Speciale COVID-19 • #Solidarietà


Speciale COVID-19 • #Solidarietà

Dallo scoppio dell’emergenza di COVID-19 in Italia, sono state numerose le iniziative di solidarietà a cui hanno aderito in moltissimi: imprese del settore cosmetico, associazioni di categoria, scuole, università e non solo. Una staffetta che ci ha visto cittadini consapevoli e solidali.
In questo speciale abbiamo quindi deciso di raccogliere alcune di queste iniziative di cui abbiamo ricevuto notizia (sappiamo che sicuramente ce ne sono molte altre che non sono arrivate agli onori della cronaca oppure alla nostra conoscenza) e che abbiamo il piacere di pubblicare per dire anche noi, a modo nostro, “grazie”.
Abbiamo deciso di introdurre queste virtuose iniziative riportando uno stralcio di un discorso che è stato dedicato al nostro Paese proprio in questi giorni; parole importanti che ci confortano e ci danno coraggio.

 

Parte il progetto tutto italiano per trasformare la plastica in prezioso alleato nella lotta al Coronavirus

La plastica si trasforma da “nemica” dell’ambiente a prezioso alleato nella lotta al Coronavirus, grazie a un progetto tutto italiano che unisce la flessibilità della stampa in 3D alla versatilità della plastica, offrendo una soluzione innovativa e a basso costo nel rispetto dell’ambiente.

Nello specifico il progetto, denominato VISIONARI MakeIt, vede coinvolte realtà che già operano in campo sanitario come Isinnova (società che progetta e costruisce valvole necessarie per la respirazione assistita dei pazienti di Coronavirus in terapia intensiva) e Visionari No profit, l’associazione per la divulgazione della scienza e della tecnologia, e ha come elemento centrale la stampa 3D che permette di realizzare in breve tempo e in modo economico dispositivi utili non solo per il settore medico, ma anche per il singolo cittadino.

Grazie a questa iniziativa, attraverso delle semplicissime stampanti 3D è ora possibile realizzare visiere protettive anti-COVID “Face Shield”, costituite da un cerchietto e da un foglio di acetato che, assemblati, diventano dei preziosi dispositivi di protezione individuale da usare sia all’interno delle strutture sanitarie sia in quelle situazioni in cui si creano assembramenti ed è più elevato il rischio di contagio.

Visionari No profit ha predisposto un apposito file con il quale chiunque sia in possesso di una stampante 3D può creare, autonomamente, la sua visiera protettiva personale a bassissimo costo. Un progetto tutto italiano che ha visto coinvolti giovani e studenti, e che ha permesso in questi giorni di produrre e regalare a ospedali e strutture varie di tutta Italia migliaia di visiere protettive. Non solo. VISIONARI MakeIt sbarcherà all’estero a partire dall’Africa dove, grazie a una raccolta fondi, arriveranno numerose stampanti alle comunità locali, regalate nell’ambito del progetto allo scopo di diffondere anche nelle zone più bisognose i necessari strumenti di protezione.

Dario Piermatteo, segretario generale di VISIONARI, spiega: “Nonostante le preoccupazioni ambientali legate alla plastica, il mondo dell’innovazione è andato in controtendenza, scoprendone il lato digitale. Il progetto VISIONARI MakeIt si propone, inoltre, di utilizzare la plastica riciclata proprio per garantire il massimo rispetto dell’ambiente, attraverso ad esempio il recupero degli schermi in Plexiglass, reimmettendoli nel ciclo produttivo per diminuirne l’impatto”.

Cristian Fracassi, CEO di Isinnova, dichiara: “Prima della pandemia la plastica era paragonata al male assoluto. Ora, invece, abbiamo riscoperto la sua grande flessibilità. Si è notato, inoltre, un aumento della domanda di stampanti 3D; ci aspettiamo che a breve sempre più persone inizino ad appassionarsi a questa tecnologia.”

Per info e dettagli
www.visionari.org • cell. 3515338305


 

Gli Eroi che si sono contraddistinti nella lotta contro il COVID-19

In occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto insignire dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica un primo gruppo di cittadini, di diversi ruoli, professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza Coronavirus.

I riconoscimenti, attribuiti ai singoli, vogliono simbolicamente rappresentare l’impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali.

Annalisa Malara e Laura Ricevuti, rispettivamente, anestesista di Lodi e medico del reparto medicina di Codogno, sono le prime ad aver curato il paziente 1 italiano.

Maurizio Cecconi, professore di anestesia e cure intensive all’Università Humanitas di Milano, è stato definito da Jama (il giornale dei medici americani) uno dei tre eroi mondiali della pandemia.

Mariateresa Gallea, Paolo Simonato e Luca Sostini sono i tre medici di famiglia di Padova che volontariamente si sono recati in piena zona rossa per sostituire i colleghi di Vo’ Euganeo messi in quarantena.

Don Fabio Stevenazzi del direttivo della Comunità pastorale San Cristoforo di Gallarate (VA) è tornato a fare il medico presso l’Ospedale di Busto Arsizio.

Fabiano Di Marco, primario di pneumologia all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ha raccontato la tragica situazione della città e dell’ospedale.

Monica Bettoni, ex senatrice e Sottosegretaria alla Sanità, medico in pensione, ha deciso di tornare in corsia a Parma.

Elena Pagliarini è l’infermiera di Cremona ritratta nella foto diventata simbolo dell’emergenza Coronavirus. Positiva, è guarita.

Marina Vanzetta, operatrice del 118 di Verona, ha soccorso un’anziana donna e le è stata accanto fino alla morte.

Giovanni Moresi, autista soccorritore di Piacenza Soccorso 118, ha offerto una testimonianza del ruolo degli autisti soccorritori del 118.

Beniamino Laterza, impiegato presso l’Istituto di vigilanza Vis Spa, presta servizio nell’Ospedale Moscati di Taranto, presidio COVID.

 

Del team presso l’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, struttura di eccellenza della sanità pubblica, fanno parte:

Maria Rosaria Capobianchi, a capo del team che ha contribuito a isolare il virus.

Concetta Castilletti, responsabile dell’Unità dei virus emergenti.

Francesca Colavita, Fabrizio Carletti, Antonino Di Caro, Lucia Bordi, Eleonora Lalle, Daniele Lapa, Giulia Matusali, biologi.

 

Del team di ricerca dell’Ospedale Sacco e dell’Università degli Studi di Milano, poli di eccellenza nell’ambito del sistema sanitario e di ricerca nazionale, fanno parte:

Claudia Balotta a capo del team, ora in pensione. Nel 2003 aveva isolato il virus della Sars.

Gianguglielmo Zehender, professore associato.

Arianna Gabrieli, Annalisa Bergna, Alessia Lai, Maciej Stanislaw Tarkowski, ricercatori.

Ettore Cannabona, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Altavilla Milicia (Palermo), ha devoluto in beneficenza l’intero stipendio mensile.

Bruno Crosato, in rappresentanza degli Alpini della Protezione civile del Veneto che hanno ripristinato in tempi record 5 ospedali dismessi della regione.

Mata Maxime Esuite Mbandà, giocatore per il Zebra Rugby Club e per la nazionale italiana, volontario sulle ambulanze per l’Associazione Seirs Croce Gialla di Parma.

Marco Buono e Yvette Batantu Yanzege della Croce Rossa Riccione hanno risposto all’appello della Lombardia che chiedeva aiuto a medici e personale con ambulanze.

Renato Favero e Cristian Fracassi, il medico che ha avuto l’idea di adattare una maschera da snorkeling a scopi sanitari e l’ingegnere che l’ha realizzata.

Concetta D’Isanto, addetta alle pulizie in un ospedale milanese. Fa parte di quella schiera di lavoratori che ha permesso alle strutture sanitarie di andare avanti nel corso dell’emergenza.

Giuseppe Maestri, farmacista a Codogno, ogni giorno ha percorso 100 km per recarsi in piena zona rossa.

Rosa Maria Lucchetti, cassiera all’Ipercoop Mirafiore di Pesaro, ha lasciato una lettera agli operatori 118 donando loro anche tre tessere prepagate di 250 euro.

Ambrogio Iacono, docente presso l’istituto professionale alberghiero Talete di Ischia. Positivo, ricoverato al Rizzoli di Lacco Ameno, ha continuato a insegnare a distanza nei giorni di degenza.

Daniela Lo Verde, preside dell’istituto Giovanni Falcone del quartiere Zen di Palermo, ha lanciato una campagna di raccolta fondi per regalare la spesa alimentare ad alcune famiglie in difficoltà. Suo l’appello per recuperare pc e tablet per consentire ai suoi allievi di seguire le lezioni a distanza.

Cristina Avancini, l’insegnante di Vicenza che nonostante il contratto scaduto non ha interrotto le video-lezioni con i suoi studenti.

Alessandro Santoianni e Francesca Leschiutta, direttore della casa di riposo della Parrocchia di San Vito al Tagliamento (PD) e coordinatrice infermieristica che, insieme agli altri dipendenti, sono rimasti a vivere nella struttura per proteggere gli anziani ospiti.

Piero Terragni, imprenditore di Bellusco (Monza e Brianza), in seguito alla morte di un dipendente, Erminio Misani, che lasciava la moglie e tre figli, ha assunto la moglie Michela Arlati.


Diagnosi, prevenzione e contenimento della diffusione del COVID-19
Università di Bologna

All’Università di Bologna si stanno sperimentando nuove tecniche diagnostiche per l’individuazione dei soggetti asintomatici e paucisintomatici COVID-19 positivi, con conseguente contenimento dell’espansione della pandemia.

Il progetto nasce da una collaborazione tra un gruppo di ricerca guidato da Giuseppe Gasparre e Caterina Garone del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Bologna e le unità operative ospedaliere del Policlinico S. Orsola, con l’obiettivo di contribuire alla diagnosi speditiva e al contenimento dell’espansione dell’infezione pandemica da COVID-19.

Il team multidisciplinare ha attivato un progetto di ricerca nelle strutture ospedaliere rivolto all’identificazione, attraverso nuove tecniche diagnostiche, di pazienti asintomatici o che manifestano sintomi di lieve entità, coinvolgendo nell’analisi soggetti potenzialmente a rischio di contagio quali il personale sanitario o i degenti ricoverati in altri reparti non riservati ai pazienti COVID-19. Successivamente verrà avviato un esame dei campioni prelevati mediante tre diverse metodiche già individuate, che offrono il vantaggio di un costo limitato e di un consistente risparmio nei tempi di analisi per un ampio numero di campioni.

I ricercatori prevedono di arrivare alla validazione delle metodiche attraverso i 100 soggetti campione testati, per poter poi estendere ad ampio raggio la nuova metodologia che offre una riduzione dei tempi di diagnosi, una riduzione del rischio di contaminazione biologica degli operatori e la più facile individuazione anche dei soggetti già infettati dal virus ma che si presentano asintomatici o con sintomi di lieve entità, con conseguente contenimento dell’espansione della pandemia.

Per informazioni
Alma Mater Studiorum – Università di Bologna – Clicca qui per leggere l’articolo


Un progetto al servizio della lotta al Coronavirus
Università degli Studi di Perugia

L’Università degli Studi di Perugia partecipa a ORIGINALE CHEMIAE in Antiviral Strategy – Origine e modernizzazione della Chimica multicomponente come una sorgente per la strategia antivirale ad ampio spettro, uno dei pochi progetti di rilevanza nazionale (Prin) dedicati esclusivamente alla ricerca di nuovi farmaci antivirali: lo fa grazie all’Unità di Ricerca coordinata dalla Professoressa Violetta Cecchetti, Direttore del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Ateneo.
Il progetto, che ha preso il via a fine ottobre 2019, è coordinato dal professor Raffaele Saladino dell’Università della Tuscia e, oltre all’Università di Perugia, vede la partecipazione complessiva di altri 5 atenei italiani: Università della Tuscia, Università di Parma, Università di Siena, Università La Sapienza e Università di Roma Tor Vergata.

Alla luce dell’attuale situazione connessa alla pandemia da COVID-19, le unità di ricerca coinvolte hanno deciso di identificare nuovi farmaci attivi anche sul Coronavirus.

In particolare, l’unità di Perugia mette in campo l’esperienza più che decennale maturata nell’identificazione di molecole antivirali, combinandola con quella acquisita nella chimica degli eterocicli: il suo ruolo è quello di sintetizzare nuove molecole attraverso la chimica all’origine della vita, cioè la chimica multi-componente prebiotica. In collaborazione con le altre unità del progetto, le nuove molecole verranno poi analizzate e valutate per la loro attività antivirale.

Il progetto ORIGINALE CHEMIAE ha la peculiarità di unire le classiche strategie chimico-farmaceutiche a un approccio innovativo basato sulla chimica citata prebiotica, per sviluppare una terapia antivirale che possa essere efficace su diverse famiglie di virus.

Per informazioni
Università degli studi di Perugia


Anche “Tor Vergata” è impegnata nella ricerca sul farmaco contro il COVID-19
Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

In attesa della sperimentazione di un vaccino contro il Coronavirus per prevenirne la diffusione, crescono i progetti per individuare le cure per i soggetti che hanno contratto il virus e necessitano di assistenza medica per evitare conseguenze peggiori.

Sono sette in tutto i gruppi di ricerca accademici che stanno portando avanti progetti in materia: uno di questi vede la collaborazione, tra gli altri, delle Università di Toronto, Boston e “Tor Vergata”. L’oncologo Pier Paolo Pandolfi dell’Università di Harvard, insieme a Giuseppe Novelli, genetista e Direttore della UOC di Genetica Medica del Policlinico di Tor Vergata, e ad altri illustri studiosi si sono dedicati allo studio di un farmaco basato sugli anticorpi monoclonali.

Alla base c’è la convinzione che, ben prima di poter avere un vaccino, gli anticorpi potranno dimostrare la loro capacità di contrastare il virus in soggetti malati, in quanto molecole ingegnerizzate, ovvero create appositamente per impedire al virus di entrare nella cellula.

Giuseppe Novelli ha affermato: “I ricercatori canadesi hanno isolato, tra decine, due anticorpi monoclonali che potrebbero dare molte speranze per un farmaco contro il COVID-19. Dai primi studi, infatti, si sono rivelati estremamente attivi, questo vuol dire che riconoscono in maniera specifica una parte definita della proteina S del virus, la cosiddetta spike, che è la chiave d’ingresso per entrare nelle cellule. Sarebbe interessante e certamente vantaggioso per il nostro Paese partecipare a questo studio multicentrico con Canada e India, perché possiede le competenze necessarie. È un’opportunità che non dobbiamo perdere”.


Correlazioni tra inquinamento e COVID: uno studio di “Tor Vergata”, Torino e Oxford
Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

Uno studio condotto dai professori di “Tor Vergata”, Leonardo Becchetti e Gianluigi Conzo, insieme ai colleghi dell’Università di Torino, Pierluigi Conzo, e dell’Università di Oxford, Francesco Salustri, ha evidenziato la stretta correlazione tra inquinamento e diffusione del Coronavirus.

Lo studio, dal titolo Comprendere l’eterogeneità degli esiti avversi del COVID-19: il ruolo della scarsa qualità dell’aria e le decisioni del lockdown, ha preso in esame i dati giornalieri, a livello provinciale e comunale, relativi a decisioni di blocco, struttura demografica, attività economica e produttiva locale, temperatura e qualità dell’aria e, analizzandoli da più punti di vista attraverso diverse metodologie di stima, si è arrivati alla conclusione che il lockdown, il livello di inquinamento locale (dovuto alle polveri sottili ma anche al biossido di azoto) e le tipologie di strutture produttive locali, in particolare le attività non digitalizzabili e che quindi hanno avuto maggiori resistenze a chiudere, hanno avuto un ruolo fondamentale sulla diffusione del Coronavirus e sulla sua letalità.

Lo studio, condotto su tutto il territorio nazionale, ha rilevato, per esempio, che il livello delle polveri sottili è più elevato in Lombardia, nella Pianura Padana (Emilia-Romagna) e anche nella zona di Pesaro-Urbino (Marche), ovvero le zone di maggior contagio.

È evidente, dunque, che per contrastare anche in futuro la diffusione di virus è necessario operare una rivoluzione in termini di sostenibilità ambientale, non solo a livello individuale ma anche nel mondo del lavoro e dell’impresa.

Leonardo Becchetti, in un’intervista a Famiglia Cristiana, afferma: “Le parole chiave per il prossimo futuro deve essere resilienza, in termini di lavoro, crescita economica, tutela ambientale e della salute, ricchezza di tempo. I tre fattori chiave per raggiungere questi obiettivi sono: economia circolare (rigenerativa ed ecosostenibile), smart work ed ecobonus (detrazione fiscale per ristrutturazioni finalizzate al risparmio energetico)”.

 


Faravelli offre il suo sostegno nella lotta contro il Coronavirus
Faravelli

Con lo slogan “Fai come Faravelli, sii virale contro il virus: dona anche tu!”, Faravelli, realtà fortemente radicata nel territorio, ha scelto di raccogliere l’invito della Regione Lombardia e sostenere la raccolta fondi attiva da lunedì 9 marzo a favore delle strutture sanitarie, i medici, gli infermieri e tutto il personale che in questi giorni sta combattendo una durissima battaglia per curare i cittadini e sconfiggere il COVID-19.
Faravelli desidera condividere questa scelta e farla diventare quanto più possibile “virale”, nella convinzione che in tantissimi vorranno aderire senza esitazione e dare il proprio sostegno alle numerose iniziative che si stanno attivando su tutto il territorio italiano. In questo momento di emergenza, infatti, ogni donazione, piccola o grande, può fare la differenza ed essere di enorme aiuto.
Per la Regione Lombardia è possibile sostenere concretamente i medici e gli infermieri in prima linea contro l’emergenza Coronavirus aderendo alla raccolta fondi attraverso il conto corrente Regione Lombardia-Sostegno emergenza Coronavirus (numero IBAN IT76P0306909790100000300089 – BIC BCITITMN).
La campagna #viralicontroilvirus è stata invece sviluppata in collaborazione con Puzzle, agenzia di comunicazione di Milano, che ne ha curato il concept e la creatività.

Per informazioni
Giusto Faravelli SpA
Silvia Di Tommaso – silvia.ditommaso@faravelli.it
Puzzle srl Agenzia di comunicazione
www.puzzle.it
Sonia Riva – riva@puzzle.it


Emergenza COVID-19: impegno e solidarietà di un’azienda friulana a sostegno degli ospedali italiani e della Protezione Civile Nazionale
Biofarma

“In questi giorni di grande preoccupazione per la diffusione del Coronavirus, abbiamo deciso di mettere la nostra professionalità e le nostre risorse produttive al servizio del Paese per sostenere attivamente la Protezione Civile Nazionale, gli Organi Ministeriali e gli Ospedali Italiani attraverso la produzione e la distribuzione gratuita del nostro gel igienizzante mani, al fine di sopperire alla mancanza di un prodotto necessario a ottemperare le misure di sicurezza predisposte dall’ordinanza del Governo italiano”.
Questo è quanto si legge in una comunicazione diffusa ai collaboratori di Biofarma Group, azienda leader in Italia e riferimento internazionale nel comparto Health Care e Beauty Care, che informa dell’importante iniziativa di solidarietà avviata nello stabilimento friulano e quartier generale del Gruppo, a Mereto di Tomba (UD), in virtù della quale l’azienda ha già prodotto una quantità di gel igienizzante per le mani pari a 30.000 kg.
Un’iniziativa che è stata accolta favorevolmente anche da Ceccarelli Group, una nota azienda friulana di trasporti operativa sul mercato nazionale e internazionale della logistica, la quale ha scelto di distribuire gratuitamente il gel igienizzante mani prodotto da Biofarma.
Germano Scarpa racconta: “La nostra era una produzione marginale, ma quando abbiamo compreso che il gel iniziava a scarseggiare anche nelle strutture sanitarie e che molti stavano speculando sui prezzi rendendo ancor più complessa e onerosa la reperibilità del prodotto abbiamo deciso di dedicare interi slot di produzione alla realizzazione del gel, scusandoci con i nostri clienti che, in virtù di questa nostra decisione, hanno subito dei leggeri ritardi nella consegna dei loro ordini”.
Prosegue Scarpa: “Alla base del nostro impegno nel garantire la continuità lavorativa c’è da sempre il forte senso di responsabilità nei confronti di tutti i nostri clienti; senso di responsabilità che in questo momento così critico nutriamo verso tutto il nostro Paese. Un grande riconoscimento va alle persone che quotidianamente vengono al lavoro: i nostri collaboratori stanno profondamente cambiando il loro stile di vita per rispettare le severe norme vigenti, dentro e fuori le mura aziendali, animati dal nostro stesso senso di responsabilità, pur conservando il timore che accompagna tutti noi in questo clima di difficoltà generale”.

Per informazioni
Ufficio stampa Noesis
Valeria Riccobono
valeria.riccobono@noesis.net


Un e-commerce pensato per devolvere il 50% delle vendite online per l’acquisto di letti da terapia intensiva
ONCOS

ONCOS, azienda produttrice di cosmetici dedicati ai pazienti oncologici, fabbrica e immette sul mercato nazionale e internazionale prodotti cosmetici, ad oggi formulati adottando pratiche produttive e impegno nella ricerca delle materie prime che per molti aspetti li avvicina ai farmaci. In particolare, si tratta di prodotti altamente specifici con un’azione mirata a proteggere la cute dagli attacchi diretti delle terapie oncologiche.
Questa realtà, dalla sua nascita ad oggi, si è sempre spesa in prima linea partecipando a iniziative benefiche di vario carattere. Patrizio Altieri, amministratore QD Italia ONCOS, afferma: “Credo profondamente che in un ambito così delicato il profitto debba passare in secondo piano e, seppur poco credo che sia doveroso restituire alla ricerca e alla prevenzione parte dei tuoi frutti.”
E continua: “Un giorno ci svegliamo e ci troviamo nel mezzo di una pandemia che vede decimare i nostri genitori e nonni; gli ospedali e tutto il sistema sanitario subisce uno shock come mai prima d’ora e vengono a mancare in pochissimi giorni strumenti essenziali per la sopravvivenza (respiratori, letti da terapia intensiva), dpi e soprattutto la nostra sicurezza.” In questo difficile scenario, ONCOS, da parte sua, trovandosi tra l’altro nel cuore della pandemia, non si è voluta sottrarre alla manifestazione di solidarietà; ha deciso di contribuire riuscendo ad aprire in tempi molto brevi un e-commerce dedicato sul proprio sito web, diventato in questo momento storico un B2C. Fino alla fine dell’emergenza covid-19, ONCOS devolverà il 50% delle vendite online per l’acquisto di letti da terapia intensiva da devolvere a ospedali e strutture sanitarie provvisorie, tutto questo utilizzando il margine di guadagno che viene riconosciuto alle farmacie che rappresentano il canale di vendita preferenziale di questi prodotti e sostituendosi ad esse per un tempo, speriamo, limitato. Patrizio Altieri conclude: “Non sappiamo quanti letti riusciremo a donare, ma sappiamo che oggi più che mai serve mettere da parte la nostra quotidianità e sacrificarci per il prossimo stando a casa, e magari aiutando un sistema che rischia di non sopportare una crisi di queste dimensioni, mettendo involontariamente a rischio la vita di persone per mancanza di attrezzature. Questo è il nostro piccolo gesto che speriamo possa essere di grande aiuto”.

Per informazioni
www.oncos.it


Lo spin-off dell’Università della Calabria regala 40 chili di igienizzante a Codogno1
Macrofarm

Specializzato nella formulazione di prodotti nel campo dell’assistenza sanitaria, Macrofarm, spin-off del dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell’Università della Calabria, in risposta all’appello lanciato sui social dalla Protezione Civile che opera a Codogno, si è subito mobilitata, grazie al team di ricercatori e docenti dell’Unical (Francesco Puoci, Vincenzo Pezzi, Fabio Amone e Rocco Malivindi) e fondatori dello spin-off, producendo presso i propri laboratori quaranta chili di gel igienizzante per le mani.
La formulazione scelta per il gel, a base di ipoclorito di sodio elettrolitico, è stata ideata in modo da poter reperire facilmente le materie prime di partenza. La catena della solidarietà si è messa subito in moto e ha coinvolto anche altre aziende locali, tra le quali Jrs Silvateam Ingredients, che ha fornito la materia prima necessaria per ottenere il disinfettante, e la filiale di Rende del Corriere Bartolini, che si è messa a disposizione per effettuare in modo gratuito la spedizione.

1Da: www.ilsole24ore.com/art/lo-spin-off-dell-universita-calabria-regala-40-chili-igienizzante-codogno-ADszmy?refresh_ce=1


La Reynaldi pronta per far fronte all’emergenza sanitaria in corso
Reynaldi

Marco Piccolo, imprenditore dell’azienda Reynaldi, ci racconta: “Circa vent’anni fa abbiamo iniziato a produrre gel igienizzante, all’epoca già molto usato negli Stati Uniti, per un nostro cliente che voleva venderlo nel nostro Paese. Purtroppo, per aspetti legati alle diverse culture e abitudini, non ha avuto il successo sperato e quindi è stato ritirato dal mercato. Con l’avvento della SARS e dell’influenza suina, però, i consumi di questo prodotto sono aumentati, perciò abbiamo ricominciato a produrlo in grande quantità per vari clienti della cosmetica e della farmaceutica; poi, una volta passata l’emergenza, la domanda è calata e noi ci siamo ritrovati 100.000 flaconi vuoti fermi in magazzino. Ecco perchè nel momento in cui è scoppiata l’emergenza Coronavirus in Italia, noi eravamo praticamente già pronti: ho subito riconvertito alcune linee produttive (continuiamo comunque anche le altre produzioni) e in 24 ore abbiamo consegnato i primi gel. Viaggiamo a 60.000 pezzi al giorno. Il limite adesso è la scarsità nella supply chain; per questo e i prossimi mesi siamo già pieni di ordini, ma l’alcol scarseggia.
Vendiamo i gel ai nostri clienti che riforniscono ospedali e farmacie, ma una parte di essi li doniamo alle associazioni con cui collaboriamo: Specchio dei tempi, Fondazione CRT, Libera, Sermig e tantissime no profit locali.
Siamo fortemente legati al nostro territorio, posto che la gran maggioranza dei nostri operatori appartiene alla provincia torinese, ed è proprio per questo motivo che vogliamo sostenerlo aiutando coloro che stanno operando per far fronte a questa emergenza”.


Erbolario produce gel igienizzante e lo regala a ospedali e Croce Rossa2
L’Erbolario

Di fronte al dilagare dei contagi, L’Erbolario ha deciso di dare un contributo concreto con la fornitura di 38.000 flaconi di igienizzanti per le mani; una soluzione a base alcolica per difendersi dal Coronavirus. Dopo aver chiuso i negozi del marchio lodigiano e aver fermato la produzione, l’azienda si è comunque rimessa in moto per il confezionamento di un prodotto già usato per in occasione della temuta SARS. I contenitori tascabili sono già stati donati ad alcune strutture sanitarie: all’ospedale Maggiore e alla Croce Rossa di Lodi, agli ospedali Sacco e Niguarda di Milano.
Franco Bergamaschi, fondatore dell’azienda insieme alla moglie Daniela Villa, informa: “Sin dallo scoppiare dell’emergenza abbiamo chiuso per scelta nostra 180 negozi in Italia con insegna “L’Erbolario” e sono state fermate le attività produttive. Abbiamo calcolato che se ogni esercizio stacca circa 55 scontrini al giorno; significa 10.000 contatti quotidiani con il rischio di trasmissione del virus. Per questo abbiamo optato per una via precauzionale di chiusura totale, ancora prima che arrivassero i provvedimenti”.
Allo stesso tempo, in virtù di un impegno a favore del territorio mai venuto meno, L’Erbolario non è stata a guardare l’epidemia diffondersi e ha deciso di mettere in campo le sue forze: i segreti della fitocosmesi.
Aggiunge Bergamaschi: “Abbiamo riaperto per tre giorni l’attività e su base volontaria sono venuti oltre 20 addetti che si sono occupati del confezionamento di un gel igienizzante per le mani che per ora è stato consegnato ad alcune realtà sanitarie, abbiamo però contatti con altre strutture e vorremmo continuare in questa opera con ulteriori 28.000 flaconi da consegnare”.
Hanno beneficiato di questa catena di aiuto anche altri ospedali e Medici senza frontiere.

2Da: Brunello M (2020) Erbolario produce gel igienizzante e lo regala a ospedali e Croce rossa. Il cittadino 21/03/2020 p 2


Cosmetica Italia dona 50 mila euro per l’ospedale di Fiera Milanocity
Cosmetica Italia

A distanza di circa un mese dal primo allarme lanciato in Italia sulla diffusione dell’epidemia da Covid-19, sono ancora numerose le incognite legate all’emergenza.
Sappiamo che molte aziende associate a Cosmetica Italia hanno deciso di impegnarsi in prima linea nel sostenere gli ospedali e i reparti delle terapie intensive con donazioni in denaro oppure con forniture gratuite di igienizzanti o di prodotti di altro tipo utili nell’emergenza.
Come associazione di rappresentanza dell’intero settore cosmetico nazionale abbiamo voluto fare la nostra parte; per questo abbiamo apprezzato e accolto la proposta del presidente di Federchimica, Paolo Lamberti, di prendere parte a una raccolta fondi a favore della costruzione dell’ospedale di Fiera Milanocity offrendo 50 mila euro.
All’iniziativa hanno aderito diverse associazioni di settore (Agrofarma, Aia, Aisa, Aispec, Aschimfarma, Assobase, Assobiotec, Assocasa, Assofertilizzanti, Assofibre Cirfs Italia, Assogasliquidi, Assogastecnici, Assosalute, Avisa, Ceramicolor, PlastricsEurope Italia) e lo sforzo di tutti ha portato a donare 1 milione di euro.
Gli estremi per contribuire anche personalmente alle donazioni sono:
REGIONE LOMBARDIA – SOSTEGNO EMERGENZA CORONAVIRUS
FONDI DA DESTINARE ALLA REALIZZAZIONE DELL’OSPEDALE PRESSO LA FIERA MILANOCITY
IBAN: IT 76 P030 6909 7901 0000 0300 089
BIC BCI TI TMM
C/O BANCA INTESA SAN PAOLO – VIA LUIGI GALVANI 27 N. 2
20124 MILANO

Per informazioni
www.cosmeticaitalia.it


Il gel igienizzante per le mani realizzato dai ragazzi dell’Istituto per geometri e industriale di Vibo Valentia3

Mentre i gel igienizzanti per le mani diventano introvabili e cresce la speculazione, gli alunni e i docenti dell’Istituto per geometri e industriale di Vibo Valentia hanno risposto con la preparazione di una soluzione igienizzante per le mani che è stata distribuita gratuitamente in tutti gli uffici pubblici della provincia di Vibo Valentia e nelle scuole della città per venire incontro alla cittadinanza alle prese con l’emergenza in corso.
La soluzione è stata prodotta dai ragazzi nei laboratori del Dipartimento di Chimica dell’Istituto vibonese guidato dalla preside Mariagrazia Gramendola. A coadiuvare gli studenti di chimica, i docenti e i tecnici di laboratorio dell’Istituto scolastico vibonese.
Il professor Cimadoro afferma: “L’idea di produrre una soluzione igienizzante per le mani da distribuire, in maniera gratuita, nelle scuole e negli Enti pubblici della nostra provincia è nata nell’ambito dell’emergenza generata dal Coronavirus. L’amuchina, nei giorni scorsi, era divenuta introvabile e quindi abbiamo deciso di venire incontro ai cittadini alle prese con la paura di essere contagiati”.
La dirigente Gramendola, dal canto suo, ha evidenziato: “Abbiamo messo in atto un lavoro di squadra che ha visto interagire gli studenti, i docenti e i tecnici di laboratorio della scuola. L’approccio metodologico che ci ha visto tutti coinvolti è stato quello del Service learning: una proposta didattica e formativa che unisce l’apprendimento al servizio alla cittadinanza, attraverso azioni di natura solidale”.

3Da: www.ilmattino.it/societa/persone/coronavirus_amuchina_gel_igienizzante_mani_vibo_valentia-5082404.html;
www.ilvibonese.it/societa/61603-amuchina-industriale-vibo-consegnata-provincia/


Coronavirus, parola d’ordine: riconvertire
Polo della Cosmesi

Di fronte all’emergenza Coronavirus, il Presidente del Polo della Cosmesi Matteo Moretti ha sostenuto l’importanza di garantire la continuità della produzione e salvaguardare migliaia di posti di lavoro.
Mentre le aziende adottavano le misure necessarie a garantire la sicurezza dei propri collaboratori e a contrastare la diffusione del virus, ben presto è emerso su tutto il territorio lombardo la difficoltà a reperire mascherine, dispositivi di protezione e gel sanificanti.
Le aziende chiamate a raccolta hanno risposto all’appello.
Matteo Moretti commenta: “Le aziende stanno dando un aiuto concreto sia agli ospedali sia alla comunità: c’è chi produce gratuitamente contenitori per i gel, chi il gel sanificante, chi fornisce mascherine o tute, chi ha fatto donazioni agli ospedali per l’acquisto di attrezzature o di DPI”.
I casi di riconversione tra le imprese si moltiplicano giorno dopo giorno, ne sono degli esempi:
• NastriTex, l’azienda di Busto Arsizio leader nella produzione e sviluppo di tessuti e materiali tecnici per la produzione di cosmetici compatti, che ha avviato un processo di produzione di mascherine di protezione.
• IDM Automation, i cui modelli di macchine esistenti, nello specifico quelle per gli smalti, sono certificate ATEX: con semplici modifiche possono essere adattate al riempimento dei flaconi e gel sanificanti a base alcolica.
• Verve Spa e Vexel 74, società del Gruppo Induplast, hanno fermato la produzione tradizionale e chiuso molti reparti, a eccezione di una parte per le linee di produzione di flaconi per disinfettanti, utili alla salute pubblica.
• Lumson, che ha messo a disposizione due famiglie di prodotti che rispondono agli standard di qualità previsti dalle normative vigenti. I pack in questione sono prodotti con materiali compatibili per le formule battericide e rispondono alle indicazioni dell’OMS.
• Biokosmes, che ha deciso di destinare parte della propria capacità produttiva a un gel sanificante mani ad alto potere battericida, già approvato dall’OMS e sviluppato qualche anno fa in occasione dell’emegenza SARS. La prima produzione è stata donata all’Ospedale di Lecco e, in accordo con Federfarma, un paio di flaconi da 1 litro a tutti i farmacisti della provincia.

Per informazioni
www.cosmopolo.it


Ecco perché non bisogna mollare
Istituto Italiano Imballaggio

Un piccolo gesto di solidarietà ma significativo: appresa la notizia che al San Matteo di Pavia c’era carenza di acqua imbottigliata per i degenti, l’Istituto Italiano Imballaggio e PACKAGING MEETING SRL hanno provveduto alla fornitura di 7000 unità.
La Presidentessa dell’Istituto Italiano Imballaggio, Anna Paola Cavanna, in una nota ricorda che per la filiera alimentare, farmaceutica, della detergenza, del personal care e relative catene di fornitura (le strutture e gli operatori impegnati nelle sedi di fabbricazione, di stoccaggio e distribuzione), questo momento rappresenta, in controtendenza, una fase di grande lavoro, seppur naturalmente con l’adozione delle accortezze opportune, in quanto sono state inserite nella lista delle attività di pubblica utilità. Lei stessa racconta: “Mantenere attiva la nostra produzione, pur con le preoccupazioni e le difficoltà oggettive, diventa doppiamente un dovere. Da una parte abbiamo il dovere di contribuire, per quanto ci compete, agli approvvigionamenti necessari alla popolazione e agli ospedali; dall’altra, secondo il mio punto di vista, abbiamo il dovere di far funzionare quella parte di economia che ancora può lavorare (per esempio con la puntualità nei pagamenti ai fornitori) senza gravare sugli ammortizzatori sociali se non necessario, senza ricorrere alle ferie forzate, ma anzi attivando polizze assicurative specifiche e aumentando il compenso dei lavoratori, continuando a formare e specializzare il nostro capitale umano investendo quindi sul futuro e sulla ripresa. In questo momento siamo un ingranaggio del motore dell’Italia e non possiamo mollare. Questo secondo me è il vero valore del fare impresa oggi”.
Conclude la Dott.ssa Cavanna: “Abbiamo una responsabilità sociale e stiamo lavorando con spirito di servizio”.

Per informazioni
www.istitutoimballaggio.it


Spazio di ascolto psicologico per la comunità universitaria
Colloqui di supporto a distanza per l’emergenza Coronavirus
Università di Torino

L’Università di Torino, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia, offre a tutta la comunità universitaria di oltre 80.000 persone fra studentesse, studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico amministrativo la possibilità di fruire di colloqui di supporto psicologico a distanza che sono stati avviati a partire dal 18 marzo 2020.
L’iniziativa, attivata a seguito dell’emergenza Coronavirus, prevede un ciclo di colloqui a distanza con psicologi abilitati alla psicoterapia, specialisti e specializzandi del Dipartimento di Psicologia, erogati garantendo la massima tutela della privacy e nel rispetto dei principi deontologici della professione psicologica.
In questo frangente, infatti, caratterizzato da un clima di incertezza che può abbracciare sia la vita lavorativa sia quella familiare e personale, i bisogni delle persone si complicano e si diversificano, e può essere di sostegno l’accompagnamento alla riflessione e all’analisi, alla gestione delle criticità vissute e allo sviluppo delle proprie risorse.
Stefano Geuna, Rettore dell’Università, dichiara: “La nuova iniziativa di consultazione psicologica che abbiamo intrapreso in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia è rivolta a tutti coloro che ne sentiranno il bisogno. Personale tecnico amministrativo, docenti e ricercatori, studentesse e studenti che desiderano conoscere e comprendere i propri vissuti emotivi e affrontare il disagio che può essere sperimentato nel proprio contesto di lavoro, in relazione allo svolgimento delle proprie attività e/o in relazione alle dinamiche interpersonali in un momento di grande emergenza che ha costretto tutti noi a compiere importanti cambiamenti nella nostra routine e a confrontarci quotidianamente con una situazione di incertezza”.
Per accedere allo spazio di ascolto è necessario compilare il modulo che sarà inviato a tutta la comunità universitaria. La registrazione permetterà di organizzare il calendario dei colloqui.

Per informazioni
Area Relazioni Esterne e con i Media
Università degli Studi di Torino
Settore Relazioni con i Media
Elena Bravetta
tel +011 6709611
ufficio.stampa@unito.it


Nasce il primo progetto di volontariato di competenza per fronteggiare l’emergenza COVID-19
Roche

Sin dalle prime fasi dell’emergenza sanitaria, gli operatori del numero verde di pubblica utilità 1500, istituito dal Ministro Roberto Speranza, sono stati sommersi da un’ondata di domande e richieste di informazioni.
Continuare a fornire questo servizio fondamentale alla cittadinanza, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e gestire l’aumento esponenziale del numero di richieste richiede un investimento sempre crescente in termini di personale dedicato. Ecco perché Roche Italia ha deciso di mettere a disposizione del Ministero della Salute una parte del proprio personale altamente specializzato per affiancare gli operatori di primo livello del numero 1500 a partire dal primo di aprile, aumentando sensibilmente la capacità di risposta del centralino.
Da questa offerta è nato il protocollo di intesa siglato dal Ministero della Salute e da Roche Italia, che insieme hanno avviato il primo progetto di volontariato di competenza in tempi di COVID-19.
Alla campagna lanciata da Roche Italia hanno risposto 250 persone, il 25% di tutto il personale dell’affiliata italiana del Gruppo nelle sue tre divisioni (Roche Pharma, Roche Diagnostics, Roche Diabetes Care).
Amelia Parente, responsabile HR & Communications di Roche Pharma, commenta: “250 persone di Roche Italia hanno aderito al progetto su base volontaria presentando la propria candidatura e disponibilità in sole 24 ore, termometro del senso di appartenenza e della cultura di responsabilità sociale distintiva del gruppo Roche. In pochi giorni, anche con la collaborazione dei nostri Team di Information Technology globali, abbiamo progettato una piattaforma tecnologica che consentirà ai nostri volontari di operare da casa. Siamo felici che si concretizzi una forma di collaborazione pubblico-privato così innovativa al servizio del Paese in un momento di difficoltà senza precedenti nella sua storia. Lo abbiamo pensato e proposto alle Istituzioni partendo dal presupposto che una situazione eccezionale richieda sforzi ideativi e collaborativi eccezionali. Ringraziamo dunque il Ministero della Salute per la fiducia e l’opportunità.”
L’attività di “volontariato di competenza” dei propri dipendenti fa parte dell’operazione “Roche si fa in 4”, il programma varato da Roche Italia che prevede 4 iniziative per supportare Istituzioni, operatori sanitari e cittadini nel fronteggiare e superare l’emergenza Coronavirus.

Per informazioni
Benedetta Nicastro
benedetta.nicastro@roche.com
tel 334 64 07 175
Chiara Travagin
chiara.travagin@roche.com
tel 348 88 18 985

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