E ora le domande: tu, da consumatore, fai la tua parte? Se l’etichetta fosse ancora più ricca di istruzioni, le seguiresti? O dato che sei disposto a pagare di più per un prodotto, reputi che tu non debba fare altro se non compiere un acquisto senza però spostarti dalle tue abitudini?
Letture consigliate
• Quantis, Make Up the future. Leve di cambiamento per un business della cosmetica sostenibile. 2021. Report.
• Morizet D, Aguiar M, Campion JF et al. Water consumption by rinse-off cosmetic products: The case of the shower. Int J Cosmet Sci. 2023;45(5):627-635.
• Dezeure J, Pereira-Doel P, Font X et al. Understanding the water consumption associated with the use of hair care products: The impact of six hair characteristics on rinsing shampoos and conditioners. Int J Cosmet Sci. 2025.
In settembre, la città di Milano ha ospitato la “Milano Beauty Week” dedicata alla cultura della bellezza e del benessere. Una manifestazione per la cittadinanza con una ricca successione d’incontri con quattro temi guida: innovazione, sostenibilità, inclusione ed emozione. Emozione come quella che si prova: affacciandosi dalla terrazza di Palazzo Giureconsulti e c’è il Duomo ad aspettarti, nel percorrere lo scalone d’onore di Palazzo Castiglioni, davanti al sobrio neoclassicismo di Palazzo Bovara, o per il sapore trionfale del Teatro della Scala, alzandosi dalla postazione dopo che un hair-stylist ha ristudiato il nostro look o un makeup artist ha posato sul nostro viso tocchi di colore delicatamente orchestrati.
Ho partecipato a più di un evento: ho ascoltato la presentazione di un settore in buono stato di salute, in crescita e concretamente immerso nella sostenibilità. Dai risultati emersi dalla II edizione dell’Osservatorio sulla sostenibilità del settore cosmetico 2025, sempre più imprese sono attive nella sostenibilità a tutto tondo. È nero su bianco: le imprese stanno facendo il loro. Sul tema delle risorse idriche, per esempio, più dell’80% delle intervistate ha dichiarato di realizzare almeno un’attività volta al risparmio d’acqua.
L’acqua è una risorsa essenziale per la cosmetica lungo l’intera catena del valore; una materia prima preziosa per la produzione e necessaria per l’utilizzo di molti prodotti da parte dei consumatori. Inoltre, le materie prime derivate dall’agricoltura – ampiamente apprezzate dal mercato e dai claim – hanno bisogno di acqua per crescere. Pertanto, il rischio idrico è un fattore rilevante.
L’industria si è messa in moto: ha creato prodotti waterless, ha adottato strategie di riduzione dell’acqua durante le lavorazioni, per esempio. Tuttavia, bisogna considerare che la fase di utilizzo può essere la principale causa dell’impatto di un prodotto in termini ambientali ed energetici, in relazione al mercato in cui viene utilizzato e al fatto che sia con o senza risciacquo. È un impatto che non può essere trascurato durante lo sviluppo dei prodotti e può orientare i brand a scelte più sostenibili. Uno studio scientifico ha evidenziato che la formulazione di un cosmetico influenza la quantità d’acqua necessaria per il risciacquo durante la doccia. È stato sviluppato un metodo innovativo e standardizzato per misurare la quantità minima di acqua necessaria per il risciacquo; ne è emerso che i capelli più lunghi e voluminosi richiedono significativamente più acqua rispetto ad altri. I dati sulla risciacquabilità dei prodotti siano essenziali per valutare l’impronta idrica, per esempio, di shampoo e balsami per capelli. Questo parametro potrebbe essere adottato sia in fase di R&D ma, più in generale, a livello di industria per una fotografia dell’impronta idrica dei propri prodotti e definire obiettivi di riduzione.
Ocimum centraliafricanum, Copper flower, indicatore di giacimenti di rame (5)