Anna Caldiroli

Editoriale CT4, 2025

Qual è il vostro parere nei confronti di un’Europa che se da una parte ascolta gli stakeholder (a posteriori) e rispetta gli impegni presi in tema di semplificazione, dall’altra “sembra cambiare idea” a pochi mesi dalla pubblicazione di un aggiornamento epocale?

Coltiviamo connessioni

Lo scorso giugno ho partecipato all’Assemblea Generale AssICC e il Dott. Sangalli, Presidente di Confcommercio ha creato una connessione tra il quadro e simbolo dell’assemblea di quest’anno e cioè “Il Girotondo” di Pellizza da Volpedo e la condizione delle imprese: nel quadro un gruppo di bambini e bambine (che potrei ricondurre ai soggetti che decidono di associarsi) si tengono per mano; canticchiando la filastrocca che tutti ricordiamo, potremmo dire che solo insieme (come imprese e come persone che abitano le imprese) sostenendoci e tutelando la terra, andando nella stessa direzione, questo mettersi in gioco ha un senso, altrimenti si cade “tutti giù per terra”. Un altro passaggio importante del discorso, a mio avviso, è stata la definizione di sostenibilità che ha fatto emergere una lettura diversa e coesa con il quadro: è la consapevolezza che tutto è collegato (come questi bambini nel girotondo) e non ci sono scelte insignificanti. Non è possibile isolarsi, non ci si può fermare ma occorre lavorare come filiera. È importante avere una piena consapevolezza del passato, una conoscenza del presente per concretizzare la visione del futuro che chiede al settore della distribuzione delle materie prime – ma mi sento di estendere questa considerazione anche all’intera industria cosmetica – un agire che sia nella direzione della sicurezza e della sostenibilità, dell’innovazione e della competitività. Anche questi pilastri non sono delle colonne isolate ma l’una è strettamente connessa con l’altra. Ulteriore elemento emerso è stata la necessità di semplificazione delle norme che non significa banalizzazione o carenza: le imprese non intendono sottrarsi all’impegno di garantire la sicurezza dei consumatori, in particolare; tuttavia, in un panorama (italiano) disseminato di PMI che sono in grado di adempiere a richieste proporzionate e praticabili, si ravvisa la necessità di eliminare oneri superflui e consolidare la chiarezza giuridica.

Così, l’8 luglio con il nuovo Chemical Action Plan è stato pubblicato il pacchetto di semplificazione normativa Omnibus con una serie di proposte tra cui una dedicata alla modifica del Regolamento (UE) 2024/2865 – il recente aggiornamento del CLP – per date di applicazione e disposizioni transitorie. Obiettivi: bilanciare meglio, da un lato, l’esigenza che le informazioni riportate sull’etichetta siano chiaramente comprese dai consumatori e, dall’altro, la necessità di ridurre le barriere di mercato e gli oneri amministrativi per l’industria. La proposta specifica modificherebbe (i) l’art. 2 che stabilisce le date di entrata in vigore e di applicazione delle sue disposizioni; (ii) l’art. 30 che stabilisce i termini per la rietichettatura, (iii) l’art. 48 sulla pubblicità, (iv) l’art. 48 bis sulle vendite a distanza e l’etichettatura delle pompe di carburante di cui all’allegato II; (v) le disposizioni che modificano l’art. 31.3, e le sezioni pertinenti dell’Allegato I sui requisiti obbligatori di formattazione. Stabilita anche una nuova data di applicazione al 1° gennaio 2028 per tutte le disposizioni menzionate. A questa, nell’Omnibus si affiancano ulteriori proposte che vedrebbero un “ritorno alle origini”- per certi versi – del CLP. 

Editoriale CT4, 2025
Figura 1

Ocimum centraliafricanum, Copper flower, indicatore di giacimenti di rame (5)