Fagron Bitter Melon


Fagron Bitter Melon

Estratto di melone amaro per il benessere del metabolismo glucidico

Fagron

Sovrappeso e obesità rappresentano fattori di rischio per lo sviluppo di molte patologie croniche quali malattie cardiache e diabete e sono condizioni causate ed influenzate da molti fattori, tra cui un eccessivo consumo di carboidrati.
La necessità di mantenere efficiente il metabolismo del glucosio e limitare l’assimilazione di zuccheri a livello intestinale è quindi fondamentale.
Fagron Italia presenta Fagron Bitter Melon, un estratto secco di Momordica charantia L. frutto, ricco in sostanze attive dalle proprietà benefiche nei confronti dell’omeo
stasi glucidica (1), ora disponibile per formulazioni per il benessere del metabolismo dei carboidrati e del peso corporeo.

Composizione e specifiche tecniche

Fagron Bitter Melon è un estratto secco del frutto di Momordica charantia L. standardizzato al 7% in charantine.
Il prodotto è 100% vegetale, ottenuto con metodica estrattiva che prevede l’impiego di etanolo e acqua, conforme agli attuali standard europei relativamente all’assenza di allergeni, OGM e contaminanti (dati tecnici disponibili nella Tabella 1).Schermata 2016-04-20 alle 16.27.37

Meccanismo d’azione e studi preclinici

La charantina, il momordenolo e la momordicina sono risultati attivi nell’inibire la glicogeno sintasi chinasi-3 (GSK-3), proteina in grado di modulare l’insulina, la cui attività è elevata nei soggetti insulinoresistenti e nei tessuti dei diabetici tipo II (2).
Un altro componente attivo del Bitter melon dotato di proprietà ipoglicemiche è il polipeptide-P o p-insulina. Tale peptide, presente nel frutto, funziona mimando l’azione dell’insulina umana abbassando i livelli di glucosio ematico nei gerbilli e nell’uomo, se iniettato a livello sottocutaneo (1).
Una recente review (3) ha confermato che l’azione dei frutti di Momordica charantia nei confronti del metabolismo del glucosio, sulla base di studi in vitro e in vivo condotti su animali, è data da una serie di meccanismi d’azione riportati qui di seguito.
La somministrazione orale di succo di Bitter melon ha evidenziato una significativa riduzione dell’assorbimento di glucosio, Na+/K+ dipendente, a livello della mucosa intestinale in un modello di ratto diabetico.
La supplementazione orale di M. charantia incrementa i livelli della proteina trasportatrice del glucosio a livello muscolare (GLUT4) con conseguente miglioramento dei livelli di tolleranza al glucosio in un modello animale di diabete tipo II con iperinsulinemia.
La Momordica charantia ha evidenziato effetti benefici nel diabete mantenendo i livelli normali di glucosio mediante l’inibizione della fruttosio 1,6-difosfatasi e della glucosio-6-fosfatasi, due enzimi della gluconeogenesi e della stimolazione della glucosio-6-fosfatasi deidrogenasi della via dei pentoso fosfati.
È stato scientificamente dimostrato che la somministrazione orale di M. charantia stimola la secrezione di insulina da parte delle cellule beta del pancreas. Questa osservazione è stata confermata da uno studio che ha investigato l’effetto della somministrazione orale di succo di frutto di M. charantia a livello delle cellule alfa, beta e delta nel pancreas in ratti resi diabetici mediante trattamento con streptozocina, usando un metodo immunoistochimico.
La somministrazione di estratto alcolico di M. charantia ha evidenziato un significativo miglioramento dell’integrità strutturale delle isole di Langerhans.
Studi scientifici evidenziano che il Bitter melon è in grado di ridurre l’accumulo di lipidi durante la differenziazione di un preadipocita in adipocita e di innescare una downregulation del PPARg, fattore regolatore dell’adipogenesi.
Le saponine presenti nel frutto di M. charantia riducono, inoltre, l’attività delle lipasi pancreatiche limitando l’assorbimento dei grassi a livello intestinale.
Il Bitter melon risulta anche in grado di incrementare il metabolismo lipidico e il dispendio energetico cellulare e tissutale mediante la stimolazione della biogenesi mitocondriale.

Efficacia

Studi preclinici
L’estratto acquoso del frutto ha permesso di ridurre i livelli di glucosio ematico del 48% nel ratto diabetico con un effetto comparabile a quello della glibenclamide e di migliorare, inoltre, la sensibilità all’insulina, la tolleranza al glucosio e il segnale dell’insulina in ratti a cui è stata indotta insulino-resistenza (3). L’estratto di Bitter melon è risultato utile, come evidenziato da una recente review, nel controllo del peso corporeo e nell’accumulo di grassi. Una dieta composta da 0,75% di Bitter melon ha permesso di prevenire l’aumento di peso e l’accumulo di grasso viscerale e peritoneale in ratti alimentati con una dieta ricca di grassi (3).
Un altro studio condotto con topi obesi e nutriti con un’alimentazione ricca di grassi ha confermato che il gruppo di animali trattato con 2 o 5% di estratto di Bitter melon per 12 settimane presentava una riduzione dell’accumulo di grassi e del tessuto adiposo bruno (BAT). Il melone amaro ha ridotto la dimensione degli adipociti e i livelli di citochine pro-infiammatorie (4) coinvolte nel processo di infiammazione e nell’accumulo di grassi caratteristici dell’obesità e dell’insulino resistenza.

Studi clinici
Due case studies (3) hanno evidenziato l’azione sull’uomo del prodotto. Il primo, condotto su 100 pazienti affetti da moderato diabete non insulino dipendente, e trattati con una sospensione della polpa della pianta, ha evidenziato una significativa riduzione dei livelli sierici di glucosio postprandiali e a digiuno. Il secondo indica, invece, che 200 mg di estratto di Bitter melon, assunti due volte al giorno per 7 giorni in associazione a metà dose di metformina o glibenclamide, o entrambi in combinazione, potenziano l’azione ipoglicemica dei farmaci mediante un meccanismo di sinergismo nei 15 pazienti, affetti da diabete non insulino dipendente, presi in esame.
Uno studio clinico open label, condotto su 42 pazienti, trattati per tre mesi con 4,8 grammi di liofilizzato di melone amaro, ha permesso di ridurre il tasso d’incidenza della sindrome metabolica rispetto al riferimento con una contemporanea e importante riduzione della circonferenza del girovita, anche dopo un mese dalla supplementazione senza significativi effetti collaterali (5).
Uno studio clinico multicentrico, randomizzato, doppio-cieco e controllato, condotto su un totale di 143 pazienti con diabete tipo 2, ha comparato l’azione del Bitter melon con la metformina. Lo studio ha evidenziato che il melone amaro riduce i livelli di fruttosamina alla quarta settimana dopo un dosaggio giornaliero di 2000 mg (6).
In un recente studio clinico, doppio-cieco con placebo, 95 pazienti con diabete mellito tipo 2 recentemente diagnosticato, sono stati randomizzati in tre gruppi: il primo e il secondo gruppo hanno ricevuto per 10 settimane rispettivamente 2 e 4 g/die di Bitter melon in polvere, il gruppo III ha ricevuto 5 mg/die di glibenclamide, sempre per 10 settimane. Il gruppo trattato con Bitter melon ha riscontrato una maggiore riduzione dei fattori di rischio cardiovascolari associati al diabete, rispetto ai pazienti che assumevano glibenclamide (7).

Sicurezza

Il frutto di Momordica charantia L. è inserito nell’allegato 1 del DM 27 marzo 2014 che disciplina l’impiego negli integratori alimentari di sostanze e preparati vegetali.
L’assunzione orale dei frutti del Bitter melon è considerata sicura da studi scientifici, come dimostrato dalla tradizione d’uso e di consumo dei frutti nelle culture asiatiche. Iniezioni sottocutanee di p-insulina estratta da Momordica charantia L. appaiono sicure nei topi (8).

Applicazioni e modalità d’uso

Le linee guida ministeriali di riferimento per gli effetti fisiologici, applicabili in attesa della definizione dei claims sui botanicals a livello comunitario e presenti nell’allegato 1 del DM 27 marzo 2014, attribuiscono al frutto di Momordica charantia L. un’azione nel benessere del metabolismo dei carboidrati.
Sulla base degli studi scientifici si suggerisce un dosaggio di 100-200 mg tre volte al giorno (8).
Fagron Bitter Melon può essere impiegato in integratori alimentari per il benessere del metabolismo dei carboidrati, anche nei casi di insulino resistenza e sindrome metabolica associata ad ovaio policistico (9) e per il benessere e il controllo del peso corporeo.

Bibliografia
1 Hazarika R, Parida P, Neog B, Singh Yadav RN (2012) Binding Energy calculation of GSK-3 protein of Human against some anti-diabetic compounds of Momordica charantia linn (Bitter melon).
Bioinformation 8(6) 251–254
2 Baby J, Jini D (2013) Antidiabetic effects of Momordica charantia (bitter melon) and its medicinal potency.
Asian Pac J Trop Dis Apr 3(2) 93–102
3 Alam MA, Uddin R, Subhan N, Rahman MM, Jain P, Reza HM (2015) Beneficial role of bitter melon supplementation in obesity and related complications in metabolic syndrome. J Lipids 2015:496169
4 Bao B, Chen YG, Zhang L, Na Xu YL, Wang X, Liu J, Qu W (2013) Momordica charantia (Bitter Melon) reduces obesity-associated macrophage and mast cell infiltration as well as inflammatory cytokine expression in adipose tissues. PLoS One Dec 17 8(12) e84075
5 Tsai CH, Chen EC, Tsay HS, Huang CJ (2012) Wild bitter gourd improves metabolic syndrome: a preliminary dietary supplementation trial. Nutr J Jan 13 11 4-5
6 Fuangchan A, Sonthisombat P, Seubnukarn T, Chanouan R, Chotchaisuwat P, Sirigulsatien V, Ingkaninan K, Plianbangchang P, Haines ST (2011) Hypoglycemic effect of bitter melon compared with metformin in newly diagnosed type 2 diabetes patients.
J Ethnopharmacol 134(2) 422-428
7 Inayat Rahman U, Khan RU, Ur Rahman K, Bashir M (2015) Lower hypoglycemic but higher antiatherogenic effects of bitter melon than glibenclamide in type 2 diabetic patients. Nutr J 26 14 13
8 Das DR, Anupam Sachan K, Imtiyaz M, Shuaib M (2015) Momordica charantia as a Potential Medicinal Herb: An Overview.
J Med Plants Studies 3(5) 23-26
9 American Botanical Council: http://cms.herbalgram.org/herbclip/pdfs/090664-325.pdf

Schermata 2016-04-20 alle 16.27.50