Con la crescente diffusione degli integratori alimentari, un numero sempre maggiore di rivenditori online offre ai consumatori la possibilità di acquistarli comodamente da casa, attratti dalla praticità e da una gamma di prodotti più ampia. Amazon è tra i giganti dell’e-commerce più noti e affidabili che, a partire da gennaio di quest’anno, ha inasprito i controlli sugli integratori, richiedendo test di laboratorio per categorie ad alto rischio (bodybuilding, gestione peso) per garantire la conformità delle etichette. Nonostante ciò, il rischio di contraffazioni o prodotti non conformi esiste ancora, come rivelato di recente da NOW Foods, realtà nota per il suo impegno dichiarato nella trasparenza.
I numeri parlano chiaro e, per certi versi, allarmano: su 35 integratori di olio di origano acquistati su Amazon, quasi due terzi non hanno superato i test di potenza. Ancora più grave: sei prodotti non contenevano alcuna traccia di carvacrolo, il principale composto attivo responsabile delle proprietà benefiche dell’origano. In alcuni casi, le capsule molli risultavano addirittura prive del tipico odore e sapore dell’erba, segnale evidente di una qualità quantomeno discutibile. Solo 14 marchi su 35 rispettavano quanto dichiarato in etichetta.
La questione non è marginale. L’olio di origano, ricco di carvacrolo (che nei prodotti autentici dovrebbe oscillare tra il 55% e il 90%), è utilizzato per il mantenimento dell’equilibrio della flora intestinale. Se il principio attivo manca o è presente in quantità irrisorie, il consumatore non acquista semplicemente un prodotto inefficace: viene indotto in errore, pagando per un beneficio che non esiste.
Il quadro peggiora ulteriormente guardando ai risultati relativi all’iperico (St. John’s Wort). Su 22 prodotti testati, uno solo — quello della stessa NOW — ha rispettato i livelli dichiarati di ipericina, il composto attivo standardizzato allo 0,3%. In cinque prodotti l’ipericina era completamente assente, mentre altri contenevano quantità inferiori a un decimo dello standard atteso. Non basta: nove campioni presentavano coloranti sintetici che nulla hanno a che vedere con un estratto vegetale di qualità. Questi risultati sollevano una domanda inevitabile: chi controlla davvero il mercato degli integratori? Le analisi condotte, sia internamente sia attraverso laboratori indipendenti accreditati ISO 17025, utilizzando metodi validati come HPLC e HPTLC, evidenziano un problema sistemico. Il punto critico è proprio qui. Il settore degli integratori si muove spesso in una zona grigia normativa, dove le responsabilità sono frammentate e i controlli non sempre adeguati alla complessità dei prodotti.
Sebbene Amazon vieti prodotti contraffatti e offra marchi affidabili, il rischio principale è la presenza di venditori terzi non verificati (la cosidetta “miscelazione dell’inventario”), prodotti non notificati al Ministero della Salute o falsi. È cruciale acquistare marchi noti, controllare le recensioni verificate e verificare la lista degli ingredienti. L’iniziativa di NOW di acquistare prodotti online e pubblicarne i risultati rappresenta un passo importante verso una maggiore trasparenza, ma non può restare un’eccezione. Serve un cambio di paradigma: più controlli indipendenti, standard analitici condivisi e, soprattutto, una maggiore responsabilità da parte dei produttori.
Perché la salute non può essere affidata al marketing. E un integratore che non integra nulla è, semplicemente, un inganno ben confezionato.
Ocimum centraliafricanum, Copper flower, indicatore di giacimenti di rame (5)