Cosmetic Technology 4 – 2014 (pdf)

    Antistress per capelli da Centella asiatica

    Dalla natura un nuovo complesso anticellulite

    Alga alpina per la giovinezza della pelle

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  • Dermo affinità dell’olio d’oliva
  • Due visioni per l’industria cosmetica

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Cellulite e smagliature 
Una soluzione globale sostenibile
Estelle Loing, Elisabeth Lamarque, Magali Borel
Oltre alla riduzione in centimetri, il miglioramento dell’aspetto cutaneo è un claim importante per i prodotti snellenti. Cellulite, pelle a buccia di arancia, perdita di compattezza e smagliature sono problematiche che interessano tutte le donne, magre e in carne, giovani e meno giovani. L’obiettivo del presente studio è quello di presentare e definire un nuovo ed efficiente attivo di origine naturale. Il complesso contiene 3 ingredienti: estratto di burro di karité non torrefatto concentrato in estere di viminalolo che incrementa la sintesi della zinco-alfa-2-glicoproteina (ZAG) per stimolare la lipolisi in vitro; estratto di semi di avocado arricchito di materia prima insaponificabile che ha come target la anti-leucoproteinasi (SKALP) per inibire l’attività dell’elastasi in vitro; bentonite, un’argilla attiva, ricca di gruppi silanolici funzionali con potenziale rigenerativo, che serve da sistema di rilascio. L’efficacia anti-smagliature della bentonite è stata documentata su 22 donne con smagliature di recente apparizione, tramite analisi morfologica su fotografie e auto-valutazione. L’efficacia anti-cellulite del complesso è stata testata in una sperimentazione clinica controllata verso placebo condotta su 22 donne, utilizzando una proiezione a luce strutturata per analisi della superficie della pelle e ultrasuoni per la valutazione della compattezza della stessa.
La bentonite ha ridotto il rossore delle smagliature di -5%, la variazione di colore della pelle di -11% e la superficie delle smagliature di -21,8%. In termini di auto-valutazione, tutte le volontarie (100%) hanno ottenuto una pelle più morbida ed il 91% ha dichiarato che, oltre agli altri benefici, le smagliature apparivano più chiare. Una significativa azione anti-cellulite e levigante del complesso è stata documentata sull’82% delle volontarie. La ruvidità della superficie della pelle è stata ridotta in media di -7% (fino a -19%), l’ampiezza massima di -13% (fino a -24%) ed il volume di -13% (fino a -38%) rispetto al placebo. Il complesso ha svolto anche un effetto tensore; le inclusioni di grasso nel derma sono risultate significativamente ridotte e la densità del derma è incrementata di +9%. Il complesso agisce come ‘promotore globale’ per la pelle del corpo, per combattere la cellulite, migliorare la compattezza della pelle e levigare le smagliature.

Cellulite and stretch marks
A sustainable global solution
Beyond the loss of cm, body skin aspect is an important claim for slimming products. Cellulite, orange peel appearance, loss of firmness, and stretch marks are a matter of concern for both thin and more corpulent women, young and older alike. The aim of the present study was to design and characterize a new efficient body skin enhancer. The complex contains 3 ingredients: a non-torrefied shea butter extract, concentrated in viminalol ester, that increases zinc alpha-2-glycoprotein (ZAG) synthesis to stimulate lipolysis in vitro; an avocado seed extract, enriched in unsaponifiable matter, that targets skin-derived antileukoproteinase (SKALP) to inhibit elastase activity in vitro; bentonite, an active clay rich in silanols functional groups with regenerative potential, that serves as a delivery system.


Dermoaffinità dell’olio d’oliva
Una sempre interessante risorsa cosmetica
Luigi Miori, Gabriele Rosa
Il sebo della pelle è caratterizzato dalla presenza di componenti comuni all’alimento chiave della dieta mediterranea, quell’olio d’oliva riscoperto in tempi recenti in ambito cosmetico.
Entrambi presentano nella loro composizione acidi grassi, trigliceridi, steroli e squalene.
Verranno descritti il sebo ed i suoi componenti, lipidici e non. Tra di essi spicca lo squalene, un idrocarburo triterpenico contenuto anche nell’olio d’oliva.
Numerosi studi svolti negli ultimi anni hanno dimostrato che questo idrocarburo composto da sei unità isopreniche possiede notevoli proprietà benefiche, sia per il nostro corpo che per la nostra pelle, tra cui si distinguono quella antiossidante e quella anti-invecchiamento. Sono inoltre descritte le proprietà dei principali acidi grassi dell’olio d’oliva.

Dermal affinity of olive oil
An always interesting cosmetic resource
Skin sebum is characterized by the presence of components that are peculiar to the most important food of the Mediterranean diet, the olive oil. Olive oil has recently been rediscovered by the cosmetic industry. Both skin sebum and olive oil have fatty acids, triglycerides, sterols and squalene in their chemical composition.
A description of sebum and its components (lipid and non-lipid as well) is presented at the beginning of the article. Among them, squalene, a triterpenic hydrocarbon found also in olive oil, stands out by virtue of its properties. Several studies carried out in recent years, have demonstrated that this hydrocarbon made up of six isoprenoid units, has outstanding health benefits, both for our body and our skin, including powerful antioxidant and antiaging properties.
A description of the most important olive oil fatty acids is presented in the text below.


Due visioni per l’industria cosmetica 
Giovanni Pantini
Dopo alcuni veloci accenni al sistema agro-alimentare come fonte dell’industria cosmetica in sostituzione dell’industria chimica (tema del 39° Congresso Nazionale SICC), l’articolo ricorda il gran successo della ‘strategia del fluoro’ nell’industria farmaceutica. Una strategia che sembra trovare nuovo vigore dal concetto dell’atomo di fluoro che funge da accettore di protoni. Questo concetto costituisce anche il razionale per una ‘strategia del fluoro’ adatta ai prodotti cosmetici, la quale potrebbe avvalersi del gran lavoro sperimentale fatto sui perfluoropolieteri in un’ottica di ricerca convenzionale, da utilizzare ora per un’innovazione su schemi del tutto differenti da quelli adottati in passato. Sono almeno tre le aree nelle quali il legame d’idrogeno risulta un criterio determinante per la formulazione (gli addotti, la solubilità e l’attività emulsionante), essendo poi discriminante nei confronti di sostanze e polimeri che, pur ad elevato contenuto di fluoro, sono lontani dall’offrire le stesse potenzialità (dei perfluoropolieteri).

Two visions for the cosmetic industry
Following some brief references to the agricultural and food industry as a source for the cosmetic industry instead of the chemical industry (subject matter of the 39th SICC National Congress), the article highlights the great success of the ‘fluorine strategy’ in the pharmaceutical industry.
Nowadays this strategy finds fresh impetus from the concept of fluorine as proton acceptor. This concept represents also the base for a ‘fluorine strategy’ for cosmetic products since it could benefit from the experimental work already carried out on perfluoropolyethers, to be now used for research in favor of an innovation based on completely new rules.
There are at least three areas where the hydrogen bond is a key criterion for formulating cosmetic products (adducts, solubility and emulsifying activity), while it is also a selective factor in order to separate substances and polymers that, despite a high fluorine content, are far away from offering the same potential of perfluoropolyethers.