceutica in evoluzione. Quando la tecnica costruisce il futuro della salute” ha sintetizzato efficacemente il filo conduttore dell’intero Simposio: la tecnica farmaceutica applicata alla nutraceutica come sistema complesso, fondato su evidenze scientifiche, rigore metodologico e innovazione tecnologica, capace di dialogare in modo maturo con il mondo dell’healthcare, regolatorio e clinico.

Prima giornata

All’interno di questo contesto altamente partecipato, la prima giornata, dedicata al passaggio dalla ricerca all’industria, ha posto l’accento su quella che è stata definita un’ “evoluzione silente” della nutraceutica: un progresso continuo, spesso poco visibile all’esterno, ma estremamente profondo per chi opera all’interno della filiera.

L’attenzione sugli ingredienti attivi, in particolare botanicals e “altre sostanze ad effetto nutritivo fisiologico”, ha permesso di affrontare il tema della riscoperta di estratti tradizionali attraverso strumenti tecnologici moderni. Dai casi studio su Cistus e Calluna vulgaris fino all’evoluzione delle tecniche di estrazione dei derivati dell’acido idrossicinnamico, è emerso come la vera innovazione non risieda necessariamente nella scoperta di nuove piante, ma nella capacità di estrarre, standardizzare e caratterizzare in modo più selettivo e sostenibile ciò che già esiste. In parallelo, il contributo regolatorio ha ricordato come l’innovazione debba muoversi entro confini normativi sempre più definiti, soprattutto nel contesto europeo. La domanda “cosa sì e cosa no” non è apparsa come un limite alla creatività, ma come uno stimolo innovativo a progettare prodotti più solidi, difendibili e coerenti con la tutela del consumatore.

Uno dei focus della prima giornata è stato dedicato a luppoli e malti, ingredienti storicamente associati al mondo brassicolo ma oggi oggetto di un crescente interesse nutraceutico. Le evidenze precliniche e cliniche presentate hanno mostrato come specifiche frazioni bioattive possano esercitare effetti significativi in ambito cardiovascolare, cosmetico e veterinario.

Il pomeriggio della prima giornata ha spostato il focus su uno dei settori più dinamici e al tempo stesso più controversi della nutraceutica: prebiotici, probiotici e postbiotici. Il confronto tra industria, ricerca e regolatorio ha messo in luce una realtà fatta di grandi opportunità, ma anche di limiti metodologici ancora non completamente risolti. È emersa con forza la necessità di superare approcci semplicistici, basati esclusivamente sulla vitalità microbica, per abbracciare una visione più ampia che includa funzione, metabolismo microbico e interazione ospite-microbiota.

Uno dei messaggi più chiari del Simposio è stato che, oggi più che mai, la forma è sostanza. Le sessioni dedicate alle tecnologie formulative hanno mostrato come la performance clinica di un nutraceutico dipenda in modo cruciale da eccipienti, sistemi di rilascio e strategie di veicolazione. Dalle tecnologie per migliorare compliance e performance delle forme solide orali ai sistemi di rilascio mirato gastrico, fino ai carrier intelligenti, il messaggio condiviso è stato quello di una nutraceutica che dialoga apertamente con la farmaceutica, mutuandone linguaggi, modelli e strumenti, senza perdere la propria identità.

La chiusura della prima giornata ha segnato un passaggio concettuale fondamentale: il testing preclinico non come optional, ma come fondamento metodologico della nutraceutica moderna. L’allineamento con la farmacologia, l’utilizzo di modelli in vitro avanzati e modelli 3D, fino alla discussione sul ruolo dell’animal testing, hanno delineato uno scenario in cui l’efficacia non può più essere presunta, ma deve essere dimostrata.

La lettura magistrale conclusiva del prof. Cesare Sirtori ha sintetizzato efficacemente questa visione: inventare molecole e costruire salute richiede intuizione, ma soprattutto metodo.

Seconda giornata

La seconda giornata ha spostato l’attenzione dall’innovazione “invisibile” a quella visibile nella pratica clinica e professionale. Il tema della biodisponibilità e del testing farmacocinetico ha aperto i lavori, sottolineando come nuove tecnologie di delivery possano modificare radicalmente l’efficacia di molecole lipofile, a patto che siano accompagnate da corrette modalità di assunzione.

La sessione dedicata ai disturbi cardiometabolici ha rappresentato uno dei momenti di maggiore convergenza e attenzione dell’intero Simposio, riuscendo a coinvolgere in modo trasversale tutta la platea. È emersa una visione multifattoriale della disglicemia, che va oltre il semplice controllo della glicemia per includere infiammazione, funzione endoteliale, metabolismo intestinale e, in modo innovativo, anche la stitichezza come bersaglio funzionale trascurato.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla nutraceutica evidence-based applicata a performance e recupero, non solo nell’atleta ma anche nel paziente fragile. Dalla discussione sugli aminoacidi alle nuove formulazioni di creatina, fino al ruolo del supporto nutraceutico nel paziente oncologico, è emersa una nutraceutica sempre più trasversale, che supera le tradizionali compartimentazioni.

Il binomio estetica-longevità è stato affrontato in chiave moderna, spostando il focus dall’anti-ageing al concetto di healthspan. Particolarmente rilevante è stato il richiamo al ruolo dei mitocondri come snodo centrale della salute cutanea e sistemica.

La sessione sulla proprietà intellettuale ha infine ricordato che l’innovazione, per portare reale valore, deve essere protetta adeguatamente, soprattutto in un settore dove il confine tra reale innovazione ed idea di marketing è spesso sottile.

Le tavole rotonde finali hanno rappresentato il momento più “politico” e identitario del Simposio: università, istituzioni, giornalisti, associazioni di categoria e professionisti si sono confrontati sul futuro della nutraceutica, tra ambizioni scientifiche e realtà quotidiana. È emersa la necessità di una cultura condivisa, capace di tenere insieme rigore scientifico, sostenibilità industriale e responsabilità verso il paziente.

Il V Simposio SIFNUT ha restituito l’immagine di un settore healthcare consapevole delle proprie possibilità e responsabilità, pronto ad affrontare le sfide future sfruttando criticità e limitazioni come elementi di pura innovazione. Un settore che non si limita più a “promettere benessere”, ma che lavora per costruirlo con metodo, tecnica e visione.

CONTATTI
Piazza Serenissima 40
31033, Castelfranco Veneto (TV)
Tel: +39 0423 1917160
segreteria@sifnut.it

UBIQSOME®

L'Integratore Nutrizionale n°6-2025 | Ingredienti
UBIQSOME®
L’energia del coenzima Q10 nella moderna rivoluzione dell’healthy aging

A livello globale stiamo assistendo a un cambiamento demografico senza precedenti. La popolazione mondiale sta invecchiando rapidamente, e, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il numero di persone con più di 60 anni è destinato a raddoppiare entro il 2050, raggiungendo i 2,1 miliardi (https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/aging-and-health).
Questa trasformazione sposta il focus dal prolungare l’estensione della vita (lifespan) alla promozione dell’healthspan, ovvero il periodo di vita vissuto in buona salute, senza malattie croniche e disabilità significative. In questo contesto, il concetto di healthy aging si sta affermando sempre più: non si tratta soltanto di vivere più a lungo, ma di invecchiare meglio (aging better), preservando qualità della vita, autonomia e capacità fisiche e cognitive.
Con l’avanzare dell’età, infatti, i processi fisiologici rallentano gradualmente, influenzando vitalità, resilienza e benessere generale: il mantenimento di una funzionalità corporea ottimale rappresenta le fondamenta per una salute duratura e una vita ricca di energia. In questa prospettiva, gli ingredienti naturali possono diventare un alleato chiave per favorire un invecchiamento attivo, sano e consapevole.
Tra di essi, il coenzima Q10 (CoQ10) gioca un ruolo cruciale nel preservare la funzionalità dell’organismo durante il naturale processo fisiologico dell’invecchiamento. Conosciuto anche come ubichinone o ubidecarenone, il coenzima Q10 è una sostanza presente in tutte le cellule del corpo umano, dove opera la sua funzione principale legata alla produzione di energia cellulare. Tuttavia, i livelli endogeni di CoQ10 possono diminuire con l’età, in presenza di patologie o in condizioni di stress ossidativo, e la supplementazione esogena si scontra con la bassa biodisponibilità di questo nutriente, che risulta poco assorbito quando assunto per via orale.

Nell’affollato mercato degli ingredienti nutrizionali a base di ubichinone, *UBIQSOME® (Coenzima Q10 *Fitosoma®) si distingue per la sua innovativa formulazione del coenzima Q10 con la tecnologia *Indena Phytosome®, che consente di ottimizzarne il bioassorbimento e gli effetti benefici superando i noti limiti della supplementazione orale. Numerosi studi preclinici e clinici documentano l’unicità di UBIQSOME® e confermano che sia in grado di ottimizzare i livelli cellulari e muscolari di coenzima Q10 dopo supplementazione orale, rendendolo quindi un alleato chiave per sostenere nel tempo funzioni del corpo umano quali energia, salute cardiovascolare e salute della pelle, supportando in modo concreto i processi fisiologici legati all’healthy aging.

COMPOSIZIONE
E SPECIFICHE TECNICHE

MECCANISMO D’AZIONE

Un approfondito studio preclinico condotto su una linea cellulare di epitelio intestinale umano e su una linea cellulare di cardiomioblasti murini ha indagato i meccanismi di internalizzazione cellulare di UBIQSOME® e la sua distribuzione mitocondriale. Lo studio ha inoltre valutato i diversi effetti bioenergetici dell’ingrediente e il suo ruolo protettivo contro lo stress ossidativo, evidenziando la significativa efficacia di UBIQSOME® nel supportare i processi legati all’healthy aging (1).

Le evidenze scientifiche hanno dimostrato che la macropinocitosi costituisce il principale meccanismo attraverso cui UBIQSOME® viene internalizzato dalle cellule intestinali e cardiache, proprio grazie alla sua formulazione Indena Phytosome®. La matrice a base di lecitina, caratteristica di questa tecnologia, favorisce una maggiore internalizzazione del coenzima Q10 rispetto al CoQ10 non formulato, come dimostrato da un significativo aumento delle goccioline lipidiche intracellulari, soprattutto nelle cellule cardiache, rilevato con la microscopia confocale.

I risultati di questa ricerca (1) hanno inoltre evidenziato che UBIQSOME® è in grado di:

• incrementare i livelli di CoQ10 nei mitocondri

• migliorare il consumo di ossigeno da parte delle cellule

• potenziare la sintesi di ATP

• incrementare la produzione di proteine cellulari

• stimolare la biogenesi mitocondriale

• ridurre lo stress ossidativo cellulare

efficacia

UBIQSOME® è stato oggetto di uno studio ex vivo che ha coinvolto otto volontari in un trial crossover, con supplementazione di 100 mg/die di coenzima Q10 per due settimane, sia nella forma Indena Phytosome® sia nella forma cristallina tradizionale. Al termine del periodo di somministrazione, campioni di plasma normalizzati per il contenuto di CoQ10 sono stati incubati per 24 ore con due linee cellulari differenti (2).

I risultati hanno evidenziato che UBIQSOME® aumenta significativamente i livelli cellulari di ubichinone rispetto al coenzima Q10 tradizionale, con un incremento sia in mioblasti murini (4x) che in fibroblasti dermici umani (2x).

Nello specifico, il maggiore assorbimento di coenzima Q10 nei fibroblasti suggerisce che UBIQSOME® possa avere un effetto vantaggioso su processi chiave dell’aging better cutaneo, favorendo una pelle più vitale, luminosa e resistente ai segni dell’invecchiamento (2).

La capacità di UBIQSOME® di ottimizzare il bioassorbimento di coenzima Q10 è ampiamente dimostrata da studi nell’uomo.

Uno studio di farmacocinetica a dose singola condotto su volontari sani ha dimostrato che l’assunzione di una capsula di UBIQSOME® da 150 mg (corrispondente a 30 mg di CoQ10) consente di ottenere livelli plasmatici di CoQ10 significativamente superiori rispetto al coenzima Q10 tradizionale non formulato (100 mg), con un incremento dell’AUC pari a 3 volte su base ponderale e 9 volte su base molare (3). In aggiunta, un secondo studio di farmacocinetica a dosi ripetute ha confermato livelli plasmatici ottimizzati di CoQ10 dopo integrazione quotidiana di UBIQSOME® (150 mg e 300 mg) per due settimane (3).

A queste evidenze si aggiunge un trial clinico randomizzato e controllato che ha coinvolto 20 soggetti sani, runner abituali tra i 50 e i 65 anni, una cui parte ha ricevuto la supplementazione con UBIQSOME® al dosaggio di 500 mg/die. Dopo 30 giorni di integrazione, UBIQSOME® si è dimostrato in grado di aumentare i livelli muscolari di coenzima Q10 di +37% rispetto al basale (p<0,05), in contrasto con l’assenza di variazioni nel gruppo di controllo: ad oggi, questo dato eccezionale rappresenta ancora un unicum nello scenario degli ingredienti nutraceutici a base di coenzima Q10. In aggiunta, anche importanti biomarker di stress ossidativo e infiammatorio post-esercizio fisico hanno subito variazioni positive significative rispetto al basale nel gruppo che ha ricevuto la supplementazione con UBIQSOME®, come dimostrato dall’aumentata capacità antiossidante totale (TAC, +64%, p<0,05) e dalla riduzione di interleuchine infiammatorie, tra cui IL-6 (−63%, p<0,05) e IL-10 (−48%, p<0,05) (4).

L’ottimizzazione del bioassorbimento di coenzima Q10 porta ad una serie di effetti benefici che UBIQSOME® esercita sulla salute dell’uomo, come dimostrato in due studi clinici.

In un primo studio, venti giovani volontari sani, non fumatori, di età compresa tra 18 e 40 anni, sono stati arruolati in uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e con disegno crossover; i partecipanti hanno assunto quotidianamente UBIQSOME® oppure placebo per quattro settimane. I risultati hanno dimostrato che UBIQSOME® migliora la funzione endoteliale già dopo la prima dose, con un incremento del +7% rispetto al basale (p<0,05) (5). Questa evidenza ha trovato conferma anche al termine delle 4 settimane di supplementazione previste dallo studio. Tale effetto evidenzia il ruolo protettivo di UBIQSOME® come antiossidante naturale anche in individui giovani e in assenza di condizioni patologiche.

A questo si aggiunge un recente studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, che ha valutato l’efficacia dell’integrazione con UBIQSOME® nel migliorare la performance fisica e ridurre la sensazione di astenia in persone anziane che assumevano statine e lamentavano da almeno tre mesi stanchezza correlata alla terapia. Sono stati coinvolti sessanta individui tra i 65 e gli 80 anni, tutti in trattamento stabile con una statina da almeno sei mesi e in buone condizioni di salute generale, senza patologie cardiovascolari, disturbi osteoarticolari o muscolari, obesità o altre condizioni che potessero interferire con la percezione della fatica. Alla fine di 8 settimane  di integrazione, i risultati hanno evidenziato un miglioramento significativo nei soggetti trattati con UBIQSOME® 150 mg due volte al giorno rispetto al basale ed al gruppo placebo. Tali soggetti hanno riportato una riduzione marcata della sensazione di stanchezza rispetto al basale (VAS−50%, p<0,05), accompagnata da un incremento importante della forza di presa (+30%, p<0,05) e da un miglioramento della capacità funzionale, dimostrato dall’aumento delle ripetizioni nel test “sit-to-stand” (+36%, p<0,05) e del numero di passi nel “2-minute step test” (+11%, p<0,05) (6).

Tali evidenze dimostrano come UBIQSOME®, grazie alla sua formulazione innovativa di coenzima Q10, contribuisca a sostenere diverse funzionalità del corpo umano, quali la performance fisica, la funzione cardiovascolare e la salute della pelle, presentandosi come un vero alleato per accompagnare l’organismo lungo tutto il percorso dell’invecchiamento, favorendo benessere e vitalità nel tempo.

sicurezza

L’integrazione con UBIQSOME® risulta ben tollerata e, ad oggi, non sono stati osservati né segnalati effetti indesiderati.

Applicazioni e Modalità d’uso

UBIQSOME® è un ingrediente nutrizionale ottenuto dal coenzima Q10 che non apporta calorie e può essere utilizzato in diverse formulazioni per integratori alimentari. Il dosaggio raccomandato è di 150-500 mg al giorno.

BIBLIOGRAFIA

(1) Marcheggiani F, Orlando P, Silvestri S et al. CoQ10Phytosomes improve cellular ubiquinone uptake in skeletal muscle mells: an ex vivo study using CoQ10-Enriched low-density lipoproteins obtained in a randomized crossover study. Antioxidants (Basel). 2023;12(4):964.
(2) Rizzardi N, Liparulo I, Antonelli G et al. Coenzyme Q10 Phytosome formulation improves CoQ10 bioavailability and mitochondrial functionality in cultured cells. Antioxidants (Basel). 2021;10(6):927.
(3) Petrangolini G, Ronchi M, Frattini E et al. a new food-grade coenzyme Q10 formulation improves bioavailability: single and repeated pharmacokinetic studies in healthy volunteers. Curr Drug Deliv. 2019;16(8):759-767.
(4) Drobnic F, Riera J, Artuch R et al. Efficient muscle distribution reflects the positive influence of coenzyme Q10 Phytosome in healthy aging athletes after stressing exercise. J Food Sci Nutr Res. 2020; 3(4):262-275.
(5) Cicero AFG, Fogacci F, Di Micoli A et al. Noninvasive instrumental evaluation of coenzyme Q10 phytosome on endothelial reactivity in healthy nonsmoking young volunteers: A double-blind, randomized, placebo-controlled crossover clinical trial. Biofactors. 2022;48(5):1160-1165.
(6) Fogacci F, Giovannini M, Tocci G et al. effect of coenzyme Q10 on physical performance in older adults with statin-associated asthenia: a double-blind, randomized, placebo-controlled clinical trial. J Clin Med. 2024;13(13):3741.

E. Frattini
elisabetta.frattini@indena.com
www.indena.com

Innovactive Sensiferm®

Innovactive Sensiferm®

Complesso fermento-peptidico
ad azione lenitiva, calmante
e antirossore, specifico
per pelli sensibili
La condizione di pelle sensibile è caratterizzata da una maggiore reattività agli stimoli esogeni quali sbalzi termici, vento, inquinamento, e interni quali cambiamenti ormonali e stress. Secchezza, desquamazione, arrossamento causano la sensazione di discomfort che ne consegue. Innovactive Sensiferm® è un complesso fermento-peptidico innovativo ottenuto tramite la tecnologia Green Ferment Tech®, che combina la fermentazione naturale del lievito Saccharomyces cerevisiae in terreno arricchito con farina d’avena, all’aggiunta di Palmitoyl Tripeptide-8, peptide biomimetico ad azione disarrossante. Il risultato è un ingrediente multifunzionale che riduce la sensibilità cutanea, calma rossori, prurito e rafforza la barriera cutanea.

Composizione
e Specifiche tecniche

01

NOME INCI

Glycerin, Saccharomyces Ferment
Lysate Filtrate, Palmitoyl Tripeptide-8

02

Caratteristiche organolettiche

Aspetto: Liquido
Colore: Bianco-giallastro
Odore: Caratteristico, lievemente fermentato

03

Caratteristiche chimico-fisiche

pH: 5-8

04

Composizione

Conservanti: Assenti

05

Caratteristiche microbiologiche

Carica microbica totale (UFC/g): <100
Lieviti e muffe (UFC/g): <10

06

Stabilità e Conservazione

Conservare al riparo da luce e calore
Shelf-life: 24 mesi dalla data di produzione

Meccanismo d’azione

La presenza nel terreno di fermentazione di farina d’avena consente di ottenere un filtrato ricco in ergosterolo (precursore della vitamina D) e acidi grassi omega 3-6-9, fondamentali per il ripristino del film idrolipidico cutaneo. L’aggiunta di Palmitoyl Tripeptide-8 conferisce un’azione biomimetica disarrossante e calmante. L’azione sinergica fermento-peptide avviene su più livelli:
• rinforza la barriera cutanea;
• riduce la perdita d’acqua transepidermica (TEWL);
• migliora idratazione ed elasticità;
• riduce l’infiammazione modulando IL-1α e IL-6.

Efficacia

Mediante tecnica ELISA, è stata dimostrata l’efficacia di Innovactive Sensiferm® nel ridurre significativamente rilascio di citochine pro-infiammatorie (IL-1α, IL-6) in maniera concentrazione-dipendente.
Il test è stato eseguito saggiando Innovactive Sensiferm® allo 0,5%, 1%, 2% e 5%; a tutte le concentrazioni efficaci si è osservata una diminuzione dei livelli extracellulari delle citochine vs controllo stimolato, con trend dose-response documentato.

Dopo l’applicazione singola di un’emulsione contenente 2% di Innovactive Sensiferm® contro placebo (range di età 25-60 anni) sono stati valutati i livelli di carotenoidi, effetto barriera e disarrossante.
Il livello di carotenoidi – misurato sulla cute del viso come indicatore non invasivo dell’attività antiossidante cutanea – stimati tramite strumentazione Biozoom dopo fotoesposizione sono risultati aumentati fino al 25% con l’applicazione dell’attivo contro una netta riduzione nel gruppo controllo.

• L’efficacia di barriera è stata valutata con indagine dermatoscopica dopo esposizione cutanea a particelle inquinanti fini: l’applicazione dell’attivo ha dimostrato una significativa riduzione della loro penetrazione nella pelle evidenziando un effetto barriera fino al 96% contro l’80% del gruppo di controllo. La significatività statistica del risultato è stata calcolata mediante test t di Student, con p <0,05, confermando la capacità dell’attivo di limitare l’adesione e la penetrazione delle polveri fini e quindi di proteggere la cute dagli agenti inquinanti ambientali.

• Analogamente, l’indagine dermatoscopica ha permesso di valutare il rossore cutaneo su pelle sensibilizzata, sia con applicazione preventiva sia successiva dell’attivo rispetto all’esposizione laser: nel gruppo trattamento il rossore si è ridotto fino all’80%, rispetto al 55% osservato nel gruppo placebo all’applicazione postesposizione, una differenza similare si ottiene con l’applicazione preventiva.

Dopo l’applicazione giornaliera per 28 giorni di un’emulsione contenente 2% di Innovactive Sensiferm® contro placebo, è stato condotto uno studio clinico in vivo su 20 volontari sani (uomini e donne, età compresa tra 25 e 60 anni) con pelle sensibile e secca e sono stati valutati elasticità, idratazione e TEWL:

• elasticità cutanea stimata con Cutometer Dual MPA 58: +10% nel gruppo trattamento contro -0,58% del gruppo controllo;

• idratazione stimata con corneometro MY-808S: +11% nel gruppo trattamento contro -0,09% del gruppo controllo;

TEWL stimata con sistema Biox Aquaflux: riduzione della TEWL del 40% nel gruppo trattamento contro -0,24% del gruppo controllo.

Sicurezza

Innovactive Sensiferm® non è classificato come pericoloso e non presenta rischi se manipolato secondo le buone pratiche igieniche e di sicurezza. La sicurezza cutanea del prodotto è stata verificata mediante:
• Patch test occlusivo 48 ore su volontari sani (20 soggetti, M/F, età 18-65 anni), che non ha evidenziato reazioni irritative o sensibilizzanti;
• HRIPT (Human Repeated Insult Patch Test) condotto a 2% in emulsione, con assenza di fenomeni di sensibilizzazione cumulativa o ritardata; Test di compatibilità dermatologica e ocular tolerance (in vitro su modello HET-CAM), risultati non irritanti.

Applicazioni e Modalità d’uso

Si consiglia di introdurre Innovactive Sensiferm® alla concentrazione testata de 2% nelle fasi finali della preparazione previa agitazione in:
• formulazioni lenitive e calmanti per pelli sensibili;
• trattamenti post-laser e post-procedure dermatologiche;
• creme idratanti per pelli xerotiche;
• linee antinquinamento e antiaging.

AromaSpace Durian

AromaSpace Durian:

AromaSpace Durian:

l’arte dell’inconsueto
l’arte dell’inconsueto
CPL Aromas ridefinisce i confini della profumeria
con un’innovazione ispirata alla natura
Combining Nature
with Perfumer Expertise

In CPL Aromas crediamo che la vera innovazione nasca dal coraggio di esplorare l’inaspettato.
La nostra tecnologia AromaSpace è il risultato di una collaborazione unica tra i team di analisi e di profumeria, che unisce l’analisi avanzata dello spazio di testa (headspace) all’esperienza creativa per catturare le fragranze più affascinanti del mondo – senza danneggiare le loro fonti naturali.

Quest’anno siamo orgogliosi di presentare la nostra ultima creazione: AromaSpace Durian. Ispirato alla leggendaria varietà  Musang King, il durian è conosciuto come il “Re dei frutti” – celebrato e discusso per il suo aroma indimenticabile. Un tempo prelibatezza regionale, oggi il durian è diventato un trendsetter globale, conquistando i palati più avventurosi e gli stessi profumieri. Il suo profumo è polarizzante, eppure irresistibilmente affascinante: dolce, tropicale, cremoso e burroso, con delicate sfumature di vaniglia.
Grazie alla tecnologia AromaSpace, i nostri profumieri hanno ricreato questo complesso profilo olfattivo, trasformandolo in una base versatile che aggiunge mistero e una dimensione narrativa unica a qualsiasi composizione.

Perché scegliere AromaSpace Durian?
Perché scegliere AromaSpace Durian?

AromaSpace Durian entra a far parte della crescente famiglia di innovazioni CPL, che comprende anche i nostri ingredienti esclusivi come Aromalide™ e Sandalwave™.
Queste molecole proprietarie, sviluppate internamente, offrono ai nostri profumieri una libertà creativa senza precedenti e aiutano i nostri clienti a differenziare i propri prodotti in un mercato affollato.

In CPL Aromas, il nostro impegno è rivolto alla sostenibilità, alla trasparenza e all’approvvigionamento responsabile. La nostra libreria di ingredienti include materiali ottenuti in modo sostenibile, riciclati e biodegradabili, a supporto sia delle prestazioni sia degli obiettivi ambientali. Ti invitiamo a scoprire come le nostre tecnologie – AromaSpace, AromaFusion e i nostri ingredienti esclusivi – possano elevare il tuo prossimo progetto olfattivo.

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Editoriale Innovazione in Botanicals 2 • 2025

editoriale
Innovazione in Botanicals 2•2025
Fabrizia Lo Bosco

Direttore scientifico
di Innovazione in Botanicals

Scienza, Sostenibilità e Visione

Inaugurare questo primo numero come direttrice scientifica di Innovazione in Botanicals è per me un atto di responsabilità e di entusiasmo. I botanicals — ovvero gli estratti vegetali impiegati in ambiti che spaziano dalla cosmetica alla nutraceutica, dalla profumeria alla biotecnologia — rappresentano oggi una frontiera multidisciplinare dove scienza, sostenibilità e creatività convergono.

La mia visione parte da un principio: i botanicals non sono semplici ingredienti, ma sistemi complessi, portatori di identità biochimiche, storie culturali e potenzialità ancora inespresse. La loro versatilità è il frutto di una biodiversità che va rispettata, studiata e valorizzata con rigore scientifico e sensibilità ecologica.
I botanicals offrono una gamma di molecole bioattive — flavonoidi, terpeni, alcaloidi, polifenoli — che interagiscono con i sistemi biologici in modo sinergico. L’innovazione risiede nella capacità di isolare, caratterizzare e formulare queste molecole in modo da preservarne l’efficacia e migliorarne la biodisponibilità. Tecnologie come l’estrazione supercritica, la fermentazione enzimatica e la microincapsulazione stanno ridefinendo il modo in cui traduciamo la natura in soluzioni funzionali.
La sostenibilità nei botanicals non può essere un’etichetta, ma deve diventare un metodo operativo. Questo significa: tracciabilità genetica e geografica delle specie impiegate, coltivazioni rigenerative e raccolta etica, minimizzazione dell’impronta idrica e carbonica nei processi estrattivi e packaging e distribuzione consapevoli.
Innovare nei botanicals implica anche ripensare l’intero ciclo di vita del prodotto, dalla pianta al consumatore, con metriche scientifiche e trasparenza.
La sfida è integrare la ricerca fitochimica con la biologia molecolare, la farmacognosia con la bioinformatica, la formulazione con il design sensoriale. Solo così possiamo generare botanicals che siano non solo efficaci, ma anche narrativi, capaci di comunicare la loro origine, funzione e impatto.
In questo spazio editoriale, ci impegneremo a dare voce a progetti pionieristici, studi peer-reviewed e visioni che sappiano coniugare rigore e immaginazione.
Innovazione in Botanicals sarà un laboratorio aperto, dove la scienza incontra l’etica, e dove ogni molecola racconta una storia di futuro.

Benvenuti!

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