Lactobacillus plantarum P17630


Lactobacillus plantarum P17630

Evidenze dell’impiego orale sul ripristino della microflora vaginale

Proge Farm

Le infezioni urogenitali (vaginosi batterica, vaginiti, vulvovaginiti ed infezioni urinarie) sono fra le più diffuse cause di disturbi ginecologici e sono state descritte evidenze scientifiche che dimostrano l’efficacia dell’utilizzo dei probiotici nel loro trattamento. Proge Farm, dopo studi approfonditi sulle caratteristiche, sulle proprietà e sull’azione del ceppo L. plantarum P17630, ha sviluppato e commercializzato un prodotto topico in forma di capsule vaginali. Sulla base delle conoscenze acquisite ha successivamente formulato Plantagyn®, un integratore alimentare in forma di polvere per sospensione orale. Plantagyn®, somministrato in adeguate quantità, svolge la sua azione a livello vaginale, modificando la flora, contribuendo a mantenerla sana e diminuendo l’insorgenza di infezioni urogenitali.

Composizione e caratteristiche tecniche
Le caratteristiche tecniche del prodotto finito Plantagyn® sono riportate in Tabella 1. Lactobacillus plantarum, insieme a L. acidophilus, L. jensenii, L. gasseri e L. crispatus, è una delle specie maggiormente presenti nel fluido vaginale. In particolare il Lactobacillus plantarum P17630 è un ceppo probiotico di origine umana, isolato dall’habitat vaginale, che ha dimostrato avere una spiccata capacità adesiva alle cellule epiteliali. Il ceppo, depositato presso l’Ente di Collezione Internazionale BCCM/LMG, è stato selezionato impiegando un metodo brevettato (Brevetto europeo n° 1046712B1).
L. plantarum P17630 appartiene alla lista di specie che presentano una Presunzione Qualificata di Sicurezza, predisposta dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). Lactobacillus plantarum P17630 non presenta antibiotico-resistenza acquisita e/o trasmissibile in quanto sensibile a tutti gli antibiotici testati (Ampicillina, Gentamicina, Kanamicina, Eritromicina, Clindamicina, Virginiamicina, Tetraciclina, Cloramfenicolo). Lactobacillus plantarum P17630 è stato inoltre caratterizzato fenotipicamente e geneticamente secondo i criteri di EFSA. È possibile identificare L. plantarum P17630 sia a livello di specie che di ceppo, di conseguenza è verificabile l’identità di ogni lotto industriale ed è possibile il confronto con le Banche di cellule (Master e Working seed lot), inizio standardizzato e validato di ogni produzione industriale.

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Stabilità e conservazione
Il prodotto finito, stabilizzato e formulato in bustine, ha una shelf life di 2 anni se conservato ad una temperatura non superiore ai 25°C.

Studi di efficacia
In generale un lattobacillo è considerato adatto all’habitat vaginale quando presenta delle peculiarità ceppo-specifiche come (i) arrivare nella vagina vivo e vitale, (ii) aderire saldamente all’epitelio vaginale, (iii) sopravvivere a condizioni diverse dalle abituali (temperatura, pH) e (iv) produrre batteriocine. L.plantarum P17630 risponde a tutti questi requisiti ed è stato ampiamente studiato sia in vitro che in vivo.

Studi in vitro
1 Nello studio condotto da Bonetti e collaboratori è stata valutata la capacità di adesione in vitro di L. plantarum P17630 alle cellule epiteliali vaginali (VECs) (1). Il prodotto commerciale valutato, contenente L.plantarum P17630, è formulato in capsule di gelatina molle per uso vaginale. È stato confrontato con un secondo prodotto commerciale contenente il bacillo di Doderlein, oggi classificato come L.gasseri.
L’indagine comparativa, sui due preparati commerciali, è stata condotta secondo un disegno controllato in aperto. Il prelievo delle VECs è stato effettuato ambulatorialmente mentre le prove di adesività sono state effettuate presso il laboratorio di Microbiologia dell’Università del Sacro Cuore di Piacenza. Lo studio è stato condotto su VECs integre, lavate e prelevate da 20 pazienti con vaginite e/o vaginosi batterica. Una capsula, o compressa, sospesa in soluzione fisiologica, è stata miscelata con una sospensione di VECs.
I lattobacilli adesi alle cellule vaginali sono stati contati al microscopio ottico ed in piastra. È stato valutato anche il tipo di adesione.
Il numero medio di lattobacilli adesi per singola VECs è più elevato per il prodotto contenente L. plantarum P17630. In piastra per il prodotto contenente L. plantarum P17630 si trovavano 106-108 UFC/campione rispetto alle 102-104 UFC/campione del prodotto contenente L. gasseri. L. plantarum P17630 aderisce prevalentemente con singoli batteri mentre L. gasseri aderisce organizzandosi in catenelle. L’efficacia con cui L. plantarum P17630 aderisce alle cellule dell’epitelio vaginale ha orientato la scelta del ceppo per la formulazione del prodotto Plantagyn®.
2 In un secondo studio è stato dimostrato che il ceppo L. plantarum P17630 (3×108 cellule/ml) aderisce alle cellule vaginali umane e significativamente inibisce l’adesione della C.albicans ATCC 10231 (1 x 107 cellule/ml) alle cellule vaginali (3×105 cellule/ml) attraverso esclusione competitiva (2).
Non è stato ancora dettagliatamente descritto il meccanismo attraverso cui L. plantarum P17630 aderisca alle VECs e se l’adesione sia mediata da proteine o avvenga tramite legame elettrostastico, idrofobico o idrofilico; sicuramente la riduzione della adesività di C.albicans suggerisce che entrambi i microorganismi abbiano lo stesso sito di legame. Nello studio è stato evidenziato, inoltre, come il surnatante di L.plantarum P17630 interferisca con l’adesione di C.albicans indicando che la presenza di qualche metabolita secondario prodotto da L.plantarum P17630 agisca negativamente nei confronti di C.albicans ATCC 10231.

Studi clinici
1 È stato condotto uno studio multicentrico (3) su donne di età compresa tra i 18 ed i 45 anni con candidosi vulvovaginale (VVC). Sono state arruolate 476 pazienti: 252 (gruppo 1) trattate con 150 mg di fluconazolo e capsule molli vaginali contenenti L. plantarum P17630 e 224 (gruppo 2, controllo) trattate solo con fluconazolo. I dati clinici sono stati raccolti ed analizzati all’inizio dello studio (T0), dopo 4 settimane (T4W) e dopo 4 mesi (T4M). Dopo 4 settimane nel primo gruppo è stato osservato un maggior numero di pazienti asintomatici rispetto al gruppo di controllo (82.9% rispetto al 71,9%, p = 0.003). Dopo 4 mesi di follow up, recidive di candidosi vulvovaginale sono state riscontrate solo in 22 pazienti appartenenti al gruppo 1 ed in 59 pazienti appartenenti al gruppo 2 (OR= 3.74 e p < 0.001). Lo studio suggerisce che l’aggiunta di L. plantarum P17630 al trattamento con fluconazolo è in grado di ridurre l’insorgenza delle recidive del 71.7% ed aumentare l’efficacia della terapia nella prevenzione di infezioni vaginali.
2 E’ stato condotto uno studio comparativo in 89 donne a cui è stata diagnosticata candidosi vulvovaginale (4). I soggetti sono stati divisi in due gruppi, il primo gruppo (controllo) è stato trattato giornalmente con una crema vaginale al 2% di clotrimazolo per tre giorni e conseguentemente con capsule vaginali contenenti un gel lubrificante per 6 giorni e poi una volta a settimana per quattro settimane. Il secondo gruppo è stato trattato con la stessa terapia a base di clotrimazolo seguito dall’applicazione di capsule contenenti L. plantarum P17630 (>108 CFU) una volta al giorno per 6 giorni e poi una volta a settimana per 4 settimane. I parametri clinici e fisiologici sono stati valutati per tre mesi di follow up. Alla fine dello studio le donne trattate con probiotici hanno mostrato un aumento statisticamente significativo della quantità di lattobacilli presenti nell’ecosistema vaginale rispetto ai soggetti non trattati (80% vs 40%, p 0.001)e una considerevole riduzione dei sintomi come prurito e bruciore (90% vs 67.5%, p < 0.03).
Questo studio ha confermato che L. plantarum P17630 è un potenziale agente preventivo nella riduzione di recidive di infezioni vaginali dopo convenzionali trattamenti per candidosi vulvovaginali acute. Inoltre, promuove la crescita di lattobacilli e ristabilisce l’equilibrio della flora vaginale.
3 E’ stata condotta un’indagine preliminare, in vivo, utilizzando Plantagyn® su sei volontarie sane, di età compresa tra i 25 ed i 40 anni. Lo scopo di questo studio è stato quello di determinare l’effetto del ceppo probiotico L. plantarum P17630, somministrato per via orale, sulla flora lattica e di valutare l’adesione e la persistenza del ceppo nell’ecosistema vaginale. Il razionale di questa ipotesi è che, come per i patogeni, alcuni microrganismi presenti nel tratto gastrointestinale possano cross-contaminare, attraverso il passaggio delle feci, l’habitat vaginale.
I soggetti hanno assunto per 15 giorni consecutivi una bustina contenente 5×109 UFC di L. plantarum P17630 lontano dai pasti. La somministrazione è stata interrotta per 15 giorni e poi ripresa per altri 15 giorni. Lo studio ha previsto quattro tempi di campionamento: 0, 16, 30, 45 e 60 giorni. Ad ogni tempo per ogni soggetto sono stati effettuati due tamponi vaginali ed è stato prelevato un campione fecale. Un tampone vaginale è stato utilizzato per l’osservazione al microscopio e per la determinazione del Nugent Score. Il secondo tampone ed il campione fecale sono stati utilizzati per l’enumerazione dei batteri lattici totali e per la ricerca dei ceppi vancomicina insensibili, gruppo a cui appartiene L. plantarum P17630. Inoltre, associato all’assunzione del prodotto, alcuni soggetti hanno evidenziato un miglioramento fisiologico quale una maggiore regolarità intestinale; è stato riscontrato un aumento dei lattobacilli totali sia a livello vaginale che a livello gastrointestinale nel tempo (Fig 1). Inoltre, gli isolati vaginali vancomicina insensibili, in quattro soggetti su sei al T30 ed in cinque soggetti su sei al T60, hanno lo stesso profilo del controllo positivo L. plantarum P17630. Sulla base dei risultati ottenuti è stato dimostrato che nell’83% dei casi c’è stata colonizzazione di L. plantarum P17630 sia a livello intestinale che a livello vaginale.

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Sicurezza
Riguardo la compliance e gli effetti riscontrabili durante il periodo del trattamento, tutti i soggetti che hanno preso parte alla sperimentazione hanno ben tollerato il prodotto e completato lo studio. Non si sono verificati effetti avversi e la somministrazione del prodotto orale è stata considerata semplice da includere nella dieta quotidiana.

Applicazioni e modalità d’uso
Plantagyn® è efficace nella prevenzione e nel trattamento delle infezioni urogenitali, nel ripristino dell’equilibrio della flora intestinale e vaginale dopo terapie antibiotiche o cortisoniche.
È consigliato in associazione al trattamento con antimicotici.
La somministrazione orale di Plantagyn® potrebbe essere considerata un valido trattamento preventivo in quelle condizioni fisiologiche che comportano una depauperazione dell’ecosistema vaginale (menopausa, alterazione ormonale, stress, etc.).
Secondo le indagini e gli studi condotti si consiglia l’assunzione di una bustina al giorno (5 miliardi UFC/dose) per 15 giorni consecutivi, seguiti da 15 giorni di wash out. Ripetere il trattamento per altri 15 giorni.

Bibliografia
1 A. Bonetti, L. Morelli, E. Campominosi, E. Ganora, F. Sforza (2003)
Adherence of Lactobacillus plantarum P17630 in soft-gel capsule formulation versus Döderlein’s bacillus in tablet formulation to vaginal epithelial cells
Minerva Ginecol 55(3) 279-284
2 M. Culici, M. Dal Sasso, B.C. Braga (2004)
L’adesione del Lactobacillus plantarum P 17630 alle cellule vaginali inibisce l’adesività della Candida albicans
Med Odontoiatrica Clin 8 34-41
3 C. Carriero, V. Lezzi, T. Mancini et al (2007)
Vaginal capsules of Lactobacillus plantarum P17630 for prevention of relapse of candida vulvovaginitis: an Italian multicentre observation study
Int J Prob Preb 2 155-162
4 F. De Seta, F. Parazzini, R. De Leo, R. Banco, G.P. Maso, D. De Santo, A. Sartore, G. Stabile, S. Inglese, M. Tonon, S. Restaino (2014)
Lactobacillus plantarum P17630 for preventing Candida vaginitis recurrence: a retrospective comparative study
Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol 182 136-139

Per informazioni
Patrizia Malfa
tel 0321 693 011
pmalfa@progefarm.it – www.progefarm.it

ProgeFarm in a nutshell
ProgeFarm è un’azienda farmaceutica che sviluppa, registra e commercializza in tutto il mondo, direttamente o tramite licenziatari esclusivi o distributori, farmaci, dispositivi medici ed integratori alimentari contenenti ceppi probiotici di proprietà. Tutti i ceppi sono depositati presso enti di collezione specializzati e coperti da brevetti internazionali.
Collabora con partner non solo licenziando e fornendo il prodotto finito registrato, ma mettendo a disposizione la propria esperienza negli Affari regolatori, nella farmacovigilanza e negli studi clinici.
Da un paio di anni, con il nuovo sito per la produzione di batteri probiotici, ProgeFarm può offrire materie prime e prodotti finiti customerizzati.

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