L’Integratore Nutrizionale 3 – 2020 (pdf)

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Probiotici, prebiotici e microbiota

Il singolo numero è in formato PDF (NO formato cartaceo)

Editoriale – Prodotti innovativi per il microbiota intestinale – T. Mennini

ARTICOLI
OPINIONE La riclassificazione dei lattobacilli Tra necessità scientifiche e potenziali aspetti critici legati alla commercializzazione dei probiotici –  L. Mogna
Oligosaccaridi del altte materno e microbiota gastrointestinale  C’è un razionale per il loro utilizzo nei casi di autismo?  C.A. Adams, B. Gutiérrez
Saccharomyces cerevisiae Proprietà e applicazioni V. Corazzari, M. Vadalà, B. Palmieri
La nutraceutica nel controllo della sindrome metabolica Effetto di alimenti funzionali, probiotici e molecole bioattive – A. colombo, G. Chiesa, C.R. Sirtori
Pro-Pre e Post-biotici Diversi approcci tecnologici per interagire con il microbioma umano S. Castegnaro
ERRATA CORRIGE – Silimarina Un antico rimedio con stimolanti prospettive? P. Morazzoni, F. Corti

AGGIORNAMENTI
Metaboliti secondari come nutrienti non-essenziali F. Visioli, F. Ursini, P. Morazzoni
Strategie d’intervento sul microbiota intestinale D. Barone
Qualche riflessione in tema di claim G. Ferraris
OptiMSM® (Lehvoss Nutrition) Beauty from within, nuovi studi su capelli, pelle e unghie
PET corner XIII edizione del Rapporto Assalco-Zoomark Prodotti in vetrina M. Zorzetto
Market Basket Analysis (MBA) M. Recchia

DALLE AZIENDE
Ingredienti e Prodotti – Lallemand Health Solutions • Sacco • Sabinsa • Fagron Italia • C.F.M. Co. Farmaceutica Milanese
Prodotti in vetrina   S. Ponso
Pubbliredazionale Lonza
Press Release

NOTIZIE
Associazioni FederSalus • Integratori Italia
Mercato Job on Beauty • Centro Studi FederSalus
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Agenda

Oligosaccaridi del latte materno e microbiota gastrointestinale
C’è un razionale per il loro utilizzo nei casi di autismo?
Clifford A. Adams, Bettina Gutiérrez

Il microbiota gastrointestinale (GI) svolge un ruolo fondamentale per la salute e le malattie; svolge anche un effetto di modulazione dell’attività cerebrale attraverso l’asse intestino-cervello. Lo sviluppo di un efficace microbiota GI è associato agli oligosaccaridi del latte umano (HMO). Studi eseguiti sugli animali hanno dimostrato che gli HMO possono influenzare l’attività cerebrale e lo sviluppo cognitivo, indicando inoltre che la gestione del microbiota gastrointestinale tramite l’alimentazione potrebbe avere ripercussioni su una vasta gamma di malattie. L’autismo, che è il nome comune del disturbo dello spettro autistico (ASD), comprende un gruppo di disfunzioni neuro-evolutive eterogenee caratterizzate da deficit sociali, comportamenti ripetitivi e stereotipati, insistenza sulle routine e problemi della comunicazione. Le anomalie gastrointestinali sono caratteristiche di un numero notevole di bambini affetti da ASD, i quali possiedono nel microbiota GI una quantità complessiva inferiore di taxa benefici, come il Bifidobacterium e l’Akkermansia, e un numero maggiore di Clostridia potenzialmente patogeni rispetto ai bambini con un quadro evolutivo nella norma. La fisiopatologia soggiacente all’ASD rimane sconosciuta, sebbene le pratiche di allattamento al seno non ottimali siano associate a questo disturbo. Gli oligosaccaridi del latte umano promuovono in modo selettivo la crescita di bifidobatteri nel tratto gastrointestinale, cui si associano numerosi effetti benefici per la salute. Gli HMO vantano, in particolare, due potenziali effetti benefici nel mitigare l’autismo. Innanzitutto, l’apporto di HMO ai neonati tramite l’allattamento al seno può aiutare a stabilizzare un microbiota GI funzionale, evitando quindi la disbiosi gastrointestinale che è comunemente correlata all’insorgenza dell’autismo. In secondo luogo, la somministrazione di HMO può alleviare i sintomi dell’autismo attraverso l’effetto sull’asse intestino-cervello.

Human milk oligosacharides and gastrointestinal microbiota
Is there a rationale for the use of HMOs in AUTISM?

The gastrointestinal (GI) microbiota plays a key role in health and disease. It also has a long-distance effect influencing the brain through the gut-brain-axis. The establishment of an effective GI microbiota is associated with human milk oligosaccharides (HMOs). In animal studies there is evidence that HMOs can influence brain activity and cognitive development. This further suggests that management of the GI microbiota by dietary means could impact upon a wide range of diseases. Autism which is the familiar name for Autism spectrum disorder (ASD) comprises a group of heterogeneous neurodevelopmental disorders characterized by social deficits, repetitive and stereotypical behaviours, insistence on routines and communication impairments. Gastrointestinal abnormalities are characteristic of a substantial number of children with ASD. They possess lower overall abundance of beneficial taxa, such as Bifidobacterium and Akkermansia in the GI microbiota. Many children with ASD have higher counts of potentially pathogenic Clostridia than normally developing children. The underlying pathophysiology of ASD remains unknown although sub-optimal breast-feeding practices are associated with ASD. Human milk oligosaccharides selectively promote the growth of Bifidobacteria in the GI tract which is associated with numerous beneficial health outcomes. There are two potential benefits of HMOs in alleviating autism. Firstly, supplying HMOs to infants though breast-feeding can help establish a functional GI microbiota and thus avoid GI dysbiosis which is commonly related to the onset of autism. Secondly, administration of HMOs may alleviate the symptoms of autism through an effect on the gut-brain-axis.


Saccharomyces cerevisiae
Proprietà e applicazioni
Veronica Corazzari, Maria Vadalà, Beniamino Palmieri,2

Il genere Saccharomyces cerevisiae è il lievito più studiato e utilizzato nelle applicazioni biomediche ed è stato il primo organismo eucariote del quale è stato sequenziato il genoma. S. cerevisiae appartiene al regno dei funghi ed è caratterizzato dalla capacità di fermentare gli zuccheri, ovvero di ottenere alcol (etanolo) e anidride carbonica da glucosio e fruttosio. Il lievito di birra, per la sua composizione ricca di vitamine e minerali, ha effetti benefici sull’apparato cardiovascolare, poiché le vitamine in esso contenute abbassano i livelli di omocisteina prevenendo la formazione di placche aterosclerotiche. Inoltre, esercita un’azione depurativa epatica e la colonizzazione del lievito durante il periodo di somministrazione tende a riequilibrare il rapporto tra la flora batterica patogena e saprofita, e facilita il transito fecale. Il lievito viene utilizzato come integratore alimentare; per la sua funzione di mantenimento dell’apparato tegumentario e degli annessi cutanei, previene la caduta dei capelli, rafforza le unghie e a livello cutaneo elimina l’eccesso di sebo dalle pelli grasse, prevenendo quindi acne e dermatiti. A uso clinico topico promuove la cicatrizzazione esplicando benefici in caso di ustioni e infiammazioni; infine possiede una dimostrata azione immunomodulante. Nella presente revisione degli studi sperimentali presenti in letteratura, illustreremo le proprietà del lievito e gli effetti sull’organismo in condizioni fisiologiche e in presenza di patologia.

Saccharomyces cerevisiae
Properties and applications

The genus Saccharomyces cerevisiae is the most studied yeast used in biomedical applications and was the first eukaryotic organism of which the genome was sequenced. S. cerevisiae belongs to the kingdom of fungi and is characterized by the ability to ferment sugars, or to obtain glucose and fructose, alcohol (ethanol) and carbon dioxide. Brewer’s yeast has beneficial effects on the cardiovascular system because the vitamins it contains lower the levels of homocysteine, preventing the formation of atherosclerotic plaques. It exerts a purifying hepatic action and yeast colonization during the administration period tends to rebalance the relationship between pathogenic and saprophytic bacterial flora and facilitates fecal transit. In addition, yeast is used as a supplement and supplement for vitamins and minerals: in fact, due to its function of maintaining the integumentary system and skin appendages, brewer’s yeast prevents hair loss, strengthens nails and eliminates excess skin of sebum from oily skin, thus preventing acne and dermatitis. For topical clinical use it promotes healing by providing benefits in the event of burns and inflammation; finally it has a demonstrated immunomodulatory action. In the present review through experimental studies in the literature, we will illustrate the properties of yeast and the effects on the organism in physiological conditions and in the presence of pathology.


La nutraceutica nel controllo della sindrome metabolica
Effetto di alimenti funzionali, probiotici e molecole bioattive
Alice Colombo, Giulia Chiesa, Cesare R. Sirtori

La sindrome metabolica (SMet) colpisce oltre il 20% degli adulti nel mondo occidentale ed è definita dalla presenza di tre variabili tra le seguenti cinque: alti trigliceridi, circonferenza della vita elevata, ridotto colesterolo-HDL, glicemia appena oltre i limiti e pressione arteriosa ai limiti. La SMet non è caratterizzata da colesterolemia elevata, ma è piuttosto la conseguenza di una complessa interazione tra fattori che generalmente portano a un aumento della resistenza all’insulina. I trattamenti farmacologici non sono sempre di facile gestione, mentre nutraceutici ben caratterizzati possono offrire un’alternativa efficace. Tra questi è stato dimostrato che alcuni alimenti funzionali, ad esempio le proteine vegetali, migliorano la resistenza all’insulina e riducono i livelli di trigliceridi. Pro- e pre-biotici sono in grado di modificare il microbiota intestinale riducendo l’assorbimento di nutrienti specifici e migliorando la gestione metabolica degli alimenti ricchi di energia. Infine, specifici nutraceutici quali il lievito di riso rosso, la berberina e la curcumina si sono rivelati particolarmente efficaci nel migliorare il metabolismo dei lipidi da parte del fegato e nel ridurre la resistenza all’insulina. Mentre gli approcci allo stile di vita, come la dieta mediterranea, possono rivelarsi troppo complessi per il singolo paziente, una migliore conoscenza di nutraceutici selezionati e formulazioni più appropriate, che portino a una loro migliore biodisponibilità, amplierà certamente l’uso di questi prodotti, già largamente utilizzati per la gestione di questa frequente condizione dismetabolica.

Nutraceuticals for the control of the metabolic syndrome
Effect of functional foods, probiotics and bioactive molecules

The Metabolic Syndrome (MetS) affecting at least 20% of adults in the Western World, is characterized by three out of these five variables: high triglycerides, elevated waist circumference, low HDL-cholesterol, glycemia and blood pressure at the upper limits of normal. MetS is not characterized by elevated cholesterolemia, but is rather the consequence of a complex interaction of factors generally leading to increased insulin resistance. Drug treatments are of difficult handling, whereas well characterized nutraceuticals may offer an effective alternative. Among these, functional foods, eg plant proteins, have been shown to improve insulin resistance and reduce triglyceride secretion. Pro- and pre-biotics, that are able to modify intestinal microbiota, reduce absorption of specific nutrients and improve the metabolic handling of energy-rich foods. Finally, specific nutraceuticals have proven to be of benefit, in particular, red-yeast rice, berberine and curcumin. All these can improve lipid handling by the liver as well as ameliorate insulin resistance. While lifestyle approaches, such as the Mediterranean diet, may prove to be too complex for the single patient, better knowledge of selected nutraceuticals and more appropriate formulations, leading to improved bioavailability, will certainly widen the use of these agents, already in large use for the management of this very frequent metabolic condition.


Pro-Pre- e Post-biotici
Diversi approcci tecnologici per interagire con il microbioma umano
Silvia Castegnaro

Avere una vita sana ed equilibrata è diventato un punto cardine nella quotidianità di molte persone. Questo trend lo si evince anche dalla maggiore richiesta di prodotti utili a migliorare lo stile di vita e, in generale, il benessere dei singoli individui. Nello specifico, integratori a base di prebiotici e probiotici hanno conquistato gran parte del mercato nutraceutico, grazie anche alle numerose evidenze scientifiche e alle loro molteplici applicazioni. Insieme al loro successo si è generata anche confusione riguardo le diverse sfumature che questi ingredienti possono avere a seconda del loro settore di utilizzo. In questa review sono state raccolte evidenze scientifiche che caratterizzano prebiotici, probiotici e post-biotici. Inoltre, si è cercato di fare chiarezza sulle principali definizioni attualmente in uso sul territorio italiano. In questo contesto, l’educazione scientifica è fondamentale per fornire sia ai produttori sia al consumatore finale gli strumenti più indicati per una corretta comunicazione e trasmissione del messaggio.

Pro-, Pre-, Post-biotics
Different technological approaches to interact with human microbiome

Good habits are becoming essential in people’s everyday life. This trend is deducible due to the increasing request of food supplement focused on improving a better life style and people’s well-being. In particular, prebiotic and probiotics dietary supplements have conquered much of the nutraceutical market thanks to the increasing scientific evidence and their potential. Although they have reached success, there is still so much confusion regarding all the definitions that surrounded these ingredients and their applications. In this review, several scientific evidence characterizing prebiotics, probiotics and post-biotics have been collected. In addition, it has been further investigated which definitions are currently available in Italy. From this perspective, scientific education is needed to overcome this general confusion giving also to the manufacturer and to the end-consumer an accurate instrument for a correct communication with the aim to share the right message.


Silimarina
Un antico rimedio con stimolanti prospettive?
Paolo Morazzoni, Fabrizio Corti

La silimarina, estratto botanico standardizzato contenente flavonolignani e ottenuto dai frutti del Silybum marianum, è un prodotto fitoterapico tradizionale ampiamente utilizzato per il trattamento di patologie a carico del fegato, fra cui epatiti, cirrosi e disfunzioni della secrezione biliare. Dati preclinici e alcune indagini cliniche recenti suggeriscono anche il suo utilizzo nel trattamento della steatosi epatica non alcolica (NAFLD). Malgrado tale evidenza, l’efficacia della silimarina non è ancora stata suffragata da chiari dati farmacocinetici correlati alla dose, sebbene numerosi tentativi siano stati fatti per migliorare l’assorbimento orale dei flavonolignani che si ritengono essere i suoi principi attivi. Ciò malgrado, sono stati ottenuti risultati positivi con formulazioni di silibina a base di lecitina (Phytosome®). La silibina è il principale flavonolignano contenuto nella silimarina e sperimentazioni cliniche e precliniche con la sua formulazione fitosomiale hanno evidenziato un migliore assorbimento dopo assunzione per via orale. Il sistema di rilascio che utilizza formulazioni a base di lecitina (Phytosome®) è stato anche applicato alla silimarina con risultati preclinici promettenti, coerenti con la aumentata biodisponibilità orale di gran parte dei flavonolignani presenti nell’estratto. Questi dati potrebbero aiutare ad individuare la dose clinicamente efficace nella protezione epatica e aprire la strada all’uso della silimarina in nuove aree terapeutiche, dove recenti scoperte indicano un ruolo importante dell’intero fitocomplesso.

Silymarin
An old remedy with a challenging future?

Silymarin, a flavanolignan-containing standardized extract obtained from the fruits of Silybum marianum, is a traditional phytotherapic product widely used for the treatment of liver diseases including hepatitis, cirrhosis and bile secretion dysfunction. Recent preclinical data and some clinical investigations also support its use in the management of non-alcoholic fatty liver disease (NAFLD). Despite this evidence, silymarin efficacy has not yet been supported by clear-cut dose-related pharmacokinetic data, although several attempts have been made to enhance the oral absorption of flavanolignans, its putative active principles. However, positive results have been obtained with lecithin-based formulations (Phytosome®) of silybin, the main flavanolignans in silymarin, which showed improved oral absorption in preclinical and clinical trials. The Phytosome® delivery system has also been applied to silymarin with promising preclinical results consistent with the oral bioavailability of most of the flavanolignans present in the extract. These data may help optimize the dose for clinical efficacy in liver protection and also pave the way for the use of silymarin in new therapeutic areas where recent findings indicate a major role for the entire phytocomplex.