Editoriale IN4-2025

Tiziana Mennini

Direttore scientifico
de L'Integratore Nutrizionale

Non solo probiotici
Parliamo anche di fibre alimentari

Cari lettori, volevo segnalarvi la pubblicazione di un recente articolo che propone una riclassificazione delle fibre alimentari, oltre l’attuale distinzione tra fibre solubili e insolubili (1). Questo sistema binario trascura la complessità delle strutture delle fibre e i loro molteplici effetti sulla salute. In effetti, le fibre solubili non sono semplicemente tali, ma presentano proprietà importanti come la fermentabilità, la capacità di modulare la secrezione insulinica e di ridurre i livelli di colesterolo sierico. Questa classificazione limitata non riesce a rappresentare adeguatamente la diversità delle fibre alimentari né a prevederne l’intero spettro di effetti fisiologici. «Per esempio, mele e banane contengono entrambe fibre, ma queste agiscono in modo molto diverso» spiega Raj Eri. «La nostra ricerca punta a individuare quali fibre sono più indicate per affrontare determinati problemi di salute. Così come ogni farmaco è pensato per trattare un disturbo preciso, anche le fibre dovrebbero essere selezionate in base agli effetti desiderati». 

Il nuovo approccio proposto dal team della RMIT University di Melbourne si basa su cinque caratteristiche fondamentali: struttura della catena principale, capacità di trattenere acqua, carica elettrica, forma fisica nello stomaco e velocità di fermentazione.

Grazie a questo nuovo approccio, i ricercatori mettono in evidenza che fibre apparentemente simili nella vecchia classificazione possono in realtà produrre effetti molto diversi sull’organismo. Per esempio, la cellulosa, spesso indicata come fibra insolubile e non fermentabile, viene ora descritta come una fibra lineare con lunga catena, a lenta fermentazione e con moderata capacità di trattenere acqua. La gomma di guar, d’altra parte, finora considerata una fibra solubile, risulta essere una fibra ramificata a lunga catena, anch’essa a fermentazione lenta, ma con un’elevata capacità di trattenere liquidi.

Questa nuova classificazione potrebbe migliorare le raccomandazioni nutrizionali, aiutare i ricercatori a progettare interventi più efficaci, supportare i clinici nella pratica e offrire all’industria alimentare strumenti per creare prodotti più mirati. L’obiettivo finale è colmare il divario tra l’assunzione consigliata e quella reale di fibre, rendendo le persone più consapevoli dei benefici specifici dei diversi tipi.

1. Opperman C, Majzoobi M, Farahnaky A et al. Beyond soluble and insoluble: A comprehensive framework for classifying dietary fibre’s health effects. Food Res Int. 2025;206:115843. 

Editoriale IN4-2025
Figura 1

Ocimum centraliafricanum, Copper flower, indicatore di giacimenti di rame (5)