Editoriale IN3, 2026

Tiziana Mennini

Direttore scientifico
de L'Integratore Nutrizionale

Integratori acquistati su Amazon
Ma sono sicuri?

Con la crescente diffusione degli integratori alimentari, un numero sempre maggiore di rivenditori online offre ai consumatori la possibilità di acquistarli comodamente da casa, attratti dalla praticità e da una gamma di prodotti più ampia. Amazon è tra i giganti dell’e-commerce più noti e affidabili che, a partire da gennaio di quest’anno, ha inasprito i controlli sugli integratori, richiedendo test di laboratorio per categorie ad alto rischio (bodybuilding, gestione peso) per garantire la conformità delle etichette. Nonostante ciò, il rischio di contraffazioni o prodotti non conformi esiste ancora, come rivelato di recente da NOW Foods, realtà nota per il suo impegno dichiarato nella trasparenza.

I numeri parlano chiaro e, per certi versi, allarmano: su 35 integratori di olio di origano acquistati su Amazon, quasi due terzi non hanno superato i test di potenza. Ancora più grave: sei prodotti non contenevano alcuna traccia di carvacrolo, il principale composto attivo responsabile delle proprietà benefiche dell’origano. In alcuni casi, le capsule molli risultavano addirittura prive del tipico odore e sapore dell’erba, segnale evidente di una qualità quantomeno discutibile. Solo 14 marchi su 35 rispettavano quanto dichiarato in etichetta.

La questione non è marginale. L’olio di origano, ricco di carvacrolo (che nei prodotti autentici dovrebbe oscillare tra il 55% e il 90%), è utilizzato per il mantenimento dell’equilibrio della flora intestinale. Se il principio attivo manca o è presente in quantità irrisorie, il consumatore non acquista semplicemente un prodotto inefficace: viene indotto in errore, pagando per un beneficio che non esiste.

Il quadro peggiora ulteriormente guardando ai risultati relativi all’iperico (St. John’s Wort). Su 22 prodotti testati, uno solo — quello della stessa NOW — ha rispettato i livelli dichiarati di ipericina, il composto attivo standardizzato allo 0,3%. In cinque prodotti l’ipericina era completamente assente, mentre altri contenevano quantità inferiori a un decimo dello standard atteso. Non basta: nove campioni presentavano coloranti sintetici che nulla hanno a che vedere con un estratto vegetale di qualità. Questi risultati sollevano una domanda inevitabile: chi controlla davvero il mercato degli integratori? Le analisi condotte, sia internamente sia attraverso laboratori indipendenti accreditati ISO 17025, utilizzando metodi validati come HPLC e HPTLC, evidenziano un problema sistemico. Il punto critico è proprio qui. Il settore degli integratori si muove spesso in una zona grigia normativa, dove le responsabilità sono frammentate e i controlli non sempre adeguati alla complessità dei prodotti.

Sebbene Amazon vieti prodotti contraffatti e offra marchi affidabili, il rischio principale è la presenza di venditori terzi non verificati (la cosidetta “miscelazione dell’inventario”), prodotti non notificati al Ministero della Salute o falsi. È cruciale acquistare marchi noti, controllare le recensioni verificate e verificare la lista degli ingredienti. L’iniziativa di NOW di acquistare prodotti online e pubblicarne i risultati rappresenta un passo importante verso una maggiore trasparenza, ma non può restare un’eccezione. Serve un cambio di paradigma: più controlli indipendenti, standard analitici condivisi e, soprattutto, una maggiore responsabilità da parte dei produttori.

Perché la salute non può essere affidata al marketing. E un integratore che non integra nulla è, semplicemente, un inganno ben confezionato.

Editoriale IN3, 2026
Figura 1

Ocimum centraliafricanum, Copper flower, indicatore di giacimenti di rame (5)