Il sistema immunitario rappresenta la principale arma di difesa dell’organismo contro i fattori che possono compromettere la salute come gli agenti patogeni, le cellule tumorali o quelle infettate da virus. Esso è dinamico e si evolve con il trascorrere degli anni; nei bambini risulta ancora immaturo e, pertanto, in età pediatrica si registra un’elevata prevalenza di malattie infettive come raffreddore ed influenza. Al contrario, nei soggetti anziani si assiste ad una progressiva riduzione delle difese immunitarie dovuta al processo fisiologico di invecchiamento e, di conseguenza, aumenta l’incidenza di infezione.
I probiotici rappresentano un valido supporto delle difese naturali dell’organismo e svolgono un ruolo importante nella prevenzione e nella gestione di malattie dell’adulto e del bambino. Essi contribuiscono a mantenere in equilibrio le diverse popolazioni microbiche che costituiscono il microbiota intestinale, inibendo la crescita di microrganismi patogeni attraverso diversi meccanismi.
Ad esempio, alcune specie probiotiche come Lactobacillus spp. e Bifidobacterium spp. sono in grado di secernere molecole con attività antibatterica (le batteriocine). I probiotici, inoltre, competono per i siti di legame nei tessuti bersaglio in modo da prevenire la colonizzazione da parte dei microrganismi patogeni; infine, essi sottraggono le sostanze nutritive necessarie alla proliferazione dei patogeni. Molti studi dimostrano come i probiotici siano in grado di esercitare effetti immunostimolanti che possono interessare sia l’immunità cellulo-mediata sia quella umorale. Il Bacillus subtilis è un microrganismo Gram-positivo in grado di formare spore, da tempo utilizzato per la sua azione probiotica. Recenti studi in diversi modelli sperimentali hanno dimostrato gli effetti immunomodulatori di questo microrganismo, come la capacità di indurre l’espressione di citochine, attivare i linfociti T o stimolare le cellule dendritiche (1,2).
LifeinU™ Bacillus subtilis CU1 è un ingrediente dell’azienda francese LHC Lesaffre Human Care Ltd, leader mondiale nella produzione e commercializzazione di lieviti e lieviti arricchiti di cui Giellepi è distributore esclusivo per il mercato italiano.
Composizione e specifiche tecniche
LifeinU™ BSCU1 è un probiotico in forma di spore vitali di Bacillus subtilis, di proprietà di Lesaffre Human Care. Il ceppo, identificato mediante tecniche di biologia molecolare, è depositato presso la National Collection of Microorganisms Cultures (CNCM) dell’Istituto Pasteur di Parigi (CNCM I-2745). Esso è privo di glutine, lattosio, non è OGM e non è irradiato; infine può essere utilizzato da vegetariani e vegani ed è certificato Halal e Kosher.
LifeinU™ BSCU1 è costituito da spore vitali ossia forme quiescenti dal punto di vista metabolico ma che possono germinare se poste nelle opportune condizioni ambientali, come quelle che si riscontrano nel lume intestinale, e originare cellule vegetative.
Tali spore, oltre ad essere termoresistenti, risultano resistenti anche agli acidi gastrici e alla bile; ciò le rende particolarmente versatili ed adatte a svariate applicazioni industriali.
Efficacia
Studi preclinici
Il LifeinU™ BSCU1 è stato oggetto di varie valutazioni pre-cliniche che hanno dimostrato che esso non risulta resistente agli antibiotici più comunemente utilizzati nella pratica clinica, non mostra attività emolitica e non risulta citotossico in linee cellulari utilizzate come modello di intestino umano.
Inoltre, LifeinU™ BSCU1 resiste al passaggio lungo tutto l’apparato digerente; le sue spore germinano nell’intestino rendendo il microrganismo in grado di svolgere la sua azione probiotica in questa sede. Molti studi sono presenti in letteratura a supporto della capacità di Bacillus subtilis di esercitare effetti immunomodulatori attraverso la stimolazione del tessuto linfoide associato all’intestino (GALT). La somministrazione di LifeinU™ BSCU1 ha indotto un aumento significativo di immunoglobuline A (IgA) secretorie da parte della mucosa intestinale di topo (Racedo SM & Urdaci MC, dati non pubblicati).
Studi clinici
Gli effetti di LifeinU™ BSCU1 sulla risposta immunitaria sono stati valutati nel corso di uno studio clinico i cui risultati sono stati oggetto di una recente pubblicazione (3). Lo studio clinico randomizzato, in doppio-cieco, controllato verso placebo, ha coinvolto volontari sani di età compresa tra 60 e 74 anni, che avevano sofferto di infezioni stagionali ricorrenti nel periodo precedente all’arruolamento. L’obiettivo principale dello studio è stato quello di valutare gli effetti di LifeinU™ BSCU1 sull’insorgenza di infezioni respiratorie ed intestinali in soggetti anziani durante il periodo invernale. Un ulteriore obiettivo della ricerca è stato quello di valutare gli effetti del probiotico sulla stimolazione della risposta immunitaria attraverso la produzione di IgA secretorie e l’espressione di citochine.
I soggetti (n.44) sono stati suddivisi in due gruppi e trattati con il placebo o con 2×109 spore di B. subtilis al giorno per 10 giorni, alternati a 18 giorni di sospensione, per un periodo complessivo di 4 mesi.
I risultati dello studio hanno dimostrato che la somministrazione orale di LifeinU™ BSCU1 contribuisce a ridurre il rischio di infezioni respiratorie; in particolare, è stata riscontrata una riduzione significativa della frequenza di infezioni respiratorie negli individui trattati con il probiotico rispetto al gruppo di controllo (Fig.1). Inoltre, il trattamento con LifeinU™ BSCU1 ha determinato un aumento significativo delle concentrazioni di IgA sia nei campioni di saliva (Fig.2A), sia nelle feci (Fig.2B) degli individui trattati rispetto al gruppo di controllo. È interessante notare come, anche in seguito alla sospensione del trattamento, i livelli di IgA continuavano ad essere maggiori nei campioni di feci prelevati dagli individui che avevano assunto il probiotico. Al contrario, nessuna variazione significativa dei livelli di espressione delle citochine è stata riscontrata tra il gruppo trattato con il probiotico e quello trattato con il placebo; solo i livelli di INFγ sono risultati aumentati al termine del trattamento con LifeinU™ BSCU1. Nessun effetto indesiderato è stato osservato nel corso dello studio clinico. 
Sicurezza
LifeinU™ BSCU1 è un microrganismo sicuro e riconosciuto come QPS (Qualified Presumption of Safety) da parte dell’EFSA; è ben tollerato come si evince dalla ricerca clinica durante la quale non sono stati evidenziati effetti indesiderati riconducibili al consumo del probiotico.
Applicazioni e Modalità d’uso
I dati clinici evidenziano come LifeinU™ BSCU1 sia in grado di promuovere le difese naturali dell’organismo modulando la risposta immunitaria e riducendo il rischio di infezione. Pertanto, LifeinU™ BSCU1 risulta utile nei casi in cui fattori esterni possono minare la nostra salute come cambi di stagione, sbalzi di temperatura, freddo intenso e, più in generale, condizioni stressanti. In aggiunta, può risultare molto utile per le persone anziane che mostrano una fisiologica riduzione della risposta immunitaria, per gli sportivi che hanno un aumentato fabbisogno nutrizionale e per i pazienti sottoposti a terapie farmacologiche prolungate, in quanto alcuni farmaci possono compromettere, seppur temporaneamente, il sistema immunitario. LifeinU™ BSCU1 è un ingrediente versatile ed utilizzabile per diverse applicazioni grazie all’elevata resistenza a molti processi industriali; infatti, il ceppo risulta stabile e vitale in diverse matrici alimentari, come prodotti da forno e bevande. LifeinU™ BSCU1 può essere utilizzato in capsule, compresse e bustine, come singolo componente o in associazione con altri ingredienti, inclusi altri ceppi probiotici. Il dosaggio consigliato è di 2×109 spore al giorno.
Bibliografia
1. de Souza RD, Batista MT, Luiz WB, Cavalcante RC, Amorim JH, Bizerra RS, Martins EG, Ferreira LC (2014) Bacillus subtilis spores as vaccine adjuvants: further insights into the mechanisms of action. PLOS One 9(1):e87454
2. Lee SW, Park HJ, Park SH, Kim N, Hong S (2014) Immunomodulatory effect of poly-γ-glutamic acid derived from Bacillus subtilis on natural killer dendritic cells. Biochem Biophys Res Commun 443(2):413-421
3. Lefevre M, Racedo SM, Ripert G, Housez B, Cazaubiel M, Maudet C, Jüsten P, Marteau P, Urdaci MC (2015) Probiotic strain Bacillus subtilis CU1 stimulates immune system of elderly during common infectious disease period: a randomized, double-blind placebo-controlled study. Immun Ageing. 12(24):1-11


La storia del trucco prende il via presso gli Egizi, per i quali il make up aveva innanzitutto una funzione religiosa. Il loro desiderio per la bellezza non era fine a se stesso: si credeva che la bellezza fosse gradita agli dei e che il trucco potesse proteggere dal male. Le diverse miscele o gli olii per il corpo erano preparate dai sacerdoti.
Lo sguardo aveva un valore prettamente spirituale ed andava sottolineato con prodotti specifici. Per porre enfasi agli occhi, la pelle del viso andava preparata in modo impeccabile per risultare una base neutra ed uniforme. Si schiariva quindi l’epidermide con un composto cremoso derivato dalla biacca, disponibile in diversi colori. Alcune donne che avevano la pelle particolarmente scura utilizzavano polvere di alabastro e di carbonato di soda mista a miele.
Un’epoca di contrasti tra l’essere e l’apparire, o meglio il voler apparire. Poiché il corpo femminile doveva avere tre attributi bianchi (la carnagione, i denti e le mani), si applicava sul viso in quantità abbondante la cerussa, un derivato del piombo, per neutralizzare le rughe; per neutralizzarne la tossicità si trascorreva la notte con una maschera a base di scaloppine crude di vitello imbevute nel latte. Anche Caterina Sforza consigliava, tra le sue ricette di bellezza raccolte negli Experimenta, un metodo per schiarire la carnagione: “latte di balia che allatta un maschio in cui si sarà disciolta una rondine con tutte le piume, un poco di trementina, canfora, due uova fresche e miele”(1).
L’epoca vittoriana fu un periodo dominato da un rigido codice morale, da valori religiosi, da modestia e sobrietà sessuale. Sebbene il make up fosse considerato qualcosa che solo le donne di dubbia moralità avrebbero utilizzato, la cosmesi progredì e divenne parte integrante dell’universo femminile, con tonalità delicate che si addicessero all’aspetto di una donna fragile, delicata e sobria (2).
È di questo decennio l’invenzione che cambiò il mondo cosmetico del trucco viso: nacque il primo fondotinta inizialmente formulato solo per l’industria del cinema e che avrebbe sostituito nel tempo le polveri viso. Max Factor fu l’inventore, nel 1914, di un cerone in crema ultra sottile e flessibile sulla pelle, sviluppato in ben 12 sfumature di colore per adattarsi al meglio ad ogni tipo di incarnato.
Nella moda, giovanissime modelle diventarono simbolo di quest’era, Jane Shrimpton (detta Shrimp, gamberetto) e Lesley Hornby, alias Twiggy (legnetto). Il look adolescenziale diventò tendenza.
Negli anni ’70 una nuova esigenza fa capolino: non più solo un prodotto pratico e veloce, al fondotinta si richiede anche una lunga tenuta in quanto il tempo che le donne passano fuori casa, per lavoro e svago, aumenta sempre più e il loro make up deve reggere questi nuovi ritmi. Shiseido non si fa cogliere impreparata e sviluppa un nuovo prodotto idrorepellente, capace di resistere a sudore e traspirazione cutanea.
Sono stati gli anni in cui i nuovi must erano la qualità del prodotto e la capacità di assicurare un risultato impeccabile a lungo nel tempo. Individuando nel sebo la principale causa per cui il fondotinta “non tiene”, dal Giappone arrivarono nuovi prodotti progettati con attività sebo-assorbente, in grado di liberare una volta per tutte le donne da problemi di lucidità, di fondotinta che vira sulla pelle e non tiene. Questa caratteristica si ottenne utilizzando polveri sferiche cave, in grado di assorbire l’eccesso di sebo e trattenerlo al loro interno.
Anche il potere di una bellezza prorompente venne messo in discussione (l’icona del periodo fu la modella Kate Moss che ostentava un look quasi emaciato grazie anche alla sua magrezza esasperata); vi fu un ritorno del natural look: viso non più truccato con fondotinta coprenti, fard dai colori accesi e metallizzati. Il fondotinta divenne opaco, le guance color pesca e labbra arancio chiare.
Test in vitro
Test in vivo






