Anna Caldiroli

Editoriale CT2, 2026

Bellezza in note

Io vengo dall’epoca in cui al pomeriggio, in camera, si ascoltava la radio in attesa che passasse “quella” canzone, pronti a intercettare il momento in cui la voce del deejay sfumava per pigiare il tasto REC e fermarla sulla nostra cassettina che avremmo riascoltato allo sfinimento. Per questo numero ho preparato una playlist: una selezione di brani reinterpretati secondo la scienza; spero che la ascoltiate magari condividendola con i colleghi di reparto e, perché no, canticchiando qualcosa insieme per mettere in fuga stress e tensioni.

“Rumore” di Raffaella Carrà

L’applicazione di un prodotto con la sua texture tattile o l’apertura di un packaging con il “clic” del tappo sono momenti di sensorialità con invio di un segnale immediato al sistema nervoso. È la bellezza che “si sente” e che determina una risposta attiva a uno stimolo. Il battito che accelera, la microcircolazione che si attiva, il glow che nasce da uno stato d’allerta positiva e diventa una scarica di benessere. Un prodotto deve saper “fare rumore”, distinguendosi per design e funzionalità senza necessariamente far tornare indietro nel tempo.

“Splendido Splendente” di Donatella Rettore

Per una pelle radiosa, è fondamentale rimuovere le cellule devitalizzate che opacizzano la superficie; per poi concludere con un’opportuna protezione. In questo quadro, il packaging di un prodotto “splendente” non è un semplice contenitore, ma un’estensione del concetto di luce con materiali dalle finiture metallizzate che anticipano visivamente al consumatore l’effetto finale sulla pelle.

“Sotto casa” di Max Gazzè

Il testo parla di “aprire la porta”, la metafora perfetta per il dialogo costante tra la pelle e i microrganismi che la abitano. Siamo ecosistemi complessi che necessitano di equilibrio: occorrono protezione della barriera cutanea e attenzione alla vulnerabilità cellulare anche attraverso la valutazione profonda degli ingredienti, non facendosi solo guidare dalla tendenza del momento. Il trend passa la pelle resta.

“Profumo” di Gianna Nannini

L’odore è identità. Oggi, il concetto di deodorante va riletto in chiave olistica non puntando alla copertura con l’ostruzione dei pori ma all’ingegneria del microbiota e del packaging, anche pensando a erogatori pratici e comodi per ripetere l’applicazione e sentirsi sempre confortevoli.

“L’essenziale” di Marco Mengoni

Un inno a eliminare il superfluo con un ritorno a ciò che è necessario; in cosmetica, si traduce nello skin minimalism: non è una rinuncia ma una raffinazione estrema della qualità, pochi ingredienti multifunzionali ad alta concentrazione e biodisponibilità; meno ingredienti con una riduzione del potenziale allergenico e l’uso di carrier biomimetici.

“Scrivile scemo” dei Pinguini Tattici Nucleari

Un cosmetico è un atto comunicativo totale e il packaging è il primo ad aprire una conversazione dallo scaffale che dovrà poi proseguire sul corpo. È necessario progettare l’insieme, curare ogni dettaglio, dal tocco materico del flacone alla risposta della formula.

“Sinceramente” di Annalisa

La sincerità in cosmetica è un dovere verso il mercato e non solo perché imposto dalla legge. Occorre un packaging che non nasconda il prodotto ma lo esalti senza il bisogno di farlo sembrare altro. Una bellezza sincera in cui le fragranze inserite sono una vibrazione che parte dal flacone e colpisce mente e cuore; probabilmente rappresentano per il consumatore target l’espressione diretta della qualità degli ingredienti, protetti da un packaging che ne garantisce l’integrità.

Editoriale CT2, 2026
Figura 1

Ocimum centraliafricanum, Copper flower, indicatore di giacimenti di rame (5)