L'Integratore Nutrizionale n°6-2025 | Associazioni
Nutraceutica in evoluzione
Quando la tecnica costruisce il futuro della salute

Alessandro Colletti e Marzia Pellizzato
V Simposio della Società Italiana dei Formulatori in Nutraceutica

Il V Simposio della Società Italiana dei Formulatori in Nutraceutica (SIFNUT), tenutosi il 14 e15 novembre 2025, si è confermato come uno degli appuntamenti scientifici più rilevanti e rappresentativi per il settore nutraceutico italiano, non solo per la qualità dei contenuti proposti, ma anche per la straordinaria partecipazione del comparto scientifico e industriale. L’edizione 2025 ha infatti registrato oltre 280 accessi complessivi, con la presenza di circa 100 aziende e il supporto di più di 40 sponsor, a testimonianza di un interesse crescente e trasversale verso un settore in piena maturazione.
Al di là del dato numerico, ciò che ha maggiormente caratterizzato il Simposio è stata la composizione eterogenea della platea, volutamente “spuria” nel senso più virtuoso del termine: operatori sanitari, responsabili R&D e regulatory aziendali, formulatori, accademici, clinici e professionisti della comunicazione scientifica hanno condiviso gli stessi spazi e lo stesso linguaggio.
Questa contaminazione di competenze e prospettive ha rappresentato uno degli elementi di maggior valore dell’evento, evidenziando quanto sia oggi imprescindibile mettere in comunicazione mondi tradizionalmente separati per costruire una nutraceutica realmente solida, credibile e orientata all’efficacia. Il Simposio SIFNUT si è così confermato non solo come momento di aggiornamento scientifico, ma come luogo di connessione, in cui ricerca, industria e pratica clinica possono dialogare senza mediazioni artificiali, favorendo una crescita condivisa del settore.

Questi numeri riflettono la crescente consapevolezza che la nutraceutica stia attraversando una fase di profonda trasformazione:
da disciplina soggetta a tendenze influenzate dal mercato a disciplina tecnico-scientifica strutturata,
sempre più centrale nei percorsi di prevenzione e supporto alla salute.

Il titolo scelto “Nutraceutica in evoluzione. Quando la tecnica costruisce il futuro della salute” ha sintetizzato efficacemente il filo conduttore dell’intero Simposio: la tecnica farmaceutica applicata alla nutraceutica come sistema complesso, fondato su evidenze scientifiche, rigore metodologico e innovazione tecnologica, capace di dialogare in modo maturo con il mondo dell’healthcare, regolatorio e clinico.

Prima giornata

All’interno di questo contesto altamente partecipato, la prima giornata, dedicata al passaggio dalla ricerca all’industria, ha posto l’accento su quella che è stata definita un’ “evoluzione silente” della nutraceutica: un progresso continuo, spesso poco visibile all’esterno, ma estremamente profondo per chi opera all’interno della filiera.

L’attenzione sugli ingredienti attivi, in particolare botanicals e “altre sostanze ad effetto nutritivo fisiologico”, ha permesso di affrontare il tema della riscoperta di estratti tradizionali attraverso strumenti tecnologici moderni. Dai casi studio su Cistus e Calluna vulgaris fino all’evoluzione delle tecniche di estrazione dei derivati dell’acido idrossicinnamico, è emerso come la vera innovazione non risieda necessariamente nella scoperta di nuove piante, ma nella capacità di estrarre, standardizzare e caratterizzare in modo più selettivo e sostenibile ciò che già esiste. In parallelo, il contributo regolatorio ha ricordato come l’innovazione debba muoversi entro confini normativi sempre più definiti, soprattutto nel contesto europeo. La domanda “cosa sì e cosa no” non è apparsa come un limite alla creatività, ma come uno stimolo innovativo a progettare prodotti più solidi, difendibili e coerenti con la tutela del consumatore.

Uno dei focus della prima giornata è stato dedicato a luppoli e malti, ingredienti storicamente associati al mondo brassicolo ma oggi oggetto di un crescente interesse nutraceutico. Le evidenze precliniche e cliniche presentate hanno mostrato come specifiche frazioni bioattive possano esercitare effetti significativi in ambito cardiovascolare, cosmetico e veterinario.

Il pomeriggio della prima giornata ha spostato il focus su uno dei settori più dinamici e al tempo stesso più controversi della nutraceutica: prebiotici, probiotici e postbiotici. Il confronto tra industria, ricerca e regolatorio ha messo in luce una realtà fatta di grandi opportunità, ma anche di limiti metodologici ancora non completamente risolti. È emersa con forza la necessità di superare approcci semplicistici, basati esclusivamente sulla vitalità microbica, per abbracciare una visione più ampia che includa funzione, metabolismo microbico e interazione ospite-microbiota.

Uno dei messaggi più chiari del Simposio è stato che, oggi più che mai, la forma è sostanza. Le sessioni dedicate alle tecnologie formulative hanno mostrato come la performance clinica di un nutraceutico dipenda in modo cruciale da eccipienti, sistemi di rilascio e strategie di veicolazione. Dalle tecnologie per migliorare compliance e performance delle forme solide orali ai sistemi di rilascio mirato gastrico, fino ai carrier intelligenti, il messaggio condiviso è stato quello di una nutraceutica che dialoga apertamente con la farmaceutica, mutuandone linguaggi, modelli e strumenti, senza perdere la propria identità.

La chiusura della prima giornata ha segnato un passaggio concettuale fondamentale: il testing preclinico non come optional, ma come fondamento metodologico della nutraceutica moderna. L’allineamento con la farmacologia, l’utilizzo di modelli in vitro avanzati e modelli 3D, fino alla discussione sul ruolo dell’animal testing, hanno delineato uno scenario in cui l’efficacia non può più essere presunta, ma deve essere dimostrata.

La lettura magistrale conclusiva del prof. Cesare Sirtori ha sintetizzato efficacemente questa visione: inventare molecole e costruire salute richiede intuizione, ma soprattutto metodo.

Seconda giornata

La seconda giornata ha spostato l’attenzione dall’innovazione “invisibile” a quella visibile nella pratica clinica e professionale. Il tema della biodisponibilità e del testing farmacocinetico ha aperto i lavori, sottolineando come nuove tecnologie di delivery possano modificare radicalmente l’efficacia di molecole lipofile, a patto che siano accompagnate da corrette modalità di assunzione.

La sessione dedicata ai disturbi cardiometabolici ha rappresentato uno dei momenti di maggiore convergenza e attenzione dell’intero Simposio, riuscendo a coinvolgere in modo trasversale tutta la platea. È emersa una visione multifattoriale della disglicemia, che va oltre il semplice controllo della glicemia per includere infiammazione, funzione endoteliale, metabolismo intestinale e, in modo innovativo, anche la stitichezza come bersaglio funzionale trascurato.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla nutraceutica evidence-based applicata a performance e recupero, non solo nell’atleta ma anche nel paziente fragile. Dalla discussione sugli aminoacidi alle nuove formulazioni di creatina, fino al ruolo del supporto nutraceutico nel paziente oncologico, è emersa una nutraceutica sempre più trasversale, che supera le tradizionali compartimentazioni.

Il binomio estetica-longevità è stato affrontato in chiave moderna, spostando il focus dall’anti-ageing al concetto di healthspan. Particolarmente rilevante è stato il richiamo al ruolo dei mitocondri come snodo centrale della salute cutanea e sistemica.

La sessione sulla proprietà intellettuale ha infine ricordato che l’innovazione, per portare reale valore, deve essere protetta adeguatamente, soprattutto in un settore dove il confine tra reale innovazione ed idea di marketing è spesso sottile.

Le tavole rotonde finali hanno rappresentato il momento più “politico” e identitario del Simposio: università, istituzioni, giornalisti, associazioni di categoria e professionisti si sono confrontati sul futuro della nutraceutica, tra ambizioni scientifiche e realtà quotidiana. È emersa la necessità di una cultura condivisa, capace di tenere insieme rigore scientifico, sostenibilità industriale e responsabilità verso il paziente.

Il V Simposio SIFNUT ha restituito l’immagine di un settore healthcare consapevole delle proprie possibilità e responsabilità, pronto ad affrontare le sfide future sfruttando criticità e limitazioni come elementi di pura innovazione. Un settore che non si limita più a “promettere benessere”, ma che lavora per costruirlo con metodo, tecnica e visione.

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Nutraceutica in evoluzione. Quando la tecnica costruisce il futuro della salute
Figura 1

Ocimum centraliafricanum, Copper flower, indicatore di giacimenti di rame (5)