Uno studio in vitro
K. Gianesin, E. Caracciolo,
P. Lucchese
Le infezioni del tratto urinario (UTI) sono tra le infezioni batteriche più diffuse al mondo, rappresentando un grave problema di salute pubblica. Le UTI sono causate sia da batteri Gram+ che Gram-, fra questi l’Escherichia coli uropatogeno (UPEC) rappresenta il principale agente eziologico; esso è causa dell’85% delle cistiti a livello mondiale. Il trattamento terapeutico convenzionale prevede l’uso di agenti antimicrobici ma, a causa del drammatico aumento di antibiotico resistenza, questa strategia ha perso parzialmente la sua efficacia terapeutica. Per questo motivo, la ricerca di alternative naturali per il trattamento delle infezioni delle vie urinarie rappresenta un argomento attuale.
Molte sostanze naturali possono essere utilizzate per proteggere le vie urinarie, sostenere le difese immunitarie o alleviare la sintomatologia.
Questo studio ha indagato in vitro l’efficacia antibatterica di una formulazione orale* contenente estratti vegetali in associazione al postbiotico L. paracasei MCC1849, evidenziando una buona attività inibitoria nei confronti di ceppi batterici uropatogeni. La combinazione di estratti botanici con ingredienti che modulano il microbiota potrebbero costituire un’interessante opportunità per migliorare l’efficacia terapeutica di alternative naturali utili a favorire il benessere delle vie urinarie.
Urinary tract infections (UTIs) are one of the most common types of bacterial infections worldwide, representing a severe public health problem. UTIs are caused by both Gram+ and Gram- bacteria, among these Uropathogenic Escherichia coli (UPEC) is the most common etiological agent, responsible for approximately 85% of all globally occurring UTIs.
Conventional therapeutic treatment involves the use of antimicrobial agents, but due to the dramatic increase in antimicrobial resistance, this strategy has partially lost its therapeutic efficacy. For this reason, the search for natural alternatives for UTIs treatment represents a current research topic. Many natural substances can be used to protect the urinary tract, support the immune system and relieve symptoms. This study investigated in vitro the antibacterial efficacy of an oral formulation* containing botanical extracts in association with the postbiotic L. paracasei MCC1849, highlighting good inhibitory activity against uropathogenic bacterial strains. The combination of botanical extracts with probiotic ingredients could provide an interesting opportunity to improve the therapeutic efficacy of natural alternatives useful in promoting urinary tract health.
Sopravvivenza del ceppo L. rhamnosus CRL 1505 in diverse matrici alimentari e prevenzione
delle infezioni respiratorie
C. Germoni
Il ceppo probiotico L. rhamnosus CRL 1505 è stato ampiamente descritto in più di 35 diversi studi preclinici e in uno studio clinico condotto su bambini, dimostrando il suo potenziale nel modulare la risposta immunitaria sistemica con effetto di protezione dalle infezioni delle alte vie aeree. In questo articolo vengono presentati i dati relativi a due studi clinici condotti su soggetti adulti sani. Nel primo studio è stata studiata la sopravvivenza del ceppo al transito gastrointestinale in seguito al consumo del probiotico in forma liofilizzata e inserito all’interno di due diverse matrici alimentari, una bevanda fermentata a base di latte vaccino e una a base di avena. In seguito al consumo dei diversi prodotti, la capacità del ceppo CRL 1505 di sopravvivere al tratto gastrointestinale è stata valutata mediante recovery vitale del ceppo nei campioni fecali dei partecipanti allo studio. I risultati dello studio hanno evidenziato la capacità del ceppo di sopravvivere al passaggio gastrointestinale in tutte le condizioni analizzate. Sono state inoltre osservate buone capacità di colonizzazione del tratto intestinale date dalla persistenza del ceppo all’interno dei campioni fecali posteriori alla fine del trattamento. I risultati dello studio hanno evidenziato un effetto protettivo sul ceppo probiotico da parte della matrice alimentare, in particolar modo quella a base di latte. I risultati dello studio confermano inoltre la buona sopravvivenza del ceppo durante il transito gastrointestinale. Nel secondo studio, è stato indagato il ruolo del ceppo CRL 1505 nella prevenzione delle infezioni del tratto respiratorio superiore in adulti sani. Lo studio ha evidenziato che il consumo di CRL 1505 è stato in grado di ridurre sia la frequenza che la durata degli episodi di raffreddore comune, in particolar modo in soggetti con un più alto numero di episodi, e ha portato ad un minore utilizzo di farmaci per il trattamento dei sintomi. Nel complesso, gli studi riassunti in questo articolo confermano la versatilità dell’utilizzo del ceppo probiotico CRL 1505 e la sua capacità di sopravvivere al transito gastrointestinale e di esercitare un effetto protettivo nella salute respiratoria in soggetti adulti sani.
Lacticaseibacillus rhamnosus CRL 1505: intervention studies in healthy adults
Survival of the strain L. rhamnosus CRL 1505 in different food matrices and prevention
of respiratory infections in healthy adults
The probiotic strain L. rhamnosus CRL 1505 has been widely described in more than 35 different preclinical studies and in one clinical study conducted in children (1), demonstrating the potential of this strain to modulate the systemic immune response with protective effects against upper respiratory tract infections. Two clinical studies conducted in healthy adults are summarized in this article. In the first study, survival of the strain to gastrointestinal transit has been assessed following consumption of the probiotic as lyophilized powder and through two different food matrices, milk-based and oat-based fermented beverages. After consumption of the different products, the survival of CRL 1505 strain to gastrointestinal transit has been evaluated by assessing the viable recovery of the strain in the fecal samples of the study participants. The results of the study have shown the ability of the strain to survive during gastrointestinal transit in all the conditions studied. Moreover, the strain persisted in the fecal samples following the end of the treatment period, pointing to the good ability of CRL 1505 strain to colonize the intestinal tract. The results of the study highlight the protective effect provided by the food matrix, especially the milk-based beverage, to the probiotic strain and confirm the good survival of CRL 1505 to gastrointestinal transit. The second study investigated the role of CRL 1505 in preventing upper respiratory tract infections in healthy adults. This study showed that CRL 1505 consumption led to reduced frequency and duration of common cold episodes, especially in subjects experiencing a high number of episodes, and to a reduced use of symptomatic medications. Overall, the studies described in this article confirm the versatility of the probiotic strain CRL 1505, the good survival of this strain to gastrointestinal transit and its protective effects on respiratory health in healthy adults.
Il microbiota delle verdure fermentate può influenzare
la produzione di metaboliti nella realizzazione di alimenti fermentati funzionali per il benessere umano
F. Sacco1, F. Colonna2, C. Fachechi2, C. Benvegnù3
Gli alimenti fermentati suscitano crescente interesse per la facile inclusione nella dieta e i benefici riportati, sebbene i meccanismi che li collegano alla salute siano ancora poco chiari. In questo lavoro abbiamo analizzato cavolo cappuccio bianco, cavolo cappuccio rosso e carota fermentati spontaneamente, valutandone metaboliti contenuti e comunità microbiche. A fine processo ogni matrice presenta un profilo chimico distintivo: oltre a importanti concentrazioni di lattato compaiono forme attive di folati (5-metil-THF), tracce di vitamina B12, derivati della vitamina C e molecole antiossidanti, tutti candidati postbiotici. La fermentazione aumenta inoltre la bioaccessibilità di composti tipici delle verdure, come isotiocianati, GABA, β-carotene e altri carotenoidi.
La caratterizzazione genetica rivela microbioti ad alta biodiversità ma specifici per ciascun vegetale, dominati da batteri lattici con funzioni complementari che acidificano e proteggono l’ambiente, garantendo la sicurezza del prodotto; nessun patogeno è stato rilevato. I risultati confermano quindi che la fermentazione spontanea, oltre a mantenere un ecosistema complesso, arricchisce lo spettro di metaboliti bioattivi che possono spiegare gli effetti salutistici attribuiti ai fermentati. Queste evidenze aprono la strada allo sviluppo di alimenti vegetali funzionali “postbiotici”, ottenuti tramite consorzi microbici naturali ma controllati. Il passo successivo sarà elaborare modelli predittivi che combinino tipo di substrato e condizioni di fermentazione, così da guidare in modo replicabile la produzione di metaboliti utili al metabolismo umano, con standard elevati di sicurezza e qualità.
Microbial and metabolic profiling of spontaneously fermented vegetables as a natural source of postbiotics
How microbial assembly in fermented cabbage and carrot drives the generation of health-relevant metabolites for next-generation functional foods
Fermented foods are gaining popularity for their ease of inclusion in daily diets and their reported health benefits, yet the mechanisms linking intake to specific physiological effects remains unclear. This study investigated metabolic transformations and microbial diversity in spontaneously fermented vegetables. At the end of fermentation, each matrix displayed a distinct metabolite profile. Organic acids, active folate forms, trace vitamin B12, vitamin C derivatives, and antioxidant molecules were detected, qualifying as potential postbiotics. Fermentation also enhanced the bioaccessibility of key phytochemicals, including isothiocyanates, GABA, β-carotene and other carotenoids.
Amplicon sequencing revealed well-diversified, yet vegetable-specific microbiota dominated by lactic-acid bacteria; these taxa possess complementary metabolic capacities and create a self-stabilising, safe environment—an aspect critical for future functional-food development. The data show that spontaneous fermentation not only sustains a complex microbial ecosystem but broadens the spectrum of health-relevant metabolites that may underlie the benefits attributed to fermented foods. These findings highlight the potential of harnessing spontaneous fermentation to upgrade vegetables into postbiotic-rich functional foods through targeted management of microbial and metabolic diversity. Future work should couple substrate selection with predictive models of fermentation dynamics to steer natural consortia toward consistent, safe, and nutritionally valuable postbiotic production.
Parte II
A. Conz, M. Salmona,
L. Diomede
Con la diffusione nell’alimentazione dei dolcificanti non nutritivi (NNS), recenti studi hanno concentrato la loro attenzione sul loro effetto sul microbiota intestinale come mediatore del potenziale impatto generato da disturbi gastrointestinali, quali insulino-resistenza, obesità e infiammazione. Abbiamo riassunto i risultati degli studi preclinici e clinici pubblicati negli ultimi dieci anni che hanno esaminato gli effetti singoli dei NNS più consumati: aspartame, acesulfame-K, sucralosio e saccarina. Gli studi preclinici hanno fornito risultati contrastanti per vari motivi, tra cui la modalità di somministrazione e le differenze nel metabolismo degli stessi NNS tra le diverse specie animali. In alcuni studi sull’uomo è stato osservato un effetto disbiotico dei NNS, ma molti altri studi randomizzati controllati hanno riportato l’assenza di effetti significativi sulla composizione del microbiota intestinale. Questi studi differivano per il numero di soggetti coinvolti, le loro abitudini alimentari e il loro stile di vita, tutti fattori correlati alla composizione basale del microbiota intestinale e alla sua risposta ai NNS. La comunità scientifica non ha ancora raggiunto un consenso unanime sui risultati e sui biomarcatori adeguati a definire con precisione gli effetti dei NNS sul microbiota intestinale.
Questa revisione rivaluta criticamente questi aspetti ed esamina il possibile impatto dell’ingestione di NNS sul microbiota intestinale.
Effects of non-nutritive sweeteners on the intestinal microbiota
Part II
With the increasing incorporation of non-nutritive sweeteners (NNS) into the human diet, recent research has focused on their impact on the gut microbiota as a potential mediator of gastrointestinal disturbances, including insulin resistance, obesity, and inflammation.
This review summarizes findings from preclinical and clinical studies published over the past decade that have investigated the individual effects of the most widely consumed NNS: aspartame, acesulfame-K, sucralose, and saccharin.
Preclinical studies have yielded conflicting results, which can be attributed to various factors, including differences in routes of administration and interspecies variability in NNS metabolism.
Some human studies have reported dysbiotic effects of NNS, whereas many randomized controlled trials have shown no significant alterations in gut microbiota composition. These discrepancies may be explained by differences in sample size, participants’ dietary habits, and lifestyle factors—all of which influence baseline gut microbiota composition and its responsiveness to NNS intake. To date, the scientific community has not reached a consensus on the outcomes or on reliable biomarkers that can precisely define the effects of NNS on the gut microbiota.
This review critically re-evaluates these aspects and explores the potential impact of NNS consumption on gut microbial ecology.
Nuove molecole
per l’ipercolesterolemia,
oltre le monacoline
M.E. Maffei
L’ipercolesterolemia è un rischio cardiovascolare primario. Le statine, come la monacolina-K del riso rosso fermentato, sono comuni, ma recenti problemi di sicurezza ne limitano l’uso. Protium heptaphyllum, ricco di α- e β-amirine (triterpenoidi pentaciclici), emerge come alternativa promettente. Studi preclinici mostrano che le amirine riducono steatosi e infiammazione e migliorano la reattività vascolare. L’α-amirina attenua la sindrome metabolica in ratti, diminuendo colesterolo totale, trigliceridi e glicemia, e aumentando l’HDL. Similmente, α- e β-amirine abbassano VLDL e LDL e alzano l’HDL in topi. La β-amirina riduce il colesterolo totale in criceti. Ricerche in vitro su epatociti umani rivelano che estratti di P. heptaphyllum riducono la produzione di colesterolo e modulano proteine chiave del metabolismo lipidico (HMGCR, PCSK9, LDLR, FXR, IDOL, PPAR). Questi risultati suggeriscono un meccanismo d’azione complesso. Sebbene promettenti, sono necessari studi clinici sull’uomo per confermarne l’efficacia. Protium heptaphyllum rappresenta una fonte naturale con potenziale significativo contro l’ipercolesterolemia, specialmente alla luce delle preoccupazioni sulla sicurezza di altre risorse come il riso rosso fermentato.
In search of safer alternatives: the role of Protium heptaphyllum in cholesterol control
New molecules for hypercholesterolemia, beyond monacolins
Hypercholesterolemia is a primary cardiovascular risk. Statins, such as monacolin-K from red yeast rice, are common, but recent safety concerns limit their use. Protium heptaphyllum, rich in α- and β-amyrins (pentacyclic triterpenoids), emerges as a promising alternative. Preclinical studies show that amyrins reduce steatosis and inflammation, and improve vascular reactivity. α-amyrin attenuates metabolic syndrome in rats, decreasing total cholesterol, triglycerides, and blood glucose, and increasing HDL. Similarly, α- and β-amyrins lower VLDL and LDL and raise HDL in mice. β-amyrin reduces total cholesterol in hamsters. In vitro research on human hepatocytes reveals that P. heptaphyllum extracts reduce cholesterol production and modulate key proteins in lipid metabolism (HMGCR, PCSK9, LDLR, FXR, IDOL, PPAR). These results suggest a complex mechanism of action. Although promising, human clinical trials are needed to confirm efficacy and safety. Protium heptaphyllum represents a significant natural resource against hypercholesterolemia, especially given safety concerns regarding other options like red yeast rice.
Una valutazione retrospettiva di tre distinte formulazioni a base botanica
A. Colletti1,2, M. Pellizzato2, V. Citi3, A. Martelli3, G. Cravotto1,2, L. Bertin 4,5,6
La stitichezza funzionale (FC) è un disturbo gastrointestinale comune con eziologia multifattoriale, che compromette significativamente la qualità della vita ed è associata a disagio psicologico. I trattamenti farmacologici presentano spesso limitazioni in termini di efficacia e sicurezza, suscitando un crescente interesse verso le alternative nutraceutiche. Questo studio ha valutato l’efficacia e la sicurezza comparativa di tre distinte formulazioni nutraceutiche (Erbalax Forte Len, Erbalax Complex e LAX Plant), sviluppate per modulare la motilità intestinale attraverso meccanismi d’azione differenti in adulti affetti da FC. È stata condotta un’analisi retrospettiva su 75 adulti con diagnosi di FC secondo i criteri di Roma IV. I partecipanti sono stati trattati con una delle tre formulazioni per 21 giorni consecutivi. Gli endpoint clinici includevano: variazione delle evacuazioni spontanee complete settimanali (CSBM), consistenza delle feci (scala di Bristol, BSFS), sintomi della stitichezza (PAC-SYM), qualità della vita (PAC-QoL) e benessere psicologico (DASS-21). Sono stati valutati anche i profili di sicurezza e tollerabilità. Tutte le formulazioni hanno determinato un miglioramento significativo della funzione intestinale, sebbene con profili distinti. LAX Plant ha prodotto un aumento rapido e marcato della frequenza delle evacuazioni e della consistenza delle feci, con un incremento di CSBM pari a +2,8/settimana e di BSFS pari a +2,2 (p <0,001). Tuttavia, i miglioramenti nella qualità della vita e nel benessere psicologico sono risultati relativamente limitati, probabilmente a causa di lievi effetti gastrointestinali. Erbalax Forte Len ha mostrato miglioramenti sostanziali ed equilibrati in tutti i parametri valutati, inclusi CSBM (+2,6/settimana), BSFS (+2,4), PAC-SYM (-6,0), PAC-QoL (-26,7) e DASS-21 (-21,4; tutti con p <0,001), suggerendo benefici terapeutici ampi. Erbalax Complex ha determinato miglioramenti moderati in CSBM (+1,0/settimana) e BSFS (+1,3), risultando la formulazione miglior tollerata, senza eventi avversi segnalati. Questo studio ha fornito evidenze real-world a supporto dell’efficacia e sicurezza di strategie nutraceutiche distinte nella gestione della FC. Erbalax Forte Len, che combina fibre prebiotiche, sali osmotici e botanicals antinfiammatori, ha dimostrato di essere la formulazione che ha apportato i benefici superiori. LAX Plant risulta efficace per un uso a breve termine, ma è limitato dalla possibile tollerenza e dipendenza associata all’utilizzo cronico degli antrachinoni, mentre Erbalax Complex può rappresentare un’opzione di mantenimento del regolare transito intestinale. Sono necessari futuri studi clinici randomizzati e controllati per confermare quest’analisi retrospettiva.
Nutraceutical approach to functional constipation
A retrospective evaluation of three different botanical formulations
Functional constipation (FC) is a common gastrointestinal disorder with a multifactorial aetiology, significantly impairing quality of life and associated with psychological distress. Pharmacological treatments often present limitations in efficacy and safety, prompting interest in nutraceutical alternatives. This study aimed to evaluate the comparative efficacy and safety of three distinct nutraceutical formulations, Erbalax Forte Len, Erbalax Complex, and LAX Plant, designed to target bowel motility through different mechanistic pathways in adults with FC. A retrospective analysis was conducted on 75 adults diagnosed with FC according to Rome IV criteria. Participants were treated with one of the three formulations for 21 consecutive days. Clinical endpoints included changes in complete spontaneous bowel movements (CSBM), stool consistency (Bristol Stool Form Scale, BSFS), constipation symptoms (PAC-SYM), quality of life (PAC-QoL), and psychological wellbeing (DASS-21). Safety and tolerability were also assessed. All formulations significantly improved bowel function, with distinct profiles. LAX Plant produced rapid and marked increases in bowel movements and stool consistency, with CSBM increasing by +2.8/week and BSFS by +2.2 (p <0.001). However, improvements in quality of life and psychological wellbeing were comparatively limited, likely due to mild gastrointestinal side effects. Erbalax Forte Len showed substantial and balanced improvements across all measured parameters, including CSBM (+2.6/week), BSFS (+2.4), PAC-SYM (-6.0), PAC-QoL (-26.7), and DASS-21 (-21.4; all p <0.001), indicating broad therapeutic benefits. Erbalax Complex provided moderate improvements in CSBM (+1.0/week) and BSFS (+1.3), and it was the best-tolerated formulation, with no adverse events reported. This study provides real-world evidence supporting the efficacy and safety of distinct nutraceutical strategies for FC management. Erbalax Forte Len, combining prebiotic fibers, osmotic minerals, and anti-inflammatory botanicals, offers superior multidimensional benefits. LAX Plant is effective for short-term use but limited by laxative dependence concerns, while Erbalax Complex may serve as a maintenance option for mild cases. Future clinical randomized trials are warranted to confirm these findings.

Resilienza commensale e filtri dell’habitat
Un approccio innovativo
per la comprensione del microbiota arriva da Oltreoceano
A. Baldi
Lo studio del microbioma intestinale, inteso come l’insieme del microbiota e del suo ambiente ospite (l’uomo), negli anni, ha beneficiato di diversi avanzamenti in ambito tecnologico. Il sequenziamento del DNA di nuova generazione ha consentito di rivelare che comunità microbiche in equilibrio sono collegate allo stato di salute dell’ospite, mentre uno squilibrio nel microbiota (disbiosi) è associato a un’ampia gamma di stati patologici. In seguito, la metagenomica shot-gun ha sostituito il sequenziamento degli ampliconi del gene dell’RNA ribosomiale 16S, la meta-trascrittomica ha sostituito la metagenomica e la trascrittomica a singola cellula ha sostituito il sequenziamento basato sulla comunità. Tuttavia, nonostante questi straordinari progressi nella raccolta di dati, il supercalcolo e l’intelligenza artificiale, oggi non siamo più vicini di ieri a comprendere cosa costituisca un microbiota sano. Termini come disbiosi e omeostasi, infatti, rimangono scarsamente definiti, nonostante un mare magnum di dati generati attraverso un’efficienza sempre maggiore delle metodiche di analisi.
In questo contesto, gruppi di ricerca dalla California (Stanford e UC Davis) e dal Tennessee (Vanderbilt University Medical Center) hanno tentato di integrare tali conoscenze con una, a detta loro, “sana dose di approccio deduttivo” per accelerare la creazione di un quadro concettuale generale, al fine di comprendere come il microbiota sia in equilibrio durante l’omeostasi e come questo equilibrio venga interrotto durante la disbiosi. […]

Claim sui botanicals
A. Antonelli
Che cosa cambia in seguito alla sentenza della Corte
La Corte di Giustizia dell’Unione europea (CGUE) ha emesso una sentenza significativa nella Causa C-386/23 (Novel Nutriology) del 30 aprile 2025 (1) in merito alle indicazioni sulla salute correlate ai botanicals. Di seguito un’analisi della sentenza e delle implicazioni per gli operatori.
[…]

Il futuro incerto
della Direttiva Green Claims
B. Bonini
Dopo giorni di incertezza e comunicazioni contraddittorie, la Commissione Europea ha chiarito che la proposta di Direttiva sull’attestazione e sulla comunicazione delle asserzioni ambientali esplicite – c.d. Direttiva Green Claims – non è stata formalmente ritirata.
Il suo futuro rimane tuttavia incerto.
[…]
Progetto SonninoNutraOil
P. Vignolini, S. Urciuoli, K. Cornali, C. Cassiani, G. Marrone, C. Masci, G. Perelli, M. Di Lauro, M. Mancini, E. Candi, R. Bernini, A. Noce
[…] Il progetto dal titolo “Valorizzazione della qualità e delle proprietà nutraceutico-funzionali dell’olio extra-vergine di oliva di Sonnino – SonninoNutraOil” è stato finanziato dalla Regione Lazio attraverso il Bando pubblico Programma di Sviluppo Rurale PSR 2014-2020 sottomisura 16.2.1 “Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie”, con inizio il 18.07.2023 e termine il 30.09.2025.
Il partenariato del progetto è costituito da sei aziende agricole del Lazio, tra cui l’Azienda Agricola Iannotta Lucia (capofila), Azienda Agricola Madeccia di De Cupis Ilenia, Centro Agro Olivicolo Sonninese di Altobelli Angelo & C.SAS, Azienda Agricola Gregorio De Gregoris, Ditta Rossetti Sergio – Frantoio olearia; mentre il partenariato scientifico è composto da istituzioni accademiche, quali il Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali (DAFNE) dell’Università degli Studi della Tuscia, il Dipartimento di Medicina dei Sistemi dell’Università di Roma Tor Vergata, il Centro di Ricerche e Servizi per l’Innovazione Tecnologica e Sostenibile (CERSITES) dell’Università di Roma La Sapienza; enti di ricerca quale la Fondazione PIN – Polo di Prato dell’Università di Firenze. Completa il partenariato l’Istituto di Istruzione Superiore San Benedetto – Einaudi - Mattei di Latina.
Il progetto SonninoNutraOil pone la sua attenzione sulla valorizzazione dell’olio extra-vergine di oliva (EVO) dell’area di Sonnino (LT) e degli scarti e sottoprodotti della produzione olearia (foglie di olivo e sansa di oliva). […]
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Ocimum centraliafricanum, Copper flower, indicatore di giacimenti di rame (5)