Una review narrativa del potenziale ruolo per la salute cardiovascolare
G. Palmiotto
Docente al Master di II Livello in Fitoterapia Università degli Studi di Siena e Direttore Scientifico LCM
gpalmiotto@lcmtrading.it
Fish oils rich in omega-11 and other LC-MUFAs
A narrative review of their potential role in cardiovascular health
Regular dietetic consumption of fish is recommended by virtually all Authorities, Agencies, and Scientific Societies involved in nutrition and health. A large body of published studies provides robust evidence of the benefits of an adequate intake of omega-3s, mainly EPA and DHA, abundant in some marine species. The production of fish oils for pharmaceuticals and food supplements focuses on some selected species, but there are some others that, although low in EPA and DHA, are an excellent source of LC-MUFAs (Long Chain Mono Unsaturated Fatty Acids). Marine derived LC-MUFAs are mainly represented by 20-22 carbon atoms moieties among which the omega-11 cetoleic acid (CA), abundant in some pelagic fish, stands out. Research about these compounds is not as extensive as that on omega-3s, relying mainly on preclinical data and a few human studies. Published results suggest potential benefits of CA and LC-MUFA for cardiovascular health. They may stimulate the endogenous production of EPA and DHA thereby improving the Omega-3 Index (IO3), act as anti-atherogenic by promoting cholesterol efflux and by improving endothelial function, reduce markers of systemic inflammation and improve insulin sensitivity. Herring oils rich in CA are already on the market, promising health benefits linked to a purported synergetic action with omega-3s; this narrative review summarizes some of the available scientific data and some doubts still needing to be resolved.
Il regolare consumo di pesce è raccomandato praticamente da tutte le Autorità, Agenzie e Società Scientifiche che si occupano di nutrizione e salute; una mole di lavori pubblicati supporta con evidenze robuste i benefici dell’apporto di quantità adeguate di acidi grassi polinsaturi omega-3, soprattutto EPA e DHA, di cui alcune specie marine sono particolarmente ricche. Su alcune di queste è concentrata la produzione di oli di pesce per uso farmaceutico e nutraceutico ma ne esistono altre che, seppur povere di omega-3, sono un’ottima fonte di acidi grassi monoinsaturi a catena lunga (LC-MUFA, Long Chain Mono Unsaturated Fatty Acids) con numero di C compreso tra 20 e 22: tra questi spicca l’acido cetoleico (CA), un omega-11 di cui sono ricchi alcuni pesci pelagici. La ricerca su questi composti non è altrettanto prolifica, con studi soprattutto preclinici e pochi trial sull’uomo; i risultati pubblicati, tuttavia, fanno ipotizzare che CA e gli LC-MUFA possano supportare la salute cardio-vascolare. Essi stimolerebbero la produzione endogena di EPA e DHA migliorando l’Indice di Omega-3 (IO3), agirebbero in senso anti-aterogeno grazie a un favorito efflusso di colesterolo e al miglioramento della funzione endoteliale, ridurrebbero i markers d’infiammazione sistemica, migliorerebbero la sensibilità insulinica. Oli d’aringa ricchi in CA sono già stati lanciati sul mercato, promettendo benefici legati soprattutto alla sinergia con gli omega-3; questa review narrativa sintetizza alcune delle evidenze scientifiche disponibili, insieme a qualche dubbio ancora da sciogliere.
L’esempio della palmitoiletanolamide
R. Galla, S. Mulè, C. Molinari, F. Parini, F. Uberti
NOIVITA, Spin Off dell’Università
del Piemonte Orientale (Novara) Dipartimento per lo Sviluppo Sostenibile e la Transizione Ecologica, Università del Piemonte Orientale (Vercelli)
francesca.uberti@med.uniupo.it
Innovative lipid technologies to optimise permeability and enhance biological efficacy
The Palmitoylethanolamide example
This study analyzes how the efficacy of palmitoylethanolamide (PEA), a molecule known for its anti-inflammatory and neuroprotective properties, can be improved through the use of advanced lipid delivery technologies. PEA, while showing significant potential in modulating neuropathic pain, has limitations related to poor solubility and oral bioavailability. Supplementation with microemulsified systems and food-derived lipid matrices promotes intestinal permeation and preserves the integrity of the epithelial barrier. In an experimental model of peripheral nervous system damage, technologically advanced formulations demonstrated a greater ability to support cell viability, reduce oxidative stress, and modulate key inflammatory mediators. At the molecular level, an increase in markers associated with remyelination and neurotrophic support processes was observed. Furthermore, advanced formulations demonstrated a modulatory effect on pain signal transmission, promoting the rebalancing of neuronal excitability. Overall, the results suggest that the use of lipid technologies may be a valid support to improve the biological efficacy of PEA.
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Il presente studio analizza come l’efficacia della palmitoiletanolamide (PEA), molecola nota per le sue proprietà antinfiammatorie e neuroprotettive, possa essere migliorata mediante l’impiego di tecnologie avanzate di veicolazione lipidica. La PEA, pur mostrando un potenziale rilevante nella modulazione del dolore neuropatico, presenta limiti legati alla scarsa solubilità e biodisponibilità orale. L’integrazione con sistemi microemulsionati e matrici lipidiche di origine alimentare consente di favorire la permeazione intestinale e di preservare l’integrità della barriera epiteliale. In un modello sperimentale di danno del sistema nervoso periferico, le formulazioni tecnologicamente avanzate hanno dimostrato una maggiore capacità di sostenere la vitalità cellulare, ridurre lo stress ossidativo e modulare mediatori infiammatori chiave. A livello molecolare è stato osservato un incremento di marcatori associati ai processi di rimielinizzazione e di supporto neurotrofico. Inoltre, le formulazioni avanzate hanno dimostrato un effetto modulante sulla trasmissione del segnale doloroso, favorendo il riequilibrio dell’eccitabilità neuronale. Nel complesso, i risultati suggeriscono che l’impiego di tecnologie lipidiche possa rappresentare una strategia formulativa efficace per ottimizzarne l’attività biologica.
Nuovi modelli fisiologicamente rilevanti per la ricerca nutraceutica
e cosmetica
S. Scaglione, E. Palamà,
N. Ozimo, M. Aiello
React4life (Genova)
s.scaglione@react4life.com
MIVO®: the organ-on-chip that replicates the human physiology in the laboratory Physiologically relevant models for nutraceutical and cosmetic research
The limited predictive power of traditional preclinical models is a major cause of failure in the development of bioactive compounds. Organ-on-chip technologies provide an effective solution by reproducing key aspects of human physiology in dynamic and controlled in vitro systems. MIVO® (Multi In Vitro Organ) is an Italian-developed organ-on-chip platform that enables the culture of three-dimensional human tissues in interconnected compartments, allowing integrated evaluation of absorption, metabolism, bioavailability and biological effects of nutraceutical ingredients. The system makes it possible to investigate intestinal barrier crossing, metabolic transformation and functional responses in target tissues such as skin, liver and mucosae. By integrating microbiota and enabling multi-tissue configurations, MIVO® supports the study of mechanisms of action and systemic effects, including those underlying the “beauty from within” concept. Applications in skin, vaginal and nutricosmetic models demonstrate physiological relevance that is unparalleled compared with conventional static systems. Overall, MIVO® represents a paradigm shift in nutraceutical research, enabling a transition from empirical testing to mechanistic and physiologically relevant models, and supporting the development of safer, more effective and scientifically substantiated products.
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Il limitato valore predittivo dei modelli preclinici tradizionali rappresenta una delle principali cause di fallimento nello sviluppo di molecole bioattive. Le tecnologie organ-on-chip offrono una risposta concreta a questa criticità, consentendo di riprodurre in vitro funzioni chiave della fisiologia umana in condizioni dinamiche e controllate. MIVO® (Multi In Vitro Organ) è una piattaforma organ-on-chip sviluppata in Italia che permette la coltura di tessuti umani tridimensionali in compartimenti interconnessi, rendendo possibile lo studio integrato di assorbimento, metabolismo, biodisponibilità ed effetti biologici di ingredienti nutraceutici. Il sistema consente di valutare il passaggio attraverso la barriera intestinale, la trasformazione metabolica e l’azione su tessuti bersaglio come pelle, fegato e mucose. Grazie alla possibilità di integrare il microbiota e di realizzare modelli multitessuto, MIVO® supporta l’analisi dei meccanismi d’azione e degli effetti sistemici, inclusi quelli alla base del paradigma beauty from within. Le applicazioni nel campo cutaneo, vaginale e nutricosmetico mostrano una rilevanza fisiologica incomparabile rispetto ai sistemi statici tradizionali. Nel complesso, MIVO® rappresenta un cambio di paradigma per la ricerca nutraceutica, favorendo lo sviluppo di prodotti più efficaci, sicuri e scientificamente fondati.
Risultati di un trial clinico randomizzato, controllato
con placebo, in doppio cieco
con una formulazione multicomponente a base vegetale
F. Guerra, F. Iannuzzo
NGN Healthcare (Caserta)
ngnhealthcare@gmail.com
An innovative nutraceutical formulation for appetite control and premenstrual syndrome symptoms management
Results of a randomized, placebo-controlled, double-blind clinical trial with a multicomponent plant-based formulation
Premenstrual syndrome (PMS) is a highly prevalent condition affecting nearly half of women of reproductive age, with a significant impact on daily well-being and quality of life. Although several therapeutic options are available, concerns regarding potential side effects and the need for integrated approaches are driving research toward natural and complementary strategies capable of addressing multiple aspects of PMS. Agrigenina® is a multicomponent nutraceutical formulation rich in plant extracts (Cinchona bark, Chicory and Gentian roots, Griffonia simplicifolia, Vitex agnus-castus in a 2:1:1:1:0.25 ratio), specifically selected for their beneficial properties on premenstrual symptoms. A six-month randomized, double-blind, placebo-controlled clinical trial (two months of baseline observation, three months of treatment with Agrigenina®/placebo, and one follow-up) enrolled 120 women with PMS, who received Agrigenina® during the premenstrual and/or menstrual phase. Treatment efficacy was assessed using the validated PSST questionnaire. At the end of the third month of treatment, a significant reduction in hunger compared to baseline was observed (–59.1%), along with an overall improvement in premenstrual symptom severity (–36.6%), with meaningful benefits across both emotional and physical domains. The observed improvements were also reflected in daily life, as well as social and family relationships, suggesting a broader positive effect on overall well-being and quality of life. However, in the follow-up period after treatment discontinuation, a clear recurrence of symptoms was observed. In contrast, the placebo group showed no significant improvements, exhibiting only irregular fluctuations in symptomatology over time. Overall, these findings support the potential beneficial effect of Agrigenina® as a natural, well-tolerated, and effective nutraceutical strategy for managing appetite and the emotional and physical symptoms associated with PMS.
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La sindrome premestruale (SPM) è una condizione molto diffusa che colpisce quasi la metà delle donne in età fertile, con un impatto significativo sul benessere quotidiano e sulla qualità della vita. Sebbene siano disponibili diverse opzioni terapeutiche, i possibili effetti collaterali e la necessità di approcci integrati stanno orientando la ricerca verso strategie naturali e complementari capaci di agire su più aspetti della SPM. Agrigenina® è una formulazione nutraceutica multicomponente a base di estratti vegetali (corteccia di Cinchona, radici di Cicoria e Genziana, Griffonia simplicifolia, Vitex agnus-castus in rapporto 2:1:1:1:0,25), specificamente selezionati per le loro proprietà benefiche sui sintomi premestruali. Il trial clinico randomizzato, controllato con placebo e in doppio cieco, della durata di sei mesi (due mesi iniziali di osservazione, tre di trattamento e uno di follow-up), ha coinvolto 120 donne con SPM, che hanno assunto Agrigenina® durante il periodo premestruale e/o mestruale. L’efficacia del trattamento è stata valutata mediante la compilazione del questionario validato PSST. Al termine del terzo mese di trattamento, si è osservata una significativa riduzione del senso di fame pari al 59,1% e un miglioramento complessivo della sintomatologia premestruale del 36,6%, con risultati rilevanti sia sui sintomi emotivi che fisici. I benefici riscontrati si sono riflessi anche sulla vita quotidiana, sulle relazioni sociali e familiari, suggerendo un effetto positivo complessivo sul benessere e sulla qualità della vita delle partecipanti. Tuttavia, nel follow-up successivo alla sospensione del trattamento si è osservata una netta ricomparsa dei sintomi. Al contrario, il gruppo placebo non ha mostrato miglioramenti significativi, ma soltanto variazioni irregolari della sintomatologia nel tempo. Nel complesso, questi risultati supportano il potenziale benefico di Agrigenina® come strategia nutraceutica naturale, ben tollerata ed efficace nella gestione del senso di fame e dei sintomi emotivi e fisici associati alla SPM.
Complessità fisiopatologica
e razionale per interventi multi-target
A. Colletti, M. Pellizzato,
M.C. Ruiz-Aracil, G. Cravotto
Dipartimento di Scienza
e Tecnologia del Farmaco, Università di Torino Società Italiana dei Formulatori di Nutraceutici (SIFNut), Treviso
MARENOSTRUMTECH, Alicante (Spagna) alessandro.colletti@unito.it
Functional dyspepsia as a multidimensional disorder of gut-brain interaction
Pathophysiological complexity and rationale for multi-target interventions
Functional dyspepsia (FD) is a highly prevalent disorder of gut-brain interaction, characterized by chronic upper gastrointestinal symptoms in the absence of identifiable organic disease. Its pathophysiology is multifactorial and includes impaired gastric accommodation, delayed gastric emptying, visceral hypersensitivity, low-grade mucosal inflammation, oxidative stress, and alterations in gut-brain signaling – factors that may limit the effectiveness of pharmacological therapies targeting single mechanisms. Certain botanical extracts have been proposed as potential multi-target nutraceutical strategies due to the presence of phytocomplexes containing bioactive compounds capable of simultaneously modulating several of the pathophysiological mechanisms involved in functional dyspepsia. This work examined the mechanistic and clinical evidence related to three botanicals traditionally used to support digestive function (Zingiber officinale, Cynara scolymus, and Citrus limon) and characterized a multicomponent botanical extract derived from these species (DyspepCyn®). The physicochemical behavior of the formulation was evaluated through solubility testing in simulated gastrointestinal fluids and antioxidant activity assays (ORAC and DPPH). In addition, a retrospective observational analysis was conducted in 40 patients with functional dyspepsia treated for 15 days in routine clinical practice. The formulation showed good dispersion and solubility in simulated gastrointestinal media (≈700-800 mg/100 mL) and measurable antioxidant activity (ORAC: 365 µmol TE/g; DPPH EC₅₀: 32 µg/mL). In the real-world clinical setting, treatment was associated with a significant reduction in the Leeds Dyspepsia Questionnaire score with both 500 mg/day (−3.9 ± 2.1) and 1000 mg/day (−6.6 ± 2.6; p <0.001), with greater improvement observed at the higher dose (p = 0.002). These findings suggest a potential role for this botanical combination as a multi-target nutraceutical strategy in FD, warranting further controlled clinical studies.
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La dispepsia funzionale (FD) è un disturbo dell’interazione intestino-cervello altamente prevalente, caratterizzato da sintomi cronici del tratto gastrointestinale superiore in assenza di patologia organica. La fisiopatologia è multifattoriale e comprende alterata accomodazione gastrica, ritardato svuotamento gastrico, ipersensibilità viscerale, infiammazione mucosale di basso grado, stress ossidativo e alterazioni della segnalazione intestino-cervello, fattori che possono limitare l’efficacia di terapie farmacologiche mirate a singoli bersagli. Alcuni estratti botanici sono stati proposti come potenziali strategie nutraceutiche multi-target, grazie alla presenza di fitocomplessi contenenti composti bioattivi in grado di modulare simultaneamente diversi meccanismi fisiopatologici coinvolti nella dispepsia funzionale. Questo lavoro ha esaminato le evidenze meccanicistiche e cliniche relative a tre botanicals tradizionalmente utilizzati per il supporto digestivo (Zingiber officinale, Cynara scolymus e Citrus limon) e ha caratterizzato un estratto botanico multicomponente derivato da queste specie (DyspepCyn®). Il comportamento fisico-chimico della formulazione è stato valutato mediante test di solubilità in fluidi gastrointestinali simulati e saggi di attività antiossidante (ORAC e DPPH). Inoltre, è stata condotta un’analisi osservazionale retrospettiva su 40 pazienti con dispepsia funzionale trattati per 15 giorni nella pratica clinica. La formulazione ha mostrato buona dispersione e solubilità nei mezzi gastrointestinali simulati (≈700-800 mg/100 mL) e attività antiossidante misurabile (ORAC 365 µmol TE/g; DPPH EC₅₀ 32 µg/mL). Nel contesto clinico reale, il trattamento è stato associato a una riduzione significativa del punteggio Leeds Dyspepsia Questionnaire sia con 500 mg/die (−3,9 ± 2,1) sia con 1000 mg/die (−6,6 ± 2,6; p <0,001), con maggiore miglioramento al dosaggio più elevato (p = 0,002). Questi dati suggeriscono un potenziale ruolo della combinazione botanica come strategia nutraceutica multi-target nella FD, meritevole di ulteriori studi clinici controllati.
Mangimi complementari per dolore e infiammazione cronici
R. Amato
[…] Nell’ambito veterinario, in particolare, il dolore cronico si traduce in un insieme di “segni clinici” (zoppia, rigidità, esitazione nel saltare, irritabilità, calo di attività, difficoltà ad alzarsi dalla cuccia) che spesso si sviluppa lentamente e, proprio per questo, viene sottovalutato dal proprietario che ritiene siano solo “segni dell’età”. […] […] Ricordo che quando si parla di infiammazione e dolore si fa riferimento ad infiammazione e dolore cronici, bersaglio verso cui i mangimi complementari/integratori hanno miglior effetto. Di seguito troverete descritte alcune delle risorse naturali che meglio si prestano alla gestione del dolore cronico e dell’infiammazione nel cane e nel gatto.[…]
Dai ghiacci
della Groenlandia
alle applicazioni emergenti
A. Baldi
[…] I lipidi costituiscono un gruppo altamente diversificato di biomolecole, la cui complessità deriva dalla loro architettura modulare: le molecole lipidiche sono assemblate a partire da blocchi costitutivi distinti, come glicerolo, catene acil-alchil-alchenil, basi sfingoidi, gruppi fosfato e saccaridi, ciascuno con un metabolismo, una regolazione enzimatica e un’attività specifici. La classificazione più ampiamente accettata dei lipidi si basa, infatti, sulla loro composizione chimica, anche se, tuttavia, la ricerca moderna sta pian piano rendendo obsoleta la classificazione tradizionale che, ad oggi, risulta essere in ogni caso più ampiamente utilizzata.
Grazie alla lipidomica, ossia lo studio approfondito dei lipidi nei sistemi biologici, diventata uno strumento importante nella ricerca nutrizionale, in quanto consente l’analisi dettagliata dei profili lipidici e delle loro interazioni con la dieta e il metabolismo, nascono nuovi tentativi di classificare questi nutrienti, che riconoscono che l’identità di un lipide non è definita solo dalla sua struttura chimica, ma dal suo ruolo all’interno di una complessa gerarchia funzionale che comprende struttura, segnalazione ed energia.
[…]
Adulterazione del ginseng
R. Muscatello
[…] Nuova pubblicazione
del Botanical Adulterants Prevention Program
Il nuovo studio ha condotto una ricerca sistematica della letteratura su Google Scholar, PubMed e ScienceDirect, includendo studi sull’adulterazione in prodotti commerciali a base di ginseng (ingredienti sfusi e prodotti finiti) pubblicati dal 2015 all’inizio del 2025. L’autenticazione degli ingredienti botanici è stata riportata per 853 prodotti in 40 studi. L’entità dell’adulterazione è stata calcolata come il numero totale di campioni adulterati determinato dagli autori dello studio in relazione al numero totale di campioni analizzati. […]
CBD e sicurezza alimentare
A. Antonelli
[…] L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato nel febbraio 2026 un aggiornamento della sua dichiarazione sulla sicurezza del cannabidiolo (CBD) come “Novel food” nell’Unione Europea (1). Tale documento aggiorna lo stato delle conoscenze e le principali incertezze associate al consumo di CBD negli alimenti, in particolare negli integratori alimentari. L’obiettivo dell’assessment è stato quello di valutare le evidenze scientifiche pubblicate dal precedente Statement del 2022 fino a giugno 2024, con l’intento di determinare se ci fossero dati sufficienti per trarre conclusioni sulla sicurezza del CBD come Novel food, e di definire, dove possibile, punti di riferimento tossicologici utili ai fini regolatori.
[…]
Farmacia principale canale di acquisto, ma l’online è in crescita
“Scienza, Tecnologia & Comunicazione”
Ocimum centraliafricanum, Copper flower, indicatore di giacimenti di rame (5)